Volevo realizzare un ripetitore pessivo costituito da un'antenna yagi
collegata con un cavo coassiale ad un'antenna omnidirezionale tipo un
dipolo o una ground plane. Cosa ne pensate? E se al posto dell'antenna
omni usassi una specie di "cappuccetto" da mettere sull'antenna del
telefonino?
In rete ho trovato diversi programmi per l'analisi di antenne yagi:
immettendo una descrizione della struttura dell'antenna (lunghezza e
numero degli elementi, spaziatura e così via) tirano fuori diagrammi
di
irradiazione, rapporto fronte / retro etc. Io avrei bisogno di un
programma di sintesi che mi consenta di fissare a priori almeno
qualche
caratteristica (come ad esempio l'impedenza di ingresso) e mi
restituisca la descrizione fisica dell'antenna. Fra l'altro i
programmi
che ho visto usavano tutti come elemento irradiante solo un dipolo.
Sapete darmi delle indicazioni in proposito?
Grazie in anticipo
73 da Federico Iannuzzi
il pollo wrote:
>
> Per un campeggio in Turchia ho la necessità di "far prendere" i
> cellulari GSM che attualmente agganciano il ponte solo a circa 300 m
> dalla riva del mare.
>
Ultimamente in Turchia non tira una bella aria...
> Volevo realizzare un ripetitore pessivo costituito da un'antenna yagi
> collegata con un cavo coassiale ad un'antenna omnidirezionale tipo un
> dipolo o una ground plane. Cosa ne pensate? E se al posto dell'antenna
> omni usassi una specie di "cappuccetto" da mettere sull'antenna del
> telefonino?
Per quanto riguarda installazioni radio, di qualsiasi tipo, ho idea che ti convenga muoverti con i
piedi di piombo, se non vuoi finire nei "piombi", visto l'aria che tira...
Cosa intendi per ripetitore passivo? Un ripetitore in genere accetta un segnale in ingresso e lo
ributta fuori in uscita. Siccome le cose avvengono istantaneamente, non puo' ovviamente un ripetitore
ricevere ed ascoltare sulla stessa frequenza. I ripetitori di tipo radioamatoriale hanno uno shift,
variabile a seconda della banda in uso, e le radio che debbono utilizzare un ponte si settano su tale
shift. Non mi consta che i telefoni cellulari abbiano tale possibilita'.
>
> In rete ho trovato diversi programmi per l'analisi di antenne yagi:
> immettendo una descrizione della struttura dell'antenna (lunghezza e
> numero degli elementi, spaziatura e così via) tirano fuori diagrammi
> di
> irradiazione, rapporto fronte / retro etc. Io avrei bisogno di un
> programma di sintesi che mi consenta di fissare a priori almeno
> qualche
> caratteristica (come ad esempio l'impedenza di ingresso) e mi
> restituisca la descrizione fisica dell'antenna. Fra l'altro i
> programmi
> che ho visto usavano tutti come elemento irradiante solo un dipolo.
> Sapete darmi delle indicazioni in proposito?
>
Piuttosto, sapendo la banda di frequenza della torre di telefonia cellulare (900 piuttosto che 1200 o
1800 MHz) perche' non utilizzi una di quelle antenne yagi che trovi gia' fatte presso i rivenditori
specializzati? Servono per l'appunto a fare arrivare alla torre prossimale il segnale del tuo telefono
che, se irradiato con la semplice antenna incorporata, non arriverebbe mai. Il tuo telefono deve avere
ovviamente la possibilita' di essere connesso ad un sistema di antenna esterna. Il guadagno di tale
antenna yagi e' notevole e ti consentira' di soddisfare i tuoi bisogni sicuramente.
Nelle antenne direttive tipo yagi l'elemento radiante e' sempre e soltanto il dipolo; tutti gli altri
elementi sono di volta in volta riflettori o direttori. E' il numero dei direttori, la lunghezza del
boom e la spaziatura tra detti elementi, oltre ovviamente al riflettore, che danno caratteristiche di
direttivita' spinta all'antenna e quindi ne aumentano il guadagno in una direzione.
Un ottimo programma, per sentito dire visto che non l'ho mai provato, e' MININEC.
Ma ripeto, per i casi tuoi, esistono gia' in commercio antenne pronte all'uso: visto le frequenza in
gioco, e' meglio che non ti cimenti a meno che tu non sia un esperto. E non mi pare...
Ciao.
> Grazie in anticipo
>
> 73 da Federico Iannuzzi
--
Angelo Brunero IK1QLD
CISI - Universita' di Torino
----------------------------------
mailto:ik1...@cisi.unito.it
http://www.cisi.unito.it/~ik1qld
>
>Per un campeggio in Turchia ho la necessità di "far prendere" i
>cellulari GSM che attualmente agganciano il ponte solo a circa 300 m
>dalla riva del mare.
Se i tuoi cellulofoni hanno la presa per antenna esterna gliela compri
bella grande e hai risolto il problema senza l' uso di ripetitori.
Pero' devi proprio andare in Turchia? E se ti saltano addosso i
Curdi? :-)
Good luck in the pile-up! Paolo I4EWH
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Se non sbaglio ....il campeggio si trova nell'interno ed è impossibile
connettersi alla rete GSM, mentre lo è a 300 metri dalla riva del
mare. Bene, mi pare che hai detto tutto ....infatti qualsiasi
ripetitore passivo, non ti permetterà di ottenere un miglioramento. La
possibilità di inserire un'antenna ad alto guadagno in RX e poi
connetterla passivamente ad un sistema omnidirezionale per servire la
zona del campeggio, sarà un vero disastro. Stessa cosa se vorrai
invertire le antenne. Trecento metri sui 930 MHz, sono tanti ... anzi
troppi, poiché stà a significare un'attenuazione di oltre 80 dB in
spazio libero e .... credimi è molto ma molto difficile recuperarli, a
meno che ....non utilizzi un paraboloide piazzato in riva al mare da
qualche decina di metri. I ripetitori passivi sono ottimi, solo quando
esistono determinate condizioni. Ossia segnali in isofrequenza con
intensità medio/alta e distanze da coprire attorno ai 25/30 metri
(ripetitori passivi facilmente reperibili in commercio) e fino ai
80/120 metri per ripetitori ad uso speciale. In quest'ultimo caso
comunque, il segnale non sarà mai irresistibile.
Il mio consiglio .....quattro passi in riva non è mica male come idea
.....anzi !!
>
>73 da Federico Iannuzzi
Buona vacanza e ....occhi aperti da quelle parti soprattutto !!
Pino, IK6MLI.
Sullo shift credo invece che lo scarto di frequenza che esiste tra il canale
di ricezione e quello di trasmissione sia abbastanza ridotto da permettere
all'antenna di risuonare in entrambi i casi. Mi interessano comunque
chiarimenti e precisazioni in merito
Per quanto riguarda la realizzazione, sono completamente d'accordo sul fatto
che in commercio esistono gia' delle antenne che possano funzionare meglio
di qualunque altro manufatto realizzato in proprio.
Grazie per eventuali risposte
73 Antonio Perdifumo
--
Posted from mta04-acc.tin.it [212.216.176.35]
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Zoccolillo wrote:
>
> Ho letto il messaggio perche' interessato, e credo di aver capito che il
> "collega", quando parla di ripetitore passivo si riferisce forse piu'
> propriamente ad ponte freddo, cioe' due antenne semplicemente collegate tra
> loro, senza nessun componente attivo, (credo una direttiva in posizione
> favorevole verso il ponte, l'altra, omni, che irradia sul campeggio) che
> permettano a chiunque di usare il proprio telefono senza doverlo
> necessariamente collegare l'apparecchio ad una direttiva o ad un antenna con
> maggior guadagno.
> Ora mi chiedo, e' possibile tutto cio'?
>
Beh, sulla carta tutto e' possibile, ma se intendi costruire qualcosa di utile, non credo sia questa
la soluzione. A meno che io non abbia capito bene (cosa molto possibile).
Per permettere al punto A di raggiungere in punto C 8che non mi riceve) ho bisogno di un punto B che
riceve da A e reirradia verso C... era qiesto il concetto?
Bene; io emetto un'onda radio di frequenza X, che viene ricevuta da B e reirradiata a C.
Impossibile. B non puo' ricevere e trasmettere sulla stessa frequenza; la sua trasmissione sulla
frequenza X renderebbe sorda il ricevitore che sta tentando di ricevere A; in pratica riceverebbe se
stesso. Si genererebbe un affetto chaomato effetto Larsen, lo stesso che capita quando un microfono
capta da un altoparlante se stesso amplificato.
Si potrebbe operare facendo in modo che mentre B riceve da A non possa trasmettere a C, e si metta a
trasmettere a C solo se non riceve da A. A questo punto bisogna costruire qualcosa; decidere la base
tempi, che pero' deve essere sincronizzata sia con A che con C, che pero' non sono fatti a tale scopo.
Si potrebbe dare a B una memoria digitale, in modo che immagazzina tutto quello che ha ascoltato da A
e lo trasmette a C quando A ha finito di trasmettere. Idem da C. Beh, non e' piu' full-duplex.
Ergo: A deve trasmettere sulla frequenza X, B deve trasmettere sulla frequenza Y. Peccato che C non
ascolti su Y ma sia fatto per ascoltare la frequenza X emessa dalla categoria di apparecchi A, i
telefoni cellulari!
L'unica e' dotare A di antenna esterna, cosa che e' ampiamente prevista, antenne che sono
regolarlmente vendute nei negozi specializzati. L'antenna di A, direttiva, avra' un guadagno tale da
permettergli di arrivare a C e di ascoltare C, senza bisopgno di porre altri sistemi in mezzo.
> Sullo shift credo invece che lo scarto di frequenza che esiste tra il canale
> di ricezione e quello di trasmissione sia abbastanza ridotto da permettere
> all'antenna di risuonare in entrambi i casi. Mi interessano comunque
> chiarimenti e precisazioni in merito
>
Esatto. Per i radioamatori lo shift di un ponte e' effettuato entro i limiti della banda assegnata.
Altrove, al di fuori del mondo radioamatoriale, non e' detto che sia cosi'.
> Per quanto riguarda la realizzazione, sono completamente d'accordo sul fatto
> che in commercio esistono gia' delle antenne che possano funzionare meglio
> di qualunque altro manufatto realizzato in proprio.
>
Ripeto: soprattutto viste le frequenze in gioco, dove le perdite sono assai elevate. In Onda Corta,
per leggi fisiche, le perdite sono molto meno elevate, e le antenne costruite dai radioamatori
arrivano ad essere altrettanto efficienti di quelle di serie, alle volte anche meglio. Solo per il
fatto che la costruzione delle stesse non abbisogna di precisioni millimetriche, uso di materiali di
qualita' elevatissima, uso di dielettrici particolari, etc.
> Grazie per eventuali risposte
>
> 73 Antonio Perdifumo
>
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MegaSnip...
Per quel che mi ricordo io il ponte freddo serve quando la zona da
servire e' geograficamente "coperta".
Se ad esempio tra il punto A ed il punto B c'e' di mezzo una bella
montagna, ed il punto B non riceve quindi i segnali del punto A, e'
possibile tentare l'uso del ponte freddo.
Questi funziona solo se le perdite in gioco (antenne+cavi) non sono
superiori all'attenuazione della montagna (altrimenti addio !).
In genere, per certe frequenze, questo avviene; e bisogna usare antenne
che guadagnino il piu' possibile: direttive in tutte e due le
postazioni, quindi.
Non ha nessuna importanza il problema degli shift, dei larsen, e chi
piu' ne ha piu' ne metta; semplicemente le antenne (passive, e quindi
naturalmente bi-direzionali) "portano" al di la' dell'ostacolo una
piccola parte dei segnali, in tutti e due i versi; piccola, ma comunque
superiore a quella quasi nulla che lascia passare la montagna.
L'ideale sono le parabole, per il loro alto guadagno e la loro ottima
direttivita'; quindi l'uso e' ottimizzato per frequenze un tantinello
piu' alte di quelle dei cellulari.
Ho visto comunque anche dei ponti freddi per la televisione, fatti con
degli array di direttive e qualche centinaio di metri di cavo sul
crinale della montagna.
Ma funzionicchiavano malino, dato che a quelle frequenze c'era un
notevole effetto di bordo che rendeva quasi inutile il gioco.
Ho visto anche ponti "freddini, non tanto freddi, anzi ..."; fatti cioe'
con due antenne per parte e due cavi, ognuno con un preamplificatore a
larga banda. Il "verso" dei due amplificatori (uno per cavo) era
ovviamente "all'incontrario", e le antenne di ogni lato abbastanza
distanti tra di loro.
Ciao
Federico - IW5CJM