Ritengo che il forum it.hobby.scacchi sia di altissimo livello (non è
una sviolinata, visitate gli altri forum e trarrete le mie stesse
conclusioni!), pertanto vorrei chiedervi qualche lume in merito al
gioco lampo (5 minuti).
Come giocatore lampo non sono certo un GM (è un eufemismo per dirvi che
sono una schiappa invereconda) e vorrei migliorare le mie prestazioni.
In media riesco a procurarmi delle posizioni strategicamente stravinte
per poi sprecarle mostruosamente per un` incoercibile diatesi al time
pressure(uso codesti paroloni per raddolcire il termine "schiappa
invereconda").
Mi capita altresì di incappare in sviste mostruose al di là dei
capricci dell`orologio...
Spesso gioco(nel web) con persone che adottano aperture( e strategie)
altamente discutibili...
Ciò mi irrita molto, mi vien voglia di punire una tale impertinenza
posizionale e perdo tempo...perdo...perdo...
Penso che il gioco lampo abbia degli equilibri nettamente differenti
dal gioco ortodosso.
Il time pressure, senz`ombra di dubbio, gioca un ruolo preminente.
Ho letto in un libro che, per autoeducarsi a evitare le nefandezze del
time pressure, bisognerebbe attenersi ad un ruolino di marcia temporale
predefinito : 15 mosse nel primo minuto, 20 nel secondo, 25 nel terzo,
30 nel quarto e 35 nel quinto(si parte dal principio che una partita
lampo duri di più di una partita standard : 15+20+25+30+35=125 mosse).
Tutto ciò vi sembra ragionevole?
Veniamo alla scelta delle aperture e al piano di gioco.
Si dice spesso che nel gioco blitz sia il colpo d`occhio tattico che
regoli i destini della partita( però che strano : Petrojan, giocatore
strategico e profilattico -nel senso scacchistico!- per eccellenza era
anche un giocatore blitz eccezionale!).
Adottare un`apertura discutibilisima, ma che richieda tempo per
confutarla, può dare insperati frutti.
Sto seguendo un ragionamento errato?
Bisogna perseguire un piano di gioco o è meglio cercare di inquadrare
il tutto in un`ottica tattico-nonsvistica?
Boh!
Aiutatemi(e scusate la confusione)!
Esiste un percorso sistematico per migliorare il proprio gioco blitz?
Questa è la domanda finale.
Vi ringrazio anticipatamente per i consigli che mi darete,
Michele Collatina
P.S.
Io sono una persona ansiosa : se riuscissi ad abbassare il livello
d`ansia, migliorerei enormemente le mie prestazioni scacchistiche
(lampo e non), ma credo che questo problema sia abbastanza diffuso:
l`ansia e la malattia del secolo!.
Nel gioco lampo, però, questa malattia si fa sentire...eccome!
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Before you buy.
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> Penso che il gioco lampo abbia degli equilibri nettamente differenti
> dal gioco ortodosso.
> Il time pressure, senz`ombra di dubbio, gioca un ruolo preminente.
> Ho letto in un libro che, per autoeducarsi a evitare le nefandezze del
> time pressure, bisognerebbe attenersi ad un ruolino di marcia temporale
> predefinito : 15 mosse nel primo minuto, 20 nel secondo, 25 nel terzo,
> 30 nel quarto e 35 nel quinto(si parte dal principio che una partita
> lampo duri di più di una partita standard : 15+20+25+30+35=125 mosse).
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Non sono d'accordo su giocare pensando a queste cadenze. Secondo me la cosa
migliore è giocare sempre alla massima velocita' fermandosi a pensare magari
10-20 secondi (o anche più nel caso sia il momento decisivo) solo quando si
è in momenti topici della partita (esempio passare da centropartita a
finale, accettare un sacrificio, etc.).
Sono anche convinto che una classifica ELO lampo non differirebbe molto da
una classifica ELO a gioco lungo. Non penso ci possa essere un delta molto
alto tra i due tipi di gioco.
Luigi Caselli
>Non sono d'accordo su giocare pensando a queste cadenze. Secondo me la cosa
>migliore è giocare sempre alla massima velocita' fermandosi a pensare magari
>10-20 secondi (o anche più nel caso sia il momento decisivo) solo quando si
>è in momenti topici della partita (esempio passare da centropartita a
>finale, accettare un sacrificio, etc.).
>Sono anche convinto che una classifica ELO lampo non differirebbe molto da
>una classifica ELO a gioco lungo. Non penso ci possa essere un delta molto
>alto tra i due tipi di gioco.
>
Per mia curiosita', ho tenuto un elo-lampo, e continuo a tenerlo.
Lo pubblico periodicamente sul sito del CS Corsico (mensilmente, in
linea di massima). Lo faccio anche per il semilampo 15'.
Lo tengo ben agganciato all'elo-Italia, per evitare di perdere
significativita' e per permettere proprio questi raffronti.
Ci sono degli scarti, ma la tendenza e' quella da te indicata.
Walter Ravagnati
Hai ragione, in effetti anche il mio curriculum lo dimostra :
se nel gioco lampo sono una schiappaccia invereconda, nel gioco
standard sono una schiappa vereconda(nel senso che me ne vergogno).
Speravo di avere qualche delucidazione sul metodo di studio e di
allenamento da adottare per migliorare le prestazioni lampo.
La tua spiegazione sull`utilizzo del tempo, però, mi pare chiara e
sensata.
Grazie mille,
Michele Collatina
P.S.
È possibile che non esistano libri,articoli o pagine web che affrontino
questo tema?
A chi mi aiutasse regalerò una confezione di cervello AB-normal da
utilizzare nei tornei scacchistici.
>Sono anche convinto che una classifica ELO lampo non differirebbe molto
>da una classifica ELO a gioco lungo. Non penso ci possa essere un delta
>molto alto tra i due tipi di gioco.
Concordo. Al massimo ci sono un po' di specialisti che guadagnano qualche
posizione, e qualche giocatore poco appassionato al gioco veloce che ne
perde, ma in linea di massima i valori non dovrebbero cambiare troppo.
>Penso che il gioco lampo abbia degli equilibri nettamente differenti
>dal gioco ortodosso.
Se vuoi dire che si deve giocare in maniera diversa, e' vero.
Ma i valori espressi in linea di massima non divergono.
>Il time pressure, senz`ombra di dubbio, gioca un ruolo preminente.
>Ho letto in un libro che, per autoeducarsi a evitare le nefandezze del
>time pressure, bisognerebbe attenersi ad un ruolino di marcia temporale
>predefinito : 15 mosse nel primo minuto, 20 nel secondo, 25 nel terzo,
>30 nel quarto e 35 nel quinto(si parte dal principio che una partita
>lampo duri di più di una partita standard : 15+20+25+30+35=125 mosse).
>
>Tutto ciò vi sembra ragionevole?
No. Essere veloci e' importante, ma viaggiare per tabelle non ha senso.
>Veniamo alla scelta delle aperture e al piano di gioco.
>Si dice spesso che nel gioco blitz sia il colpo d`occhio tattico che
>regoli i destini della partita( però che strano : Petrojan, giocatore
>strategico e profilattico -nel senso scacchistico!- per eccellenza era
>anche un giocatore blitz eccezionale!).
>
>Adottare un`apertura discutibilisima, ma che richieda tempo per
>confutarla, può dare insperati frutti.
>Sto seguendo un ragionamento errato?
>
>Bisogna perseguire un piano di gioco o è meglio cercare di inquadrare
>il tutto in un`ottica tattico-nonsvistica?
La velocita' e' importante, ed e' un obbiettivo primario, come dice Luigi,
che e' un'autentica autorita' in materia.
Il colpo d'occhio aiuta, ma e' fondamentale scegliere posizioni in cui non
si debba sprecare tempo per cercare un piano.
Credo che prima di tutto si debba compiere delle scelte che si adattano
alle proprie caratteristiche.
Se sei un giocatore dallo stile molto lento e solido, a suo agio in
posizioni tranquille e molto lente, dubito che valga la pena di studiarsi
il gambetto Evans solo per il gioco lampo.
Riuscirai ad essere veloce e produttivo solo giocando posizioni in cui ti
senti a tuo agio.
Al limite potrei suggerire di ricorrere ad impianti di gioco che consentano
di attuare un piano molto standardizzato: cominci a pensare solo dopo un
bel po', quando magari il tuo avversario ha gia' sprecato tempo o si e'
cacciato nei guai.
Roba tipo inglesi, siciliane chiuse, attacchi estindiani, eccetera eccetera
eccetera.