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Allocazione ripetitori 70 cm

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IW0GLC Ham Radio

unread,
May 7, 2001, 3:50:03 AM5/7/01
to
Vorrei chiarire una volta per tutte la situazione delle nuove allocazioni
dei ponti ripetitori in gamma UHF sulle nuove QRG da 430 a 432 MHz.
Innanzitutto alcune precisazioni:

1) una sentenza della suprema Corte di
Cassazione, in data 28/1/1998 ha assolto un radioamatore (non entro nel
merito associativo, perchè dinanzi ad un processo penale siamo tutti
uguali, come recita la scritta) che aveva installato un ponte ripetitore
radioamatoriale, senza averne richiesto l'autorizzazione al "Mistero" delle
Comunicazioni. Veniva contestato il famoso art. 195 DPR 29/3/1973 nr. 156
2) Il DPR 5/8/1966 nr. 1214 (quello a cui i radioamatori si debbono
attenere, come viene riportato anche sulla licenza) non prevede in alcun
modo un'autorizzazione per i ponti ripetitori radioamatoriali
3) Le famose
"circolari-tappabuchi" (in particolare una del 1986) rimandavano l'entrata
in vigore di una autorizzazione per i ponti ripetitori radioamatoriali alla
formulazione del famoso "Regolamento d'Attuazione" che, ancora oggi, non è
stato emanato (anzi, è stato respinto nel 1999 sia dal Consiglio di Stato
che dall'Autorità delle Comunicazioni)

Con queste premesse, non è mia
intenzione dire che l'ARI abbia sbagliato a richiedere le autorizzazioni
per ogni ripetitore, ma ha seguito una procedura burocratica supplementare.
Un radioamatore, in virtù della licenza di cui è titolare, ha piena facoltà
di fare sperimentazione nei modi in cui ritiene più opportuni. I ponti
ripetitori sono anch'ssi un modo per "testare" il fenomeno della
propagazione EM.
Fatta questa doverosa premessa, la situazione attuale è
la seguente.
Alcune Associazioni, a seguito del nuovo Piano di
Ripartizione, chiesero (dal momento che il Servizio in quella "fettina" è
in Secondario) al "Mistero" delle Comunicazioni di poter utilizzare le
nuove frequenze per l'entrata e l'uscita dei ponti ripetitori. Trascorsi i
90 giorni canonici e non avendo avuto alcuna risposta dai funzionari Min.
Com. si è proceduto, in forza del silenzio-assenso, allo spostamento delle
frequenze dei ponti ripetitori, sfruttando uno standard (quello dello shift
-1600 kHz) in uso nella maggior parte dei Paesi europei e dopo aver
consultato anche la IARU.
Il fatto che ora l'ARI voglia a tutti i costi
imporre uno standard differente, mi pare un controsenso. Tanto più che
propone uno shift rovesciato, utilizzando come entrata frequenze che,
forse, potrebbero essere già usate da altri Servizi. Al contrario lo shift
negativo ha consentito di poter sfruttare frequenze assolutamente prive di
qualunque disturbo, con ovvio aumento della soglia di sensibilità dei vari
ripetitori che sono tornati al loro "antico splendore". Se ha funzionato
così bene qui a Roma, funzionerà anche altrove.
Secondo me l'ARI dovrebbe
prendere atto della bontà del nuovo standard adottato fino ad ora in Italia
e spostare nello stesso modo i suoi ripetitori. Anche perchè questo
standard è stato accolto già da diverse Associazioni (e non da una sola).
Il muro contro muro che l'ARI sta portando avanti davanti ai funzionari del
Min. Com. ci sta facendo perdere tempo prezioso e soprattutto la
possibilità di sfruttare la (poca) disponibilità di queste persone a venire
incontro alle nostre esigenze.
Io chiedo, in qualità di Socio Ordinario,
al Consiglio Direttivo dell'ARI
di finirla, una volta per tutte, con
questo atteggiamento e di accettare le proposte anche di altre persone, per
il bene di tutta la comunità radiantistica. Una volta per tutte.
Con la
speranza di essere riuscito a chiarire questa situazione.
Un saluto...
P.S. per la cronaca sono regolamente attivi e funzionanti in zona zero i
seguenti ripetitori:
RU0 M.te Porzio Catone (431.600)
RU1 M.te Guadagnolo
(431,625)
RU3 M.ti Cimini (431.675)
RU4 M.te Terminillo (431.700)
RU5
Rocca Priora (431.725)
RU6 M.te Gennaro (431.750)
RU7 Assisi (431.775)
RU13 M.te Cavo (431.925)

---
David, IW0GLC
URL:
http://digilander.iol.it/iw0glc
QRV: 145,475 - 431,300 MHz NFM - 50,440
MHz USB
*Per rispondere togliete "ABBASSOLOSPAM" dal mio indirizzo*
--------------------------------
Inviato via http://usenet.iol.it

Roby IZ3CYN

unread,
May 7, 2001, 6:04:25 PM5/7/01
to

IW0GLC Ham Radio <iw0glcABB...@qsl.net> wrote in message
212Z239Z62Z2Y...@usenet.iol.it...

>
> 1) una sentenza della suprema Corte di

> Cassazione, in data 28/1/1998 ha assolto un radioamatore .........

Non conosco a fondo la normativa che regola l'installazione e l'uso dei
ponti ripetitori (primo perche' mi interessano veramente poco, secondo
perche', hai ragione, abbiamo una normativa veramente lacunosa e fatta
ormai piu' di toppe che di tessuto).
Mi permetto solo di ricordare, poiche' la sentenza che citi viene cosi'
spesso esibita, che la corte di cassazione sara' anche suprema, ma non
legifera, ancorche' le sue sentenze vengano quasi sempre ritenute come
una sorta di "interpretazione autentica" della legge.
Non voglio qui entrare nel merito della polemica, ma confesso di avere
il dubbio che la nostra confusissima, nebulosissima e farraginosa
normativa abbia parecchi lati oscuri non solo per noi e per parecchi
funzionari della pubblica amministrazione, ma anche per i magistrati di
cassazione.

Che poi ci sia dell'astio fra le maggiori associazioni nazionali, tra
chi ha il monopolio e chi vuole strapparglielo, tra chi ha il
"cadreghino" e chi vuole portarglielo via, e che ci siano delle
rigidita' inaccettabili, questo e' un fatto, e' deprecabile, e va a
danno di *tutti* i radioamatori. Fruitori di ponti o no. Credo che il
vero guaio sia questo, e non altro.

--
73 de Roby IZ3CYN

Visita http://digilander.iol.it/hamweb/, il sito che ti aiuta a
diventare radioamatore!
http://it.egroups.com/group/ham-club, la ML dedicata ai radioamatori.

iw0...@libero.it

unread,
May 8, 2001, 10:38:34 AM5/8/01
to

>Con queste premesse, non è mia
>intenzione dire che l'ARI abbia sbagliato a richiedere le
>autorizzazioni
>per ogni ripetitore, ma ha seguito una procedura burocratica
>supplementare.
>Un radioamatore, in virtù della licenza di cui è titolare, ha piena
>facoltà di fare sperimentazione nei modi in cui ritiene più opportuni.
>I ponti ripetitori sono anch'ssi un modo per "testare" il fenomeno
>della propagazione EM.


Ciao David

Permettimi di non essere perfettamente daccordo con te nel dire che
l'ARI (e non solo...) abbia seguito una procedura burocratica
supplementare relativamente alla richiesta di autorizzazioni per
l'esercizio dei ponti ripetitori radioamatoriali.
Tutti quei ripetitori che attualmente hanno un identificativo (IR0...)
sono stati regolarmente comunicati al Ministero e da quest ultimo
approvati con il rilascio dell'autorizzazione e dello stesso
identificativo.

Mi trovo pero' nella condizione di chiederti se per caso non si
adottasse una tale procedura, puoi immaginare le conseguenze ad esempio
dell'installazione di due ponti da parte di due differenti associazioni
sulla stessa frequenza e stessa zona?(Vedi il caso R1 VHF a Roma...)
Validando la tua ipotesi, entrambe gli installatori possono fare della
sperimentazione in quanto radioamatori ed autorizzati dalla loro
licenza, creando comunque una situazione intollerabile tipo "far west"
(concedimi il termine...) dove il primo che arriva piazza la bandiera.
In quest'ottica, quello che io sostengo e' la leggerezza dell'Ente
demandato al rilascio di autorizzazioni; per farmi capire meglio, credo
sia assolutamente necessario un coordinamento centrale che regoli (cioe'
rilasci o meno l'OK) l'installazione dei ponti ripetitori
radioamatoriali.
D'altra parte, spesso si fa riferimento al confronto con altri paesi
dell'UE, in termini di bande concesse al servizio d'amatore, shift
positivi o negativi.....etc....
Sarebbe interessante invece confrontare anche il resto.
Ti faccio un piccolo esempio:
Qui da noi, un radioamatore per aver installato un ripetitore senza
richederne la preventiva autorizzazione, si e' visto messo sotto
processo dalla durata biblica con sequestro delle apparecchiature e
conseguente assoluzione in Cassazione.
In Germania, l'installazione di un ripetitore radioamatoriale senza la
preventiva autorizzazione dura mediamente 4 o 5 giorni, dopodiche'
l'ente preposto al controllo interviene senza farsi problemi.
Senza parlare poi della situazione presente in Canada oppure negli USA
dove addirittura l'ARRL collabora con la divisione dell'FCC preposta al
controllo dell'etere(l'equivalente del nostro Ispettorato Territoriale),
e li ti assicuro ti sbattono un paio di mesi in galera se ti trovi senza
autorizzazione, altro che sperimentazione......
Li se vuoi installare ponti, prima chiedi, poi ottieni l'autorizzazione,
poi installi, ed alla fine sperimenti tutto cio' che vuoi ma con le
carte in regola.
Credo che il punto chiave sia proprio il controllo e la sua mancanza, di
fatto o voluta, a creare diverse interpretazioni al problema da parte di
ognuno di noi, cercando una giustificazione pronta all'uso quando si
viene chiamati in causa.
Quest ultima tra l'altro e' la caratteristica di noi italiani.

Precisando in ultimo un particolare importante e cioe' che i ponti
radioamatoriali vengono autorizzati solo ed esclusivamente ad
associazioni di radioamatori legalmente costituite e riconosciute, e non
al singolo radioamatore...
Circolare ......non ricordo il numero al momento ma ne sono
perfettamente a conoscenza in quanto circa 10 anni fa venni diffidato
dal Ministero PT a continuare sperimentazioni su un ponte ripetitore
UHF.


Saluti

IW0EBR - Giampaolo
Sezione ARI Tivoli (Roma)
QRG RU0 435.2 MHz Shift -1.6


--
Posted from 212.239.83.142 by way of smtp2.libero.it [193.70.192.52]
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mimmo

unread,
May 8, 2001, 1:34:18 PM5/8/01
to

<iw0...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:GD0TVJ$IavtDsHRqBHWcwFu4J1Le...@libero.it...

Precisando in ultimo un particolare importante e cioe' che i ponti
radioamatoriali vengono autorizzati solo ed esclusivamente ad
associazioni di radioamatori legalmente costituite e riconosciute, e non
al singolo radioamatore...
Circolare ......non ricordo il numero al momento ma ne sono
perfettamente a conoscenza in quanto circa 10 anni fa venni diffidato
dal Ministero PT a continuare sperimentazioni su un ponte ripetitore
UHF.

Vorrei precisare solo su questo punto eludendo le polemiche relative alle
associazioni.
Punto 1. E' possibile che nessuno abbia fotocopia di questa circolare? Ho
chiamato l'ARI è mi ha detto che non ce l'ha, il ministero non può reperirla
se non do un numero o una data e il Cisar non risponde. Invito chiunque
abbia dei riferimenti (giorno dell'emanazione, n° di prot.) a scriverlo, poi
ci penso io a procurarmela, se no si para d'aria dicendo, ah... sì.. so che
c'è e l'ho letta ma non te la posso "produrre".
Punto 2. Perché mai non dovrebbe permettere il Ministero di dare concessioni
a singoli radioamatori che vogliano sperimentare. E poi perché solo alle
associazioni legalmente riconosciute (che in italia vuol dire monopolio
ARI)???
Punto 3. Non si accettano paragoni con l'ARRL, la gestione è seria e non
buffona con intrallazzi come avviene in Italia

Saluti

mimmo

iw0...@libero.it

unread,
May 9, 2001, 3:25:48 AM5/9/01
to
>Punto 1. E' possibile che nessuno abbia fotocopia di questa circolare?
>Ho chiamato l'ARI è mi ha detto che non ce l'ha, il ministero non può
>reperirla se non do un numero o una data e il Cisar non risponde.
>Invito chiunque abbia dei riferimenti (giorno dell'emanazione, n° di
>prot.) a scriverlo, poi ci penso io a procurarmela, se no si para
>d'aria dicendo, ah... sì.. so che c'è e l'ho letta ma non te la posso
>"produrre".

>Punto 2. Perché mai non dovrebbe permettere il Ministero di dare
>concessioni a singoli radioamatori che vogliano sperimentare. E poi
>perché solo alle associazioni legalmente riconosciute (che in italia
>vuol dire monopolio ARI)???
>Punto 3. Non si accettano paragoni con l'ARRL, la gestione è seria e

>non buffona con intrallazzi come avviene in Italia.


Grazie per la tua risposta Mimmo.

Relativamente al punto 1, mi impegno a rovistare nelle mie scartoffie
tentando di ritrovare la lettera di diffida che ricevetti dal Ministero
sulla quale e' richiamato il numero di questa benedetta circolare e non
appena trovato te lo faro' sapere, altrimenti hai perfettamente ragione,
si discute solo di informazioni frammentate e non certe.

Punto 2. E' la stessa domanda che mi pongo io...perche' solo ad
associazioni di radioamatori legalmente riconosciute e non ai singoli?
Ipotizzando una risposta, forse per tentare di regolamentare, arginare e
di centralizzare il controllo delle autorizzazioni demandando alle
associazioni la gestione ed il consenso delle stesse.
Comunque Associazioni legalmente costituite non significa solo ARI, ma
anche CISAR ed ARAC(quest ultima almeno a Roma e Rieti).

Il paragone con il panorama estero, e' solo per dovere di cronaca visto
che, ripeto, e' un po' di tempo che si confronta il nostro agli altri
paesi, confronto che dovrebbe essere costruttivo ed allora perche' non
parlare di tutte quelle realta' che effettivamente stanno decenni avanti
a noi in termini normativi, portando a conoscenza di tutti come
realmente stanno le cose oltre i nostri confini?


Cordialmente ti saluto.....a presto


IW0EBR - Giampaolo
Sezione ARI Tivoli (Roma)
QRG RU0 435.2 MHz Shift -1.6


--
Posted from 212.239.83.142 by way of smtp1.libero.it [193.70.192.51]

mimmo

unread,
May 9, 2001, 2:36:01 PM5/9/01
to

<iw0...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:GD24IB$IcTRooC1eNLaQ0Bq8VpXC...@libero.it...

Relativamente al punto 1, mi impegno a rovistare nelle mie scartoffie
tentando di ritrovare la lettera di diffida che ricevetti dal Ministero
sulla quale e' richiamato il numero di questa benedetta circolare e non
appena trovato te lo faro' sapere...

Aspetto trepidamente la tua risposta, anche perchč sono molto interessato a
capirne qualcosa di piů.

Punto 2. E' la stessa domanda che mi pongo io...perche' solo ad
associazioni di radioamatori legalmente riconosciute e non ai singoli?
Ipotizzando una risposta, forse per tentare di regolamentare, arginare e
di centralizzare il controllo delle autorizzazioni demandando alle
associazioni la gestione ed il consenso delle stesse.
Comunque Associazioni legalmente costituite non significa solo ARI, ma
anche CISAR ed ARAC(quest ultima almeno a Roma e Rieti).

Su questo ti vorrei far riflettere su un episodio. Purtroppo la "e" o la
versione giuridica "et" č interpretabile e il piů delle volte viene
considerato come collante e se i due termini congiunti non sono rispettati
non si puň applicare.
Quindi quel legalmente costituite e riconosciute potrebbe venir inteso come:
devono essere sia costituite sia riconosciute (in Italia l'unica
associazione riconosciuta č l'ARI). Te lo dico perché domandai come mai il
Cisar non proponeva mai un proprio rappresentante per le sessioni d'esame e
la risposta fu: solo l'ARI č riconosciuta dal Ministero, noi siamo solo
costituite dal punto di vista legale.

perche' non
parlare di tutte quelle realta' che effettivamente stanno decenni avanti
a noi in termini normativi, portando a conoscenza di tutti come
realmente stanno le cose oltre i nostri confini?

Hai perfettamente ragione: vogliamo parlare della classe "novizi" americana?
E' un modo intelligente per evitare l'inutile "piratismo" delle prime armi e
per tenere sotto controllo la situazione. E poi in nessuno stato progredito
i radioamatori sono considerati quanto noi!!! Provate a chiedere al
Ministero di intercedere per farci allargare la banda dei 40 m come sta
avvenendo negli USA. E intanto vediamo che in tutti i paesi tranne il nostro
č possibile l'ATV, il packet ad alta velocitŕ e cosě via. Ma come cavolo si
fa a dire che la massima larghezza del segnale sia di solo 5 kHz? Pazzesco,
e intanto le trasmissioni a larga banda diventano sempre piů un miraggio!
Saluti

mimmo


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