http://www.accademiascacchimilano.it/docs/Bibliografia_Base.pdf
Ecco, siccome do per scontato che gli istruttori presenti nell'A.S.M. non
siano proprio degli sprovveduti bens� professionisti scacchisticamente e
didatticamente pi� che preparati e qualificati per insegnare gli scacchi, mi
e vi domando come mai su 15 titoli consigliati ben 10 sono in lingua inglese
! Se in lingua italiana esistesse realmente tutta questa sovrabbondanza di
validi libri per principianti, non credete che quella bibliografia sarebbe
stata composta totalmente (o almeno per la maggior parte) da libri in lingua
italiana ?
Io, purtroppo, non mastico granch� l'inglese, quindi figuriamoci leggere
libri di scacchi !
Ringrazio chi vorr� intervenire per chiarirmi un po' le idee (che adesso
sono decisamente un p� confuse...)
Ciao
T86
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> e vi domando come mai su 15 titoli consigliati ben 10 sono in lingua inglese
Per la precisione da quell'elenco in italiano ce ne sono solo 4,
quello di Pandolfini ha il titolo in inglese e presumo sia scritto
nella stessa lingua. Quello di Euwe lo definiscono avanzato, quindi
non proprio per principianti, comunque in molte parti va bene lo
stesso.
Oltretutto sono libri abbastanza datati, il più recente è il Kallai,
edizione italiana del 1997, il Zichichi è un buon libro, me lo aveva
autografato personalmente nel periodo della sua presidenza, ed è del
1993, Scuola di scacchi di Ponzetto lo possiedo da quando mia figlia
aveva sei mesi, ora ne ha 321 di mesi. L'Euwe poi si perde nella notte
dei tempi.
Sono tutti buoni o ottimi libri intendiamoci ma esiste qualcosa di più
recente? Si esiste e ce ne sono anche parecchi ma, sempre secondo il
mio parere e/o consiglio agli editori, sono sempre troppo pochi.
Poi continueranno a fare quello che vogliono, i soldi per pubblicare
libri li mettono loro.
Scusate, cercherò di non intervenire più, non vorrei essere scambiato
per uno di quelli che qui chiamate troll.
Ciao
P.L.
> Scusate, cercher� di non intervenire pi�, non vorrei essere scambiato
> per uno di quelli che qui chiamate troll.
Non c'� pericolo.
Estratto da wikipedia:
Troll - nel gergo di Internet, e in particolare delle comunit� virtuali come
newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog - � detto
un individuo che interagisce con la comunit� tramite messaggi provocatori,
irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli
scambi normali e appropriati. Spesso l'obiettivo specifico di un troll �
causare una catena di insulti (flame war); una tecnica comune consiste nel
prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una
questione gi� lungamente (e molto pi� approfonditamente) dibattuta, specie
laddove la questione sia gi� tale da suscitare facilmente tensioni sociali
(come un'annosa religion war). In altri casi, il troll interviene in modo
semplicemente stupido (per esempio volutamente ingenuo), con lo scopo di
mettere in ridicolo quegli utenti che, non capendo la natura del messaggio
del troll, si sforzano di rispondere a tono. Dal sostantivo troll si
derivano, sia in inglese che in italiano, forme come il termine trollismo
(inteso come il verificarsi di tale fenomeno nelle web-community), il verbo
trollare ("comportarsi come un troll") o essere trollato ("cadere nella
trappola di un troll" rispondendo a tono alle sue provocazioni).
Un troll particolarmente tenace e fastidioso pu� effettivamente scoraggiare
gli altri utenti e causare la fine di una comunit� virtuale. Se un troll
viene invece ignorato (in genere la contromisura pi� efficace), solitamente
inizia a produrre messaggi sempre pi� irritanti ed offensivi cercando di
provocare una reazione, per poi abbandonare il gruppo.
Oltre all'indifferenza, in molti contesti esistono anche strumenti tecnici
utili per combattere i troll; un approccio generale consiste nel predisporre
opportuni filtri che rendono automaticamente invisibili i messaggi inviati
dagli utenti segnalati al sistema come disturbatori (per esempio i killfile
nel caso dei newsgroup).
La figura del troll � per molti aspetti simile a quella del fake (che
"disturba" una comunit� fingendosi qualcun altro), sebbene i due concetti
non siano del tutto sovrapposti: un "fake" potrebbe partecipare in modo
disciplinato e costruttivo alla conversazione, e un "troll" non
necessariamente nasconde o falsifica la propria identit�.
> Oltretutto sono libri abbastanza datati, il più recente è il Kallai,
> edizione italiana del 1997, il Zichichi è un buon libro, me lo aveva
> autografato personalmente nel periodo della sua presidenza, ed è del
> 1993, Scuola di scacchi di Ponzetto lo possiedo da quando mia figlia
> aveva sei mesi, ora ne ha 321 di mesi. L'Euwe poi si perde nella notte
> dei tempi.
> Sono tutti buoni o ottimi libri intendiamoci ma esiste qualcosa di più
> recente?
Ma tu cerchi un libro di scacchi o un'automobile?
Massimiliano Orsi
>
> http://www.accademiascacchimilano.it/docs/Bibliografia_Base.pdf
>Se in lingua italiana esistesse realmente tutta questa sovrabbondanza di
>validi libri per principianti, non credete che quella bibliografia sarebbe
>stata composta totalmente (o almeno per la maggior parte) da libri in lingua
>italiana ?
La bibliografia pare datata, ma magari ti risponderà l'autore,
Chinnici, che mi pare seguisse anche il NG.
I libri in lingua italiana disponibili per chi sa già giocare e non
mette più i pezzi in presa (lo chiameremo PRINCIPIANTE) sono molti.
Una breve ricognizione sul sito delle Due Torri mi dà questo elenco:
1) sul mediogioco
CORSO COMPLETO DI SCACCHI - DALLE BASI ALL`AGONISMO, LA STORIA E I
CAMPIONI
C.Pantaleoni R.Messa F.Benetti, LE DUE TORRI, 2007, p. 208
Un corso completo che insegna la strategia e la tattica, le aperture e
i finali, partendo dalle basi ed arrivando ai concetti necessari per
avanzare fino alla soglia magistrale. Il tutto in una progressione di
lezioni redatte da un trio di esperti, ognuno nella sua materia
specifica.
1001 ESERCIZI PER PRINCIPIANTI
Franco Masetti e Roberto Messa, LE DUE TORRI, II ediz. 2008, p. 144
Questo libro presenta centinaia di posizioni di scacco matto da
individuare “a vista”, come i più facili in uno o due mosse, ma anche
esercizi più impegnativi, con combinazioni di scacco matto in tre o
quattro mosse particolarmente brillanti, oppure combinazioni a “tema
misto” in cui per esempio a un’idea di scacco matto se ne associa una
tesa al guadagno di materiale.
LA MIA SCUOLA DI SCACCHI - LEZIONI DI PERFEZIONAMENTO
Claudio Negrini, LE DUE TORRI, 2008, p. 232
Le lezioni di perfezionamento della Scuola di Scacchi di Claudio
Negrini partono da una facile individuazione dei concetti chiave degli
scacchi così che le analisi e le mosse da fare vengano naturali e
spontanee...
IL MIO SISTEMA
Aron Nimzowitsch, Caissa Italia, 2005, p. 248
Se c’è un tempo dell’ingenuità e un tempo della consapevolezza negli
scacchi, Il mio sistema è lo spartiacque che divide l’uno dall’altro.
Da generazioni la lettura del manuale di Aron Nimzowitsch segna un
punto di non ritorno in chi si avvicina al gioco: quello oltre il
quale gli scacchi cominciano a rivelare i loro segreti.
ESERCIZI DI TATTICA
John Nunn, Caissa Italia, 2005, p. 168
In un manuale agile e snello per consultazione ma corposo quanto a
materiale (430 diagrammi!), Nunn adotta un approccio estremamente
pratico alla tattica, rendendo così omaggio a un noto aforisma di
Richard Teichmann: ``Gli scacchi sono al 99% tattica``.
LE BASI DEL MEDIOGIOCO
Yuri Averbakh, Caissa, 2002, p. 115
In 19 chiarissime e sintetiche lezioni il Grande Maestro moscovita
percorre gli schemi e le tematiche del mediogioco con esempi curati e
altamente didattici.
(NB: è un libro di tattica anche questo)
IL CENTRO DINAMICO NEGLI SCACCHI
Pietro Ponzetto - Giacomo Vallifuoco, Edizioni Ediscere, 2007, p. 192
Tra le svariate configurazioni che possono assumere i pedoni centrali,
ve ne sono alcune più importanti, perché si ripetono con una certa
frequenza e possono derivare da varianti diverse della stessa apertura
o anche da aperture fra loro diverse.
(scritto in modo molto didattico, anche se non è un libro per
principianti)
IL MEDIOGIOCO VOL.I - GLI ELEMENTI STATICI
Max Euwe - Haije Kramer, Edizioni Ediscere, 2005 , p. 292
Una grande lacuna della letteratura scacchistica italiana si è colmata
con questa pubblicazione. Il libro è riconosciuto come un`eccellenza,
tra i migliori trattati mai scritti sul mediogioco.
(neanche questo è un libro per principianti)
IL MEDIOGIOCO NEGLI SCACCHI
Eugene A. Znosko-Borovsky, E.d.C., 1999, p. 160
Finalmente in italiano un testo di grande valore, su cui si sono
formate in tutto il mondo tante generazioni di scacchisti.
SCUOLA DI SCACCHI
Pietro Ponzetto, Edizioni Ediscere, rist. 2008, p. 174
Gli elementi strategici e posizionali del gioco spiegati con
suggestiva immediatezza, e illustrati con partite molto istruttive.
STRATEGIA E TATTICA NEL GIOCO DEGLI SCACCHI
Enrico Paoli, Mursia, Ristampa 2007, p. 381
Un vero e proprio trattato, redatto in modo organico, chiaro ed
esauriente, che espone come ci si deve comportare nel ``centro
partita``
IL MIO SISTEMA
Aaron Nimzowitsch, MURSIA, Collana i classici, 2000, p. 343
(esiste una edizione recente di Caissa Italia)
Lo storico libro che agli inizi del secolo rivoluzionò la concezione
del gioco con idee stupefacenti, ancor oggi validissime.
LA PRATICA DEL MIO SISTEMA
Aaron Nimzowitsch, MURSIA, p. 261
Con il suo originalissimo stile espositivo l`autore, attraverso
l`analisi di un centinaio di partite da lui giocate, dimostra che è
possibile mettere in pratica ciò che aveva affermato nella sua
precedente opera: Il mio sistema.
IL CENTRO DI PARTITA
Petr Romanovskij, MURSIA, 1968 rist.2003, p. 312
Petr Arsenevic Romanovskij, Maestro e arbitro internazionale, ha
legato il proprio nome alla storia degli scacchi soprattutto come
propagandista e scrittore; a lui spetta il merito di aver preparato la
generazione di scacchisti sovietici che con Botvinnik ha conquistato
il primato del mondo.
IMPARIAMO A DARE MATTO
Pierluigi Beggi, Mursia, 1997, p. 184
I più svariati temi e schemi di matto, presentati e ``raccontati``
attraverso le loro caratteristiche più stimolanti e istruttive.
TRATTATO DI SCACCHI (Gioco di posizione e gioco di combinazione +
Valutazione della posizione e piano di gioco)
Max Euwe, MURSIA, p. 318
Una pietra miliare della ``scienza`` scacchistica, una guida
illuminante da parte di chi strappò il titolo mondiale ad Alekhine.
TEORIA E PRATICA DEGLI SCACCHI
A.N.Koblentz, MURSIA, 1973, p. 415
Il ``maestro`` di Tal esalta la simbiosi tra conoscenza dei
``fondamentali`` e creatività soggettiva, via al successo negli
scacchi.
(comprende anche una parte sui finali)
IL PERFEZIONAMENTO TATTICO
Jacob Aagaard, Prisma , 2006, p. 342
Dopo i primi due fortunati libri dedicati al perfezionamento, uno di
carattere generale e uno incentrato sugli aspetti strategici del
gioco, Jacob Aagaard ci propone un terzo volume che ha per argomento
la tattica.
IL PERFEZIONAMENTO DELLO SCACCHISTA (Excelling at Chess)
Jacob Aagaard, Prisma, 2005, p. 272
Vincitore del prestigioso Book of the Year Award assegnato ogni anno
da ChessCafe.com
L’assunto fondamentale del libro è che si fa meno fatica a giocare
bene se si conoscono certe regole fondamentali. I grandi giocatori,
come dice Kasparov, “sanno dove devono andare i loro pezzi”, sanno
cioè distinguere a priori tra varianti buone e cattive. E basandosi
sulla conoscenza di pochi principi il giocatore può migliorare
enormemente il proprio rendimento in finale.
TEORIA E PRATICA DEGLI SQUILIBRI
Jeremy Silman, Prisma, 2005, p. 358
Per quanto possa suonare elementare, il segreto per cogliere l’essenza
degli scacchi è capire, in ogni momento, quali sono le differenze fra
la formazione del Bianco e quella del Nero, distinguere gli elementi
significativi da quelli ininfluenti, e regolare quindi la condotta di
gioco in base alle conseguenze strategiche e tattiche che possono
derivarne.
MANUALE DEL GIOCO POSIZIONALE
Israel Gelfer, Prisma , 1996, p. 240
L`autore di questo libro riesce a trasmettere al lettore una
metodologia semplice e chiara di quell’aspetto fondamentale della
partita che è la visione strategica. Non affronta l’argomento
ricorrendo soltanto alla disamina di alcuni aspetti del mediogioco: il
pensiero posizionale può svilupparsi infatti in qualsiasi fase della
partita, dalle primissime mosse di un’apertura al finale
apparentemente più semplice e lineare.
COME VALUTARE LA POSIZIONE
Anatolij Lysenko, Prisma, 1995, p. 142
La capacità di valutazione posizionale si acquisisce con la pratica,
eppure in questo libro il lettore troverà esempi e consigli che gli
faciliteranno il compito. Rifacendosi ai classici insegnamenti di
Steinitz e Tarrasch, debitamente aggiornati in base all`evoluzione del
pensiero scacchistico di questo secolo, il noto allenatore Lysenko
mostra come individuare in ciascuna posizione i fattori posizionali
determinanti.
MANUALE DEL GIOCO COMBINATIVO
Jakov Nejstadt, Prisma, 1997, p. 320
Manuale del gioco combinativo vuole essere lo strumento ideale per il
giocatore desideroso di allargare la sua visione tattica. Il libro
infatti non è una semplice antologia di combinazioni, ma offre al
lettore qualcosa di più sia in termini di quantità (672 esempi e 994
diagrammi!) che di qualità.
L`ARTE DEL MEDIOGIOCO
Alexander Kotov, Prisma , 1992, p. 144
L`autore approfondisce particolarmente il tema tattico dell`attacco al
Re e quello strategico delle strutture di pedoni.
COME GIOCARE I FINALI DI PEZZI PESANTI
Paul Keres, Mursia, p. 158
In questo volume l`autore presenta la vera natura del finale, dove
bellezza e armonia si nascondono anche nella più semplice delle
posizioni, e dove anche un giocatore esperto non può che restare
affascinato davanti alle molteplici e incredibili soluzioni di gioco.
2) sui finali:
IL MANUALE DEI FINALI
Mark Dvoretsky, Prisma, 2006, p. 528
La ricchezza e complessità di questo testo, definito da qualche
recensore ``il miglior libro di scacchi mai scritto``, è tale che ogni
singolo giocatore sulla terra, da Garry Kasparov all`ultimo dei
principianti, potrà trovarvi qualche utile insegnamento. Ma anche se
certe parti richiedessero al lettore uno studio particolarmente
approfondito, già il riuscire a padroneggiare uno solo dei tanti
principi enunciati ed illustrati con esempi pratici da Dvoretsky
(principi spesso intuiti ma non sviluppati coerentemente sino in fondo
dalla letteratura precedente), sarebbe un motivo sufficiente per
renderne indispensabile la lettura.
CAPIRE I FINALI DI PEZZI LEGGERI
John Emms, Caissa Italia, 2005, p. 192
John Emms, uno degli autori contemporanei più apprezzati, affonta in
questo libro allo stesso tempo corposo e di facile lettura uno degli
argomenti più complessi del gioco, eppure anche tra i più frequenti.
CAPIRE I FINALI DI PEDONI
Glenn Flear, Caissa Italia, 2005, p. 184
Il libro che non può mancare nella biblioteca dello scacchista che
vuole davvero migliorare. La conoscenza dei finali di pedone (in cui
la parte più forte minaccia di vincere promuovendo a donna uno dei
suoi pedoni) è infatti la chiave per il successo nella maggior parte
delle partite di scacchi.
CAPIRE I FINALI DI TORRE
Chris Ward, Caissa Italia, 2005, p. 128
I finali di re, torre e pedoni sono di gran lunga i più comuni in una
partita a scacchi: quasi un finale su cinque presenta queste
caratteristiche. Eppure è proprio qui che molti giocatori perdono per
strada preziosi mezzi punti quando non punti interi.
GUIDA PRATICA AI FINALI
Alexander Beliavskij e Adrian Mikhalchishin, MURSIA, 1995, p. 199
Le tecniche da adottare nei finali più tipici, le regole pratiche da
seguire, gli errori e i trabocchetti più comuni che occorre evitare.
LA TATTICA NEL FINALE
John Nunn, MURSIA, p. 173
L`autore ci svela la bellezza tattico-artistica e l`importanza pratica
che può nascondersi nei finali apparentemente più piatti.
IL FINALE NEGLI SCACCHI
Enrico Paoli, MURSIA, 1974, p. 510
L`unica opera italiana organica e completa sul finale, lucido e
prezioso strumento sia per lo studio che per la consultazione
FINALI DI SCACCHI
N.D.Grigorjev, MURSIA, p. 323
L`opera del celebre studista, tradotta e presentata da Giorgio
Porreca, riveste un grandissimo valore teorico e pratico.
3) sulle aperture
i 3 manuali di Watson per Caissa Italia - "Il Watson", voll. 1, 2, 3
i 3 manuali di Pantaleoni, Djuric e Komarov - "Capire le aperture",
voll. 1, 2, 3
La lista non è completa, ma già da questa hai l'imbarazzo della
scelta.
Stefano
>
> I libri in lingua italiana disponibili per chi sa gi� giocare e non
> mette pi� i pezzi in presa (lo chiameremo PRINCIPIANTE) sono molti.
> Una breve ricognizione sul sito delle Due Torri mi d� questo elenco:
>
Ok, grazie mille per avermi segnalato tutti questi ibri. Vedr� di farne buon
uso per i miei prossimi acquisti.
Un'automobile............libri di scacchi ne ho più di un
centinaio :-)
Ciao
P.L.
P.L.
> Un'ultima domanda:
> ma se i libri datati vanno sempre bene e se di libri ce ne sono gi�
> un'infinit� come sostiene qualcuno, perch� continuano a scriverli e
> gli editori a pubblicarli?
> Non voglio una risposta, io la conosco gi�, fateci sopra una
> riflessione.
Io invece non la conosco. Provo a rifletterci su. Innanzitutto: � vero che i
libri datati vanno sempre bene? Secondo me si, ovviamente per le aperture no
ma credo stiamo parlando di finali e mediogioco. Allora perch� continuano a
scriverli e pubblicarli? Forse perch� c'� chi vuole comprare solo libri
recenti ritenendo che quelli datati non vadano pi� bene. E forse perch� un
Nunn o un Silman possono spiegare gli scacchi meglio di un Nimzovitsch o un
Romanovskij essendo molto competenti e stando "sulle spalle dei giganti"
(citazione da Newton). Comunque io credo che i classici non diventino tali
per caso e quindi vadano bene anche ora. Infatti c'� chi, come Luciani e
Garret, non disdegna di pubblicare libri datatissimi e a volte anche solo
ri-pubblicare come nel caso del "Mio Sistema".
La questione secondo me pi� rilevante � se di libri ce ne siano o no
un'infinit�. Secondo me ce ne sono abbastanza ma io non ho chiaro cosa state
cercando di preciso tu, rm e T86. Di libri facili facili credo non ne
esistano perch� la materia � difficile. I libri di Garret sul finale per
esempio sono basici e si leggono agevolmente perch� i concetti chiave sono
pochi e ripetuti pi� volte (un appunto su una migliore correzione delle
bozze lo faccio pure io per�! :-)). Penso che bisogni accontentarsi. Se si
vuole un libro ancora pi� semplice si pu� comprare un manuale generalista
ben fatto. Io giusto per non smentirmi consiglio "Gli Scacchi" di Padulli
che, devo controllare, credo sia della prima met� del ventesimo secolo: �
illuminante.
> Passo e chiudo.
Se hai altro da fare bene, senn� ogni parere � il benvenuto!
Ciao
Alessandro
Avevo deciso di chiudere perchè mi sembrava ormai una discussione
giunta al termine, ma proverò a rispndere ancora una volta.
Io personalmente non cerco niente, la discussione mi pare sia nata da
una richiesta/domanda di rm che lamentava pochi libri pe NC-3N in
italiano, soprattutto come traduzioni di libri stranieri.
Ho condiviso il suo pensiero aggiungendoci anche le 2N ma sono stato
smentito da molti giocatori sopratutto di livello magistale che
sostengono che di libri per queste categorie ce ne sono a uffa, poi
come sempre si passa a fare esempi e controesempi per avvalorare la
propria tesi.
Riguardo il post precedente è chiaro che i libri vengono scritti da
giocatori che intendono guadagnare qualcosa per tirare avanti la
carretta, sono professionisti (o anche dilettanti) che arrotondano coi
libri e con le lezioni. Gli editori ovviamente pubblicano quelli che
ritengono di maggior interesse perchè anche loro cercano di
guadagnarci ed è tutto nella norma. In mezzo a questa marea di libri
alcuni sono migliori di altri o semplicemente pubblicizzati meglio e
sono i più acquistati.
Questa è la risposta al perchè si continuano a pubblicare libri di
scacchi.
Sui classici il mio pensiero collima col tuo anche se sui vari forum e
blog molti giocatori bravi consigliano i nuovi libri perchè comunque
il pensiero scacchistico si evolve e anche "il mio sistema" o "il
centro partita" riportano nozioni e consigli superati e i nuovi
sistemi di apprendimento sono giudicati decisamente migliori, vedi
Nunn, Silman, Dvoretskij, Aagaard, Watson ( a proposito bella polemica
quella che c'è stata fra Watson e Aagaard sul "superamento delle
regole").
Comunque a me i classici piacciono sempre, anche quelli sulle
aperture, alle volte si può sempre giocare una linea inferiore e
migliorarla e poi è bene conoscere anche quelle ormai in disuso.
Un'ultima considerazione per spiegarmi meglio, io ritengo i libri
degli autori citati precedentemente scritti per giocatori da 1N in su
o al massimo da 2N molto forti in fase di crescita (lo stesso vale per
la maggior parte di quelli citati da Tescaro che se non sbaglio è
almeno CM o forse M come quelli che mi hanno smentito), si trovano
tanti libri per principianti alle prime armi ma, sempre secondo il mio
parere, pochi per la fascia da quasi 3N a quasi 1N, forse perchè ben
pochi, magari bravissimi a giocare, sono capaci di spiegare per
iscritto gli scacchi a questa fascia di giocatori, o non vogliono
farlo (come dici tu la materia è difficile). Uno capace di ciò secondo
me è Ponzetto con Scuola di Scacchi e con i suoi "Enciclopedia delle
idee nelle aperture". Qualcuno sosteneva che in lingua straniera ne
esistono tantissimi e che invece non ci sono abbastanza traduzioni in
italiano, non so se sia così ma in italiano ce ne sono pochi
Voglio precisare ancora una volta che questo è il mio "PERSONALISSIMO
PARERE" senza voler fare nessuna polemica nè pretendere che gli altri
cambino il loro.
Ciao
P.L.
P.S.
Il manuale di Padulli è stato bocciato anche qui su IHS da tanti
scacchisti come antiquato e pieno di errori, io personalmente non lo
conosco. I libri di Caissa Italia sui finali potrei anche comprarli
(aumenterei la mia biblioteca) per vedere se sono più semplici di: Il
finale di Paoli, di Dvoretskij, quello sui finali di pezzi pesanti di
Keres anche se i finali base sono sempre gli stessi.
> si trovano tanti libri per principianti alle prime armi ma, sempre secondo il mio
> parere, pochi per la fascia da quasi 3N a quasi 1N,
Hai cambiato fascia di riferimento, che all'origine del thread era
NC-3N.
I ogni caso, io, ora CM scarso e fuori allenamento, ti chiedo: qual è
il libro giusto per la fascia 3N-2N quasi 1N (in qualsiasi lingua
pubblicata sul pianeta Terra)?
I libri per principianti (Messa-Mearini, Wild, Zhuravlev, Benetti/
Messa/Pantaleoni) non vanno bene.
Quelli intermedi sulla strategia (da Romanovskij a Silman), neanche.
E dunque cosa va bene?
Io ho cominciato a giocare a scacchi a 13 anni e mezzo e ho giocato
poco e male fino a quasi 17, per poi riprendere molti anni dopo da NC.
Forse sono stato rovinato dal mio primo libro - 60 partite da
ricordare - inadatto ai principianti, ovviamente non capito, ma amato.
In 3 anni ho comprato e letto un'altra decina di libri, fra cui quelli
di Romanovskij, Nimzowitsch, Paoli e Koblentz.
Penso di avere compreso a fondo poche delle cose lette, ma non mi sono
mai sentito in difficoltà con quei libri.
Certo, se uno (non sei tu) s'incapriccia del manuale dei finali di
Silman e pretende che sia tradotto in italiano a pena della caduta del
movimento scacchistico italiano, o peggio, pensa che da quello dipenda
il suo mancato progresso negli scacchi, è difficile discuterci
serenamente.
Ciao
Stefano
CUT
> Ecco, siccome do per scontato che gli istruttori presenti nell'A.S.M. non
> siano proprio degli sprovveduti bensì professionisti scacchisticamente e
> didatticamente più che preparati e qualificati per insegnare gli scacchi, mi
> e vi domando come mai su 15 titoli consigliati ben 10 sono in lingua inglese
> ! Se in lingua italiana esistesse realmente tutta questa sovrabbondanza di
> validi libri per principianti, non credete che quella bibliografia sarebbe
> stata composta totalmente (o almeno per la maggior parte) da libri in lingua
> italiana ?
Premesso che dubito che gli estensori della lista siano professionisti
(i professionisti di scacchi sono pochissimi in Italia), credo che
questo elenco, come qualsiasi altro elenco, rifletta esclusivamente i
gusti degli ideatori. Per esempio, mancano a mio avviso molti libri
che io sentirei come irrinunciabili, perfettamente disponibili in
lingua italiana presso più editori. Per non uscire dal catalogo Caissa
Italia (e non fare così torto a nessuno visto che tutti sanno quale
parte io abbia in causa) mi colpisce l'assenza de "Il primo manuale
degli scacchi" di Mikhail Tal e Nikolaj Zhuravlev, peraltro di gran
lunga il titolo più venduto in questo ultimo biennio (http://
tinyurl.com/yfckv9o).
Allo stesso modo, sono pienamente convinto che la trilogia sui finali
(http://tinyurl.com/ylof9mk) sia adattissima a un principiante, e non
abbia nulla da invidiare a qualsiasi altro testo, visto il suo taglio
nettamente "pratico". Ammetto però di essere di parte... ;)
Insomma, libri ne esistono e ogni lettore ha le sue preferenze. E'
ovvio che il libro perfetto non esiste e che spesso la stessa materia
va vista sotto più angolature. Per questo motivo si sono sempre
scritti, si scrivono e spero sempre si scriveranno molti libri di
scacchi. Alcuni di questi valgono il prezzo di copertina. Sta al
lettore giudicare quali!
Ciao,
YG
> P.S.
> Il manuale di Padulli è stato bocciato anche qui su IHS da tanti
> scacchisti come antiquato e pieno di errori, io personalmente non lo
> conosco. I libri di Caissa Italia sui finali potrei anche comprarli
> (aumenterei la mia biblioteca) per vedere se sono più semplici di: Il
> finale di Paoli, di Dvoretskij, quello sui finali di pezzi pesanti di
> Keres anche se i finali base sono sempre gli stessi.
Guarda, giuro che ti regalo una copia di tutto il catalogo se la
trilogia non è (molto) più semplice di tutti i libri che hai
citato. :-)
YG
La fascia l'ho cambiata già nel thread precedente, basta credermi
sulla parola senza bisogno di rileggersi tutto :-))
> I ogni caso, io, ora CM scarso e fuori allenamento, ti chiedo: qual è
> il libro giusto per la fascia 3N-2N quasi 1N (in qualsiasi lingua
> pubblicata sul pianeta Terra)?>
> I libri per principianti (Messa-Mearini, Wild, Zhuravlev, Benetti/
> Messa/Pantaleoni) non vanno bene.
> Quelli intermedi sulla strategia (da Romanovskij a Silman), neanche.
> E dunque cosa va bene?
Non ho detto che tutti non vanno bene ma solo che sono pochi quelli
tarati per quella fascia e in lingua italiana, in altre lingue io non
ne ho letti e non li conosco perciò non posso esprimere alcun
giudizio. E' un altro che ha detto che in inglese ne esistono
un'infinità. Io ho solo confermato che, sempre IMHO, in italiano sono
pochini.
> Io ho cominciato a giocare a scacchi a 13 anni e mezzo e ho giocato
> poco e male fino a quasi 17, per poi riprendere molti anni dopo da NC.
> Forse sono stato rovinato dal mio primo libro - 60 partite da
> ricordare - inadatto ai principianti, ovviamente non capito, ma amato.
> In 3 anni ho comprato e letto un'altra decina di libri, fra cui quelli
> di Romanovskij, Nimzowitsch, Paoli e Koblentz.
> Penso di avere compreso a fondo poche delle cose lette, ma non mi sono
> mai sentito in difficoltà con quei libri.
Io ho cominciato a giocare seriamente (veramente questa è una parola
grossa, diciamo a fare qualche torneo) a 26 anni e il mio primo libro
è stato Il Finale negli Scacchi di Paoli, figurati cosa posso averci
capito io.
In fondo tu ripeti quello che ho affermato io quando dici: "Penso di
avere compreso a fondo poche delle cose lette, ma non mi sono mai
sentito in difficoltà con quei libri".
Anche io non mi sono mai sentito in difficoltà con quei libri ma dal
momento che come te ho capito a fondo poche delle cose lette,
significa che non erano/sono adatti al mio livello, serve qualcosa di
appena più semplice o per meglio dire spiegato più semplicemente, cosa
che in alcuni libri moderni viene fatta. Cioè mi pare come ho già
detto che dopo che uno ha imparato i numeri e le quattro singole
operazioni gli pongono davanti un testo delle medie con espressioni,
mi pare che siano pochi i testi in tal senso.
Tutto IMHO ma pensavo di essere stato chiaro già da molto prima.
>
> Certo, se uno (non sei tu) s'incapriccia del manuale dei finali di
> Silman e pretende che sia tradotto in italiano a pena della caduta del
> movimento scacchistico italiano, o peggio, pensa che da quello dipenda
> il suo mancato progresso negli scacchi, è difficile discuterci
> serenamente.
Questo (come fai notare) non l'ho detto io, anzi ho sostenuto che alle
volte per dimostrare le proprie tesi si scrivono cose poco sensate (da
parte di tutti). Lo scrivere è diverso dal poter discutere faccia a
faccia.
> Ciao
> Stefano
Ciao
P.L.
Ancora una volta ribadisco che io ho affermato che ci sono pochi libri
in italiano facilmente assimilabili per le basse categorie, non che
non ne esistono..
> Guarda, giuro che ti regalo una copia di tutto il catalogo se la
> trilogia non è (molto) più semplice di tutti i libri che hai
> citato. :-)
>
> YG
Da un'occhiata all'anteprima in pdf sembrerebbero più semplici (non
molto perchè sempre di finali si tratta) e la cosa un po' mi dispiace
mi sarebbe piaciuto avere una copia di tutto il catalogo in
regalo. :-)))
Ciao
P.L.
> P.S.
> Il manuale di Padulli � stato bocciato anche qui su IHS da tanti
> scacchisti come antiquato e pieno di errori, io personalmente non lo
> conosco.
Chi si � permesso?? Adesso faccio un casino!
Vabb� � tardi, buonanotte.
:-)
Alessandro
> Ancora una volta ribadisco che io ho affermato che ci sono pochi libri
> in italiano facilmente assimilabili per le basse categorie
Ah! Ecco! Facilmente assimilabili... del tipo che li apri, li leggi
sovrappensiero, guardi solo le figure, salti le varianti un po' lunghe e
domani giochi come un GM. Mi sa tanto che quelli non ci sono in nessuna
lingua.
Massimiliano Orsi
secondo me dovresti provare con un insegnante in carne e ossa: qualche
lezione privata con un maestro di auterebbe a capire i punti deboli e,
inoltre, il maestro potrebbe indirizzarti sia sul modo di studiare,
sia sui testi più adatti alle tue esigenze.
Guarda se ci fossero quei libri che basta poggiarli sulla fronte prima
di addormentarsi per imparare tutto lo scibile umano sarebbe anche
meglio, eviterei di affaticare gli occhi che alla mia età cominciano a
darmi qualche problema.
Se poi tu la smettessi di intervenire per scrivere solo battute
"spirirose" li affaticherei ancora di meno.
Ciao
P.L.
> Se poi tu la smettessi di intervenire per scrivere solo battute
> "spirirose" li affaticherei ancora di meno.
Scusa, ma a me tutto questo discorso "non ci sono abbastanza libri" fa
ridere. Quando ho cominciato a giocare io, c'era una sola casa editrice
italiana sul mercato; oggi ce ne sono almeno 3. All'epoca i libri davvero
validi erano pochissimi:
- 60 partite di Fischer (livello molto alto)
- Centro Partita di Romanovsky (livello medio, molto didattico)
- Finali di Grigoriev (livello alto, poco didattico)
- I fondamenti degli Scacchi (Capablanca)
- Finali di Paoli (colpito...)
- Mio Sistema di Nimzowitsch (...affondato)
Oggi, se prendi in mano un qualsiasi catalogo trovi decine di libri:
aperture, mediogioco, finali, biografie, esercizi di tattica, quello che
vuoi. In ogni caso, qualsiasi libro tu prenda, dovrai metterci anche la
tua testa.
Tra i classici, credo che Romanovsky e Capablanca siano comunque ancora
ottimi; anche Fischer ovviamente, sebbene non apprezzabile per giocatori
alle prime armi. Il Padulli, sempre vituperato, ha una parte sui finali
ottima per un principiante.
Ovviamente cio' non impedisce ad autori moderni di pubblicare nuovi
libri, esplorando nuovi metodi didattici e usufruendo di una base di
materiale molto piu' vasta. Un libro come "Cosa deve sapere il giocatore
da Torneo" di Nunn e' perfetto dal principiante al maestro e sebbene non
si possa dire rivoluzionario, raccoglie ed espone il materiale in modo
originale e quindi degno di pubblicazione.
Se taluni libri non esistono in Italiano e' anche perche' molti giocatori
sono perfettamente in grado di capire l'inglese basico che viene
utilizzato nei testi scacchistici (imparatelo! non ve ne pentirete),
privando gia' in partenza gli editori di una base di clienti. Ad esempio,
di recente ho comprato il libro di Beim su Morphy, "Una prospettiva
Moderna". Ero indeciso se prenderlo in Italiano o in Inglese, alla fine
l'ho preso in inglese, conseguenza del fatto che la Prisma sembra negli
anni essersi orientata verso un pubblico di ipovedenti: sul catalogo Due
Torri, il libro costa 24 Euro in italiano per 256 pagine; 20 Euro per 164
pagine in inglese; non c'e' stata partita.
Il successo di Caissa Italia dipende, secondo me, anche dal fatto che il
loro catalogo riporta spesso titoli originali, difficili da trovare in
altre lingue (inglese soprattutto); e anche quando si trovano, le
edizioni Caissa sono spesso migliori; come il famoso Zurigo 1953 di
Bronstein che a stento mi trattengo dal comprare ogni volta che lo vedo,
benche' io gia' possegga l'edizione in inglese, di qualita' infinatemente
piu' bassa.
Ad Agosto sono andato a Berlino e ho girato un paio di librerie alla
ricerca di qualche libro in lingua tedesca che non fosse disponibile
anche in inglese. In quella che la mia guida definiva una delle piu'
grandi librerie della citta' (in centro sul Ku'Damm), c'era uno scaffale
striminzito dedicato agli scacchi, quasi tutti i libri erano edizioni in
lingua tedesca ma di case editrici inglesi, quasi tutti erano traduzioni
di libri noti e stranoti. Alla fine ho preso l'unico libro che mi
sembrava "originale" e altrimenti introvabile, un libro degli anni '80 su
partite della Bundesliga. Saro' stato sfortunato, ma l'impressione che ne
ho tratto e' che in Italia, oggi, ad editoria scacchistica, siamo messi
meglio.
In definitiva, le tue lamentele appaiono completamente ingiustificate:
libri di scacchi in Italiano ne esistono molti, di ogni livello, e
affermazioni in senso contrario fanno sorridere e generano risposte
"spiritose".
Massimiliano Orsi
Gli scacchi sono un gioco difficile, da subito. Non vi è una
gradazione progressiva e lineare di temi dal piu' semplice al piu'
complicato ; si passa dall'elementare all'astruso, all' ancora piu'
astruso, questo almeno per tutto quello che non è tattica, dove una
gradazione di difficoltà è già di piu' facile applicazione.
Questo spiega perchè nelle collane di tutti gli editori di scacchi
( in Italia come all'estero ), il settore " NC - 3N " occupa una
nicchia piu' piccola rispetto magari al settore dedicato ad una
apertura specifica : semplicemente a quel livello c'è relativamente
poco da assimilare di " tecnico ".
Per quello che è dell " assimilare ", l'unico modo per farlo è
studiarlo a fondo. Concetti come opposizione , triangolazione o
zugzwang, astrusi ma semplici, sono alla portata di qualsiasi 3N, come
lo furono per me ai tempi, ma vanno comunque visti e rivisti prima di
essere digeriti.
> Da un'occhiata all'anteprima in pdf sembrerebbero più semplici (non
> molto perchè sempre di finali si tratta)
E qui casca l'asino.
In realtà i finali di base sono tra le cose piu' " semplici " che puoi
trovare dello scibile scacchistico : chiunque puo' mettersi a
tavolino, e con un po' di buona volontà impararsi opposizione,
zugzwang, Lucena e compagnia cantante, in quanto per imparare questi
concetti non si presuppone alcuna conoscenza precedente. Negli scacchi
questo è semplicità : se cosi' non fosse, saremmo tutti Grandi Maestri.
> Il Padulli, sempre vituperato, ha una parte sui finali
> ottima per un principiante.
Ora si ragiona!
Ale
Se vogliamo riprendere il discorso seriamente posso anche farlo, ma se
avessi letto tutto il thread, questo e il precedente, avresti capito
che io non cerco nessun libro, ho solo dato ragione a chi sosteneva
che in italiano esistono pochi libri per alcune categorie di giocatori
(NC-2N) ed ho sempre detto che era solo la mia opinione non la verità
assoluta.
Che poi ce ne siano una marea in inglese, tedesco, spagnolo, russo,
lituano od ostrogoto è un'altra storia.
> Quando ho cominciato a giocare io, c'era una sola casa editrice
> italiana sul mercato; oggi ce ne sono almeno 3. All'epoca i libri davvero
> validi erano pochissimi:
>
> - 60 partite di Fischer (livello molto alto)
> - Centro Partita di Romanovsky (livello medio, molto didattico)
> - Finali di Grigoriev (livello alto, poco didattico)
> - I fondamenti degli Scacchi (Capablanca)
> - Finali di Paoli (colpito...)
> - Mio Sistema di Nimzowitsch (...affondato)
Già e sulle aperture il Manuale del Porreca, probabilmente abbiamo
cominciato nello stesso periodo ma io non possiedo nè i finali di
Grigoriev nè i fondamenti degli Scacchi, gli altri si, in compenso
quasi nello stesso periodo ho comparto Nuove Idee negli Scacchi di
Reti ed.Carucci e anche La Tua Prima Mossa, Le Combinazioni Nel
Centropartita e Cosa Bisogna Sapere Sui Finali , tre libretti editi da
Sansoni, come vedi esistevano anche altre case che producevano
qualcosa sugli scacchi anche se molto saltuariamente.
>
> Oggi, se prendi in mano un qualsiasi catalogo trovi decine di libri:
> aperture, mediogioco, finali, biografie, esercizi di tattica, quello che
> vuoi. In ogni caso, qualsiasi libro tu prenda, dovrai metterci anche la
> tua testa.
Quoto.
> Tra i classici, credo che Romanovsky e Capablanca siano comunque ancora
> ottimi; anche Fischer ovviamente, sebbene non apprezzabile per giocatori
> alle prime armi. Il Padulli, sempre vituperato, ha una parte sui finali
> ottima per un principiante.
In quasi tutti i libri trovi qualcosa adatto alle varie categorie.
> Ovviamente cio' non impedisce ad autori moderni di pubblicare nuovi
> libri, esplorando nuovi metodi didattici e usufruendo di una base di
> materiale molto piu' vasta. Un libro come "Cosa deve sapere il giocatore
> da Torneo" di Nunn e' perfetto dal principiante al maestro e sebbene non
> si possa dire rivoluzionario, raccoglie ed espone il materiale in modo
> originale e quindi degno di pubblicazione.
Quoto.
> Se taluni libri non esistono in Italiano e' anche perche' molti giocatori
> sono perfettamente in grado di capire l'inglese basico che viene
> utilizzato nei testi scacchistici (imparatelo! non ve ne pentirete),
> privando gia' in partenza gli editori di una base di clienti. Ad esempio,
> di recente ho comprato il libro di Beim su Morphy, "Una prospettiva
> Moderna". Ero indeciso se prenderlo in Italiano o in Inglese, alla fine
> l'ho preso in inglese, conseguenza del fatto che la Prisma sembra negli
> anni essersi orientata verso un pubblico di ipovedenti: sul catalogo Due
> Torri, il libro costa 24 Euro in italiano per 256 pagine; 20 Euro per 164
> pagine in inglese; non c'e' stata partita.
Quoto tutto tranne la prima frase, alcuni libri non vengono stampati
per scelta editoriale in base a quanto ritengono di poter vendere e
non perchè molti giocatori sono in grado di capire l'inglese basico,
altrimenti non si stamperebbero neanche gli altri, sempre in inglese
basico sono scritti.
Io parlo pochissimo inglese, ma a furia di studiare su testi inglesi
non ho problemi a leggerlo e se anche ne avessi mi basta un buon
vocabolario ( le iniziali o i simboli scacchistici non sono certo un
problema) ma il discorso prima che prendesse una strana piega era
proprio incentrato sul fatto che esistono poche traduzioni in italiano
(non libri di italiani)
di libri stranieri per la solita categoria (NC-2N)
> Il successo di Caissa Italia dipende, secondo me, anche dal fatto che il
> loro catalogo riporta spesso titoli originali, difficili da trovare in
> altre lingue (inglese soprattutto); e anche quando si trovano, le
> edizioni Caissa sono spesso migliori; come il famoso Zurigo 1953 di
> Bronstein che a stento mi trattengo dal comprare ogni volta che lo vedo,
> benche' io gia' possegga l'edizione in inglese, di qualita' infinatemente
> piu' bassa.
Non discuto il successo di Caissa Italia, chi eventualmente deve
lamentarsi è Garrett (nel caso non fosse contento).
ho già ripetuto fino alla nausea che l'editore, in generale, tira
fuori i soldi e produce quello che vuole. Il mio continua ad essere un
discorso generale riguardo gli editori italiani di scacchi e certi
libri.
> Ad Agosto sono andato a Berlino e ho girato un paio di librerie alla
> ricerca di qualche libro in lingua tedesca che non fosse disponibile
> anche in inglese. In quella che la mia guida definiva una delle piu'
> grandi librerie della citta' (in centro sul Ku'Damm), c'era uno scaffale
> striminzito dedicato agli scacchi, quasi tutti i libri erano edizioni in
> lingua tedesca ma di case editrici inglesi, quasi tutti erano traduzioni
> di libri noti e stranoti. Alla fine ho preso l'unico libro che mi
> sembrava "originale" e altrimenti introvabile, un libro degli anni '80 su
> partite della Bundesliga. Saro' stato sfortunato, ma l'impressione che ne
> ho tratto e' che in Italia, oggi, ad editoria scacchistica, siamo messi
> meglio.
Porca miseria o vacca ladra come preferisci ci sono stato per i
mondiali di atletica dal 13 al 24 e non ci siamo incontrati :-))))
eppure stavo proprio nel vecchio centro di Berlino Ovest a 2 minuti a
piedi da quella via. magari ci siamo pure incontrati, c'erano più
italiani che tedeschi in quel periodo, ma non essendoci mai visti
veniva difficile riconoscerci :-))
Va be' però sei andato in una libreria non in una casa editrice
scacchistica, dove li trovi in Italia i libri di Caissa o della Prisma
nelle librerie, in ben poche.
> In definitiva, le tue lamentele appaiono completamente ingiustificate:
> libri di scacchi in Italiano ne esistono molti, di ogni livello, e
> affermazioni in senso contrario fanno sorridere e generano risposte
> "spiritose".
Questo non lo posso quotare, prendo atto che la pensi diversamente e
rispetto la tua opinone, ma mi viene il dubbio che , visto che quasi
tutti quelli che hanno risposto così sono o CM o di categoria
superiore, voi troviate alcuni libri abbastanza semplici perchè avete
da tempo incamerato certe nozioni e quindi li riteniate buoni per
NC-2N.
Per riprendere un momento il mio esempio matematico, anche io trovo
semplici le equazioni di primo o secondo grado in un incognita ma
prova a farle vedere (non risolvere) a chi deve ancora studiare le
espressioni e vedi che faccia fa.
> Massimiliano Orsi
Ciao
P.L.
Ok sono d'accordo
> Questo spiega perchè nelle collane di tutti gli editori di scacchi
> ( in Italia come all'estero ), il settore " NC - 3N " occupa una
> nicchia piu' piccola rispetto magari al settore dedicato ad una
> apertura specifica : semplicemente a quel livello c'è relativamente
> poco da assimilare di " tecnico ".
Non devo aggiungere altro mi hai dato una spiegazione del perchè "il
settore " NC - 3N " occupa una
nicchia piu' piccola" la stessa affermazione che sto facendo da
alcuni giorni.
> Per quello che è dell " assimilare ", l'unico modo per farlo è
> studiarlo a fondo. Concetti come opposizione , triangolazione o
> zugzwang, astrusi ma semplici, sono alla portata di qualsiasi 3N, come
> lo furono per me ai tempi, ma vanno comunque visti e rivisti prima di
> essere digeriti
Quoto.
Ciao
P.L.
Una sola cosa per� mi ha assai incuriosito. Ho
> letto l'elenco della bibliografia di base che l'Accademia Scacchi Milano
> consiglia ai principianti, potete visionarla a questo link:
>
> http://www.accademiascacchimilano.it/docs/Bibliografia_Base.pdf
>
> Ecco, siccome do per scontato che gli istruttori presenti nell'A.S.M. non
> siano proprio degli sprovveduti bens� professionisti scacchisticamente e
> didatticamente pi� che preparati e qualificati per insegnare gli scacchi,
mi
> e vi domando come mai su 15 titoli consigliati ben 10 sono in lingua
inglese
> ! Se in lingua italiana esistesse realmente tutta questa sovrabbondanza di
> validi libri per principianti, non credete che quella bibliografia sarebbe
> stata composta totalmente (o almeno per la maggior parte) da libri in
lingua
> italiana ?
> Io, purtroppo, non mastico granch� l'inglese, quindi figuriamoci leggere
> libri di scacchi !
>
Ciao,
se dai un occhiata al catalogo on-line delle Due Torri
(http://www.scacchi.biz/_ok/_com/asp/list_prodotti.asp?g=pro&s=-&l=ita),
vengono date delle valide indicazioni bibliografiche per i principianti, sia
per un'infarinatura generale di base cliccando sulla voce �Principianti�
(secondo me il Corso completo di scacchi di Pantaleoni-Messa-Benetti, � in
assoluto il miglior manuale generale esistente in lingua italiana), sia per
specializzare la preparazione in ogni singola fase della partita. Trovi i
titoli consigliati cliccando sulla voce "Piani di sudio", e sono tutti
quanti in lingua italiana, suggeriti dai Maestri dell`Accademia Scacchistica
Le Due Torri. Riguardo invece la polemica sulla valenza didattica dei libri
attualmente esistenti in lingua italiana, preferisco non aggiungere altro
poich� ho constatato che tale discussione � un po� degenerata in un acceso
vespaio. D'altra parte per�, come qualcuno ha gi� fatto notare, tanti degli
attuali e un po' "attempati" 1N, CM, ecc. che non avevano la fortuna di
conoscere altre lingue (soprattutto il russo), basarono la loro formazione
esclusivamente sui pochi titoli in italiano che erano disponibili 15, 20
anni fa, pubblicati per lo pi� da Mursia. Ma ci� non ha affatto impedito a
molti di raggiungere buoni livelli agonistici e di comprensione del gioco.
Certo, i supporti didattici (libri, istruttori, scuole di scacchi, software
vario, ecc.) servono molto. Ma se non esiste nel singolo individuo
"spingilegno" una motivazione adeguata mista a un po' di naturale talento
per il gioco, la lettura di tutti i libri di scacchi di questo mondo non gli
servir� assolutamente a nulla. E la motivazione dello �scacchista� Bobby
Fischer, che sostanzialmente "da solo" e con i supporti didattici che
potevano esistere allora in occidente (assai limitati per uno sport poco
considerato come gli scacchi) � riuscito a realizzare una scalata che gli
consent� di annichilire una nazione in cui gli scacchi erano invece come il
pane quotidiano, ne � l'esempio pi� emblematico. Va anche sottolineato che
la motivazione del giovane Bobby era talmente grande che, non
accontentandosi dei pochi e limitati testi in lingua inglese esistenti
allora negli USA, lo spinse addirittura ad imparare il russo, e ci� solo
allo scopo di poter leggere le riviste e i libri scacchistici di maggior
rilievo che si faceva importare dalla Russia ! Che poi quella sua immane
motivazione fosse anche e soprattutto una spinta interiore di natura
psicopatologica che, al di l� dei pro, ebbe pure i contro di distruggere
"l'uomo" Bobby Fischer, questo � un altro genere di discorso.
T.A.D.R. (TalAssoDeiRe)
> Scusa, ma a me tutto questo discorso "non ci sono abbastanza libri" fa
> ridere. Quando ho cominciato a giocare io, c'era una sola casa editrice
> italiana sul mercato; oggi ce ne sono almeno 3. All'epoca i libri davvero
> validi erano pochissimi:
>
> - 60 partite di Fischer (livello molto alto)
> - Centro Partita di Romanovsky (livello medio, molto didattico)
> - Finali di Grigoriev (livello alto, poco didattico)
> - I fondamenti degli Scacchi (Capablanca)
> - Finali di Paoli (colpito...)
> - Mio Sistema di Nimzowitsch (...affondato)
E' vero e ce li ho tutti meno uno, accasciati nella libreria...
Il problema � che per iniziare, era l'estate del 1972, mi comprai le 60
partite di Fischer di cui non compresi ovviamente una beata fava.
60 partite di Fischer (livello molto alto) - letto ma senza capir nulla
Centro Partita di Romanovsky (livello medio, molto didattico) - come nuovo,
da leggere prima o poi
Finali di Grigoriev (livello alto, poco didattico) - qualche semplice finale
l'ho guardato
I fondamenti degli Scacchi (Capablanca) - questo mi manca
Finali di Paoli (colpito...) - qualche semplice finale l'ho guardato
Mio Sistema di Nimzowitsch (...affondato) - come nuovo e rester� tale
Ma qui mi sorge la domanda: "Cosa diavolo ho letto per imparare a giocare
negli anni 70?".
Forse la risposta � il manuale teorico-pratico delle aperture del Porreca
che pur nella sua semplicit� contiene anche esempi di mediogioco e finali
interessanti.
Il fatto che ogni apertura, trattata in modo sommario, avesse allegata una
raccolta di partite d'esempio con commenti stringati ma comprensibili mi ha
fatto capire qualcosa.
Purtroppo, per pigrizia, come cultura scacchistica molto oltre non sono
andato.
Luigi Caselli
>In realt� i finali di base sono tra le cose piu' " semplici " che puoi
>trovare dello scibile scacchistico : chiunque puo' mettersi a
>tavolino, e con un po' di buona volont� impararsi opposizione,
>zugzwang, Lucena e compagnia cantante...
Attenzione che parlando di Lucena a compagnia cantante possono venir fuori
grossi errori...
Vedi http://tinyurl.com/yhsdzrx
Luigi Caselli
> Ma qui mi sorge la domanda: "Cosa diavolo ho letto per imparare a giocare
> negli anni 70?".
> Forse la risposta è il manuale teorico-pratico delle aperture del Porreca
> che pur nella sua semplicità contiene anche esempi di mediogioco e finali
> interessanti.
> Il fatto che ogni apertura, trattata in modo sommario, avesse allegata una
> raccolta di partite d'esempio con commenti stringati ma comprensibili mi ha
> fatto capire qualcosa.
> Purtroppo, per pigrizia, come cultura scacchistica molto oltre non sono
> andato.
>
> Luigi Caselli
Bene, anche tu hai fatto l'elenco dei libri datati che possiedi e
praticamente non li hai neanche letti.
MI sorge un dubbio, ma non è per caso che sei uno di quelli dotati di
grande talento ma magari poco inclini allo studio e per questo ti sei
fermato a livello di Maestro Fide? :-)))
Mi farebbe comunque piacere sapere come ci sei arrivato, se grazie a
dei buoni insegnanti o solo per capacità personali.
In entrambi i casi ci vogliono grandi capacità fornite da madre natura
che non è che si sprechi con tutti.
Ciao
P.L.
>>On 12 Ott, 14:48, "Luigi Caselli" <luigicase...@anyspamrefusediol.it>
wrote:
>> Ma qui mi sorge la domanda: "Cosa diavolo ho letto per imparare a giocare
>> negli anni 70?".
>> Forse la risposta � il manuale teorico-pratico delle aperture del Porreca
>> che pur nella sua semplicit� contiene anche esempi di mediogioco e finali
>> interessanti.
>> Il fatto che ogni apertura, trattata in modo sommario, avesse allegata
una
>> raccolta di partite d'esempio con commenti stringati ma comprensibili mi
ha
>> fatto capire qualcosa.
>> Purtroppo, per pigrizia, come cultura scacchistica molto oltre non sono
>> andato.
>>
>> Luigi Caselli
> Bene, anche tu hai fatto l'elenco dei libri datati che possiedi e
> praticamente non li hai neanche letti.
> MI sorge un dubbio, ma non � per caso che sei uno di quelli dotati di
> grande talento ma magari poco inclini allo studio e per questo ti sei
> fermato a livello di Maestro Fide? :-)))
> Mi farebbe comunque piacere sapere come ci sei arrivato, se grazie a
> dei buoni insegnanti o solo per capacit� personali.
> In entrambi i casi ci vogliono grandi capacit� fornite da madre natura
> che non � che si sprechi con tutti.
> Ciao
> P.L.
Sono un totale autodidatta come quasi tutti i giocatori della mia
generazione (sono del 1958).
Un certo talento di base c'era e mi ha fatto arrivare fino a Maestro con
poca preparazione.
Poi, per diventare Maestro FIDE, dal 1987 al 1991 ho dovuto studiare
profondamente le aperture che giocavo (usando Informatori ed Enciclopedia).
Il talento non sarebbe stato sufficiente.
Dopo ho mollato gli ormeggi ed ora, giocando solo rapid, sono diventato un
giocatore molto superficiale che per�, ogni tanto, riesce a far riemergere
qualcosa del vecchio talento.
In ogni caso penso che non avrei mai avuto la forza nervosa per diventare
Maestro Internazionale anche se avessi continuato a prepararmi
accuratamente.
Luigi Caselli
Da autodidatta se non hai talento, cervello, capacità chiamala come
vuoi non arrivi neanche a 1N
> Poi, per diventare Maestro FIDE, dal 1987 al 1991 ho dovuto studiare
> profondamente le aperture che giocavo (usando Informatori ed Enciclopedia).
> Il talento non sarebbe stato sufficiente.
> Dopo ho mollato gli ormeggi .........
Posso sapere perchè, anche altri come te (bravi) a un certo punto
smettono addirittura di giocare come se fossero saturi e in genere non
c'entra niente o quasi il lavoro, la famiglia ecc.
> In ogni caso penso che non avrei mai avuto la forza nervosa per diventare
> Maestro Internazionale anche se avessi continuato a prepararmi
> accuratamente.
Questo lo capisco, sicuramente il solo talento non basta ci vuole
tanta volontà e carattere e la tenuta nervosa credo sia fondamentale
soprattutto in uno sport/gioco dove le partite durano parecchie ore,
credo sia lo stesso per tennis o golf.
> Luigi Caselli-
Ciao
P.L.
>> Poi, per diventare Maestro FIDE, dal 1987 al 1991 ho dovuto studiare
>> profondamente le aperture che giocavo (usando Informatori ed
Enciclopedia).
>> Il talento non sarebbe stato sufficiente.
>> Dopo ho mollato gli ormeggi .........
>Posso sapere perch�, anche altri come te (bravi) a un certo punto
>smettono addirittura di giocare come se fossero saturi e in genere non
>c'entra niente o quasi il lavoro, la famiglia ecc.
Nel mio caso il lavoro e la famiglia c'entrano eccome.
Anche se � vero che dopo essere diventato MF un p� di stimoli per giocare a
tempo lungo sono andati via.
Ricordo comunque un vecchio teorema:
Scacchista giovane: Tanto tempo, Tanto cervello, Pochi soldi
Scacchista adulto: Poco tempo, Tanto cervello, Tanti soldi
Scacchista anziano: Tanto tempo, Poco cervello, Tanti soldi
Insomma c'� sempre una variabile che ti frega e poi sui soldi da anziano non
sono pi� molto sicuro...
Luigi Caselli
> Ricordo comunque un vecchio teorema:
> Scacchista giovane: Tanto tempo, Tanto cervello, Pochi soldi Scacchista
> adulto: Poco tempo, Tanto cervello, Tanti soldi Scacchista anziano:
> Tanto tempo, Poco cervello, Tanti soldi
>
> Insomma c'è sempre una variabile che ti frega e poi sui soldi da anziano
> non sono più molto sicuro...
>
???
Nsomma, come rappresentante della categoria adulta mi sento in dovere di
demitizzare sia il cervello sia i soldi...
Sopratutto perchè la carenza dei secondi fan dubitare dell'abbondanza del
primo.
Ahimè. '^_^
--
Pier Paolo
Purtroppo il teorema � ormai datato...
Luigi Caselli
> Ricordo comunque un vecchio teorema:
> Scacchista giovane: Tanto tempo, Tanto cervello, Pochi soldi
> Scacchista adulto: Poco tempo, Tanto cervello, Tanti soldi
> Scacchista anziano: Tanto tempo, Poco cervello, Tanti soldi
>
> Insomma c'è sempre una variabile che ti frega e poi sui soldi da anziano non
> sono più molto sicuro...
>
> Luigi Caselli
Ho visto che hai già risposto a Pier Paolo, ma io lo modificherei
così, almeno per me visti i risultati a scacchi:
Scacchista giovane:Poco tempo, Poco cervello, Pochi soldi
Scacchista adulto: Poco tempo, Poco cervello, Pochi soldi
Scacchsta anziano: Tanto tempo, Poco cervello, Pochi soldi in più (ma
non tanti)
Il Tanto e il Poco sono relativi agli scacchi e comunque sono una
misura Molto relativa :-)
Ciao
P.L.