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"Visualizzare" la scacchiera

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Carlo

unread,
Aug 26, 2004, 3:21:09 AM8/26/04
to
Salve a tutti.
Sono un principiante ma appassionatissimo di questo stupendo gioco.
Il mio punto debole è il calcolo, nel senso che mi riesce veramente
difficile avere un quadro chiaro della situazione anche dopo solo 2-3 mosse.
Volevo sapere se esistono esercizi, tecniche, programmi o quant'altro che
permettano di allenare e migliorare la capacità di "visualizzare" la
scacchiera e i pezzi mentalmente.
Ho provato a giocare qualche partita senza vedere la scacchiera, ma per ora
mi sembra controproducente, in quanto dopo pochissime mosse mi ero già
completamente perso! :(

Grazie anticipatamente a tutti per la vostra attenzione.

Carlo


Marco Punteri

unread,
Aug 26, 2004, 3:35:08 AM8/26/04
to

"Carlo" <carlo.bar...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:FbgXc.191203$5D1.9...@news4.tin.it...
Come esercizi di visualizzazione io trovo molto importante avere un quadro
esatto della scacchiera. Ovvero:
PRIMO PASSO: saper riconoscere senza esitazione le caselle senza guardare le
lettere e i numeri sul bordo. Con la scacchiera davanti, se uno ti dice: b5,
tu dovresti saper indicare istantaneamente la casa, senza metterti a
contare. Sono esercizi che è comodo fare in due, a turno uno chiama le case
l'altro le indica.
SECONDO PASSO: Adesso senza scacchiera, se uno ti dice una casa, tu devi
saper dire a bruciapelo se è bianca o nera.
TERZO PASSO: sempre senza scacchiera, uno ti dice una casa e un pezzo, e tu
devi saper dire a bruciapelo le case che quel pezzo da lì può raggiungere
(il più bastardo ovviamente è il cavallo).

Se completi il terzo passo hai fatto già enormi passi avanti. Questo però a
mio avviso non ti aiuta in maniera diretta a calcolare meglio sulla
scacchiera, perchè, almeno io, non uso nessuna di queste tecniche
concretamente. Però ti aiuta in maniera indiretta, perchè ti dà la
tranquillità di una precisa visualizzazione della scacchiera!
Marco


Roberto Montaruli

unread,
Aug 26, 2004, 3:56:28 AM8/26/04
to
"Carlo" <carlo.bar...@virgilio.it> wrote in message
news:FbgXc.191203$5D1.9...@news4.tin.it

> Salve a tutti.
> Sono un principiante ma appassionatissimo di questo stupendo gioco.

Bravo!

> Il mio punto debole è il calcolo, nel senso che mi riesce veramente
> difficile avere un quadro chiaro della situazione anche dopo solo 2-3 mosse.

Sei un principiante, lo hai detto tu stesso.
Il superamento di questa difficolta' e' una delle tante cose da fare per
migliorare.
E comunque non e' mica detto che una volta che tu abbia imparato a
chiarire il quadro di una posizione, tu riesca a farlo sempre.
Ci saranno sempre posizioni piu' chiare ed altre meno chiare.

> Volevo sapere se esistono esercizi, tecniche, programmi o quant'altro che
> permettano di allenare e migliorare la capacità di "visualizzare" la
> scacchiera e i pezzi mentalmente.

Probabilmente si, ma non e' questa la strada da percorrere.
Nel senso che la visualizzazione mentale della scacchiera e' una
facolta' non indispensabile, e comunque di poca utilita' per un
giocatore principiante.
Al tuo livello e' molto piu' importante riuscire a vedere la posizione
con la scacchiera davanti, che e' gia' una cosa difficile, vista
l'elevata frequenza con cui i principianti lasciano i pezzi in presa.

> Ho provato a giocare qualche partita senza vedere la scacchiera, ma per ora
> mi sembra controproducente, in quanto dopo pochissime mosse mi ero già
> completamente perso! :(

Il giocare una partita senza vedere la scacchiera, lo potrai cominciare
a fare quando sarai riuscito a giocare (e vincere) con la scacchiera
davanti!



> Grazie anticipatamente a tutti per la vostra attenzione.

Prego.

A disposizione per ulteriori chiarimenti, che mi sembra proprio il caso,
visto che ho la sensazione che tu stia seguendo una strada sbagliata.


--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

Marco Punteri

unread,
Aug 26, 2004, 4:22:07 AM8/26/04
to

"Roberto Montaruli" <rmont...@yahoo.com> ha scritto nel messaggio
news:12e2c98d8a45d066b7e...@mygate.mailgate.org...

>
> A disposizione per ulteriori chiarimenti, che mi sembra proprio il caso,
> visto che ho la sensazione che tu stia seguendo una strada sbagliata.
>

Non sono del tutto d'accordo (sulla strada sbagliata ovviamente, non sulla
disponibilità :-)). Chiaro che la visualizzazione mentale della scacchiera
non può e non deve essere finalizzata al gioco alla cieca, non al suo
livello. Però è vero che sono nozioni e automatismi che da una parte non
richiedono una forza di gioco particolare per essere assimilati, tant'è che
ci potrebbe riuscire anche uno che non conosce le regole del gioco (per lo
meno nei primi due punti che avevo esposto); dall'altra danno sicurezza, e
ti insegnano dei trucchetti per l'analisi sulla scacchiera (ovvero imparare
a concentrarsi sulle "linee di forza dei pezzi, che aiuta a non dimenticarsi
di quell'alfiere sapientemente nascosto nell'angolino, oppure il gioco di
case bianche/nere del cavallo). In sostanza, se uno non fa *solo* quello,
perchè ovviamente sarebbe assurdo, ma lo prende come un gioco da fare magari
con un amico ogni tanto, ne può avere solo che benefici!
Marco


Alessandro Vacca

unread,
Aug 26, 2004, 6:20:38 AM8/26/04
to
Carlo ha scritto:

> Salve a tutti.
> Sono un principiante ma appassionatissimo di questo stupendo gioco.

Complimenti, hai mai pensato di frequentare un circolo? li si conoscono
tanti amici scacchisti, si hanno consigli...
Se ne parlava il primo agosto con Michele Godena a Tarquinia VT, è li che
avviene la prima ed importante formazione.

> Il mio punto debole è il calcolo, nel senso che mi riesce veramente
> difficile avere un quadro chiaro della situazione anche dopo solo 2-3 mosse.
> Volevo sapere se esistono esercizi, tecniche, programmi o quant'altro che
> permettano di allenare e migliorare la capacità di "visualizzare" la
> scacchiera e i pezzi mentalmente.

Il fatto stesso di porti questo interrogativo e che tu analizzi con cura i
tuoi limiti è un indice del tuo talento, del desiderio che hai di
migliorare e di una forma mentis che ti porta a voler conoscere nel
dettaglio quello che apprendi.
Confermi?
In tal caso posso aiutarti esponendoti la mia modesta esperienza.
Anche io avevo problemi di visualizzazione della scacchiera, amavo
tantissimo gli alfieri anche se ogni tanto me li dimenticavo negli
angolini; i cavalli erano dei mostri che improvvisamente mi rapinavano
qualche pezzo attraverso percorsi misteriosi.
Io a differenza tua, pur rendendomi conto dei miei limiti non mi ponevo il
problema di trovare una soluzione adeguata.
Fu "per caso" al circolo, un amico che comprese questo mio problema mi
suggerì la soluzione che adottai e migliorai secondo le mie attitudini.
Si tratta di un esercizio mentale, consiglio di farlo alla sera, prima di
andare a dormire, anche se poi, di tanto in tanto ci si penserà anche
durante il giorno, quando si ha un momento di tempo.
La sera è congeniale per vari motivi: si è a letto e non si dispone di una
scacchiera, si è rilassati, luce spenta, occhi chiusi, la visualizzazione
mentale riesce più facile, non a caso di lì a breve si sognerà, è
dimostrato che il il tempo trascorso a dormire è un tempo nel quale si
apprende, stimolarci verso la visializzazione ed il superamento nostri
limiti mentali è ottimale in quel mentre.
Si cerca di visualizzare la scacchiera, ricordiamoci che l'angolo in basso
a destra è bianco, quello in basso a sinistra è nero, sarà difficile in
inizio distinguere le case chiare da quelle scure.
Si visualizza un cavallo posto in a1 e si ricerca il percorso più breve
per arrivare in a8.
E' il cavallo il pezzo che mette più in difficoltà la visualizzazione,
imparare a visualizzare agevolmente la sue possibilità di mossa agevola
tutto il resto e quindi la visualizzazione.
Muovere agevolmente il cavallo significa prendere possesso della
scacchiera, conoscerne i suoi segreti.
Quindi si trova il rpimo percorso, ci si interroga sul colore delle case
in cui è saltato il cavallo, ci si interroga se è davvero il percorso più
breve, se ve ne siano di alternativi, li si ricercano fino ad esaurimento
(non nervoso mi raccomando!).
La prima sera è già molto individuare e percorrere mentalmente un percorso
da a1 ad a8, interrogarsi del colore delle case, contare quante mosse
abbiamo impiegato.
La seconda sera si ripeterà il percorso individuato, probabilmente durante
il giorno ci cadrà l'occhio su una scacchiera, oppure penseremo in ufficio
nella pausa caffè osservando le mattonelle: è normale.
E' un lavoro mentale che si inizia, ogni sera abbiamo il nostro bel
cavallino che ci aspetta sulla scacchiera per farci "contare le caselle",
altro che pecore!
E' bene sforzarci ogni volta di percorrere anche il percorso alla
rovescia, si parte da a1 per andare ad a8, poi si parte da a8 per andare
ad a1 attraverso lo stesso percorso.
Quando si avrà la padronanza da a1 a a8, allora ci inventeremo dei
percorsi alternativi, ad esempio da a1 a h8 (e viceversa), da h1 a a8, da
g5 a b2 eccetera eccetera eccetera.
Non poniamo limiti alla nostra fantasia, ogni sera una piccola cavalcata.
Entro pochi giorni, ci accorgeremo che durante il gioco avremo una visione
migliore, e cominceremo ad amare maggiormente i cavalli.
Ci accorgeremo di un sensibile miglioramento, a questo punto ci sarà più
facile la sera visualizzare i percorsi dei cavali, allora dovremmo
iniziare a porci degli interrogativi di questo tipo: qual'è il numero
minimo di mosse perchè un cavallo da b7 raggiunga f2?
Ci sbizzarriremo a porci degli interrogativi di questo tipo ricercando
percorsi in tutte le zone della scacchiera.

Questo è il primo passo per migliorare la visualizzazione della scacchiera.

Per capire quanto sia lungo il percorso:
giocatori di categoria magistrale chiudendo gli occhi riescono a
visualizzare nitidamente la scacchiera, quasi come se li avessero aperti.

> Ho provato a giocare qualche partita senza vedere la scacchiera, ma per ora
> mi sembra controproducente, in quanto dopo pochissime mosse mi ero già
> completamente perso! :(

Occorre fare un passo alla volta, se hai un amico scacchista puoi anche
fare questo tipo di esercizio:
tu e il tuo amico vi mettete davanti alla scacchiera come per giocare una
normale partita, tu fai una mossa senza spostare il pezzo supponiamo e4,
dici "e4", il tuo amico fa lo stesso, supponiamo dice "e5", tu dici
supponiamo "Cf3", il tuo amico dice ad esempio "Cc6", solo a questo
momento spostate i pezzi sulla scacchiera in sequenza sino a questa mossa;
poi tu dirai ad esempio "Ab5" il nero dirà "h6" tu dirai "Aa4", il nero
dirà "Cf6" e nuovamente sposterete i pezzi in sequenza sino a raggiungere
questa posizione.
Insomma è utile giocare una partita due mosse alla volta, alcuni maestri
dell'est utilizzavano questa tecnica come preparazione (3 mosse alla
volta, per il momento sono eccessive).

Questa è la mia modesta esperienza, spero di esserti stato di aiuto.
Per qualunque cosa non esitare a chiedere.

> Grazie anticipatamente a tutti per la vostra attenzione.

Grazie a te, di dove sei?

> Carlo
Ciao,
Alessandro Vacca
Roma


--


questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Roberto Montaruli

unread,
Aug 26, 2004, 8:16:28 AM8/26/04
to
"Marco Punteri" <m_pu...@coldmail.com> wrote in message
news:P4hXc.150030$OR2.7...@news3.tin.it

In linea di massima non e' sbagliato quello che dici, ma quanto incide?
Stiamo parlando di un giocatore principiante, il quale probabilmente
apre con 1.e3 e poi prosegue con 2.Dh5, che lascia allegramente pedoni
in presa o non si accorge che l'ultima mossa dell'avversario lascia un
pezzo indifeso che puo' catturare.
Senza contare che potrebbe avere estrema difficolta' a dare matto con re
e donna finendo la partita con l'immancabile stallo nell'angolo.
E' chiaro che a questo livello, il sapere se la casa c4 sia bianca o
nera non ha molta rilevanza.

Per cui, cerchiamo di capire che cosa intenda esattamente l'autore del
post col definirsi "principiante", poi provvederemo a fornire qualche
consiglio o orientamento.

Anelastico

unread,
Aug 26, 2004, 9:30:45 AM8/26/04
to

"Alessandro Vacca" <alessand...@scacco.net> ha scritto nel messaggio
news:cgkdhm$eeb$1...@news.newsland.it...
> Carlo ha scritto:
[...]

> tu e il tuo amico vi mettete davanti alla scacchiera come per giocare una
> normale partita, tu fai una mossa senza spostare il pezzo supponiamo e4,
> dici "e4", il tuo amico fa lo stesso, supponiamo dice "e5", tu dici
> supponiamo "Cf3", il tuo amico dice ad esempio "Cc6", solo a questo
> momento spostate i pezzi sulla scacchiera in sequenza sino a questa mossa;
> poi tu dirai ad esempio "Ab5" il nero dirà "h6" tu dirai "Aa4", il nero
> dirà "Cf6" e nuovamente sposterete i pezzi in sequenza sino a raggiungere
> questa posizione.
> Insomma è utile giocare una partita due mosse alla volta, alcuni maestri
> dell'est utilizzavano questa tecnica come preparazione (3 mosse alla
> volta, per il momento sono eccessive).

Questo sì che mi sembra un bell'esercizio (anche divertente). Dico mi sembra
perchè sono un principiante anche io, quindi non ne posso essere sicuro.
Proverò a metterlo in pratica. In effetti credo che in mediogioco anche solo
due mosse alla cieca alla volta, più una o due in avanti per scegliere
quella da effettuare, richieda un certo impegno a noi novizi.
Grazie per aver condiviso questa idea e grazie a tutti quelli che hanno la
pazienza di rispondere alle nostre domandine da inesperti.
Un saluto

Andrea


Alex Brunetti

unread,
Aug 26, 2004, 9:41:13 AM8/26/04
to
"Alessandro Vacca" <alessand...@scacco.net> ha scritto nel messaggio
news:cgkdhm$eeb$1...@news.newsland.it...
>
> tu e il tuo amico vi mettete davanti alla scacchiera come per giocare una
> normale partita, tu fai una mossa senza spostare il pezzo supponiamo e4,
> dici "e4", il tuo amico fa lo stesso, supponiamo dice "e5", tu dici
> supponiamo "Cf3", il tuo amico dice ad esempio "Cc6", solo a questo
> momento spostate i pezzi sulla scacchiera in sequenza sino a questa mossa;
> poi tu dirai ad esempio "Ab5" il nero dirą "h6" tu dirai "Aa4", il nero
> dirą "Cf6" e nuovamente sposterete i pezzi in sequenza sino a raggiungere
> questa posizione.

Vedo che hai bisogno di esercitarti ancora un po' anche tu con questa
tecnica ;)

Alex


Marco Punteri

unread,
Aug 26, 2004, 9:48:34 AM8/26/04
to

"Alex Brunetti" <brun...@fsi.net> ha scritto nel messaggio
news:ZLlXc.151701$OR2.7...@news3.tin.it...

> "Alessandro Vacca" <alessand...@scacco.net> ha scritto nel messaggio
> news:cgkdhm$eeb$1...@news.newsland.it...
> >
> > tu e il tuo amico vi mettete davanti alla scacchiera come per giocare
una
> > normale partita, tu fai una mossa senza spostare il pezzo supponiamo e4,
> > dici "e4", il tuo amico fa lo stesso, supponiamo dice "e5", tu dici
> > supponiamo "Cf3", il tuo amico dice ad esempio "Cc6", solo a questo
> > momento spostate i pezzi sulla scacchiera in sequenza sino a questa
mossa;
> > poi tu dirai ad esempio "Ab5" il nero dirà "h6" tu dirai "Aa4", il nero
> > dirà "Cf6" e nuovamente sposterete i pezzi in sequenza sino a

raggiungere
> > questa posizione.
>
> Vedo che hai bisogno di esercitarti ancora un po' anche tu con questa
> tecnica ;)
>
> Alex
>
Perchè? h6 è chiaramente una buona mossa profilattica atta a impedire
intrusioni nella casa g5; da par suo il bianco attua un profondo piano,
sottraendo l'alfiere da b5 toglie mordente alla spinta a6 che non guadagna
più un tempo. Se il nero gioca lo stesso a6 con l'idea b5 il bianco
replicherà con c4! :-)
Marco


Alessandro Vacca

unread,
Aug 26, 2004, 9:54:47 AM8/26/04
to
Alex Brunetti ha scritto:

> Alex

Quando mi sono accorto di aver scritto h6 al posto di a6, mi son detto,
correggo? mi son risposto "ma dai che mica č importante la correttezza
dell'apertura!" e quindi ho lasciato perdere (in questi giorni faccio di
peggio, sbaglio i congiuntivi, scrivo riferimenti invece di ricevimenti e
molto altro...).
Immediatamente dopo mi son detto, "vuoi vedere che Brunetti interviene in
proposito?"
Infatti...

:)
Ciao!
Alessandro Vacca

Alessandro Vacca

unread,
Aug 26, 2004, 10:09:35 AM8/26/04
to
Anelastico ha scritto:


> Proverò a metterlo in pratica. In effetti credo che in mediogioco anche solo
> due mosse alla cieca alla volta, più una o due in avanti per scegliere
> quella da effettuare, richieda un certo impegno a noi novizi.

In realtà non è difficile, perchè non è che sia alla cieca, la scacchiera
la si vede. Per renderlo ancor più impegnativo si potrebbe rimanere con le
spalle voltate alla scacchiera quando si dicono le mosse, questo è meno
adatto ai principianti.

> Grazie per aver condiviso questa idea e grazie a tutti quelli che hanno la
> pazienza di rispondere alle nostre domandine da inesperti.

Per me aiutare gli appassionati ad entrare nel mondo degli scacchi è la
cosa più importante che ci sia.

Lo scacchismo a bisogno di voi, non esitate a bussare, un Alex che vi apre
la porta lo trovate sempre!

> Un saluto

> Andrea

Ciao,
Alessandro Vacca
Roma

P.S.
ricorda l'importanza di frequentare un circolo di scacchi
sul sito
http://www.federscacchi.it
puoi trovare alla voce Società
i circoli di scacchi più vicini a casa tua

basta semplicemente prendere contatto,
fare una visita,
vedere se l'ambiente sia di proprio gradimento,
magari soffermarsi a fare due partitelle;

in genere l'iscrizione ai circoli costa anche cifre molto contenute

chi gradisce ulteriori consigli può scrivermi
alessand...@scacco.net
http://www.lazio.scacco.net

gu...@login.com

unread,
Aug 26, 2004, 12:10:03 PM8/26/04
to
Ciao,
gioca con persone più brave di te e trova qualcuno che ti indirizzi.

Impara la notazione delle partite (1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 ... ecc). E'
importante

Trova un circolo.

Gioca online (www.pogo.com oppure www.scacchisti.it). Gioca a 30 minuti
e quando ti senti pronto a 5 minuti.

Compra dei libri.

Studia le partite con un programma o con la scacchiera (o entrambi).
Impari molti schemi.

--> quando sei pronto vai a fare un torneo!


E soprattutto gioca il più possibile, trovando possibilmente persone in
carne ed ossa. Se sono amici è meglio perchè è più facile giocare, con
persone estranee diventa, a volte, difficile organizzarsi con i tempi.


ciao,
---guest

"Carlo" <carlo.bar...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:FbgXc.191203$5D1.9...@news4.tin.it...


> Salve a tutti.
> Sono un principiante ma appassionatissimo di questo stupendo gioco.

...


Carlo

unread,
Aug 27, 2004, 5:28:14 AM8/27/04
to
Innanzitutto grazie mille a tutti per la disponibilità e i consigli.

Approfitto della vostra cortesia per fare un punto e farvi partecipi della
mia "vita scacchistica"... ovviamente qualsiasi suggerimento, anche al di là
dell'argomento in oggetto, è estremamente gradito :)

Forse definendomi semplicemente principiante sono stato troppo sbrigativo, e
ciò ha giustamente creato alcuni dubbi sull'opportunità della mia richiesta.
Questa definizione così superficiale del mio livello di gioco è dovuta al
fatto che non ho mai frequentato (mio malgrado purtroppo) circoli o anche
solo altri appassionati. In effetti non gioco una partita con un avversario
in carne ed ossa di fronte e toccando un pezzo della scacchiera da non so
quanti anni!
Da ragazzo avevo degli amici a cui piaceva giocare e con i quali mi
divertivo in lunghe e accise partite. Poi crescendo, con gli impegni, il
lavoro/studio, etc., le partite sono diventate sempre più rare fino in
pratica a scomparire.

Solo da qualche tempo (e ahimè ormai alla soglia dei 32 anni :P) ho avuto
modo di "riappropriarmi" e riscoprire questa passione, grazie però al
computer e ad Internet. Sono ben consapevole che la possibilità di
confrontarsi con avversari reali, sia per il piacere puramente ludico
(guardare una scacchiera reale, toccare con mano i pezzi, scrutare lo
sguardo dell'avversario) che per l'insostituibile utilità di scambiarsi
consigli e opinioni "sul campo" non è neanche lontanamente paragonabile alla
seppur affascinante "realtà virtuale" di giocare contro una macchina o con
un avversario che si trova fisicamente in India o Argentina.
Per cui la frequentazione di un circolo è una possibilità che mi è sempre
frullata per la testa, anche se in una questa specifica stagione della mia
vita non è praticabile per questioni di tempo e personali (bimba in arrivo!
:P). Ciò non toglie che in futuro (e in tempi quindi più opportuni) sono
fermamente intenzionato a percorrere questa strada, che comprendo bene come
sia
indispensabile al fine di una "vita scacchistica" piena e appagante.

Fatta quindi questa purtroppo lunga ma inevitabile premessa, devo
specificare che il mio livello di gioco, per quanto mi risulti
"indefinibile" in maniera oggettiva, non è propriamente quello di un puro e
semplice principiante.
Conosco bene "Il mio sistema" di Nimzowitsch, ho letto (seppur non ancora in
modo approfondito) le "60 partite da ricordare" di Fischer, sto studiando in
maniera profonda in questo periodo "Il centro partita" di Romanovsky, e ho
in libreria
(anche se finora gli ho solo dato uno sguardo) l'"Enciclopedia essenziale
dei finali" e quella delle Aperture del Kallai.

In partita, le mosse che scelgo sono determinate da considerazioni teoriche
generali e orientative (occupare una casa debole, dominare una linea,
forzare dei cambi per entrare in un finale favorevole se ho un vantaggio di
materiale, etc.). Il problema di "visualizzare" la scacchiera nasce proprio
dal fatto che spesso in questa maniera, con il livello degli avversari che
trovo in rete (gioco su Yahoo), ottengo posizioni obiettivamente superiori.
Di solito intuisco che c'è una combinazione decisiva, ma poi dopo appena 2-3
mosse
quasi inevitabilmente mi accorgo di un fatale errore di calcolo, che conduce
tristemente alla sconfitta. Queste sensazioni vengono confermate dalle
successive analisi con Fritz, che mi mostrano come bastava una leggera
maggior precisione e accuratezza per mettere sul piatto la combinazione
vincente.

Per quanto riguarda i vostri suggerimenti, trovo di estremo interesse la
tecnica della visualizzazione mentale del percorso di cavallo da una
determinata casa ad un altra. Devo dire che ho già provato, con
soddisfazione a sperimentarla... un dubbio però:

> percorrere mentalmente un percorso da a1 ad a8, interrogarsi del colore
delle case, contare quante mosse
abbiamo impiegato.

io non "mi interrogo" sul colore delle case, nel senso che mi viene naturale
pensare che se il cavallo è su una casa scura la prossima su cui andrà sarà
chiara e viceversa... è un trucchetto da cercare di evitare e sforzarsi di
"ragionare" sul colore delle case o può andar bene così?
In merito agli esercizi proposti da fare in coppia con un amico, dato che
come detto di amici scacchisti al momento non ce ne sono, se qualcuno fosse
interessato a praticarli lascio il mio numero ICQ... se mi beccate mi sembra
che si possano fare anche via chat :)

Sul giocare una partita completa "alla cieca" (al livello al quale sono io
intendo), avevo accennato (pur nutrendo molti dubbi come detto) perchè avevo
trovato in rete qualche link in cui lo si consigliava fin da subito... ma
sono contento che mi abbiate in pratica confermato che sia un passo più
lungo della gamba.

Mi scuso per la lunghezza del post e se sono andato a finire lontano
dall'argomento, ma, ancora ringraziandovi per la vostra disponibilità e
gentilezza, mi sembrava una buona opportunità per dare una decisa "svolta"
alla mia esistenza scacchistica affinchè possa divenire, nel tempo, da
semplice e superficiale passatempo, una veria e propria appagante, profonda
e duratura passione.

Carlo

ICQ:
Siegmund 282774838

P.S.: al titolo di pura curiosità personale, anche al di là dei fini
scacchistici, voi come visualizzate la scacchiera? In 3 dimensioni con i
pezzi veri e propri o con un diagramma bidimensionale tipo software? E di
che colore? Con bianco e nero asettici o con le sfumature del legno o marmo
o ancora con colori del tutto diversi? E qualcuno ha per caso qualche
aneddoto su come lo fanno i grandi campioni?

Roberto Montaruli

unread,
Aug 27, 2004, 6:16:08 AM8/27/04
to
"Carlo" <carlo.bar...@virgilio.it> wrote in message
news:O8DXc.155427$OR2.7...@news3.tin.it

> Innanzitutto grazie mille a tutti per la disponibilità e i consigli.
[STRACUT]

>
> Fatta quindi questa purtroppo lunga ma inevitabile premessa, devo
> specificare che il mio livello di gioco, per quanto mi risulti
> "indefinibile" in maniera oggettiva, non è propriamente quello di un puro e
> semplice principiante.
> Conosco bene "Il mio sistema" di Nimzowitsch, ho letto (seppur non ancora in
> modo approfondito) le "60 partite da ricordare" di Fischer, sto studiando in
> maniera profonda in questo periodo "Il centro partita" di Romanovsky, e ho
> in libreria
> (anche se finora gli ho solo dato uno sguardo) l'"Enciclopedia essenziale
> dei finali" e quella delle Aperture del Kallai.

Ecco, adesso e' molto piu' chiaro.
Ora riesco a farmi un'idea di come giochi e come inquadrare il problema
che hai espresso.

> In partita, le mosse che scelgo sono determinate da considerazioni teoriche
> generali e orientative (occupare una casa debole, dominare una linea,
> forzare dei cambi per entrare in un finale favorevole se ho un vantaggio di
> materiale, etc.). Il problema di "visualizzare" la scacchiera nasce proprio
> dal fatto che spesso in questa maniera, con il livello degli avversari che
> trovo in rete (gioco su Yahoo), ottengo posizioni obiettivamente superiori.
> Di solito intuisco che c'è una combinazione decisiva, ma poi dopo appena 2-3
> mosse
> quasi inevitabilmente mi accorgo di un fatale errore di calcolo, che conduce
> tristemente alla sconfitta. Queste sensazioni vengono confermate dalle
> successive analisi con Fritz, che mi mostrano come bastava una leggera
> maggior precisione e accuratezza per mettere sul piatto la combinazione
> vincente.

Benissimo.
Qui la domanda d'obbligo e':
com'e' il tempo di riflessione?

Se la risposta e':
5 minuti a testa per finire
in questo caso la risposta al tuo problema e' che non hai dedicato
abbastanza tempo all'analisi.

Se invece la risposta e':
partite a tempo lungo
allora il tuo problema e' di una saltuaria imprecisione nell'analisi
tattica.

Se le posizioni che tendi a costruire sono valide, direi che sotto
l'aspetto strategico del gioco tutto funziona abbastanza bene.
Quando poi cominci a giocare varianti che sono prevalentemente basate
sul calcolo, emergono i problemi che lamenti.

La facolta' di calcolare varianti, anche complicate non e' una dote
innata, ma una caratteristica che si deve affinare con l'esercizio e con
l'allenamento.
E' qualcosa che dipende anche da fattori esterni, soprattutto quando le
partite non sono amichevoli ma partite di torneo.

Come fare?

Un buon sistema e' quello di prendere qualche posizione piuttosto
complicata tratta da partite (per esempio di Tal o Ivanchuk), e
analizzare a fondo mentalmente.
Poi confrontare la propria analisi con quella della partita e vedere se
si e' visto tutto...
Rifare l'analisi sulla stessa posizione a distanza di tempo...



> Sul giocare una partita completa "alla cieca" (al livello al quale sono io
> intendo), avevo accennato (pur nutrendo molti dubbi come detto) perchè avevo
> trovato in rete qualche link in cui lo si consigliava fin da subito... ma
> sono contento che mi abbiate in pratica confermato che sia un passo più
> lungo della gamba.

Le opinioni in proposito sono numerose e contrastanti.
Del resto la formula magica per giocare a scacchi non esiste.
Ognuno usa un proprio metodo.
Io personalmente non ritengo che il saper giocare alla cieca sia utile
piu' di tanto.



> Mi scuso per la lunghezza del post e se sono andato a finire lontano
> dall'argomento, ma, ancora ringraziandovi per la vostra disponibilità e
> gentilezza, mi sembrava una buona opportunità per dare una decisa "svolta"
> alla mia esistenza scacchistica affinchè possa divenire, nel tempo, da
> semplice e superficiale passatempo, una veria e propria appagante, profonda
> e duratura passione.

Lunghezza del post?
Hai letto poco di questo NG fino ad ora :-)


> P.S.: al titolo di pura curiosità personale, anche al di là dei fini
> scacchistici, voi come visualizzate la scacchiera? In 3 dimensioni con i
> pezzi veri e propri o con un diagramma bidimensionale tipo software? E di
> che colore? Con bianco e nero asettici o con le sfumature del legno o marmo
> o ancora con colori del tutto diversi? E qualcuno ha per caso qualche
> aneddoto su come lo fanno i grandi campioni?

Ne abbiamo parlato di questa cosa in passato.
Ne e' uscito che ognuno la vede un po' a modo suo, generalmente in modo
piuttosto astratto e difficile da descrivere.
Probabilmente la rappresentazione mentale di una posizione di ciascuno
di noi, parte da un diagramma o da una scacchiera reale, ma poi sfuma
nel corso dell'analisi in qualcosa di non meglio definito.
Nel mio caso non saprei neppure dirti di che colore vedo i pezzi, quando
analizzo, eppure distinguo chiaramente i bianchi dai neri.

gu...@login.com

unread,
Aug 27, 2004, 11:17:37 AM8/27/04
to
"Carlo" <carlo.bar...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:O8DXc.155427$OR2.7...@news3.tin.it...

> Innanzitutto grazie mille a tutti per la disponibilità e i consigli.
>

(da oggi rispondo -sotto- al messaggio originale...si chiama
bottom-quoting... anZichè rispondere sopra... vediamo che succede)

Ciao Carlo,

credo di capire la tua "fissa" per visualizzare la scacchiera... l'ho
avuta anch'io soprattutto dopo avere frequantato un forte giocatore di
scacchi che diceva di avere ben tre scacchiere in testa (una a destra, una a
sinistra ed una al centro)... !

Ora, non so esattamente cosa volesse dire però ho una considerazione da
fare.

Quando si cerca di migliorare il proprio gioco si intraprendono diverse
strade comtemporaneamente. In effetti, studiando su un fronte si completa
l'altro e viceversa.

La visualizzazione che tu vuoi migliorare sicuramente sarà giovata dallo
studio delle partite sui libri. Capita, infatti, di avere un libro sottomano
(il Kallai per esempio) e di seguire diverse mosse (e4 e5, Cf3 Cc6, Ac4 Ac5,
d4 ecc) mentalmente. La prima volta mi è successo che riuscivo solo a
"vedere" e4...! In effetti ora che lo scrivo riesco a vederlo... (per la
cronaca la scacchiera è tridimensionale vista davanti con una lieve
inclinazione sull'asse Z.... hehehehe!).

Quindi seguendo la partita sul libro si migliora la capacità di
visualizzare. Lo stesso studiando come si deve un'apertura. Ho studiato con
piacere l'apertura italiana ed a distanza di tempo mi accorgo che le
varianti presenti alla 6°, 7°, 8° mossa riesco a gestirle anche mentalmente
nel senso che vedo la posizione.

Gli esercizi di gioco alla cieca contribuiscono anche positivamente alla
visualizzazione. Il mio record è 11 mosse dopo di che non vedo più nulla!
:-))) Ricordo ancora che mi ha battuto una ragazza molto simpatica di
Cassino (di nome Alessandra e di cognome Saitta -ciao se mi leggi!) ed
eravamo al torneo all'EUR (Roma) del 2001.

Come ultima nota, in questo "ammuzzo" di frasi scritte di getto... :-))
... posso aggiungere che per migliorare la capacità combinativa bisogna
esercitarsi in due cose (è un consiglio da NC, il più forte NC italiano ma
sempre NC...!) :

1. le combinazioni di matto, magari scegliendo quelle con molti pezzi
sulla scacchiera (ottimo e difficile libro quello di Istvan Pongo - Chess
Targets o qualcosa di simile, in inglese -se vuoi di dico il nome preciso)

2. studio sulle rimanenze, ovvero cosa rimane e posizionato come, dopo
una serie di cambi. Questo per riuscire a trarre una posizione vantaggiosa
da quella che sembra una posizione pari


Per ora è tutto.

---guest


Alessandro Vacca

unread,
Aug 27, 2004, 12:04:25 PM8/27/04
to
Carlo ha scritto:


> Questa definizione così superficiale del mio livello di gioco è dovuta al
> fatto che non ho mai frequentato (mio malgrado purtroppo) circoli o anche
> solo altri appassionati.

Un paio d'ore la settimana sono sufficienti per respirare l'aria giusta,
il circolo è una risorsa straordinaria...

In effetti non gioco una partita con un avversario
> in carne ed ossa di fronte e toccando un pezzo della scacchiera da non so
> quanti anni!

Non è buona cosa...

> Da ragazzo avevo degli amici a cui piaceva giocare e con i quali mi
> divertivo in lunghe e accise partite. Poi crescendo, con gli impegni, il
> lavoro/studio, etc., le partite sono diventate sempre più rare fino in
> pratica a scomparire.

Questo è, a mio avviso la causa principale della mancata buona diffusione
degli scacchi in Italia.

> Solo da qualche tempo (e ahimè ormai alla soglia dei 32 anni :P) ho avuto
> modo di "riappropriarmi" e riscoprire questa passione, grazie però al
> computer e ad Internet.

Internet rappresenta oggi una grande opportunità, prova www.scacchisti.it
, ci sono anche diversi raduni, alcuni vengono con tutta la famiglia a
farsi una vacanza, il clima è davvero ottimo.

Sono ben consapevole che la possibilità di
> confrontarsi con avversari reali, sia per il piacere puramente ludico
> (guardare una scacchiera reale, toccare con mano i pezzi, scrutare lo
> sguardo dell'avversario) che per l'insostituibile utilità di scambiarsi
> consigli e opinioni "sul campo" non è neanche lontanamente paragonabile alla
> seppur affascinante "realtà virtuale" di giocare contro una macchina o con
> un avversario che si trova fisicamente in India o Argentina.

il 99,99% degli utenti di Scacchisti.it sono italiani, la maggior parte
semplici appassionati di scacchi.

> Per cui la frequentazione di un circolo è una possibilità che mi è sempre
> frullata per la testa, anche se in una questa specifica stagione della mia
> vita non è praticabile per questioni di tempo e personali (bimba in arrivo!

(auguri)

http://www.federscacchi.it
alla voce Società potresti intanto guardare se e cosa c'è vicino a te...
se fossi a Roma...

> :P). Ciò non toglie che in futuro (e in tempi quindi più opportuni) sono
> fermamente intenzionato a percorrere questa strada, che comprendo bene come
> sia
> indispensabile al fine di una "vita scacchistica" piena e appagante.

Il gioco è anche un modo per conoscersi meglio...

> Fatta quindi questa purtroppo lunga ma inevitabile premessa, devo
> specificare che il mio livello di gioco, per quanto mi risulti
> "indefinibile" in maniera oggettiva, non è propriamente quello di un puro e
> semplice principiante.

Questo lo avevo capito.

> Conosco bene "Il mio sistema" di Nimzowitsch, ho letto (seppur non ancora in
> modo approfondito)

Complimenti è un ottimo libro, prova anche I maestri della scacchiera di
Reti (Prisma)

le "60 partite da ricordare" di Fischer, sto studiando in
> maniera profonda in questo periodo "Il centro partita" di Romanovsky,

Gran bel libro anche questo, vedo che non ti spaventano le letture
impegnative.

e ho
> in libreria
> (anche se finora gli ho solo dato uno sguardo) l'"Enciclopedia essenziale
> dei finali" e quella delle Aperture del Kallai.

Re e pedone contro Re. sai dire con uno sguardo quando questo finale è
vinto e quando pari?

> In partita, le mosse che scelgo sono determinate da considerazioni teoriche
> generali e orientative (occupare una casa debole, dominare una linea,
> forzare dei cambi per entrare in un finale favorevole se ho un vantaggio di
> materiale, etc.).

Se hai letto la discussione "Domanda su libro di Dvoretski", credo che tu
appartenga alla categoria degli intuitivi.

Il problema di "visualizzare" la scacchiera nasce proprio
> dal fatto che spesso in questa maniera, con il livello degli avversari che
> trovo in rete (gioco su Yahoo)

abbiamo tante cose in comune, anche io iniziai a giocare su internet in
Yahoo...

, ottengo posizioni obiettivamente superiori.

idem

> Di solito intuisco che c'è una combinazione decisiva, ma poi dopo appena 2-3
> mosse
> quasi inevitabilmente mi accorgo di un fatale errore di calcolo, che conduce
> tristemente alla sconfitta.

Idem, sperimentato decine e decine di volte, poi mi sono accorto di uno
splendido libro, un capolavoro da leggere senza il bisogno dell'ausilio
della scacchiera:

Nuovo metodo di tecnica della combinazione di Juri Averbach (Prisma)

Si tratta di un vero e proprio capolavoro, ti prende per mano, in un
momento ti accorgi di quante cose non vedevi sulla scacchiera;
è particolarmente indicato per la tua forma mentis,
ovvero ti svela i segreti di tante rapine che hai subito sulla scacchiera.
La cosa bella è che è intuitivo, istintivo, emotivo.
Prova a leggerlo senza ricorrere alla scacchiera, dovresti riuscirci.
Prova via via a risolvere i problemi che ti descrive senza guarda re la
soluzione.
Quel libro mi ha aperto gli occhi al riguardo della tattica.
Leggilo e rileggilo, non avere fretta di terminarlo, leggi la prima parte,
rileggila, torna su quello che non ti è chiaro. Ragionaci.
Ringrazierai Averbach, ne riparleremo.


Queste sensazioni vengono confermate dalle
> successive analisi con Fritz, che mi mostrano come bastava una leggera
> maggior precisione e accuratezza per mettere sul piatto la combinazione
> vincente.

Lascia perdere Fritz, non è un metro di paragone affidabile per imparare,
occorre imparare a ragionare.

> Per quanto riguarda i vostri suggerimenti, trovo di estremo interesse la
> tecnica della visualizzazione mentale del percorso di cavallo da una
> determinata casa ad un altra. Devo dire che ho già provato, con
> soddisfazione a sperimentarla...

Immaginavo che ti fosse utile, prima di consigliarti ho cercato di capire
a che persona tu fossi, e quale tipologia "di problema" tu avessi, bene.

un dubbio però:

> > percorrere mentalmente un percorso da a1 ad a8, interrogarsi del colore
> delle case, contare quante mosse
> abbiamo impiegato.

C'erto, è evidente che il cavallo salta una volta su casa nera ed una
volta su casa bianca; quindi per saltare su casa di colore avverso impiega
un numero dispari di mosse e dello stesso colore un numero pari.

ma di che colore è la casa xy? è a questo riferimento che devi fare
attenzione, cercando di visualizzare in particolare la collocazione ed il
colore delle case nelle quali salti.


> io non "mi interrogo" sul colore delle case, nel senso che mi viene naturale
> pensare che se il cavallo è su una casa scura la prossima su cui andrà sarà
> chiara e viceversa... è un trucchetto da cercare di evitare e sforzarsi di
> "ragionare" sul colore delle case o può andar bene così?

ho risposto sopra

> In merito agli esercizi proposti da fare in coppia con un amico, dato che
> come detto di amici scacchisti al momento non ce ne sono, se qualcuno fosse
> interessato a praticarli lascio il mio numero ICQ... se mi beccate mi sembra
> che si possano fare anche via chat :)

Trova un circolo ;) da dove digiti? io Roma.

> Sul giocare una partita completa "alla cieca" (al livello al quale sono io
> intendo), avevo accennato (pur nutrendo molti dubbi come detto) perchè avevo
> trovato in rete qualche link in cui lo si consigliava fin da subito... ma
> sono contento che mi abbiate in pratica confermato che sia un passo più
> lungo della gamba.

esatto, è affascinante il gioco alla cieca ma è prematuro.

> Mi scuso per la lunghezza del post e se sono andato a finire lontano
> dall'argomento,

ti ringrazio per aver scritto tante parole dove hai lasciato intravedere
meglio il tuo pensiero scacchistico, ad esempio in inizio ero titubante se
consigliarti Averbach, ora ne sono sicuro;
le parole che tu non hai scritto in inizio le hanno scritte gli altri nel
tentativo di capire meglio: ipotesi e controipotesi.
Io credo non sia un delitto scrivere tanto, chi ha piacere legge, chi no
passa oltre.

ma, ancora ringraziandovi per la vostra disponibilità e
> gentilezza, mi sembrava una buona opportunità per dare una decisa "svolta"
> alla mia esistenza scacchistica affinchè possa divenire, nel tempo, da
> semplice e superficiale passatempo, una veria e propria appagante, profonda
> e duratura passione.

Se capiti a Roma avvisami.
Ti faccio ancora una domanda, hai mai preso in considerazione il gioco per
corrispondenza?
Sperimentalo.
http://www.asigc.it

> Carlo

> ICQ:
> Siegmund 282774838

> P.S.: al titolo di pura curiosità personale, anche al di là dei fini
> scacchistici, voi come visualizzate la scacchiera?

io la visualizzo in penombra, dove si rende più nitido e luminoso quanto
cerco con lo sguardo, la scacchiera la vedo bidimensionale, toni di
grigio, i pezzi li vedo tridimensionali, lievemente tridimensionali;
quando muovo l'orientamento della scacchiera cambia, quando la posizione
diventa difficile è come se la scacchiera si mettesse di taglio,
limitandomi la percezione di tutte le case...

E qualcuno ha per caso qualche
> aneddoto su come lo fanno i grandi campioni?


i grandi campioni riescono a giocare simultanee alla cieca...

Ciao,
Alessandro Vacca
Roma
alessand...@scacco.net

gu...@login.com

unread,
Aug 27, 2004, 12:08:55 PM8/27/04
to
"Alessandro Vacca" <alessand...@scacco.net> ha scritto nel messaggio
news:cgnm2a$eko$1...@news.newsland.it...
> ...(cut)...

> Nuovo metodo di tecnica della combinazione di Juri Averbach (Prisma)
>
> Si tratta di un vero e proprio capolavoro, ti prende per mano, in un
> momento ti accorgi di quante cose non vedevi sulla scacchiera;
> è particolarmente indicato per la tua forma mentis,
> ovvero ti svela i segreti di tante rapine che hai subito sulla scacchiera.
> La cosa bella è che è intuitivo, istintivo, emotivo.
> Prova a leggerlo senza ricorrere alla scacchiera, dovresti riuscirci.
> Prova via via a risolvere i problemi che ti descrive senza guarda re la
> soluzione.
> Quel libro mi ha aperto gli occhi al riguardo della tattica.
> Leggilo e rileggilo, non avere fretta di terminarlo, leggi la prima parte,
> rileggila, torna su quello che non ti è chiaro. Ragionaci.
> Ringrazierai Averbach, ne riparleremo.
>

Questo è interessante. Se mi capita sottomano lo compro volentieri,
grazie del consiglio.

ciao,

---guest


Carlo

unread,
Aug 28, 2004, 6:50:47 AM8/28/04
to
> Internet rappresenta oggi una grande opportunità, prova www.scacchisti.it
> , ci sono anche diversi raduni, alcuni vengono con tutta la famiglia a
> farsi una vacanza, il clima è davvero ottimo.

Si ci farò un salto senz'altro.

> Re e pedone contro Re. sai dire con uno sguardo quando questo finale è
> vinto e quando pari?

Assolutamente no... i finali sono per me in pratica un universo
inesplorato... a parte quel poco trattato nel libro di Nimzowitch.

> Nuovo metodo di tecnica della combinazione di Juri Averbach (Prisma)
>
> Si tratta di un vero e proprio capolavoro, ti prende per mano, in un
> momento ti accorgi di quante cose non vedevi sulla scacchiera;
> è particolarmente indicato per la tua forma mentis,
> ovvero ti svela i segreti di tante rapine che hai subito sulla scacchiera.
> La cosa bella è che è intuitivo, istintivo, emotivo.
> Prova a leggerlo senza ricorrere alla scacchiera, dovresti riuscirci.
> Prova via via a risolvere i problemi che ti descrive senza guarda re la
> soluzione.
> Quel libro mi ha aperto gli occhi al riguardo della tattica.
> Leggilo e rileggilo, non avere fretta di terminarlo, leggi la prima parte,
> rileggila, torna su quello che non ti è chiaro. Ragionaci.
> Ringrazierai Averbach, ne riparleremo.

Benissimo...
ho quindi già pronta la nuova lettura per quando finirò il Romanovsky :)

> Trova un circolo ;) da dove digiti? io Roma.

Sul fatto di frequentare un circolo debbo purtroppo ribadire che in questo
specifico periodo mi è proprio impossibile, anche solo per poche ore alla
settimana.
In ogni caso io sono di Pescara... ne riparleremo in tempi più propizi :)

> io la visualizzo in penombra, dove si rende più nitido e luminoso quanto
> cerco con lo sguardo, la scacchiera la vedo bidimensionale, toni di
> grigio, i pezzi li vedo tridimensionali, lievemente tridimensionali;
> quando muovo l'orientamento della scacchiera cambia, quando la posizione
> diventa difficile è come se la scacchiera si mettesse di taglio,
> limitandomi la percezione di tutte le case...

Grazie mille per tutti i suggerimenti e come sempre per la disponibilità :)
A presto

Carlo


Carlo

unread,
Aug 28, 2004, 6:50:50 AM8/28/04
to

> 1. le combinazioni di matto, magari scegliendo quelle con molti pezzi
> sulla scacchiera (ottimo e difficile libro quello di Istvan Pongo - Chess
> Targets o qualcosa di simile, in inglese -se vuoi di dico il nome preciso)
>
> 2. studio sulle rimanenze, ovvero cosa rimane e posizionato come, dopo
> una serie di cambi. Questo per riuscire a trarre una posizione vantaggiosa
> da quella che sembra una posizione pari

Grazie per il consiglio :)

Ciao

Carlo


Carlo

unread,
Aug 28, 2004, 6:50:51 AM8/28/04
to
> Qui la domanda d'obbligo e':
> com'e' il tempo di riflessione?

Sia breve che lungo... l'imprecisione nel calcolo è una carenza "cronica" :(

> Un buon sistema e' quello di prendere qualche posizione piuttosto
> complicata tratta da partite (per esempio di Tal o Ivanchuk), e
> analizzare a fondo mentalmente.
> Poi confrontare la propria analisi con quella della partita e vedere se
> si e' visto tutto...
> Rifare l'analisi sulla stessa posizione a distanza di tempo...

Ok, grazie per il consiglio.

> Probabilmente la rappresentazione mentale di una posizione di ciascuno
> di noi, parte da un diagramma o da una scacchiera reale, ma poi sfuma
> nel corso dell'analisi in qualcosa di non meglio definito.
> Nel mio caso non saprei neppure dirti di che colore vedo i pezzi, quando
> analizzo, eppure distinguo chiaramente i bianchi dai neri.

Grazie :)

Ciao

Carlo


Giulio Simeone

unread,
Dec 4, 2004, 7:12:29 AM12/4/04
to
guest ha scritto:

> Vasta parte del mio pubblico, dinanzi a questa radicale svolta, avrà
> pensato: 'Ma che CAZZO fa? Ma che CAZZO dice? Perché dice che hai le gambe
> di legno e che è paraplegico se non è vero?' - Per il semplice fatto che ci
> sono quelli che pensano che io mi offenda nel sentirmelo dire...

[SUPER - CUT]


Bravo!! Bel comizio!! Ma tutto questo che c'entra con gli scacchi??


Io a lavoro non ci
> vado, ma mi sento occupato e motivato a vivere dalle 7 quando mi alzo fino a
> mezzanotte... Oltretutto non mi annoio mai e trovo sempre qualcosa da
> fare...

Tipo inviare ai newsgroup sempre lo stesso messaggio?? Ci credo che ti
tieni occupato ...

> Per oggi ho finito...

Perchè, ci sarà anche un seguito??


> Alessandro Saitta - http://members.fortunecity.com/ambrogio1

> --------------------------------
> Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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