On Sunday, May 2, 2021 at 4:19:38 PM UTC+2, NSantini wrote:
> in un libro in inglese ho trovato il vocabolo "tabiya" che non riesco a tradurre né col vocabolario italiano-inglese, né con il vocabolario Oxford, né col traduttore on line.
> Nel testo è riportato: "After 13 Qxb5, on the board is the tabiya of the variation", che tradotto "Dopo 13 Dxb5 sulla scacchiera è/c'è il/lo ....... della variante". La frase senza quel vocabolo è monca.
E' un termine che deriva dallo Shatranj, il nonno arabo/medio orientale degli scacchi attuali... dato che, nelle regole dell'epoca, i pezzi avevano un raggio di azione più limitato, le prime mosse di apertura spesso erano in genere meno significative, perchè non potevano essere contrastate direttamente, e la vera battaglia cominciava dopo aver raggiunto uno dei setup un più avanzati, detti appunto tabiya, che sono stati trovati anche negli scritti dell'epoca... il mitico "manuale teorico-pratico" del Porreca ne riporta un paio:
1rbqkbr1/p6p/1pnppnp1/2p2p2/2P2P2/1PNPPNP1/P6P/1RBQKBR1 w - - 0 1
1r3r2/2qnnk2/1ppbbpp1/p2pp2p/P2PP2P/1PPBBPP1/2KNNQ2/1R4R1 w - - 0 1
Nel significato odierno viene usato per definire una posizione chiave di una determinata apertura/variante, da cui parte effettivamente tutta la teoria... per fare un esempio a caso, un tabiya della Moderna Benoni può essere 1. d4 Nf6 2. c4 c5 3. d5 e6 4. Nc3 exd5 5. cxd5 d6 6. e4 g6 7. Nf3 Bg7 8. h3 O-O 9. Bd3