>qualcuno sa se esiste un regolamento per i tornei a squadre?
>Ho un quesito da porre:
>se in un incontro a squadre un giocatore si alza e va dal proprio capitano o
>1a scacchiera (che si presume piu' forte di lui) e gli chiede, ad esempio:
>"ci basta una patta?" vi sembra regolare?
No.
>Secondo me non e' lecito in quanto la risposta del capitano potrebbe essere
>implicitamente un consiglio sulla propria posizione. che ne pensate?
Diciamo che per tutto il tempo della partita tu non puoi conversare
con alcuno della partita.
Naturalmente, prima dell'inizio degli incontri, tu, i tuoi compagni,
e il tuo capitano, avrete concordato degli ordini di scuderia, del
tipo "ci basta il pareggio" oppure "dobbiamo vincere a tutti i costi";
a questo punto sta a te, alzandoti e guardando la posizione sulle
altre scacchiere, farti mentalmente un po' di conti e stabilire se
vi basta o no il pareggio sulla tua scacchiera.
Il comportamento dei giocatori e' regolato dall'articolo 12 del
regolamento FIDE, e dall'articolo 2 del regolamento DTT della FSI.
Entrambi i regolamenti sul mio sito MICIO.
E', in effetti, molto difficile *non* parlare della propria partita
quando ci si alza e si incontra un amico, sia in tornei a squadre che
individuali; anche a me capita ogni tanto, anche se, quando capita,
lo faccio sempre molto distante dal mio tavolo e sempre senza chiedere
aiuti, ma solo con frasi fatte del tipo "sto bene", "sto male", ecc.
Ricordiamoci sempre che, se tu ti metti a parlare dell'ultimo film
di Jodie Foster con un amico a tre metri dalla tua scacchiera, e'
*evidente* che non stai parlando della partita, ma il tuo avversario,
altrettanto evidentemente, non lo sa; questo lo mette in una brutta
condizione psicologica, perche' lui potrebbe pensare che tu stia
parlando della partita, e lui ha, invece, tutto il diritto di giocare
tranquillo, nelle migliori condizioni possibili.
Ultimamente, arbitrando, sono stato parecchio attento a questi fatti:
all'ultimo torneo del DLF ho ricordato questo comportamento prima di
iniziare a giocare, e durante il gioco ho poi "zittito" molti
conciliaboli tra giocatori.
Ciao!
Maurizio Mascheroni
===================================================
Maurizio Mascheroni mask...@mailbox.icom.it
---------------------------------------------------
La Mecca - Chess Encyclopedia:
http://www.maskeret.com/mecca
Blip - Blitz Press Release (News from the world):
http://www.maskeret.com/blip
Chess in Italy and much more:
http://www.maskeret.com/micio
L'Italia Scacchistica, chess magazine:
http://www.maskeret.com/italiascacchistica
Franco Romagnoli, chess shop:
http://www.maskeret.com/romagnoli
===================================================
>qualcuno sa se esiste un regolamento per i tornei a squadre?
>Ho un quesito da porre:
>se in un incontro a squadre un giocatore si alza e va dal proprio capitano o
>1a scacchiera (che si presume piu' forte di lui) e gli chiede, ad esempio:
>"ci basta una patta?" vi sembra regolare?
Non è regolarissimo al 100%, ma 'si fa'.
Ma quanti reati sono sanzionabili in via puramente teorica, anche
nella vita? Probabilmente non si potrebbe proprio campare, s4e
volessimo essere irreprensibili nei confronti di *tutte* le regole che
ci governano.
>Secondo me non e' lecito in quanto la risposta del capitano potrebbe essere
>implicitamente un consiglio sulla propria posizione. che ne pensate?
>ciao.
>Max
A *rigore rigore rigore* non è lecito.
Però tutti lo fanno, anche se non lo si ammette apertamente. Maurizio
ti ha dato una risposta irreprensibile; ma lui è arbitro, che altro ti
poteva dire?
Tra le righe si capisce benissimo che, *se* la cosa è fatta con
moderazione e senza trascendere, anche un arbitro severo si limiterà a
dire 'shhhh' o sciogliere i capannelli con aria truce, e caso mai
rimproverare o diffidare, se ritiene opportuno.
Non credo sia così sciocco da sanzionare immediatamente gli avversari
se noi gli diciamo, con aria saputa, da furbi, forti della'certezza
del diritto' all'italiana: "Arbitro, stanno suggerendo all'avversario!
Vogliamo partita vinta!"
E' un po' come a scuola, dove i professori, durante il compito in
classe, ti fanno:' non copiate'. S'intende 'non copiate smaccatamente
che *potrei* anche annullarvi il compito'.
Infatti Mascheroni si è guardato bene dal dire che ha squalificato o
sanzionato immediatamente i giocatori che confabulavano, perché la
cosa stava avvenendo con moderazione, a suo giudizio.
Era fisiologica, insomma.
E' chiaro che se trovava in flagrante le riserve che andavano e
venivano in un'altra saletta, e là c'era una scacchiera dove
analizzavano le posizioni in gioco, forse era tutta un'altra
storia...
Insomma, la mia impressione di non-arbitro è che, con un pizzico di
buon senso, il comportamento di una squadra possa restare
tranquillamente nell'ambito del 'praticamente tollerato' quando si
diano indicazioni *generiche* ai compagni di squadra, tipo 'stai
bene, insisti' oppure 'la patta adesso non ci sta più bene' e roba
del genere, e questo accada in forma e modalità defilate, lontano
dalle scacchiere o comunque in condizioni da non turbare alcuno o
alcunché. Perciò non a due passi dall'avversario; non in faccia
all'arbitro; non smaccatamente; non con opinioni circostanziate, non
con analisi; ma preferibilmente, frasi generiche, brevi, allusive.
In molti di questi casi un eccesso di pignoleria, è probabilmente
fuori luogo.
Noi scacchisti a volte ce l'abbiamo, questo vizietto.
Salve atque Vale
Democrito
>qualcuno sa se esiste un regolamento per i tornei a squadre?
>Ho un quesito da porre:
>se in un incontro a squadre un giocatore si alza e va dal proprio capitano o
>1a scacchiera (che si presume piu' forte di lui) e gli chiede, ad esempio:
>"ci basta una patta?" vi sembra regolare?
>Secondo me non e' lecito in quanto la risposta del capitano potrebbe essere
>implicitamente un consiglio sulla propria posizione. che ne pensate?
>ciao.
>Max
>
>
Per quanto ne so io, pur in assenza di specifiche norme regolamentari,
e' competenza del capitano decidere sulle proposte di patta dei
giocatori di una squadra.
Cosi', per esempio, avviene alle Olimpiadi, massima competizione
mondiale a squadre.
Il giocatore DEVE LIMITARSI A CHIEDERE AL SOLO CAPITANO
- propongo patta?
o, se riceve una proposta di patta
- accetto la patta?
Tra l'altro, la disciplina di squadra impone ai giocatori di attenersi
a questo comportamento e non a decidere in proprio.
So di giocatori, alle Olimpiadi, che hanno deciso in proprio (senza
consultare il capitano) ed hanno subito l'esclusione disciplinare
dalla formazione titolare.
Ciao
Walter Ravagnati
>Caro Walter,
>ti ringrazio per la tua opinione che pure mi sembra in contrasto con quella
>di Mascheroni.
>In ogni caso è possibile che non esista un testo ufficiale per gli incontri
>a squadre?
>ciao e grazie
>Max
Non e' vero, qualcosa esiste, ma nulla di specifico; nulla che abbia
un'applicazione diretta ed incondizionata.
A mia conoscenza (che puo' essere parziale) esistono le seguenti
norme:
1) Le norme FSI sul Campionato Italiano a Squadre - norme
organizzative specifiche per la suddetta manifestazione che pero' non
contengono norme comportamentali per i capitani, salvo per quanto
riguarda la loro responsabilità nell'arbitraggio in caso di assenza di
arbitro comunque designato.
2) Le vecchie norme FSI per la precedente versione del campionato
italiano a squadre - idem per le considerazioni fatte, escludendo
quelle relative all'arbitraggio, qui assenti.
Piu' interessante e' l'esistenza, sul FIDE Handbook, delle norme
relative alle Olimpiadi di Scacchi (di fatto il Campionato Mondiale a
Squadre), ovviamente specifiche per la suddetta competizione. In
questo corposa raccolta di norme, esiste almeno una pagina abbondante
che descrive compiti, attribuzioni e limiti per il capitano (non
giocatore) delle squadre, a cui comunque si puo' fare riferimento per
avere un'idea della prassi internazionale esistente in materia.
Altre norme specifiche, molto meno dettagliate, sono contenute nel
FIDE Handbook per altre competizioni riconosciute dalla stessa FIDE,
quali i campionati continentali e giovanili a squadre.
Altre norme esistono relativamente a competizioni italiane a squadre,
non organizzate direttamente dalla FSI, quali, ad esempio, il Trofeo
Lombardia, che richiamano alcuni compiti dei capitani.
Come si vede, nella pratica molto di scritto esiste. Purtroppo nulla o
quasi nulla e' invece specificamente applicabile al campionato
italiano a squadre al di la delle norme lacunose diffuse dalla FSI.
Anche in questo caso, il difetto e' nella FSI. Non e' stata capace di
fornire un regolamento completo.
Con i migliori saluti.
Walter Ravagnati