>un 10 lt di nitrox carico a 300 bar di
>nitrox al 38%
Per pura curiosita': perche' proprio un 38??
>Ho voluto rispondervi perchč non č concepibile che si mettano in
>giro voci per sentito dire cosě gratuitamente. A volte č meglio stare
>zitti.....
Concordo.
E grazie per le info.
già è una cazzata andare a 100 mt con un 25 % di elio,
ma sarei pure curioso di sapere che percentuale di ossigeno
c'era nella miscela di fondo.
Giorgio
--
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Mahhh, questo o è un pazzo, o si è inventato tutto!!!!! Mi auguro la seconda
che ho scritto !!!!!
mb
tu sai che oltre i -75 si usa la 10/70 per facilitare la decompressione e si
usa il nitrox50 e O2 e non tutte le altre cazzate di gas .
Mi racconti chi è quell'incompetente che ti ha consigliato di mettere solo
il 25% di elio per andare a -88 , e che percentuale di O2 avevi nella Mix di
fondo .
CREDO CHE LA GENTE COME TE NON DEBBA USARE L'ELIO MA ABBIA LA NECESSITA'DI
UN BUON ANALISTA .
A fare quello che fate apportate solo danno e disinformazione alla subacquea
,tu e i tuoi amici siete bombe vaganti pericolosissime .
Se fai la cortesia di dire dove ti vai ad immegere io andrò altrove , non
mi piace andare a pescare cadaveri di COGLIONI .
Alex
non importa <spel...@libero.it> wrote in message
151Z30Z39Z167Y1...@usenet.iol.it...
alexpinna <alex...@freemail.it> wrote in message
qvEL8.10320$K4.2...@twister2.libero.it...
grazie per avere scritto. Vorrei chiederti alcune cose :
- la miscela era un Heliar ?
- se si, era (approssimando i decimali) 16/25/59. Perchè avete usato una
miscela con una percentuale così alta di azoto ?
- quale era la profondità max pianificata ?
- cosa intendi, quando parli del 3° componente, per non attrezzato ?
U-59
--- LE COSE NON FUNZIONANO SEMPRE COSI' ????????? ---
come al solito una gran confusione
alfredo
mmmmhhhh, questo indirizzo mi puzza non poco...................
Fabio 2M
>CREDO CHE LA GENTE COME TE NON DEBBA USARE L'ELIO MA ABBIA LA NECESSITA'DI
>UN BUON ANALISTA .
>A fare quello che fate apportate solo danno e disinformazione alla subacquea
>,tu e i tuoi amici siete bombe vaganti pericolosissime .
> Se fai la cortesia di dire dove ti vai ad immegere io andrň altrove , non
specialmente se ciò che racconta risponde al vero e si è prodigato perchè
noi tutti sapessimo la verità sull'addaduto..
forse l'unico effetto che avrà il tuo intervento sarà quello di non vederlo
più scrivere e dare spiegazioni.. se si deve parlare di cogli... non saprei
a chi riferire il termine..
Supergeo
alias
Ivan
"alexpinna" <alex...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:qvEL8.10320$K4.2...@twister2.libero.it...
> A fare quello che fate apportate solo danno e disinformazione alla
subacquea
> ,tu e i tuoi amici siete bombe vaganti pericolosissime .
> Se fai la cortesia di dire dove ti vai ad immegere io andrň altrove , non
> mi piace andare a pescare cadaveri di COGLIONI .
> Alex
Guarda che questo, se e' tutto vero, si e' fatto una immersione per i cavoli
suoi senza dare informazioni a nessuno. E' stato tirato in mezzo all'arena
dalla collottola.
Forse un pochino di tranquillita' nel discutere questi argomenti non
guasterebbe.
Tutta questa acredine che gravita intorno alla subacquea tecnica fa solo
danni all'immagine della medesima in generale.
Guispi
"Guispi" <guispi_...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:adnecm$m6gl$1...@ID-100253.news.dfncis.de...
>
> "alexpinna" <alex...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
> news:qvEL8.10320$K4.2...@twister2.libero.it...
> Tutta questa acredine che gravita intorno alla subacquea tecnica fa solo
mi associo in tutto e per tutto al fondatore del Merendero Teamme.
l'intervento di Alex si commenta da solo.
Stefano 'Steve' Cesari
Massimo Malpieri <mma...@tin.it> wrote in message
65KL8.9666$TS.2...@news1.tin.it...
Sei solo un presuntuoso.
Guispi
> Magnmar Grosso <mag...@tiscalinet.it> wrote in message
> cd0e613be0eea5a27e2...@mygate.mailgate.org...
Aohhh e damose una calmata.
Altrimenti con le "stronzate" che state scrivendo non vi basta la carta
igenica!!!!!!
mb
Azzz......e adesso :-)))))))))))
In effetti.......se la memoria non mi inganna.....mi pare di ricordare una
tale "performance"
" . . . . Ciao Massimo per amicizia rispondo solo a te . . . "
Già, un'amicizia talmente grande che non più tardi di un annetto e mezzo fa
ti consentiva di attribuirti presunte ed inesitenti collaborazioni con
l'Università di Perugia ??!??!
Alla faccia dell'amico ??!??!?
Ma "senti-da-che-pulpito" e veniamo ai rimbrotti retorico-tecnici
del'immersione in argomento fatti da colui che tempo addietro per suo
ammettere forava profondità di ben 20 dico "20" metri, alla faccia della
sicurezza e del rispetto della pianificazione.
" . . . SE E' VERO QUELLO CHE HAI SCRITTO
tu sai che oltre i -75 si usa la 10/70 per facilitare la decompressione e
si
usa il nitrox50 e O2 e non tutte le altre cazzate di gas . . . . .. "
e chi le ha dette queste cazzatone ??!??!??
Quindi per fare un immersioncina a - 80 mt si deve usare per forza il 70 %
di Elio ??!???!!
. . . . Ma per favore ??!???!?
Se continuate con queste stronzate si esauriranno in fretta i giacimenti
!!!!
Io ed anche praticamente tutti quelli che fanno immersione profonda di cui
si ha notizia usano il 70% di elio dai -120 mt. poi.
" . . .. A fare quello che fate apportate solo danno e disinformazione
alla subacquea
,tu e i tuoi amici siete bombe vaganti pericolosissime . . . . "
Io credo proprio he sia vero il contrario.
" . . . Se fai la cortesia di dire dove ti vai ad immegere io andrò
altrove , non
mi piace andare a pescare cadaveri di COGLIONI . . . . "
Infatti non l'hai mai fatto e mai ti sarà chiesto.
" . . . .E' possibile essere a -88mt con solo il 25% di elio , ma dove ha
imparato ad
usare questo gas , forse sul manuale delle giovani marmotte ? . .. "
Che gas avevi tu quando hai forato la profondità pianificata di 20 mt.
finendo dai 60 agli 80 mt ??!??!?
Bene ecco la mia semplice opinione.
I ragazzotti avevano pianificato un novantino con un trimixetto di scarto,
scarsino ma sufficiente per garantire un giretto di allenamento con una
narcosi pari ad un - 65 in Aria, quindi non certo drammatica.
Il coglioncello di turno, per non sentirsi da meno, cazzeggiando come molti
ha tentato l'inseguimento in Aria.
Questo è tutto.
Fabio Pajoncini
> SE E' VERO QUELLO CHE HAI SCRITTO
>
> tu sai che oltre i -75 si usa la 10/70 per facilitare la decompressione e si
> usa il nitrox50 e O2 e non tutte le altre cazzate di gas .
> Mi racconti chi č quell'incompetente che ti ha consigliato di mettere solo
> il 25% di elio per andare a -88 , e che percentuale di O2 avevi nella Mix di
> fondo .
> CREDO CHE LA GENTE COME TE NON DEBBA USARE L'ELIO MA ABBIA LA NECESSITA'DI
> UN BUON ANALISTA .
> A fare quello che fate apportate solo danno e disinformazione alla subacquea
> ,tu e i tuoi amici siete bombe vaganti pericolosissime .
> Se fai la cortesia di dire dove ti vai ad immegere io andrņ altrove , non
> mi piace andare a pescare cadaveri di COGLIONI .
> Alex
uahhhuuuuu alessandro dove hai fatto i tuoi studi ad oxford forse, é li
che hai imprato quel tuo invidiabile stile da gentleman.....
ah no, dimenticavo che sei stato folgorato sulla via di damasco, e da
quella volta sei diventato un portatore di veritą.
certo che ti devono essere rimasti pochini di amici e di posti dove
immergerti:-)))))))
relax cervelletti, che tanto l'infarto ti becca pure a te prima o poi
con o senza l' elio......
per il cervelletti fans club
barbs
Scusa, Alex, il resto delle tue considerazioni è totalmente al
di fuori della mia capacità di capire (limite mio, ovvio, e spero di
poter un giorno capire meglio queste cose) ma questo passo qui
sopra, in cui vedo almeno dei simboli che mi sono familiari e ho
tentato di dargli un senso, non riesco anch'esso a capirlo. Il M=2
che compare non è quello di Haldane, vero? ;)
Ciao, C.
L'inerte Alex, una cosa che si chiama "gas inerte". Lo
decomprime *forse* meno bene del EAN50 (mix della quale peraltro non
è ancora stato dimostrato in letteratura scientifica il carattere
"ottimale", tanto per evitare la nascita di nuovi falsi miti mal
compresi) ma decomprime lo stesso.
Ciao! C.
REGGIANO A PROCESSO PER LA MORTE DI DUE SUB A SHARM EL SHEIKH
MILANO, 21 GENNAIO - Finisce a processo la tragedia che sconvolse il
mondo dei sub con la morte di Stefano Iotti e Marco Pizzonia, i due
trentenni dello staff del diving center dell'Hotel Coral Bay di Sharm El
Sheikh che nel '96 persero la vita nelle acque del Mar Rosso.
Si aprirà il 28 marzo prossimo il processo per omicidio colposo plurimo
nei confronti del responsabile del diving center, Carlo Torreggiani, 50
anni, di Reggio Emilia, del cui rinvio a giudizio si è appreso nella
giornata di domenica.
A Torreggiani viene addebitata la responsabilità della morte di Stefano
e Marco per narcosi da azoto. Per il pm Adriana Cassano, il responsabile
del centro avrebbe lasciato, omettendo il controllo, che si facessero
immersioni di gruppo a profondità molto elevate, superiori ai 40 metri
che è il limite consentito dalla legge egiziana.
Avrebbe anche omesso "di verificare le attrezzature usate dagli
istruttori subacquei e la loro modalità di immersione". Per l'accusa,
Torreggiani avrebbe anche organizzato, partecipandovi, la ricerca del
corpo di Stefano Iotti mettendo "a disposizione inidonei mezzi per il
recupero della salma". Recupero che costò la vita a Marco Pizzonia, al
quale Torreggiani avrebbe consentito di immergersi senza le dotazioni
necessarie per scendere a oltre 100 metri, pur nella certezza di non
poter più trovare vivo l'amico.
La drammatica vicenda risale al 26 gennaio '96, quando Stefano Iotti, di
Reggio Emilia, dal 10 dicembre istruttore sub al centro immersioni
dell'hotel di Sharm El Sheikh, dopo essere uscito per un'immersione con
un amico non ritornò più a galla.
Subito venne dato l'allarme, e il giorno dopo Marco Pizzonia, di Milano,
uscì in mare con altri due istruttori, tra i quali Torreggiani, per
tentare di recuperare il collega scomparso: anche Pizzonia morì. Le
immersioni fatali avvennero lungo la fossa Tower, dove la barriera
corallina scende a picco di oltre cento metri.
Le ricerche dei due corpi si svolsero anche con il supporto delle navi
della marina militare italiana di stanza nel Sinai e di un elicottero
statunitense della forza multinazionale. Le salme di Marco e Stefano
vennero recuperate a più di 100 metri di profondità il 31 gennaio e l'1
febbraio, grazie a uno speciale robot, dotato di telecamere e
riflettori, inviato dall'Italia. Stefano Iotti era noto per i suoi
servizi fotografici pubblicati su riviste turistiche e specializzate.
L'inchiesta, come ha spiegato l'avvocato Eugenio Polizzi che assiste la
famiglia Pizzonia, era stata avviata a Milano nel 1998, dopo che era
stata presentata una speciale istanza di procedimento connessa a una
querela.
Articolo GAZZETTA DI PARMA Del 20 luglio 2001 :
Intervista al presidente Fabio Paterlini
TRAGEDIA Ombre e dubbi sull'incidente di Pantelleria:
al vaglio le responsabilità dell'istruttore La morte di Lori si tinge
di giallo Il presidente di Parma sub:
«Troppe cose non tornano». Cercavano un antico relitto? «Non si scende a
73 metri per cercare gorgonie: in questa storia ci sono troppe cose che
non tornano». La morte di Filippo Lori si tinge di giallo: cos'è
successo veramente a Pantelleria quella tragica mattina di lunedì
scorso? Sul fondo del mare, ombre, dubbi, interrogativi.
E un'unica, inquietante certezza: «Portare qualcuno a una profondità del
genere è un comportamento criminale».
Secondo Fabio Paterlini, presidente di Parma sub, il quadro fatto sinora
non è sufficientemente chiaro: e il caso è tutt'altro che chiuso.
«La ricostruzione dell'incidente non mi convince: passati i 40-50 metri
Pantelleria è "nuda", il fondale è grigio.
Non credo fossero andati così giù per vedere delle gorgonie. Quella di
Punta Spadillo, poi, è una zona archeologica, ci siamo stati, la
conosciamo: c'è il relitto di una nave antica, forse cercavano quella».
Ma ciò che lascia più perplesso Paterlini e tanti altri sub parmigiani è
la dinamica, fin qui appresa, della tragedia.
«Possibile che non siano riusciti a rimettergli l'erogatore d'aria
quando Filippo se lo è tolto? Avrebbero comunque potuto farlo quando è
svenuto: meglio che niente.
Occorreva riportarlo subito in superficie e provare a rianimarlo, fargli
il massaggio cardiaco: nel 90% dei casi, nelle stesse condizioni, in
questo modo un sub lo salvi.
Ho l'impressione che il ragazzo sia svenuto e che quelli che erano con
lui se ne siano accorti tardi: non posso dirlo con certezza ovviamente,
ma non vorrei che qualcuno non la raccontasse giusta». Dubbi che pesano:
un mistero che non si scioglie nell'acqua.
Filippo è morto a causa della distrazione fatale di chi lo ha
accompagnato in quella che sarebbe stata la sua ultima immersione? Le
indagini dei carabinieri proseguono: e Antonello D'Aietti, l'istruttore
denunciato a piede libero per omicidio colposo che quella mattina aveva
guidato il gruppo di Lori, continua a tacere.
«Un esperto, sottolinea Paterlini, non deve andare oltre i 45 metri di
profondità: oltre i 50 si va con delle miscele speciali.
Ma è comunque pericoloso: 70 metri non ha senso. Se uno vuole rischiare
la vita faccia pure, ma non si può portare della gente.
Gli incidenti, in questi ultimi tempi, si stanno moltiplicando: c'è
gente poco seria in giro.
Nel mar Rosso, ad esempio, esiste il "Club dei 100": fanno a gara per
arrivare a cento metri di profondità.
Poco tempo fa sono morti due reggiani... . Che assurdità: il bravo
subacqueo è quello che si diverte senza rischiare».
E non tutti i «diving», i centri d'immersione sono sicuri: «Ti preparano
pochissimo dice ancora il presidente di Parma sub : non sono vere e
proprie scuole: molti rilasciano i brevetti in fretta per fare più soldi
possibile.
Ormai è un business». Pericoloso: «Non si può giocare sulla vita degli
altri».
E ora, anche i sub del luogo, come Ninni Ravazza, esperto sub della
tonnara di Bonagia, che conosce bene, per averci lavorato, le profondità
oltre i 70 metri dove si è consumata la tragedia di Pantelleria, puntano
l'indice contro Antonello D'Aietti. «Condurre sub inesperti a quelle
profondità è un gesto folle.
E' roba da pescatori di corallo: i 75 metri sono riservati solo a
valenti professionisti. Un istruttore che porta un sub a quelle
profondità è davvero un incosciente».
Lori è morto per la leggerezza imperdonabile del suo istruttore? E'
quello che gli inquirenti stanno cercando di stabilire: ieri, intanto,
in un vertice il comandante della capitaneria di porto e i carabinieri
hanno fatto il punto della situazione.
Stando al referto dell'incidente, comunque, nonostante i sospetti di
Paterlini, avanzati anche da altri sub dell'isola, Filippo e gli altri
non stavano cercando il relitto di una nave (fenicia) o alcune anfore.
Tiene ancora banco, a quanto si è appreso, la versione secondo la quale
i sub esploravano i fondali a caccia di gorgonie marine, i «ventagli del
mare».
F. Mol.
Insegnare, ma con quali responsabilità?
di Pierpaolo Niccolini
Vorrei portare all'attenzione di istruttori, aiuto istruttori ed
accompagnatori subacquei, un argomento che con singolare periodicità (di
solito all'inizio del corso) torna alla ribalta nelle discussioni della
scuola di immersione del Club: la responsabilità dell'istruttore
(accompagnatore subacqueo).
L'occasione mi è data dall'istruttiva lettura di un articolo comparso
sul numero di maggio 2001 de "Lo scarpone", la rivista del Club Alpino
Italiano, dal titolo: Insegnare, ma con quali responsabilità?
Già intravedo i vostri sorrisini sarcastici e l'ovvia considerazione:
"Ma che c'entra la subacquea con le montagne, il CAI, gli scarponi...".
Ebbene, abbiate pazienza, provate per un attimo a sostituire le parole
CAI, corda e casco, itinerario, con FIPSAS, gav e bombole, profondità,
ed il gioco è fatto: starà poi a ciascuno di voi trarre le
considerazioni più opportune.
Ma veniamo all'articolo dove viene riportata l'intervista alla
Dottoressa Cecilia Carreri, giudice per le udienze preliminari presso il
Tribunale di Vicenza, che ha di recente approfondito le tematiche della
responsabilità dell'istruttore di discipline considerate pericolose per
la loro natura o per i mezzi impiegati.
In quali casi, Dottoressa Carreri gli infortuni dell'allievo possono
costituire un illecito per l'istruttore?
"L'Istruttore del CAI svolge un'attività di lavoro autonomo a contenuto
tecnico, previsto dagli art. 2230 e seguenti del codice civile. Si
tratta di una prestazione di natura professionale anche se saltuaria,
priva di compenso e volontaria. L'istruttore, nell'eseguire l'incarico
affidatogli dal CAI, risponde sul piano civile degli infortuni riportati
dall'allievo quando derivino da una condotta colposa, contraria alle
normali regole di diligenza e prudenza, nonchè di perizia tecnica e
abilità, regole di generalizzata conoscenza ed applicazione.
Se la prestazione tecnica è di particolare difficoltà, la responsabilità
dell'Istruttore può essere limitata alla sola colpa grave, come prevede
l'art. 2236 del codice civile. Si ha colpa grave quando l'istruttore
viola le norme minime e fondamentali di abilità tecnica o i criteri più
elementari di diligenza, agisce con palese imprudenza o per errore
evidente e inescusabile. Colpa grave può essere il mancato uso della
corda e del casco, l'inesatta esecuzione dei nodi di base, l'abbandono
degli allievi".
Può farci altri esempi di condotta colposa dell'istruttore?
"E' colposa la condotta dell'istruttore che non sia diligente nell'uso
tecnico dell'attrezzatura, nell'istruire adeguatamente gli allievi,
(...), oppure che non eserciti opportuna sorveglianza sugli allievi, che
non sia prudente nello scegliere l'itinerario in funzione della loro
preparazione e della difficoltà del corso, che non curi ed aggiorni la
sua preparazione professionale, che usi il materiale con superficialità
e trascuratezza, oppure che usi attrezzatura non adeguate, non
omologata, non efficiente".
Sulla base di quali colpe può configurarsi una responsabilità penale
dell'istruttore in caso di incidente?
"La responsabilità penale dell'istruttore può verificarsi in caso di
lesioni o decesso dell'allievo (omicidio colposo). In questo caso la
responsabilità (...) è di natura colposa se l'infortunio era prevedibile
ed evitabile, in base alle comuni regole di diligenza, prudenza e
perizia già indicate, eventualmente anche con riferimento a leggi,
regolamenti e discipline (prassi o regole tecniche consolidate e di
generale conoscenza, regole deontologiche). Bisogna quindi valutare, di
volta in volta, se l'infortunio era prevedibile ed evitabile da parte
dell'istruttore in base alle sue conoscenze e preparazioni tecniche,
generiche e specifiche, con riferimento alla diligenza, prudenza e
perizia da lui esigibili. In altri termini, va accertato se in
determinate condizioni soggettive ed ambientali si poteva pretendere
dall'istruttore, persona tecnicamente abilitata, una condotta che
impedisse l'evento".
Questi sono i passi più significativi dell'articolo: come si legge, c'è
motivo di approfondimento e meditazione per tutti.
Per avere il testo completo dell'intervista che accenna tra l'altro ad
altri importanti aspetti della responsabilità o ad approfondire il tema,
scrivi a Pierpaolo Niccolini
Relazione di Intervento di Soccorso
DATA:10.09.96
GROTTA:Grotta Scaletta (Palinuro - Salerno)
PERSONE COINVOLTE: 3
MODALITÀ INCIDENTE: Il giorno 10 settembre 1996, alle 17,30 circa, tre
sub polacchi, Sosinka Gazegore, Spyrka Rafal e Oslowski Witold, da circa
un mese in Italia per una serie di immersioni insieme ad un folto gruppo
di subacquei, si immergono nella grotta 'Scaletta' del Complesso di
Punta Iacco (Capo Palinuro). Almeno per uno di loro (Witold) questa è la
terza immersione della giornata e probabilmente tutti hanno poca aria
nella bombole. Non hanno con loro la sagola guida e dispongono solo di
due lampade subacquee in tre; inoltre solo Witold ha un computer.
La grotta scende fino a -43 metri con un cunicolo piuttosto angusto che
alla base si allarga a formare una piccola sala nella quale convergono
anche altri cunicoli più o meno paralleli a quello di ingresso. I tre,
scesi fino a -35 metri, probabilmente non riescono a trovare la via di
uscita in quel piccolo labirinto e ben presto terminano la loro riserva
d'aria. I compagni all'esterno, dopo averli attesi inutilmente,
rientrano a Palinuro per dare l'allarme alla Capitaneria di Porto.
Inizia a questo punto la lunga e dolorosa ricerca delle salme da parte
dei subacquei del diving locale 'Pesciolino Rosso' e dei VVF.
EVOLUZIONE DELL'INTERVENTO: L'ANSA dirama subito la notizia
dell'incidente e all'interno del Soccorso Speleologico e della
Commissione Speleosubacquea ci si attiva per essere pronti in caso di
richiesta di intervento, ma dato che da Palinuro non arriva alcuna
comunicazione, ben presto la cosa viene archiviata.
Invece il 16 settembre il C.N.S.A.S. viene contattato dai VVF di Salerno
per il recupero dell'ultima salma, quella di Witold, che sia i sub
locali che quelli del Vigili non riescono a ritrovare. In realtà, dal
momento dell'incidente, ogni giorno squadre di sub dei VVF, coadiuvate
dai sub del 'Pesciolino', si sono immerse ed hanno recuperato i primi
due corpi ma poi, un po' per il maltempo ed un po' per la scarsa
dimestichezza con le immersioni speleosubacquee, le ricerche sono giunte
ad un punto morto.
Data l'assoluta non urgenza del recupero e considerata la notevole
distanza dei sub della Commissione Speleosubacquea del C.N.S.AS. da
Palinuro, i giorni successivi vengono impiegati dal sottoscritto,
Delegato del V Gruppo, e da Paolo Verico, Responsabile Nazionale Speleo,
in estenuanti contatti con la Prefettura di Salerno, i VVF e la
Protezione Civile per valutare la possibilità di effettuare il lungo
viaggio ed alloggiare a Palinuro non esclusivamente a nostre spese
(ovviamente i tre polacchi non erano soci CAI) . Tutto quello che
riusciamo ad ottenere è, però, solo la garanzia di un rimborso spese da
parte della P.C. mentre i contatti con il Sindaco di Centola (da cui
dipende Palinuro) si concludono ottimamente: saremo ospiti del Comune.
Si decide infine di partire il giorno 20, ma solo dopo aver ricevuto dai
VVF la conferma del mancato recupero dell'ultima salma, avvistata il
giorno precedente, e dopo aver ricevuto un fax di richiesta di
intervento da parte della Prefettura necessario per i rimborsi della
P.C.
Le notizie da Palinuro sono vaghe e contraddittorie. Il 20 nessun segno
di vita da parte dei VVF fino alle 14, quando mi decido a telefonare per
avere notizie. Ovviamente a Salerno nessuno sa nulla e del fax nessuna
traccia. Ne deduciamo che l'intervento è terminato e ci accingiamo di
nuovo a smobilitare, quando mi richiamano i VVF confermando la richiesta
di intervento.
Il 21 quindi partono Luigi Casati, Massimo Bollati e Claudio Giudici
della Commissione Sub, Massimiliano Re e Beradino Bocchino come appoggio
ed il sottoscritto come responsabile di zona (nonché autista!).
Arriviamo sul posto alle ore 17.00 e, visto l'andamento dei giorni
precedenti, temiamo fino all'ultimo di aver fatto un viaggio a vuoto;
invece al briefing in Capitaneria di Porto ci confermano che la salma è
ancora in acqua, incastrata ad una ventina di metri di profondità, in
una galleria laterale dove il sub è forse finito durante un ultimo
disperato tentativo di uscire. L'incontro con i sub dei VVF è un po'
tempestoso all'inizio ("Ma a voi chi vi ha chiamato ?"), anche perché le
squadre che si erano alternate fino a quel momento a Palinuro (Bari,
Salerno e Napoli) non erano ben collegate con il comando di Salerno e
(forse) non sapevano molto delle iniziative prese dai loro superiori. In
ogni modo gli equivoci vengono chiariti subito e viene anche messo in
chiaro che le squadre del C.N.S.A.S. opereranno sott'acqua in completa
autonomia. La sera vengono preparate le attrezzature e fatti i programmi
per l'indomani.
Il 22, alle ore 8 del mattino, siamo al porto in attesa della
motovedetta S.A..R. che dovrà portare noi ed i sub dei VVF sul luogo
dell'incidente. L'imbarcazione arriva alle ore 9,30 ma occorre attendere
ancora l'arrivo dell'elicottero dei Vigili che TUTTI i giorni (anche
quelli precedenti) è rimasto in attesa sulla banchina del porto come
misura di sicurezza per trasportare eventuali sub in embolia alla camera
iperbarica di Salerno (no comment). Finalmente alle ore 11 Giudici,
Casati e Bollati si possono immergere, 'assistiti' da due sub dei VVF
che stazioneranno a -10 metri, fuori dalla grotta.
La salma viene subito individuata a -20 metri circa ma l'avanzato stato
di decomposizione fa si che non appena liberata, questa risalga
improvvisamente lungo un cunicolo (non disegnato nel rilievo) per 5/6
metri. Abbondantemente zavorrata e con un vero e proprio paranco viene
riportata a -20 metri, in corrispondenza di una finestra, e da qui fatta
risalire verso l'uscita ma la rottura della sagola provoca una nuova
risalita del corpo nel 'pozzo superiore' fin quasi in superficie. Poiché
non è possibile uscire da quel lato e l'aria è scarsa la salma viene
ancorata e, alle ore 12.30, si rientra per la ricarica bombole.
Nel pomeriggio alle ore 17 nuovo tentativo, con l'ausilio di una
imbarcazione della Coop. del Porto, più stabile della motovedetta, ma la
salma non è più al suo posto in quanto la risacca, aumentata
notevolmente, ha probabilmente rotto tutte le sagole. Vengono comunque
recuperate alcune parti dell'attrezzatura ma il mare grosso rende
difficoltoso il transito nel canale di accesso alla grotta e si
preferisce rientrare.
Il lunedì mattina si parte per un altro tentativo ma il mare,
ulteriormente rinforzato, rende a malapena possibile uscire dal porto.
Si decide quindi di sospendere le operazioni fino al giovedì 26, quando,
secondo le previsioni del meteo dell'Aereonautica Militare, il tempo
sarebbe dovuto migliorare.
Il giovedì nuovi estenuanti contatti con Capitaneria di Porto, VVF e
P.C.: i sub dei Vigili hanno nel frattempo effettuato alcune immersioni
riuscendo ad individuare solo parti della salma e dell'attrezzatura.
Partiamo nella notte e all'alba siamo di nuovo a Palinuro, tutti tranne
Bollati sostituito da Massimo Liverani.
Il venerdì vengono effettuate due immersioni da parte dei sub del
C.N.S.A.S.: una alle ore 11 ed una alle ore 16,30, durante le quali
vengono recuperate le bombole, la zavorra, parti dell'attrezzatura ed il
computer da polso. Quest'ultimo è ancora funzionante e, portato a terra,
viene subito collegato al computer della Capitaneria che restituisce il
grafico delle ultime immersioni di Witold. Della salma però ancora
nessuna traccia perché la risacca impedisce l'accesso al 'pozzo
superiore', ma chiare tracce lasciano pensare che sia proprio in quella
zona.
L'indomani alle ore 8, per sfruttare la calma mattutina, siamo di nuovo
di fronte a Punta Iacco per un altro tentativo, stavolta 'misto':
Giudici e Re tenteranno di entrare nella parte subaerea della grotta per
raggiungere la sommità del 'pozzo superiore', mentre Casati e Liverani
cercheranno di accedervi dal basso. Il tentativo, malgrado il mare
ancora piuttosto mosso, riesce e la salma risulta essere effettivamente
nella piccola grotta sopra il pozzo. Le condizioni del corpo sono
ovviamente immaginabili ed è possibile recuperarne solo una parte anche
perché occorrerebbero ulteriori attrezzature al momento non disponibili.
Si rientra in porto alle 9,30 ed il mare, ancora una volta, impedirà una
uscita pomeridiana.
Dopo un lungo briefing in Capitaneria, con il morale piuttosto basso, si
decide di effettuare un nuovo tentativo all'alba del giorno successivo,
mentre Germani e Giudici tornano a Roma per impegni precedenti.
Il 29, come sempre all'alba, Re e Bocchino entrano di nuovo nella parte
aerea della grotta ma non riescono ad estrarre il corpo dal cunicolo
dove è incastrato, mentre i due sub non trovano nulla.
Sembra che ci sia una vera e propria maledizione che impedisce al povero
Witold di uscire dalla grotta! Al rientro in porto si decide però di
fare un ultimo tentativo con un paranchino che i VVF fanno venire con
l'elicottero da Salerno e questa volta l'operazione riesce. I due speleo
infatti rientrano nella grotta sempre via mare insieme ad alcuni VVF.
Qui, attrezzata una teleferica ed alcune corde fisse, riescono a portare
fuori la salma 'estraendola' con il verricello a mano e facendola poi
scorrere verso l'uscita con una carrucola.
Il rientro a casa, a parte la grande stanchezza, avviene senza problemi.
COMMENTI: Questo è stato senza dubbio uno degli interventi più lunghi e
tormentati cui abbia mai partecipato e, a parte il mare mosso su cui non
abbiamo giurisdizione, i problemi sono stati causati come sempre
dall'estremo ritardo con cui siamo stati chiamati dai VVF, ritardo che
ci ha costretto a lavorare in condizioni veramente al limite dell'umana
sopportazione (la salma è stata portata fuori praticamente un pezzetto
alla volta).
La Capitaneria di Porto, responsabile delle operazioni, non ha molte
colpe nel ritardo in quanto non sapeva nemmeno dell'esistenza dei nostri
sub: questo ci dovrà far riflettere sulle modalità di diffusione delle
informazioni relative alla speleologia subacquea ed alle tecniche
sviluppate dal C.N.S.A.S. A Palinuro incidenti del genere capitano
almeno un paio di volte l'anno e vengono sempre risolti dai sub locali e
dei VVF con attrezzature e mentalità non molto adatte alle immersioni in
grotta e comunque molto simili a quelle che hanno causato l'incidente
stesso. Probabilmente la diffusione alle Capitanerie di Porto dei nostri
elenchi (salvo verifica della nostra capacità di risposta), e la
realizzazione di manifesti informativi sulle immersioni speleosubacquee
da diffondere nelle zone a rischio come appunto Palinuro, potrebbe forse
prevenire la morte di qualche subacqueo 'normale' che intende
avventurarsi nelle grotte sommerse.
La collaborazione con i VVF, superati i primi attriti, è stata come
sempre buona mentre altrettanto non si può dire della Prefettura e della
Protezione Civile, il cui intervento si è limitato ai soli rimborsi
(speriamo!) ottenuti solo dopo giorni e giorni di contatti telefonici.
Il comune di Centola è stato invece ottimo e l'ospitalità perfetta.
Grazie!
Infine noi: i sub del CNSAS, stratosferici dal punto di vista tecnico,
si sono imbattuti nel problema veramente inconsueto dell'avanzato stato
di decomposizione della salma, che ha causato il primo sganciamento del
corpo ed ha condizionato pesantemente il prosieguo delle operazioni che
si sarebbero probabilmente concluse alla prima immersione.
Andrea Doria, isola di Nantucket (25 luglio 1956)
Era l'orgoglio della Marina italiana. Il 25 luglio del 1956 affonda a
150 miglia Sud dell'isola di Nantucket, speronato dalla nave svedese
Stockholm. E' la centesima traversata. A bordo ci sono 1.134 passeggeri,
molti dei quali emigranti. Sono 572 invece i membri dell'equipaggio. La
prua della Stockholm si infila nella fiancata destra e, dopo 11 ore di
agonia, l'Andrea Doria si inabissa. Muoiono 51 persone, di cui cinque a
bordo della nave svedese. Sulle colpe della tragedia, la commissione
d'indagine del ministero della Marina mercantile non fece mai chiarezza.
Le società armatrici delle due navi, l'Italia e la Swedish American
Line, si accordarono perché coperte dalla stessa compagnia
assicuratrice, i Lloyds di Londra. Pagò solo il comandante Piero
Calamai, mandato in pensione con due anni di anticipo. Nel 1980
l'ingegnere della Marina Usa John Carrothers, dopo una lunga indagine
negli archivi dei registratori di rotta, scoprì che la responsabilità
dell'incidente era dell'ufficiale della Stockholm Ernest Carstens. Aveva
calcolato male la distanza tra le due navi e sbagliato la rotta,
portando la Stockholm contro l'Andrea Doria. Il relitto, a 70 metri di
profondità, è diventato una trappola mortale per chi si è avventurato al
suo interno in cerca di cimeli. Dal 1981 ad oggi sono quindici i sub
rimasti intrappolati nelle cabine della nave, tra cavi e tiranti. Per
questo qualcuno parla di una "maledizione dell'Andrea Doria".
Morto un subacqueo al lago di Levico
E' deceduto un subacqueo nel lago di Levico, vicino Trento, durante
un'immersione soto i ghiacci, su un fondo di 13 m. L'autopsia disposta
dal magistrato inquirente non ha rilevato ragioni diverse dalla morte
per annegamento. Indagati il Presidente e alcuni appartenenti al Club a
cui apparteneva Giuliano Oss, ventisettenne, coniugato. Gli stessi pare
siano stati sospesi dalla FIPSAS.
Dalle prime ricostruzioni e dalla presenza di 150 bar nella bombola
d'aria, sembra possibile che il subacqueo sia morto dopo aver perso i
compagni, non essendo sagolato e data la scarsa visibilità in acqua (1
metro dalle dichiarazioni). L'abbandono del boccaglio è una classica
reazione di panico grave, sfociato in isteria. Sembra che uno dei
subacquei presenti, abbia visto il compagno in difficoltà ma non sia
intervenuto, mentre un altro se lo sarebbe perso per riguadagnare
l'uscita.
Dalla ricostruzione emerge chiaramente l'assurda scelta di non sagolare
il percorso che con una cimetta di pochi millimetri, non imbragare i
subacquei, anche di esperienza ridottissima come la vittima, e di
affidarsi al sistema di coppia, come sempre inutile con persone di
diversa e scarsa esperienza.
Dopo pochi giorni, i primi di febbraio, nel lago di Piano, vicino Como,
muore un altro sub in immersione sotto il ghiaccio. Questa volta si
tratta di un apneista, prima sceso con le bombole per mettere una cima e
poi scomparso sotto la lastra ghiacciata in apnea.
MEGARISARCIMENTO
Chiesti 35 milioni di dollari di risarcimento alla TDI e a istruttori,
guide e diving per la morte di un subacqueo definito obeso e inadatto a
effettuare l'immersione sul relitto dell'Andrea Doria, su cui è deceduto
nel 1999.
Leggi l'articolo
Negli Stati Uniti come in altri paesi (p.es. GB, per le morti con CCR
Buddy Insp. AP Valves), si comincia sistematicamente a cercare di
determinare, perseguire e sanzionare le responsabilità nelle morti
subacquee.
Il Sindacato COBASUB ha istituito una task force legale per la
costituzione come Parte Civile nei processi sulle morti subacquee. In
questa maniera si intende affiancare le famiglie nella ricerca della
verità, con tutti i mezzi disponibili e le conoscenze degli esperti del
settore.
Maurizio Barberini wrote:
>tanto per proseguire sui ragionamentie sulle discussioni ho raccolto qua
>e là con google alcuni spunti di riflessione su responsabilità, sub e la
>legge.............
>barbs
>
Megataglio....
Azz, ci mancava che attaccassi anche i vecchi reports di Aquacorps e il
quadro era quasi completo, anche se diventava un romanzo.
A proposito di Pantelleria , due mesi dopo l'incidente ho fatto diverse
immersioni con la persona nominata nel report, che non mi sembrava
essere stata nemmeno sospesa da una delle didattiche rappresentate dal
diving.
Ma il trimixaro incazzoso cche miscela usa ?? Cicuta/Bile/Acido
Solforico ??
Ciao
Massimo
>
--
Massimo Forlivesi - Per scrivermi elimina il KKK
"Chi parla male, pensa male e vive male. Le parole sono importanti." (Palombella Rossa)
SDR
PS Proprio tu dici queste cose....... ;-)
(limite mio, ovvio, e spero di
poter un giorno capire meglio queste cose)
"the Archeopteryx" <cor.FANCUL...@liberoNOSPAM.it> ha scritto nel
messaggio news:ZiPL8.13564$86.3...@twister1.libero.it...
Cosa centra il valore M ??????
No 'Ste, dico davvero e senza ironia. Ho preso un sacco di
cantonate con relative figuracce nella mia vita, e può veramente
darsi che ci sia qualcosa che mi sfugge, sicché chiedo lumi.
Ciao, C.
Il famoso algoritmo del Dott. Galbusera............. alias il Mago G di
vetusta memoria ??????
Mago G, Mago G la la la la la
Questo post fa molto riflettere.
Le tragedie avvengono di solito quando si fanno cazzate grosse.
Incazzarsi sul 12% in piu' o in meno di azoto in deco oppure sul bombolino
da 7 o da 10 lt o il Kg. di zavorra in piu' o in meno da luogo a dispute
patetiche in presenza di tragedie.
Sarebbe auspicabile che le discussioni tecniche rimanessero nel loro ambito,
laddove dicutere sullo 0,001% di ppO2 potrebbe apparire accademico ma
avrebbe un senso. Quando invece si inizia ad accusare A o B di essere
responsabili "mediante disinformazione" di morti e tragedie si compie un
atto grave ed insulso al tempo stesso in quanto non credo che esista una
didattica o una linea di pensiero che sia votata alla morte dei propri
adepti.
Esistono i coglioni e gli incoscienti che, non so se ce ne siamo accorti,
sono sempre esistiti ed appartengono a categorie "trasversali" alle
didattiche. Sono questi i soggetti pericolosi che vanno individuati ed
isolati. E di certo non lo si fa con le sparate generiche o i proclami
inutili.
Guispi
non c'e' spazio per spiegare. :-)
Caro Alex,
non metto in dubbio le tue capacità subacquee, metto molto in dubbio le tue
applicazioni sulla sicurezza, che poi sono trasversali.
Se programmi ed esegui una immersione, a prescindere che sia Rec o Tek (che
minchiata di termini) è regola basilare rispettare quanto previsto, a
prescindere dal sapere gestire situazioni diverse ed è una regola anche del
DIR, di cui mi pare tu sia un estimatore.
Il fatto di programmare una immersione a 60 metri e poi ritrovarsi a 80,
anche se si è in grado di gestirla, è una cagata sovrumana, comunque la vuoi
vedere e prescinde da miscele e da quant'altro è stata "semplicemente"
sbagliata l'immersione!!!!
Il fatto poi che ti porti dietro le miscele "per tutte le occasioni" è
un'altra cagata galattica, perchè la miscela che eventualmente hai caricato
per andare a 60 metri non può essere la stessa che dovresti usare a 80, in
altri termini, le hai sbagliate entrambe.
Se poi hai scherzato, oppure volevi fare una provocazione, la prossima volta
mettici gli asterischi...:-))))))))))
Per un'immersione insieme........volentieri, ma io la faccio con le miscele
che mi pare.....e se non rispetti il programma me ne esco da solo :-)))))
Ciao ciao
mb
????????
Eh eh.... ancora vivi i vecchi ricordi, eh?
si, bei tempi quelli.. :-)
Questa che hai scritto è quasi una tautologia, tipo "siccome due
è uguale a due, allora due è uguale a due". Non hai
fatto altro che rammentare l'ipotesi di Haldane, sicché mi viene
spontaneo chiedermi cosa me ne faccio applicandola all'immersione
che ha destato le tue ire. Le tue considerazioni presuppongono che
l'ipotesi di Haldane sia corretta, il che lo è solo in primissima
approssimazione, non lo è nella misura che sembri ritenere, e non lo
è certamente per un'immersione di quel genere. BTW, Haldane non
disse nulla riguardo all'elio che faceva parte della composizione
delle mix usate, sicché non potremmo servirci del suo criterio di
sicurezza. Se pensi alla tensione del N2 in fase decompressiva,
rammento che il criterio di Haldane nella forma da te citata e
applicata, vale per la saturazione e l'immersione non era certo "in
saturazione" al momento del gas switch. Che ne sappiamo quale fosse
la tensione (e dove, poi?) nel momento in cui hanno iniziato a
respirare la mix deco?
Ammettendo solo per un momento che quello di Haldane rappresenti
un criterio di sicurezza valido (e quindi, BTW, gettando alle
ortiche la natura probabilistica del problema) e di trascurare
l'elio (sicché quanto possiamo dire con l'analisi così basata non ha
alcun valore) e di trascurare altre 600 cose, la corretta
applicazione del criterio di Haldane (anzi, di quasi tutti gli
attuali criteri di sicurezza) implica l'avere a disposizione il
profilo, seguirlo tracciando l'andamento del gas inerte in funzione
del tempo e controllare se e in quali istanti il criterio di
sicurezza viene violato. Cosa che mi pare evidente non fa parte
delle informazioni che abbiamo, a meno che gli interessati non ci
dicano che ti hanno dato il tracciato del profilo campionato diciamo
almeno ogni minuto, e che tu possa mostrare che l'hai correttamente
analizzato.
Mi fermo qui, a quello che fanno i software tipo datatrack e
simili, per tenere la discussione a un livello comprensibile a tutti
(nel caso, lo spazio per spiegare si trova), ma ricordo che i
sistemi decompressivi che affermi di aver usato e di preferire (il
Thermo, su una mailing list, e quello a cui fai implicito
riferimento da quando lo hai adottato) sono nati come risposta alle
profonde inadeguatezze di quello che deriva dall'applicazione
dell'ipotesi di Haldane, che però hai invocato per contestare la
deco in questione.
>
> Ora che tu mi dica che la scienza non
> abbia ancora dimostrato che il Nitrox
> 50 è tutt'altra pasta decompressiva
> rispetto al nitrox 38 è vero , ma è anche
> vero che la scienza ufficiale ha
> necessitato il 1600 per dire che la
> terra non era al centro dell'univero.
>
Se ne deduce che sappiamo già da ora che la scienza ufficiale ci
darà inevitabilmente e con assoluta certezza il responso che il
EAN50 è meglio degli altri? Ma il metodo sperimentale non è quello
di non farsi preconcetti e vedere dove ti porta l'esperienza per poi
formulare una teoria che ne dia conto? E se si scoprisse che il
fitness maniacale dei propugnatori (quelli veri, perché da noi si
accettano compromessi quando conviene), la idratazione maniacale e
1000 altri fattori che non sto a dire, possano mascherare di molto
l'effetto della frazione di O2 nella fase superficiale della deco e
che per loro un EAN48 sarebbe stato quello ottimale?
E se un domani si scoprisse, invece, che per gente "normale" il
meglio è che so, il EAN60 a partire da 15 metri?
Guarda che non voglio mettere su una discussione, ma sono
intervenuto solo perché qualcuno, nonostante il thread faccia fugare
automaticamente eventuali dubbi, potrebbe farsi delle strane idee
sui criteri decompressivi. Ricordo che è responsabilità di tutti noi
gestire il NG in modo che si possano trovare info ragionevoli e,
soprattutto, equilibrate anche per chi non ha gli strumenti per
valutare appieno quello che legge. Non credo che dopo aver letto
tutto il thread uno rinunci terrorizzato a un EAN38 per attaccarsi
all'aria in deco, ma non si sa mai....
Ciao!
C.
>o vieni ad immergerti con il sottoscritto non per
> sfida ma per verificare le cose che dico .
potrebbe essere un piacere, ma io così fondo non vado
> a differenza di tanti sono in acqua tutte le settimane almeno 3/4 ore e
> costantemente oltre il tuo pensiero .
per fortuna il mio pensiero è altrove...
Marco
ED IO CHE PENSAVO DI AVERE UN EGO SMISURATO
************************************************
Giovanni R. Filangieri
icq 69540474
www.mondomarino.net
www.relitti.it
www.hdsitalia.com
" . . . . Ma cosa decomprime il Nitrox 38 ? . . . ."
" . . . . L'inerte Alex, una cosa che si chiama "gas inerte". Lo
decomprime *forse* meno bene del EAN50 (mix della quale peraltro non
è ancora stato dimostrato in letteratura scientifica il carattere
"ottimale", tanto per evitare la nascita di nuovi falsi miti mal
compresi) ma decomprime lo stesso. Ciao! C. . . . . "
Lo sapevo !!! Lo sapevo !!!!!! Lo sapevo !!!!!!!!!!!!!!!!!!
E l'ho sempre sostenuto che in fondo in fondo dietro quella tua immagine di
uccellaccio preistorico del malaugurio si nasconde un' anima che và
coltivata !!! . . . . Forse molto, ma va coltivata !!!
L'ammirazione nei confronti di questa tua risposta ha provocato in me una
una pulsione decisamente erotica, certo . . . . tu eri sempre di schiena . .
. ma è pur sempre un inizio.
saluti
Fabio Pajoncini
Oh Madonna!
Ci manca solo che si paragoni ad Einstain e poi siamo a posto...
Ciao,
Paolo
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it
Non fare della "dietrologia" ( . . . e potrebbe esserci pure un doppio senso
. . . ) su ogni mia affermazione !!!!
ciao
Fabio Pajoncini
ciao
Silvano
"alexpinna" <alex...@freemail.it> ha scritto nel messaggio
news:efZM8.29331$86.7...@twister1.libero.it...
> Barberini ti sbagli .
> tantissimi amici e tutte le volte che mi immergo stranamente alla fine la
> gente mi chiede come faccio a fare ciò che faccio con tanta facilità da
> sembrare sul divano di casa mia .
insomma é un pò come il vecchio detto "" chiavi in mano?"" dice lui e
lei , ma come neppure una sedia , una poltrona, un divano???
> la verità è che tu non hai mai accettato di farti nemmeno un giro a 10mt con
> il sottoscritto ed alcuni dei tuoi , forse non vuoi fare la figura
> dell'incapace e doverti rimangiare tutte le parole scritte davanti a tutti .
beh se lo porti tu il divano a 10 mt allora ci vengo...
> Molto spiacente ,ma sei tu quello che non c'è mai non io .
> Sei tu che non sai fare una deco in libera non io , sei tu che racconti cose
> inesatte non io , perlomeno io e tutti quelli che si immergono con me stiamo
> benissimo sempre , e se persone come te non ci capiscono francamente non ne
> vediamo il problema .
ma come fai a sapere tutte queste cose; pranoterapia, sfera di
cristallo, fondi del caffé, lettura del pensiero?????
e no devi dirlo qualé il tuo segreto superalex......
forse le famose noccioline di superpippo?? eddai che ho indovinato.....
ma allora sei tu quello che con sottomuta rosso e mantello azzurro
sfreccia sott'acqua.......come uno squalo
> Comincerò a pormi problemi dopo che un confronto diretto mi dimostrerà di
> sbagliare , quel giorno scriverò a caratteri cubitali che si può fare di
> meglio e che sbagliavo ma fino a quel giorno no , in compenso tu pur non
> sapendo di cosa parlo ti permetti di criticare .
purtroppo noi siamo perfetti, ancora, ma piano piano studiandoti per
bene, a qualche conclusione arriverò.......
> Personalmente non provengo da OXFORD ma neppure da un'università dove il
> paraocchi era d'obbligo le fette di prosciutto dento le orecchie consigliate
> e l'ignoranza osannata .
> Per capirci una persona mi ha visto entrare in acqua 40' di tutti gli altri
> ed uscire per ultimo , stranamente tutti quelli che all'inizio mi hanno
> criticato quasi muoiono di freddo io no , tanto per cominciare a spiegarmi ,
> tra questi anche alcuni pompieri .
qui non ti seguo, che ci metti nel trimix oltra all'elio e alle fette
di prosciutto nelle orecchie ( ma é un cotto o é un crudo??)
sei riuscito a dare anche le visioni ai tuoi adepti??
anche ad alcuni pompieri? e con i tramvieri come sei???
con i salumieri penso bene, sai quelli che ti forniscono il prosciutto,
ma allora era un cotto o era un crudo???
> Alex
ciao superalex
che la fetta sia con te
(insomma é un cotto o é un crudo?)
il tuo devoto barbs
> soilrock <soil...@hotmail.com> wrote in message
> COLL8.10121$TS.2...@news1.tin.it...
> > Ma tu non eri quello che aveva pianificato una immersione a 60 e si è
> > ritrovato a 79?
>
> In effetti.......se la memoria non mi inganna.....mi pare di ricordare una
> tale "performance"
si, si ma questo era molto prima che cominciasse a navigare come uno
squalo e che aveese le mistiche visioni della verità assoluta e suprema,
molto prima, nell vita precdente quando faceva merenda con tom mount e
giocava a bowling con bret giliamm.. quei ragaszzacci di tek
americani...