Andrea IK0RNT wrote:
> Con tutta la mia fiducia nelle persone ora provo voglia di fare una
> indagine personale, ma vatti a cercare uno storico delle potenze...
ah be', io non avevo pretese storiche, andavo "a memoria"...
probabilmente, trovando qualche fonte (sempre che ne esistano),
scoprirai che qualcuno ha aumentato e qualcun altro diminuito :)
Degli anni 70-80 ricordo che c'erano alcune stazioni (Tirana, Pechino,
Mosca, ma anche Vaticano, Londra e varie altre) che mi arrivavano con
segnali incredibili, a volte superiori a quelli dell'emittente rai che
stava qui a qualche km.
> Forse non ho colto quello che intendi. Per la mia percezione delle cose
> alla radice c'ᅵ un rapporto segnale-rumore... Ipotizzo che si parta da un
> meglio che si puᅵ restringendo il piᅵ possibile la banda in ingresso e
> tagliando ove possibile il rumore che viene da direzioni diverse da
> quella su cui sta il sengale. Ma se il rumore ᅵ comunque troppo, troppo
> rimane anche se riduco la sensibilitᅵ, no? ;-)
certo, il rumore ᅵ quello che ᅵ... perᅵ il punto ᅵ che stai ragionando
da radioamatore, mentre le radio erano usate da gente normale :) che ne
capiva giusto quel tanto che bastava per accendere l'apparecchio e
regolare il volume e la sintonia - ricordo molta gente che si faceva
cambiare le pile in negozio, perchᅵ da sola non lo sapeva fare... ;)
Passando all'aspetto piᅵ tecnico, un rumore atmosferico molto forte,
com'ᅵ quello in onde medie e lunghe, comporta necessariamente l'utilizzo
di potenze di trasmissione elevate (considera che l'obiettivo era di
farsi sentire da piᅵ gente possibile, spesso per motivi politici o
comunque di propaganda) - messo tutto insieme, questo vuol dire segnali
all'ingresso del ricevitore globalmente *molto* forti. A questo punto,
una sensibilitᅵ elevata serve solo a raggiungere rapidamente la
saturazione - con conseguente "spalmatura" di schifezze su tutta la
banda :) - ragion per cui non c'ᅵ motivo di cercarla (tanto piᅵ che
un'elevata sensibilitᅵ aggiunge al computo totale anche il rumore del
front end, molto amplificato). Una sensibilitᅵ inferiore invece soddisfa
comunque tutte le esigenze di ricezione con molti meno guai. Le uniche
radio in onde medie che avevano sensibilitᅵ elevata in pratica erano le
autoradio, destinate a funzionare con antenne, ovviamente elettriche e
non magnetiche, molto corte.
Per quanto riguarda restringere la banda, in pratica non si faceva di
certo: i filtri a FI erano spartanamente economici, due risonatori e
via... :)
Per quanto riguarda invece la direttivitᅵ, quando c'era era
semplicemente un effetto collaterale dell'uso di antenne magnetiche (di
solito la tipica bacchetta di ferrite), e non era certo un effetto
particolarmente gradito, dato che l'utente tipico si scocciava a dover
girare la radio per sentire meglio...
> Allora il mio ᅵ ancora piᅵ povero, perchᅵ uno dei cinque tubi ᅵ un diodo
> termoionico! :-) ...
be', negli anni 60 i raddrizzatori al selenio costavano cari :)
> Io veramente di stazioni ne ascolto comunque tante, ma in modo decente
> solo se sintonizzo nelle vicinanze un'antenna a quadro: era questo ciᅵ
> che intendevo dicendo che con la sua antenna interna da sola si ascolta
> ben poco. ...
dal tipo di radio che descrivi, probabilmente l'antenna interna era
costituita da un semplice pezzetto di filo, che all'epoca bastava
appunto perchᅵ i segnali erano spropositati... una delle prime cose che
si imparavano a fare era appunto aggiungere una presa per un'antenna
esterna... e subito dopo, per le radio che avevano anche le onde corte,
si imparava a fare un BFO ;)
> ...la 12BE6... sospetto si comporti ora nei primi minuti...
> come una termocoppia...
allora qualcosa mi dice che dovrai cambiarla presto... :)
> Provo ad "indovinare": devo usare come punto di riscontro il segnale a
> media frequenza a paritᅵ di segnale a radiofrequenza captato? Ovviamente
> userei l'oscilloscopio, avendocelo... ma qualcosa mi dice che devo stare
> attento alle tensioni, visto che il circuito ᅵ connesso con un
> autotrasformatore...
Prima di tutto, la tua sicurezza: prima di mettere le mani dentro ad un
ricevitore del genere, devi procurarti un trasformatore di isolamento
(ogni laboratorio di radiotecnico ne aveva uno): si tratta semplicemente
di un trasformatore 1:1, che isola l'apparato dalla rete garantendo la
sopravvivenza non solo tua ma anche degli strumenti! E non dimenticare
di mettere a terra il telaio a valle del trasformatore di isolamento, se
non vuoi rischiare di ricevere un promemoria "elettrizzante"! :)
Se attacchi la massa della sonda dell'oscilloscopio alla massa della
radio, e su quest'ultima c'ᅵ la fase "viva" della rete (e la probabilitᅵ
ᅵ del 50%!), mandi direttamente a terra la fase, ed a quel punto ᅵ una
gara tra la fretta di morire del front end e la prontezza di riflessi
del salvavita - e non scommetterei mai su quest'ultima! Se invece per
caso l'oscilloscopio non avesse la connessione a terra, ti troveresti
probabilmente a toccare la fase della rete a mani nude, con conseguenze
potenzialmente *letali*.
Detto questo, la corretta procedura di allineamento del canale a FI
richiede un generatore sweep ed un oscilloscopio, e si esegue inviando
il segnale sweeppato intorno alla FI all'ingresso della radio e
regolando le medie in maniera da avere una risposta ragionevolmente
regolare e simmetrica su una larghezza di banda di circa 9 kHz. La
procedura "alternativa" ᅵ quella di mandare all'ingresso un segnale
modulato alla frequenza intermedia e regolare le medie per il massimo,
quindi starare leggermente le medie per allargare un po' la banda. Tutto
questo, possibilmente, andrebbe fatto con l'AGC staccato.
La seconda fase dell'allineamento riguarda il front end: al variare
della sintonia, le frequenze di risonanza dei circuiti risonanti
d'ingresso e dell'oscillatore locale non variano perfettamente "in
passo" ma divergono leggermente, motivo per cui sul variabile ci sono
dei compensatori di correzione.
Si manda quindi all'ingresso un segnale alla frequenza minima della
banda e, dopo aver sintonizzato sulla scala parlante la frequenza
"giusta", si regolano i compensatori in modo da ottenere la massima
ricezione; quindi si ripete l'operazione alla frequenza massima, poi
ancora alla minima, poi ancora alla massima... fino ad ottenere un
ragionevole compromesso che dia una lettura sufficientemente precisa
della frequenza ed una ricezione buona in ogni punto della banda. Con un
oscillatore modulato puoi andare ad orecchio, ma per una lettura precisa
del segnale puoi collegare al rivelatore dell'AGC un voltmetro
elettronico, che praticamente ti fa da S-meter.