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Paolo Barnard sulla Festa della donna (forse non è OT)

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Gabor Balogh

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Mar 8, 2018, 11:13:21 AM3/8/18
to
Che tu sempre sia lodato per lo zelante lavoro di giornalismo scacchistico che, senza posa né ristoro, offri con larga munificenza a noi appassionati spingilegno. Questo newsgroup - diciamolo senza infingimenti - sarebbe bello che morto senza il costante impegno e la puntigliosa acribia che dispieghi ogni santo giorno, peraltro gratuitamente. Ecco perché ti invito ad eliminare al più presto questo risibile post che offende la tua reputazione, nonché quella del newsgroup tutto.

Questo post, oltre a non aver nulla a che fare con gli scacchi (e citare il presidente della Fide è solo un inconsistente pretesto per creare una parvenza di legame con il nobile gioco), pretende di comunicare un'idea ottusa e triviale, ben espressa nel segnalato articolo a firma del noto e conclamato misogino Paolo Barnard. Costui, un tempo bravo giornalista audace al quale tuttavia è ormai da un pezzo fuggito il senno, ha già manifestato "senza mandarle a dire" il suo barbarico orgoglio maschilista con una foto del suo batacchio in trionfante erezione rivolta, come saluto ed invito, a tutte le donne del mondo. Pur nondimeno, le scombiccherate farneticazioni dell'isterico imbrattacarte (solo quelle riportate nell'articolo, intendiamoci bene!) poggiano su un'idea di fondo che io, incredibilmente, potrei anche, in parte, condividere. Sennonché, l'agitazione isterica da cui Barnard è scosso ne ottenebra l'intelletto, precipitandolo in eccessi di foga che, con il suo scomposto stile da conformista dell'anticonformismo, esprime con triviali invettive e argomentazioni facilone.
Sorge il sospetto - ma invero è una certezza - che il falso problema oggi molto in voga negli strati più illetterati, quando non bestiali, della popolazione, il falso problema cioè della donna che tenterebbe di soggiogare l'uomo sia per te di grande importanza; ma il modo sempliciotto con cui lo tratti (non solo in questo post, purtroppo) porge il destro a varie congetture su certe tue probabili vicissitudini biografiche con rappresentanti dell'altro sesso: in altre parole, mi sa che per te è una faccenda molto personale, come certamente lo è per l'inutile pennaiolo di cui sopra. Fatti tuoi, per carità, ma perché lordare il newsgroup di scacchi con simili turpitudini? Vi fosse almeno il tentativo di ragionare sul problema con serietà, con disciplina intellettuale, con la volontà di capire invece che colpire. Macché! Soltanto bile e veleno e insulso cinguettare - o sarebbe meglio dire un frastornante crocidare di cornacchie. Posto, certo, che un problema di tale natura esista poi davvero; posto che non sia semmai una fantasia e una fantàsima di fragili maschietti insicuri, che un tempo presero qualche sculacciata e oggi vorrebbero rivalersi per raspollare qualche scampolo d'autostima; per ritrovarsi poi, mesti e tapini, col dover sommare, al ricordo dei delitti e delle pene subiti, il senso di abbandono per non aver più, come in tempi di più cinico patriarcalismo, il sostegno delle istituzioni e dell'ideologia dominante. Non ci si preoccupi, comunque, giacché questi maschietti deboli e piccini costituiscono oggi la morchia della storia e, contrariamente a quanto ritiene il povero Barnard, defluiranno presto o tardi nel canale di scolo che conduce alla fogna.
Ad ogni modo, che ciascuno la pensi come crede; ma si abbia perlomeno la decenza di tener sgombra la scacchiera da siffatta immondizia!

E rinnovando gli alti elogi per l'opera giornalistica prestata gratuitamente a questo newsgroup altrimenti muto e silente, caro Musso, ti saluto. Buona vita!

Francesco Di Matteo

unread,
Mar 8, 2018, 12:14:23 PM3/8/18
to
Il 08/03/2018 17:13, Gabor Balogh ha scritto:
> Che tu sempre sia lodato per lo zelante lavoro di giornalismo scacchistico che, senza posa né ristoro, offri con larga munificenza a noi >appassionati spingilegno. Questo newsgroup - diciamolo senza infingimenti - sarebbe bello che morto senza il costante impegno e la puntigliosa >acribia che dispieghi ogni santo giorno, peraltro gratuitamente.

Condivido...

>Ecco perché ti invito ad eliminare al più presto questo risibile post che offende la tua reputazione, nonché quella del newsgroup tutto.
Addirittura?
>
[cut]
>> ... da cui Barnard è scosso ne ottenebra l'intelletto,
precipitandolo in eccessi di foga che, con il suo scomposto stile da
conformista >dell'anticonformismo, esprime con triviali invettive e
argomentazioni facilone.

Scusa dove lo vedi l'eccesso di foga? A me pare che Barnard sia in quel
pezzo piuttosto misurato.
Sta peraltro esprimendo teorie già avanzate a suo tempo da altri in
questi ultimi anni (vedi p. es. "L'uomo maschio" di Eric Zemmour) e
l'argomento ha molto interesse proprio per i risvolti "politically
correct" che "boldrinianamente" hanno pervaso le tematiche di genere
degli ultimi tempi...

> Sorge il sospetto - ma invero è una certezza - che il falso problema oggi molto in voga negli strati più illetterati, quando non bestiali, della >popolazione, il falso problema cioè della donna che tenterebbe di soggiogare l'uomo sia per te di grande importanza;

Forse non hai letto bene, non mi pare che parli della donna che
tenterebbe di soggiogare l'uomo.
Il problema che pone Barnard è specifico dell'uomo che, intimorito dal
senso di colpa per aver oppresso da secoli la donna "... si straccia le
vesti e ulula del primato femminile per lavarsi dal sangue versato, e
sta povera Donna viene - sempre dal maschio, si badi - proiettata in una
presunta superiorità, in un presunto ruolo di Genere-Guida, ma non si
capisce su che basi."

>ma il modo sempliciotto con cui lo tratti (non solo in questo post, purtroppo) porge il destro a varie congetture su certe tue probabili >vicissitudini biografiche con rappresentanti dell'altro sesso:

perchè?

>in altre parole, mi sa che per te è una faccenda molto personale, come certamente lo
>è per l'inutile pennaiolo di cui sopra.

Ed ecco appunto, si va sul personale, tipico dei politically correct...

>Fatti tuoi, per carità, ma perché lordare il newsgroup di scacchi con simili turpitudini?

Ma quali?

>Vi fosse almeno il tentativo di ragionare sul problema
>con serietà, con disciplina intellettuale, con la volontà di capire invece che colpire.

Ma chi sta colpendo chi?

>Macché! Soltanto bile e veleno e insulso cinguettare - o
>sarebbe meglio dire un frastornante crocidare di cornacchie. Posto, certo, che un
>problema di tale natura esista poi davvero; posto che non sia
>semmai una fantasia e una fantàsima di fragili maschietti insicuri,

Ma non dicevi di condividerlo in parte?

>che un tempo presero qualche sculacciata e oggi vorrebbero rivalersi per raspollare qualche scampolo d'autostima; per ritrovarsi poi, mesti e >tapini, col dover sommare, al ricordo dei delitti e delle pene subiti, il senso di abbandono per non aver più, come in tempi di più cinico >patriarcalismo, il sostegno delle istituzioni e dell'ideologia dominante. Non ci si preoccupi, comunque, giacché questi maschietti deboli e piccini >costituiscono oggi la morchia della storia e, contrariamente a quanto ritiene il povero Barnard, defluiranno presto o tardi nel canale di scolo che >conduce alla fogna.

e questa sì, che è una fosca previsione...

Francesco Massei

unread,
Mar 8, 2018, 12:55:14 PM3/8/18
to
On Thursday, March 8, 2018 at 5:06:59 AM UTC-5, ilMusso wrote:
> Diverso l’approccio di Paolo Barnard, notissimo ed apprezzatissimo
> giornalista d’inchiesta (inviso a molti, e soprattutto ai poteri, in
> quanto non le manda a dire), il quale stamattina ha pubblicato sul
> suo blog un articolo nel suo pungente stile anticonformista.
>
> Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2040
>

Non è "anticonformista": dimostra solo che, per fare lo splendido a tutti
i costi, non solo non ha capito il senso della festa della donna, ma nemmeno
ci vuole provare.

Non si festeggiano "le donne". Si festeggiano le conquiste sociali e civili
che queste hanno ottenuto negli anni, e che adesso nessuno metterebbe mai
in discussione.

Sul merito, poi, gli argomenti sono semplicemente infantili. Se lui ha il
problema di subire la psicologia inversa si faccia un esame di coscienza,
la maggior parte delle persone supera questa fase prima dell'adolescenza.

Non conosco la persona, ma chiaramente qualche problema di sessismo e
insicurezza ce li ha di sicuro: nella descrizione che fa di se stesso,
nella sezione curiosità: "Piaccio alle donne, ragazzine incluse, come se
fossi Johnny Depp" e "Amo indossare i gioielli come le donne".

Del resto, a cercare di fare il personaggio per forza, si fa sempre la
figura dell'idiota.


Ciao!

Gabor Balogh

unread,
Mar 8, 2018, 3:02:15 PM3/8/18
to
Dovresti cercare di produrre una risposta più ordinata e compatta, perché in questo modo diventa complicato rispondere a tutti i piccoli frustoli di cui è sparso il post. L'argomentare deve seguire il passo del pensiero che si sgomitola adagio, non il rapido saltabeccare di una cavalletta. Non sarai mica un fanatico delle lampo a svantaggio della cadenza classica! Comunque, tralascio le quisquilie e a tutti quei "perché?" e provo a badare solamente alla sostanza.

L'articolo è chiaramente scritto da una persona esagitata, il tono è accanito, la prosa sciatta, sbracata e confusa, e sembra che vi sia passata sopra la furia di un tifone; l'argomento è trattato dando di piglio alle solite quattro banalità che titillano solo i rozzi gusti delle masse, un beverone prelibato per chi manca degli strumenti culturali, non dirò per capire le cose, ma almeno per esser consapevole di dover fare sforzi ben più grandi per capirle. Del resto riflette il suo carattere, quell'attitudine da invasato, faccia rossa, vene del collo gonfie e pulsanti, occhi sbarrati, bava alla bocca, a cui molti italiani si sono avvezzati durante le sue invettive contro il mondo nella gabbia dell'omonima trasmissione; un posto, la gabbia, che sembra calzargli a pennello.

Nel tuo post ritorna troppe volte l'espressione giornalistica "politically correct". Premettendo che ogni moderna espressione giornalistica, specie se ampiamente diffusa, è uno stupro della lingua - e lo è ancora di più se usa il maccheronico inglese dei media o del mercato - ti faccio notare l'ambiguità paradossale di certe espressioni di faziosità con cui si marchia una parte del mondo come fazione negativa senza avvedersi di esservi in essa perfettamente integrati. Così i leghisti sbraitano contro il politicamente corretto diventando per conseguenza essi stessi politicamente corretti al contrario. Diventano cioè la versione speculare di ciò che criticano, proprio perché usano, come arma di critica, un'espressione carica di ambiguità. È il medesimo paradosso in cui si avvitano coloro i quali usano, a ogni pie' sospinto, l'espressione "radical chic" in funzione denigratoria. Essi, infatti, non sono consapevoli di quanto sia radical chic usare l'espressione "radical chic"! È difficile non cadere in quella che i filosofi chiamano contraddizione performativa, quando si usano certe espressioni. Dal canto mio, non sono né politicamente corretto né politicamente scorretto, perché queste sono espressioni sorelle, direi gemelle eterozigote. Ma peggio ancora, l'uso di simili luoghi comuni è il sintomo di un intelletto apatico che non sa comprendere sfumature e gradazioni e non è capace di produrre senso, perciò deve abbarbicarsi a grossolane definizioni preconfezionate che riducono il mondo all'angusta misura di un pensiero manicheo. Non stupisce che il povero Barnard, ormai perduto il lume del senno, sia costretto a farne smodato uso.

Per quanto riguarda il mio commento al post di ilMusso, in alcuni momenti mi rivolgevo direttamente a lui, in altri all'articolo di Barnard. Tu hai confuso un paio di volte il destinatario delle mie parole. È vero, comunque, che complessivamente ho raccolto entrambi i signori sotto una sola insegna, ma poi talvolta rispondevo nello specifico all'uno o all'altro, secondo le divergenze che mi pareva di notare nei due approcci all'argomento. Per fare solo un esempio, Barnard parla dei "maschi progressisti isterici" che vogliono porre la donna a guida dell'umanità, mentre ilMusso ci tiene a far notare quanto gli sia insopportabile ciò che lui interpreta come un'ondata di sessismo delle donne nei confronti degli uomini (non dice ondata, ma di ondata deve trattarsi, ché casi isolati e sporadici non possono costituire il fenomeno generale e diffuso indicato dal concetto di sessismo).

Ciò su cui mi trovo d'accordo con il povero Barnard è proprio la tesi di fondo che tu hai riportato. Dopodiché lui se ne parte per la tangente, comincia a sproloquiare, banalizza la storia e semplifica i rapporti tra cause ed effetti, per esempio sul motivo per cui le destre vanno conquistando sempre più potere in Occidente. Ma sulle donne ne ha vomitate di ben altre in passato, anzi quell'articolo, sotto tal profilo, è in effetti misurato, se messo a paragone con altri coacervi di nequizie che ha propinato, e sulle quali tutte campeggia come uno stemma araldico la foto in cui egli stringe in mano e porge al mondo femminile il suo membro irrigidito in baldanzoso atteggiamento, a voler significare che in fin dei conti ogni donna vuole e merita solo questo.
Forse ti sembrerà incredibile, ma sono numerose le posizioni di Barnard che io condivido (non quella della foto!). Solo perché io non sono aduso a far comunella con i compari che hanno orientamenti di fondo somiglianti ai miei, non vuol dire che la pensi diversamente. Deve sembrarti incredibile perché con ogni probabilità anche tu hai la tendenza a dividere il mondo in poche fazioni in conflitto e dai confini nettamente delineati. Nulla di ciò che sta da questa parte, dalla nostra parte, può stare dall'altra parte. Non mi sono stupito affatto quando mi hai subito inquadrato nella schiera dei "politically correct".

Lasciami concludere dicendo che la previsione finale del mio precedente commento non è fosca, ma quanto mai luminosa: se giungerà quell'ora, infatti, gli uomini avranno finalmente sostituito i maschi.
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Francesco Massei

unread,
Mar 8, 2018, 4:49:58 PM3/8/18
to
On Thursday, March 8, 2018 at 3:02:15 PM UTC-5, Gabor Balogh wrote:
> Nel tuo post ritorna troppe volte l'espressione giornalistica
> "politically correct". Premettendo che ogni moderna espressione
> giornalistica, specie se ampiamente diffusa, è uno stupro della lingua
> - e lo è ancora di più se usa il maccheronico inglese dei media o del
> mercato - ti faccio notare l'ambiguità paradossale di certe espressioni
> di faziosità con cui si marchia una parte del mondo come fazione negativa
> senza avvedersi di esservi in essa perfettamente integrati. Così i leghisti
> sbraitano contro il politicamente corretto diventando per conseguenza essi
> stessi politicamente corretti al contrario. Diventano cioè la versione
> speculare di ciò che criticano, proprio perché usano, come arma di critica,
> un'espressione carica di ambiguità.
>

Volevo giusto dire una cosa su questo "politically correct", perché a me
sembra che, sia la maggior parte dei politici che dei giornali, lo usi a
sproposito, tanto che adesso fatico a capire cosa vogliano veramente
intendere le persone quando lo usano in italiano.

Negli States, dove è nato, il termine non ha a che fare con la politica, ma
indica un qualsiasi discorso, testo, policy o quant'altro, che intenda
evitare svantaggio o offesa ad un particolare gruppo della società. A volte
assume accezione negativa per l'eccessivo e spesso non necessario uso di
questa pratica.
Non essere "politically correct" significa quindi scrivere, parlare o
legiferare nella maniera che tutti consideriamo normale.

Chi insulta o offende uno specifico gruppo della società, invece, non è
"politically incorrect": è uno fortunato se non finisce in tribunale.

Almeno, qui negli US.


Ciao!

frengo

unread,
Mar 8, 2018, 8:06:40 PM3/8/18
to
Su quello che dici tu, non ci piove. Pero' quando un termine straniero
entra in un'altra lingua, non e' assolutamente detto che conservi lo
stesso significato esatto che aveva in quella di origine.
A mio modesto avviso, (e questo risponde in un certo senso anche alla
obiezione di balogh), nella lingua italiana, il termine politically
correct viene spesso usato per indicare una esasperazione del
politicamente corretto, e sicuramente non per quello che riguarda il
legiferare, ma per quello che riguarda quello che si puo' dire, e quello
che non si puo' dire.
L'esasperazione consiste principalmente nel considerare persone che
appartengono a categorie ingiustamente discriminate, immuni da critiche
a prescindere, anche se queste critiche magari non c'entrano nulla con
la discriminazione, o cmq travisando gli argomenti portati per la
critica, a volte in maniera veramente assurda.
E ti faccio qualche esempio:
Se uno dice: " non e' realisticamente possibile far entrare in Italia
tutti i migranti economici senza alcun controllo", molti in nome del
"politicamente corretto" ti diranno: "Sei razzista !"
E' giusto questo ? Secondo me no.
Facciamo il caso di una ragazza che va in una zona particolarmente
malfamata, si ubriaca a ciuccio, e si allontana da sola con un perfetto
sconosciuto che frequenta la suddetta zona malfamata e viene violentata.
Secondo te, se uno si permette di dire che e' stata imprudente, anche
sconsiderata magari,e' giusto che venga tacciato di maschilismo ?
Secondo me no, perche' non sta dicendo che la ragazza se lo e' meritato,
ma sta dicendo una cosa OVVIA !
Etc etc

frengo

Francesco Di Matteo

unread,
Mar 9, 2018, 4:12:29 AM3/9/18
to
Il 08/03/2018 21:00, Gabor Balogh ha scritto:
> Dovresti cercare di produrre una risposta più ordinata e compatta, perché in questo modo diventa complicato rispondere a tutti i piccoli frustoli di cui è sparso il post.

Guarda che qui sei su un newsgroup, e il rispondere quotando le singole
frasi è l'uso che tutti si aspettano:
http://faqmozilla.org/wiki:quotare-bene

L'argomentare deve seguire il passo del pensiero che si sgomitola
adagio, non il rapido saltabeccare di una cavalletta. Non sarai mica un
fanatico delle lampo a svantaggio della cadenza classica!

Vedi sopra... non è fanatismo

Comunque, tralascio le quisquilie e a tutti quei "perché?" e provo a
badare solamente alla sostanza.
>
> L'articolo è chiaramente scritto da una persona esagitata, il tono è accanito, la prosa sciatta, sbracata e confusa, e sembra che vi sia passata sopra la furia di un tifone;

Sei sicuro? A me non pare...

l'argomento è trattato dando di piglio alle solite quattro banalità che
titillano solo i rozzi gusti delle masse, un beverone prelibato per chi
manca degli strumenti culturali, non dirò per capire le cose, ma almeno
per esser consapevole di dover fare sforzi ben più grandi per capirle.

Strano, a me era sembrato che fossi tu a voler includere quel pezzo
all'interno di un ragionamento banalmente "contro", cosa che, in realtà,
non è (o non era, visto che ora l'articolo è stato rimosso)

Del resto riflette il suo carattere, quell'attitudine da invasato,
faccia rossa, vene del collo gonfie e pulsanti, occhi sbarrati, bava
alla bocca, a cui molti italiani si sono avvezzati durante le sue
invettive contro il mondo nella gabbia dell'omonima trasmissione; un
posto, la gabbia, che sembra calzargli a pennello.

Come dicevo, fai tanto il saccente ma non riesci ad evitare di andare
sul personale... Non riesci ad argomentare il pezzo in sè?
>
> Nel tuo post ritorna troppe volte l'espressione giornalistica "politically correct".

Era l'espressione usata dall'autore, che io ho volentieri ripreso.

Premettendo che ogni moderna espressione giornalistica, specie se
ampiamente diffusa, è uno stupro della lingua - e lo è ancora di più se
usa il maccheronico inglese dei media o del mercato -

detto da chi questo? Sei un accademico della crusca?

ti faccio notare l'ambiguità paradossale di certe espressioni di
faziosità con cui si marchia una parte del mondo come fazione negativa
senza avvedersi di esservi in essa perfettamente integrati.

Supercazzola?

Così i leghisti sbraitano contro il politicamente corretto diventando
per conseguenza essi stessi politicamente corretti al contrario.
Diventano cioè la versione speculare di ciò che criticano, proprio
perché usano, come arma di critica, un'espressione carica di ambiguità.
È il medesimo paradosso in cui si avvitano coloro i quali usano, a ogni
pie' sospinto, l'espressione "radical chic" in funzione denigratoria.

Perchè invece secondo te "radical chic" non dovrebbe essere usato in
maniera denigratoria?

Essi, infatti, non sono consapevoli di quanto sia radical chic usare
l'espressione "radical chic"! È difficile non cadere in quella che i
filosofi chiamano contraddizione performativa, quando si usano certe
espressioni. Dal canto mio, non sono né politicamente corretto né
politicamente scorretto, perché queste sono espressioni sorelle, direi
gemelle eterozigote.

Ma certo... si capisce.

Ma peggio ancora, l'uso di simili luoghi comuni è il sintomo di un
intelletto apatico che non sa comprendere sfumature e gradazioni e non è
capace di produrre senso, perciò deve abbarbicarsi a grossolane
definizioni preconfezionate che riducono il mondo all'angusta misura di
un pensiero manicheo. Non stupisce che il povero Barnard, ormai perduto
il lume del senno, sia costretto a farne smodato uso.

Sì: non stupisce... e allora?
>
> Per quanto riguarda il mio commento al post di ilMusso, in alcuni momenti mi rivolgevo direttamente a lui, in altri all'articolo di Barnard. Tu hai confuso un paio di volte il destinatario delle mie parole.

Ok io ho confuso...

È vero, comunque, che complessivamente ho raccolto entrambi i signori
sotto una sola insegna, ma poi talvolta rispondevo nello specifico
all'uno o all'altro, secondo le divergenze che mi pareva di notare nei
due approcci all'argomento.

Quindi sono io che ho confuso o sei tu che non ti sei spiegato al meglio?

Per fare solo un esempio, Barnard parla dei "maschi progressisti
isterici" che vogliono porre la donna a guida dell'umanità, mentre
ilMusso ci tiene a far notare quanto gli sia insopportabile ciò che lui
interpreta come un'ondata di sessismo delle donne nei confronti degli
uomini (non dice ondata, ma di ondata deve trattarsi, ché casi isolati e
sporadici non possono costituire il fenomeno generale e diffuso indicato
dal concetto di sessismo).
>
> Ciò su cui mi trovo d'accordo con il povero Barnard è proprio la tesi di fondo che tu hai riportato.

Infatti... sulle premesse sei d'accordo allora...

Dopodiché lui se ne parte per la tangente, comincia a sproloquiare,
banalizza la storia e semplifica i rapporti tra cause ed effetti, per
esempio sul motivo per cui le destre vanno conquistando sempre più
potere in Occidente.

E quindi, a giuste premesse, se lui giunge a queste conclusioni, che per
te non sono più quelle giuste, si merita di "defluire presto o tardi nel
canale di scolo che conduce alla fogna" come scrivevi nell'altro post?

Ma sulle donne ne ha vomitate di ben altre in passato, anzi
quell'articolo, sotto tal profilo, è in effetti misurato,

Poco fa dicevi che era scritto con tono accanito e sbracato...

se messo a paragone con altri coacervi di nequizie che ha propinato, e
sulle quali tutte campeggia come uno stemma araldico la foto in cui egli
stringe in mano e porge al mondo femminile il suo membro irrigidito in
baldanzoso atteggiamento, a voler significare che in fin dei conti ogni
donna vuole e merita solo questo.

Boh... non eri costretto a vederti tutto il suo sito...

> Forse ti sembrerà incredibile, ma sono numerose le posizioni di Barnard che io condivido (non quella della foto!). Solo perché io non sono aduso a far comunella con i compari che hanno orientamenti di fondo somiglianti ai miei, non vuol dire che la pensi diversamente. Deve sembrarti incredibile perché con ogni probabilità anche tu hai la tendenza a dividere il mondo in poche fazioni in conflitto e dai confini nettamente delineati. Nulla di ciò che sta da questa parte, dalla nostra parte, può stare dall'altra parte. Non mi sono stupito affatto quando mi hai subito inquadrato nella schiera dei "politically correct".

Restando in quest'ambito, la critica di Barnard era proprio questa.
Del resto che ne so io se sei politically correct o meno?
>
> Lasciami concludere dicendo che la previsione finale del mio precedente commento non è fosca, ma quanto mai luminosa: se giungerà quell'ora, infatti, gli uomini avranno finalmente sostituito i maschi.
>
Ah... andiamo bene (cit.)

Francesco Di Matteo

unread,
Mar 9, 2018, 4:21:17 AM3/9/18
to
Riposto, sperando che il quoting sia più chiaro...

Il 08/03/2018 21:00, Gabor Balogh ha scritto:

> Dovresti cercare di produrre una risposta più ordinata e compatta,
>perché in questo modo diventa complicato rispondere a tutti i piccoli
>frustoli di cui è sparso il post.

Guarda che qui sei su un newsgroup, e il rispondere quotando le singole
frasi è l'uso che tutti si aspettano:
http://faqmozilla.org/wiki:quotare-bene

>L'argomentare deve seguire il passo del pensiero che si sgomitola
>adagio, non il rapido saltabeccare di una cavalletta. Non sarai mica un
>fanatico delle lampo a svantaggio della cadenza classica!

Vedi sopra... non è fanatismo

>Comunque, tralascio le quisquilie e a tutti quei "perché?" e provo a
>badare solamente alla sostanza.
>
> L'articolo è chiaramente scritto da una persona esagitata, il tono è
>accanito, la prosa sciatta, sbracata e confusa, e sembra che vi sia
>passata sopra la furia di un tifone;

Sei sicuro? A me non pare...

>l'argomento è trattato dando di piglio alle solite quattro banalità che
>titillano solo i rozzi gusti delle masse, un beverone prelibato per chi
>manca degli strumenti culturali, non dirò per capire le cose, ma almeno
>per esser consapevole di dover fare sforzi ben più grandi per capirle.

Strano, a me era sembrato che fossi tu a voler includere quel pezzo
all'interno di un ragionamento banalmente "contro", cosa che, in realtà,
non è (o non era, visto che ora l'articolo è stato rimosso)

>Del resto riflette il suo carattere, quell'attitudine da invasato,
>faccia rossa, vene del collo gonfie e pulsanti, occhi sbarrati, bava
>alla bocca, a cui molti italiani si sono avvezzati durante le sue
>invettive contro il mondo nella gabbia dell'omonima trasmissione; un
>posto, la gabbia, che sembra calzargli a pennello.

Come dicevo, fai tanto il saccente ma non riesci ad evitare di andare
sul personale... Non riesci ad argomentare il pezzo in sè?

> Nel tuo post ritorna troppe volte l'espressione giornalistica
>"politically correct".

Era l'espressione usata dall'autore, che io ho volentieri ripreso.

>Premettendo che ogni moderna espressione giornalistica, specie se
>ampiamente diffusa, è uno stupro della lingua - e lo è ancora di più se
>usa il maccheronico inglese dei media o del mercato -

detto da chi questo? Sei un accademico della crusca?

>ti faccio notare l'ambiguità paradossale di certe espressioni di
>faziosità con cui si marchia una parte del mondo come fazione negativa
>senza avvedersi di esservi in essa perfettamente integrati.

Supercazzola?

>Così i leghisti sbraitano contro il politicamente corretto diventando
>per conseguenza essi stessi politicamente corretti al contrario.
>Diventano cioè la versione speculare di ciò che criticano, proprio
>perché usano, come arma di critica, un'espressione carica di ambiguità.
>È il medesimo paradosso in cui si avvitano coloro i quali usano, a ogni
>pie' sospinto, l'espressione "radical chic" in funzione denigratoria.

Perchè invece secondo te "radical chic" non dovrebbe essere usato in
maniera denigratoria?

>Essi, infatti, non sono consapevoli di quanto sia radical chic usare
>l'espressione "radical chic"! È difficile non cadere in quella che i
>filosofi chiamano contraddizione performativa, quando si usano certe
>espressioni. Dal canto mio, non sono né politicamente corretto né
>politicamente scorretto, perché queste sono espressioni sorelle, direi
>gemelle eterozigote.

Ma certo... si capisce.

>Ma peggio ancora, l'uso di simili luoghi comuni è il sintomo di un
>intelletto apatico che non sa comprendere sfumature e gradazioni e nonè
>capace di produrre senso, perciò deve abbarbicarsi a grossolane
>definizioni preconfezionate che riducono il mondo all'angusta misura di
>un pensiero manicheo. Non stupisce che il povero Barnard, ormai perduto
>il lume del senno, sia costretto a farne smodato uso.

Sì: non stupisce... e allora?

> Per quanto riguarda il mio commento al post di ilMusso, in alcuni
>momenti mi rivolgevo direttamente a lui, in altri all'articolo di
>Barnard. Tu hai confuso un paio di volte il destinatario delle mie
>parole.

Ok io ho confuso...

>È vero, comunque, che complessivamente ho raccolto entrambi i signori
>sotto una sola insegna, ma poi talvolta rispondevo nello specifico
>all'uno o all'altro, secondo le divergenze che mi pareva di notare nei
>due approcci all'argomento.

Quindi sono io che ho confuso o sei tu che non ti sei spiegato al meglio?

>Per fare solo un esempio, Barnard parla dei "maschi progressisti
>isterici" che vogliono porre la donna a guida dell'umanità, mentre
>ilMusso ci tiene a far notare quanto gli sia insopportabile ciò che lui
>interpreta come un'ondata di sessismo delle donne nei confronti degli
>uomini (non dice ondata, ma di ondata deve trattarsi, ché casi isolati >e
>sporadici non possono costituire il fenomeno generale e diffuso indicato
>dal concetto di sessismo).
>
> Ciò su cui mi trovo d'accordo con il povero Barnard è proprio la tesi
>di fondo che tu hai riportato.

Infatti... sulle premesse sei d'accordo allora...

>Dopodiché lui se ne parte per la tangente, comincia a sproloquiare,
>banalizza la storia e semplifica i rapporti tra cause ed effetti, per
>esempio sul motivo per cui le destre vanno conquistando sempre più
>potere in Occidente.

E quindi, a giuste premesse, se lui giunge a queste conclusioni, che per
te non sono più quelle giuste, si merita di "defluire presto o tardi nel
canale di scolo che conduce alla fogna" come scrivevi nell'altro post?

>Ma sulle donne ne ha vomitate di ben altre in passato, anzi
>quell'articolo, sotto tal profilo, è in effetti misurato,

Poco fa dicevi che era scritto con tono accanito e sbracato...

>se messo a paragone con altri coacervi di nequizie che ha propinato, e
>sulle quali tutte campeggia come uno stemma araldico la foto in cui egli
>stringe in mano e porge al mondo femminile il suo membro irrigidito in
>baldanzoso atteggiamento, a voler significare che in fin dei conti ogni
>donna vuole e merita solo questo.

Boh... non eri costretto a vederti tutto il suo sito...

> Forse ti sembrerà incredibile, ma sono numerose le posizioni di
>Barnard che io condivido (non quella della foto!). Solo perché io non
>sono aduso a far comunella con i compari che hanno orientamenti di
>fondo somiglianti ai miei, non vuol dire che la pensi diversamente.
>Deve sembrarti incredibile perché con ogni probabilità anche tu hai la
>tendenza a dividere il mondo in poche fazioni in conflitto e dai
>confini nettamente delineati. Nulla di ciò che sta da questa parte,
>dalla nostra parte, può stare dall'altra parte. Non mi sono stupito
>affatto quando mi hai subito inquadrato nella schiera dei "politically
>correct".

Restando in quest'ambito, la critica di Barnard era proprio questa.
Del resto che ne so io se sei politically correct o meno?

> Lasciami concludere dicendo che la previsione finale del mio
>precedente commento non è fosca, ma quanto mai luminosa: se giungerà
>quell'ora, infatti, gli uomini avranno finalmente sostituito i maschi.

Ah... annamo bene (cit.)


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Francesco Di Matteo

unread,
Mar 9, 2018, 5:23:58 AM3/9/18
to
Il 08/03/2018 18:55, Francesco Massei ha scritto:
> On Thursday, March 8, 2018 at 5:06:59 AM UTC-5, ilMusso wrote:
>> Diverso l’approccio di Paolo Barnard, notissimo ed apprezzatissimo
>> giornalista d’inchiesta (inviso a molti, e soprattutto ai poteri, in
>> quanto non le manda a dire), il quale stamattina ha pubblicato sul
>> suo blog un articolo nel suo pungente stile anticonformista.
>>
>> Link: http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=2040
>>
>
> Non è "anticonformista": dimostra solo che, per fare lo splendido a tutti
> i costi, non solo non ha capito il senso della festa della donna, ma nemmeno
> ci vuole provare.

Oddio... non ha capito "il senso" ...
>
> Non si festeggiano "le donne". Si festeggiano le conquiste sociali e civili
> che queste hanno ottenuto negli anni, e che adesso nessuno metterebbe mai
> in discussione.
Trovami dove l'autore ha parlato della festa della donna.
Ha solo postato l'8 marzo, come pretesto, per dire quello che ha detto

>
> Sul merito, poi, gli argomenti sono semplicemente infantili. Se lui ha il
> problema di subire la psicologia inversa si faccia un esame di coscienza,
> la maggior parte delle persone supera questa fase prima dell'adolescenza.

Ma di quale fase da superare stai parlando?

> Non conosco la persona, ma chiaramente qualche problema di sessismo e
> insicurezza ce li ha di sicuro: nella descrizione che fa di se stesso,
> nella sezione curiosità: "Piaccio alle donne, ragazzine incluse, come se
> fossi Johnny Depp" e "Amo indossare i gioielli come le donne".

Scusa da dove si evincono, con queste frasi, i problemi di sessismo e
insicurezza?

> Del resto, a cercare di fare il personaggio per forza, si fa sempre la
> figura dell'idiota.

Non hai detto nulla su quello che ha scritto realmente. L'hai letto almeno?
>
>
> Ciao!
>

Francesco Massei

unread,
Mar 9, 2018, 6:13:39 AM3/9/18
to
On Thursday, March 8, 2018 at 8:06:40 PM UTC-5, frengo wrote:
> Se uno dice: " non e' realisticamente possibile far entrare in Italia
> tutti i migranti economici senza alcun controllo", molti in nome del
> "politicamente corretto" ti diranno: "Sei razzista !"
>

- "i numeri dell'immigrazione pongono una sfida da affrontare seriamente"
(politically correct, chiunque lo dica)
- "una gestione seria del flusso migratoro dovrebbe prevedere controlli
sugli individui in entrata"
(non politically correct, anche se suona di destra)
- "non e' realisticamente possibile far entrare in Italia tutti i migranti economici senza alcun controllo"
(qualunquista)
- "mica possiamo far venire tutti i n*gri qui"
(razzista)

A stringere dicono tutti la stessa cosa, ma le parole sono importanti [cit].
Quantomeno danno l'idea di cosa o come pensa chi formula il discorso.

> E' giusto questo ? Secondo me no.
>

Secondo me, specialmente nel mondo dei social, si parla e si scrive più di
quanto non si pensi. Se le persone ragionassero un minuto in più prima di
parlare o premere "invio" molte di queste polemiche neppure esisterebbero.

La faccenda diventa invece preoccupante quando si parla di figure pubbliche,
perché un pensiero espresso male può avere conseguenze infauste. Non vedo
come dire "pane al pane e vino al vino" in politica possa essere vista come
una qualità. Ma vabbè, così in Italia ci vinci le elezioni.


Ciao!

Gabor Balogh

unread,
Mar 9, 2018, 6:32:27 AM3/9/18
to
X Francesco Di Matteo
Senti, a me il battibecco puerile non piace perché vacuo e banale; pertanto o scrivi una risposta decentemente comprensibile, in cui vigano ordine, consequenzialità logica e un minimo di argomentazione, e perciò in aperta e fiera violazione delle infantili consuetudini apprezzate nei newsgroup, oppure puoi anche continuare a parlare da solo.

X Francesco Massei
Dopo Hillary e Donald direi che anche negli USA non ci vanno per il sottile.

Francesco Massei

unread,
Mar 9, 2018, 7:17:06 AM3/9/18
to
On Friday, March 9, 2018 at 6:32:27 AM UTC-5, Gabor Balogh wrote:
> X Francesco Massei
> Dopo Hillary e Donald direi che anche negli USA non ci vanno per il
> sottile.

Ah, quella è stata la campagna elettorale più schifosa che abbia mai
visto :(

Non che in Italia quest'ultima campagna sia stata migliore, ha importato
subito tutto il peggio (e.g. fake news) e c'ha aggiunto il fascismo.
Qualche articolo preoccupato anche qui era uscito.


Ciao!

Gabor Balogh

unread,
Mar 9, 2018, 7:57:46 AM3/9/18
to
Comunque è da ben prima delle ultime elezioni che negli USA le campagne elettorali vengono condotte con mezzi meschini e deplorevoli colpi bassi in quantità abnormi. Di solito sono stati bravi a nascondere lo sporco sotto il tappeto, il quale è venuto alla luce ugualmente qualche tempo più tardi, ma hanno fatto scuola in tutto il mondo. Il turpe sistema della propaganda e della battaglia elettorale a base di fango, sputi e coltelli è ben rappresentata nella simpatica serie TV "The Good Wife", meglio che nella più celebre "House of Cards", dove sovente s'indulge ad eccessi drammaturgici a dir poco irrealistici. Le tecnologie mediatiche odierne, ovviamente, non hanno fatto altro che esacerbare, e rendere anche meglio visibile, la violenza e la meschinità di cui già si faceva largo uso.

Francesco Massei

unread,
Mar 9, 2018, 1:53:19 PM3/9/18
to
La differenza è che nel mondo anglosassone uno scandalo di natura morale,
non perseguibile penalmente, è abbastanza a portare alla dimissioni.

In Italia, fin dal caso Montesi (che era un caso d'omicidio, per giunta),
gli scandali di natura sessuale/morale non sono percepiti dalla massa come
così negativi da giustificare l'allontanamento dalla carriera pubblica,
e.g. Berlusconi il più famoso per la politica, ma anche Marrazzo, e bah,
tanti altri.

La mia idea, forse errata, è che americani e inglesi sono per la libertà
assoluta sulla carta ma bigotti nell'animo, mentre gli italiani sono
bacchettoni per rispettare le apparenze, ma in fondo di quello che fanno
gli altri a letto interessa poco. Credo sia anche il motivo del differente
trattamento del mondo LGBT da parte della legge e da parte della gente
comune, nelle due rispettive aree. Naturalmente in media, casi patologici
esclusi.


Ciao!

Gabor Balogh

unread,
Mar 9, 2018, 2:34:34 PM3/9/18
to
Sì, sono d'accordo su tutto, ma io mi riferivo soltanto ai metodi di propaganda e guerra elettorale. Anzi, la suscettibilità almeno apparente degli americani riguardo gli scandali sessuali è una meschina arma in più per manovrare il consenso, per piegare l'avversario.

Francesco Massei

unread,
Mar 9, 2018, 3:08:20 PM3/9/18
to
Certamente, cercavo solo di far notare come queste armi siano diverse, a
partire dagli show che hai citato.

Altro esempio, che qui un senatore abbia parenti stretti in grosse compagnie
favorite da questa o quell'altra legge è cosa comune, in Italia si
traduce quasi sempre in uno scandalo epocale.

Sulla costante macchinazione per demolire l'avversario, non c'è molto da
dire, è così fin da Clistene, probabilmente anche da prima; immagino sia
un male legato alla democrazia stessa. Il problema più grave è che della
ostracizzazione degli Aristide o dei Temistocle del tempo ancora ci se ne
ricorda; verso i personaggi al potere adesso, casi rari a parte, la storia
sarà invece impietosa. Secondo me.


Ciao!

Gabor Balogh

unread,
Mar 9, 2018, 4:49:51 PM3/9/18
to
E anche secondo me. Vero che le macchinazioni per abbattere l'avversario sono sempre esistite, direi addirittura dai tempi preistorici, o certamente dai Sumeri in avanti, quindi non è un vizio della democrazia ma dell'uomo stesso, e non è emendabile. Si può tuttavia aggiungere a tale constatazione che oggi questo vizio trova mille sbocchi di più per manifestarsi ed affermarsi.
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lucax62

unread,
Mar 21, 2018, 12:43:30 PM3/21/18
to
ilMusso ha scritto:

>
> Passano gli anni e passano i decenni ma Bobby Fischer continua a far
discutere.
>

mitico Bobby!!

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uberto....@gmail.com

unread,
May 22, 2018, 4:16:18 PM5/22/18
to

>
> La prima è che l’intervistatore non è Ginzburg. Ma questo è un errore
> in cui si poteva cadere abbastanza facilmente.
>
> La seconda è la traduzione della parte finale dell’ultima risposta di
> Fischer nel filmato. E qui faccio fatica a pensare ad una svista.
>

Grazie per il commento e per i complimenti, Roberto: no che non me li sono dimenticati :)

Devo ammettere che non conoscevo questo gruppo (mea culpa, ma anche se ho un blog non sono attivo sulle piattaforme social) e quindi ho saputo solo oggi da un commento su UnoScacchista delle tue critiche al mio post del 9 Marzo.

Non ho problemi ad ammettere che sono stato sbrigativo nell'assegnare a Ginzburg la paternità dell'intervista: ho corretto il post citando esplicitamente che è una correzione "a posteriori". Grazie e complimenti per la ricerca (sono meritati e te li ho anche fatti in calce al post modificato).

Per quanto riguarda la traduzione (e in particolare i puntini di sospensione) non era mia intenzione caricare la frase del significato che tu e Mrs P. ci avete trovato. Devo però riconoscere, come ho anche scritto in calce al post aggiornato, che evidentemente la mia scelta è stata infelice e ho provveduto a sostituire "insomma ..." con "tutto qua."

Hai anche scritto

>
> Il mio parere è che mi pare un po’ comodo mettere la traduzione della
> frase in quel modo e un po’ limitativo, in ogni caso, trarre certe
> conclusioni (articolo e commento) prendendo un’intervista di un Bobby
> diciottenne senza tenere conto degli sviluppi della sua vita e senza
> riconoscergli l’assoluta mancanza di ipocrisia, malizia e cattiveria.
>

Non ho potuto seguire Fischer negli anni in cui giocava (il mio primo ingresso in un circolo fu nel 1979) quindi l'idea che mi sono potuto fare di lui come persona deriva solamente da quello che ho letto. Ho sentito Leko parlare di Fischer in termini lusinghieri durante i commenti in diretta del Grenke 2018 e ho letto Hort definirlo "mentalmente malato" (https://en.chessbase.com/post/vlastimil-hot-memories-of-bobby-fischer-3).
Non posso giudicare se sia stata una persona senza ipocrisia, malizia o cattiveria, ma il suo comportamento e le sue ripetute dichiarazioni paranoiche negli anni verso diversi gruppi di persone mi hanno sempre dato l'immagine di una persona poco equilibrata. Se la sincerità è un valore, dire sinceramente cose sbagliate non le trasforma in cose accettabili.

Nello specifico del mio post, ho riconosciuto a Fischer le attenuanti del contesto storico, ma rimango convinto di quanto ho scritto, ovvero che "le qualità dell’essere umano Fischer, purtroppo, non sono state all’altezza dello scacchista". So che altri la pensano diversamente: nessun problema, ovviamente.

Grazie ancora per l'attenzione ai miei scritti e per le critiche che, come sempre, sono ben accette quando esposte con gentilezza e chiarezza come fai tu.

Uberto

lucax62

unread,
May 23, 2018, 10:50:50 AM5/23/18
to
uberto....@gmail.com ha scritto:

> Grazie per il commento e per i complimenti, Roberto

.Roberto?
si chiama Riccardo :-)
PS come correggere una svista con un'altra svista.. :-)
("ci scusiamo con i nostri lettori per l'errore di stompa")

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