Ciao By Roby
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>Ho sentito parlar male dei libri di Opfermann. Chi l'ha fatto mi trova
>abbastanza d'accordo.
E' un gia' un primo passo ma non basta: chi parla di quei libri, come
di veri e propri contenitori di imbecillita' ti deve trovare
completamente d'accordo.
>Una persona che intendeva farmi un sunto di un suo
>libro non c'è riuscita visto che non la smetteva di ridere.
L'Opfermann va letto da uno scacchista gia' bravo che voglia
sbellicarsi dal ridere nel leggere tante corbellerie scritte con
totale disinvoltura.
Per il principiante serve tanto quanto ad un neonato ascoltare il
raglio di un asino per imparare a parlare.
>Io molto tempo
>fa ne ho letto uno (quello sulle aperture) e non mi sono soffermato troppo
>ad analizzare gli errori sulle varianti.
Hai fatto bene a non dedicargli tempo: non si impara nulla e in un
quarto d'ora di lettura si trovano almeno 15 errori che un
principiante alla sua seconda settimana di lettura di altri testi
(come quelli che consiglio a fine messaggio) trova senza il minimo
problema, pancia che scoppi dalle risate permettendo.
>Ritengo comunque che alcune idee
>base non siano esattamente da buttare via.
Se scoperchio una fogna e faccio uscire una blatta in corsa e la
interrogo sul gioco degli scacchi, mi sa dire sicuramente qualcosa di
piu' intelligente delle "idee" dell'Opfermann.
>L'idea di controllare il maggior
>numero di caselle (presa naturalmente con buon senso) può essere sfruttata.
Quell' "idea" proposta come la propone Opfermann e' l'esatto
equivalente dell'affermazione che nel calcio bisogna controllare lo
spazio ed attaccare l'avversario per far goal.
>Nel libro che ho letto si consigliava di studiare un'apertura ed una difesa
>simili in modo da imparare lo schema di gioco utilizzato e sfruttarlo sia
>col bianco che col nero (faceva l'esempio dell'apertura inglese e della
>difesa siciliana).
L'idea e' di una genericita' e banalita' che viene in mente a
chiunque.
L'esempio e' mal calzante perche' la Siciliana e l'Inglese nascono da
idee strategiche e spirito di gioco profondamente diverso.
Francamente non ho conosciuto, correggetemi se sbaglio, un forte
campione che amasse allo stesso modo entrambe: Kasparov e Fischer (tra
il meglio dello scacchismo di ogni tempo) hanno giocato un'enorme
percentuale di siciliane, ma nessuno dei due ha particolarmente amato
l'Inglese.
Butta subito nella pattumiera quel libro, o se preferisci utilizzalo
come legna da ardere, posto che il dissolversi all'aria di tutte
quelle cretinate non nuoccia alla salute.
Se sei un principiante procurati "I fondamenti degli scacchi di
Capablanca", "Il mio sistema" di Nimzowitsc e leggili con il massimo
impegno e dedizione, seguendo i principi del Falchetto's style (se non
ce li hai te li invio al piu' presto).
Quando acquisti maggiore dimistichezza procurati "Cosa bisogna sapere
sui finali" di Averbach e poi "Le 60 partite da ricordare" di Fischer.
Iscriviti ad un circolo e fai molti tornei.
Se vuoi giocare tramite E-Mail fatti sentire.
Falchetto
Non ti preoccupare. Il libro di Opfermann non era mio e alcuni dei libri che
mi hai proposto ce li ho già.
Sono ben disponibile ad una partita con te, ma tieni conto che sono
abbastanza fuori forma (per problemi vari non passo al circolo da diversi
mesi e non ho tempo di leggere libri) la mia E-mail è maxi...@tiscalinet.it
Ciao by Roby
Chi invece di vedere errori sulle varianti vuole vedere libri con molti
errori di trascrizione può guardare "Il gioco degli scacchi interamente
visualizzato" di Oscar Ghedina o "La strategia nel finale" di Shereshevskij.
Ci ho messo parecchio a cercare di rimettere le notazioni di quei libri a
posto. Le due case editrici (Hoepli e Mursia) mi hanno assicurato che le
nuove edizioni sarebbero state "riaggiustate" e mi auguro lo facciano
davvero visto che il libro di Shereshevskij non è tanto brutto.
Ciao By Roby
> "I fondamenti degli scacchi" di Capablanca
> "Il mio sistema" di Nimzowitsc
> "Cosa bisogna sapere sui finali" di Averbach
> "Le 60 partite da ricordare" di Fischer
Non sono proprio un principiante assoluto, ma i libri mi sembrano
interessanti e gli autori lo sono di sicuro... non č che saresti cosě
gentile da postare la bibliografia completa?
Grazie,
Carlo
-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-=-
Carlo F. Borelli <cfbo...@tin.it>
Human nature is not a machine to be built after a model, and set to do
exactly the work prescribed for it, but a tree, which requires to grow and
develop itself on all sides, according to the tendency of the inward forces
which make it a living thing.
John Stuart Mill, On Liberty (1859)
>> "I fondamenti degli scacchi" di Capablanca
>> "Il mio sistema" di Nimzowitsc
>> "Cosa bisogna sapere sui finali" di Averbach
>> "Le 60 partite da ricordare" di Fischer
>
>Non sono proprio un principiante assoluto, ma i libri mi sembrano
>interessanti e gli autori lo sono di sicuro... non è che saresti così
>gentile da postare la bibliografia completa?
Carissimo Carlo,
ti invio la bibliografia "completa" (non cito l'anno di pubblicazione
perche' possiedo le ristampe).
"I fondamenti degli scacchi" di Capablanca, Giunti-Martello (e' un
testo abbastanza raro)
"Il mio sistema" di Nimzowitsc, editore Mursia
"Cosa bisogna sapere sui finali" di Averbach, editore Sansoni.
E' un testo praticamente introvabile.
A tal proposito ti racconto un gustosissimo aneddoto che mi riguarda e
forse ti morderai le mani per essere capitato in questo NG solo di
recente!!
Qualche mese fa, quando avevo fatto le mie prime maleducate
apparizioni, avevo promesso di regalarlo a tutti coloro che me ne
avessero fatto richiesta. (Roba da rovinarsi!!!!).
Naturalmente quasi nessuno mi prese sul serio e la maggior parte dei
lettori non si fidarono assolutamente a darmi il loro indirizzo,
sicuri della burla e del fatto che li avrei presi a parolacce.
Una vera fortuna!!
Me la cavai spedendo soltanto poche copie (con tanto di seria dedica e
di affettuosi auguri) premiando l'intelligenza di quei pochi che
compresero la mia buona fede.
Mi dispiace, ma ora non posso piu' ripetere quella promessa, perche'
sarei letteralmente sommerso di richieste e non potrei far fronte a
tutte le spese!!
"Le 60 partite da ricordare" di Fischer, editore Mursia
Per ogni altra informazione ti suggerisco di chiedere lumi al nostro
piu' autorevole conoscitore di Libri: Giuseppe Arabito.
Anzi, qui di seguito ti posto una sua recensione (che naturalmente ho
conservato) sul testo di Averbach:
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SCHEDA A CURA DI GIUSEPPE ARABITO:
6.20 Averbach, Yuri
CHE COSA BISOGNA SAPERE SUI FINALI (Sansoni, Firenze 1986)
Questo titolo non ha bisogno di commenti: Averbach è forse la massima
autorità vivente sui finali. In un agile - ma succoso - volume egli
espone, animato da spirito molto concreto, ciò che dovrebbe sapere
ogni buon giocatore di torneo: un centinaio di finali teorici.
Personalmente avremmo forse preferito che iniziasse dal capitolo 4,
alla Capablanca (chi ha letto Chess Fundamentals capirà). Ma è solo
questione di gusti.
Il libro è di sole 100 pagine, ma richiede un certo impegno in quanto
l’autore, dati gli angusti limiti di spazio, si dilunga il minimo
indispensabile sugli esempi.
Anche qui, purtroppo, c’è il guaio di reperirlo: vedi quanto detto a
proposito della Tua Prima Mossa di Sokolskij.
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Comunque puoi trovare altre informazioni su questi ed altri libri
anche su "Pronto soccorso bibliografico" (sempre a cura di Giuseppe
Arabito) all'interno della Guida di Giuseppe Carosi, che si trova alla
pagina seguente pagina web
per digitare ~ (la tilde) devi premere alt + 126
Spero di esserti stato utile.
Saluti affettuosi
Falchetto