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Riviste di Scacchi in Italia: un confronto

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Massimiliano Orsi

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Dec 3, 1998, 3:00:00 AM12/3/98
to
Di tanto in tanto mi capitano sottomano, perche' li compro o perche' me li
prestano, alcuni numeri delle varie riviste Italiane di Scacchi. Per essere
piu' precisi: "L'italia Scacchistica", "Torre e Cavallo" e "Scacco!". Ogni
volta le sfoglio con curiosita' sperando di trovare qualche cosa di
interessante. Piu' spesso che no, rimango assai deluso.


Cominciamo dall'Italia Scacchistica, decisamente la peggiore. I numeri a cui mi
riferisco sono quelli di Novembre e Dicembre 1998. Nel fascicolo di Novembre
sono state dedicate ben (!?) 4 pagine alle Olimpiadi, dove con assoluta mancanza
di senso delle proporzioni sono riportate 3 partite della squadra femminile, 3
partite di quella maschile e 3 della squadra di S.Marino! Nessuna partita e'
commentata. Si rimanda al numero di Dicembre per altre partite, ma in
quest'ultimo c'e' solo una partita dell'incontro Romania-Georgia del torneo
femminile e due pagine di commenti vari a cura di Franca Dapiran (e fin qui' va
bene) e di Gabriela Hitzgerova, che giocando nella squadra Ceca non si capisce
che c'azzecchi. Faccio notare che, complessivamente il numero di pagine dedicato
a problemistica e studistica varia e' ben superiore (9). A pag. 387 del numero
di Novembre c'e' il solito ritornello sulla mancanza di spazio. Prima di fare
queste affermazioni, sarebbe pero' piu' serio analizzare come vengono usate
le pagine a disposizione. Un breve elenco:
- 2 pagine di un articolo pseudo-storico sugli scacchi a Firenze; [Novembre]
- 2 pagine per un inutile ritratto di Tal, dove tra l'altro si parla quasi
sempre, ma mai in modo originale, di Botvinnik; [Novembre]
- 5 pagine sul match Anand-Rebel (ma quando lo capiranno che delle partite dei
computer non frega piu' niente a nessuno?); [Novembre]
- Un fantastico trafiletto dove si sponsorizza una raccolta di Rebus pubblicati
sulla settimana Enigmistica; che c'entra? Pare che siano opera di un anonimo,
ma raccomandatissimo, CM di Pesaro... [Novembre]
- 2 pagine al Campionato Italiano Seniores, ma 1 sola al Campionato Italiano
Assoluto!! [Dicembre]
- 1 pagina per un articolo retrospettivo e autocelebrativo su "Scaccomatto 98"
di Torino; l'unica partita e' quella di una simultanea persa da Korchnoi;
[Dicembre]
- 1 pagina per un pezzo veramente demenziale intitolato "Zeitnot", firmato da
Carlo Bolmida, dove si passano in rassegna vari personaggi, da Lombroso a
Zenone fino ad Einstein, con l'unico legante che (forse) alcuni (ma nemmeno
tutti, viene specificato!) hanno giocato a scacchi almeno una volta in vita
loro. Mah?! [Dicembre]
Per rispetto, non commento il classico "Poesia, Teoria e Pratica" del decano
Paoli, ma mi chiedo come mai in tutti questi anni nessuno gli abbia mai fatto
notare quanto fastidiosi siano i suoi continui rimandi a numeri precedenti (ben
5 in due sole pagine a Novembre). Data la qualita' della pubblicazione, e'
praticamente impossibile che qualcuno abbia la collezione completa! Dal punto di
vista giornalistico, posso dire che e' scorretto mettere in copertina un
argomento come quello dell'anti-doping, per poi liquidarlo in una riga
nell'editoriale; mentre completamente disinformati ci si dimostra per quanto
riguarda il mondiale FIDE, che prima viene annunciato come sicuro (tanto da
proporre improbabili pacchetti-viaggio) nel 1998 (quando da mesi si sa che non
e' cosi'), poi lo si da' per certo nell'autunno 1999, mentre nessuna altra fonte
d'informazione a me nota conferma questa data. Se a tutto cio' aggiungiamo
l'ampio uso del colore nelle pagine interne e la scarsa ricopertura della pagina
(troppi spazi e margini bianchi), il prezzo non di molto inferiore a T&C (8000
contro 8500, ma anche sole 40 pagine contro 56, e di formato piu' piccolo), il
quadro che ne risulta e' di uno spreco colossale di risorse.


Passiamo a Torre e Cavallo di Dicembre. Andiamo gia' un po' meglio perche'
almeno qui' le Olimpiadi sono trattate piu' decentemente: 9 pagine (tra l'altro
in un formato piu' grande) con tre partite dei nostri ampiamente commentate da
loro e altre 3 senza commenti (mi spiace per i Sammarinesi...). Nessuna pagina
per i problemi (grazie a Dio!) e nessun articolo con ridicole pretese culturali.
Pero' anche qui' si fa un uso scellerato dello spazio disponibile:
- 4 pagine di lezioni per il giocatore dilettante, piene di nozioni che di
solito si imparano al circolo dopo una decina di partite (ma quando lo
capiranno i direttori di queste riviste che c'e' tutto un mercato di
giocatori, dalla categoria Nazionale in su, che cerca una rivista fortememente
tecnica; e quando capiranno che i giocatori di fascia inferiore non hanno
nulla da guadagnare leggendo riviste che, anziche' illustrare loro un gioco di
qualita' superiore, scendono al loro livello);
- 3 pagine per la seconda parte di un'articolo del MF Rosino intitolato "Dal
Razionalismo al Romanticismo" dove vengono riportate per la millesima volte le
solite partite di Morphy e le solite banalita' sugli scacchi dell'Ottocento;
- 4 pagine con la 2a parte del match Botvinnik-Smyslov del '54 (la serie sui
mondiali di scacchi non manca mai, e' un classico delle riviste che non sanno
come riempire le pagine), nessuna commentata e con introduzioni piatte e
scontate, senza neanche un aneddoto o un retroscena interessante. Un articolo
simile potevo scriverlo anch'io (o chiunque altro) in dieci minuti.
- 5 (!!!!!!) pagine dedicate alla posta dei lettori. Ma qui' stiamo veramente
delirando!!!
- 6 pagine e mezzo fitte fitte di analisi sul Gambetto di Donna Accettato (ed e'
l'8a parte!!)... Dunque: 6.5 moltiplicato 8 fa 52 pagine; piu' di certe
monografie. Ma e' questo il compito di una rivista?
Devo comunque ammettere che ci sono parecchie cose interessanti, come il
divertente "test" del MI Franco o l'articolo sui finali giocati allo scorso
mondiale di Groningen. In complesso, si potrebbe affermare quello che i
professori amano dire di certi studenti: potrebbe dare di piu'.


Concludiamo con "Scacco!", mese di Ottobre. Una rivista un po' anonima, perche'
se e' vero che lo spazio e' sfruttato abbastanza bene (le solite due pagine di
noiosi matti e aiutomatti), che il prezzo e' inferiore (7000 per 52 pagine), e'
anche vero che il rapporto partite commentate/non commentate e' decisamente
sbilanciato a favore delle seconde. Oramai, trovare ampie collezioni di partite
e' incredibilmente facile via Internet, ma anche attraverso i vari Informatori o
Yearbook; infarcire la rivista di oltre 40 partite "nude" (erano 33 sul ben piu'
corposo T&C, match di Botvinnik compreso, e 17+19 sui due numeri dell'IS) mi
sembra inutile. Interessante la copertura dei vari festival Italiani, ma di poco
interesse quella relativa ai tornei semilampo che, salvo casi eccezionali per
partecipazione qualitativa e quantitativa, non possono rappresentare nulla dal
punto di vista tecnico e agonistico, ma solo su quello ludico. Anche qui'
eccessiva attenzione al match Anand-Rebel, mentre l'unico articolo tecnico ("Re
al centro: Pericolo!" di Georges Bertola) non e' di particolare interesse ne' di
gran qualita'. Giudizio complessivo: noiosetta.


Un commento finale su tutte e 3: trovo decisamente fuori luogo i commenti
positivi che vengono fatti ogni volta sui vari giocatori Italiani o sulle
squadre Nazionali. C'e' poco da esaltarsi se al Festival di Castellaneta il
primo degli Italiani e' un 65enne (Scacco!), ancor meno da recriminare sui
punti buttati via dagli Italiani alle Olimpiadi (T&C) e poco da gioire se
l'ultratrentenne Godena e' "oramai alla pari con i grandi" (IS) nello zonale di
Andorra; prima di tutto perche' non e' vero (Lautier, Piket, Van Wely e Bacrot
non sono certo il top mondiale; in compenso sono tutti piu' giovani del nostro)
e poi' perche', parafrasando Churchill, non e' festeggiando le ritirate che si
vincono le guerre. Noi i diciottenni (l'albanese Dervishi) che vincono i grandi
Festival (Montecatini) o i quindicenni che fanno le norme di MI (lo spagnolo
Vallejo-Pons nello stesso torneo) ce li sognamo la notte. Esattamente come una
sola buona rivista di scacchi anziche' 3 mediocri.


"It's got to be false for us to believe it"
Massimiliano Orsi <massimil...@iol.it>

Giorgio Bertazzo

unread,
Dec 3, 1998, 3:00:00 AM12/3/98
to
On Thu, 03 Dec 1998 19:38:39 GMT, massimil...@iol.it
(Massimiliano Orsi) wrote:

>Un commento finale su tutte e 3: trovo decisamente fuori luogo i commenti
>positivi che vengono fatti ogni volta sui vari giocatori Italiani o sulle
>squadre Nazionali. C'e' poco da esaltarsi se al Festival di Castellaneta il
>primo degli Italiani e' un 65enne (Scacco!), ancor meno da recriminare sui
>punti buttati via dagli Italiani alle Olimpiadi (T&C) e poco da gioire se
>l'ultratrentenne Godena e' "oramai alla pari con i grandi" (IS) nello zonale di
>Andorra; prima di tutto perche' non e' vero (Lautier, Piket, Van Wely e Bacrot
>non sono certo il top mondiale; in compenso sono tutti piu' giovani del nostro)
>e poi' perche', parafrasando Churchill, non e' festeggiando le ritirate che si
>vincono le guerre. Noi i diciottenni (l'albanese Dervishi) che vincono i grandi
>Festival (Montecatini) o i quindicenni che fanno le norme di MI (lo spagnolo
>Vallejo-Pons nello stesso torneo) ce li sognamo la notte. Esattamente come una
>sola buona rivista di scacchi anziche' 3 mediocri.

La cosa piu' desolante, ma succede anche in un sacco di altri settori,
e' l'incapacita' di scegliere, di rinunciare a qualcosa per qualcosa
d'altro.
Se metti cronaca, partite commentate, problemi, corsi, argomenti di
soggetto storico e non hai le pagine, come numero e formato, di un
grande quotidiano nazionale finisce che c'e' poco di tutto.
Tutto sommato la scelta piu' coerente e' quella dell'Italia
Scacchistica, che ha quasi completamente eliminato gli scacchi
giocati.
Perche' qualcuno debba comprare una qualsiasi di queste riviste,
pero', rimane un mistero.

dit...@my-dejanews.com

unread,
Dec 4, 1998, 3:00:00 AM12/4/98
to

> Perche' qualcuno debba comprare una qualsiasi di queste riviste,
> pero', rimane un mistero.

la risposta e` semplice a mio avviso:

il novanta percento degli italiani sa leggere solo in italiano (e forse
nemmeno quello).

Se per caso dovvessi abbonarmi ad una rivista di certo mi abbonerei a qualcosa
tipo NIC. Ma chi non conosce alucna lingua straniera, cosa puo` leggere? Solo
le riviste che ci sono.

ciao
Franz

--
SISSA/ISAS via Beirut, 2-4
I-34014 Trieste
remove_...@my-dejanews.com

-----------== Posted via Deja News, The Discussion Network ==----------
http://www.dejanews.com/ Search, Read, Discuss, or Start Your Own

Stefano Dietrich

unread,
Dec 5, 1998, 3:00:00 AM12/5/98
to
Puntuale ed interessante la critica di Massimiliano...
vorrei pero' sottolineare un aspetto che forse sfugge
ai piu'.
Stiamo parlando di riviste che hanno tirature limitate,
che non sono un business, ma un servizio al limite del
volontariato. Quanti di voi investirebbero in una rivista
di scacchi italiana? Tenete presente che per avere dei
commenti alle partite da personaggi autorevoli della
scacchiere le soluzioni sono due: o si copia o si paga.
E secondo voi una rivista italiana, colla diffusione che
hanno gli scacchi in Italia, potrebbe permettersi di avere
una rubrica curata da Karpov che commenti in quasi real
time le partite che si giocano nel mondo?
E allora automaticamente si scende verso le cose storiche,
scrivibili da chiunque, e visto che e' sicuramente piu' facile
commentare il campionato italiano seniores che non i match
olimpici ecco spiegato lo sbilanciamento e la poca qualita'.

Il futuro?
Mah! Posso solo esprimere una opinione che non e' vaticinante:
la carta stampata e' destinata a sparire, ma non solo, anche
la reale attenzione che una persona nel futuro destinera' alle
righe scritte e' destinata a diminuire, siano esse commenti a partite,
trafiletti di giornale o pagine web.
Il futuro e' un mondo pieno di sollecitazioni multimediali, al quale
l'essere umano ancora non e' pronto. Credo si rischi il collasso da
superinformazione in ogni settore... ci sara' troppo di ogni cosa
e un senso di frustazione conseguente alla consapevolezza di non
poter mai leggere o imparare tutto.
Dilaghera' la superficialita' mascherata da superconoscenza dovuta
a memorizzazione e la reale capacita' di elaborazione del cervello
umano sara' ridicolizzata dai Pico della Mirandola... insomma i
vincenti del futuro (e non parlo solo di scacchi) dovranno avere in
testa un grosso hard disk...
Squallida prospettiva? No dai..., rimarranno sempre i sognatori, che
decideranno ad un certo punto di spegnere tutti i dispositivi multimediali,
chiuderanno il resto della famiglia nello sgabuzzino, apriranno un
vecchio numero dell'Italia Scacchistica e analizzeranno per un mese di
seguito la variante proposta nella posta dei lettori da un inclassificato
che cerca di affermare che il Gambetto di Budapest e' imbattibile.

Ops... scusate... c'e' mia moglie e mia figlia che stanno buttando giu'
la porta dello sgabuzzino... :-)


Giorgio Bertazzo

unread,
Dec 10, 1998, 3:00:00 AM12/10/98
to
On Sat, 05 Dec 1998 14:38:10 +0100, Stefano Dietrich
<diet...@atmos.ifa.rm.cnr.it> wrote:

>Puntuale ed interessante la critica di Massimiliano...
>vorrei pero' sottolineare un aspetto che forse sfugge
>ai piu'.
>Stiamo parlando di riviste che hanno tirature limitate,
>che non sono un business, ma un servizio al limite del
>volontariato. Quanti di voi investirebbero in una rivista
>di scacchi italiana? Tenete presente che per avere dei
>commenti alle partite da personaggi autorevoli della
>scacchiere le soluzioni sono due: o si copia o si paga.

Io non investirei mai una lira in un prodotto che dipende praticamente
da un singolo individuo, neppure se fosse l'immagine di Ronaldo.

>E secondo voi una rivista italiana, colla diffusione che
>hanno gli scacchi in Italia, potrebbe permettersi di avere
>una rubrica curata da Karpov che commenti in quasi real
>time le partite che si giocano nel mondo?

Il giorno che i disgraziati che scrivono gratis articoli storici
chiederanno due lire ci troveremo corsi di uncinetto.
E' un po' come i napoletani che ti vendono la videocamera di
compensato: cosa volevi comprare a quel prezzo?

>E allora automaticamente si scende verso le cose storiche,
>scrivibili da chiunque, e visto che e' sicuramente piu' facile
>commentare il campionato italiano seniores che non i match
>olimpici ecco spiegato lo sbilanciamento e la poca qualita'.

Ecco, finalmente qualcuno non "contro" che lo dice...

>Il futuro?
>Mah! Posso solo esprimere una opinione che non e' vaticinante:
>la carta stampata e' destinata a sparire, ma non solo, anche
>la reale attenzione che una persona nel futuro destinera' alle
>righe scritte e' destinata a diminuire, siano esse commenti a partite,
>trafiletti di giornale o pagine web.

La carta stampata non sparira' presto, sono tutte cazzate messe in
giro da chi non capisce nulla di queste cose.
Comunque, per chi e' fondamentalmente un editore la carta e' un mezzo,
non il fine: se la carta muore, vai sui nuovi mezzi.

>Il futuro e' un mondo pieno di sollecitazioni multimediali, al quale
>l'essere umano ancora non e' pronto. Credo si rischi il collasso da
>superinformazione in ogni settore... ci sara' troppo di ogni cosa
>e un senso di frustazione conseguente alla consapevolezza di non
>poter mai leggere o imparare tutto.

Superinformazione?
Caos molto, informazione reale pochissima.
Potra' andar bene per chi gioca, ma non per chi cerca informazioni
utili.
Se non sono utili, appena provi ad usarle te ne accorgi.

>Dilaghera' la superficialita' mascherata da superconoscenza dovuta
>a memorizzazione e la reale capacita' di elaborazione del cervello
>umano sara' ridicolizzata dai Pico della Mirandola... insomma i
>vincenti del futuro (e non parlo solo di scacchi) dovranno avere in
>testa un grosso hard disk...

Hai un'idea troppo negativa della memoria.
Tra l'altro Pico della Mirandola non era propriamente un coglione che
si limitava ad imparare tutto a memoria...
E comunque prova a ricordare piu' di tante cose senza capirci nulla,
se non sei un problema clinico lo diventi.
In realta' nei giocatori REALI nel mondo REALE succede esattamente il
contrario.
Io avevo fatto il mio ultimo torneo nel 1985: di recente ho ripreso, e
ricominciato a frequentare molti piu' tornei di quelli in cui poi ho
effettivamente giocato.
Lo avrei fatto qualche tempo fa, ma per un tot di tempo ho pensato che
avrei dovuto reinventarmi una preparazione seria da zero: alla fine
ovviamente mi sono rotto i coglioni, sono andato totalmente allo
sbaraglio ed ho scoperto che non era piu' cosi', probabilmente da un
bel pezzo.
Ora come ora giocano tutti impianti ultraminori pensando che il loro
avversario potrebbe conoscere TUTTO...
I superpreparati non esistono piu', e se esistono se la passano un
sacco meno bene che una volta.

>Squallida prospettiva? No dai..., rimarranno sempre i sognatori, che
>decideranno ad un certo punto di spegnere tutti i dispositivi multimediali,
>chiuderanno il resto della famiglia nello sgabuzzino, apriranno un
>vecchio numero dell'Italia Scacchistica e analizzeranno per un mese di
>seguito la variante proposta nella posta dei lettori da un inclassificato
>che cerca di affermare che il Gambetto di Budapest e' imbattibile.
>
>Ops... scusate... c'e' mia moglie e mia figlia che stanno buttando giu'
>la porta dello sgabuzzino... :-)

Le nuove tecnologie non sono in antitesi con un uso intelligente,
semplicemente ci vorra' un sacco di tempo per imparare ad usarle in
modo conveniente.
Oggi esistono milioni di libri, videocassette, database che contengono
TUTTO dalle piramidi in poi.
Ma non si gioca meglio che una volta, e vedi errori di fondamentali
pazzeschi dove una volta non li avresti visti.
Stiamo vivendo una fase di transizione, ma passera'.

Gigi Troso

unread,
Dec 11, 1998, 3:00:00 AM12/11/98
to
On Thu, 03 Dec 1998 19:38:39 GMT, in it.hobby.scacchi
massimil...@iol.it (Massimiliano Orsi) wrote:

Adolivio Capece, direttore de L'Italia Scacchistica mi ha chiesto di
fare da tramite verso il newsgroup. Ecco il suo messaggio:

Caro Orsi,
quando leggo lettere/messaggi come quello da lei inviato, la prima
cosa che mi viene in mente e' il noto verso di Dante: "non ragioniam
di lor, ma guarda e passa".
E lo avrei fatto anche questa volta, non fosse che - purtroppo - le
sue del tutto personali considerazioni sono state diramate a tutto il
newsgroup hobby.scacchi.
Questo mi costringe a perdere tempo prezioso per una pur breve
risposta.

Innanzitutto la ringrazio per aver definito l'Italia Scacchistica "la
peggiore". Meglio cosi piuttosto di un'aurea mediocritas.
Per quanto riguarda le sue considerazioni personali, solo tre
puntualizzazioni: prima, le partite delle Olimpiadi. Dalle sue parole
sembra che aver pubblicato 3 partite della Femminile e 3 di San Marino
sia un reato. Ma anche loro hanno diritto ad esistere.
Seconda, piu' importante: 2 pagine al campionato seniores ma 1 sola al
Campionato Assoluto. Gia', ma a quanto pare lei non si e' affatto reso
conto che il Campionato Assoluto e' finito domenica 30 novembre e che
mercoledi 2 dicembre la Rivista era gia' in libreria e in spedizione.
TRE giorni, diconsi 3 giorni, per la stampa! Quasi meglio di internet,
no?
Terza e ultima. Il colore. L'Italia Scacchistica e' l'unica Rivista
italiana e una delle poche europee ad essere stampata a colori. Per il
99% dei Lettori e' un pregio. Ma a quanto pare lei si accontenta del
grigiore degli altri e giudica "a peso" e non "a qualita'".
Probabilmente lei non si rende conto del costo che si deve affrontare
per stampare a colori. Ovvio che questo costo sia coperto dagli
abbonamenti e dalle vendite in libreria. Dunque e' facile dedurre che
qualche migliaio di persone compri, legga e apprezzi l'Italia
Scacchistica, per i suoi contenuti e perche' non e' una rivista per
soli "agonisti affamati di elo" ma per chi vede gli scacchi in una
visione piu' ampia, di cultura, storia, informazione e in tutte le
sfaccettature del gioco, compresi problemi, studi, personaggi ecc.

Detto questo, mi permetta alcune considerazioni del tutto personali,
non come Direttore della Italia Scacchistica, ma come Maestro di
scacchi e Giornalista.
Vede, caro Orsi, lei e' una di quelle persone che al mondo degli
scacchi fanno solo danni e danni gravi. Di sicuro lei pensa che -
fosse lei il direttore di una rivista - tutto sarebbe diverso e il
mondo sarebbe ai suoi piedi. Lei e' come quei tanti che inviano
articoli di ogni genere a riviste e giornali e quando vengono
respinti, perche' orribili, riscrivono dicendo "la vostra rivista fa
schifo". Se invece per caso vengono pubblicati, allora riempono la
testata di elogi e dicono "siete i migliori".
La prego poi di evitare di fare considerazioni "dal punto di vista
giornalistico". Non mi risulta che lei sia qualificato in tal senso.
Mi risulta invece che lei mandi, senza averne alcuna autorita',
notizie a TWIC, che l'amico Mark pubblica ringraziandola. Immagino che
quando lei legge nell'introduzione "Thanks to M.Orsi" si senta
particolarmente gratificato. Peccato che lei non faccia altro che
"forwardare" (si dice cosi?) il lavoro altrui, prendendosene
abusivamente i meriti.
Comunque, quello che mi ha dato piu' fastidio nel suo lungo quanto
inutile messaggio (di cui credo nessuno sentisse la necessita') e' che
non c'e' nulla di "costruttivo".
Lei, come purtroppo tanti altri nel mondo degli scacchi, punta solo a
demolire, non dimostra alcun rispetto per il lavoro altrui, trancia
giudizi del tutto personali (a me piace il pistacchio. Il cioccolato
fa schifo) e con questo mostra tutta la sua invidia e la sua rabbia
impotente verso chi opera per realizzare e 'costruire' , nella
fattispecie qualcosa di molto apprezzato da migliaia di altri veri
scacchisti (per esempio i lettori e gli abbonati all'Italia
Scacchistica, tantissimi anche stranieri).
E questo atteggiamento lo conferma con le considerazioni su Paoli e
sui nostri bravi giocatori, pur se ormai "trentenni". E gia' lo aveva
dimostrato con le sue ancora personali e negative considerazioni su
Campionato di Milano e Ottavi di finale. Peccato, caro Orsi, ha perso
un'altra buona occasione per star zitto.
Concludo con un invito: eviti di comprare in futuro L'Italia
Scacchistica, eviti di farsela prestare. Cosi evitera' anche di
buttare via tempo prezioso per leggerla, analizzarla e - soprattutto -
scrivere inutili messaggi.

Adolivio Capece

-------------------------------------------------------

A presto
Gigi Troso


Gli Scacchi - Chess
http://space.tin.it/sport/ltroso/index.htm
ICQ 10851988

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Posted from mta03-acc.tin.it [212.216.176.34]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Massimiliano Orsi

unread,
Dec 12, 1998, 3:00:00 AM12/12/98
to
Adolivio Capece, direttore de L'Italia Scacchistica, ha scritto:

>mi viene in mente e' il noto verso di Dante: "non ragioniam
>di lor, ma guarda e passa".
>E lo avrei fatto anche questa volta, non fosse che - purtroppo - le
>sue del tutto personali considerazioni sono state diramate a tutto il
>newsgroup hobby.scacchi.
>Questo mi costringe a perdere tempo prezioso per una pur breve
>risposta.

Siamo in un gruppo denominato it.hobby.scacchi e mi sembra naturale che si parli
di scacchi e di riviste scacchistiche. Da nessuna parte e' scritto che se ne
debba parlare per forza bene.

>Per quanto riguarda le sue considerazioni personali, solo tre
>puntualizzazioni: prima, le partite delle Olimpiadi. Dalle sue parole
>sembra che aver pubblicato 3 partite della Femminile e 3 di San Marino
>sia un reato. Ma anche loro hanno diritto ad esistere.

Gli scacchi femminili hanno lo stesso diritto di esistere degli scacchi per
giocatori mancini, per giocatori biondi o per giocatori grassi. Non si capisce
perche' si debbano organizzare le Olimpiadi femminili ma non le Olimpiadi per i
mancini, a meno di non ammettere implicitamente che le donne sono meno dotate
per gli scacchi. E' questo cio' Lei che pensa?

Per inciso, credo che una Nazionale Mancini sarebbe molto, ma molto piu' forte
dell'attuale Nazionale Femminile e le partite di ben maggiore interesse.

Per quanto riguarda i giocatori di San Marino, il loro livello non e'
comparabile a quello della squadra Italiana (il che e' del tutto comprensibile);
pubblicare lo stesso numero di partite degli uni e degli altri significa non
rendere un buon servizio informativo. E' come se la "Gazzetta" dedicasse lo
stesso spazio a Inter-Juve e Pro Sesto-Torres in base ad un assurdo principio di
equita'; certamente le vendite andrebbero alle stelle a Sesto San Giovanni e a
Porto Torres, ma crollerebbero nel resto d'Italia.

Oltretutto, e' probabile che la squadra Sammarinese abbia ricevuto ampia
attenzione dai media locali, come sempre accade per queste piccole realta'.
Della squadra Italiana non e' invece pensabile leggerne sul "Corriere" o su
"Repubblica", ed e' pertanto ovvio che rimanga deluso dal vedere una rivista di
settore dedicarle cosi' poco spazio.

>Seconda, piu' importante: 2 pagine al campionato seniores ma 1 sola al
>Campionato Assoluto. Gia', ma a quanto pare lei non si e' affatto reso
>conto che il Campionato Assoluto e' finito domenica 30 novembre e che
>mercoledi 2 dicembre la Rivista era gia' in libreria e in spedizione.
>TRE giorni, diconsi 3 giorni, per la stampa! Quasi meglio di internet,
>no?

Quasi, e il punto sta proprio qui': pensare che una rivista mensile possa
competere con Internet per quanto riguarda la velocita' delle notizie, mi sembra
donchisciottesco. Non sarebbe meglio rinunciare all'immediatezza per puntare
all'approfondimento? E' vero che viene promesso un servizio piu' lungo nel
numero successivo, ma questo era stato fatto anche per quanto riguarda le
partite delle Olimpiadi, impegno poi non mantenuto. Questi sono precedenti che
non rassicurano il lettore.

>Terza e ultima. Il colore. L'Italia Scacchistica e' l'unica Rivista
>italiana e una delle poche europee ad essere stampata a colori. Per il
>99% dei Lettori e' un pregio. Ma a quanto pare lei si accontenta del
>grigiore degli altri e giudica "a peso" e non "a qualita'".

La qualita' di una rivista si giudica sui contenuti, non certo sull'apparenza.
Le riviste internazionali piu' famose al mondo (New In Chess, Inside Chess,
ScachWoche) sono in Bianco e Nero. Non voglio fare i conti in tasca a nessuno,
ma non sarebbe meglio investire soldi sul numero delle pagine o sui commenti
delle partite, piuttosto che sul colore? Il bell'aspetto puo' attirare
occasionalmente qualche lettore, ma e' con la qualita' degli articoli che lo si
convince a comprarla di nuovo.

>Vede, caro Orsi, lei e' una di quelle persone che al mondo degli
>scacchi fanno solo danni e danni gravi. Di sicuro lei pensa che -
>fosse lei il direttore di una rivista - tutto sarebbe diverso e il
>mondo sarebbe ai suoi piedi.

Non credo che Lei possa sapere quello che penso. Io non dico che sarei un bravo
direttore di riviste, ma dico che non sono soddisfatto dai risultati del lavoro
che i direttori di riviste Italiane fanno e per affermarlo non ho bisogno di
nessun'altra qualifica se non quella di lettore.

Non sono per nulla affetto da esterofilia o da sfascismo cronico: un paio d'anni
fa mi giunse un numero promozionale di una rivista denominata i "Due Alfieri",
poi scomparsa. Mi sembrava fatta molto bene e lo scrissi immediatamente.

Per quanto riguarda i danni che io potrei procurare agli scacchi in Italia, essi
sono assolutamente minimi in quanto mi sono sempre limitato ad osservare e a
giocare (con un unica eccezione di cui parlo piu' avanti). Il Suo nome e' invece
assai diffuso nell'ambiente, spesso coinvolto in organizzazioni varie e di una
certa influenza. Se c'e' uno tra noi che ha qualche chances di danneggiare
qualcosa, non sono io.

>Lei e' come quei tanti che inviano
>articoli di ogni genere a riviste e giornali e quando vengono
>respinti, perche' orribili, riscrivono dicendo "la vostra rivista fa
>schifo". Se invece per caso vengono pubblicati, allora riempono la
>testata di elogi e dicono "siete i migliori".

E' interessante come Lei si senta libero di fare tutte queste affermazioni
personali sul mio conto senza avere alcun dato in mano. Non ho mai scritto
articoli o lettere ad alcuna rivista. Se provassi a farlo con le riviste
straniere da me su citate, mi riderebbero in faccia. Cio' nonostante, continuo a
considerarle delle ottime riviste.

>La prego poi di evitare di fare considerazioni "dal punto di vista
>giornalistico". Non mi risulta che lei sia qualificato in tal senso.

La solita difesa corporativista. Far parte dell'ordine dei giornalisti non fa
automaticamente di se' stessi una fonte attendibile. Le notizie pubblicate sul
Mondiale erano palesemente innacurate e sono state smentite dai fatti.
Sull'ultimo numero di "The Week In Chess" viene avanzata l'idea che il prossimo
mondiale FIDE si svolga a Las Vegas tra Giugno e Luglio: come da rigida scuola
Anglosassone, e a differenza di quanto accaduto sulla Sua pubblicazione, vengono
citate le fonti.

>Mi risulta invece che lei mandi, senza averne alcuna autorita',
>notizie a TWIC, che l'amico Mark pubblica ringraziandola. Immagino che
>quando lei legge nell'introduzione "Thanks to M.Orsi" si senta
>particolarmente gratificato. Peccato che lei non faccia altro che
>"forwardare" (si dice cosi?) il lavoro altrui, prendendosene
>abusivamente i meriti.

Ancora una volta, Lei crede di sapere quello che io penso e provo. Quando ho
mandato notizie a Mark Crowther, l'ho sempre fatto perche' chi ne era
incaricato, o pretendeva di avere cio' che Lei definisce autorita' (ma sarebbe
meglio definire responsabilita'), non lo aveva fatto in precedenza. Forse mi si
accusa di essere stato troppo veloce?

Tutto cio' che io ho mandato era liberamente reperibile su Internet, quindi di
dominio pubblico, e in tal modo l'ho usato, considerando la rete come una
normale fonte di notizie. Secondo la Sua linea di ragionamento, potrei dire che
quando Lei pubblica una partita non fa nient'altro che "forwardare" il lavoro
dei giocatori che hanno compilato il formulario.

Non ho mai mandato analisi o commenti di altri attribuendoli a me; al contrario,
in molte partite, ho provveduto personalmente e manualmente a correggere dati
errati quali nomi, luoghi, Elo, eccetera. Mark Crowther sa benissimo quanto
noioso e faticoso questo lavoro sia, per averlo fatto alle origini di TWIC, e
forse e' per questo che si sente in obbligo di ringraziare chiunque lo aiuti,
considerando anche il fatto che tutto cio' e' fatto in modo assolutamente
gratuito, esattamente come la rivista di cui Crowther e' editore.

Durante il recente Campionato Italiano ho pubblicato su questo stesso newsgroup
la tabella incrociata del torneo e per farlo ho usato ChessBase Light. Vogliamo
dire che anche in questo caso ho solo "forwardato" il lavoro di ChessBase?
Diciamolo pure, ma aggiungiamo anche una nota di biasimo al responsabile del
sito ufficiale che non l'ha fatto. In definitiva, ognuno usa i mezzi e le fonti
che ha disposizione; non vedo proprio di cosa dovrei dolermi.

Le faccio anche notare che due anni fa ho mandato a TWIC i risultati e le
partite del Memorial Crespi, organizzato dalla Societa' Scacchistica Milanese,
di cui Lei e' Presidente. Ritiene dannoso per gli interessi della SSM far sapere
al mondo che esiste e organizza tornei prestigiosi?

>Lei, come purtroppo tanti altri nel mondo degli scacchi, punta solo a
>demolire, non dimostra alcun rispetto per il lavoro altrui, trancia
>giudizi del tutto personali (a me piace il pistacchio. Il cioccolato
>fa schifo) e con questo mostra tutta la sua invidia e la sua rabbia
>impotente verso chi opera per realizzare e 'costruire' , nella
>fattispecie qualcosa di molto apprezzato da migliaia di altri veri
>scacchisti (per esempio i lettori e gli abbonati all'Italia

>Scacchistica, tantissimi anche stranieri).=20

Non basta fare qualcosa perche' questo qualcosa sia fatto bene, ne' ci si puo'
aspettare l'unanime consenso solo in virtu' dell'impegno profuso. Se mi sono
preso la briga di inviarLe personalmente il mio intervento, e' perche' spero che
le mie critiche possano portare a dei cambiamenti che possano rendere L'Italia
Scacchistica piu' interessante ai miei occhi.

Mi piacerebbe poi conoscere qual'e' la Sua definizione di "Veri Scacchisti" e se
solo essi hanno diritto di espressione. Per parte mia, mi ritengo un giocatore
di media forza, moderatamente attivo e assiduo lettore e acquirente di
pubblicazioni scacchistiche. In poche parole, un esemplare di quell'ampia
categoria di scacchisti nostrani che non vengono mai considerati dalle testate
nazionali e sono costretti ad acquistare riviste straniere per trovare cio' che
cercano.

Per quanto riguarda il mio contributo al mondo degli scacchi, non ritengo che
esso sia fondamentale per aver diritto ad un'opinione. Tuttavia, visto che Lei
sembra ritenerlo importante, La informo che per due anni ho svolto attivita'
di istruttore giovanile presso la SSM (prima della Sua gestione), senza alcun
compenso. Uno di quei bambini era Elia Mariano che oggi e' uno dei piu'
promettenti giovani Italiani, per quanto non possa assolutamente riscontrare un
legame causa-effetto tra il mio insegnamento e il suo talento.

>E questo atteggiamento lo conferma con le considerazioni su Paoli e
>sui nostri bravi giocatori, pur se ormai "trentenni". E gia' lo aveva
>dimostrato con le sue ancora personali e negative considerazioni su
>Campionato di Milano e Ottavi di finale. Peccato, caro Orsi, ha perso
>un'altra buona occasione per star zitto.

E ne perdero' molte altre in futuro.

Mi sembra comunque che qui' si stia andando ben oltre il seminato. Le mie
critiche erano specifiche ed in argomento; si puo' legittimamente pensare che
fossero ingiuste, ma scendere al confronto personale non mi sembra utile ne'
interessante.

>Concludo con un invito: eviti di comprare in futuro L'Italia
>Scacchistica, eviti di farsela prestare. Cosi evitera' anche di
>buttare via tempo prezioso per leggerla, analizzarla e - soprattutto -
>scrivere inutili messaggi.

E invece continuero' a comprarla di tanto in tanto, cosi' come mi riterro'
libero di parlarne pubblicamente male nel caso non mi piacesse.

sergio

unread,
Dec 12, 1998, 3:00:00 AM12/12/98
to

>>Concludo con un invito: eviti di comprare in futuro L'Italia
>>Scacchistica, eviti di farsela prestare. Cosi evitera' anche di
>>buttare via tempo prezioso per leggerla, analizzarla e - soprattutto -
>>scrivere inutili messaggi.
>
>E invece continuero' a comprarla di tanto in tanto, cosi' come mi riterro'
>libero di parlarne pubblicamente male nel caso non mi piacesse.
>
>"It's got to be false for us to believe it"
>Massimiliano Orsi <massimil...@iol.it>


Hai perfettamente ragione, tieni duro !

Peruzzi Fabio

unread,
Dec 13, 1998, 3:00:00 AM12/13/98
to

>>E questo atteggiamento lo conferma con le considerazioni su Paoli e
>>sui nostri bravi giocatori, pur se ormai "trentenni". E gia' lo aveva
>>dimostrato con le sue ancora personali e negative considerazioni su
>>Campionato di Milano e Ottavi di finale. Peccato, caro Orsi, ha perso
>>un'altra buona occasione per star zitto.
>
>E ne perdero' molte altre in futuro.
>
>Mi sembra comunque che qui' si stia andando ben oltre il seminato. Le mie
>critiche erano specifiche ed in argomento; si puo' legittimamente pensare
che
>fossero ingiuste, ma scendere al confronto personale non mi sembra utile
ne'
>interessante.
>


Il mio personalissimo parere, e' che il Direttore se la sia presa un po'
troppo sul personale. Posso capire che quando si impegnano tutte le proprie
risorse su un progetto, delle critiche cosi' forti non facciano affatto
piacere. In tutta sincerita' pero', rileggendo attentamente il messaggio
originale di Massimiliano, non mi sembra di aver riscontrato la volonta' di
danneggiare, ma semplicemente un'esposizione diretta e forte delle
impressioni che ha avuto leggendo la rivista. Inoltre, una cosa e' esprimere
un parere, piu' o meno fondato, su una rivista, un'altra cosa e' attacare in
maniera cosi' diretta una persona (anche in modo piuttosto offensivo), anche
perche' se esprimo un giudizio su qualcosa di scritto, ciunque, con estrema
facilita', puo' andare a verificare se ho detto la verita', o mi sono
inventato delle stronzate per danneggiare qualcuno, e' invece molto piu'
difficile riscontrare se sono vere le accuse che il Sig. Capece ha rivolto a
Massimiliano Orsi, e quindi lo trovo anche molto piu' scorretto.


--
Per il verme, e' verme chi non striscia
*********************************************
Peruzzi Fabio
V. Ninci, 39
57037 Portoferraio (LI)
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57037 Portoferraio
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*********************************************


Paolo B.

unread,
Dec 14, 1998, 3:00:00 AM12/14/98
to
Quando ho letto l'intervento di Capece sono rimasto veramente sbalordito.

D'accordo che ricevere critiche non fa piacere ma solitamente il
comportamento di un direttore "responsabile" di fronte alle osservazioni
dei lettori e' di tutt'altro tenore.
In questi casi si risponde "La ringrazio per le osservazioni, tenteremo di
usarle come spunto per migliorare la rivista ..." ecc.
D'accordo si tratta di risposte convenzionali ammantate di ipocrisia,
tuttavia se l'alternativa e' quella che ho letto a firma Capece, ben venga
anche l'ipocrisia se serve a farci restare nei confini dell'educazione.

La mia impressione e' che Capece abbia dato solo una fugace "letta"
all'intervento di Orsi, con animo gia' prevenuto. Lo dimostrano i molti
riferimenti del tipo "quelli come Lei", "Lei pensa questo e quello.." ecc.
Il mio giudizio sui toni di Capece e' quindi senz'altro negativo.
Tuttavia non fosse altro che per seguire la mia regola di tutelare gli
assenti (e da quel che ho capito Capece non e' molto "presente" in questo
NG, forse non sapeva neanche che esistesse) vorrei riconoscere qualche
ragione anche a Capece, per quel che riguarda i pochi riferimenti oggettivi
del suo intervento, non fosse altro per bilanciare un po' la discussione.

Ha ragione Capece quando parla dello spazio limitato concesso ai campionati
assoluti. I tempi tecnici impediscono un approfondimento ma d'altro canto
non si puo' ignorare una notizia cosi' rilevante come il campionato
italiano solo perche' non c'e' il tempo di svilupparlo in modo
approfondito. Rientra nella prassi giornalistica quella di dare
l'anticipazione della notiza per poi rimandare alle future edizioni per gli
approfondimenti.

Ha ragione anche quando solleva delle perplessita' su certe bocciature
troppo drastiche di Orsi su diversi contenuti della rivista, soprattutto
quando Orsi sembra usare un plurale maiestatis: "Quando capiranno che a
nessuno interessa niente di ..." e nel corso dell'intervento (se non
ricordo male) ha inserito nell'elenco: i programmi di scacchi, la
problemistica e la didattica elementare.
Da questo punto di vista ha ragione Capece nel sostenere che non e' cosi'
semplice stabilire quello che interessa o meno ai lettori. Ognuno puo'
prediligere aspetti diversi dell'informazione scacchistica.
Ad esempio anch'io sono d'accordo con Orsi sulla noia mortale della
problemistica. Con questi automatti, reflex e follie che secondo me
potrebbero addirittura danneggiare un giocatore se dovesse dedicarci troppo
tempo. Si finisce per perdere la sensibilita' alle posizioni reali e a
cercare approcci esclusivamente analitici disinteressandosi degli aspetti
posizionali e strategici del tutto assenti nelle tematiche dei problemi.
Va bene, a me e a Orsi la problemistica non piace (pero' a me interessano
gli studi) in ogni caso siamo solo in due. Immagino che da qualche parte ci
saranno anche i problemisti che magari potrebbero essere piu' numerosi di
quanto immaginiamo.

Per quel che riguarda invece i programmi di scacchi e le partite
uomo-computer, il disaccordo tra me e Orsi e' totale. Io addirittura prima
di abbonarmi a Torre&Cavallo ho specificatamente chiesto quale fosse lo
spazio concesso a notizie relative all'argomento. Considerando la risposta
ricevuta soddisfacente mi sono abbonato. In caso contrario avrei cercato
un'altra rivista.
Questo ovviamente non dimostra che tutti comprano le riviste solo per
trovare notizie sui giocartori artificiali ma dimostra quanto meno che non
tutti considerano noioso questo argomento.
Per quel che riguarda la didattica elementare e' la stessa cosa. A me non
interessa perche' ormai ho gia' letto/studiato una ventina di libri
sull'argomento scacchi (e non tutti elementari) e per questo le pagine di
didattica che incontro nella lettura di Torre e cavallo, le salto a pie'
pari senza neanche guardarle. Nonostante questo non mi sognerei mai di
protestare con Roberto Messa perche' spreca lo spazio in quel modo. Do per
scontato che ci saranno molti lettori esordienti che sapranno apprezzarle e
non posso certo pretendere che la rivista venga confezionata su misura per
me. (Se cosi fosse si parlerebbe solo dei campionati per computer e delle
sfide AEGON tra uomini e programmi ... sai che palle per tutti gli altri
;-)

Sulla faccenda del colore poi non voglio neanche discuterne in quanto
palesemente risibile, da qualunque punto la si guardi.

Evito anche giudizi sul fatto se l'Italia Scacchistica sia o meno la
peggiore. Non possono effettuare confronti perche' sono abbonato solo a T&C
e non ho mai avuto neanche fortuitamente tra le mani l'Italia scacchistica.
Negli anni 80 ero abbonato a Scacco!. Non c'era il colore e non c'erano
foto. Per scoprire la faccia che aveva Kortchnoj ho dovuto aspettare che
venisse a Merano per il match contro Hubner.

Le ragioni di Capece giustificano i toni del suo messaggio? A mio avviso
certamente no. Francamente credo che la migliore soluzione per scoprire
quello che veramente i lettori vogliono o meno nella propria rivista sia di
stare ad ascoltarli.
Possibilmente in modo assiduo e con pazienza.
La risposta di Capece, fuori dalle righe e con attacchi di pura dialettica,
dimostra che di pazienza ne ha veramente poca.
Quanto all'assiduita' nel tastare il polso della "base", basti una sola
considerazione: se non ci fosse stato Troso a fungere da tramite col NG,
Capece non si sarebbe degnato neanche di attivare un collegamento con
it.hobby.scacchi, per dare la risposta.

Spero che Massimiliano non se la sia presa se ho cocesso qualcosa anche a
"Cesare" ma ho visto che gli interventi seguenti sono stati tutti di totale
adesione alla sua linea e so che questo non lo gradisce ;-)
A furia di pacche sulle spalle si puo' anche ammazzare una persona!
Non vorremo certo che Massimiliano faccia questa fine.

--
Paolo Buratti

"Ne ho passate tante... passerete anche voi ."

( Nino Manfredi nel film "Girolimoni" )


Marco Bordin

unread,
Dec 14, 1998, 3:00:00 AM12/14/98
to
Non entro nel merito della questione: il Sig. Orsi non ha bisogno di
avvocati. Ma ci sono alcune sue affermazioni che mi hanno personalmente
infastidito, e su queste rispondo.

>Questo mi costringe a perdere tempo prezioso per una pur breve
>risposta.

Affermando di perdere tempo prezioso nel postare in questo newsgroup lei
insulta indirettamente i suoi abituali frequentatori.
Se e' convinto di perdere il suo tempo prezioso postando in questo
newsgroup non lo faccia e lo impieghi invece per attivita' piu'
redditizie. Se pero' posta in questo newsgroup la invito ad evitare di
insultare chi esprime il suo libero convincimento.


> Detto questo, mi permetta alcune considerazioni del tutto personali,
> non come Direttore della Italia Scacchistica, ma come Maestro di
> scacchi e Giornalista.

> Vede, caro Orsi, lei e' una di quelle persone che al mondo degli
> scacchi fanno solo danni e danni gravi.

Lei e' convinto che sia un comportamente da Giornalista insultare in
questa maniera vergognosa una persona senza motivare la ragione dei
propri insulti? Ci pensi.

>La prego poi di evitare di fare considerazioni "dal punto di vista
>giornalistico". Non mi risulta che lei sia qualificato in tal senso.

Questa poi! Secondo lei occorre essere qualificati per esprimere la
propria opinione? Guardi che siamo tutti qualificati in tal senso. E da
piu' di cinquant'anni.


> Comunque, quello che mi ha dato piu' fastidio nel suo lungo quanto
> inutile messaggio (di cui credo nessuno sentisse la necessita')

Non ne sia tanto sicuro. Io ho letto con interesse le argomentazioni del
Sig. Orsi. Avrei letto con interesse anche le sue.


> Campionato di Milano e Ottavi di finale. Peccato, caro Orsi, ha perso
> un'altra buona occasione per star zitto.

Mi dispiace, sig. Capece: da tempo la conosco di fama, d'altra parte lei
nel mondo degli scacchi e' un personaggio pubblico. Mai mi sarei
aspettato un suo intervento di questo taglio. Mi e' dispiaciuto
leggerlo. Una persona con la sua esperienza non dovrebbe lasciarsi
andare in questo modo: indipendentemente dal fatto che lei abbia torto o
ragione dovrebbe scusarsi con il Sig. Orsi per i toni usati.


Marco Bordin

Massimiliano Orsi

unread,
Dec 14, 1998, 3:00:00 AM12/14/98
to
"Paolo B." <md6...@mclink.it> wrote:

>Ha ragione Capece quando parla dello spazio limitato concesso ai campionati
>assoluti. I tempi tecnici impediscono un approfondimento ma d'altro canto
>non si puo' ignorare una notizia cosi' rilevante come il campionato
>italiano solo perche' non c'e' il tempo di svilupparlo in modo
>approfondito. Rientra nella prassi giornalistica quella di dare
>l'anticipazione della notiza per poi rimandare alle future edizioni per gli
>approfondimenti.

Ma qui' non veniva data solo la notizia: c'era un'articolo di una pagina, 3
partite e la promessa di un approfondimento nel numero successivo. Come ho gia'
detto, simili promesse erano state fatte da Novembre a Dicembre per le
Olimpiadi, ma poi disattese.

>Va bene, a me e a Orsi la problemistica non piace (pero' a me interessano
>gli studi) in ogni caso siamo solo in due. Immagino che da qualche parte ci
>saranno anche i problemisti che magari potrebbero essere piu' numerosi di
>quanto immaginiamo.

E' ovvio che ci sono anche i problemisti. Non ho dati a disposizione, ma mi
sento di poter dire che essi sono un'esigua minoranza nel universo scacchistico.
Per accontentare questi pochi appassionati, si finisce con il perdere tutti gli
altri.

>Per quel che riguarda invece i programmi di scacchi e le partite
>uomo-computer, il disaccordo tra me e Orsi e' totale. Io addirittura prima
>di abbonarmi a Torre&Cavallo ho specificatamente chiesto quale fosse lo
>spazio concesso a notizie relative all'argomento. Considerando la risposta
>ricevuta soddisfacente mi sono abbonato. In caso contrario avrei cercato
>un'altra rivista.

Anche in questo caso, la mia impressione, derivata da anni di frequentazione del
mondo agonistico, e' che l'interesse sia assolutamente minimo e che sia
addirittura calato dopo la vittoria di Deep Blue su Kasparov. In effetti una
volta che sappiamo che esiste una macchina in grado di battere il Campione del
Mondo, e' difficile trovare un altro traguardo che possa interessare.
Sull'argomento esistono comunque riviste specializzate, mi riferisco in
particolar modo all ICCA (Internation Computer Chess Association) Journal di cui
ho potuto leggere alcuni numeri. Le due paginette al mese della rivista, non
sono certo in grado di illustrare l'evoluzione del settore.

>pari senza neanche guardarle. Nonostante questo non mi sognerei mai di
>protestare con Roberto Messa perche' spreca lo spazio in quel modo. Do per
>scontato che ci saranno molti lettori esordienti che sapranno apprezzarle

Bisognerebbe cercare di capire chi e' lo scacchista che compra le riviste o
altre pubblicazioni. Io credo che il mercato sia composto essenzialmente da
giocatori di categoria Nazionale o Magistrale che gia' hanno quelle conoscenze
elementari che tali articoli insegnano. Chi invece si e' appena appassionato, e'
piu' facile che compri dei libri ad hoc, piuttosto che una pubblicazione
periodica.

Nella mia "vita scacchistica" ho conosciuto sicuramente piu' giocatori Italiani
che erano abbonati a New In Chess che non a una qualsiasi delle riviste
Nazionali, e questo nonostante NIC sia in Inglese (e pure ostico, perche' spesso
tradotto male dall'Olandese). Questo sicuramente perche' NIC non fa
dell'attualita' il suo cavallo di battaglia (esce ogni 6 settimane), non dedica
sapzio a rpoblemi o computer, e solo saltuariamente pubblica articoli di
carattere culturale. Nonostante tutto NIC non e' affatto una lunga serie di
partite e varianti: ci sono resoconti giornalistici sui tornei, interviste,
articoli tecnici sui finali, eccetera.

Sarebbe interessante fare un confronto numerico tra gli abbonati Italiani a NIC
e gli abbonati a L'IS, T&C e S! e dedurne che cosa gli scacchisti Italiani
cercano.

>Quanto all'assiduita' nel tastare il polso della "base", basti una sola
>considerazione: se non ci fosse stato Troso a fungere da tramite col NG,
>Capece non si sarebbe degnato neanche di attivare un collegamento con
>it.hobby.scacchi, per dare la risposta.

In realta' ho mandato copia delle mie critiche originali a tutte e tre le
riviste. Non so se il signor Capece l'abbia letta direttamente o ne sia stato
informato da Luigi Troso.

Paolo B.

unread,
Dec 14, 1998, 3:00:00 AM12/14/98
to

> >Per quel che riguarda invece i programmi di scacchi e le partite
> >uomo-computer, il disaccordo tra me e Orsi e' totale. Io addirittura
prima
> >di abbonarmi a Torre&Cavallo ho specificatamente chiesto quale fosse lo
> >spazio concesso a notizie relative all'argomento. Considerando la
risposta
> >ricevuta soddisfacente mi sono abbonato. In caso contrario avrei cercato
> >un'altra rivista.
>

> Anche in questo caso, la mia impressione, derivata da anni di
frequentazione del
> mondo agonistico, e' che l'interesse sia assolutamente minimo e che sia
> addirittura calato dopo la vittoria di Deep Blue su Kasparov. In effetti
una
> volta che sappiamo che esiste una macchina in grado di battere il
Campione del
> Mondo, e' difficile trovare un altro traguardo che possa interessare.
> Sull'argomento esistono comunque riviste specializzate, mi riferisco in
> particolar modo all ICCA (Internation Computer Chess Association) Journal
di cui
> ho potuto leggere alcuni numeri. Le due paginette al mese della rivista,
non
> sono certo in grado di illustrare l'evoluzione del settore.

Sono stato abbonato all'ICCA Journal per due anni e francamente sono
rimasto alcuanto deluso. Tralsciando il fato che usava un inglese
eccessivamente erudito (per me che ho una conoscenza scolastica di questa
lingue) si concedeva molto spazio ad articoli teorici molto spesso del
tutto astratti mentre le partite (pure presenti in grande quantita') non
erano quasi mai commentate.
Con le due paginette di Torre & cavallo ho ritrovato la mia lingua madre e
a volte anche qualche partita commentata.
Ovviamente non mi sono abbonato SOLO per quel che riguarda questo
argomento, ma ANCHE.


> Nella mia "vita scacchistica" ho conosciuto sicuramente piu' giocatori
Italiani
> che erano abbonati a New In Chess che non a una qualsiasi delle riviste
> Nazionali, e questo nonostante NIC sia in Inglese (e pure ostico, perche'
spesso
> tradotto male dall'Olandese). Questo sicuramente perche' NIC non fa
> dell'attualita' il suo cavallo di battaglia (esce ogni 6 settimane), non
dedica
> sapzio a rpoblemi o computer, e solo saltuariamente pubblica articoli di
> carattere culturale. Nonostante tutto NIC non e' affatto una lunga serie
di
> partite e varianti: ci sono resoconti giornalistici sui tornei,
interviste,
> articoli tecnici sui finali, eccetera.
>
> Sarebbe interessante fare un confronto numerico tra gli abbonati Italiani
a NIC
> e gli abbonati a L'IS, T&C e S! e dedurne che cosa gli scacchisti
Italiani
> cercano.

Sarebbe interessante, si ...

>
> >Quanto all'assiduita' nel tastare il polso della "base", basti una sola
> >considerazione: se non ci fosse stato Troso a fungere da tramite col NG,
> >Capece non si sarebbe degnato neanche di attivare un collegamento con
> >it.hobby.scacchi, per dare la risposta.
>

> In realta' ho mandato copia delle mie critiche originali a tutte e tre le
> riviste. Non so se il signor Capece l'abbia letta direttamente o ne sia
stato
> informato da Luigi Troso.
>

Io mi riferivo non alla fase di "lettura" del messaggio ma a quella di
"invio". Hai notato che il mittente e' Troso!?
Come dire che dopo aver scritto quello sgradevole messaggio non si e'
neppure preso il disturbo di collegarsi a it.hobby.scacchi per inviarlo.
Rimango dell'idea che Capece non fosse neppure a conoscenza dell'esistenza
di questo NG

Gigi Troso

unread,
Dec 14, 1998, 3:00:00 AM12/14/98
to
On Mon, 14 Dec 1998 17:39:35 GMT, in it.hobby.scacchi
massimil...@iol.it (Massimiliano Orsi) wrote:


>In realta' ho mandato copia delle mie critiche originali a tutte e tre le
>riviste. Non so se il signor Capece l'abbia letta direttamente o ne sia stato
>informato da Luigi Troso.

E' doverosa una precisazione da parte mia.
Non e' mia abitudine, specie nei messaggi che possono dare adito a
polemiche, incomprensioni, ecc., 'avvisare' le persone che sono
interessate.
Quindi, Adolivio Capece non e' stato informato da me.
Lui mi ha chiesto di rispondere al tuo messaggio perche' poco pratico
di news e mi ha chiesto anche di mandargli eventuali seguiti
all'argomento.
Se si ritenesse non corretto questo mio far da tramite, tra Adolivio
Capece e il newsgroup, ditemelo. Io credo di no. Altre volte ho
postato messaggi da parte di altre persone per lo stesso motivo (poca
esperienza con i newsgroup).

A presto
Gigi Troso

Gli Scacchi - Chess
http://space.tin.it/sport/ltroso/index.htm
ICQ 10851988

--
Posted from mta04-acc.tin.it [212.216.176.35]

Gigi Troso

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to
On 14 Dec 1998 21:21:42 GMT, in it.hobby.scacchi "Paolo B."
<md6...@mclink.it> wrote:


>Rimango dell'idea che Capece non fosse neppure a conoscenza dell'esistenza
>di questo NG


Paolo, per dovere di cronaca, L'Italia Scacchistica e' stata la prima
rivista che si e' occupata di it.hobby.scacchi.
Ho ancora tutto conservato perche' fu un avvenimento storico!

Ti posso anche confermare che moltissimi non sanno di
it.hobby.scacchi, specie tra i nuovi utenti, ed anche non sanno cosa
significhi un newsgroup.

Andrea Malfagia

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to
Il 14 Dec 1998 22:39:45 +0100 pol...@tin.it (Gigi Troso) ha scritto:

>Non e' mia abitudine, specie nei messaggi che possono dare adito a
>polemiche, incomprensioni, ecc., 'avvisare' le persone che sono
>interessate.
>Quindi, Adolivio Capece non e' stato informato da me.
>Lui mi ha chiesto di rispondere al tuo messaggio perche' poco pratico
>di news e mi ha chiesto anche di mandargli eventuali seguiti
>all'argomento.

Io l'ho invitato tramite una mail privata ad intervenire direttamente, sia
perche', come puoi vedere dalle reazioni in questo thread, una risposta per
interposta persona fa cattiva figura, sia perche' ritengo importante in
generale la presenza nel NG di interlocutori simili, spero pertanto che
trovi il tempo per impratichirsi di Usenet, se non altro per una ragione di
aggiornamento professionale!
--
Andrea Malfagia
http://wwp.mirabilis.com/13175753
Ogni abitudine rende la nostra mano piu' ingegnosa
e meno agile il nostro ingegno.
(Friedrich Nietzsche, "Die froeliche Wissenschaft")

Andrea Malfagia

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to
Il Mon, 14 Dec 1998 17:39:35 GMT massimil...@iol.it (Massimiliano
Orsi) ha scritto:

>E' ovvio che ci sono anche i problemisti. Non ho dati a disposizione, ma mi
>sento di poter dire che essi sono un'esigua minoranza nel universo scacchistico.
>Per accontentare questi pochi appassionati, si finisce con il perdere tutti gli
>altri.

Dai troppa importanza alla quantita' a scapito della qualita': i risultati
storicamente raggiunti dalla problemistica in Italia sono stati finora
nettamente superiori a quelli dell'attivita' agonistica per corrispondenza
e non c'e' addirittura partita rispetto a quelli del gioco a tavolino.

A scanso di equivoci, te lo dice uno che ha sempre preferito le partite a
tavolino ai problemi ;-)

"Anything you do is unimportant, but
it is extremely important that you do it"
(Gandhi)


Andrea Malfagia

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to
Il 14 Dec 1998 00:40:12 GMT "Paolo B." <md6...@mclink.it> ha scritto:

>Ad esempio anch'io sono d'accordo con Orsi sulla noia mortale della
>problemistica. Con questi automatti, reflex e follie che secondo me
>potrebbero addirittura danneggiare un giocatore se dovesse dedicarci troppo
>tempo. Si finisce per perdere la sensibilita' alle posizioni reali e a
>cercare approcci esclusivamente analitici disinteressandosi degli aspetti
>posizionali e strategici del tutto assenti nelle tematiche dei problemi.

Pur rispettando il giudizio soggettivo per quanto riguarda il piacere,
contesto vigorosamente l'apprezzamento sull'utilita': la risoluzione di
problemi di qualsiasi genere e' una preziosissima fonte di allenamento
tattico, cui molti giocatori anche di altissimo livello ricorrono
volentieri.
Per non parlare del frequente legame tra attivita' agonistica e
composizione, sia di studi sia di problemi: due casi fra tutti? Paul Keres
e Pal Benko.

Andrea Malfagia

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to
Il Thu, 03 Dec 1998 19:38:39 GMT massimil...@iol.it (Massimiliano
Orsi) ha scritto:

>Cominciamo dall'Italia Scacchistica, decisamente la peggiore.
[CUT]

[CUT]

>Passiamo a Torre e Cavallo di Dicembre. Andiamo gia' un po' meglio perche'
>almeno qui' le Olimpiadi sono trattate piu' decentemente: 9 pagine (tra l'altro
>in un formato piu' grande) con tre partite dei nostri ampiamente commentate da
>loro e altre 3 senza commenti (mi spiace per i Sammarinesi...). Nessuna pagina
>per i problemi (grazie a Dio!) e nessun articolo con ridicole pretese culturali.

[CUT]


>Concludiamo con "Scacco!", mese di Ottobre. Una rivista un po' anonima, perche'
>se e' vero che lo spazio e' sfruttato abbastanza bene (le solite due pagine di
>noiosi matti e aiutomatti), che il prezzo e' inferiore (7000 per 52 pagine), e'
>anche vero che il rapporto partite commentate/non commentate e' decisamente
>sbilanciato a favore delle seconde. Oramai, trovare ampie collezioni di partite
>e' incredibilmente facile via Internet, ma anche attraverso i vari Informatori o
>Yearbook; infarcire la rivista di oltre 40 partite "nude" (erano 33 sul ben piu'
>corposo T&C, match di Botvinnik compreso, e 17+19 sui due numeri dell'IS) mi
>sembra inutile.

Posso essere d'accordo sulla cattiva qualita' dei commenti alle partite,
perlopiu' approssimativi o autoincensativi quando per avventura ci sono.

Posso essere d'accordo sull'eccessiva enfasi attribuita alle gesta degli
italiani, rispetto ad esempio alla necessita' di presentare adeguatamente i
momenti critici delle singole manifestazioni (d'altronde l'italocentrismo
e' vizio nazionale, basta guardare la scaletta dei telegiornali oppure
l'organizzazione dei titoli di testa nella maggioranza dei quotidiani)

Posso essere d'accordo su singoli aspetti come l'autoreferenzialita'
cronica di Paoli.

Trovo viceversa molto ristretta la tua visione di fondo riguardo ai
contenuti che una buona rivista dovrebbe avere, quale traspare dalle tue
osservazioni, perche' a mio parere quello della partita giocata non e'
l'unico volto degli scacchi.

Questo lo dico nonostante l'enfasi che io stesso pongo sull'aspetto
sportivo del gioco e sulla sua scarsa rappresentativita' in seno alla FSI:
chi ha seguito alcuni miei interventi a riguardo sul NG sa bene cosa
intendo.

Tuttavia ritengo che dare spazio agli aspetti culturali del gioco sia
perfettamente lecito nell'impostazione di una rivista, quando e' ben noto
dalla storia del gioco quanta attenzione vi abbiano dedicato grandi
personalita' della cultura, pur senza eccellere dal punto di vista
agonistico.

Devo ricordare la passione smodata di Duchamp? Le proposte iconoclaste di
Schoenberg, sovvertitore di valori nella musica come negli scacchi? Le
opere letterarie di gente come Zweig o Nabokov? L'amicizia di Emanuel
Lasker e Albert Einstein? Le esperienze personali che Kotov descrive
riguardo all'insegnamento del gioco in forma artistico-teatrale?

Gli scacchi non sono solo una pura astrazione agonistica, ma in primo luogo
un'occasione d'incontro fra personalita' quanto mai variegate: non e'
sbagliato che una rivista specializzata rifletta in qualche maniera
l'eterogeneita' dei possibili approcci al gioco.
E' l'uomo che racchiude in se' il giocatore, non il viceversa.

Altro punto: la conservazione della memoria storica e' una risorsa preziosa
quanto l'allenamento di quella memoria che aiuta a vincere una partita,
perche' tutela da chi contrabbanda come nuovo cio' che si e' semplicemente
dimenticato: ben vengano anche gli articoli storici sul nostro gioco.
O dobbiamo buttare via i contributi di gente come Alessandro Sanvito, in
prima linea nello studio dell'archeologia scacchistica?

Ancora: tutto il materiale che, relativamente all'informatica scacchistica,
viene prodotto da persone come Necchi, Selleri o Ciancarini ti sembra
scadente o inutile?

Quanto al peso che la problemistica riveste in realta' persino per il
miglioramento della pratica di gioco, a chi sa farne uso adeguato, ne parlo
rispondendo ad altri articoli in questo thread.

Se poi vogliamo buttare via anche le cosiddette "spigolature", allora mi
chiedo quali fulmini avresti lanciato su una delle riviste piu' vivaci che
abbia mai visto nel nostro panorama editoriale, l'Arcimatto, che ne era
felicemente infarcito e che ha tenuto a battesimo, fra l'altro, il saggio
Pedoncio.

Infine non vedo quali ostacoli possano offrire le riviste cosi' organizzate
a chi ha a disposizione Internet per reperire tutta la documentazione che
desidera, con il massimo aggiornamento, sull'aspetto del gioco che piu' gli
interessi.

Il problema si porra' piuttosto per la maggioranza di appassionati che non
hanno accesso a tale strumento. Dico "maggioranza" perche' non ho motivo di
pensare che la diffusione di Internet nel mondo scacchistico non segua la
stessa proporzione che ha nell'ambito dell'intera popolazione nazionale, in
cui i navigatori della Rete sono tuttora una minoranza.

In tal caso, si tratta di un problema tutt'altro che circoscritto al
dominio degli scacchi, da inquadrare piuttosto nel complesso di cambiamenti
che sono in atto nei rapporti di forza tra i differenti canali
d'informazione.

Grazie dell'attenzione e saluti a tutti

I nostri pensieri sono le ombre delle nostre sensazioni:
sempre piu' oscuri, piu' vuoti, piu' semplici di queste.

Massimiliano Orsi

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to
bol...@iperbole.bologna.it (Andrea Malfagia) wrote:

>Dai troppa importanza alla quantita' a scapito della qualita': i risultati
>storicamente raggiunti dalla problemistica in Italia sono stati finora
>nettamente superiori a quelli dell'attivita' agonistica per corrispondenza
>e non c'e' addirittura partita rispetto a quelli del gioco a tavolino.

Se quello che mi dici e' vero, cio' non fa altro che confermare il danno che
quest'atteggiamento condiscente verso la problemistica e gli aspetti "culturali"
in genere, ha prodotto: evidentemente all'estero sono piu' soddisfatti
dell'ignoranza dei loro numerosi GM e IM, scacchisti ottusi e limitati che fanno
incetta di titoli e tornei. L'Italia domina negli scacchi progressivi: perche'
non riempiamo pagine e pagine di questo argomento?.

No, dico, ci sara' pure un motivo per il quale l'Italia rappresenta
un'incredibile eccezione nel panorama Europeo, avendo prodotto 2 soli GM in 50
anni e nessun giocatore di livello mondiale da secoli. Gli unici altri paesi con
una storia scacchistica cosi' desolante sono il Portogallo e l'Albania.

Ma noi continuiamo a baloccarci con gli aiutomatti e gli scacchi di Venafro...

>O dobbiamo buttare via i contributi di gente come Alessandro Sanvito, in
>prima linea nello studio dell'archeologia scacchistica?

Non dico di buttarli via, ma dedicare mensilmente ampio spazio a questi
argomenti e poi trascurare il torneo di Tilburg con Anand, Kramnik e compagnia
bella... Mi chiedo se Sanvito riceva la stessa attenzione dalle riviste di
archeologia, materia alla quale il suo campo di studi mi sembra piu' attinente.

>Ancora: tutto il materiale che, relativamente all'informatica scacchistica,
>viene prodotto da persone come Necchi, Selleri o Ciancarini ti sembra
>scadente o inutile?

Ecco, inutile e' la parola piu adatta. Non contesto la preparazione o la cura
che gli autori vi mettono, ma tali articoli non sono significativi dal punto di
vista scientifico, appena un gradino piu' sopra su quello informativo. Ribadisco
una mia convinzione: una partita tra Rebel e Fritz interessa praticamente
nessuno; una tra Rebel e Anand, meno di una partita di Godena dalle Olimpiadi.
Forse che le riviste di atletica leggera perdono tempo ad interessarsi di motori
o di ippica? Le periodiche sfide uomo-bici-cavallo vengono solitamente accolte
per quello che sono: numeri da circo.



>Se poi vogliamo buttare via anche le cosiddette "spigolature", allora mi
>chiedo quali fulmini avresti lanciato su una delle riviste piu' vivaci che
>abbia mai visto nel nostro panorama editoriale, l'Arcimatto, che ne era
>felicemente infarcito e che ha tenuto a battesimo, fra l'altro, il saggio
>Pedoncio.

L'Arcimatto era una rivista pressoche' amatoriale a carattere prevalentemente
goliardico che non pretendeva di essere presa sul serio. Con tali premesse, la
si leggeva piu' che volentieri. Non mi sembra che questo sia lo stile che le
attuli riviste perseguono.

>Infine non vedo quali ostacoli possano offrire le riviste cosi' organizzate
>a chi ha a disposizione Internet per reperire tutta la documentazione che
>desidera, con il massimo aggiornamento, sull'aspetto del gioco che piu' gli
>interessi.

Dunque questo vale anche per la problemistica e la storiografia. Invece, su
Internet, partite d'attualita' commentate se ne trovano pochine. E' questo
l'aspetto sul quale si dovrebbe puntare (New In Chess insegna).

Paolo B.

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to

Gigi Troso <pol...@tin.it> scritto nell'articolo
<36767928...@mail.tin.it>...

> E' doverosa una precisazione da parte mia.

> Non e' mia abitudine, specie nei messaggi che possono dare adito a
> polemiche, incomprensioni, ecc., 'avvisare' le persone che sono
> interessate.
> Quindi, Adolivio Capece non e' stato informato da me.
> Lui mi ha chiesto di rispondere al tuo messaggio perche' poco pratico
> di news e mi ha chiesto anche di mandargli eventuali seguiti
> all'argomento.

> Se si ritenesse non corretto questo mio far da tramite, tra Adolivio
> Capece e il newsgroup, ditemelo. Io credo di no. Altre volte ho
> postato messaggi da parte di altre persone per lo stesso motivo (poca
> esperienza con i newsgroup).

Certamente non ho nulla da eccepire del tuo comportamento. Per quel che
riguarda Capece mi sono semplicemente limitato a far notare che non e' un
frequentatore (neanche sporadico) di questo NG, portando a riprova di
questa mia ipotesi il fatto che si e' rivolto ad una terza persona (a te)
per inviare il messaggio.
E' grave che Capece non segua quest NG!? Penso di no, anche se francamente
ritengo che chi dirige una rivista di scacchi italiana potrebbe anche
trarre qualche vantaggio nel consultare saltuariamente il principale NG
italiano sugli scacchi. Non fosse altro per sapere che "si dice in giro"
fra la base. (Che ovviamente non siamo solo noi...;-) ma almeno noi
possiamo far sentire la nostra voce, altri senza internet non hanno questa
possibilita').

Il fatto di avere poca esperienza con i NG dipende accade quando ... non si
frequentano. Basta iniziare. E sono certo che anche Capece potra' venirne a
capo :-)

Ciao

Paolo


Paolo B.

unread,
Dec 15, 1998, 3:00:00 AM12/15/98
to

Gigi Troso <pol...@tin.it> scritto nell'articolo

<36869890...@mail.tin.it>...


On 14 Dec 1998 21:21:42 GMT, in it.hobby.scacchi "Paolo B."
<md6...@mclink.it> wrote:


>> Rimango dell'idea che Capece non fosse neppure a conoscenza
dell'esistenza
>> di questo NG


> Paolo, per dovere di cronaca, L'Italia Scacchistica e' stata la prima
> rivista che si e' occupata di it.hobby.scacchi.
> Ho ancora tutto conservato perche' fu un avvenimento storico!
>
> Ti posso anche confermare che moltissimi non sanno di
> it.hobby.scacchi, specie tra i nuovi utenti, ed anche non sanno cosa
> significhi un newsgroup.

Non ne dubito. Ho appena postato un altro messaggio (qua vicino :-) per
spiegare che io non ho "accusato" Capece di non frequentare (o conoscere)
il NG. Semplicemente ho detto che secondo me non lo conosceva.
Adesso so che mi sbagliavo. In ogni caso rimane il fatto che non lo
frequenta, e anche per questo va perdonato. Un po' piu' difficile invece
perdonargli la sua lettera decisamente fuori dalle righe per i toni usati.

Ciao

Paolo

Andrea Malfagia

unread,
Dec 16, 1998, 3:00:00 AM12/16/98
to
Il Tue, 15 Dec 1998 14:29:37 GMT massimil...@iol.it (Massimiliano
Orsi) ha scritto:

>bol...@iperbole.bologna.it (Andrea Malfagia) wrote:


>
>>Dai troppa importanza alla quantita' a scapito della qualita': i risultati
>>storicamente raggiunti dalla problemistica in Italia sono stati finora
>>nettamente superiori a quelli dell'attivita' agonistica per corrispondenza
>>e non c'e' addirittura partita rispetto a quelli del gioco a tavolino.
>
>Se quello che mi dici e' vero, cio' non fa altro che confermare il danno che
>quest'atteggiamento condiscente verso la problemistica e gli aspetti "culturali"
>in genere, ha prodotto: evidentemente all'estero sono piu' soddisfatti
>dell'ignoranza dei loro numerosi GM e IM, scacchisti ottusi e limitati che fanno
>incetta di titoli e tornei.

Troppo drastico: non vedo proprio alcuna relazione di causa/effetto tra
l'eccellere in problemistica e/o cultura scacchistica e il restare in coda
nel gioco pratico.

Ne' e' vero che all'estero ci sono giocatori forti grazie al fatto che
ignorano completamente tutti gli altri aspetti del gioco: credo di aver
gia' obiettato che ci sono sempre stati fior di giocatori che hanno saputo
coltivare anche quegli aspetti, raggiungendo l'eccellenza senza per questo
riuscire ne' ottusi ne' limitati.
Leggere Kotov, per ribadire un esempio gia' riportato.

Assoluto per assoluto, potrei ribattere che chi non possiede questa
elasticita' di visione non comprende a fondo gli scacchi.

Ma esagererei a mia volta, perche' di fatto la storia scacchistica e' piena
di esempi e di controesempi: da Lasker a Bogoljubov, da Sultan Khan
(analfabeta) a Botvinnik, da Canal il giramondo a Niemzowitsch il profeta,
da Rossolimo (uomo dai mille mestieri) a Hubner il papirologo, da Fischer a
Kasparov.

>L'Italia domina negli scacchi progressivi: perche'
>non riempiamo pagine e pagine di questo argomento?

Perche' no?

>No, dico, ci sara' pure un motivo per il quale l'Italia rappresenta
>un'incredibile eccezione nel panorama Europeo, avendo prodotto 2 soli GM in 50
>anni e nessun giocatore di livello mondiale da secoli. Gli unici altri paesi con
>una storia scacchistica cosi' desolante sono il Portogallo e l'Albania.
>
>Ma noi continuiamo a baloccarci con gli aiutomatti e gli scacchi di Venafro...

A parte il fatto che gente come Clarice Benini e Monticelli hanno
conseguito risultati di livello mondiale nel gioco a tavolino del secolo
presente, a parte che personaggi come Porreca e Napolitano si sono battuti
ai vertici del campionato del mondo per corrispondenza, cosa c'entrano
aiutomatti e scacchi di Venafro con la poverta' di risultati?

Direi piuttosto che si tratta di una triste specificita' nei nostri
processi economici, riflesso di un generale approccio alla cultura, questo
si' tipicamente italiano, vista come un qualcosa di superfluo e di
totalmente inadatto a innescare profitti, risorse e impiego: miopia a tutto
tondo.

>>Ancora: tutto il materiale che, relativamente all'informatica scacchistica,
>>viene prodotto da persone come Necchi, Selleri o Ciancarini ti sembra
>>scadente o inutile?
>

>Ecco, inutile e' la parola piu adatta. Non contesto la preparazione o la cura
>che gli autori vi mettono, ma tali articoli non sono significativi dal punto di
>vista scientifico, appena un gradino piu' sopra su quello informativo. Ribadisco
>una mia convinzione: una partita tra Rebel e Fritz interessa praticamente
>nessuno; una tra Rebel e Anand, meno di una partita di Godena dalle Olimpiadi.

Infatti quegli articoli non si concentrano tanto sulla ennesima sfida da
circo, quanto sul confronto fra software e piattaforme diverse,
sull'evoluzione degli algoritmi di ricerca, sui test per la valutazione
della forza di gioco.
Da un punto di vista divulgativo, quindi: quanto e' giusto pretendere da
riviste non specialistiche sul piano informatico, ma che intendano fornire
alla media dei lettori un minimo punto di contatto con queste
problematiche.
Per fare un paragone, la divulgazione che fa Piero Angela non interessera'
mai alcuno specialista, ma non sara' certo questo un motivo per sparare a
zero contro di lui.
Se poi si tratti di buona o cattiva divulgazione, questo e' un giudizio
completamente soggettivo.

>L'Arcimatto era una rivista pressoche' amatoriale a carattere prevalentemente
>goliardico che non pretendeva di essere presa sul serio. Con tali premesse, la
>si leggeva piu' che volentieri. Non mi sembra che questo sia lo stile che le
>attuli riviste perseguono.

Ecco, se mai il problema consiste nella definizione dello stile, che pero'
a mio parere ha senso in presenza di un mercato significativo. Le riviste
nostrane, per quella che e' la consistenza del nostro movimento, non
possono permettersi di discriminare troppo fra NC e Maestri, o fra
giocatori e problemisti, o fra archeologi e sportivi, se vogliono campare,
cosicche', al di la' delle superficiali differenze di formato, colori, font
e quant'altro, mirano ad offrire un prodotto "medio", con tutta la vaghezza
che il termine puo' implicare.

Riprendendo un punto accennato in precedenza, quanto puo' sopravvivere in
Italia una rivista dedicata esclusivamente agli scacchi eterodossi? Che
fiuto imprenditoriale rivelerei se diventassi editore di un periodico di
computer chess? Preferirei piuttosto pararmi e creare un prodotto
flessibile, cercando di venire incontro ad un ventaglio di gusti che, tu lo
voglia o no, esistono e compongono un piccolo, eterogeneo pubblico.

>>Infine non vedo quali ostacoli possano offrire le riviste cosi' organizzate
>>a chi ha a disposizione Internet per reperire tutta la documentazione che
>>desidera, con il massimo aggiornamento, sull'aspetto del gioco che piu' gli
>>interessi.
>

>Dunque questo vale anche per la problemistica e la storiografia. Invece, su
>Internet, partite d'attualita' commentate se ne trovano pochine. E' questo
>l'aspetto sul quale si dovrebbe puntare (New In Chess insegna).

Ripeto, il tasto delle partite commentate e' dolente da qualunque parte lo
si guardi, sia sul Web che nel mondo cartaceo: al solito, perche' i
migliori commentatori non sono i giornalisti come Messa o Capece, bensi' i
giocatori in attivita', per i quali l'analisi e' parte integrante
dell'allenamento (e in ogni caso, persino tra loro sono rari quelli che
sanno - o vogliono?- raccontare quello che veramente succede in una
partita), ma per l'appunto hanno altro da fare che impegnarsi pesantemente
nell'editoria, almeno ai livelli di compenso attuali. Credo che nemmeno un
Karpov potrebbe farsi d'oro se vivesse solo di pubblicistica. Non solo in
Italia.

Quanto a New in Chess, e' una realta' possibile in un mercato completamente
diverso: nelle librerie olandesi, anni fa, trovavo appesi ritratti di Euwe,
Timman e Van der Wiel ne' piu' ne' meno di quanto accade da noi con le
superstar del calcio nei bar.

Ripeto, non e' segando le relazioni degli scacchi giocati con altri campi
del sapere che si puo' farli crescere, ci vuole un po' di intraprendenza
nel trarre da queste relazioni spunti per creare nuovi processi economici.

Come sarebbe se, ad esempio, un appassionato con capacita' organizzative,
leggendo degli scacchi di Venafro, riuscisse a creare un circuito di tornei
collegato ad una mostra itinerante dei pezzi suddetti? Finanziato in parte
dalla vendita dei gadget al bookshop? O da una quota sul prezzo dei
biglietti per la mostra? Non ne trarrebbero beneficio sia gli scacchi che
la cultura?

Ma perche' una cosa del genere sia possibile occorrera' pure una fonte di
informazione che possa suggerire il collegamento!

Saluti

Ma che sono alla fin fine le verita' degli uomini?
Sono gli errori _inconfutabili_ dell'umanita'

Gigi Troso

unread,
Dec 17, 1998, 3:00:00 AM12/17/98
to
On 11 Dec 1998 17:58:57 +0100, in it.hobby.scacchi pol...@tin.it (Gigi
Troso) wrote:

Adolivio Capece mi ha chiesto di
inoltrare questo messaggio:
Cari Amici del News Group,
grazie a tutti coloro che nei giorni scorsi mi hanno inviato msg e
grazie per gli elogi ed i complimenti all'Italia Scacchistica (che si
avvia verso il 90' compleanno) ed anche al sito web.
Chiedo ospitalita' per rispondere alle tre delle domande piu'
frequentemente apparse nei vari msg.

1. Non ho risposto "direttamente" agli Amici del news group (e me ne
scuso) ma ho chiesto l'aiuto di Gigi Troso, come in questo caso, per
un motivo banale e semplice: non sono tecnicamente capace di inviare
un msg al newsgroup. Sento i "buh, buh!" di tutti voi, ma purtroppo e'
proprio cosi: la mia conoscenza di internet e' ancora marginale; mi
limito a un paio di collegamenti alla settimana per la posta e non
sono avvezzo a "navigare" piu' di tanto. Ma prima o poi rimediero'.

2. Non seguo molto la vita del newsgroup per il motivo di cui al punto
1. Inoltre il tempo non e' molto, gli impegni tanti. Ma ringrazio
tutti coloro che hanno affermato che un mio "contributo" potrebbe
essere utile. Chissa', magari nel 1999.

3. Suggerimenti e consigli costruttivi sono sempre bene accetti. Una
rivista su carta ha pero' dei problemi diversi da un testo su
internet. Tutti ci possono inviare notizie della attivita' locale, e
simili. Le date dei tornei sono inserite nel calendario se pervengono
entro il giorno 10 del mese precedente a quello di copertina;
ribadisco che non ci serve il "bando" stampato, ci basta un fax, una
lettera o un email con i dati essenziali (luogo, data, tipo di torneo,
telefono per informazioni).


Quanto al msg del sig. Orsi, ho visto che si e' affrettato a
rispondere alla mia risposta. Non ho pero' assolutamente letto il
nuovo testo: l'ho immediatamente cancellato. Ciascuno ha diritto a
esprimere le sue idee, io ho il diritto di non leggerle.

Viceversa, Fabio Lotti, nostro ottimo collaboratore, da buon senese si
e' un po' ... adirato della "recensione" e mi ha inviato il testo che
qui di seguito riporto. Anche Lotti non e' molto avvezzo a computer ed
internet...

Grazie a tutti per la attenzione.
Adolivio Capece

*******************************************************

Il Picconatore - di Fabio Lotti

Quando l'amico Maestro Mario Leoncini mi ha messo sotto gli occhi cio'
che ra apparso su un sito internet il 3 dicembre, la prima reazione
istintiva alla lettura e' stata bene evidenziata da una nota e
popolaresca espressione verbale.
Il novello Cossiga, durante un suo personalissimo excursus tra
L'Italia Scacchistica, Torre e Cavallo, Scacco, ha cominciato a menar
picconate a dritta e a manca, non risparmiando nulla e nessuno. Da
giudice supremo e inappellabile, ha tranciato giudizi, ha espresso la
sua condanna ferma e risoluta. Gli e' tutto sbagliato, gli e' tutto da
rifare!, come ammoniva in campo ciclistico il nostro Gino nazionale.
Basandosi su una accurata selezione di due numeri che gli sono
capitati fra le mani, ha messo a ferro e fuoco il mondo
dell'informazione scacchistica. Non che tutto cio' che ha sentenziato
sia falso, per carita'. Certe picconate sono anche ben dirette, certe
critiche condivisibili. Tanto piu' che e' impossibile fare qualcosa di
perfetto a questo mondo.
Cio' che pero' balza in netta evidenza da tutto l'articolo e' una
furia iconoclasta, la voglia matta di sparare sul mucchio per vedere
che effetto fa. le tre testate sono messe alla berlina e ridicolizzate
con uno spirito goliardico eccessivo, involontariamente umoristico.
Presa a cannonate, la nostra Rivista affonda peggio della Bismark. Non
si salva nessuno, nemmeno Karpov, nemmeno il gm Enrico Paoli e a
maggior ragione anche le "2 pagine per un inutile ritratto di Tal,
dove tra l'altro si parla, quasi sempre, ma mai in modo originale, di
Botvinnik" che e' poi farina del sottoscritto.
Ora, a parte il simpaticamente errato uso del relativo "dove" che
sballa appieno il significato della frase (che senso ha affermare che
nel mio articolo si parla "quasi sempre, ma mai in modo originale, di
Botvinnik"?), posso essere anche d'accordo sull'inutilita' del "pezzo"
se prima viene stabilito che cosa sia l'utilita' in produzioni di tal
genere. Che utilita' si puo' pretendere da un "profilo" che riassume
in poche righe la vita sempre complessa di un grande degli scacchi, mi
resta difficile da capire. L'unica utilita' - se si vuole usare questo
termine a sproposito - la vedo solo nel fornire informazioni ai meno
esperti unito al piacere nudo e crudo della lettura per la lettura, o
nell'offrire un elemento di interesse per continuare da soli ricerche
piu' approfondite. Tutto qui. Sicuramente non vedo altra utilita' da
trovare in cio' che scrivo ne' mi pongo altri obiettivi che
risulterebbero ridicoli. Cosi come ridicolo e' cercare di dire a tutti
i costi qualcosa di nuovo e di originale su Botvinnik.
Compito che lascio ben volentieri alla competenza e alla bravura del
nostro Picconatore.

Paolo B.

unread,
Dec 17, 1998, 3:00:00 AM12/17/98
to

>> Quanto al msg del sig. Orsi, ho visto che si e' affrettato a
>> rispondere alla mia risposta. Non ho pero' assolutamente letto il
>> nuovo testo: l'ho immediatamente cancellato. Ciascuno ha diritto a
>> esprimere le sue idee, io ho il diritto di non leggerle.

E' un diritto. Come quello di non ricambiare un saluto o di lasciar
chiudere la porta in faccia a quello che viene dopo di te.
E' il diritto a essere maleducato.
Quella di mandare un messaggio e poi non leggere la risposta per avere
"l'ultima parola" oltre che essere un comportamento infantile e' un'altra
violazione della netiquette nell'ambito degli scambi email o del NG.
Il fatto che Lei abbia anche voluto farcelo sapere rende la cosa ancora
piu' sgradevole.
Se Lei con questo suo ultimo messaggio pensava di fare una nota distensiva,
ritengo che abbia del tutto fallito l'obiettivo.

Dovra' fare molto meglio di cosi'


(Ma cosa scrivo a fare!? Tanto Lei i messaggi di risposta non li legge.)

Saluti a Lei e alla sua immagine riflessa nello specchio.

Paolo B.

unread,
Dec 17, 1998, 3:00:00 AM12/17/98
to
Lei e il Suo direttore siete veramente una bella coppia.
Capece scrive "giornalista" con la "G" maiuscola e Lei si mette a
correggere gli errori grammaticali (del tutto presunti, mi creda) di Orsi.
Per cosa? Per impressionarci!? Della serie "Vado io a parlare con quei
sempliciotti del NG. Prima qualche battuta, poi rimetto a posto Orsi,
spiegando come scrive un vero professionista, e alla fine tutti penderanno
dalle mie labbra."
A farci ridere sicuramente ci e' riuscito.
Considerando come scrivono i giornalisti italiani, non si e' mai sentita in
Italia la necessita' di tenere una rubrica delle barzellette. Bastano i
vostri congiuntivi.
Se Lei proprio non puo' fare a meno di dare lezioni di italiano (anche
questa e' una violazione della netiquette), le do un consiglio. Non ha
bisogno di guardare troppo lontano per trovare qualcuno che puo' veramente
avere bisogno dei Suoi insegnamenti. (Sempre che Lei sia all'altezza...)
Mi riferisco al suo direttore che, nel suo messaggio inziale, penso' bene
di esordire stravolgendo il piu' noto verso del padre della lingua
italiana.
Il verso originale e' "Non ti curar di loro ma guarda e passa".
Se era una parafrasi (fra l'altro del tutto inutile nella fattispecie)
bisognava specificarlo prima di un virgolettato.

"Si informi, giovanotto: ca' nesciuno e' fesso!"

(Principe Antonio De Curtis, in arte Toto')

Marco Bordin

unread,
Dec 18, 1998, 3:00:00 AM12/18/98
to
> Quanto al msg del sig. Orsi, ho visto che si e' affrettato a
> rispondere alla mia risposta. Non ho pero' assolutamente letto il
> nuovo testo: l'ho immediatamente cancellato. Ciascuno ha diritto a
> esprimere le sue idee, io ho il diritto di non leggerle.
>

Complimenti! Questo si' che e' un comportamento tipico di una persona
adulta, senza complessi di inferiorita', che desidera il dialogo con gli
altri ed il libero scambio di opinioni.

Soprattutto e' un comportamento da giornalista. Anzi: da Giornalista.

Che vergogna.

E per finire: non le credo. Io credo che lei la risposta di Orsi la
abbia letta.

Marco Bordin

Massimiliano Orsi

unread,
Dec 18, 1998, 3:00:00 AM12/18/98
to
Fabio Lotti fa scritto:

>Il novello Cossiga, durante un suo personalissimo excursus tra
>L'Italia Scacchistica, Torre e Cavallo, Scacco, ha cominciato a menar
>picconate a dritta e a manca, non risparmiando nulla e nessuno.

E invece qualcuno ho salvato, basta rileggere. Purtroppo, della rivista di cui
lei e' collaboratore non mi piace quasi nulla.

>Basandosi su una accurata selezione di due numeri che gli sono
>capitati fra le mani

Non mi sono "capitati" tra le mani, li ho comprati. Questo mi da' tutti i
diritti del mondo a criticarli. Il giorno che una qualsiasi rivista scacchistica
mi arrivera' a casa completamente a gratis, forse (ma solo forse) staro' zitto.

>Non si salva nessuno, nemmeno Karpov

Per favore, rilegga il mio intervento. Karpov non viene MAI citato.

>nemmeno il gm Enrico Paoli

Paoli e' sicuramente un personaggio benemerito per gli scacchi Italiani, per il
suo valore come giocatore e come organizzatore, ed e' in virtu' di cio' che la
FIDE gli ha conferito ad honorem il titolo di GM. Non per questo motivo, o per
la sua veneranda eta', deve per forza andarmi a genio tutto quello che scrive.
Il suo "Poesia, Teoria e Pratica" non mi e' mai piaciuto sin dalla prima volta
che lessi un numero dell'Italia Scacchistica nel lontano 1977 (da allora, l'ho
comprata con una certa periodicita'; diciamo che mi e' "capitato" in mano un
numero ogni cinque; purtroppo non ho mai notato un innalzamento del livello
qualitativo); in particolar modo ho sempre trovato ineleganti i suoi continui
riferimenti ad articoli precedenti o a libri vari, spesso suoi. Cio'
testimoniera' di una vastissima conoscenza dell'argomento, ma rende la lettura
poco gradevole.

>e a maggior ragione anche le "2 pagine per un inutile ritratto di Tal,
>dove tra l'altro si parla, quasi sempre, ma mai in modo originale, di
>Botvinnik" che e' poi farina del sottoscritto.
>Ora, a parte il simpaticamente errato uso del relativo "dove" che
>sballa appieno il significato della frase (che senso ha affermare che
>nel mio articolo si parla "quasi sempre, ma mai in modo originale, di
>Botvinnik"?)

Di questa cosa, se vuole, possiamo continuare a discuterne in
it.cultura.linguistica.italiano . Questo e' un gruppo di scacchi, di tale
argomento ho parlato finora e voglio continuare a parlare in futuro.

>posso essere anche d'accordo sull'inutilita' del "pezzo"
>se prima viene stabilito che cosa sia l'utilita' in produzioni di tal
>genere.

Se Tal fosse morto recentemente, oppure si celebrasse una qualsiasi ricorrenza
(nascita, morte, conquista del titolo), forse il perche' di questo "profilo" si
capirebbe meglio. Ammetto, comunque di aver un po' esagerato nel definire
"inutile" il pezzo. Diciamo che non l'ho trovato interessante e che non ho
apprezzato lo stile narrativo.

>Cosi come ridicolo e' cercare di dire a tutti
>i costi qualcosa di nuovo e di originale su Botvinnik.

Pero' in un articolo dedicato a Tal, sara' d'accordo con me nel definire
eccessivo lo spazio dedicato a Botvinnik (il 20% circa, calcolando sul numero di
righe), di cui si fa persino una piccola biografia.

>Compito che lascio ben volentieri alla competenza e alla bravura del
>nostro Picconatore.

Rispondo a lei come ho risposto al signor Capece: non ho alcuna pretesa di
essere direttore di una rivista scacchistica o di essere autore di qualsivoglia
articolo. Devo, solo per questo, farmi piacere a forza tutto cio' che leggo?

Ferraro Fabio Massimo

unread,
Dec 18, 1998, 3:00:00 AM12/18/98
to
Marco Bordin ha scritto nel messaggio <367A3171...@vitrociset.it>...

>
>E per finire: non le credo. Io credo che lei la risposta di Orsi la
>abbia letta.
>
>Marco Bordin

Anch'io ne sono certo: chiaramente, alla luce della statura morale sin qui
rivelata dal sig. Capece - pari a ... ben pochi centimetri - egli, non
gradendo affatto la replica dell'ottimo Orsi, ha ipocritamente ed in maniera
sorprendentemente infantile e cafona negato poi di averlo mai fatto .
Altrettanto indubbio sarebbe stato il suo compiacimento qualora Orsi lo
avesse incensato con sperticate lodi alla sua augusta persona: è la tipica
condotta di chi ama circondarsi solo di "yes-men" .
Se Capece gioca a Scacchi così come si comporta col prossimo, allora potrei
batterlo alla cieca dandogli la Regina di vantaggio ...


Fabio Massimo


Ferraro Fabio Massimo

unread,
Dec 18, 1998, 3:00:00 AM12/18/98
to
Complimenti, Paolo

stavolta ti stringo idealmente la mano in segno di piena approvazione e
stima .

La difesa della dignità della persona ed il voler rivendicare il
mantenimento dei rapporti interpersonali su di un piano di civile e
reciproco rispetto sono fra quelle cose che veramente contano nella vita: è
bello riscontrare che riguardo ad esse siamo in perfetta sintonia .
Sento, altresì, di poter affermare che tale approccio è comune alla
stragrande maggioranza dei partecipanti a questo newsgroup, di cui per
fortuna almeno finora NON fanno parte il Sig. Capece ed il suo degno
tirapiedi ...

Fabio Massimo


Paolo B. ha scritto nel messaggio

Andrea Malfagia

unread,
Dec 19, 1998, 3:00:00 AM12/19/98
to
Il Fri, 18 Dec 1998 22:53:12 +0100 "Ferraro Fabio Massimo" <fer...@tin.it>
ha scritto:


>Se Capece gioca a Scacchi così come si comporta col prossimo, allora potrei
>batterlo alla cieca dandogli la Regina di vantaggio ...

E provare piuttosto a riportare il livello di questa polemica un po' sopra
il ginocchio, chiedendo a Capece la sua posizione riguardo ad esempio le
proposte di riforma sollevate dal NG oppure la mancanza di pubblicita' dei
verbali di riunione del Direttivo FSI?

"Ho conosciuto molti furfanti, che certo non erano dei moralisti;
ma non ho mai conosciuto un moralista, che non fosse un furfante"


Paolo B.

unread,
Dec 19, 1998, 3:00:00 AM12/19/98
to

Ferraro Fabio Massimo <fer...@tin.it> scritto nell'articolo
<75ekjr$19n$1...@nslave1.tin.it>...


> Complimenti, Paolo
>
> stavolta ti stringo idealmente la mano in segno di piena approvazione e
> stima .
>
> La difesa della dignità della persona ed il voler rivendicare il
> mantenimento dei rapporti interpersonali su di un piano di civile e
> reciproco rispetto sono fra quelle cose che veramente contano nella vita:
è
> bello riscontrare che riguardo ad esse siamo in perfetta sintonia .
> Sento, altresì, di poter affermare che tale approccio è comune alla
> stragrande maggioranza dei partecipanti a questo newsgroup, di cui per
> fortuna almeno finora NON fanno parte il Sig. Capece ed il suo degno
> tirapiedi ...

Sono d'accordo. Anch'io ho notato che questo NG e' uno dei migliori come
tolleranza ed educazione fra quelli che ho frequentato.
Per cio' che riguarda Capece e la sua possibile venuta (nel 1999 dice, che
poi sarebbe tra 12 giorni..) dubito che questo accadra'.
Per frequentare un NG bisogna anche leggere le risposte ai propri messaggi
e ho motivo di ritenere che, anche ignorando la singola diatriba con Orsi,
per Capece sia quasi uno stile di vita quello di ignorare le opinioni
sgradite.
Nel suo primo intervento, difatti, esordiva dicendo (cito a memoria) che
normalmente avrebbe ignorato la lettera di Orsi, ma che non l'aveva potuto
fare perche' Orsi l'aveva resa pubblica tramite il NG.
Come dire che se un singolo abbonato dell'Italia Scacchistica spedisce una
lettera in qualche misura critica alla sua rivista, puo' dare per scontato
che questa verra' cestinata.
Certamente non e' questo lo spirito giusto per far parte di un newsgroup.

Ne faremno a meno...

Paolo B.

unread,
Dec 19, 1998, 3:00:00 AM12/19/98
to

Andrea Malfagia <bol...@iperbole.bologna.it> scritto nell'articolo

> E provare piuttosto a riportare il livello di questa polemica un po'
sopra
> il ginocchio, chiedendo a Capece la sua posizione riguardo ad esempio le
> proposte di riforma sollevate dal NG oppure la mancanza di pubblicita'
dei
> verbali di riunione del Direttivo FSI?
> --


Sarebbe molto interessante conoscere le sue opinioni su questi temi.
L'unico problema potrebbe essere quello di convincerlo a leggere l'email
con cui gli fai queste domande.

Provaci! (Siamo tutti curiosi di vedere cosa troviamo sopra il
ginocchio...)

Andrea Malfagia

unread,
Dec 20, 1998, 3:00:00 AM12/20/98
to
Il 17 Dec 1998 22:29:56 GMT "Paolo B." <md6...@mclink.it> ha scritto:

>Mi riferisco al suo direttore che, nel suo messaggio inziale, penso' bene
>di esordire stravolgendo il piu' noto verso del padre della lingua
>italiana.
>Il verso originale e' "Non ti curar di loro ma guarda e passa".

Peccato che del "piu' noto verso" ecc. ecc. sia universalmente diffusa una
versione sbagliata e che Capece citi giusto (Inferno, Canto I).
Tu poi citi in maniera erronea persino la notissima versione della vulgata,
perche' quello che riporti non e' un endecasillabo: avresti dovuto
quantomeno scrivere "lor" invece di "loro": se si osservasse che il
risultato e' una sequenza di due troncamenti successivi ("curar di lor")
alquanto dissonante e quindi non particolarmente degna di Dante, mezzo
mondo forse la smetterebbe di citare il verso cosi'.

>"Si informi, giovanotto: ca' nesciuno e' fesso!"

^
Rigiro la citazione da Toto', sbagliata pure quella: lingua napoletana, ci
vuole la 'i' prima della 's', non la 'e'.

Quindi: aspetta a parlare prima di accusare gli altri di stravolgimenti!

Non per fare il primo della classe, ma per amore delle lingue e
dell'onesta' intellettuale.

Grazie dell'attenzione e scusatemi per l'OT

"Chi parla male, pensa male e vive male"
(Nanni Moretti, "Palombella rossa")


Andrea Malfagia

unread,
Dec 20, 1998, 3:00:00 AM12/20/98
to
Il 19 Dec 1998 00:47:24 GMT "Paolo B." <md6...@mclink.it> ha scritto:

>Andrea Malfagia <bol...@iperbole.bologna.it> scritto nell'articolo
>> E provare piuttosto a riportare il livello di questa polemica un po'
sopra
>> il ginocchio, chiedendo a Capece la sua posizione riguardo ad esempio le
>> proposte di riforma sollevate dal NG oppure la mancanza di pubblicita'
dei
>> verbali di riunione del Direttivo FSI?

>Sarebbe molto interessante conoscere le sue opinioni su questi temi.


>L'unico problema potrebbe essere quello di convincerlo a leggere l'email
>con cui gli fai queste domande.

>Provaci! (Siamo tutti curiosi di vedere cosa troviamo sopra il
>ginocchio...)

Lo faro' senz'altro, se non altro per vedere da che parte sta ;-)
Scherzi a parte, bisogna che ci pensi su un poco prima di formulare la
richiesta, non vorrei gettare benzina sul fuoco, percio' sono orientato a
chiederglielo in forma privata, con preghiera di poter divulgare una
eventuale risposta.
Vi faro' sapere senz'altro.

Saluti

Paolo B.

unread,
Dec 20, 1998, 3:00:00 AM12/20/98
to

Andrea Malfagia <bol...@iperbole.bologna.it> scritto nell'articolo

<367d3c3b...@news.iperbole.bologna.it>...


> Il 17 Dec 1998 22:29:56 GMT "Paolo B." <md6...@mclink.it> ha scritto:
>
> >Mi riferisco al suo direttore che, nel suo messaggio inziale, penso'
bene
> >di esordire stravolgendo il piu' noto verso del padre della lingua
> >italiana.
> >Il verso originale e' "Non ti curar di loro ma guarda e passa".
>
> Peccato che del "piu' noto verso" ecc. ecc. sia universalmente diffusa
una
> versione sbagliata e che Capece citi giusto (Inferno, Canto I).

Prendo atto che Capece possiede l'unica versione originale dell'inferno e
il resto del mondo, fra cui il sottoscritto versioni "alterate". :-)

> Tu poi citi in maniera erronea persino la notissima versione della
vulgata,
> perche' quello che riporti non e' un endecasillabo: avresti dovuto
> quantomeno scrivere "lor" invece di "loro": se si osservasse che il
> risultato e' una sequenza di due troncamenti successivi ("curar di lor")
> alquanto dissonante e quindi non particolarmente degna di Dante, mezzo
> mondo forse la smetterebbe di citare il verso cosi'.

Sai perche' ho scritto "loro" invece che "lor"? Perche' ho lavorato a
memoria. Di fronte ad un verso totalemente diverso dal quello
"universalmente diffuso" non sono stato a controllare le parole tronche, mi
sembrava sufficiente dare l'idea del verso originale.

>
> >"Si informi, giovanotto: ca' nesciuno e' fesso!"
> ^
> Rigiro la citazione da Toto', sbagliata pure quella: lingua napoletana,
ci
> vuole la 'i' prima della 's', non la 'e'.
>

Ti confido un segreto: non sono napoletano! Sono di Trento e questa frase
l'ho sentita (quale orrore) alla televisione. In quella circostanza
purtroppo i sottotitoli della pagina 777 non erano attivi.
Capece la Divina Commedia l'ha vista in TV?

> Quindi: aspetta a parlare prima di accusare gli altri di stravolgimenti!
>
> Non per fare il primo della classe, ma per amore delle lingue e
> dell'onesta' intellettuale.
>

Vedi e' proprio per questo che correggere gli errori grammaticali o
culturali altrui, concentrandosi sulla forma piuttosto che sulla sostanza
dei messaggi, e' estremamente sgradevole e contro la netiquette.
Io ho semplicemente replicato con la stessa moneta a chi, in un post di
recensione delle riviste di scacchi italiane, andava a ironizzare sull'uso
dell'avverbio "dove" della controparte.
Fai bene a "fare il primo della classe", e a riprendere severamente che si
mette a correggere gli altri. Solo che prima di tuffarti in una discussione
per sputare sentenze, dovresti anche informarti su un fatto rilevante: chi
e' stato ad iniziare.
Se vuoi andare a caccia di altre mie vocali, apostrofi o accenti mancanti o
in esubero: accomodati pure. Ne troverai a dozzine negli altri miei
messaggi sul NG.
Come d'altronde anche in messaggi di molti altri frequentatori. Devi avere
pazienza noi non siamo Giornalisti professionisti, non veniamo pagati per
scrivere questi messaggi e nessuno deve pagare per poterli leggere.
Il NG era solo uno scambio di opinioni fra amici, fino a ieri. D'ora in
avanti forse molti si sentiranno in dovere di dedicare una maggiore
attenzione alla correzione dei loro "articoli" prima di mandarli in stampa.
Io certamente no!

Ciao, salutami Capece

Ferraro Fabio Massimo

unread,
Dec 20, 1998, 3:00:00 AM12/20/98
to
Caro Malfagia,

il buon Buratti avrà anche messo il piede in fallo dal punto di vista
strettamente letterario, ma sicuramente la sostanza del suo msg perseguiva
un fine nobile, che in questa sede anch'io faccio mio: il Sig. Capece è
stato un gran maleducato, per quanto -pare - impeccabile dal punto di vista
formale .
Come disse qualcuno: "Un cretino elegante resta sempre un cretino" .

Fabio Massimo

Andrea Malfagia

unread,
Dec 21, 1998, 3:00:00 AM12/21/98