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Fanfulla da Lodi & c.

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Andrea ATO

unread,
Apr 11, 1997, 3:00:00 AM4/11/97
to

Salve a tutti i simpaticoni, dopo aver lanciato l'idea delle osterie e
aver avuto un buon seguito, mi avventuro in un altro altrettanto
esaltante campo, quello degli stornelli e delle mitiche canzoncine.
Vi cito Fanfulla da Lodi, Fra Cazzaccio, il Banano, Gaspero, etc etc
etc, potrei farci notte. Io comincio col mitico Fanfulla da Lodi, che
purtroppo però non posso dirvi il motivetto da cantarci sopra ; spero
che la conosciate....pOI, al solito tocca a VOI continuare......

FANFULLA DA LODI

Conoscete Fanfulla da Lodi
cavaliere di gran rinomanza
che un giorno affittò una stanza
con una donna dai facili amor CORO : ' VAFFANCUL '

E cavalca, cavalca , cavalca
alla fine Fanfulla s'accascia
lo risveglia la lurida bagascia
cento scudi mi devi già dar VAFFANCUL

Vaffanculo, Vaffanculo, Vaffanculo
le rispondfe Fanfulla incazzato
20 scudi io t'ho già dato
gli altri 80 li prendi nel cul VAFFANCUL

Passa un giorno, due giorni tre giorni
a Fanfulla ni prude l'uccello
che sarà questo male novello
che la notte non lo fa più dormir VAFFANCUL

Vien chiamato un dottore di grido
che gli dice Fanfulla mio bello
van tagliate le palle e l'uccello
se di scolo non vuoi morir VAFFANCUL

La morale di questa romanza
si riduce alla legge del Menga
che l'ha preso nel cul se lo tenga
ed impari ad usare un pompin VAFFANCUL

A siddetta moral contrapposta
contrappongo la legge del Volga
che l'ha preso nel cul se lo tolga
e lo metta nel culo al vicin VAFFANCUL.....

Saluti a tutti, vi saluto col liuto

Andrea

Marco Carnazzo

unread,
Apr 16, 1997, 3:00:00 AM4/16/97
to

Andrea ATO <ato...@sysnet.it> scritto nell'articolo
<334E9D...@sysnet.it>...

> Salve a tutti i simpaticoni, dopo aver lanciato l'idea delle osterie e
> aver avuto un buon seguito, mi avventuro in un altro altrettanto
> esaltante campo, quello degli stornelli e delle mitiche canzoncine.
> Vi cito Fanfulla da Lodi, Fra Cazzaccio, il Banano, Gaspero, etc etc
> etc, potrei farci notte. Io comincio col mitico Fanfulla da Lodi, che
> purtroppo però non posso dirvi il motivetto da cantarci sopra ; spero
> che la conosciate....pOI, al solito tocca a VOI continuare......

Accetto la sfida ;-)

CARLO MARTELLO TORNA DALLA BATTAGLIA DI POITERS
BY FABRIZIO DE ANDRE'

Re Carlo tornava dalla guerra,
lo accoglie la sua terra cingendolo d'allor.
Al Sol della calda primavera
lampeggia l'armatura del sire vincitor.

Il sangue del principe del Moro
arrossano il cimiero d'identico color,
ma più che del corpo le ferite
da Carlo son sentite le bramosie d'amor.

Se ansia di gloria, sete d'onore
spegne la guerra al vincitore,
non ti concede un momento per fare all'amore.

Chi poi impone alla sposa soave
di castità la cintura ahimé grave
in battaglia può correre il rischio di perder la chiave.

Così si lamenta il re cristiano,
si inchina intorno il grano,
gli son corona i fior,
lo specchio di chiara fontanella
riflette fiori in sella dei Mori il vincitor.

Quando ecco nell'acqua si compone,
mirabile visione, il simbolo d'amor.
Nel folto di lunghe trecce bionde,
il seno si confonde ignudo in pieno Sol.

Mai non fu vista cosa più bella,
mai io non colsi sì fatta pulzella,
disse il Re Carlo scendendo veloce di sella.

(con voce soave) "De cavaliere, non v'accostate,
già d'altri gaudio quel che cercate,
ad altra più facile fonte la sete calmate".

Sorpreso da un dire sì deciso,
sentendosi deriso, Re Carlo s'arrestò,
ma più che l'onore poté il digiuno,
fremente l'elmo bruno il sire si levò.

Codesta era l'arma sua segreta,
da Carlo spesso usata in gran difficoltà:
alla donna apparve un gran nasone,
un volto da caprone, ma era sua maestà.

"Se voi non foste il mio sovrano
- Carlo si sfila il pesante spadone -
non cederei il disio di fuggirvi lontano,
ma poiché siete il mio signore
- Carlo si toglie l'intero gabbione -
debbo concedermi spoglia ad ogni pudore"

Cavaliere egli era assai valente
ed anche in quel frangente d'onor si ricoprì.
E giunto alla fin della tenzone,
incerto sull'arcione tentò di risalir.

Veloce lo arpiona la pulzella
repente la parcella presenta al suo signor.
(con forte cadenza dialettale) "Ve proprio perché voi sciete il Scire
fan zinque mila lire, è un prezzo di favor".

"E' mai possibile, oh porco di un cane,
che le avventure in codesto reame
debban risolversi tutte con grandi puttane.
Anche sul prezzo c'è poi da ridire,
ben mi ricordo che pria di partire,
v'eran tariffe inferiori alle tre mila lire".

Ciò detto, agì da gran cialtrone:
con balzo da leone in sella si lanciò.
Frustando il cavallo come un ciuco,
fra i glicini e il sambuco il re si dileguò.

Re Carlo tornava dalla guerra,
lo accoglie la sua terra cingendolo d'allor.
Al Sol della calda primavera
lampeggia l'armatura del sire vincitor.

That's all (bi)folks!

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Vincenzo Carnazzo

mailto:vcar...@milazzo.mediaweb.it
http://www.geocities.com/SouthBeach/Marina/9922 (under costruction)

Nicola de Angeli

unread,
Apr 17, 1997, 3:00:00 AM4/17/97
to

"Marco Carnazzo" <vcar...@milazzo.mediaweb.it> wrote:

>Accetto la sfida ;-)

Ri-posto un adattamento della "Canzone di Marinella", versione
goliardica...

Questa di Marinella e' la storia strana,
che una mattina si sveglio' puttana,
e un giovin che la vide cosi' bella
senti' rizzarsi, a un tratto, la cappella.

Tu eri verginella, eri pudica,
ti ritrovasti un cazzo nella fica;
tu eri bionda, avevi gli occhi belli
e ti arrivo' uno schizzo tra i capelli.

Duro come una pietra era l'uccello
che il giovin si puliva col mantello,
e mentre s'asciugava col maglione,
lui ti metteva in mano un bel decione.

Furon chiavate e furono pompini,
poi furono soltanto ditalini,
poiche' il bel giovin piu' non ti chiavava,
gia' stanca alfine era la sua fava.

E mentre un'altra volta ci provava,
lo scolo, chissa' come, si beccava,
e lui, che non credea fossi gia' rotta,
lecco' cent'anni ancora la tua potta.

Questa e' la canzone di Marinella,
seguisti il bel mestier di tua sorella,
e quando la tua fica fu una fogna
finisti in un casino di Bologna.

Ciao
Nicola

"Qui leccat non peccat
nec piattolas beccat."

BRUNO

unread,
Apr 18, 1997, 3:00:00 AM4/18/97
to

Marco Carnazzo <vcar...@milazzo.mediaweb.it> wrote:


>
> CARLO MARTELLO TORNA DALLA BATTAGLIA DI POITERS
> BY FABRIZIO DE ANDRE'

parole di Paolo Villaggio.
PS. Hai il testo di Veronica di Iannacci e Ciotti?
--
bruno

Marco Carnazzo

unread,
Apr 19, 1997, 3:00:00 AM4/19/97
to

On Fri, 18 Apr 1997 15:35:19 +0200, bro...@popmail.iol.it (BRUNO)
wrote:

>Marco Carnazzo <vcar...@milazzo.mediaweb.it> wrote:
>
>
>>
>> CARLO MARTELLO TORNA DALLA BATTAGLIA DI POITERS
>> BY FABRIZIO DE ANDRE'
>parole di Paolo Villaggio.

L'ho sempre sospettato: vedi SuperFantozzi la scena della 'cintura di
castita''.

>PS. Hai il testo di Veronica di Iannacci e Ciotti?

No, ma vi potrei dilettare con 'Attenti al gorilla' sempre by Fabrizio
De Andre'.

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