L’intervista post-partita di ieri di Niemann e’ stata emozionante.
Davvero emozionante. E a meno che non sia un attore da Oscar,
Hans e’ stato sincero e - come hanno commentato i conduttori
in studio - e’ stato candido.
Questo
https://youtu.be/CJZuT-_kij0 e’ il link del video (la parte
clou inizia a 8’24”).
Dopo aver letto lo scritto di Aagaard (che ho linkato nel mio
precedente post) e dopo aver visto e sentito quest’intervista
si fa sempre piu’ luce in me l’idea che questa volta Carlsen
l’abbia fatta davvero fuori dal vaso.
Le idee mi si stavano schiarendo un po’ alla volta gia’ prima,
ma i venti minuti di “confessione” a cuore aperto del giovane
giocatore statunitense stanno corroborando sempre di piu’
l’idea di cui sopra.
La palla torna ora nella meta’ campo del norvegese. Se si
tirera’ indietro sara’ peggio per lui. In questa cosa ci si e’
infilato volontariamente e adesso sarebbe troppo comodo
far finta di niente dopo quel suo tweet al veleno.
A proposito del suo tweet, mi chiedo come facciano certe
persone a sostenere che tutto e’ a posto dato che egli non
ha mosso accuse.
Ma scherziamo, signori? Non so come finirebbe in un’aula di
tribunale ma a mio parere e’ assai difficilmente negabile che
egli avesse ben chiaro come si sarebbero evolute le cose sui
social e avesse ben chiaro che per Niemann la vita si sarebbe
fatta durissima. Il fatto aggiuntivo che finora abbia assistito
tranquillamente al montare del linciaggio mediatico nei
confronti di Hans, senza provvedere a mettervi un freno,
peggiora la sua situazione.
E mo vorremmo liquidare la faccenda dicendo “ma lui non ha
avanzato accuse”?
Ma mi faccia il piacere, avrebbe esclamato Toto’.
La sequenza degli eventi e’ chiara: il giorno 4 Carlsen perde
contro Niemann (e fra poco spendero’ qualche parola su alcuni
aspetti della partita); alle ore 20:00 esatte del giorno 5, con una
sola mossa - un post su un social -, Carlsen si ritira dalla
Sinquefield Cup e fa partire delle parole sibilline; un minuto
dopo il post di Carlsen comincia a montare in tutto il mondo
una campagna diffamatoria contro Niemann.
Tra l’altro, in un bell’articolo sul suo sito Perlen vom Bodensee,
Conrad Schormann ha evidenziato che mezz’ora esatta prima
del post su Twitter di Carlsen e’ apparso sullo stesso social un
tweet (
https://archive.ph/limaz ), postato da tale @ChessRumors,
in cui viene ricordata la questione di Niemann con Chess.com.
Non dico che Magnus c’entri direttamente con questo, ci
mancherebbe, pero’ la coincidenza di tempi un pochino strana
lo e’ (ma probabilmente nel sostenere cio’ sono influenzato dal
passaggio dell’articolo di Aagaard in cui questi parla dell’ “esercito
di troll norvegesi pronto a diffamare”).
Ora spendo qualche parola sulla partita di Carlsen con Niemann.
Mentre la guardavo ho avuto due volte la sensazione che quando
il suo avversario aveva gia’ un forte vantaggio Magnus stesse
preferendo adottare linee molto rischiose anziche’ prendere la
semplice strada che gli avrebbe ancora consentito di pervenire
alla patta. Gli stessi Ramirez, Seirawan e Svidler, se ben ricordo,
erano piuttosto sorpresi dalle opportunita’ mancate dal campione
del mondo.
Mi chiedevo come mai il norvegese stesse mancando mosse che
anche un giocatore con un elo di 2.000 o giu’ di li’ avrebbe visto.
Possibile? La risposta che mi davo e’ che Magnus stesse tentando
addirittura il colpaccio, ossia invertire il risultato finale e arrivare al
punto pieno, sperando che sotto pressione Hans mettesse il piede
in fallo e sciupasse la posizione. Il tutto per tutto, insomma. Tanto
io sono Magnus e anche se dovesse andarmi male ho ormai
acquisito una reputazione talmente alta che non paghero’ un
grande pegno.
Poi ieri ho osservato che tante altre persone hanno come me
notato le mosse mancate dal numero uno del ranking mondiale
(qualcuno ne ha contate tre) e ho inoltre trovato per caso su
Twitter un commento di un utente che sul tutto per tutto di cui
sopra la pensa come me.
Tornando a monte, il ritiro di Carlsen con contestuale tweet
condito col video che lascia spazio al venticello di calunnia
non risulta allo stato attuale giustificabile.
Come ho gia’ detto in un mio precedente post, se la stessa cosa
l’avesse fatta qualsiasi altro giocatore le cose sarebbero di certo
andate in maniera ben diversa.
La direzione di gara non solo non avrebbe lanciato dei bacini al
giocatore all’improvviso ritiratosi dal supertorneo senza dare
spiegazioni, ma lo avrebbe messo a ferro e fuoco.
Sono rimasto un po’ sconcertato da una parte di un commento
postato dal Direttore Generale della FIDE, Emil Sutovsky, su
Twitter (mi pare che si tratti del primo dei suoi tweet sulla
vicenda).
Sutovsky ha scritto: “Non importa come sono andati i suoi tornei,
@MagnusCarlsen non ha mai mollato. Deve aver avuto una
ragione convincente, o almeno crede di averla. Non chiamatelo
perdente o irrispettoso. Non speculero’ sulle ragioni del suo ritiro,
ma probabilmente mi aspetterei che il TD [Tournament Director,
NdR] le desse nella trasmissione in diretta.”
Mi sarei aspettato un approccio opposto da parte di un
funzionario della federazione mondiale di scacchi! Emil nel
complesso mi piace ma qui parla da tifoso piu’ che da persona
con ruolo importante, e ufficiale, negli scacchi. Non si spiega
altrimenti come egli possa glissare com-ple-ta-men-te sulle
modalita’ del ritiro da parte di Carlsen.
Senza contare - e lo dico simpaticamente - che la critica rivolta
(giustamente) al TD della Sinquefield Cup potrebbe in certe
occasioni essere magari rivolta a lui stesso, se e’ vero che egli
ha con notevole ritardo dichiarato che gli accoppiamenti dei
turni di alcune (una o piu’ di una, al momento non ricordo)
importanti competizioni scacchistiche della FIDE sono stati
fatti (in silenzio) evitando di mettere di fronte sulla scacchiera
rappresentanti della Russia e rappresentanti dell’Ucraina :-)
Sull’atteggiamento di Nakamura evito di esprimermi. Hikaru e’
tutto preso dalla sua (remunerativa) attivita’ di streamer e okay.
Niemann, pero’, ha giustamente puntualizzato delle cose anche
su di lui oltre che su Carlsen.
Ribadisco che la palla torna ora nella meta’ campo del
norvegese. Non si puo’ tirare indietro dopo quel che ha
combinato. Sarebbe comodo, troppo comodo.
Anche Levy Rozman ha tra le altre cose piu’ volte sostenuto
nel suo video di ieri sera sul suo canale YouTube “GothamChess”
(1.610.000 follower) che c’e’ necessita’ di chiarimenti da parte
di Carlsen.
In gioco c’e’ la reputazione di una giovane persona, un ragazzo
che perdipiu’ potrebbe diventare una stella degli scacchi.
Fatemi capire: ci si preoccupa della reputazione della Paehtz
(vedasi il mio topic specifico sull’argomento), in una situazione
in cui la medesima ha del tutto torto, e non ci si preoccupa di
quella di Niemann?
Hans ha ammesso le sue ragazzate on line su Chess.com,
compiute una volta a 12 anni di eta’ e una volta a 16 anni di
eta’ in partite senza nulla in palio e contro avversari non di
primo piano, e si e’ dato altresi’ disponibile a farsi perquisire
integralmente anche senza vestiti e a giocare all’interno di
una bolla di vetro.
Il campionissimo norvegese ha mai parlato cosi’ a cuore
aperto e cosi’ candidamente di fronte a una telecamera e di
fronte al mondo? La sua “fedina penale” scacchistica
(chiamiamola cosi’) e’ immacolata sotto ogni profilo? O ci
si vuole ancorare al fatto che non deve dare spiegazioni
poiche’ non ha rivolto accuse?
Scrive Aagard: “Quello che ho visto e’ il lato cattivo di
internet e il cattivo comportamento di vari individui”. E
aggiunge: “non ho visto mosse o comportamenti estranei
alla persona di Hans, ne’ ho visto nulla che assomigli a
mosse tipo quelle di un computer […]”, “Magnus non poteva
accettare di perdere contro qualcuno che considerava ‘uno
scherzo’ e ha fornito una spiegazione diversa”.
Quest’ultima potrebbe essere la lettura giusta.
Tradotto: rimango male per l’aver perso contro uno che io
non sopporto (piu’ o meno il senso e’ questo) e siccome
non posso certo ammettere cio’, allora insceno qualcosa
che porti a sospetti di cheating.
Mi limito a dire che POTREBBE essere la lettura giusta.
Io nei miei precedenti post ho scartato l’ipotesi “a”, cioe’
quella riguardante l’eventualita’ che Magnus non abbia
digerito di avere perso, ma l’ho fatto in quanto sono partito
dal presupposto - forse sbagliato - che egli abbia uno
spirito molto sportivo quando viene sconfitto.
Ho letto che la mattina del giorno del ritiro dal torneo Magnus
e’ stato visto camminare per le strade di Saint Louis in
compagnia del suo fedele e stimato padre Henrik. Spero che
insieme i due sappiano trovare la giusta via per risolvere la
situazione. Magnus, non deludermi e non andare oltre.