Ciao Giorgio!
Giorgio wrote:
> Se non si vuol spendere troppo a volte il digitale e' l'unica spiaggia...
su questo non si discute, ormai il confronto dei costi tra analogico e
digitale rende quest'ultimo l'unica possibilitᅵ praticamente
accessibile, specialmente per l'amatore... perᅵ bisogna usare il
digitale senza farsi prendere dalla smania delle settantasei cifre!
>
http://www.ietlabs.com/pdf/Datasheets/DE_5000.pdf
appunto: sulla portata 20 uH ha una precisione del 2,5%, ossia ᅵ500nH: a
che serve una risoluzione di 1 nH?? E' una presa in giro...
> Chiedono 305 Euro
e, per quanto mi riguarda, se lo tengono... >:)
> Si cortocircuitano i terminali di misura e si azzera la misura
> eliminando i "parassiti"...
no, purtroppo... con risoluzioni cosᅵ alte non ᅵ cosᅵ che funziona:
perchᅵ avesse senso, dovresti non solo riuscire a garantire che le
lunghezze reali dei terminali cortocircuitati (tenuto conto dell'esatto
punto di contatto delle pinzettine sul reofori) fossero uguali a quelle
effettivamente utilizzate nella misura entro uno scarto inferiore al
millimetro, ma anche che la superficie minima poggiata sui fili dei
terminali di misura resti assolutamente identica prima e dopo
l'azzeramento... in breve, ᅵ un esercizio di inutilitᅵ, come pesare
l'insalata con una bilancia analitica senza aver modo di tener conto ne'
del terriccio residuo sulle foglie ne' dell'acqua che ci ha messo il
fruttivendolo :o(
Ma poi, anche ammesso (e non concesso) che per assurdo tu riuscissi in
pratica a risolvere correttamente il nanoHenry, a che mai ti potrebbe
servire? Basta che avvicini o allontani di un pelino l'induttore dal
resto del mondo, o che lo stiracchi lievissimamente per connetterlo allo
strumento, per avere variazioni ampiamente superiori alla risoluzione...