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Intervista a Costantino Aldrovandi

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Franco Pezzi

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Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
Titolo: < DATEMI UN PEDONE, DOMINERO' IL CAOS"

Costantino Aldrovandi (A.) , maestro di scacchi a soli 21 anni e, dopo il
quarto posto al Torneo internazionale di Reggio Emilia, gia' in possesso
della prima delle tre "norme" che servono per diventare maestro
internazionale...

A."Allora le dico subito che a me degli scacchi intesi come competizione e
classifiche non me ne frega nulla. Mi interessa quello che rappresentano e
basta."

Giornalista: " Benissimo. E cosa rappresentano per lei gli scacchi?"
A." Sono la mia finestra sul mondo. Da quando avevo 12 anni. Ora studio
anche sociologia all'universita', e studiando mi sono fatto un'idea ben
precisa del mondo, e della chimica che lo governa. Per esempio: ha presente
gli psicofarmaci?"
G. "Si"
A."Ecco, se ho sonno, io prendo uno psicofarmaco e dormo. Se ha fame, mangio
un pezzo di pane e mi sfamo. Se ho sete bevo e cosi' via. Ad ogni azione
corrisponde una reazione. Quindi si puo' prevedere quasi tutto quello che
succedera'. E' la chimica che governa i nostri comportamenti. Noi abbiamo un
sacco d'informazioni che ci potrebbero aiutare a migliorare il mondo, se
solo fossimo capaci di unirci, assumendo sempre la migliore idea per agire."
G."E negli scacchi..."
A."Vinci se assumi l'idea migliore con cui giocare la tua partita. La
scacchiera e' un caos in miniatura, assumere la miglior idea per
comprenderlo, significa vincere. E assumere la miglior idea per vivere,
significa migliorare il caos del mondo. Io ho aspirazioni da filantropo, ma
anche la frustrazione di non poterlo essere. Per fare un esempio semplice:
mi piacerebbe avere 10 mila miliardi per aiutare chi ha bisogno, ma non li
ho. E allora diciamo che sfogo la mia frustrazione sulla scacchiera,
cercando di assumere la miglior idea per giocare."
G." E funziona?"
A."Ha presente il diapason?"
G."Si"
A."Ecco: se io lo faccio vibrare di fianco ad un altro diapason, il secondo
risponde alle vibrazioni. E il primo, da cui abbiamo iniziato, rafforza a
sua volta il vibrare. La stessa cosa succede quando si fa una mossa giusta,
a cui segue la situazione strategica desiderata. Ed e' molto soddisfacente."
G." Una partita a scacchi e' anche molto logorante: come fronteggia il
dispendio di energie nervose che comporta?"
A."Quando ero a scuola, non sopportavo di vedere i miei compagni litigare,
oppure i professori riprendere i meno capaci. Nell'aula si creava una
tensione che mi disturbava. Diciamo che delle circa 3mila calorie che usiamo
ogni giorno, quasi la meta', se non anche di piu', mi venivano sottratte da
quella tensione che dovevo subire. Oggi, invece, vivendo praticamente in
solitudine, dispongo di tutte le energie necessarie per giocare e studiare,
senza particolari fatiche."
G."Lei vive in solitudine?"
A."Quasi. Abito a Medicina con mia madre, e dedico tutto il mio tempo allo
studio e agli scacchi. Ogni tanto esco e faccio un giro in paese, oppure
vengo a Bologna per visitare le librerie. Sono un po' asociale, lo so. Ma e'
la mia natura."
G." Un buon amico ce l'ha?"
A." Secondo lei? Mi verrebbe da rispondere di no, pero' sembrerebbe una
risposta troppo dura..."
G." E non le manca, un buon amico?"
A." Mi manca solo la vittoria,qui, sulla scacchiera. Quando vinco a scacchi,
sono felice.
G." E quando perde?"
A."Quando perdo cerco di capire dove ho sbagliato."
G." E magari pensa che il suo avversario ha "assunto" un'idea migliore per
la partita".
A." Non vorrei sembrare presuntuoso, ma io l'avversario non lo considero.
Fino a qualche fa non scrivevo nemmeno il suo nome nel foglietto dei
punteggi. Ma e' solo perche io non faccio la gara con nessuno,
interessandomi solo l'aspetto filosofico del gioco."
G."Con gli scacchi riesce a guadagnare?"
A."L'anno scorso circa sette milioni. Per me, una buona somma. Se riuscissi
a diventare professionista, sarebbe il massimo: potrei vivere bene
continuando a giocare e studiare."
G."Riassumendo: scacchi, studi universitari e vita sociale quasi azzerata.
Non c'e' altro, nella vita del maestro Aldrovandi?"
A. "Lo sport in TV. Soprattutto il calcio."
G. "Cosa le piace del calcio?"
A. "I bei gol e i grandi giocatori. Mi piaceva Baggio, ma ora mi piace molto
Eriberto. Perche' e' freddo davanti alla porta e percheè da' tutto. Quando
uno da' tutto, puo' sentirsi a posto con la coscienza."
G. "Va bene, grazie e arrivederci..."
A. "Vorrei aggiungere una cosa: ringraziare Igor Efimov, campione italiano e
mio maestro. Perche' e' un grande scacchista ma anche una persona seria."
G. "Gia', al Torneo di Reggio Emilia vi siete pure incontrati."
A. "Si, e' finita in parita', ma lui ha giocato molto meglio. Alla fine ero
in difficolta' e, per rendere l'idea, ho alzato un po' di polverone. L'ho
anche alzato piuttosto bene, visto che son riuscito a pareggiare, ma resta
il fatto che lui aveva giocato megllio. Mi raccomando, lo scriva."

Fine dell'intervista. L'articolo e' a firma di Giovanni Egidio ed e' apparso
su "La Repubblica" del 21 gennaio 1999.
E' corredato anche da una fotografia "allucinante" ma di molto impatto.

Tanto per risparmiare una fatica ad Andrea Malfagia e accontentare la
curiosita' di Marco Bordin, Fabio Peruzzi, Paolo Fasce e dei
lettori...silenziosi.

Franco Pezzi - Ravenna

Davide Poscente

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to

A parte il resto dell'intervista,che lascio alla riflessione di ognuno
di noi...immagino l'intervistatore che si sbelica dalle risate sentendo
che un Maestro di scacchi di buon livello (per lui poteva essere un
mezzo genio) ha guadagnato in un anno sette milioni....(e magari non sa
che buona parte di quei soldi sono serviti per soggiornare nelle locali-
tà di gioco...)..
Comunque..mi auguro che,insieme ad altri giovani italiani,egli
rappresenti una possibilità per il nostro movimento di crescere e di
svilupparsi...(anche se dubito che da autodidatti potranno arrivare
all'eccellenza...).
Comunque..per quanto riguarda l'intervista...forse possiamo dire:
"non importa se bene o male...purché se ne parli...";mi sembra una
consolazione.. (in fondo era arrivato quarto in un torneo minore...
mica aveva vinto il Campionato del mondo !)...

Ciao a tutti !

Gianluigi Masciulli

unread,
Feb 4, 1999, 3:00:00 AM2/4/99
to
a parte il fatto che il taglio dell'articolo non lo mette certo in buona
luce ... ma a me tutto sommato sembra soprattutto una persona sincera, e non
vedo cosa ci sia di male. Tra l'altro le scelte personali non si possono
discutere.

ciao

gianluigi


Franco Pezzi ha scritto nel messaggio
<79ce7l$ek2$1...@fe1.cs.interbusiness.it>...


>Titolo: < DATEMI UN PEDONE, DOMINERO' IL CAOS"
>
>Costantino Aldrovandi (A.) , maestro di scacchi a soli 21 anni e, dopo il


snip.

Marco Bordin

unread,
Feb 5, 1999, 3:00:00 AM2/5/99
to
A me sembra sopratutto una persona che per un motivo o per l'altro ha
rifiutato o e' stata rifiutata dalla societa', e che ha sublimato le
normali pulsioni in un qualcosa che, forse per caso, sono gli scacchi;
magari avrebbe potuto essere anche un ottimo musicista.

In ogni caso una intervista di questo genere non credo che causi un
reale danno al movimento scacchistico, potra' forse confermare idee
preconcette in persone sempre pronte a giudicare ed a criticare chiunque
non si conformi ad un certo moello di comportamento, ma tutto finisce
li'.

Vi sono persone che dedicano la propria vita a dio, ai gatti, all'
automobile, alla scienza, alle donne, al prossimo, al lavoro, ai
figli... Forse e' piu' nobile dedicare la propria vita al prossimo
piuttosto che agli scacchi e forse no, certo non lo e' dedicarla
all'automobile e, IMHO, neanche a dio. La differenza e' che dedicare la
vita a dio o all'automobile non e' percepito come comportamento distorto
dalla societa', dedicarla agli scacchi in parte lo e'. Il giornalista
questo lo sa bene e, tutto sommato correttamente, vende il suo prodotto.

E' vero: le scelte personali non si possono discutere.


Marco Bordin

Paolo Fasce

unread,
Feb 5, 1999, 3:00:00 AM2/5/99
to
"Franco Pezzi" <pez...@sira.it> wrote:

>Fine dell'intervista. L'articolo e' a firma di Giovanni Egidio ed e' apparso
>su "La Repubblica" del 21 gennaio 1999.
>E' corredato anche da una fotografia "allucinante" ma di molto impatto.
>
>Tanto per risparmiare una fatica ad Andrea Malfagia e accontentare la
>curiosita' di Marco Bordin, Fabio Peruzzi, Paolo Fasce e dei
>lettori...silenziosi.

Be', a questo punto acquisisci l'immagine della foto e mandamela via
e-mail! 8-)

Non sto scherzando. 8-)

Paolo Fasce
fasce-NOSPAM-@-NOPUBBLICITA-mbox.cis.it
Rimuovere -NOSPAM- e -NOPUBBLICITA- dall'indirizzo segnalato per scrivermi privatamente.

Franco Pezzi

unread,
Feb 6, 1999, 3:00:00 AM2/6/99
to

Paolo Fasce ha scritto nel messaggio <36bb15df...@news.split.it>...

>"Franco Pezzi" <pez...@sira.it> wrote:
>Be', a questo punto acquisisci l'immagine della foto e mandamela via
>e-mail! 8-)
>Non sto scherzando. 8-)
>Paolo Fasce


Ti ho inviato pochi secondi fa, via e-mail e in formato JPG (50 Kb), la foto
richiesta.
Tale foto e' a disposizione di tutti.
Basta chiederla.
Franco Pezzi - Ravenna
ICQ 11704804
pez...@sira.it

Andrea Malfagia

unread,
Feb 8, 1999, 3:00:00 AM2/8/99
to
Il Thu, 4 Feb 1999 16:34:40 +0100 "Franco Pezzi" <pez...@sira.it> ha
scritto:

>Titolo: < DATEMI UN PEDONE, DOMINERO' IL CAOS"
>
>Costantino Aldrovandi (A.) , maestro di scacchi a soli 21 anni e, dopo il
>quarto posto al Torneo internazionale di Reggio Emilia, gia' in possesso
>della prima delle tre "norme" che servono per diventare maestro
>internazionale...

>Fine dell'intervista. L'articolo e' a firma di Giovanni Egidio ed e' apparso


>su "La Repubblica" del 21 gennaio 1999.

Ah, cosi'... Scusatemi per la dritta errata, la fonte non era riportata
nella fotocopia che ho visto esposta e lo stile era quello tipico da
"Carlino".
Evito peraltro di esclamare quanto e' caduta in basso "La Repubblica",
perche' ricordo benissimo il livello dei servizi speciali dell'ineffabile
Emanuela Audisio sui match fra i due K: una tradizione informativa
consolidata, non c'e' che dire...

>Tanto per risparmiare una fatica ad Andrea Malfagia e accontentare la
>curiosita' di Marco Bordin, Fabio Peruzzi, Paolo Fasce e dei
>lettori...silenziosi.

Grazie Franco, non avevo fatto commenti sulla foto, ma devo dire che appena
l'ho vista in bacheca ho avuto un pessimo presentimento sul contenuto
dell'articolo :-(

Davide Poscente prova a consolarci ricordando il motto "non importa se bene
o male...purché se ne parli...": dal mio intervento iniziale si sara' gia'
capito che non sono affatto d'accordo.
Tra l'altro, mi sembra quasi scontato rilevare quanto sia importante
l'immagine del gioco in relazione alle sue possibilita' di crescita
economica: questo tanto per ricollegarmi di lontano alle discussioni
sollevate da Valerio Luciani in altri thread.

Gianluigi Masciulli scrive inoltre:


>a parte il fatto che il taglio dell'articolo non lo mette certo in buona
>luce ... ma a me tutto sommato sembra soprattutto una persona sincera, e non

>vedo cosa ci sia di male. Tra l'altro le scelte personali non si possono
>discutere.

E non saro' certo io a discuterle, ne' a rimpiangere una maggiore dose di
ipocrisia da parte di Aldrovandi.
Il punto e' questa attitudine dei giornalisti non specializzati a gettarsi
come topi sul formaggio sul nostro gioco esclusivamente quando i suoi
esponenti possono essere messi non tanto "in buona luce", quanto sotto le
luci del riflettore limitatamente alle loro idiosincrasie.

Dov'era il fatto tecnico, quello che realmente Aldrovandi ha fatto e che
puo' fare, in quell'articolo? Era davvero necessario (e degno di una
informazione giornalistica degna di rispetto) concentrarsi sugli aspetti
del "fenomeno da baraccone"? Dico, lo spazio per riportare, non dico molto,
almeno una sua partita, non c'era modo di trovarlo? Avrebbe nuociuto alla
tiratura?

Per conto mio, se il Sig. Giovanni Egidio gioca a scacchi come ne scrive,
dovrebbe prendere lezioni dall'ultimo dei non classificati.

Saluti a tutti e grazie dell'attenzione
--
Andrea Malfagia
http://wwp.mirabilis.com/13175753
"Sulla scacchiera le menzogne e l'ipocrisia non sopravvivono a lungo.
La combinazione geniale mette a nudo la presunzione della menzogna.
L'attacco spietato, che culmina nello scacco matto, contraddice
l'ipocrita."(Emanuel Lasker)


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