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inutilità dello studio dei classici...

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all

unread,
Jun 9, 2011, 11:50:01 AM6/9/11
to
Apro questo thread riflettendo su una frase riportata da
yamabushitriste in un post del recente thread "Mia video intervista a
Levon Aronian".

La frase è la seguente:

"Molto interessante la tua domanda e la sua risposta sulla non
eccessiva
importanza o forse addirittura inutilita', nell'era dei pc, dello
studio
delle partite classiche e dei criteri classico/posizionali di
valutazione
della posizione... e' una di quelle cose che tutti pensano ma nessuno
ha
mai il coraggio di dire."

Ecco, questo concetto l'ho in effetti sentito dire spesso ma
sinceramente non mi convince, o forse semplicemente non lo capisco.
E' vero che i software sono fortissimi pur fregandosene abbastanza dei
criteri posizionali, ma il cervello umano non potrà mai ragionare come
i software scacchistici.
Si vuol forse dire, che i criteri posizionali in fondo non servono a
nulla e conta solo la tattica? Beh, è ovvio che un giocatore
tatticamente fortissimo è in generale un giocatore fortissimo, ma
questo non lo scopriamo oggi: storicamente i tattici sempre esistiti,
prima ancora che nascesse la cosiddetta "scuola posizionale". Alla
luce delle moderne conoscenze scacchistiche ci si è forse accorti che
comunque l'importanza dei criteri posizionali è irrisoria rispetto ai
principi tattici? mah... sinceramente faccio fatica a pensare che se
questo fosse vero, in un secolo di storia scacchistica (da Steinitz ai
PC) nessuno se ne sia accorto; faccio fatica a credere che Capablanca,
Botvinnik, Smyslov, Petrosjan... nessuno di questi si fosse reso conto
che i criteri posizionali erano tutte "seghe mentali" e che aveva
ragione il buon Anderssen.

Il fatto è che il concetto espresso nella frase che ho citato
all'inizio, da un lettore inesperto che vuol iniziare a giocare a
scacchi potrebbe essere interpretata come "smettete di studiare i
classici e cercate di imparare dai PC" (e quì si scatenerà l'ira di
Montaruli :) ). Ma sappiamo tutti benissimo che non si può imparare
tanto dai PC.

Invece io credo che nell'era dei PC (come in qualsiasi altra era) i
criteri posizionali si stiano semplicemente "evolvendo"; per esempio
si parla molto di dinamismo e di squilibri, ma in fondo non sono pure
questi criteri posizionali? e non credo nemmeno che queste cose siano
state scoperte dai PC o "grazie ai PC", penso invece che a scoprire
queste cose siano stati i grandi giocatori moderni: Karpov, Kasparov,
Anand, ecc.
E anche per quel che riguarda lo studio dei classici, mi pare che
tutto sommato non sia cambiato nulla:
- negli anni '60 probabilmente si cominciava a dare meno importanza
allo studio di classici molto vecchi, tipo Anderssen, Paulsen, ecc. a
favore dei più recenti Alekhine, Nimzowitsch, ecc.
- oggi, allo stesso modo, si comincia a dare meno importanza allo
studio di classici molto vecchi, tipo Alekhine, Nimzowitsch, ecc. a
favore di classici più recenti tipo Karpov, Kasparov, ecc.
Semplicemente col passare dei decenni, compaiono nuovi classici e mi
pare poco ragionevole che i giovani giocatori non debbano studiarseli.
A meno che non si voglia dire, che anche le partite di Karpov e
Kasparov non hanno nulla da insegnarci (e quì temo che di nuovo si
scatenerà l'ira di Montaruli :))

Voi cosa ne pensate?

Ciao
Alessandro

all

unread,
Jun 9, 2011, 11:50:18 AM6/9/11
to

yamabushitriste

unread,
Jun 9, 2011, 12:27:21 PM6/9/11
to
On Thu, 09 Jun 2011 08:50:01 -0700, all wrote:


> E anche per quel che riguarda lo studio dei classici, mi pare che tutto
> sommato non sia cambiato nulla: - negli anni '60 probabilmente si
> cominciava a dare meno importanza allo studio di classici molto vecchi,
> tipo Anderssen, Paulsen, ecc. a favore dei più recenti Alekhine,
> Nimzowitsch, ecc. - oggi, allo stesso modo, si comincia a dare meno
> importanza allo studio di classici molto vecchi, tipo Alekhine,
> Nimzowitsch, ecc. a favore di classici più recenti tipo Karpov,
> Kasparov, ecc. Semplicemente col passare dei decenni, compaiono nuovi
> classici e mi pare poco ragionevole che i giovani giocatori non debbano
> studiarseli. A meno che non si voglia dire, che anche le partite di
> Karpov e Kasparov non hanno nulla da insegnarci (e quì temo che di nuovo
> si scatenerà l'ira di Montaruli :))

beh messa cosi' non si puo' che concordare. Pero' in una recente
intervista Anish Giri dice che uno dei libri che ha avuto piu' influenza
su di lui e' stato il secondo volume dei "miei grandi predecessori" che
gli ha "insegnato i classici". Se anche per Anish Giri i classici sono
Tal Euwe Botvinnik e insomma quelli li', nonostante la giovane eta', vuol
dire che i classici sono ancora quelli...per quanto devo ammettere l'idea
che mi e' stata tramandanta di classici prevede campioni come Steiniz
Capablanca Lasker, gia' Alekhine lo farei piu' moderno, quindi uno
spostamento temporale in avanti del concetto di "classico" effettivamente
c'e' stato. Semplificando parecchio credo che Aronian volesse affermare
che oramai gli elementi dinamici nella valutazione di una posizione sono
diventati *ad alti livelli* (suppongo) quasi predominanti. Ovverossia
prendi una posizione, la analizzi classicamente (materiale, isole di
pedoni, debolezze etc.) ne dai una valutazione, metti la valutazione
"classica" in memoria e poi a quel punto o metti su un bel pc in
modalita' analisi, o se sei in partita ti metti a calcolare il calcolabile
e vedere se non le prendi. Se la valutazione classica coincide con quella
tattica bene, se la valutazione tattica non ti dice niente di piu' ti
tieni la valutazione classica, ma se la tattica ti dice che c'e' qualcosa
che non va (tipicamente non si sa rispondere a domande tipo "e se lui fa
quella sequenza di mosse io che faccio?"), eh beh, si sta male.
Tempo fa avevo letto da qualche parte che Polugaevsky s'era analizzato
una posizione della variante Bovinnik della slava per 15 giorni di
seguito. Ok senza pc, ma parliamo di un genio della scacchiera e di due
settimane di seguito, da allora sono passati decenni e della variante
Bovinnik della slava ancora si capisce pochino. E' evidente che se A
armato di solidi principi posizionali si scontra con B, che oltre a
essere un tatticone s'e' analizzato col pc quella precisa posizione anche
per una sola giornata, anche se B non ha studiato i classici A e' come il
famoso uomo con la pistola quando incontra l'uomo col fucile.
Credo che sia proprio per questo che, a mio avvisto, mi pare, molti
stiano assumendo un approccio "sistemico" alle aperture, giocano il
Colle, giocano il London, giocano la siciliana chiusa, siciliana con c3,
etc. Hai voglia tu a spiegare alla gente che per crescere bisogna giocare
le varianti principali, sara' anche vero, ma la gente lavora o studia,
non puo' mica stare li' col pc per ore a valutare l'ultima sotto-sotto-
sotto-variante della Najdorf e se non altro con quei sistemini puoi
applicare gli amati criteri classici...certo sempre con circospezione, ma
insomma con una certa fiducia.

Franco De Sio

unread,
Jun 9, 2011, 1:32:50 PM6/9/11
to
On 9 Giu, 17:50, all <domenicon...@libero.it> wrote:

> Voi cosa ne pensate?

Quando lessi la frase, pensai che era una conferma del fatto che
essere un GM top non esime dall'esprimere vaccate sugli scacchi.
;-)
Non tutti hanno la lucidità di pensiero, la profondità culturale e la
capacità espositiva, chessò, di Judit Polgar.

Scusa la sintesi, ma avete già ben esposto tu e yama.

Ciao
Franco De Sio

yamabushitriste

unread,
Jun 9, 2011, 6:06:51 PM6/9/11
to
On Thu, 9 Jun 2011 10:32:50 -0700 (PDT), Franco De Sio wrote:


> Non tutti hanno la lucidità di pensiero, la profondità culturale e la
> capacità espositiva, chessò, di Judit Polgar.

si' ma lui non dice solo "secondo me non serve studiare i classici" ma (al
minuto 8.32) che esistono molti giocatori delle giovani generazioni che
hanno successo pur non conoscendoli. Dichiara che la sua opnione e' basata
su dati sperimentali, su fatti, insomma. Certo se diceva anche chi e' che
secondo lui e' arrivato ad alti livelli senza i classici era piu' chiaro.

woland

unread,
Jun 10, 2011, 2:35:57 AM6/10/11
to
Il 09/06/2011 18.27, yamabushitriste ha scritto:

> Credo che sia proprio per questo che, a mio avvisto, mi pare, molti
> stiano assumendo un approccio "sistemico" alle aperture, giocano il
> Colle, giocano il London, giocano la siciliana chiusa, siciliana con c3,
> etc. Hai voglia tu a spiegare alla gente che per crescere bisogna giocare
> le varianti principali, sara' anche vero, ma la gente lavora o studia,
> non puo' mica stare li' col pc per ore a valutare l'ultima sotto-sotto-
> sotto-variante della Najdorf e se non altro con quei sistemini puoi
> applicare gli amati criteri classici...certo sempre con circospezione, ma
> insomma con una certa fiducia.


Questo è un luogo comune che mi ha sempre lasciato perplesso (non ce
l'ho con te che evidentemente lo riporti, ma con la fonte :)).
Voglio vedere, anche a livello magistrale, quanta gente è in grado di
punirti se non conosci al dettaglio l'ultima sotto-sotto-sotto-variante
della Najdorf (cit.). Per esperienza ti dico che se anche provi a
giocare le varianti principali è quasi sempre l'avversario a deviare
prima. E dedicando il poco tempo che abbiamo da dilettanti a studiare e
giocare le varianti principali impari molto di più anche solo per il
semplice fatto che hai molto più materiale (di teoria e di partite
giocate ad alto livello) con cui confrontarti.
M.

Radics

unread,
Jun 10, 2011, 2:43:19 AM6/10/11
to

"all" <domeni...@libero.it> ha scritto

>Voi cosa ne pensate?

Che a scacchi bisogna fare quattro conti e che Montaruli non è proprio
bravissimo ;)

radics

Carlo

unread,
Jun 10, 2011, 2:57:44 AM6/10/11
to

"Radics" <sara...@hotmail.com> ha scritto

>>Voi cosa ne pensate?
>
> Che a scacchi bisogna fare quattro conti e che Montaruli non è proprio
> bravissimo ;)

LOL, bentornato :-)

ciao
C.

Carlo

unread,
Jun 10, 2011, 3:00:17 AM6/10/11
to

"yamabushitriste" <yamabus...@yahoo.it> ha scritto

> si' ma lui non dice solo "secondo me non serve studiare i classici" ma (al
> minuto 8.32) che esistono molti giocatori delle giovani generazioni che
> hanno successo pur non conoscendoli. Dichiara che la sua opnione e' basata
> su dati sperimentali, su fatti, insomma. Certo se diceva anche chi e' che
> secondo lui e' arrivato ad alti livelli senza i classici era piu' chiaro.

mah, credo che si riferisca ai vari Wesley So & Co, che si sono formati
praticamente solo col pc e le partite online. Quella di Giri e dei
'predecessors' non la sapevo e mi pare una gran bella cosa.

ciao
C.

Roberto Montaruli

unread,
Jun 10, 2011, 3:49:24 AM6/10/11
to
On 9 Giu, 17:50, all <domenicon...@libero.it> wrote:

> A meno che non si voglia dire, che anche le partite di Karpov e
> Kasparov non hanno nulla da insegnarci (e quì temo che di nuovo si
> scatenerà l'ira di Montaruli :))
>

L'ira non serve!
Basta ragionarci sopra.

Che cosa vuoi ottenere tu dalla scacchiera?
Vuoi capire il gioco, saper apprezzare qualche bella partita giocata
da altri, essere in grado di giocare in torneo, e arrivare a
conseguire qualche risultato, ma soprattutto vuoi divertirti giocando?
In tal caso butta il computer e fidati dei suggerimenti di chi ha
giocato prima di te.

Vuoi invece arrivare a disputare un match con Anand?
Allora in tal caso potresti provare a seguire l'altra strada.
Che magari funziona, ma potrebbe anche non funzionare, sia per il
match contro Anand, sia per tutto il resto.

Andrea Vinzoni

unread,
Jun 10, 2011, 4:12:54 AM6/10/11
to
On 9 Giu, 17:50, all <domenicon...@libero.it> wrote:
> Apro questo thread riflettendo su una frase riportata da
> yamabushitriste in un post del recente thread "Mia video intervista a
> Levon Aronian".
>
> La frase è la seguente:
>
> "Molto interessante la tua domanda e la sua risposta sulla non
> eccessiva
> importanza o forse addirittura inutilita', nell'era dei pc, dello
> studio
> delle partite classiche e dei criteri classico/posizionali di
> valutazione
> della posizione... e' una di quelle cose che tutti pensano ma nessuno
> ha
> mai il coraggio di dire."
>
> Ecco, questo concetto l'ho in effetti sentito dire spesso ma
> sinceramente non mi convince, o forse semplicemente non lo capisco.

Non ho avuto ancora modo di sentire l'intervista e bisognerebbe sapere
esattamente qual'era la domanda e quale e` stata la risposta, messa
cosi` la cosa mi pare un po' troppo vaga.

Per ora dico solo questo: domani vado a giocare un open e al primo
turno mi pesca Aronian. Giochiamo un apertura old-style nella quale io
mi creo una serie di debolezze posizionali classiche.

Scenario 1: Aronian se ne frega, allestisce un bordello tattico
computer-like e mi spakka.
Scenario 2: Sfrutta le debolezze, mi priva di ogni controgioco e mi
cucina inesorabilmente a fuoco lento. Il prodotto finale sara`
difficilmente distinguibile, anche all'occhio esperto, da una partita
di Capablanca, Petrosjan o chi vuoi tu contro il pollastro di turno.

Secondo te quale scenario ha piu` probabilita` di verificarsi?

Ciao
Andrea

Luigi Caselli

unread,
Jun 10, 2011, 4:38:14 AM6/10/11
to
"woland" <ant...@yahoo.it> ha scritto
> Voglio vedere, anche a livello magistrale, quanta gente č in grado di
> punirti se non conosci al dettaglio l'ultima sotto-sotto-sotto-variante
> della Najdorf (cit.). Per esperienza ti dico che se anche provi a giocare
> le varianti principali č quasi sempre l'avversario a deviare prima.

Secondo me, se non giochi a livello di GM, la cosa piů importante non č
tanto conoscere a memoria le linee da giocare ma capire bene i temi
dell'apertura studiando partite commentate significative.
Certo poi bisognerebbe giocare aperture consone al proprio stile...

Luigi Caselli


woland

unread,
Jun 10, 2011, 4:55:21 AM6/10/11
to
Il 10/06/2011 10.38, Luigi Caselli ha scritto:
> "woland"<ant...@yahoo.it> ha scritto
>> Voglio vedere, anche a livello magistrale, quanta gente è in grado di

>> punirti se non conosci al dettaglio l'ultima sotto-sotto-sotto-variante
>> della Najdorf (cit.). Per esperienza ti dico che se anche provi a giocare
>> le varianti principali è quasi sempre l'avversario a deviare prima.
>
> Secondo me, se non giochi a livello di GM, la cosa più importante non è

> tanto conoscere a memoria le linee da giocare ma capire bene i temi
> dell'apertura studiando partite commentate significative.
> Certo poi bisognerebbe giocare aperture consone al proprio stile...
>
> Luigi Caselli
>
>
Assolutamente d'accordo con te! La leggenda che a livello di CM se non
sai la teoria fino alla 30esima mossa sei spacciato è una panzana.
M.

Mau C

unread,
Jun 10, 2011, 5:16:47 AM6/10/11
to
Il 09/06/2011 17.50, all ha scritto:
[...]
> Voi cosa ne pensate?

Post magistrale. Nonostante, alla fine, sia posto in forma
interrogativa, gli argomenti e i commenti elencati sono già esaustivi e
forniscono di per sè una risposta alla questione.

Il computer è uno "strumento" come lo è un forno a micro-onde, un
telecomando, un browser.
Ciascuno di noi può scegliere la strada da seguire in base alle proprie
inclinazioni e preferenze, ed utilizzare lo strumento che più gli
aggrada. Alla fin fine quello che conta è il risultato, e il risultato
dipende _in primis_ dal nostro cervello *analogico*.

saludos,
M.


--
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all

unread,
Jun 10, 2011, 5:16:57 AM6/10/11
to

> Per ora dico solo questo: domani vado a giocare un open e al primo
> turno mi pesca Aronian. Giochiamo un apertura old-style nella quale io
> mi creo una serie di debolezze posizionali classiche.
>
> Scenario 1: Aronian se ne frega, allestisce un bordello tattico
> computer-like e mi spakka.
> Scenario 2: Sfrutta le debolezze, mi priva di ogni controgioco e mi
> cucina inesorabilmente a fuoco lento. Il prodotto finale sara`
> difficilmente distinguibile, anche all'occhio esperto, da una partita
> di Capablanca, Petrosjan o chi vuoi tu contro il pollastro di turno.
>
> Secondo te quale scenario ha piu` probabilita` di verificarsi?

Credo che abbia più probabilità che di verifricarsi il primo scenario,
ma questo secondo me non dimostra nulla. Il fatto è che lui è Aronian,
e con la soluzione 1 di spakka anche se hai giocato l'apertura in
maniera impeccabile senza crearti alcuna debolezza.
Invece sarebbe interessante capire cosa farebbe in una soluziona
anloga, per esempio contro Carlsen. Sai, non sono mica tanto sicuro
che contro Carlsen opterebbe per la soluzione 1 ...

all

unread,
Jun 10, 2011, 5:22:23 AM6/10/11
to

>
> L'ira non serve!
> Basta ragionarci sopra.
>

[cut]

sono d'accordo; la mia era solo una battuta che mi è venuta spontanea
perchè vedo che sei sempre il primo ad intervenire (giustamente)
quando un neofita dice che si sta allenando giocando contro i PC.

Luigi Caselli

unread,
Jun 10, 2011, 5:24:14 AM6/10/11
to
>"all" <domeni...@libero.it> ha scritto

>>"Andrea Vinzoni" <andrea....@gmail.com> ha scritto>


>> Scenario 1: Aronian se ne frega, allestisce un bordello tattico
>> computer-like e mi spakka.
>> Scenario 2: Sfrutta le debolezze, mi priva di ogni controgioco e mi
>> cucina inesorabilmente a fuoco lento. Il prodotto finale sara`
>> difficilmente distinguibile, anche all'occhio esperto, da una partita
>> di Capablanca, Petrosjan o chi vuoi tu contro il pollastro di turno.
>> Secondo te quale scenario ha piu` probabilita` di verificarsi?

>Credo che abbia più probabilità che di verifricarsi il primo scenario,

Secondo me invece lo scenario 2 è quasi sicuro, il GM contro un giocatore
debole non prende rischi e vince come descritto senza affaticarsi.

Luigi Caselli


all

unread,
Jun 10, 2011, 5:32:15 AM6/10/11
to

> Che a scacchi bisogna fare quattro conti

se per "fare quattro conti" intendi valutazioni tattiche/concrete sono
senza dubbio d'accordo. Ma non mi si venga a dire che questo principio
lo hanno scoperto recentemente, anzi: forse è il primo principio che
gli scacchisti hanno capito quando si iniziò a giocare a scacchi
diversi secoli fa.
Secondo te Steinitz o Botvinnik non facevano quattro conti quando era
il momento di farli? magari in quello non erano bravi quanto Chigorin
o Tal, ma lì è anche una questione di stile

all

unread,
Jun 10, 2011, 5:46:03 AM6/10/11
to

>
> mah, credo che si riferisca ai vari Wesley So & Co, che si sono formati
> praticamente solo col pc e le partite online.

Sinceramente che si possa arrivare a quei livelli solo "giocando" col
PC faccio fatica a crederlo.
A meno che non si intenda dire che sono arrivati a quei livelli solo
"usando" il PC, e questo è già tutta un'altra cosa: teoricamente uno
può anche studiarsi "il mio sistema" sul PC.
Io posso anche crederci che ragazzini come Wesley So, si allenano
usando solo il PC; bisogna però vedere cosa ci fanno col PC. Se col PC
loro:
- giocano online con altri giocatori
- analizzano le partite insieme ad altri giocatori
- cercano su internet le ultime novità sulle aperture giocate dai
Super GM
- si fanno seguire online da qualche trainer che vive dall'altra parte
del mondo
- analizzano varianti tattiche complicate usando i moderni engine

allora Ok.
Ma stanno più o meno facendo qual che magari faceva Spasskj negli anni
'50, solo che lo fanno usando uno strumento più moderno, veloce,
comodo, ecc.

Carlo

unread,
Jun 10, 2011, 5:51:58 AM6/10/11
to

"woland" <ant...@yahoo.it> ha scritto

>> Secondo me, se non giochi a livello di GM, la cosa più importante non è
>> tanto conoscere a memoria le linee da giocare ma capire bene i temi
>> dell'apertura studiando partite commentate significative.
>> Certo poi bisognerebbe giocare aperture consone al proprio stile...

> Assolutamente d'accordo con te! La leggenda che a livello di CM se non sai

> la teoria fino alla 30esima mossa sei spacciato è una panzana.

concordo anch'io, e anzi credo che neanche il GM si preoccupi di conoscere
la teoria fino alla 30. Ovvio che c'è lo studio delle novità teoriche -e.g.
immagino che la novità di Anand contro Shirov nella Caro-Kann sia già stata
spulciata per benino- riguardanti il proprio repeprtorio e non solo quello,
ma credo che spesso e volentieri il GM si affidi al famoso "riconoscimento
dei pattern" oltre che alla comprensione della posizione a livello, appunto,
di GM :-)

ciao
C.

all

unread,
Jun 10, 2011, 6:16:20 AM6/10/11
to
[cut]

> Semplificando parecchio credo che Aronian volesse affermare
> che oramai gli elementi dinamici nella valutazione di una posizione sono
> diventati *ad alti livelli* (suppongo) quasi predominanti.

Si, questo lo credo anch'io. Però io ho sempre considerato gli
elementi dinamici (magari sbagliando) come elementi di strategia, e
quindi questo dare sempre più importanza agli elementi dinamici la
vedo come una evoluzione della strategia, un'evoluzione del modo di
fare valutazioni posizionali.

> Ovverossia
> prendi una posizione, la analizzi classicamente (materiale, isole di
> pedoni, debolezze etc.) ne dai una valutazione, metti la valutazione
> "classica" in memoria e poi a quel punto o metti su un bel pc in
> modalita' analisi, o se sei in partita ti metti a calcolare il calcolabile
> e vedere se non le prendi. Se la valutazione classica coincide con quella
> tattica bene, se la valutazione tattica non ti dice niente di piu' ti
> tieni la valutazione classica, ma se la tattica ti dice che c'e' qualcosa
> che non va (tipicamente non si sa rispondere a domande tipo "e se lui fa
> quella sequenza di mosse io che faccio?"), eh beh, si sta male.

Certo. Però credo che queste considerazioni gli scacchisti le abbiano
sempre fatte, non le hanno inventate recentemente grazie ai PC.
Immagina questo:
Steinitz in una partita di torneo; lui analizza classicamente una
posizione e da una valutazione supponiamo positiva, poi si mette a
calcolare il calcolabile e vede che la tattica gli dice che c'è
qualcosa che non va. Secondo te che fa? se ne frega della tattica e si
fida della valutazione classica... ma quando mai!

Carlo

unread,
Jun 10, 2011, 6:18:47 AM6/10/11
to

"all" <domeni...@libero.it> ha scritto

>> mah, credo che si riferisca ai vari Wesley So & Co, che si sono formati
>> praticamente solo col pc e le partite online.

>Sinceramente che si possa arrivare a quei livelli solo "giocando" col
>PC faccio fatica a crederlo.
>A meno che non si intenda dire che sono arrivati a quei livelli solo
>"usando" il PC, e questo è già tutta un'altra cosa: teoricamente uno
>può anche studiarsi "il mio sistema" sul PC.

Guarda, ora non ricordo se fosse proprio So, però ricordo bene che uno di
questi giovani fortissimi disse che lui era arrivato a quel livello lì
proprio 'giocando' (e penso intendesse una roba tipo "partita seria" di
Fritz) contro il pc, a causa dell'impossibilità di fare altrimenti.
È chiaro che per arrivare ai livelli di un So o di un Giri devi avere
intanto un bel talento, e anche usare il pc in modo efficace: tanto per
dire, "partita seria" appunto, e non la lampo di 2 min contro 'Spingilegno'.

Ma il punto è che, in questo modo, alla decima partita che perdi per un
attacco di scoperta, un'inchiodatura o un attacco doppio hai appreso quanto
e forse più di quello che puoi apprendere guardandoti le partite di Morphy;
e al decimo matto preso perchè una Torre ha prima occupato la colonna 'b'
semiaperta e poi mangiato il pedone b7, e infine entrambe le Torri sono
entrate in settima, hai appreso abbastanza su strutture pedonali ed elementi
strategici anche se non hai letto Pachman e Petrosjan.
Come dici tu, alla fine è assimilabile allo studio 'normale', ma IMO non più
di tanto: è molto più un "learning by doing" che un 'imparo-
la-teoria-poi-provo-ad-applicarla'.
Immagino fosse questo il concetto che volesse esprimere Aronian, e duole
dirlo -almeno duole a me, non toccatemi i libri e la scacchiera in legno!-,
ma è così.
Volendo quantificare a spanne (moooolto a spanne), direi che un ragazzino
giovane, con un minimo di talento e un bel po' di dedizione, possa anche
arrivare a candidato. Per andare oltre, chiaro che poi le cose devono
cambiare.

ciao
C.

yamabushitriste

unread,
Jun 10, 2011, 6:26:33 AM6/10/11
to
On Fri, 10 Jun 2011 10:38:14 +0200, Luigi Caselli wrote:

> "woland" <ant...@yahoo.it> ha scritto
>> Voglio vedere, anche a livello magistrale, quanta gente è in grado di


>> punirti se non conosci al dettaglio l'ultima sotto-sotto-sotto-variante
>> della Najdorf (cit.). Per esperienza ti dico che se anche provi a

>> giocare le varianti principali è quasi sempre l'avversario a deviare
>> prima.
>
> Secondo me, se non giochi a livello di GM, la cosa più importante non è


> tanto conoscere a memoria le linee da giocare ma capire bene i temi
> dell'apertura studiando partite commentate significative.

e' vero, ma questo non vuol dire inequivocabilmente "conoscere i
classici". Se voglio capire come si gioca la Najdorf mi devo guardare
tutta la storia della Najdorf dagli anni 50' o ci sara' forse qualcuno
delle nuove generazioni che e' partito direttamente da Kasparov e Gelfand?
Eppure vi sono delle partite classiche di Spassky, Tal, Polugaevsky con
quell'apertura che sono delle meraviglie.
In generale sospetto che anche per gli scacchi, come in altre discipline
e scienze, si cominci a dubitare del fatto che per capire qualcosa
abbastanza da poterla usare con padronanza, sia necessario conoscere
l'evoluzione del pensiero che ha portato alle attuali conoscenze
concernenti quel qualcosa.

> Certo poi
> bisognerebbe giocare aperture consone al proprio stile...

come ha scritto da qualche parte Kramnik (piu' o meno):
"la difesa berlinese non e' una difesa che si mette davanti al pc e clik
clik clik...".

Bruno Rizzuti

unread,
Jun 10, 2011, 6:34:36 AM6/10/11
to
Luigi Caselli ha scritto:

> >> Scenario 1: Aronian se ne frega, allestisce un bordello tattico
> >> computer-like e mi spakka.
> >> Scenario 2: Sfrutta le debolezze, mi priva di ogni controgioco e mi
> >> cucina inesorabilmente a fuoco lento. Il prodotto finale sara`
> >> difficilmente distinguibile, anche all'occhio esperto, da una partita
> >> di Capablanca, Petrosjan o chi vuoi tu contro il pollastro di turno.
> >> Secondo te quale scenario ha piu` probabilita` di verificarsi?

> >Credo che abbia più probabilità che di verifricarsi il primo scenario,

> Secondo me invece lo scenario 2 è quasi sicuro, il GM contro un giocatore
> debole non prende rischi e vince come descritto senza affaticarsi.


Voto anche io con decisione per lo scenario 2. Ricordo una partita di
Shirov che mi ha impressionato: in una situazione ricca di possibilita'
tattiche, aveva invece preferito liquidare il tutto per fissare le
debolezze strategiche dell'avversario, e stritolarlo di pura tecnica. Se
l'ha fatto Shirov, a maggior ragione l'avrebbe fatto qualsiasi GM meno
amante della tattica. Ossia, qualsiasi GM, tout court.

Ciao, Bruno.


--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


yamabushitriste

unread,
Jun 10, 2011, 6:42:13 AM6/10/11
to
On Fri, 10 Jun 2011 03:16:20 -0700, all wrote:


> Certo. Però credo che queste considerazioni gli scacchisti le abbiano
> sempre fatte, non le hanno inventate recentemente grazie ai PC. Immagina
> questo:
> Steinitz in una partita di torneo; lui analizza classicamente una
> posizione e da una valutazione supponiamo positiva, poi si mette a
> calcolare il calcolabile e vede che la tattica gli dice che c'è qualcosa
> che non va. Secondo te che fa? se ne frega della tattica e si fida della
> valutazione classica... ma quando mai!

non ho qui il testo, ma mi pare che Kasparov nel suo primo libro (o forse
piu' probabilmente nell'introduzione del secondo) della rinomata serie
sui predecessori critichi Steinitz proprio su questo punto:nel match
contro Chigorin avrebbe potuto fare molto meglio ma pur di non rinunciare
a certi suoi principi e' andato spesso a stare in posizioni difficili che
poi spesso grazie alla sua grande tecnica e senso tattico, ha salvato.

Ci sono poi molti autori e campioni (uno per tutti Korchnoi) che sono ben
felici di prendersi il B. della variante di Mar de Plata (che per
l'appunto qualcuno chiama " variante classica") della difesa est-indiana,
a loro dire la posizionalmente piu' corretta se non addirittura
strategicamente vincente. Altrettanti che sono pure loro convinti della
validita' pozionale di tale sistema... ma non lo giocano per non prender
matto in scacchiera.

yamabushitriste

unread,
Jun 10, 2011, 6:56:24 AM6/10/11
to
On Fri, 10 Jun 2011 01:12:54 -0700, Andrea Vinzoni wrote:


> Per ora dico solo questo: domani vado a giocare un open e al primo turno
> mi pesca Aronian. Giochiamo un apertura old-style nella quale io mi creo
> una serie di debolezze posizionali classiche.
>
> Scenario 1: Aronian se ne frega, allestisce un bordello tattico
> computer-like e mi spakka.
> Scenario 2: Sfrutta le debolezze, mi priva di ogni controgioco e mi
> cucina inesorabilmente a fuoco lento. Il prodotto finale sara`
> difficilmente distinguibile, anche all'occhio esperto, da una partita di
> Capablanca, Petrosjan o chi vuoi tu contro il pollastro di turno.
>
> Secondo te quale scenario ha piu` probabilita` di verificarsi?


come direbbe "Quelo" secondo me "la domanda e' mal posta". E' vero che
"tra un vantaggio piccolo ma sicuro e uno grande ma in poszione complicata
e' meglio scegliere il primo" e' un principio molto "classico", ma e'
anche di buon senso, ci si puo' arrivare da soli dopo n legnate senza
aver letto Capablanca. Un uovo oggi e' meglio di una gallina domani.

E d'altra parte e' anche vero che il G.M. se gioca senza minimamente
complicare abbassa di molto le possibilita' di battere il giocatore piu'
debole, e la controprova e' il classico slavo da torneo che pur di
battere il pollo_ma_solido dopo un po' sceglie la mossa posizionalmente
piu' debole ma che complica/provoca e che, per citare un concetto caro a
LordSte, "statisticamente" porta il punto.

yamabushitriste

unread,
Jun 10, 2011, 7:17:20 AM6/10/11
to
On Fri, 10 Jun 2011 12:18:47 +0200, Carlo wrote:

,
> ma IMO non più di tanto: è molto più un "learning by doing" che un
> 'imparo- la-teoria-poi-provo-ad-applicarla'.
> Immagino fosse questo il concetto che volesse esprimere Aronian, e duole
> dirlo -almeno duole a me, non toccatemi i libri e la scacchiera in
> legno!-, ma è così.
> Volendo quantificare a spanne (moooolto a spanne), direi che un
> ragazzino giovane, con un minimo di talento e un bel po' di dedizione,
> possa anche arrivare a candidato. Per andare oltre, chiaro che poi le
> cose devono cambiare.

la Kasparov_Shirov del 94 che si puo' trovare qui:

http://timkr.home.xs4all.nl/chess/mfm1120.htm

e che credo ormai tutti conoscano, viola una bella pacca di principi
classici (classici dei primi del 20esimo secolo intendo):

1) il B. muove lo stesso pezzo in apertura;
2) il B. non sviluppa le torri su colonne centrali anzi fa una manovra
Ta4->b4 da ubriaco davanti a un scacchiera;
3) il B si decide ad arroccare alla 25esima mossa;
4) il B. sacrifica la qualita' pur essendo indietro di sviluppo.
etc.

Ho la sensazione che a differenza di molti che come me quando hanno visto
la partita sono caduti dalla sedia (magari quasi imprecando con le
ingiustizie di questo mondo), uno come So si sia divertito. Sempre che
l'abbia vista, che potrebbe non essere dato che tale partita e' gia' un
classico.

Radics

unread,
Jun 10, 2011, 7:19:27 AM6/10/11
to

"Carlo" <c...@r.lo> ha scritto nel messaggio
news:issf95$upj$1...@speranza.aioe.org...

Grazie ma non ero mai andato via ;-)

radics

Carlo

unread,
Jun 10, 2011, 7:38:36 AM6/10/11
to

"Radics" <sara...@hotmail.com> ha scritto

>> LOL, bentornato :-)
>
> Grazie ma non ero mai andato via ;-)

boh, non ti si leggeva da un pezzo... eppure non ti avevo plonkato :-)

ciao
C.

Mau C

unread,
Jun 10, 2011, 8:21:28 AM6/10/11
to
Il 10/06/2011 13.17, yamabushitriste ha scritto:
[...]

> Ho la sensazione che a differenza di molti che come me quando hanno visto
> la partita sono caduti dalla sedia (magari quasi imprecando con le
> ingiustizie di questo mondo), uno come So si sia divertito. Sempre che
> l'abbia vista, che potrebbe non essere dato che tale partita e' gia' un
> classico.

Magari ride perché il suo opto-core-hyper-threading con rybka-fritz con
cui gioca a Crisis II e chatta su feibuc demolisce il 75% delle varianti
giocate ma poi davanti alla scacchiera solo con la sua propria testa se
le può solo sognare svegliandosi al mattino presto in un bagno di sudore...

Punto

unread,
Jun 10, 2011, 9:34:20 AM6/10/11
to
"Luigi Caselli" <luigicasellia...@iol.it> ha scritto nel messaggio
news:95e62e...@mid.individual.net...

> Secondo me invece lo scenario 2 è quasi sicuro, il GM contro un giocatore
> debole non prende rischi e vince come descritto senza affaticarsi.

Quoto in toto.


Andrea Vinzoni

unread,
Jun 10, 2011, 10:47:29 AM6/10/11
to
On 10 Giu, 12:56, yamabushitriste <yamabushitri...@yahoo.it> wrote:
> On Fri, 10 Jun 2011 01:12:54 -0700, Andrea Vinzoni wrote:
> > Per ora dico solo questo: domani vado a giocare un open e al primo turno
> > mi pesca Aronian. Giochiamo un apertura old-style nella quale io mi creo
> > una serie di debolezze posizionali classiche.
>
> > Scenario 1: Aronian se ne frega, allestisce un bordello tattico
> > computer-like e mi spakka.
> > Scenario 2: Sfrutta le debolezze, mi priva di ogni controgioco e mi
> > cucina inesorabilmente a fuoco lento. Il prodotto finale sara`
> > difficilmente distinguibile, anche all'occhio esperto, da una partita di
> > Capablanca, Petrosjan o chi vuoi tu contro il pollastro di turno.
>
> > Secondo te quale scenario ha piu` probabilita` di verificarsi?
>
> come direbbe "Quelo" secondo me "la domanda e' mal posta". E' vero che
> "tra un vantaggio piccolo ma sicuro e uno grande ma in poszione complicata
> e' meglio scegliere il primo" e' un principio molto "classico", ma e'
> anche di buon senso, ci si puo' arrivare da soli dopo n legnate senza
> aver letto Capablanca.
>

Ma le legnate chi te le da? Uno che magari ha letto Capablanca dal
quale tu assorbi indirettamente la tecnica, basata pur sempre sui
vituperati "criteri classico/posizionali di valutazione".

Vorrei chiarire che non penso che Aronian abbia detto una cavolata, ma
quello che dicono questi nelle interviste, articoli e libri va
interpretato e contestualizzato, altrimenti si rischia di capire, cito
all, "smettete di studiare i classici e cercate di imparare dai PC"'.
Non penso sia questo che intendesse Aronian, volevo solo puntualizzare
questo.

Andrea

Luigi Caselli

unread,
Jun 10, 2011, 10:51:27 AM6/10/11
to
"yamabushitriste" <yamabus...@yahoo.it> ha scritto

> On Fri, 10 Jun 2011 10:38:14 +0200, Luigi Caselli wrote:

>> Secondo me, se non giochi a livello di GM, la cosa più importante non è
>> tanto conoscere a memoria le linee da giocare ma capire bene i temi
>> dell'apertura studiando partite commentate significative.
>
> e' vero, ma questo non vuol dire inequivocabilmente "conoscere i
> classici".

Hai ragione e infatti mi sono accorto che per la mia modesta preparazione ho
studiato partite recenti o non molto vecchie, diciamo dagli anni 80 in poi.
Sui classici sono terribilmente ignorante, a parte Alechin di cui ho
studiato le migliori partite per migliorare la tattica e perchè giocava in
modo per me incredibile per la profondità e la bellezza delle combinazioni.

Luigi Caselli

Silversurfer is back

unread,
Jun 10, 2011, 5:42:38 PM6/10/11
to
Radics ha scritto:

> "all" <domeni...@libero.it> ha scritto

> >Voi cosa ne pensate?

> Che a scacchi bisogna fare quattro conti e che Montaruli non è proprio
> bravissimo ;)

> radics

Penso che qui si cada nei sofisimi e allo stesso tempo ci si facciano
troppe paranoie e che già un buon mix di...gioco, studio/analisi delle
proprie partite, consigli di chi è piu' forte, uso del computer e studio
di classici recenti e non porti dei risultati.

Il problema è che il 90% dei giocatori non lo fa perchè non ha voglia di
sacrificarsi e quel 10% che lo fa non sempre lo fa nel modo giusto.

Silversurfer

Silversurfer is back

unread,
Jun 10, 2011, 5:56:56 PM6/10/11
to
Silversurfer is back ha scritto:

> Radics ha scritto:

> > "all" <domeni...@libero.it> ha scritto

> > >Voi cosa ne pensate?

> > Che a scacchi bisogna fare quattro conti e che Montaruli non è proprio
> > bravissimo ;)

> > radics

> Penso che qui si cada nei sofisimi e allo stesso tempo ci si facciano
> troppe paranoie e che già un buon mix di...gioco, studio/analisi delle
> proprie partite, consigli di chi è piu' forte, uso del computer e studio
> di classici recenti e non porti dei risultati.

> Il problema è che il 90% dei giocatori non lo fa perchè non ha voglia di
> sacrificarsi e quel 10% che lo fa non sempre lo fa nel modo giusto.

> Silversurfer

Intendevo (ovviamente) il 90% dei giocatori di livello non titolato perchè
è chiaro che chi è arrivato a titoli come MF, IM , GM ha dimostrato sul
campo di aver acquisito e messo in pratica un metodo di studio che
funziona.

Janis

unread,
Jun 14, 2011, 7:10:54 AM6/14/11
to
On Jun 9, 5:50 pm, all <domenicon...@libero.it> wrote:
> Apro questo thread riflettendo su una frase riportata da
> yamabushitriste in un post del recente thread "Mia video intervista a
> Levon Aronian".
>
> La frase è la seguente:
>
> "Molto interessante la tua domanda e la sua risposta sulla non
> eccessiva
> importanza o forse addirittura inutilita', nell'era dei pc, dello
> studio
> delle partite classiche e dei criteri classico/posizionali di
> valutazione
> della posizione... e' una di quelle cose che tutti pensano ma nessuno
> ha
> mai il coraggio di dire."

Il quesito è molto interessante, ma in questa sede volevo solo
precisare che la risposta di Aronian è molto più complessa di come è
stata riassunta qui, e, come spesso accade, portata fuori contesto
viene un po' alterata.
Lui i classici li ha studiati eccome, così come le partite di altri
giocatori "storici" più recenti (ma dice che non gli piace Fischer,
pur riconoscendo che è un genio...notare la mia compostezza...resto
muta...ahahah) e durante l'intervista ne parla eccome.
Si rende conto, tuttavia, di come l'uso dei motori scacchistici abbia
cambiato l'approccio al gioco in maniera piuttosto pesante
(soprattutto ai suoi livelli, naturalmente, ma non solo) e di come,
mentre le sue valutazioni continuano ad essere per concetti culturali
per così dire, spesso si rende conto che questo rappresenta una
limitazione e comunque non sempre la via più efficace durante la
partita.

D'altra parte, se leggete la mia intervista a Nakamura uscita su T&C
(forse ottobre 2010) e su altre riviste, vedrete che lui ha imparato a
giocare ed è diventato forte senza leggere un singolo libro di scacchi
e, praticamente, giocando su internet e utilizzando il computer
(database, motori, tablebase...tutte le risorse possibili). Lui non
usa questa parola, ma a me ha proprio dato l'idea dell'approccio
tipico del videogioco.
Io non sono un'amante dei videogiochi, ma qualcuno l'ho provato e ho
visto che, anche a volerci stare qualche mese a giocare due ore al
giorno, si raggiunge un certo livello, mettiamo 100.000 punti e
capisci che più o meno sei al limite, e anche a smettere di giocare
casualmente, ma cercando una certa scientificità, si arriva al massimo
al doppio, o forse il triplo dei punti...Poi scopri che il record è
di... 10milioni di punti... una roba spaventosa che non ti rendi
nemmeno conto di come si faccia a raggiungere. Cosa fanno questi super
esperti? Non ne ho la più vaga idea! Però qualcosa fanno ed è forse il
modo di procedere di Nakamura.
Naturalmente questo fa inorridire me, come tanta altra gente, ma, come
mi ha ammonito Luke McShane (intervista pubblicata da T&C credo a
marzo o aprile 2011): se qualcuno che non stimi vince e ha successo
(Naka è arrivato ai primi dieci al mondo e sta scalando...), il
problema è tuo, sei tu che devi capire meglio come ha fatto, non lui
che sbaglia :)

Naturalmente tra non studiare i classici e non studiare i principi
base delle varie aperture, i temi tattici principali, le strutture, i
temi ecc ecc ce ne passa.
Non è che prendi un ragazzino, lo piazzi davanti al computer e gli
dici, guarda sta lucettina, se ti dà rosso stai a cappellà de brutto,
se ti dà giallo stai a fa na mezza cretinata se è verde sei a posto. E
guarda 'sto numerello se sei bianco e il numero aumenta stai 'na
favola e stai a gioca' da dio, se diminuisce sei 'na schiappa, se sei
nero è ar contrario.
Ecco, questo Aronian proprio non l'ha detto :D

ciao, Janis

yamabushitriste

unread,
Jun 14, 2011, 8:07:00 AM6/14/11
to
On Tue, 14 Jun 2011 04:10:54 -0700, Janis wrote:


> Naturalmente questo fa inorridire me, come tanta altra gente, ma, come
> mi ha ammonito Luke McShane (intervista pubblicata da T&C credo a marzo
> o aprile 2011): se qualcuno che non stimi vince e ha successo (Naka è
> arrivato ai primi dieci al mondo e sta scalando...), il problema è tuo,
> sei tu che devi capire meglio come ha fatto, non lui che sbaglia :)

per fortuna attualmente lo sfidante al titolo (per non parlare del
campione) e' il buon vecchio Gelfand che quanto a cultura scacchistica in
senso classico non ha nulla da invidiare a nessuno.
Il giorno che Nakamura diventa n. 1 al mondo e "Maître à penser" degli
scacchi mi do' al go.


> Naturalmente tra non studiare i classici e non studiare i principi base
> delle varie aperture, i temi tattici principali, le strutture, i temi
> ecc ecc ce ne passa.

anche perche' se non conosce almeno il significato di locuzioni come
"catena pedonale" "pedoni doppiati" "pedone isolato" e cio' che
comportano, non si sa come potrebbe comunicare di scacchi con chichessia!

:-)

Janis

unread,
Jun 14, 2011, 8:15:16 AM6/14/11
to
On Jun 14, 2:07 pm, yamabushitriste <yamabushitri...@yahoo.it> wrote:
> On Tue, 14 Jun 2011 04:10:54 -0700, Janis wrote:
> > Naturalmente questo fa inorridire me, come tanta altra gente, ma, come
> > mi ha ammonito Luke McShane (intervista pubblicata da T&C credo a marzo
> > o aprile 2011): se qualcuno che non stimi vince e ha successo (Naka è
> > arrivato ai primi dieci al mondo e sta scalando...), il problema è tuo,
> > sei tu che devi capire meglio come ha fatto, non lui che sbaglia :)
>
> per fortuna attualmente lo sfidante al titolo (per non parlare del
> campione) e' il buon vecchio Gelfand che quanto a cultura scacchistica in
> senso classico non ha nulla da invidiare a nessuno.
> Il giorno che Nakamura diventa n. 1 al mondo e "Maître à penser" degli
> scacchi mi do' al go.

Questo l'avevo detto pensando al numero 50, poi 30, poi 10...ora sta
al 5, dai...tocca arrendersi.

> > Naturalmente tra non studiare i classici e non studiare i principi base
> > delle varie aperture, i temi tattici principali, le strutture, i temi
> > ecc ecc ce ne passa.
> anche perche' se non conosce almeno il significato di locuzioni come
> "catena pedonale" "pedoni doppiati" "pedone isolato" e cio' che
> comportano, non si sa come potrebbe comunicare di scacchi con chichessia!

E tuta questa roba si può benissimo separare dallo studio dei classici
e studiare come fossero regolette di chimica, biologia o
videogiocologia :)

Guarda che non piace nemmeno a me, ma illudersi non serve a molto.

ciao, Janis

all

unread,
Jun 14, 2011, 9:15:39 AM6/14/11
to

[cut]

>
> Il quesito è molto interessante, ma in questa sede volevo solo
> precisare che la risposta di Aronian è molto più complessa di come è
> stata riassunta qui, e, come spesso accade, portata fuori contesto
> viene un po' alterata.
> Lui i classici li ha studiati eccome,

A dir la verità non mi ero soffermato tanto a riflettere se Aronian
avesse inteso esattamente quello (tra l'altro non ho ascoltato
l'intervista), semplicemente quel che avevo letto in quel post mi
aveva fatto riflettere su un paio di questioni di cui ultimamente
sento parlare abbastanza spesso:
1) si può veramente imparare solo giocando al PC (vedi Nakamura)?
2) volendo studiare qualcosa, i classici sono utili o inutili?

[cut]

>
> D'altra parte, se leggete la mia intervista a Nakamura uscita su T&C
> (forse ottobre 2010) e su altre riviste, vedrete che lui ha imparato a
> giocare ed è diventato forte senza leggere un singolo libro di scacchi
> e, praticamente, giocando su internet e utilizzando il computer
> (database, motori, tablebase...tutte le risorse possibili). Lui non
> usa questa parola, ma a me ha proprio dato l'idea dell'approccio
> tipico del videogioco.
> Io non sono un'amante dei videogiochi, ma qualcuno l'ho provato e ho
> visto che, anche a volerci stare qualche mese a giocare due ore al
> giorno, si raggiunge un certo livello, mettiamo 100.000 punti e
> capisci che più o meno sei al limite, e anche a smettere di giocare
> casualmente, ma cercando una certa scientificità, si arriva al massimo
> al doppio, o forse il triplo dei punti...Poi scopri che il record è
> di... 10milioni di punti... una roba spaventosa che non ti rendi
> nemmeno conto di come si faccia a raggiungere. Cosa fanno questi super
> esperti? Non ne ho la più vaga idea! Però qualcosa fanno ed è forse il
> modo di procedere di Nakamura.

quell'intervista invece l'ho letta, e faccio un pò fatica a credere
che Nakamura sia diventato quello che è approcciando gli scacchi come
a un videogioco. Come ho detto in qualche post di questo thread può
essere che uno usi il PC come unico strumento, ma sul PC si possono
fare tante altre cose, anche leggere partite commentate, analizzare
insieme ad altri, ecc. Diciamo che oggi puoi fare con il PC tutto ciò
che puoi fare con i libri e anche di più. Ma fregarsene di qualsiasi
tipo di studio e giocare solo...mah faccio un pò fatica a crederlo.
Magari quel che dice è vero, però Nakamura mi pare che a volte abbia
un pò atteggiamenti da spaccone; tra l'altro questa sua affermazione
mi ricorda un po quel che diceva Capablanca che non aveva mai studiato
gli scacchi escluso un libro sui finali da ragazzino, e anche
Capablanca ... era un pochino "spaccone".

[cut]

>
> Naturalmente tra non studiare i classici e non studiare i principi
> base delle varie aperture, i temi tattici principali, le strutture, i
> temi ecc ecc ce ne passa.
> Non è che prendi un ragazzino, lo piazzi davanti al computer e gli
> dici, guarda sta lucettina, se ti dà rosso stai a cappellà de brutto,
> se ti dà giallo stai a fa na mezza cretinata se è verde sei a posto. E
> guarda 'sto numerello se sei bianco e il numero aumenta stai 'na
> favola e stai a gioca' da dio, se diminuisce sei 'na schiappa, se sei
> nero è ar contrario.
> Ecco, questo Aronian proprio non l'ha detto :D
>

però lo dice Nakamura :)

Secondo me c'è anche un'altra considerazione da fare.
Supponiamo pure che Naka e qualche altro genio siano arrivati a quel
livello senza studiare, solo giocando; il fatto che ci siano arrivati
loro non significa che quello sia il metodo migliore. In fondo per
ogni Nakamura che troviamo ai vertici delle classifiche ci sono
comunque un numero maggiore di giovani formati in maniera più
tradizionale che pure sono bravini (Carlsen, Karjakin, Radjabov,
ecc.). Ho la sensazione che se prendiamo i migliori 100 talenti al
mondo che hanno meno di 10 anni, 50 di questi li formiamo alla maniera
di Nakamura e gli altri 50 invece li facciamo "anche" studiare e
seguire da un GM, quando tutti avranno 20 anni il livello medio del
secondo gruppo sarà più altro di quello del primo gruppo.

yamabushitriste

unread,
Jun 14, 2011, 9:26:56 AM6/14/11
to
On Tue, 14 Jun 2011 05:15:16 -0700, Janis wrote:


>> per fortuna attualmente lo sfidante al titolo (per non parlare del
>> campione) e' il buon vecchio Gelfand che quanto a cultura scacchistica
>> in senso classico non ha nulla da invidiare a nessuno. Il giorno che
>> Nakamura diventa n. 1 al mondo e "Maître à penser" degli scacchi mi do'
>> al go.
>
> Questo l'avevo detto pensando al numero 50, poi 30, poi 10...ora sta al
> 5, dai...tocca arrendersi.

nel 2005 tra i primi 10 c'era Etienne Bacrot che occupava piu' meno
l'attuale posizione di Nakamura. Onestamente non so se Bacrot abbia
studiato i classici o meno, di sicuro non si direbbe da come commenta le
proprie partite...


>> anche perche' se non conosce almeno il significato di locuzioni come
>> "catena pedonale" "pedoni doppiati" "pedone isolato" e cio' che
>> comportano, non si sa come potrebbe comunicare di scacchi con
>> chichessia!
>
> E tuta questa roba si può benissimo separare dallo studio dei classici e
> studiare come fossero regolette di chimica, biologia o videogiocologia
> :)

dicevo esattamente questo, ovvero che se oltre ai classici non studi
neanche questa roba (probilmente si puo' costruire un buon giocatore anche
con la luce rossa-gialla-verde del tuo esempio sensa sapere cos'e' uan
catena di pedoni) piu' di tanto non si puo' evolvere perche' non si riesce
a comunicare o a capire i concetti altrui. Ai tempi dei classici "pedone
isolato" almeno a leggere il Nimzowitsch della "Pratica" era equivalente
a dire "anticristo", adesso questi sentimenti non li provoca ma comunque
e' un concetto utile per descrivere una situazione.



> Guarda che non piace nemmeno a me, ma illudersi non serve a molto.

Nakamura n.1 del mondo non ci diventa, imho. Intanto deve passare per
Magnus...

Mau C

unread,
Jun 14, 2011, 9:29:31 AM6/14/11
to
Il 14/06/2011 15.15, all ha scritto:
[...]

> Magari quel che dice è vero, però Nakamura mi pare che a volte abbia
> un pò atteggiamenti da spaccone; tra l'altro questa sua affermazione
> mi ricorda un po quel che diceva Capablanca che non aveva mai studiato
> gli scacchi escluso un libro sui finali da ragazzino, e anche
> Capablanca ... era un pochino "spaccone".

Quoto.

Minimo minimo Nakamura avrà passato qualche buon centinaio di ore (in
totale) davanti allo schermo del suo piccì col suo bel frìz e tante
tante partite commentate.
Se lo nega, ci metto gli ammenicoli sul fuoco che è un tremendo
sparacazzate.

Una curiosità: nelle interviste o semplicemente durante l'analisi
post-portem Nakamura come parla? In codice binario? Usa frasi del tipo
"ero a -1.05" "ho raggiunto profondità 14/32" o usa espressioni del tipo
"catena pedonale" "stavo meglio perché avevo la coppia degli alfieri" .. ?
Nel secondo caso dove ha appreso queste espressioni? Su Topolino?

yamabushitriste

unread,
Jun 14, 2011, 9:33:10 AM6/14/11
to
On Tue, 14 Jun 2011 15:29:31 +0200, Mau C wrote:


> Una curiosità: nelle interviste o semplicemente durante l'analisi
> post-portem Nakamura come parla? In codice binario? Usa frasi del tipo
> "ero a -1.05" "ho raggiunto profondità 14/32" o usa espressioni del tipo
> "catena pedonale" "stavo meglio perché avevo la coppia degli alfieri" ..
> ? Nel secondo caso dove ha appreso queste espressioni? Su Topolino?

beh effettivamente proprio in questo momento notavo che il massimo della
"concettuosità" raggiunta nell'analisi della propria (bella) partita che
si trova su wikipedia e' "passive position":

http://en.wikipedia.org/wiki/Hikaru_Nakamura

Andrea Vinzoni

unread,
Jun 14, 2011, 12:50:17 PM6/14/11
to
On 14 Giu, 15:26, yamabushitriste <yamabushitri...@yahoo.it> wrote:
> On Tue, 14 Jun 2011 05:15:16 -0700, Janis wrote:
> >> per fortuna attualmente lo sfidante al titolo (per non parlare del
> >> campione) e' il buon vecchio Gelfand che quanto a cultura scacchistica
> >> in senso classico non ha nulla da invidiare a nessuno. Il giorno che
> >> Nakamura diventa n. 1 al mondo e "Maître à penser" degli scacchi mi do'
> >> al go.
>
> > Questo l'avevo detto pensando al numero 50, poi 30, poi 10...ora sta al
> > 5, dai...tocca arrendersi.
>
> nel 2005  tra i primi 10 c'era Etienne Bacrot che occupava piu' meno
> l'attuale posizione di Nakamura. Onestamente non so se Bacrot abbia
> studiato i classici o meno, di sicuro non si direbbe da come commenta le
> proprie partite...
>

Mi sembra di ricordare che Bacrot bambinetto venne dato in pasto al GM
Dorfman, percui piu` che 'studiare i classici' sembra piu` appropriato
'ascoltare il classico', nel suo caso ;-)

follo...@gmail.com

unread,
Jun 15, 2011, 4:52:07 AM6/15/11
to
Immagino che il tenore delle nostre discussioni sarebbe stato analogo
alle polemiche fra ipermodernisti e classici ai tempi di Nimzovich.
Può darsi che in questo secolo tecnologico arriverà un campione del
mondo (non necessariamente Nakamura) cresciuto a pane e chessbase.
Tutti allora daranno per scontato che la ricetta migliore per arrivare
al massimo negli scacchi sarà il PC, che lo studio classico è
superato, il llbro è finito.
Poi però arriveranno giocatori definiti magari neo romantici o iper
luddisti che spaccheranno tutti con qualcosa di nuovo negli scacchi.
E gli scacchi andranno avanti, si evolveranno alla faccia di tutti.
Perchè gli scacchi sono il frutto dell'uomo secondo me, della sua
storia. Come la pittura e la musica. Come il calcio e gli altri sport.
Come la filosofia e la scienza politica. Un pochino di arte di sport e
di scienza (un pensiero veramente originale il mio :-) )
E ci saranno i campioni cresciuti con il sistema binario, quelli
cresciuti con qualcosa di nuovo e gli spingilegno come me che
cercheranno di seguire le loro orme dei primi, o dei secondi. A tifare
per una scuola o l'altra
E ci saranno nuove polemiche.
E qualche spaccone che dirà nuovamente che gli scacchi non hanno
segreti e che va abolita la difesa pattaiola di turno o agguinte
caselle, o cambiato l'ordine dei pezzi. Dopodichè verrà sconfitto e si
cheterà.

IMHO da spingilegno ovviamente.

Luigi Leoni

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