mi è capitato spesso che un erogatore lasciato a riposo per diverso tempo mi
si inchioda e devo smontarlo.
I secondi stadi in tecnopolimeri hanno minor problemi, ma il primo stadio in
metallo ne rimane soggetto.
Il problema è che anche un buon lavaggio dopo l'uso ( cosa peraltro sempre
consigliabile dopo ogni immersione) rimuove anche il salino, ma aggiunge il
calcare dell'acqua, pertanto il problema non migliora di molto.
L'acqua distillata non farebbe nulla.
L'unica cosa che faccio a casa è quella di lavarli con acqua e aceto perchè
rimuove sia salino che calcare, ma bisogna poi sciacquarlo con acqua perchè
può rovinare le parti in gomma ( quelle al silicone molto meno ) se lasciato
per molto tempo.
Un velo di olio di vaselina medico sull'esterno ( per chi non si fida a
smontarlo ) ed anche nelle guarnizioni , membrane e pistoncini ( per i più
esperti ) completano l'opera della manutenzione ordinaria.
Non uso nessun prodotto siliconico perchè poi te lo respiri.
Comunque una manutenzione straordinaria con smontaggio dei pistoncini e
guarnizioni è sempre consigliata ( specialmente il primo stadio ).
Saluti
Walter
Alessandro Moratti ha scritto nel messaggio <7904dq$st8$1...@nslave1.tin.it>...
che tristezza.
Luca
Ciao :-)
Edoardo.
Alessandro Moratti ha scritto nel messaggio <7904dq$st8$1...@nslave1.tin.it>...
>Cari esperti e/o appassionati, vorrei acquistare un buon erogatore, ma da
>bravo "quasi principiante" ho sentito una vocina sussurrarmi: - guarda che
>se l'erogatore non č usato con regolaritŕ e con una certa frequenza puň
>esserci il pericolo che "quel giorno" ti lasci, per cosě dire, a piedi.-
>Cosa ne pensate in proposito ? Se effettivamente ciň che ho
>ipotizzato -per prudenza- fosse vero, ci sarebbe un sistema per preservare
>la funzionalitŕ dell'erogat. ? non so.... per assurdo.... tenerlo immerso
Edoardo ha scritto nel messaggio <79262o$gtq$1...@nslave1.tin.it>...
Edoardo
Andrea ha scritto nel messaggio <792f3a$9fg$1...@fe1.cs.interbusiness.it>...
Ragazzi miei
un po' di humour e' pur sempre un segno di vitalita'
di un gruppo. L'eccessiva serieta' e' tipica dei
vecchi. E sono proprio io che tra poco ne compio 59
a dovervelo dire? :-)
Coraggio
Giovanni
--
Giovanni (USD president)
--
Giovanni Marola
Dept. of Information Engineering
University of Pisa
Scuba-Sites in Italy
http://marolaws.iet.unipi.it:8001/Isole/Italia2.html
Ci provo io.
Partendo dal primo stadio: pistone o membrana?
Se ci si immerge in Italia e/o in acque fredde il pistone
va evitato e la membrana e' assolutamente da preferire.
La membrana infatti isola perfettamente l'erogatore evitando
cosi' che acqua inquinata possa venire eventualmente inspirata.
Anche l'isolamento termico e' migliore e il pericolo
di congelamento diminuisce.
Solo in casi estremi, tipo vacanza nell'isola deserta dei mari
del sud e' preferibile il pistone piu' facile da riparare
in caso (poco probabile) di guasto.
Secondo stadio.
Qui ci sono due tecniche nettamente separate. Per semplicita'
chiamiamole Scubapro e Mares.
Tecnica Scubapro.
Allo scopo di diminuire lo sforzo inspiratorio
la valvola che chiude l'afflusso dell'aria e' forata cosicche'
l'aria proveniente dal primo stadio preme da entrambe le parti
dando una risultante molto piccola. Si puo' percio' usare una
molla di tenuta altrettanto piccola e lo sforzo inspiratorio
per aprirla viene quindi proporzionalmente diminuito.
Se non avete capito andate a :
http://musac.cs.man.ac.uk/regs/regs.htm
che vi mostra il tutto persino in movimento.
Tutto questo si paga in termini del cosidetto margine di
stabilita' che viene molto diminuito. Occorre percio' tarare
l'erogatore con cura o meglio inserire una manopola di
regolazione che al variare delle condizioni operative
evita l'autoerogazione. Riassumendo: i vantaggi sono
la facilita' di respirazione e l'ottimalita' ad ogni profondita'
purche venga ogni volta regolato di conseguenza, gli svantaggi
la maggior complessita' che necessita una manutenzione
piu' accurata. (Gli erogatori scubapro sono caldamente
consigliati dai rivenditori che fanno anche la manutenzione :-)
Tecnica Mares.
Usa la valvola di chiusura non forata e quindi una molla
piuttosto robusta e dura da aprire. Risultato: uno sforzo
inspiratorio che 'sarebbe' elevato se non fosse corretto
a mezzo di un artificio. A mezzo di un by-pass parte
dell'aria proveniente dal primo stadio viene inviata direttamente
in uscita creando un vortice . La depressione che ne consegue
mantiene aperta la valvola e riduce lo sforzo inspiratorio.
Vantaggi: sforzo inspiratorio bassissimo indipendente dalla
profondita'. Nessuna necessita' di regolazione. Maggior
semplicita' e quindi minore probabilita' di guasto.
(Gli erogatori mares vi saranno 'sconsigliati' dai
rivenditori che fanno anche la manutenzione :-)
Difetti: se si toglie di bocca va subito capovolto
onde evitare l'autoerogazione.
Riassumendo: primo stadio a membrana. Secondo stadio
scubapro (o simili) se vi piace giocherellare con
la manopola di regolazione e visitare spesso il
vostro negoziante per la manutenzioone. mares invece
se quando andate sott'acqua desiderate dimenticarvi
dell'erogatore (e del negoziante).
Ciao
Giovanni
--
Giovanni (USD president)
--
Le mieux est l'ennemi du bien (Voltaire)
Buone immersioni ............ Francesco
Alessandro Moratti ha scritto nel messaggio <7904dq$st8$1...@nslave1.tin.it>...
>Cari esperti e/o appassionati, vorrei acquistare un buon erogatore, ma da
>bravo "quasi principiante" ho sentito una vocina sussurrarmi: - guarda che
>se l'erogatore non è usato con regolarità e con una certa frequenza può
>esserci il pericolo che "quel giorno" ti lasci, per così dire, a piedi.-
>Cosa ne pensate in proposito ? Se effettivamente ciò che ho
>ipotizzato -per prudenza- fosse vero, ci sarebbe un sistema per preservare
>la funzionalità dell'erogat. ? non so.... per assurdo.... tenerlo immerso
On Sun, 31 Jan 1999 22:27:37 +0100, "Edoardo" <cra...@crastan.com>
wrote:
>Concordo.
>Io ho uno Scubapro Mk15/G250 e un Technisub Supra che penso di sostituire
>con uno Scubapro D400.
>Se con il Mk 20 a pistone o con il Mk 18 a membrana ancora non so.
>Qualcuno può darmi un consiglio?
>
Università degli studi di Genova, Facoltà di lettere e filosofia,
Dipartimento di Archeologia
**Master Scuba Diver NAUI**
~~~~~~~ Bolle Blu Diving Club Genova ~~~~~~~
Corsi Sub
Immersioni Golfo Ligure
Attrezzature Subacquee
http://bolleblu.freeweb.org
> Riassumendo: primo stadio a membrana. Secondo stadio
> scubapro (o simili) se vi piace giocherellare con
> la manopola di regolazione e visitare spesso il
> vostro negoziante per la manutenzioone. mares invece
> se quando andate sott'acqua desiderate dimenticarvi
> dell'erogatore (e del negoziante).
Ben detto.
Anch'io utlizzo un buon membrana come I stadio (MR 16 Mares) ed un
secondo senza regolazioni o cazzate del caso (Voltrex Mares).
Mio fratello ha comunque recentemente acquistato uno Spiro Ttan a
membrana asservito da un secondo stadio Spiro XLC. Devo dire che sono
veramente ottimi a tutte le profondità, superando in certi casi anche i
Mares.
Ciao
Ciao Giovanni
Il D400 in effetti e' un tentativo, molto ben riuscito,
della scubapro di conciliare il sistema bilanciato, da essa
introdotto negli anni 70, con la richiesta di non regolazione
da parte di molti sub che una volta sott'acqua desiderano
dimenticarsi dell'erogatore. Il sistema bilanciato (o a valvola
forata) ha il difetto di avere un margine di stabilita' ridotto
(facilita' di autoerogazione) ma anche il pregio di una
grande dolcezza di erogazione se ben regolato.
Il G250 (la G deriva dal nome del suo progettista Dean Garraffa)
e' molto apprezzato da chi ama regolare l'erogatore.
Il D400 si basa sullo steso principio con la differenza che
la molla di richiamo e' piu' dura che nel G250 e quindi garantisce
un margine di stabilita' maggiore e quindi l'assenza di
autoerogazione. Questo naturalmente consente di eliminare la
manopola di regolazione che, lo ripeto, ha solo la funzione
di indurire l'erogatore se esso tendesse ad autoerogare.
Il D400 sarebbe quindi un erogatore piu' 'duro' se, come nel
caso mares non si fosse ricorso ad un trucco.
La scatola del D400 e' stata progettata al computer
onde garantire un effetto venturi particolarmente
marcato ed ha una forma particolare che tende ad impedire
l'autoerogazione.
Sperando di non essermi reso noioso concludo con una nota.
Il Dean Garraffa e il suo amico Dough Toth sono usciti
un paio d'anni fa' dalla scubapro fondando l'aquatic
che produce il regolatore atomic. A sentire gli esperti
questo nuovo prodotto ha nettamente distanziato la concorrenza.
Quindi, se volete il non plus ultra eccolo: Atomic della
Aquatic prezzo (se non ricordo male) 800 $ per il modello
in ottone e 1300 per quello in titanio
Un saluto a tutti. :-)
Edoardo
Andrea.
>ditemi che cosa ne pensate del Poseidon.
E' come una Ferrari: meraviglioso, ma molto delicato. Se non lo tratti
coi "guanti bianchi" necessita di una manutenzione molto superiore
rispetto ad altri modelli meno "blasonati", ma piu' adatti ad essere
strapazzati.
O SEI SOLO UN VECCHIO BACCHETTONE CHE NON SA PARLARE ALTRO CHE DI
PISTONI.................... PRIMI STADI..................
MEMBRANE...................... ETC. ETC.
Io ho almeno la coerenza di firmare i miei messaggi........................
non si può dire lo stesso di te !!!
Saluti al N.G.
Fabio Battaglia
P.S. Questo messaggio viene spedito in copia anche per e-mail.
Battaglia Rappresentanze - Milano - Italia
e-mail address: Dest...@mclink.it
Luca Donati ha scritto nel messaggio <791vr8$465$1...@nslave1.tin.it>...
per motivi di sicurezza ti consiglio un erogatore a membrana.
Poi scegli un modello con solo poco 'sforza di lavoro' (come si può
leggere in una diagramma) secondo la CEN.
Nell' enciclopedia per la subacquea /(rivista SUB, 4 pagine ogni mese),
per esempio, è scritto:
...
ANTICONGELAMENTO,
misura precauzionale meccanica contro il -> congelamento dell’ ->
erogatore. La parte dell’erogatore che con maggiore facilità è soggetta
a congelamento è il -> primo stadio. Per evitare questo può essere di
aiuto montare una -> cuffia di protezione per isolare le parti mobili
del primo stadio dal contatto con l’acqua e riempire la camera
dell’acqua con un apposito olio al -> silicone. Impedendo all’acqua di
penetrare del primo stadio, si riduce la probabilità che si formi del
ghiaccio e che questo blocchi il movimento del -> pistone o della ->
membrana. Evitare il pericolo di congelamento è anche possibile fornendo
il primo stadio di un piccolo foro attraverso il quale fuoriesca in
continuazione dell’aria dalla camera a pressione intermedia alla camera
con l’acqua a pressione ambiente. Anche questo metodo impedisce
all’acqua di penetrare e di provocare la formazione di ghiaccio. Dette
misure precauzionali, però, impediscono il congelamento solo delle parti
descritte. Non vi è un rimedio assoluto per evitare questo pericolo.
Generalmente si considerano i primi stadi a membrana meno soggetti al
congelamento di quelli a pistone in quanto la membrana stessa isola i
meccanismi interni dal contatto dell’acqua e, grazie al materiale in cui
è fatta, gomma, svolge anche una funzione di isolamento termico. Nei
primi stadi a pistone l’acqua raffredda facilmente l’aria all’interno
del meccanismo in quanto separata da questa solo dalle sottili pareti
del pistone scorrevole. Per questa ragione gli erogatori con primi stadi
a pistone dovrebbero essere, in genere, maggiormente protetti dal
congelamento.
... (SUB 3/98)
Oltre:
...
CONGELAMENTO DELL’EROGATORE
Blocco dei meccanismi presenti nell’ -> erogatore a causa della
formazione di cristalli di ghiaccio. E’ necessario distinguere tra 1.
congelamento interno, 2. congelamento esterno, 3. congelamento del ->
secondo stadio. In base a quanto enunciato dalla -> legge di Charles, la
temperatura di un gas diminuisce quando avviene un abbassamento della
pressione. Quanto maggiore è la differenza di pressione, tanto maggiore
è il raffreddamento che ne consegue. L’aria compressa che viene espansa
da 200 bar a 1 bar subisce un abbassamento di temperatura di circa 40°C.
Respirare da un erogatore comporta una diminuzione di pressione e quindi
una diminuzione della temperatura dell’aria che tende di conseguenza ad
assorbire il calore dell’ambiente circostante fino ad uguagliarne la
temperatura ma, nel caso di acque particolarmente fredde, può
verificarsi anche un ulteriore raffreddamento del meccanismo di
riduzione della pressione. In acque con temperature superiori ai 10°C il
calore fornito dall’acqua è tale da impedire la formazione di ghiaccio
nell’erogatore. Al di sotto di questa temperatura però è possibile che
si formino dei cristalli di ghiaccio e sotto i quattro gradi centigradi
il pericolo è decisamente elevato. La normativa europea riguardante lo
standard -> EN 250 prevede che gli erogatori vengano testati anche a
temperature inferiori ai 10°C e quindi certificati idonei o meno per
l’uso in acque fredde (-> test di congelamento).
1. Congelamento interno. Nel congelamento interno il -> filtro
sinterizzato all’ingresso dell’aria nel riduttore di pressione è
bloccato dalla formazione di cristalli di ghiaccio. L’eventuale presenza
di umidità nell’aria compressa all’interno delle -> bombole, >>>>>>>>>>
ECC. ECC.
... (SUB 162 1/99)
Saluti,
Leda & Frank
Edoardo schrieb:
assolutamente d'accordo: si potrebbe dire (...) che la manopola non solo
è proprio inutile, pero usato troppo può causare danni che fanno
necessario una manutenzione dall' negoz autorizzato...
Eh - naturalmente: oppinione personale!
;-)
Sakuti Frank
Andrea Crosetti schrieb:
>
> Sakuti Frank
>
Jajajaja!!!!!! :-))))))) Sa L uti!!!!!!!!
Frank
Andrea schrieb:
>
> Bene ragazzi,
> Visto che l'argomento erogatori ci stà intrigando :
> ditemi che cosa ne pensate del Poseidon.
>
> Andrea.
Giovanni Marola wrote:
> Luca Donati wrote:
> >
> > Complimenti per la battuta una vera schifezza, mi auguro per lo meno che tu
> > abbia la decenza di chiedere scusa all'amico che ha chiesto consiglio per
> > altro che possono interessare l'intero ng
> >
> > Luca
>
> Ragazzi miei
> un po' di humour e' pur sempre un segno di vitalita'
> di un gruppo. L'eccessiva serieta' e' tipica dei
> vecchi. E sono proprio io che tra poco ne compio 59
> a dovervelo dire? :-)
> Coraggio
> Giovanni
>
> --
> Giovanni (USD president)
>
> Il problema č che anche un buon lavaggio dopo l'uso ( cosa peraltro sempre
> consigliabile dopo ogni immersione) rimuove anche il salino, ma aggiunge il
> calcare dell'acqua, pertanto il problema non migliora di molto.
Meglio un po' di calcare che tanto sale, credo :-)
> L'acqua distillata non farebbe nulla.
A questo non ho mai pensato, ma su due piedi direi che ha pochissimi
sali (se ne ha) e niente calcare !
Cosa ne pensate ...
>
> L'unica cosa che faccio a casa č quella di lavarli con acqua e aceto perchč
> rimuove sia salino che calcare, ma bisogna poi sciacquarlo con acqua perchč
> puņ rovinare le parti in gomma ( quelle al silicone molto meno ) se lasciato
> per molto tempo.
>
Perdonami ma non ho capito, se lo sciacqui con acqua non sei punto e a
capo ?
--
Ciao
--------------------------
Stefano Giurin
Mogliano Veneto - TV
Hobby: Subacquea & Acquari
http://StefanoGiurin.freeweb.org/