Google Groups no longer supports new Usenet posts or subscriptions. Historical content remains viewable.
Dismiss

Miglior metodo per prepararsi scacchisticamente

185 views
Skip to first unread message

gianfra...@gmail.com

unread,
Aug 30, 2012, 11:54:41 AM8/30/12
to

Ciao,
mi chiamo Gianfranco, ho 27 anni, e conosco già da qualche anno le regole degli scacchi e qualche concetto teorico di base generale, (l'occupazione-controllo del centro, il rapido sviluppo dei pezzi, la sicurezza del re con l'arrocco, l'occupazione delle colonne con le torri, ecc.). Quest'anno però, nella località di vacanza dove sono stato, ho partecipato (solo come spettatore) a due tornei di scacchi a tavolino, e sono rimasto davvero molto affascinato dall'ambiente, e da tutto il contesto "agonistico" in sé. Ora vorrei prepararmi (magari per l'anno prossimo) ma non so davvero da che parte cominciare. Premesso che per varie ragioni non ho la possibilità di farmi seguire da un istruttore, dovrò agire come autodidatta. Ma qui nascono i dubbi. Parlando con varii conoscenti nell'ambito dei due tornei, molti mi hanno detto di studiare gli scacchi seguendo un metodo didattico comprensibile: cominciare prima con l'acquisire la tattica e le combinazioni, poi studiare i finali, poi la strategia e infine le aperture, e questo via via, a cicli, in maniera sempre più approfondita. Altri invece mi hanno suggerito di non "studiare" in questo modo, bensì mi hanno consigliato un metodo che a me sembra un po' strano: ripetere "semplicemente" le partite (ben commentate e analizzate) giocate dai grandi campioni del passato procedendo in senso cronologico, diciamo da Anderssen e poi via via fino ai campioni dei giorni nostri, riflettendo bene su ogni singola partita, e ripetendola sulla scacchiera più volte, e poi facendio analisi e considerazioni personali... Non avendo né la competenza né tantomeno l'esperienza per poter comprendere il vantatggio di seguire uno dei due metodi piuttosto che l'altro, vi chiedo di esprimere il vostro parere in merito. Grazie.

Ciao

Gianfranco

lord....@gmail.com

unread,
Aug 30, 2012, 12:06:40 PM8/30/12
to
Il giorno giovedì 30 agosto 2012 17:54:42 UTC+2, gianfra...@gmail.com ha scritto:
> Ciao, mi chiamo Gianfranco<cut>

ciao Gianfranco, e benvenuto!
per quanto riguarda il metodo di apprendimento, ti consiglio, se proprio devi iniziare da autodidatta, di acquistare qualche buon libro per principianti (anche se non alle primissime armi) e seguire il primo metodo. Iniziare subito con le partite dei grandi maestri è come voler leggere la Divina Commedia o i Promessi sposi avendo imparato da poco a leggere e scrivere: inutile.
Una bvolta letto qualche libro "base" e svolto una bella serie di esercizi tattici avrai qualche nozione in più per poter apprezzare le partite.
ermo restando che il consiglio è di cercare nei limiti del possibile di frequentare qualche circolo "dal vivo", anche se non con assiduità, per poter sfruttare magari anche solo occasionalmente quache giocatore più esperto che possa giocare con te e darti qualche dritta.

per curiosità: di dove sei? a che tornei hai assistito?

Lordste

Gianfranco Orsini

unread,
Aug 30, 2012, 12:52:19 PM8/30/12
to
On 30 Ago, 18:06, lord.ste...@gmail.com wrote:

> ciao Gianfranco, e benvenuto!

> Una bvolta letto qualche libro "base" e svolto una bella serie di esercizi tattici avrai qualche nozione in più per poter apprezzare le partite.

> per curiosità: di dove sei? a che tornei hai assistito?
>
> Lordste

Ciao e grazie per le indicazioni. Io sono della provincia di Rieti, e
ho assistito a due tornei nelle Marche. Qualche suggerimento per il
libro base a cui hai accennato ?
Grazie ancora

Ciao

Gianfranco

LordSte

unread,
Aug 30, 2012, 6:45:17 PM8/30/12
to
per caso i tornei nelle marche erano quelli a civitanova a fine
luglio?
cmq per il libro, ce ne sono un po' di tutti i tipi... se sei già
abbastanza "skilled" c'è "capire gli scacchi mossa dopo mossa" di
Nunn, altrimenti qualche manuali di base (prova a gogglare un po' e ne
trovi)

solos...@gmail.com

unread,
Aug 31, 2012, 7:05:14 AM8/31/12
to
> Qualche suggerimento per il libro base a cui hai accennato ?

Ciao Gianfranco qui trovi qualche suggerimento sia per le prime
letture che per gli approfondimenti successivi:

http://soloscacchi.altervista.org/?p=9875

facci sapere, ciao!

Gianfranco Orsini

unread,
Aug 31, 2012, 2:25:51 PM8/31/12
to
On 31 Ago, 00:45, LordSte <lord.ste...@gmail.com> wrote:

>
> per caso i tornei nelle marche erano quelli a civitanova a fine
> luglio?
> cmq per il libro, ... se sei già
> abbastanza "skilled" c'è "capire gli scacchi mossa dopo mossa" di
> Nunn

I tornei di Fano e Senigallia. Non saprei dire se, come dici tu, sono
già sufficientemente "skilled", ma il libro che mi hai segnalato
sembra davvero valido, almeno dalle recensioni che ho potuto leggere
in web. Sì, magari partirò proprio da quello. Comunque mi pare che,
contrariamente a quanto avevi scritto all'inizio (cioè di iniziare con
libri didattici che spieghino le varie fasi del gioco e di lasciar
perdere, almeno per il momento, le partite commentate) , quel libro di
Nunn sia in effetti proprio una raccolta di partite di grandi maestri
contemporanei poi commentate dallo stesso Nunn.... Boh ?!?! Grazie
anche all'indicazione di soloscacchi per il link di recensioni
scacchistiche.

saluti a tutti

Gianfranco

Marcoxxx

unread,
Aug 31, 2012, 2:58:09 PM8/31/12
to
gianfra...@gmail.com ha scritto:

>molti mi hanno detto di studiare gli scacchi seguendo un metodo didattico
>comprensibile: cominciare prima con l'acquisire la tattica e le
>combinazioni, poi studiare i finali, poi la strategia e infine le >aperture,
e questo via via, a cicli, in maniera sempre pi� approfondita. >Altri invece
mi hanno suggerito di non "studiare" in questo modo, bens� mi >hanno
consigliato un metodo che a me sembra un po' strano:

Perche' ti sembra strano ? A me sembra un ottimo modo. Probabilmente i due
metodi che citi andrebbero portati avanti insieme, ma dipende da tempo,
voglia, ecc.

>ripetere "semplicemente" le partite (ben commentate e analizzate) giocate
>dai grandi campioni del passato procedendo in senso cronologico, diciamo >da
Anderssen e poi via via fino ai campioni dei giorni nostri,

Quando ero NC/3N ho seguito (nolto vagamente) solo questo, sostanzialmente
perche' era quello che mi piaceva di piu' (pero' non sono andato in ordine
cronologico. Ho iniziato da Fischer e solo recentemente mi sono messo a
guardare qualcosa su giocatori "piu' datati", tipo Steinitz, Lasker,
Capablanca, Euwe, ecc.)

>Anderssen mi sembra parecchio lontano. Se provi a ripetere le sue partite
>contro un avversario "odierno" probabilmente non ci riuscirai perche' il tuo
avversario non ti permettera' di entrare nelle varianti che giocava Anderssen.

>riflettendo bene su ogni singola partita, e ripetendola sulla scacchiera >pi�
volte, e poi facendio analisi e considerazioni personali...

Io direi anche (e forse soprattutto), provare a rigiocare quelle partite
contro i tuoi avversari.

> Non avendo >n� la competenza n� tantomeno l'esperienza per poter comprendere
il
>vantatggio di seguire uno dei due metodi piuttosto che l'altro, vi chiedo >di
esprimere il vostro parere in merito. Grazie.

E' semplice: se hai tempo e voglia: usa entrambi i metodi. Altrimenti usa
quello che ti piace di piu'.

Ciao,
Marco

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Gianfranco Orsini

unread,
Sep 1, 2012, 3:08:21 AM9/1/12
to
On 31 Ago, 20:56, aritopogig...@web.de (Marcoxxx) wrote:

> E' semplice: se hai tempo e voglia: usa entrambi i metodi. Altrimenti usa
> quello che ti piace di piu'.
>
> Ciao,
> Marco
>

Ciao Marco,
beh, la voglia al limite ci sarebbe pure, e avevo già intuìto che
l'abbinamento dei due metodi sarebbe la cosa migliore. Purtroppo ciò
che mi manca (e in maniera cronica) è il fattore TEMPO!!! In tutta
sincerità, il metodo che mi piace di più, è quello che ho definito
"strano" e che poi lord.ste mi ha sconsigliato (almeno all'inizio),
ossia il ripetere sulla scacchiera partite istruttive e commentate. In
effetti mi diverte molto di più rivedere una partita dall'inizio alla
fine piuttosto che "studiare" i singoli concetti teorici nei tanti
libri didattici che analizzano le varie fasi della partita
separatamente. Però, in tal senso, non posso non considerare le sagge
parole di lord.ste :<<Iniziare subito con le partite dei grandi
maestri è come voler leggere la Divina Commedia o i Promessi sposi
avendo imparato da poco a leggere e scrivere: inutile>>. Ovviamente,
non posso che dargli ragione. Ad esempio: in una fase difficile e
delicata come quella del finale, magari posso pure ripetere sulla
scacchiera le mosse di qualche GM più o meno esperto nei finali, ma se
determinate "manovre" gìà codificate dalla teoria non mi vengono
spiegate (magari perchè il GM che commenta le da per scontate e non
considera un lettore principiante) e io non le vado a "studiare" in
qualche manuale dedicato ad INSEGNARE i finali, come potrò mai sperare
di comprenderle ? In tal senso mi sono già risposto da solo ai dubbi
che avevo esposto sopra riguardo il libro di Nunn: sì, è vero che
"capire gli scacchi..." è un libro con 30 partite commentate, ma in
realtà sembrerebbe che quella sia solo una "scusa" per spiegare in
maniera organica, dall'inizio alla fine, molto concetti teorici
basilari delle varie fasi della partita. Purtroppo, da quello che ho
potuto leggere in giro, mi pare proprio che quel validissimo libro di
Nunn sia una mosca bianca, almeno tra quelli tradotti in italiano, e
purtroppo l'inglese lo mastico così così.

saluti

Gianfranco

Digit4

unread,
Sep 2, 2012, 3:33:10 AM9/2/12
to
"Gianfranco Orsini" ha scritto nel messaggio
news:7ccab81a-c008-4a3f...@l9g2000vbj.googlegroups.com...
cut

>basilari delle varie fasi della partita. Purtroppo, da quello che ho
>potuto leggere in giro, mi pare proprio che quel validissimo libro di
>Nunn sia una mosca bianca, almeno tra quelli tradotti in italiano, e
>purtroppo l'inglese lo mastico cos� cos�.

La letteratura scacchistica � sterminata ma l'argomento da essa trattato �
cos� sfuggente tanto da far scrivere ad alcuni recensori che chi tentasse di
mettersi, con estremo rigore scientifico, a cercare di agguantarne l'essenza
creerebbe un opera letteraria... "arrogante e pretenziosa":
http://www.scacchi.biz/_ok/_com/asp/page.asp?g=pro&s=-&l=ita&id_pag={E024C8B4-10B7-4028-B52B-497CDD34D923}&c=6&k=enciclopedia
delle aperture&tr=R&p=6

Nella mia modestissima carriera di "lettore" di libri di scacchi non ho
avuto alcun mentore e quindi mi sono, come dire, inizialmente "abbuffato
alla rinfusa" capendoci men di niente e guadagnandoci un bel mal di testa.
Poi, evolvendo in altri campi, mi sono messo a cercare di evolvermi anche
nella comprensione degli scacchi iniziando a sistematizzare un tantino
argomenti e fonti per mettere in ordine e maggiormente a fuoco (e quindi a
memoria) i concetti: non si pu� dire di aver veramente memorizzato se prima
non si � veramente capito.

Ad aiutarmi molto nella formazione di un buon bagaglio culturale di concetti
fondamentali e lessico adeguato, � stato, senza dubbio "Strategia e Tattica
nel Gioco degli Scacchi" di Enrico Paoli: pur non gradendo granch� (a
livello estetico) il suo stile letterario debbo infatti ammettere che la sua
meticolosissima precisione nello scomporre ogni concetto nelle proprie
componenti primarie, portate poi ad evidenza totale tramite immagini e
schemi, e successivamente riassemblate di nuovo nell'originario concetto, mi
� stata di grande beneficio in quanto � molto adatta alla mia mentalit�.
Magari altre persone, pi� propense ad un approccio intuizionistico e
problemistico con l'argomento, invece si annoierebbero in quanto non
gradirebbero un approccio scientifico ampiamente descrittivo che non desse
alcunch� per scontato.

Ho poi letto anche altri autori classici e moderni ma quello che al momento
mi incuriosisce di pi� e John Watson del quale per� non saprei ancora
esprimere, in rapporto alla mia persona, un parere sul reale valore
didattico.

Intendiamoci: al momento non mi � ancora capitata la sensazione di aver
incontrato la perfezione didattica assoluta per la mia specifica forma
mentis. Paoli ci � andato molto vicino, Kallai molto lontano, Porreca ci ha
azzeccato abbastanza bene, Nimzowitcsh mi ha incuriosito moltissimo per
alcuni versi e reso dubbioso in altri, alcuni altri autori mi sono sembrati
dei cronachistici compilatori di sequenze di mosse piuttosto che dei veri
commentatori con qualche valore didattico (le marcature, per esempio, saran
pure commenti ridotti all'osso ma possono essere considerati con un qualche
effettivo valore didattico, oppure no?), altri autori ancora sono stati pi�
dei bravi confezionatori chicche curiose che dei veri insegnanti, ecc. ecc.
ecc..

In tutta questa storia, comunque, la bestia nera � indubbiamente la
sterminata teoria delle aperture e delle difese: azzeccarci didatticamente
in modo del tutto valido (e non a livello puramente mnemonico) in quella...
penso che sia davvero un'impresa titanica.
Al momento sto leggendo i tre volumi del Watson (nuovo manuale ragionato
delle aperture). Poi vi sapr� dire...


--
Cordiali saluti,
D4

====
NOTA IMPORTANTE: Se usi Windows Live Mail come browser USENET e vuoi
"quotare" correttamente, leggi l'articolo "Windows live mail e simbolo ">"
di risposta nei newsgroup" al link http://supermodding.blogspot.com/

0 new messages