On 22 Dic, 23:37, Tomaso Ferrando <
ferra...@libero.it> wrote:
> On 22 Dic, 17:27, primula <
prim...@invalid.it> wrote:
> > dalla domanda sembra che non sei un radioamatore, quindi attento, puoi
> > bruciare i finali anche in un secondo,
>
> Perche', ai "patentati" non succede?
>
> > certo che in SSB senza
> > modulazione non esce potenza dalla radio. Cerca in zona un radioamatore
> > e fai installare un relè di antenna, che inserisce l'antenna non appena
> > alimenti la radio e da spenta la commuta su un carico a perdere.
>
> Cioe' un rele' che tira fuori una manina dal retro della radio
> ed infila il "bocchettone" nella "presa del PL"?
>
> > Se ai tempo intanto che ascolto e impari ad usarla studia e diventa un
> > radioamatore e nell'attesa togli il microfono.
> resunzione.
> Ma anche molti di quelli che gia' lo sono, farebbero bene a tenere
> il microfono staccato a studiare un po'. Magari non solo i cataloghi
> Marcucci...
Rispondo a questo post, ma si tratta di una risposta collettiva:
quanto fastidio. Che delusione questa comunità, perlomeno quella
italiana.
Ritengo di aver posto una domanda precisa e ragionevole. Cosa ho
ottenuto? Della noiosa ironia, in quanto evidentemente a tutti voi
risulta chiaro che una domanda del genere non può essere posta da un
patentato. Eppure quella sciocchezza di esame l'ho passato. Non solo:
ho anche la patente americana di classe extra, fatta più o meno per
gioco ad una nota fiera in cui il comitato dell'ARRL tiene sessioni
d'esame. Chi, considerando questi esami "difficili", stia pensando ad
una sparata, deve sapere che di mestiere faccio il fisico, quindi come
potete immaginato ho studiato questi argomenti a livelli certamente
superiori a quelli a cui può averli affrontati il radioamatore medio.
Come allora ho potuto porre una simile domanda? Semplice: la domanda
non è stupida. Pur sapendo il *perché* sia potenzialmente dannoso per
la radio l'andare in trasmissione senza antenna collegata, non ho
esperienza sul campo (ho ben scritto di stare giocando con la mia
prima radio), ed è per questo che mi sono rivolto a voi. Facciamo un
esempio: un novizio dei fai-da-te elettrico sa benissimo che è
pericoloso prendere scosse alla tensione di rete. Un giorno gli capita
di prenderne una, non gli accade niente ma si spaventa e chiede a chi
dovrebbe saperne più di lui quanto effettivamente la cosa sia grave.
Questi, invece di rispondergli che è davvero pericoloso, che comunque
la pericolosità dipende dal percorso che la corrente nel corpo umano,
che di norma ci sono gli interruttori differenziali ma che non è mai
bene affidare la propria vita ad un apparecchietto che può fallire,
che è sempre il caso di staccare la corrente prima di fare qualsiasi
lavoro e che per lavori in situazioni particolari si possono indossare
le scarpe antinfortunistiche, cosa fanno? Lo deridono con qualche
battuta sgrammaticata, mentre qualcuno gli consiglia amichevolmente di
collegare permanentemente la fase a terra per diminuire possibili
danni. Tornando a noi: sarebbe questo il tanto blaterato ham spirit?
Ecco cosa penso: ci sono due scenari che spiegano la vostra
supponenza. Il primo è che semplicemente abbiate bruciato dieci radio
a testa trasmettendo per sbaglio senza antenna, per cui avendo letto
che sono alle prime armi vi siate sentiti nella posizione di
considerarmi uno sprovveduto ingenuotto. Il secondo e certamente più
veritiero scenario è questo: siete molto orgogliosi del pezzetto di
carta che a quanto pare vi fa radioamatori e sapete che anche gli
altri lo sono. Mai ammettereste la vostra ignoranza facendo una
domanda semplice e chi la fa non può essere dei vostri. Naturalmente
le due ipotesi non si escludono (anzi: la seconda rafforza la prima).
Ora addio radioamatori italiani, vi lascio ai vostri Italia Zelanda.