Breve premessa: il circolo scacchistico di Bologna (CRB) unico della
citta' (a meno che non si consideri il CSB che a quanto mi dicono e'
defunto se non per la squadra in serie A del CIS) ha chiuso per oltre un
anno e solo ora e' stato riaperto (ad inizio gennaio appunto).
Bene, io gioco a scacchi da circa un anno e qualche mese, ho cominciato
praticamente quando il circolo della citta' era gia' cadavere e pertanto
in tutto questo tempo non ho potuto fare altro che giocare su internet
(splendido modo per cominciare, non trovate?) oltre che comperare
qualche testo alle 2 torri ecc.
Non ho potuto mai frequentare un circolo perche' nella mia citta' non ce
n'era come ho appunto detto nella premessa e cosi' ho peregrinato un po'
tra Milano, Corsico e ultimamente anche Palestrina onde poter disputare
tornei a tempo lungo. Inutile dire che non ho potuto mai allenarmi su
tali cadenze di gioco con persona viva senza variazioni elo, e
sottolineo mai!
Quest'anno finalmente riapre il circolo di Bologna, dapprima sono al
settimo cielo: "finalmente potro' partecipare alle attivita' di un
circolo e incontrare amici con cui giocare, imparare, studiare" penso.
Pochi giorni fa invece mi arriva il foglio delle attivita' 2004; si dice
in breve che e' previsto un circuito semilampo ogni martedi per 10
settimane e da Aprile un po' di Active chess (30 min a testa).
Ovviamente nella mia prospettiva di allenamento per migliorarsi sul
serio e nell'ottica delle cadenze con elo non posso che rimanere
estremamente deluso. Comunico al coordinatore del circolo autore delle
attivita' (peraltro presidente regionale della FSI) il mio disappunto,
con estremo garbo e cortesia.
Peraltro lamento anche il fatto che la quota associativa annuale per
suddetto circolo e' fissata in euro 70 tonde tonde e ovviamente tutte le
tasse dei semilampo e dei tornei vari sono escluse; come la tessera
agonistica (manco a dirlo); la quota per intenderci mi permetterebbe
esclusivamente di frequentare i locali del circolo per partite
amichevoli dal lunedi al venerdi pomeriggio (insomma per le lampo con i
vari pensionati e vecchi habitue'). Ora senza sminuire i vecchi
pensionati, dai quali probabilmente avrei pure molto da imparare o
disimparare, pero' sarei abbastanza giovane e diciamo l'idea di mettermi
col bicchiere di vinello accanto alla scacchiera non mi attira granche'
poi per giocare a cadenze massime di 5 minuti a partita. E scusate se
sono franco.
Ad ogni modo, oggi mi e' giunta una risposta che in sintesi detta cosi':
"ci dispiace ma a Bologna non frega a nessuno di eventuali tornei
sociali a tempo lungo. Nella regione ancor meno" e giu' sfilza di dati
con numero di tesserati e aneddotica variegata di circoli somiglianti a
ripostigli.
Le 70 euro insomma sarebbero ben spese e comunque nessuno mi costringe a
spenderle (vero), nel caso sentissi che questi soldi mi fossero
"spillati", questo il termine usato, posso stare a casa mia senza che
nessuno per cio' prenda le gramaglie, per dirla con Leopardi.
E purtroppo so che e' tutto vero. Peraltro non posso dire che la colpa
sia del presidente regionale e responsabile di tali attivita' e di tale
risposta perche' com'egli stesso ha ammesso nella missiva e' uno dei
pochi che si impegna, per il resto c'e' scarsa coscienza organizzativa
per cui c'e' poco da lamentarsi. Lui stesso ammette di essere Presidente
regionale FSI solo perche' nessuno vuole sostituirlo.
Il discorso ahimč non fa una grinza. Non ho ancora risposto a questa
lettera e naturalmente non so da che parte cominciare. Forse non posso
altro che constatare i fatti e continuare su internet (da li' ho
cominciato e altre strade non ho) tanto tra sborsare 70 euro per giocare
le lampo coi vecchietti e non pagare niente per giocare quando
voglio-dove voglio-con chi voglio-alle cadenze che voglio (purtroppo
solo telematicamente sigh sob) per pura ragione di tasca debbo preferire
la seconda. Quei soldi li investiro' per pagare un biglietto ferroviario
andata e ritorno per Milano o Corsico per andare ai tornei dai vari
Molinari, Ravagnati, Fiori, Bonazzi ecc... almeno c'e' qualcosa da
imparare.
Scusatemi lo sfogo, vi auguro solo di abitare in citta' dove gli scacchi
non siano lo sfogo in solitudine davanti a un pc, ma anche una seppur
piccola parte di socialita'.
ps: tanto Vancini e Molina li trovo comunque a Corsico forse tutto cio'
e' sintomatico della scarsa qualita' (a partire dal rifiuto da parte di
un coordinatore di circolo di promuovere un paio di tornei sociali a
tempo lungo ogni tre quattro-mesi) dei giocatori da circolo... 4-5 MF
qualche M... e poi ciao... appendetevi al tram
--
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>(snip)
>Quei soldi li investiro' per pagare un biglietto ferroviario
> andata e ritorno per Milano o Corsico per andare ai tornei dai vari
> Molinari, Ravagnati, Fiori, Bonazzi ecc... almeno c'e' qualcosa da
> imparare.
>
> Scusatemi lo sfogo, vi auguro solo di abitare in citta' dove gli scacchi
> non siano lo sfogo in solitudine davanti a un pc, ma anche una seppur
> piccola parte di socialita'.
>
> ps: tanto Vancini e Molina li trovo comunque a Corsico forse tutto cio'
> e' sintomatico della scarsa qualita' (a partire dal rifiuto da parte di
> un coordinatore di circolo di promuovere un paio di tornei sociali a
> tempo lungo ogni tre quattro-mesi) dei giocatori da circolo... 4-5 MF
> qualche M... e poi ciao... appendetevi al tram
Ti capisco non sai quanto. E' un disastro.
Amplificato per me dal fatto che io ho vissuto anche il periodo d'oro, con
sedi enormi
sempre piene, tornei a tempo lungo di 9 turni con 100 giocatori ...
Vabbe', bando alla nostalgia e pensiamo all'oggi.
Parere: se puoi gioca almeno qualcuno di quei semilampo del martedi', che io
stesso pubblicizzero' qui sul NG nei
prossimi giorni. Chiedi di giocare da non socio, naturalmente, se non hai
intenzione di
frequentare la sede in altri momenti.
Io non sono in alcun modo coinvolto nell'organizzazione ne' potro' giocare
per impegni precedentemente assunti (di martedi'). Pero' ritengo che piu'
gente c'e', meglio e'. Certi tornei possono rappresentare una buona
occasione
per contarci, per lo meno; abbiamo bisogno di forze fresche e di energie
nuove per ripartire.
Se poi si ripartira' al C.R.B. o altrove non ha importanza, al momento.
Sappi solo che lunedi' sera c'e' stata una riunione a cui hanno preso parte
il Presidente del Comitato Emilia-Romagna, i Presidenti degli unici circoli
attivi della zona (C.R.B. e Badessa Ozzano), i responsabili della squadra di
A/1 (di un terzo circolo, come sai), alcuni giocatori bolognesi in odore di
professionismo o semi-professionismo (categoria MF, dico a scanso di
equivoci, e preciso che io ovviamente non sono tra questi) e vari altri
personaggi di spicco. Non abbiamo concluso nulla, tanto per non alimentare
false speranze, pero' e' gia' un passo avanti che un universo cosi'
composito si trovi alla sera a riflettere sulla situazione in cui siamo
finiti.
Sappi anche che IMHO la situazione e' orribile ma molto migliore di un anno
fa. Qualche luce qua e la' si intravede, in fondo al tunnel. Per esempio
c'e' appena stato un festival week-end a Ozzano. Pero' siamo ancora al buio,
non c'e' dubbio.
L'argomento meriterebbe, per noi bolognesi, una disamina di 1000 pagine.
Pero' a qualcuno potrebbe non interessare.
Opero percio' diversamente e ....
..... LANCIO UN APPELLO A TE A TUTTI I "NUOVI" SCACCHISTI DI BOLOGNA E
PROVINCIA.
Anche noi "vecchi" ci stiamo interrogando sul da farsi. Abbiamo bisogno di
sapere quanto "sommerso" c'e' a Bologna, quali sono le esigenze piu sentite
ecc. ecc.
Scrivetemi in privato, tu e gli altri bolognesi all'ascolto. Cerchiamo di
coordinare la resistenza!!
Per favore precisate anche il nome "vero", tu e gli altri che eventualmente
scriveranno. Ho scritto proprio oggi che conosco i nick di quasi tutti, ma
c'e' quel "quasi" ...
Ciao
Edoardo
- tessera agonistica = 28 euro x la federazione + 2 euro tessera
sociale.
- tessera ordinaria = 12 euro x la federazione + 8 euro tessera
sociale.
- chi non desidera tesserarsi x la federazione = 10 euro tessera
sociale.
Se appartieni ad un altro circolo, basta che mi spedisci un e-mail a
red...@wooow.it per concordare un orario anche pomeridiano x poter
disputare qualche partita oltre i 60 o 90 minuti, abbiamo in sede
diversi soci che prediligono tale tempo rispetto ai classici 5 o 15
minuti, hanno un punteggio elo superiore ai 1600 punti elo sono
ragazzi che variano dai 23 ai 38 anni x cui non dovresti annoiarti...
Massimiliano Ferri
> "ci dispiace ma a Bologna non frega a nessuno di eventuali tornei
> sociali a tempo lungo. Nella regione ancor meno" e giu' sfilza di dati
> con numero di tesserati e aneddotica variegata di circoli somiglianti a
> ripostigli.
Una risposta del genere e' vergognosa ed ingiuriosa nei confronti degli
scacchi giocati.
A parte che non puo' essere nient'altro che falsa, perche' basterebbe
citare il solo Vancini, al quale tutto si puo' dire (che non sa guidare,
etc...) ma non certo che non gli freghi di tornei a tempo lungo.
Supponiamo per un istante che una cosa del genere sia vera: e' compito
istituzionale di un circolo di scacchi promuovere, diffondere,
propagandare il gioco degli scacchi, che fino a prova contraria e'
quello a tempo lungo.
Sta bene che il circolo possa anche ospitare quei simpatici vecchietti
che trascorrono il pomeriggio seduti sulla scacchiera sorseggiando
lambrusco e giocando con cadenze di 5 minuti, ma un circolo deve anche
offrire materiale, libri, iniziative quali partite commentate dal
maestro del circolo, per esempio, corsi serali o da tenersi nei giorni
festivi...
Il circolo deve fungere da catalizzatore, da centro aggregante...
Poi la gente che lo frequenta si conosce, ci si ritrova, magari
organizzano torneini all'italiana in 4, o match sulle 6 partite...
E poi una volta a stagione si dovrebbe organizzare l'open serale.
Almeno una volta l'anno il torneo weekend.
Altrimenti non e' un circolo: e' un disincentivo per quei pochi
interessati.
Io ti ammiro per l'entusiasmo che ti porta da Bologna a giocare a
Milano, e tu hai fatto bene ad esternare questa situazione incresciosa
che esiste proprio in quella citta' nota al mondo per il valore
culturale che rappresenta.
conosco conosco, ho partecipato alla vostra 1° edizione semilampo in
quel pub "la rocca", quando in palio c'era il prosciuttone vinto da
Bontempi :) quel giorno avevo la febbre a 40 ed e' stata durissima sul
treno del ritorno :((
> Se appartieni ad un altro circolo, basta che mi spedisci un e-mail a
> red...@wooow.it per concordare un orario anche pomeridiano x poter
> disputare qualche partita oltre i 60 o 90 minuti, abbiamo in sede
> diversi soci che prediligono tale tempo rispetto ai classici 5 o 15
> minuti, hanno un punteggio elo superiore ai 1600 punti elo sono
> ragazzi che variano dai 23 ai 38 anni x cui non dovresti annoiarti...
E' una proposta molto allettante, la tengo presente e ti scrivero' a
breve specie se nel prossimo mese le acque a Bologna continueranno a
restare da Mar Morto.
Grazie Massimiliano,
ciao.
La situazione in effetti e' pittosto complessa.
Proprio l'organizzatore citato rimprovera a Vancini scarsa attenzione per la
pur scarsa attivita' sociale. Non riporto le (fondatissime :-) ) obiezioni
di Vancini
perche' voglio farla breve.
Rimane il fatto che a Bologna, qualunque sia il motivo, siamo le stesse
identiche facce di 10 anni fa. Per meglio dire: una piccola parte delle
facce di 10 anni fa.
L'organizzatore di cui sopra va ringraziato per aver tirato la carretta
talora in solitudine, ma oggi non nasconde di essere piuttosto "smaronato"
(spero che il concetto sia comprensibile in tutta Italia).
Serve un progetto complessivo che vada oltre il vivere alla giornata, e
serve che a portarlo avanti siano (principalmente) dei "nuovi" con il tipico
entusiasmo dei nuovi.
Ciao
Edoardo
> Rimane il fatto che a Bologna, qualunque sia il motivo, siamo le stesse
> identiche facce di 10 anni fa. Per meglio dire: una piccola parte delle
> facce di 10 anni fa.
Pure a Milano continuo a vedere le solite facce da 10 anni a questa
parte. Tuttavia qualche volto nuovo ogni tanto appare, qualcuno
scompare, poi torna...
C'e' da chiedersi perche' a Bologna c'e' questa agonia.
Eppure c'e' l'universita', ci sono circoli culturali, tanti punti di
aggregazione, tutte cose che dovrebbero consentire agli scacchi di
attecchire un po' meglio sul territorio.
> L'organizzatore di cui sopra va ringraziato per aver tirato la carretta
> talora in solitudine, ma oggi non nasconde di essere piuttosto "smaronato"
> (spero che il concetto sia comprensibile in tutta Italia).
Quand'e' cosi', effettivamente, sarebbe anche ora di passare il
testimone. Ma se non ci sono mani tese per raccoglierlo, questo cade per
terra...
> Serve un progetto complessivo che vada oltre il vivere alla giornata, e
> serve che a portarlo avanti siano (principalmente) dei "nuovi" con il tipico
> entusiasmo dei nuovi.
Uno ce l'abbiamo: l'autore di questo post.
Un altro paio come lui dovrebbero essere sufficienti per cominciare
qualcosa di nuovo.
Faccio una domanda retorica: quanti sono i Bolognesi e dintorni qui nel
NG?
---- snip ---
> ma un circolo deve anche
> offrire materiale, libri, iniziative quali partite commentate dal
> maestro del circolo, per esempio, corsi serali o da tenersi nei giorni
> festivi...
Premetto che - secondo me - gli scacchi veri sono quelli a tempo lungo,
mentre lampo semilampo e active chess sono una versione che in qualche caso
puo' essere spettacolare ma mai profonda quanto una partita lunga.
Detto questo, bisogna interpretare le risposte date da chi gestisce un
circolo.
Un circolo dispone di determinate risorse, che non sono solo economiche ma
anche e soprattutto umane: il numero di persone che dedicano un certo
"monte-ore", non pagato, alla causa del circolo.
Se un circolo dispone di risorse abbondanti, si puo' permettere di
organizzare molte cose, fra cui le iniziative (ottime) che citi.
Ma se un circolo ha risorse minime (spesso 1 persona che si sbatte a fare
tutto e non sempre al meglio), non si puo' fare tutto, bisogna scegliere: e
nella scelta si scelgono le iniziative che riescono a "ripopolare"
maggiormente un circolo deserto.
In altre parole, se il circolo è frequentato mediamente da meno di 10
persone al giorno, è preferibile organizzare serate lampo che ne attirano 30
piuttosto che tornei a tempo lungo a cui non parteciperebbero neanche 10
persone.
Comunque mi fa piacere che s tocchi questo punto perchè richiama il concetto
che ho piu' volte espresso: il calo degli scachisti non è colpa della FSI, e
non è vero che ci sia un disinteresse per gli scacchi, ma la chiave per far
crescere gli scacchgi è far si' che i nuovi arrivati (o i vecchi), se vanno
al circolo di scacchi trovino un luogo:
a) non deserto (altrimenti si scappa per la tristezza): almeno una decina di
persone al giorno che foprmino uno zoccolo duro; questo permette di andare
al circolo con lo stesso spirito con cui si va al Bar Sport, anche solo per
fare un po' di chiacchiere, tanto un amico lo trovo;
b) ospitale: per ospitale intendo che il "pollo" appena arrivato non viene
snobbato dai piu' forti pensando che "come ho fatto la gavetta io, ora se la
deve fare anche lui"
c) stimolante tecnicamente; questo punto è il meno importante di tutti: una
volta che si garantisce una presenza costante di persone, i giocatori buoni
vengono comunque, magari non per giocare ma per fare delle chiacchiere, ma -
se non sono emeriti str***i - saranno disponibili a rispondere a domande e
dubbi da parte di giocatori piu' deboli.
Come si fa a "rianimare" un circolo ?
Semplice, bisogna ricreare un gruppo.
Per ricreare il gruppo e ripopolare il circolo, le maniere sono:
a) ripopolare il circolo di giovani: corsi + corsi + corsi + torneini
giovanili
b) iniziative periodiche come quelle citate da Montaruli: simult., lezioni
di Maestri, e tornei. Nell'organizazione dei tornei non basta mandare i
bandoi a casa: bisogna telefonare a uno a uno alla gentem, spiegandogli che
questo non sara' il solito torneo a cui molti non parteciperanno, ma sara'
un torneo con giocatori forti e premi "seri" che garantiscono la
partecipazione dei forti giocatori locali.
Si', avete gia' capito: per fare questo ci vuole un sacco di tempo.
Ma è cosi' che si genera un movimento, agendo a livello locale, non
aspettando l'illumiazione a livello nazionale, secondo l'adagio "Act
locally, think globally".
Quindi se qualcosa non va a livello locale, siamo tutti responsabili (mi ci
metto anche io), basterebbe dedicare - con cadenza regolare e non
occasionale - all'organizzazione scacchistica locale 2-3 ore di tempo alla
settimana non retribuite (per esempio per fare corsi ai bambini o seguirne i
tornei il sabato pomeriggio).
Ma chi ne ha voglia (il tempo ci sarebbe per tutti, non nascondiamoci dietro
a un dito, magari non il sabato pom, ma in orari serali o quant'altro) ?
Abbiamo tutti altri interessi e impegni che potrebbero essere messi in
secondo piano per trovare quelle 2-3 ore alla settimana, ma non lo facciamo
perchè ci sembrerebbe pesante. E' cosi' anche per me.
Ma da sempre, è più facile dare la colpa a cose più grandi di noi (in questo
caso, la FSI), piuttosto che ammettere le proprie corresponsabilità.
> Faccio una domanda retorica: quanti sono i Bolognesi e dintorni qui nel
> NG?
Compresi i dintorni (Emiliano-Romagnoli che abitano altrove ma gravitano su
Bologna per vari motivi) e compresi anche quelli che intervengono molto di
rado, direi: Mauro Casadei, Niccolo' (Ronchetti), Marco Mascellani, Andrea
Buriani, Michelangelo Scalcione, lolito, digiu ed io.
Se c'e' qualcun altro si palesi, per favore, anche solo per insultarmi per
la dimenticanza. In questo momento e' importante anche contarci.
Sono poi diversi quelli che lurkano. Colgo l'occasione per salutare Andrea,
Fabrizio, Federico e tutti gli altri! :-)
Ciao
Edoardo
> Quindi se qualcosa non va a livello locale, siamo tutti responsabili (mi
ci
> metto anche io), basterebbe dedicare - con cadenza regolare e non
> occasionale - all'organizzazione scacchistica locale 2-3 ore di tempo alla
> settimana non retribuite (per esempio per fare corsi ai bambini o seguirne
i
> tornei il sabato pomeriggio).
> Ma chi ne ha voglia (il tempo ci sarebbe per tutti, non nascondiamoci
dietro
> a un dito, magari non il sabato pom, ma in orari serali o quant'altro) ?
> Abbiamo tutti altri interessi e impegni che potrebbero essere messi in
> secondo piano per trovare quelle 2-3 ore alla settimana, ma non lo
facciamo
> perchè ci sembrerebbe pesante. E' cosi' anche per me.
>
> Ma da sempre, è più facile dare la colpa a cose più grandi di noi (in
questo
> caso, la FSI), piuttosto che ammettere le proprie corresponsabilità.
Credo che Mauro abbia focalizzato benissimo il problema.
A Bologna c'è tanta gente che vuole giocare e basta, trovando se possibile
le scacchiere e gli orologi già in assetto da combattimento.
IL CSB dei tempi d'oro è crollato anche per questo disinteresse, cosa ne
dici Ciuto? Oppure secondo te quali furono i motivi?
Io ero molto giovane allora ma tu eri in prima fila allora e mi puoi
spiegare meglio.
Mi sembra molto ingeneroso puntare il dito contro mio padre dopo il mazzo
che si è fatto in questi anni e che ancora si farebbe volentieri se solo
vedesse all'orizzonte un pò di aiuto e di interesse. Considerando anche i
problemi legati al cambiamento di sede che hanno sicuramente influito allo
scoramento generale.
Dalla riunione dell'altra sera mi ha detto che sono emersi alcuni buoni
propositi e l'ho sentito ottimista. Altre importanti novità potrebbero
partire dal 2005, vedremo.
L'esame di coscienza comunque credo debba essere molto più ampio.
Saluti
Lorenzo Benetti
> Credo che Mauro abbia focalizzato benissimo il problema.
> A Bologna c'è tanta gente che vuole giocare e basta, trovando se possibile
> le scacchiere e gli orologi già in assetto da combattimento.
Questo è un aspetto.
Pero' va anche detto che non aiuto' da parte del CRB il divieto di accedere
al Circolo per gli scacchisti dopo le 21.30-22.00.
Sarebbe bastato molto poco semplicemente consentire ai soci di entrare al
circolo diciamo fino alle 23.30, e avrebbe conbtribuito a favorire la
frequentazione.
Se impedisci ai soci di entrare fisicamente al circolo fissando un limite
orario assurdo per chi lavora o studia fino alle 19 (e sono tanti)
e poi deve cenare e farsi la doccia, dopo un po' la gente non viene piu'.
Sappiamo che la cosa fu caldeggiata dai bridgisti, ma il responsabile del
gruppo scacchi avrebbe dovuto difendere con le unghie e con i denti questa
possibilità.
Va bene criticare gli scacchisti che vogliono la "pappa pronta", ma la cosa
FONDAMENTALE è combattere perche' il circolo si riempia di gente, invece le
iniziative sono sempre state fatte secondo la filosofia "meno gente c'è meno
casini ci sono, tanto in fondo il CRB non è solo gruppo scacchi".
Mi dispiace essere critico verso una persona come tuo padre che si è
sbattuto senz'altro, ma:
1- questa politica è stata a mio avviso imperdonabile,
2- ha sempre reagito alle critiche col tono "se vi sta bene bene senno'
pazienza, finche' ci sono io sara' cosi'".
Tutto questo non toglie le corresponsabilità degli scacchisti bolognesi e
non.
.....ciao Lorenzo, salutami quando puoi tuo padre che secondo me ha dato e
sta dando davvero tantissimo agli scacchi....Mauro č a mio modesto parere
tra i migliori Presidenti Regionali della FSI ed č anche una persona molto
in gamba cui auguro le migliori cose in questo come in altri campi.....di
nuovo un cordialissimo saluto!
Ugo Veneziani
(Presidente Regionale Marche FSI)
Forse il CRB non ha mai voluto (nè potuto) essere il grande circolo di
Bologna come lo fu il CSB, hanno sempre privilegiato le attività per i
bambini e seguito meno il resto.
Ma l'attività con i bambini e quella più tecnica con gli adulti a quanto
pare si concilia difficilmente.
Al CSB dove funzionavano bene i tornei serali e la gestione delle aperture
serali, funzionava malissimo il reclutamento di nuove leve. Come ben ti
ricorderai la prima accoglienza al CSB era abbastanza aspra, specialmente
per un genitore che doveva accompagnare un bambino...
AL CRB al contrario hanno fatto corsi per bambini con centinaia di iscritti
e l'ambiente era decisamente più "morbido" per iniziare ma hanno trascurato
i giocatori adulti.
Il CSB è venuto a mancare, il CRB non ha saputo (o voluto) sdoppiarsi in due
attività così diverse. Insieme forse avrebbero potuto creare un ottimo
movimento.
Comunque sia confido molto nel futuro.
Ciao, Lorenzo
> Forse il CRB non ha mai voluto (nè potuto) essere il grande circolo di
> Bologna come lo fu il CSB, hanno sempre privilegiato le attività per i
> bambini e seguito meno il resto.
> Ma l'attività con i bambini e quella più tecnica con gli adulti a quanto
> pare si concilia difficilmente.
> Al CSB dove funzionavano bene i tornei serali e la gestione delle aperture
> serali, funzionava malissimo il reclutamento di nuove leve. Come ben ti
> ricorderai la prima accoglienza al CSB era abbastanza aspra, specialmente
> per un genitore che doveva accompagnare un bambino...
> AL CRB al contrario hanno fatto corsi per bambini con centinaia di
iscritti
> e l'ambiente era decisamente più "morbido" per iniziare ma hanno
trascurato
> i giocatori adulti.
> Il CSB è venuto a mancare, il CRB non ha saputo (o voluto) sdoppiarsi in
due
> attività così diverse. Insieme forse avrebbero potuto creare un ottimo
> movimento.
Condivido in pieno tutte le osservazioni..
Porto i saluti e le belle parole stasera stessa.
Grazie mille!
Lorenzo
> Credo che Mauro abbia focalizzato benissimo il problema.
Si'.
Disamina lucidissima come sempre.
> A Bologna c'è tanta gente che vuole giocare e basta, trovando se possibile
> le scacchiere e gli orologi già in assetto da combattimento.
Vero. Ma temo sia cosi' in tutto il mondo.
> IL CSB dei tempi d'oro è crollato anche per questo disinteresse, cosa ne
> dici Ciuto? Oppure secondo te quali furono i motivi?
> Io ero molto giovane allora ma tu eri in prima fila allora e mi puoi
> spiegare meglio.
L'affitto esorbitante in primis.
Per tenere il passo eravamo costretti a generare un "volume d'affari"
mostruoso (per un circolo scacchistico). Considera che, a parte le quote
associative, c'erano tornei (che portavano anche profitto) due volte alla
settimana per undici mesi all'anno, eppure non bastava lo stesso. Ed erano
tornei molto ben frequentati, sia quantitativamente che qualitativamente, se
si esclude l'ultimo malinconico anno.
Qualche storico (molto e forse volutamente) disattento valuta la presidenza
Muratori sugli aneddotti legati al personaggio invece che sui fatti
concreti.
I fatti concreti sono, nel primo biennio di presidenza, piu' di 90 giocatori
per un torneo (open di Natale) di 9 turni, contro i 25 dell'anno precedente.
Attenzione: non sto parlando del 1973, e' accaduto solo una decina di anni
fa!!
I fatti concreti, ancora, furono il raddoppio dei soci da un anno all'altro
pur aumentando la quota sociale. Semplicemente si erogarono molti piu'
servizi.
Negli anni precedenti il circolo si era salvato solo grazie alle generose
elargizioni di qualche socio abbiente.
La rinascita di cui sopra servi' a ritardare l'ineluttabile di qualche anno.
Che il destino fosse segnato si capi' gia' quando, con tornei ed attivita' a
pieno regime, si chiusero un paio di bilanci con utili risicatissimi. Il
messaggio era chiaro: appena rallenteremo un po' la pedalata saremo morti.
Cosi' fu.
Con un affitto dimezzato, magari mi sbaglio, saremmo andati avanti altri
tremila anni.
> Mi sembra molto ingeneroso puntare il dito contro mio padre dopo il mazzo
> che si è fatto in questi anni e che ancora si farebbe volentieri se solo
> vedesse all'orizzonte un pò di aiuto e di interesse. Considerando anche i
> problemi legati al cambiamento di sede che hanno sicuramente influito allo
> scoramento generale.
Certo. Non mi pare di aver puntato il dito contro nessuno.
Pero' se tuo padre ed il Presidente C.R.B. sono stanchi, se io ho poco
tempo, se il tale e il talaltro non possono fare nulla cosa vuol dire? Che
c'e' bisogno di aria fresca.
Non che mollino quelli vecchi, intendiamoci, ma che arrivino dei nuovi. Che
"in teoria" non possono arrivare sinche' non si genera un po' di attivita' e
non si ricrea un po' di entusiasmo.
Poi "in pratica" possono succedere tante altre cose ma non e' questa la sede
per dibatterne.
> Dalla riunione dell'altra sera mi ha detto che sono emersi alcuni buoni
> propositi e l'ho sentito ottimista. Altre importanti novità potrebbero
> partire dal 2005, vedremo.
Vedremo :-)
> L'esame di coscienza comunque credo debba essere molto più ampio.
Se qualcuno mi dice che dopo la chiusura del C.S.B. non ho piu' mosso un
dito e che non ho alcun diritto di criticare chi si e' sbattuto anche per me
sono d'accordissimo e mi cospargo il capo di cenere.
Purche' non salti fuori la tiritera dei "Maestri di Bologna" che avrebbero
delle colpe come categoria perche' allora divento una belva, ma di quelle
cattive.
Sicuramente tuo padre avra' leccato piu' francobolli e spostato piu' sedie
di noi, ma non ho dubbi che i maestri bolognesi abbiano un media pro-capite
di francobolli leccati e di sedie spostate superiore a qualunque altro
gruppo di maestri nel mondo.
Ciao
Edoardo
non si poteva trovare un'altra sede?
gli affitti ora sono anche piů alti, come si potrebbe ripartire da zero con
un affitto insostenibile?
> Se qualcuno mi dice che dopo la chiusura del C.S.B. non ho piu' mosso un
> dito e che non ho alcun diritto di criticare chi si e' sbattuto anche per
me
> sono d'accordissimo e mi cospargo il capo di cenere.
> Purche' non salti fuori la tiritera dei "Maestri di Bologna" che avrebbero
> delle colpe come categoria perche' allora divento una belva, ma di quelle
> cattive.
> Sicuramente tuo padre avra' leccato piu' francobolli e spostato piu' sedie
> di noi, ma non ho dubbi che i maestri bolognesi abbiano un media
pro-capite
> di francobolli leccati e di sedie spostate superiore a qualunque altro
> gruppo di maestri nel mondo.
Francamente parlare di sedie e francobolli non rende bene l'idea della
manovalanza di cui un circolo necessita... e continuano a sembrarmi parole
molto ingenerose in rapporto al tempo dedicato alla causa, ma forse sono
troppo di parte.
Comunque non č questo il punto, adesso servono anche spostatori di sedie, se
i maestri ciprioti ne spostano meno poco importa.
Ciao, L
Questo è il ns. link :)
> non si poteva trovare un'altra sede?
Si e' fatto, ma il meglio che si e' trovato in base alle dissestate finanze
del circolo come sai non era molto soddisfacente.
Non c'e' dubbio che per un circolo scacchistico sia piu' facile in
provincia, con affitti piu' bassi, amministrazioni comunali piu' sensibili,
sponsor locali piu' vicini.
Bologna poi e' costosetta, per chi non lo sapesse.
Diversi anni prima, quando fummo sfrattati da Via Santa, Il SuperPresidente
San Alberto Venni (sempre sia lodato) fece un miracolo a trovare quel posto
in Via De' Poeti (con costi in gran parte a carico dei filatelici). Due
miracoli a favore dello stesso circolo evidentemente sarebbero stati troppi.
> gli affitti ora sono anche piů alti, come si potrebbe ripartire da zero
>con
> un affitto insostenibile?
Se lo sapessi questo thread non sarebbe mai nato.
> Francamente parlare di sedie e francobolli non rende bene l'idea della
> manovalanza di cui un circolo necessita... e continuano a sembrarmi parole
> molto ingenerose in rapporto al tempo dedicato alla causa, ma forse sono
> troppo di parte.
Ripeto per l'ennesima volta: non ho mai detto che tuo padre ha fatto poco.
In quale passaggio sarei stato ingeneroso?
Non parlavo affatto di tuo padre, in quel passaggio. Rileggi meglio, per
favore.
Tu hai parlato di esame di coscienza piu' ampio. Io ho detto: "Ok, purche'
non rispunti la solita storia che le cose vanno male per colpa dei maestri".
Ho fatto capire che posso assumermi le mie responsabilita' come uomo, come
singolo, ma che dare colpe ai maestri bolognesi come categoria e' assurdo.
Che c'entra tuo padre???
Cio' che dicevo e che dico e' che bisogna avere rispetto anche degli altri
che hanno fatto qualcosa. Mi pare un sano principio, fermo che tuo padre ha
comunque fatto di piu'.
Quando si tira fuori la questione della scarsa
collaborazione dei maestri bolognesi negli ultimi venti anni la si fa fuori
dal vaso. E se ne fa molta, e fuori di molto.
Prima che il C.S.B. chiudesse, sono stato in Consiglio Direttivo almeno otto
anni (non consecutivi), forse dieci. Tra i venti e i trent'anni, con un Elo
sempre prossimo o superiore ai 2300, invece di studiare per me stesso
(scacchi e magari anche per l'universita') stavo a organizzare tornei,
nonche' a leccare francobolli e spostare sedie, per dei
cinquanta-sessantenni
(non-maestri, per la cronaca) che si lamentavano
sistematicamente se una cosa qualunque era fuori posto. E lo stesso vale per
gli altri magistrali della mia generazione.
Sai come ho riportato l'open di Natale da 25 a 90 giocatori in pieni anni
'90, col circolo gia' allo sbando?
Facendo centinaia (si', centinaia) di telefonate. Nessuna delle quali dal
telefono del circolo (che peraltro era a gettoni).
Non importa, l'ho fatto volentieri e mi sono pure divertito.
Pero' mi girano vorticosamente le eliche quando qualcuno tira fuori quella
parola, il che e' accaduto anche l'altra sera (non da parte di tuo padre, in
ogni caso).
Si', so che tuo padre ne ha fatte migliaia di telefonate col suo telefono.
Il punto e' che non sto parlando male di tuo padre, sto parlando male di chi
parla male dei
maestri bolognesi.
Non dubito che qualcuno tra i maestri bolognesi sia un ingrato o un
maleducato e non abbia mai detto neppure un "grazie" a tuo padre per quanto
ha fatto e continua a fare.
Ma credo che sia in buona compagnia. Gli 1N e i 3N ringraziano, forse?
Per quel poco che ho fatto io, mai nessuno m'ha detto "grazie".
Tuo padre ha fatto cio' che ho fatto io moltiplicato per mille? Infatti ha
preso gli stessi ringraziamenti che ho preso io moltiplicati per mille: zero
X mille = zero!
L'ingratitudine e' trasversale, colpisce tutte le categorie in egual misura.
> Comunque non č questo il punto, adesso servono anche spostatori di sedie,
>se
> i maestri ciprioti ne spostano meno poco importa.
Adesso serve *tutto*.
Ciao
Edoardo
> > Francamente parlare di sedie e francobolli non rende bene l'idea della
> > manovalanza di cui un circolo necessita... e continuano a sembrarmi
parole
> > molto ingenerose in rapporto al tempo dedicato alla causa, ma forse sono
> > troppo di parte.
>
> Ripeto per l'ennesima volta: non ho mai detto che tuo padre ha fatto poco.
> In quale passaggio sarei stato ingeneroso?
> Non parlavo affatto di tuo padre, in quel passaggio. Rileggi meglio, per
> favore.
Spiego meglio, perche' nell'altro post mi sono lasciato trascinare.
Riporto la mia frase incriminata:
<<Se qualcuno mi dice che dopo la chiusura del C.S.B. non ho piu' mosso un
dito e che non ho alcun diritto di criticare chi si e' sbattuto anche per me
sono d'accordissimo e mi cospargo il capo di cenere.
Purche' non salti fuori la tiritera dei "Maestri di Bologna" che avrebbero
delle colpe come categoria perche' allora divento una belva, ma di quelle
cattive.
Sicuramente tuo padre avra' leccato piu' francobolli e spostato piu' sedie
di noi, ma non ho dubbi che i maestri bolognesi abbiano un media pro-capite
di francobolli leccati e di sedie spostate superiore a qualunque altro
gruppo di maestri nel mondo>>.
Francamente mi pare molto chiaro. C'e' scritto che i maestri bolognesi,
talora al centro di critiche per me indigeribili, in passato hanno sgobbato
eccome, anche se non tanto quanto tuo padre.
Mi sembra decisamente un complimento, non un commento ingeneroso.
Qualora vi fossero dei dubbi, spero siano risolti da questa "interpretazione
autentica".
Il messaggio di fondo e' che l'ingratutidine degli scacchisti, se non mi
piace verso chi ha fatto molto, non mi piace neppure verso chi ha fatto
meno.
Confido che si tratti di un concetto condivisibile e condiviso.
Ciao
Edoardo
Tutto chiarito Ciuto, ho male interpretato i francobolli e le sedie. Se ne
avessimo parlato a voce avremmo concluso tutto in 5 minuti senza
fraintendimenti. Per questo e per altri motivi preferisco ancora altri
canali di discussione.
A presto! La palestra ti aspetta, lo sai... ;-)
Lorenzo Benetti
> Tutto chiarito Ciuto, ho male interpretato i francobolli e le sedie. Se ne
> avessimo parlato a voce avremmo concluso tutto in 5 minuti senza
> fraintendimenti. Per questo e per altri motivi preferisco ancora altri
> canali di discussione.
Non c'e' dubbio.
Colpa mia che ho tirato fuori una questione che come noto e' un mio nervo
scoperto quando potevo benissimo evitarlo.
Scusa per il tono perentorio ma mi sentivo proprio frainteso ...
> A presto! La palestra ti aspetta, lo sai... ;-)
Spero che la faccina sia riferita alla simpatica popolazione femminile cola'
rinvenibile e non alla mia condizione fisica attuale.
In caso contrario attento, perche' pianto un'altra grana! :-)
Ciao
Edoardo
e qui ti invito ad un ulteriore e approfondito esame di coscienza...
;-))))))))))
L
Ciao a tutti. Pronti, eccoci qua. Il discorso è molto lungo, lo spazio
di tutti, lancio due riflessioni ed un invito.
Prima riflessione. A mio avviso, il circolo tradizionale, inteso come
luogo dove si va a trovare qualcuno che gioca a scacchi come te, è in
via di rapidissima estinzione. Una volta, se volevi giocare a scacchi
dovevi per forza andare in un circolo, appunto. Ora non serve più:
troppo forte la concorrenza di internet, computer, amici con
scacchiera e orologio facilmente raggiungibili, mentre sempre troppo
poco e prezioso è il tempo disponibile. Il circolo quindi deve
riuscire a creare eventi carichi di plusvalore, se vuole aggregare, e
quindi sopravvivere. Quali sono questi eventi, ossia perchè; io devo
andare in un circolo? La prima risposta, a mio avviso, sono i tornei.
Vado perchè; so che viene altra gente, stimolante da sfidare, e perchè
c'è una formula divertente: si sta insieme, si cazzeggia, si conoscono
nuovi e vecchi amici, si vince, si perde, ci si passa un po'; di tempo
in compagnia. Il primo passo (per ovvi motivi di ottimizzazione della
gestione economico-temporale) sono necessariamente i tornei a cadenza
breve, da singola seduta. Poi, se son rose fioriranno. Una volta che
si è creato un certo giro, si può alzare cadenza e qualità;
dell'evento, che fra parentesi è cio' che si sta facendo a Ozzano:
weekend tempolungo valido FSI appena finito, 64 giocatori, in circa un
anno di attività; non è male. La grandezza basilare resta comunque il
tempo di chi sta li' ad organizzare: ci vorrebbe un po' di ricambio in
questo, perche' a tutti piace giocare ma a pochissimi va di sbattersi,
ma pazienza.
Seconda riflessione. Posto però che non mi vada di sbattermi a
organizzare (e magari abbia comunque un po' di esperienza e/o forza
scacchistica) cosa posso fare per lasciare il movimento come l'ho
trovato nella mia più verde età Basta una semplicissima cosa:
PARTECIPARE. E' sufficiente presentarsi agli eventi: anche se sono di
mezza giornata, anche se non ne condivido la filosofia, anche se gli
organizzatori non sono miei amici, anche se ho altro da fare, anche se
ci sono dei gran tristi, anche se i premi sono bassi, anche se una
volta era diverso. E, naturalmente, all'aumentare del mio peso
scacchistico, dovrebbe aumentare anche la mia responsabilità in ciò,
sempre che mi interessi qualcosa del movimento. Tutto cio' pero' a
Bologna non avviene: ad esempio, a Ozzano l'unico over 2200 che si
presenta con costanza ai tornei e' Andrea Cocchi. Se c'e' un semilampo
grosso qualcuno si muove, se si tratta di dare una mano a chi ci sta
provando anche per te, tutti sono legittimamente affaccendati, salvo
poi chiedersi ogni tanto dove e' finito il movimento.
A livello aggregato, tutti ricaviamo da un sistema cio' che vi
investiamo. Se la situazione a Bologna e' questa, a mio avviso e'
perche' ai bolognesi non interessa che sia diversa. Il resto son
chiacchiere.
Invito. Cosa c'era di diverso nelle sere anni settanta dei 100
giocatori a torneo, rispetto ad ora? Avevamo voglia di trovarci per
giocare, stare insieme, senza pensare a cosa se ne poteva guadagnare o
a cosa di meglio si poteva fare. Se ci interessa ancora qualcosa del
movimento, l'unica mossa possibile (sara' poi cosi' brutta?) e'
GIOCARE. Dal gioco, dal divertimento e dall'aggregazione, (e non dalle
chiacchiere, dagli incontri e dai progetti), nascono i circoli. Se poi
non abbiamo piu' voglia di giocare, o di lottare per quello che
eravamo, allora forse e' meglio staccare la spina.
Ciao a tutti
aburianisol...@supereva.it
Per rispondermi, togli dall'indirizzo solopubblicita.
> Seconda riflessione. Posto però che non mi vada di sbattermi a
> organizzare (e magari abbia comunque un po' di esperienza e/o forza
> scacchistica) cosa posso fare per lasciare il movimento come l'ho
> trovato nella mia più verde età Basta una semplicissima cosa:
> PARTECIPARE. E' sufficiente presentarsi agli eventi: anche se sono di
> mezza giornata, anche se non ne condivido la filosofia, anche se gli
> organizzatori non sono miei amici, anche se ho altro da fare, anche se
> ci sono dei gran tristi, anche se i premi sono bassi, anche se una
> volta era diverso. E, naturalmente, all'aumentare del mio peso
> scacchistico, dovrebbe aumentare anche la mia responsabilità in ciò,
> sempre che mi interessi qualcosa del movimento. Tutto cio' pero' a
> Bologna non avviene: ad esempio, a Ozzano l'unico over 2200 che si
> presenta con costanza ai tornei e' Andrea Cocchi.
Devo partecipare anche se ho altro da fare solo perche' ho un discreto peso
scacchistico????
Di questa storia dei maestri bolognesi bisogna proprio parlarne.
Bene, parliamone. Le stesse cose mi sono state rinfacciate l'altra sera,
quindi non c'e' problema, sono abituato. E come me sono abituati tutti i
maestri bolognesi.
A) Tornei a tempo lungo.
Io posso giocare talvolta un festival all'anno, talvolta zero.
In aggiunta posso giocare qualche torneo week-end. Compatibilmente con il
fatto che il sabato dovrei anche lavorare e che la mia morosa non fa
esattamente i salti di gioia quando me ne vado per due fine settimana a
giocare a scacchi.
Un torneo week-end impegna due fine settimana completi, con risvolti non
indifferenti sia sotto l'aspetto lavorativo che sotto quello affettivo. Non
stiamo parlando di "mezza giornata", come scrivi tu, stiamo parlando di due
interi sabati + due intere domeniche!
Permetti che io, date le premesse, possa scegliere i tornei che mi divertono
di piu' esattamente come tutti gli altri esseri umani?
Ci rimetto dei soldi e litigo con la morosa. Permetti che in cambio io
cerchi almeno di divertirmi? O non ho diritto neanche a quello?
I maestri di altre parti d'Italia, se hai letto certi thread qui comparsi
ultimamente, vogliono guadagnarci, con gli scacchi. A me non interessa,
pero' voglio almeno divertirmi.
Sono stato a Corsico, l'ottobre scorso, a giocare un torneo senza premi.
Solo perche' c'era il taglio a 2200 che mi garantiva partite interessanti.
Secondo te devo perdere dei clienti e la morosa per giocare partite senza
senso (come sarebbero quasi tutte quelle di un open week-end)?
Siccome mi sono sacrificato di piu' in passato e' giusto che io continui a
sacrificarmi di piu' anche oggi???
Boh ....
B) Tornei semilampo.
Io esco dallo Studio alle 20.30 quando va bene. In questo momento, di fatto,
sto scrivendo dal mio Studio.
Secondo te dovrei, quando c'e' un torneo ad Ozzano (che e' mezz'ora
abbondante di macchina da casa mia):
- inforcare la bicicletta e correre al mio garage a prendere la macchina;
- saltare la cena;
- infrangere tutti i limiti di velocita' sul ghiaccio;
e tutto allo scopo di arrivare ad Ozzano in tempo per giocare il 2° turno di
un torneo semilampo?
Ah no, e' vero, devo PARTECIPARE anche se ho altro da fare!!
E anche se non gioco piu' da molti anni su cadenze rapide perche' (tra le
altre cose) non mi ci diverto piu'.
Ari-boh ...
Il punto e' che a tirarci fuori dalle secche non devono essere i soliti noti
che tirano la carretta da vent'anni, ma devono essere forze fresche.
Finiamola per cortesia con questa storia dei maestri. Ci siamo tirati il
collo come non e' accaduto in nessuna altra parte d'Italia. Non pretendo
ringraziamenti, anche se certamente in altre citta' ne riceverei.
Ma NON TOLLERO che si venga a dire che la responsabilita' della situazione
attuale e' di chi negli ultimi venti anni ha spesso lavorato per la
collettivita' invece di dedicarsi alle proprie cose.
Forze fresche, grazie.
E si eviti di rompere continuamente le scatole a chi "qualcosina" negli anni
'80 e '90 forse l'ha fatto.
NON NE POSSO PIU'!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Devo essere piu' esplicito?
>Dal gioco, dal divertimento e dall'aggregazione, (e non dalle
>chiacchiere, dagli incontri e dai progetti),
Mi pare che gli incontri a qualcosa servano. Mi e' parso che i maestri
presenti, tanto per cambiare, abbiano offerto la propria disponibilita'
concreta per iniziative concrete.
Nel prendere la parola, ho subito annunciato che mi sentivo indegno di
essere li' al cospetto di gente che si da' da fare tutt'oggi in ambito
organizzativo. Accade pero' che l'unico apporto che oggi posso dare sia
fatto di chiacchere, incontri e progetti. Se si ritiene che sia inutile,
posso tranquillamente starmene a casa. Me ne faro' una ragione.
Ciao
Edoardo
> Prima riflessione. A mio avviso, il circolo tradizionale, inteso come
> luogo dove si va a trovare qualcuno che gioca a scacchi come te, č in
> via di rapidissima estinzione. Una volta, se volevi giocare a scacchi
> dovevi per forza andare in un circolo, appunto. Ora non serve piů:
> troppo forte la concorrenza di internet, computer, amici con
> scacchiera e orologio facilmente raggiungibili, mentre sempre troppo
> poco e prezioso č il tempo disponibile. Il circolo quindi deve
> riuscire a creare eventi carichi di plusvalore, se vuole aggregare, e
> quindi sopravvivere. Quali sono questi eventi, ossia perchč; io devo
> andare in un circolo? La prima risposta, a mio avviso, sono i tornei.
I tornei su cadenze brevi sono esattamente cio' che si puo' fare anche su
internet. E' l'unico campo nel quale un circolo non puo' dare plusvalore.
Se leggi il post di digiu che ha introdotto questo thread, vedrai che pensa
l'esatto opposto di cio' che pensi tu.
A te piacciono i tornei semilampo, ad altri no. Non credo sia il caso di
crocifiggere questi altri se non giocano perche', magari, hanno gusti
diversi dai tuoi.
Ciao
Edoardo
no no, anche a me piacciono i semilampo: solo che dici giustamente "sono
l'ambito che non da' plusvalore". Percio' cerchero' di esserci i martedi
al crb per un 'senso di responsabilita' verso il circolo' almeno secondo
la lettura di buriani (non stasera che' ho un esame tra qualche giorno).
Solo torno a ripetere: da un circolo di scacchi propriamente mi aspetto
anche cadenze lunghe visto che il vero agonismo e' quello a cadenze
lunghe e non programmare NESSUN torneo sociale (non omologato fsi, ma
parlo proprio di un torneino scalcagnato tra di noi) a tempo lungo che
sia uno mi da' molto da pensare (leggi pure: non si ha interesse che i
nuovi si avvicinino al gioco, perche' va da se' che di principianti
totali i tornei promozione sono pieni, i semilampo non credo
proprio...correggetemi se sbaglio!)
d'accordo allora attendiamo il 6 febbraio come data della prima
attivita' di circolo...sara' magari curiosa la cosa se dovessi esserci
solo io e magari e' proprio vero che a Bologna tutti preferiscono i
semilampo... :-)
Scusa il tono della mia risposta, piuttosto sgarbato. Pero' quella della
mancata partecipazione dei maestri bolognesi alle attivita' sociali e' una
critica troppo ricorrente (e troppo ingenerosa, IMHO) perche' uno non perda
la pazienza finendo col trovare sfogo sul primo malcapitato.
Mi incavolo di brutto quando mi si dice (e mi si dice spesso) che il
maestro, in quanto
tale, deve fare piu' sacrifici degli altri.
Gia' di base il maestro e' tale proprio perche' ha gia' fatto, in passato,
piu' sacrifici degli altri.
Certi maestri bolognesi, poi, oltre ai sacrifici necessari per diventare
maestri (anzi MF, nei casi di specie), ne hanno fatti di ulteriori per
contribuire a mandare avanti un circolo, sotto le piu' svariate presidenze.
> Anche perché, scusa, non sarai mica l'unico giocatore di una certa
> forza o esperienza, o (proprio proprio volendo il caso limite che ho
> citato) l'unico over 2200 di Bologna e circondario, no?
A quanto ne so, se Cocchi e' l'unico che gioca quasi sempre li' ad Ozzano,
io sono l'unico che non ha mai-giocato-mai.
Se i giocatori over-2200 hanno qualche responsabilita' del tipo da te
ipotizzato, io sono il meno presente e quindi IL piu' responsabile.
E in ogni caso ho difeso i maestri in generale, non solo me stesso.
>Riguardo i
> semilampo, non è tanto questione di gusti, sempre molto opinabili e
> quindi rispettabili, quanto di necessità organizzative. E' solare che
> organizzare un tempo lungo richiede uno sforzo organizzativo almeno
> almeno quintuplo rispetto a un semilampo. Quintuplo come soldi, tempo,
> persone, punto di pareggio economico dell'evento. Con i gusti non si
> fanno tornei nè movimento, dammi retta, e siamo in molti a pensare che
> piuttosto di niente sia meglio piuttosto:
Su questo non ci sono dubbi.
A me stanno benissimo i tornei semilampo, li sto persino pubblicizzando qui
sul NG.
Dico solo che:
- a me personalmente quella cadenza non entusiasma (affari miei, d'accordo);
- a diversi che hanno scritto qui sul NG pure non entusiasma (il che
significa che per lo meno, se c'e' interesse verso il semilampo, c'e'
*anche* verso altre cose);
- non e' un torneo a cadenza rapida che da' valore aggiunto rispetto al
gioco on-line.
Tutto cio' premesso, benissimo i tornei semilampo e W i tornei semilampo!
>da cosa nasce cosa, un anno
> fa chi avrebbe detto (io meno di tutti) che a Ozzano ci sarebbe stato
> un tempolungo da 64 persone?. Non si nasce grandi, si deve crescere, o
> comunque consolidarsi. Se tutti diamo una mano oggi, tutti trarremo i
> benefici che preferiamo domani. Viceversa, dal nulla non si costruisce
> nulla.
Non c'e' dubbio.
> Penso comunque sia importante, specie poi quando si sollecitano
> interventi, non dico condividere ma accettare l'altrui punto di vista,
> sempre che ci interessi avere dialoghi e non monologhi attorno a noi.
Ok, di nuovo scuse per il tono incacchiato dell'altra sera.
Hai rappresentato, ripeto, il classico caso di goccia che fa traboccare il
vaso.
> Se riesci, fatti vedere un martedi' al CRB, magari ci becchiamo.
Ho preannunciato che il martedi' e' serata grama, ma faro' il possibile.
>Passo
> e chiudo, ciao
Ciao
Edoardo