vorrei iniziare ad ascoltare le bande HF utilizzando una antenna filare
Windom
per i 40 metri.
Vorrei chiedere se per le dimensioni di una siffatta antenna basta dividere
per due
quelle di una windom per 80 metri.
73' de Vincenzo IW7-DMH.
QTH: Lecce.
L'antenna Windom per sua natura è un'antenna a larga banda:
essenzialmente si tratta di un pezzo di filo, quanto più lungo
possibile, seguito da un sistema che permetta di adattarne l'impedenza
per una gamma piuttosto ampia di frequenze. Perciò la risposta migliore
che ti posso dare è anche la più semplice: fai l'antenna più lunga che
puoi, perché più è lunga e meglio funziona (la sua area di cattura è
maggiore), ed utilizza un semplice accordatore, che puoi facilmente
realizzare con un induttore ed una capacità variabili.
Per una infarinatura generale su questa ed altre antenne, ti consiglio
di leggere la serie di articoli che trovi su hamweb (indirizzo in
firma).
Ciao.
--
73 es 51 de i3hev, op. mario
it.hobby.radioamatori.moderato
http://digilander.libero.it/hamweb
http://digilander.libero.it/esperantovenezia
> Enzo ha scritto:
>>
>> ... vorrei iniziare ad ascoltare le bande HF utilizzando una antenna
>> filare Windom per i 40 metri.
>> Vorrei chiedere se per le dimensioni di una siffatta antenna basta
>> dividere per due quelle di una windom per 80 metri.
>
> L'antenna Windom per sua natura è un'antenna a larga banda:
> essenzialmente si tratta di un pezzo di filo, quanto più lungo
> possibile, seguito da un sistema che permetta di adattarne l'impedenza
> per una gamma piuttosto ampia di frequenze.
Non sono d'accordo. L'antenna Windom, che una volta si chiamava presa
calcolata, è un filo lungo 1/2 lunghezza d'onda con la linea di
alimentazione collegata in un punto nel quale l'impedenza dell'antenna è
circa uguale a quella della linea di alimentazione, oggi adattata con un
balun/trasformatore di impedenza.
E' a "larga banda" solo nel senso che risuona sulle armoniche della
fondamentale per cui è tagliata. In ricezione quindi porta dentro l'RX
anche segnali fuori banda e puo' provocare intermodulazione nei ricevitori
scarsi.
> Perciò la risposta migliore
> che ti posso dare è anche la più semplice: fai l'antenna più lunga che
> puoi, perché più è lunga e meglio funziona (la sua area di cattura è
> maggiore), ed utilizza un semplice accordatore, che puoi facilmente
> realizzare con un induttore ed una capacità variabili.
Per ricevere sicuramente questa soluzione va meglio della Windom,
l'accordatore pulisce un po' di segnali indesiderati.
>
> Per una infarinatura generale su questa ed altre antenne, ti consiglio
> di leggere la serie di articoli che trovi su hamweb (indirizzo in
> firma).
>
> Ciao.
73 de Claudio, ik2pii
--
==============================================
Claudio P. - happy Linux user -
Scusami, ma non si tratta affatto di un "radiatore a mezz'onda".
L'antenna Windom prende il nome dal suo inventore, il quale è
affettivamente partito dalla presa calcolata, ma rivedendone
completamente la filosofia teorica. Nell'antenna a presa calcolata,
infatti, la posizione del punto di alimentazione viene determinata allo
scopo di ottenere un migliore adattamento rispetto ad una linea ad alta
impedenza, cosa che era necessaria all'epoca in cui queste antenne
venivano usate, dato che di cavi coassiali non se ne parlava molto... ma
il punto fondamentale è che in un'antenna a presa calcolata, la discesa,
che è un semplice filo, fa parte integrante del sistema radiante! La
corrente a radiofrequenza, dopo aver già ceduto una parte della sua
potenza nel tratto verticale, si ripartisce nei due rami dell'antenna
come si ripartirebbe in un divisore di corrente, e di conseguenza
intorno al punto di alimentazione le correnti nei due rami sono di verso
opposto tra loro.
Tutto al contrario, in un'antenna Windom la linea di alimentazione non è
radiante (salvo errori...), e quindi la potenza di alimentazione arriva
tutta al radiatore orizzontale, nel quale viene lanciata tramite un
trasformatore (che __non__ è un balun!!!) con una scelta di fasi tale
che le corrente nei due rami, nell'intorno del punto di alimentazione,
siano uguali e dirette nello stesso verso. In questo modo, il campo
prodotto dai due rami è concorde, e quindi si somma dando origine ad un
campo diverso ed (in questo punto) assai più intenso che non nel caso
della presa calcolata.
Per quanto riguarda la banda di funzionamento, i modi di questa antenna
sono abbastanza "strani": ce n'è una prima serie, che è rappresentata
dai modi naturali del radiatore, e quindi comprende tutte le lunghezze
d'onda sottomultiple del doppio della lunghezza dell'intero filo, ed è
quella alla quale ti riferisci tu parlando di "mezz'onda". Ma ce ne sono
altre due serie, che comprendono tutti i sottomultipli del doppio della
lunghezza di ciascun ramo: scegliendo in maniera opportuna il rapporto
tra le lunghezze dei rami, si può fare in modo che queste tre serie di
frequenze si dispongano alternate tra di loro, in maniera che coprano "a
pettine" una banda molto ampia. La larghezza di banda piuttosto grande
di ciascuna risonanza (i modi sono abbastanza smorzati, sia a causa
delle perdite che per via del fatto che ciascuna parte di radiatore
quand'è in risonanza si vede caricata anche dal resto del sistema) fa in
modo che le righe spettrali della risposta si fondano tra di loro, in
maniera che si ha una risposta relativamente uniforme su una banda molto
ampia - in effetti, la Windom è stata per molti e molti anni una delle
antenne preferite per le attività radio navali, proprio per questa sua
banda molto ampia. E' ovvio che l'impedenza sia piuttosto variabile, ma
a questo si rimedia facilmente con un buon adattatore...
> Per ricevere sicuramente questa soluzione va meglio della Windom,
> l'accordatore pulisce un po' di segnali indesiderati.
Anche questo in generale non è vero: effettivamente, è possibile anche
realizzare adattatori che combinano le funzioni di un preselettore, ma
in se' l'adattatore di impedenza __non__ è affatto un preselettore. In
generale, è ovvio che in condizioni di adattamento si abbia un miglior
trasferimento di potenza, e quindi le frequenze per le quali si ha
l'adattamento siano in un certo modo "favorite" ma, se consideri che non
necessariamente l'impedenza dell'antenna varia velocemente con la
frequenza, e che un buon adattatore deve essere caratterizzato da una
banda quanto più possibile larga, arrivi subito alla conclusione che,
per ridurre i segnali indesiderati, ci vuole un preselettore a parte,
inserito tra l'adattatore ed il ricevitore. Del resto, basta calcolare i
4 possibili adattatori d'impedenza a due componenti tra due generiche
impedenze diverse per vedere che, in linea di massima, uno è passa
basso, uno è passa alto, e due sono praticamente aperiodici...
Ciao!
per chi avesse voglia di leggere un po' si trova in rete, nel sito del
costruttore, una serie di note tecniche sulla Windom Carolina che e' un
particolarissimo tipo di Windom che usa *due* balun, uno "in tensione" e
uno "in corrente" posti alle due estremita' del primo tratto di linea
coassiale (di precisa lunghezza).
Quest disposizione permette alla calza del primo tratto del cavo di
irradiare come terzo elemento dell'antenna.
Nella suddetta documentazione c'e' piu' o meno tutto, compresi i lobi di
radiazione nelle diverse condizioni e per le diverse bande
l'ho avuta per un certo numero di anni e devo dire che e' la miglior
multibanda filare che abbia mai provato, "visibilmente" superiore a
qualunque filo della stessa lunghezza
--
Andrea Contro la stupidita' degli uomini
I0ADY neanche gli Dei possono nulla
F. Schiller I. Asimov
www.qsl.net/i0ady
Mi metterò a leggere un po' di documentazione.
Saluti IW7-DMH.
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
> "lameuser <" ha scritto:
>>
SNIP
> Per quanto riguarda la banda di funzionamento, i modi di questa antenna
> sono abbastanza "strani": ce n'è una prima serie, che è rappresentata
> dai modi naturali del radiatore, e quindi comprende tutte le lunghezze
> d'onda sottomultiple del doppio della lunghezza dell'intero filo, ed è
> quella alla quale ti riferisci tu parlando di "mezz'onda". Ma ce ne sono
> altre due serie, che comprendono tutti i sottomultipli del doppio della
> lunghezza di ciascun ramo: scegliendo in maniera opportuna il rapporto
> tra le lunghezze dei rami, si può fare in modo che queste tre serie di
> frequenze si dispongano alternate tra di loro, in maniera che coprano "a
> pettine" una banda molto ampia. La larghezza di banda piuttosto grande
> di ciascuna risonanza (i modi sono abbastanza smorzati, sia a causa
> delle perdite che per via del fatto che ciascuna parte di radiatore
> quand'è in risonanza si vede caricata anche dal resto del sistema) fa in
> modo che le righe spettrali della risposta si fondano tra di loro, in
> maniera che si ha una risposta relativamente uniforme su una banda molto
> ampia - in effetti, la Windom è stata per molti e molti anni una delle
> antenne preferite per le attività radio navali, proprio per questa sua
> banda molto ampia. E' ovvio che l'impedenza sia piuttosto variabile, ma
> a questo si rimedia facilmente con un buon adattatore...
>
Attenzione a non confondere la frequenza a cui risuona l'antenna con
l'adattamento di impedenza. La Windom risuona sui multipli di 1/2 onda, il
fatto che viene alimentata fuori centro con un trasformatore di impedenza
permette di avere un ROS accettabile anche su altre frequense. Questo non
vuol dire che su queste frequenze l'antenna ha un rendimento simile a
quello che si riscontra sulle frequenze su cui risuona. In quello che tu
chiami "primo modo" l'antenna si comporta _circa_ come un dipolo (a parte
il diagramma di radiazione), negli altri modi no, il ROS può essere basso
_anche_ a causa delle perdite nel sistema radiante. Esistono antenne, come
la T2FD che sfruttano il principio di introdurre perdite per abbassare il
ROS su un'ampia gamma di frequenze.
In altre parole tracciando il diagramma del ROS verso la frequenza (ad
esempio con un MFJ o uno sweep etc) le bande con ROS basso non sempre sono
quelle dove l'efficienza del sistema radiante è massima. Possono anche
essere quelle in cui le perdite sono massime.
>> Per ricevere sicuramente questa soluzione va meglio della Windom,
>> l'accordatore pulisce un po' di segnali indesiderati.
>
> Anche questo in generale non è vero: effettivamente, è possibile anche
> realizzare adattatori che combinano le funzioni di un preselettore, ma
> in se' l'adattatore di impedenza __non__ è affatto un preselettore. In
> generale, è ovvio che in condizioni di adattamento si abbia un miglior
> trasferimento di potenza, e quindi le frequenze per le quali si ha
> l'adattamento siano in un certo modo "favorite" ma, se consideri che non
> necessariamente l'impedenza dell'antenna varia velocemente con la
> frequenza, e che un buon adattatore deve essere caratterizzato da una
> banda quanto più possibile larga, arrivi subito alla conclusione che,
> per ridurre i segnali indesiderati, ci vuole un preselettore a parte,
> inserito tra l'adattatore ed il ricevitore. Del resto, basta calcolare i
> 4 possibili adattatori d'impedenza a due componenti tra due generiche
> impedenze diverse per vedere che, in linea di massima, uno è passa
> basso, uno è passa alto, e due sono praticamente aperiodici...
>
> Ciao!
Proprio questa estate ho confrontato una Windom lunga 20 metri
(autocostruita) con un dipolo non risonante, con i due bracci lunghi circa
15 metri ciascuno, e alimentato con piattina TV da 300 ohm. Come
accordatore per il secondo ho usato uno Z-Match. Alla fine ho lasciato il
secondo.
In ricezione, RX= Yaesu FT100D, con la Windom avevo problemi di
desensibilizzazione e intermodulazione con prodotti del terz'ordine e anche
del second'ordine (questo RX è nato per usare antenne poco efficienti, uso
mobile o portatile). Con il dipolo non risonante, grazie all'accordatore,
anche alla sera in 40 metri non è presente intermodulazione anche senza
inserire l'attenuatore.
IMHO con i ricevitori moderni qualunque pezzo di filo permette di ricevere
quasi tutto purchè tra antenna e RX si inserisca un accordatore (o un
preselettore) molto selettivo. Anche nel nuovo millennio "le radio si fanno
con i filtri".
ovvio... >:-)
nel nostro caso, infatti, mi riferivo specificamente alle risonanze
proprie (ossia gli autovalori) del sistema di radiatori.
> La Windom risuona sui multipli di 1/2 onda, il
> fatto che viene alimentata fuori centro con un trasformatore di impedenza
> permette di avere un ROS accettabile anche su altre frequense.
Come ho cercato di spiegare nel messaggio precedente, la Windom si
comporta come una corda di chitarra quando appoggi molto leggermente il
dito in certi particolari punti: può risuonare contemporaneamente su
frequenze diverse e __non__ armoniche tra loro. Anzi, se il rapporto tra
le lunghezze è scelto bene (vale a dire, se scegli un rapporto
sufficientemente "strano"), le frequenze proprie si alternano -
l'allargamento spettrale, causato sia dalle perdite che dagli
accoppiamenti, fa il resto e rende la banda quasi continua.
> Questo non
> vuol dire che su queste frequenze l'antenna ha un rendimento simile a
> quello che si riscontra sulle frequenze su cui risuona.
Sento spesso parlare di "rendimento" di un'antenna: be', sarebbe ora di
eliminare dal nostro linguaggio, o almeno chiarire, questo termine, che
non significa nulla di ciò che comunemente si intende... il rendimento
di un'antenna è il rapporto tra la potenza irradiata sotto forma di onda
elettromagnetica attiva (l'integrale su una superficie sferica centrata
nell'antenna del vettore di Poynting nel far field) e la totale potenza
dissipata per effetti resistivi nel sistema antenna considerato isolato
nel vuoto. Considerata la buona conduttanza dei metalli normalmente
utilizzati, si solito questo rendimento è molto vicino al 100% - certo,
si abbassa drasticamente se consideriamo anche le perdite dovute alla
prossimità di conduttori imperfetti, quali la terra, il tetto, le
ringhiere, gli stendibiancheria e tutte le altre piccole dannazioni che
dobbiamo sopportare intorno all'antenna, ma questo con l'antenna in se'
non c'entra...
Se invece vogliamo parlare genericamente di "bontà" del funzionamento,
questa si può misurare in vari modi, e i corrispondenti parametri sono
ben definiti: area equivalente, lunghezza equivalente, resistenza di
radiazione, funzione direttività, eccetera eccetera....
... e qui, si viene a scoprire qualcosa di molto interessante: ad
esempio, un'antenna lunga un centesimo di lunghezza d'onda, a
prescindere dalla difficoltà di adattamento dell'impedenza, può avere un
guadagno sostanzialmente paragonabile ad un'antenna ben più lunga: ad
esempio, un dipolo per i 20 metri lungo circa 20 centimetri ha un
guadagno nel vuoto superiore di circa 1/2 dB a quello di un dipolo a
mezza onda... il punto è che (1) questo guadagno viene tutto mangiato
dal fatto che, essendo la resistenza di radiazione dell'ordine di
qualche centesimo di ohm, le resistenze di dissipazione dovute a tutto
ciò che circonda l'antenna si mangiano non solo il guadagno, ma anche
buona parte della radiazione ;o), e (2) l'area efficace dell'antenna
non può che assumere valori ridicolmente bassi in quasi tutte le
direzioni del solido di radiazione...
> In quello che tu
> chiami "primo modo" l'antenna si comporta _circa_ come un dipolo (a parte
> il diagramma di radiazione), negli altri modi no, il ROS può essere basso
> _anche_ a causa delle perdite nel sistema radiante. ...
certo, su questo non c'è dubbio... infatti, il ros __non__ è un elemento
significativo di valutazione di un'antenna, mentre lo sono l'area
efficace e la resistenza di radiazione, entrambe grandezze crescenti con
la frequenza, a lunghezza costante del radiatore. Considera inoltre che
le perdite intrinseche dell'antenna non variano molto con la frequenza,
e per di più di solito sono trascurabili rispetto a quelle estrinseche
(suolo, assorbimenti nel near field). da tutto questo, se ci pensi bene,
discende... la classica long wire marittima!, che viene fatta lavorare
su tutte le bande, con efficienza circa sempre accettabile. La windom
non è altro che una delle tante derivazioni concettuali della long wire,
in cui una soluzione semplice ma intelligente rende più facile al vita
all'adattatore e... al suo progettista >:-)
Ce n'è una, ad esempio, l'antenna rombica, un tempo molto usata nelle
comunicazioni navali, che lavora su tutto lo spettro delle hf con
impedenza più o meno costante, praticamente senza bisogno di essere
adattata... certo, la resistenza di terminazione butta via un po' di
potenza, ma tanto, nelle applicazioni navali, qualche kilowatt in più
non è mai stato un problema.
> Proprio questa estate ho confrontato una Windom lunga 20 metri
> (autocostruita) con un dipolo non risonante,
che vuol dire: "dipolo non risonante"? Un dipolo risuona sempre: non può
fare altro, poveretto, dato che le estremità sono aperte... tutto sta
semmai a vedere __come__ risuona.
> con i due bracci lunghi circa
> 15 metri ciascuno, e alimentato con piattina TV da 300 ohm. Come
> accordatore per il secondo ho usato uno Z-Match. Alla fine ho lasciato il
> secondo.
> In ricezione, RX= Yaesu FT100D, con la Windom avevo problemi di
> desensibilizzazione e intermodulazione con prodotti del terz'ordine e anche
> del second'ordine ...
a parte le considerazioni sul ricevitore, che evidentemente non ha il
miglior front end che si sia visto al mondo..., il fatto che la Windom
ti desse più problemi di intermodulazione vuol semplicemente dire che i
suoi segnali erano più forti, e questo per un'antenna è un punto di
merito, non di demerito.
Certo, se la radio non ha buoni filtri, e per di più ha un front end
delle giostre, è chiaro che è meglio mettere poco segnale, quindi
un'antenna mediocre, e magari una linea con perdite elevate (la tua
piattina tv, con tutto il suo bel politene a bassa densità, e bassa
qualità, non è altro che un bell'attenuatore...). Se però al posto di
quel ricevitore ne metti uno buono, l'antenna che prima dava più
intermodulazioni, ora diventa quella che ti fa ascoltare più stazioni...
<:o)
>
> Se invece vogliamo parlare genericamente di "bontà" del funzionamento,
> questa si può misurare in vari modi, e i corrispondenti parametri sono
> ben definiti: area equivalente, lunghezza equivalente, resistenza di
> radiazione, funzione direttività, eccetera eccetera....
Aggiungo a quanto ben spiegato una considerazione: questi parametri sono
tra loro in relazione, ma quello che si può dire in generale, è proprio che
all'aumentare delle dimensioni fisiche si ha un aumento della direttività
(aumento dell'area equivalente). Solo che non sempre la direzione del
massimo è quella desiderata (o prevista) e questo in un confronto sul campo
tra due antenne può far sembrare migliore l'antenna più corta.
Se poi si vuol guardare fino in fondo quello che conta non è il conduttore,
ma la corrente che vi scorre e quale è la sua distribuziona sul conduttore
stesso (vedi confronto dipolo corto e dipolo a lambda/2)
73's AleX (IK5NJM)
> "lameuser <" ha scritto:
>>
>> i3hev, mario held wrote:
>>
>>
SNIP
>>
>> Attenzione a non confondere la frequenza a cui risuona l'antenna con
>> l'adattamento di impedenza.
>
> ovvio... >:-)
> nel nostro caso, infatti, mi riferivo specificamente alle risonanze
> proprie (ossia gli autovalori) del sistema di radiatori.
>
>> La Windom risuona sui multipli di 1/2 onda, il
>> fatto che viene alimentata fuori centro con un trasformatore di impedenza
>> permette di avere un ROS accettabile anche su altre frequense.
>
> Come ho cercato di spiegare nel messaggio precedente, la Windom si
> comporta come una corda di chitarra quando appoggi molto leggermente il
> dito in certi particolari punti: può risuonare contemporaneamente su
> frequenze diverse e __non__ armoniche tra loro. Anzi, se il rapporto tra
> le lunghezze è scelto bene (vale a dire, se scegli un rapporto
> sufficientemente "strano"), le frequenze proprie si alternano -
> l'allargamento spettrale, causato sia dalle perdite che dagli
> accoppiamenti, fa il resto e rende la banda quasi continua.
Per chiarire la mia espressione: l'antenna "risuona" quando accoppiata ad un
grid-dip meter presenta dei dip di risonanza profondi. Da ciò ne consegue
che il Q è elevato etc, dovremmo esserci allineati sull'espressione
"antenna che risuona". Nella Windom ci sono alcuni dip profondi correlati
alla sua lunghezza.
SNIP
Sul concetto di rendimento dell'antenna siamo completamente d'accordo, anche
se purtroppo questo aspetto non è molto conosciuto dai Radioamatori. E'
difficile far capire che uno stilo di 1 metro ha un guadagno rispetto al
dipolo full size ma che le perdite sono alte e stanno nella bobina, nella
terra etc., vedi il discorso sul rendimento. E' anche difficile far capire
che aumentando le perdite migliora il ROS. Purtroppo (o per fortuna) il ROS
può essere misurato con strumenti relativamente economici, tutti son capaci
di misurarlo e di tentare di migliorarlo....e i fabbricanti di antenne
qualche volta ne approfittano.
SNIP
>
> certo, su questo non c'è dubbio... infatti, il ros __non__ è un elemento
> significativo di valutazione di un'antenna, mentre lo sono l'area
> efficace e la resistenza di radiazione, entrambe grandezze crescenti con
Anche su questo siamo d'accordo.
SNIP
>> Proprio questa estate ho confrontato una Windom lunga 20 metri
>> (autocostruita) con un dipolo non risonante,
>
> che vuol dire: "dipolo non risonante"? Un dipolo risuona sempre: non può
> fare altro, poveretto, dato che le estremità sono aperte... tutto sta
> semmai a vedere __come__ risuona.
Vuol dire che risuona sui 60 metri e sottomultipli, non risuona su uma
frequenza radioamatoriale.
>
>> con i due bracci lunghi circa
>> 15 metri ciascuno, e alimentato con piattina TV da 300 ohm. Come
>> accordatore per il secondo ho usato uno Z-Match. Alla fine ho lasciato il
>> secondo.
>> In ricezione, RX= Yaesu FT100D, con la Windom avevo problemi di
>> desensibilizzazione e intermodulazione con prodotti del terz'ordine e
>> anche del second'ordine ...
>
> a parte le considerazioni sul ricevitore, che evidentemente non ha il
> miglior front end che si sia visto al mondo..., il fatto che la Windom
> ti desse più problemi di intermodulazione vuol semplicemente dire che i
> suoi segnali erano più forti, e questo per un'antenna è un punto di
> merito, non di demerito.
Su questo devo smentirti. I segnali sono più forti con il dipolo di 30
metri, sia in ricezione che in trasmissione.
>
> Certo, se la radio non ha buoni filtri, e per di più ha un front end
> delle giostre, è chiaro che è meglio mettere poco segnale
Ovvio, nel caso dell'FT100-D penso che a intermodulare siano i diodi che
commutano i filtri del front-end.
Si tratta di trovare la combinazione RX + antenna migliore.
Nel mio caso ci sono riuscito. Se non fosse un RTX ma solo un RX avrei forse
provato con filtri di banda, attenuatori, antenne corte etc.
In questo modo ho trovato una soluzione che permette di:
- ridurre intermodulazione e sovraccarico in ricezione, non solo sulle bande
OM.
- trasmettere su tutte le bande OM con una sola antenna (esclusi i 160 metri
per adesso)
- avere un accordatore a copertura continua, che non impiega roller
- non dover commutare circuiti passando da ricezione a trasmissione
- divertirmi a fare le prove
- spendere poco
Il prossimo passo sarà avere anche botte piena e moglie ubriaca, passeremo
su un news group dedicato al vino, non a quello delle mogli ;-)) HI
>, quindi
> un'antenna mediocre, e magari una linea con perdite elevate (la tua
> piattina tv, con tutto il suo bel politene a bassa densità, e bassa
> qualità, non è altro che un bell'attenuatore...).
Questa è solo una tua affermazione, non corrisponde alla realtà. Le perdite
sono basse.
> Se però al posto di
> quel ricevitore ne metti uno buono, l'antenna che prima dava più
> intermodulazioni, ora diventa quella che ti fa ascoltare più stazioni...
> <:o)
Provato con un RX a conversione diretta sui 40 metri con mixer ad alta
dinamica + preamplificatore messo apposta per far intermodulare il
ricevitore + attenuatore a scatti calibrato, meglio il dipolo (nel senso
che in condizioni critiche per "pulire" la ricezione basta meno
attenuazione che con la Windom).
In altre parole la Windom, come altri tipi di antenne "a larga banda", porta
all'ingresso del RX un sacco di segnali fuori banda, che non ti interessa
ascoltare.
Il dipolo + l'accordatore Z-Match (che ripeto ha un Q elevato), attenuano i
segnali indesiderati __prima__ del bocchettone di antenna del RX. Una
valida alternativa ai filtri di banda descritti in diversi articoli su
RadioRivista, senza commutazioni.
E questo è il discorso da cui eravamo partiti, quale è l'antenna migliore in
ricezione.
vero... :o)
> Se poi si vuol guardare fino in fondo quello che conta non è il conduttore,
> ma la corrente che vi scorre e quale è la sua distribuziona sul conduttore
> stesso (vedi confronto dipolo corto e dipolo a lambda/2)
diciamo che, se si volesse veramente fare un confronto tra due antenne,
sarebbe necessario prendere in considerazione tutti i parametri
contemporaneamente, dalla distribuzione reale delle correnti (che si può
ipotizzare, ma è tutt'altro che facile conoscere veramente...) alla
forma del solido di radiazione, passando per tutte le grandezze più o
meno collegate: ma così facendo, il discorso si complica troppo ;o)
be', questo è chiaro: si tratta appunto degli autovalori del sistema...
;o)
Se fai una misura di frequenza per tutti i dip che riesci a trovare, e
li segni su una retta graduata, vedrai appunto che ce ne sono varie
serie :o)
> SNIP
>
> ...aumentando le perdite migliora il ROS. Purtroppo (o per fortuna) il ROS
> può essere misurato con strumenti relativamente economici, tutti son capaci
> di misurarlo e di tentare di migliorarlo....e i fabbricanti di antenne
> qualche volta ne approfittano. ...
ahimè, non solo qualche volta... :o/
> > ....Un dipolo risuona sempre: non può
> > fare altro, poveretto, dato che le estremità sono aperte... tutto sta
> > semmai a vedere __come__ risuona.
>
> Vuol dire che risuona sui 60 metri e sottomultipli, non risuona su uma
> frequenza radioamatoriale.
giustappunto: il dipolo, come qualsiasi sistema fisico oscillante,
risuona ogni volta che viene sottoposto ad un'oscillazione impressa,
come una corda di chitarra od una canna d'organo. Se la frequenza di
eccitazione si trova nelle vicinanze di un autovalore (o frequenza
caratteristica), l'oscillazione impressa è grande, via via che se ne
allontana l'oscillazione diventa più piccola. Ma non bisogna confondere
la risonanza, fenomeno fisico che avviene sempre, con la frequenza alla
quale l'ampiezza della risonanza è massima - so che spesso questi ultimi
numeri vengono chiamati, impropriamente!, risonanze, ma è importante
stabilire la differenza, per non fare confusioni - altrimenti, il povero
principiane che legge non ci capisce più niente, e pensa che l'antenna
non risuoni se la frequenza del segnale non è quella propria, cosa che è
del tutto erronea...
> ...Su questo devo smentirti. I segnali sono più forti con il dipolo di 30
> metri, sia in ricezione che in trasmissione.
in questo caso, mi devi spiegare perché l'intermodulazione sia maggiore
con l'altro... altrimenti abbiamo inventato l'antenna omeopatica, che
meno segnale dà al ricevitore e più lo satura... >:-)
> Ovvio, nel caso dell'FT100-D penso che a intermodulare siano i diodi che
> commutano i filtri del front-end.
probabile... ma anche il mixer probabilmente non è del tutto innocente.
Peraltro, non ho mai curiosato nello schema di quel ricevitore: com'è
fatto il front end?
> Si tratta di trovare la combinazione RX + antenna migliore. ...
no, su questo ti devo smentire: non c'è affatto una "combinazione"
migliore, gli effetti dei sottosistemi sono del tutto indipendenti:
bisogna trovare la migliore antenna __e__ il miglior ricevitore, quindi
(eventualmente) adattare l'interfaccia dell'una all'altro.
In altri termini, se con la windom hai un maggiore sovraccarico, non c'è
altra spiegazione possibile se non quella che i segnali sono
complessivamente maggiori... può essere, tuttavia, che i segnali siano
maggiori al di fuori della banda che stai ascoltando, e non invece
all'interno di questa, ma in questo caso, dovremmo dire che
presumibilmente hai un problema di adattamento - ma mi sembra più
probabile che il problema stia piuttosto in una desensibilizzazione da
sovraccarico del ricevitore, cosa che comunque si può verificare
abbastanza facilmente, interponendo un semplice circuito risonante in
serie, a Q sufficientemente elevato, tra l'antenna ed il ricevitore: se
in queste condizioni il segnale aumenta, è assai probabile, per non dire
certo, che ci fosse una desensibilizzazione da segnali fuori banda. Nota
che se invece il segnale resta uguale la prova non dice nulla, dato che
il segnale sovraccaricante potrebbe semplicemente essere troppo vicino,
ed aver passato tranquillamente il circuito accordato...
> ...Questa è solo una tua affermazione, non corrisponde alla realtà. Le perdite
> sono basse.
be', già trovare una piattina tv a 300 ohm di questi tempi è una
fortuna: se poi ne hai trovata una a bassa perdita, oggetto di cui si
favoleggia fin dalle mistiche brume del passato, devi essere quanto meno
il cugino fortunato di Gastone Paperone... :o)
> > Se però al posto di
> > quel ricevitore ne metti uno buono, l'antenna che prima dava più
> > intermodulazioni, ora diventa quella che ti fa ascoltare più stazioni...
> > <:o)
>
> Provato con un RX a conversione diretta sui 40 metri con mixer ad alta
> dinamica + preamplificatore messo apposta per far intermodulare il
> ricevitore + attenuatore a scatti calibrato, meglio il dipolo (nel senso
> che in condizioni critiche per "pulire" la ricezione basta meno
> attenuazione che con la Windom). ...
be', la Windom è un'antenna a banda larga, tira dentro __tanta__ roba...
;o)
Ma se vuoi ascoltare __tutto__ con una sola antenna, che è quanto si
proponeva l'iniziatore del thread, non puoi usare altro che un'antenna a
larga banda... Tutto sta a decidere quali sono i segnali desiderati, e
quali quelli indesiderati.
Vero? State parlando di dipoli o di collineari? O di lunghezza relativa al
dipolo a mezz'onda?
Mi risulta che la direttività (forse bisognerebbe definire anche questo
termine), superata la mezz'onda, presenta un numero crescente di lobi che si
dispongono a cerchio, fino a somigliare ad un lobo circolare
(omnidirezionale).
L'affermazione di Alex, da te confermata, non mi risulta, quindi, chiara.
--
73 de IK2VTJ, Piero.
http://www.ardf.it
Togli/Remove 'nonvogliospam' dall'indirizzo/from address
> in questo caso, mi devi spiegare perché l'intermodulazione sia
> maggiore con l'altro... altrimenti abbiamo inventato l'antenna
> omeopatica, che meno segnale dà al ricevitore e più lo satura... >:-)
>
ROTFL! :-) Ecco il vero funzionamento della EH... ;-)
In effetti, comunque, sembra proprio (come scrivi anche te più sotto) un
problema di desensibilizzazione. Con l'altra antenna è talmente assordato
che non ti accorgi nemmeno che intermodula ;-)
Cosa tipica ad esempio quando si mette un antenna esterna a certi
portatili...
73's AleX (IK5NJM)
> "lameuser <" ha scritto:
>>
SNIP
>
>> ...Su questo devo smentirti. I segnali sono più forti con il dipolo di 30
>> metri, sia in ricezione che in trasmissione.
>
> in questo caso, mi devi spiegare perché l'intermodulazione sia maggiore
> con l'altro... altrimenti abbiamo inventato l'antenna omeopatica, che
> meno segnale dà al ricevitore e più lo satura... >:-)
>
SNIP
Se consideri i due sistemi:
1- Windom (a larga banda) + RX con front-end debole
2- Dipolo (o pezzo di filo) + accordatore (a banda stretta) + RX con
front-end debole
la risposta viene da sola. Nel primo caso i segnali forti fuori banda creano
problemi, nel secondo la situazione migliora.
>> Ovvio, nel caso dell'FT100-D penso che a intermodulare siano i diodi che
>> commutano i filtri del front-end.
>
> probabile... ma anche il mixer probabilmente non è del tutto innocente.
> Peraltro, non ho mai curiosato nello schema di quel ricevitore: com'è
> fatto il front end?
Mixer bilanciato realizzato con due fet, il classico giapponese, abbastanza
decente.
>
>> Si tratta di trovare la combinazione RX + antenna migliore. ...
>
> no, su questo ti devo smentire: non c'è affatto una "combinazione"
> migliore, gli effetti dei sottosistemi sono del tutto indipendenti:
Questione di opinioni. Innanzi tutto se parliamo __solo__ di ricezione
esistono RX troppo sensibili, tipo gli scanner, e con front-end debole. In
questo caso occorre:
- Usare antenne poco efficienti (gommino, stilo, pezzo di filo corto), non
selettive per non sovracaricare il front-end
oppure
- Usare antenne più efficienti ma selettive (oppure con filtri di banda
stretti) per attenuare i segnali fuori banda
> bisogna trovare la migliore antenna __e__ il miglior ricevitore, quindi
> (eventualmente) adattare l'interfaccia dell'una all'altro.
> In altri termini, se con la windom hai un maggiore sovraccarico, non c'è
> altra spiegazione possibile se non quella che i segnali sono
> complessivamente maggiori...
Si, ma quelli fuori banda, quindi aggiungo selettività all'ingresso.
> può essere, tuttavia, che i segnali siano
> maggiori al di fuori della banda che stai ascoltando, e non invece
> all'interno di questa,
appunto, quindi li elimino con un preselettore sintonizzabile, nel mio caso
lo Z-Match che funziona anche da accordatore in trasmissione
SNIP
>
>> ...Questa è solo una tua affermazione, non corrisponde alla realtà. Le
>> perdite sono basse.
>
> be', già trovare una piattina tv a 300 ohm di questi tempi è una
> fortuna: se poi ne hai trovata una a bassa perdita, oggetto di cui si
> favoleggia fin dalle mistiche brume del passato, devi essere quanto meno
> il cugino fortunato di Gastone Paperone... :o)
lo ammetto, comunque si riesce anche a trovare piattina a 450 ohm per
trasmissione, costa più del cavo coassiale.... ladri
Viene usata da chi costruisce i super loop per 40 e 80 metri.
>
>> > Se però al posto di
>> > quel ricevitore ne metti uno buono, l'antenna che prima dava più
>> > intermodulazioni, ora diventa quella che ti fa ascoltare più
>> > stazioni... <:o)
>>
>> Provato con un RX a conversione diretta sui 40 metri con mixer ad alta
>> dinamica + preamplificatore messo apposta per far intermodulare il
>> ricevitore + attenuatore a scatti calibrato, meglio il dipolo (nel senso
>> che in condizioni critiche per "pulire" la ricezione basta meno
>> attenuazione che con la Windom). ...
>
> be', la Windom è un'antenna a banda larga, tira dentro __tanta__ roba...
> ;o)
> Ma se vuoi ascoltare __tutto__ con una sola antenna, che è quanto si
> proponeva l'iniziatore del thread, non puoi usare altro che un'antenna a
> larga banda... Tutto sta a decidere quali sono i segnali desiderati, e
> quali quelli indesiderati.
Eh si, ma se il RX non regge il sovraccarico la soluzione con antenna a
larga banda + preselettore è la combinazione migliore per questo uso.
> "i3hev, mario held" <mari...@libero.it> ha scritto nel messaggio
> news:3F95924B...@libero.it...
>> > all'aumentare delle dimensioni fisiche si ha un aumento della
> direttività
>> > (aumento dell'area equivalente). Solo che non sempre la direzione del
>> > massimo è quella desiderata (o prevista) e questo in un confronto sul
> campo
>> > tra due antenne può far sembrare migliore l'antenna più corta.
>>
>> vero... :o)
>>
>
> Vero? State parlando di dipoli o di collineari? O di lunghezza relativa al
> dipolo a mezz'onda?
> Mi risulta che la direttività (forse bisognerebbe definire anche questo
> termine), superata la mezz'onda, presenta un numero crescente di lobi che
> si dispongono a cerchio, fino a somigliare ad un lobo circolare
> (omnidirezionale).
> L'affermazione di Alex, da te confermata, non mi risulta, quindi, chiara.
Parliamo di teoria o di pratica?
In teoria hai ragione, sui vari handbook ci sono i diagrammi di radiazione
nei vari casi. Ma questo vale per l'antenna collocata nello spazio libero o
sopra un piano di terra ideale ad una altezza ben definita.
In pratica (le nostre antenne posizionate come si riesce) la situazione
diventa complicata, a mio parere non vale la pena di perderci tempo. Le
variabili da considerare sono troppe. Quello che conta sono i QSO ;-).
Tieni conto che quando hanno montato le antenne RAI FM a Milano (mi pare
Rohde Swartz) hanno girato con un elicottero per misurare il diagramma di
radiazione....
> Parliamo di teoria o di pratica?
Io di teoria, come credo anche Alex e Mario.
>
> In pratica (le nostre antenne posizionate come si riesce) la situazione
> diventa complicata, a mio parere non vale la pena di perderci tempo.
A maggior ragione quella affermazione č... da 'tradurre'! :-)
> Vero? State parlando di dipoli o di collineari? O di lunghezza
> relativa al dipolo a mezz'onda?
E' indifferente, nel senso che si sta parlando di dimensioni del sistema
radiante rispetto alla lunghezza d'onda. Poi se pensi ad esempio agli array
(tra cui le collineari) puoi giocare sulle fasi e sulle ampiezze delle
alimentazioni per otterere un diagramma specifico in termini di ampiezza
dei lobi secondari, posizione dei nulli e del lobo principale, etc. Ma il
concetto rimane quello che abbiamo citato sopra.
> Mi risulta che la direttività (forse bisognerebbe definire anche
> questo termine),
Vediamo di accontentarti:
guadagno di direttività è definito come il "rapporto tra l'intesità di
radiazione in una determinata direzione rispetto all'intensità di
radiazione di un antenna di riferimento". Antenna di riferimento è presa la
sorgente isotropica (quindi stessa intensità di radiazione in qualsiasi
direzione.
quindi:
Dg=U/U0 = 4*pigreco*U/Pradiata_totale
L'intensità di radiazione è la potenza per unità di angolo solido (quindi
la potenza radiata in una porzione di spazio).
Il guadagno di direttività è funzione di della sola direzione (in campo
lontano) quindi si scrive Dg(theta, phi).
Per direttività si intende il valore massimo del "guadagno di direttività"
> superata la mezz'onda, presenta un numero crescente
> di lobi che si dispongono a cerchio, fino a somigliare ad un lobo
> circolare (omnidirezionale).
Non è proprio cosi: aumentano i lobi secondari, ma bisogna vedere quanto
sono fitti.
Prova a vedere "sperimentalmente" cosa avviene con questa applet:
http://www.ee.siue.edu/~jchen/ee340/antenna_linear.html
73's AleX (IK5NJM)
> E' indifferente, nel senso che si sta parlando di dimensioni del sistema
> radiante rispetto alla lunghezza d'onda.
Allora NON è indifferente!
Poi se pensi ad esempio agli array
> (tra cui le collineari) puoi giocare sulle fasi e sulle ampiezze delle
> alimentazioni per otterere un diagramma specifico in termini di ampiezza
> dei lobi secondari, posizione dei nulli e del lobo principale, etc.
Come sopra: se si parla, di collineari il discorso cambia.
Ma il
> concetto rimane quello che abbiamo citato sopra.
Vedi sopra.
> Vediamo di accontentarti:
>
> guadagno di direttività è definito come il "rapporto tra l'intesità di
> radiazione in una determinata direzione rispetto all'intensità di
> radiazione di un antenna di riferimento". Antenna di riferimento è presa
la
> sorgente isotropica (quindi stessa intensità di radiazione in qualsiasi
> direzione.
Fino a qui ci sono. Solo che nel messaggio cui obiettavo, si parlava di
direttività, non di 'guadagno di direttività'.
>
> quindi:
> Dg=U/U0 = 4*pigreco*U/Pradiata_totale
>
> L'intensità di radiazione è la potenza per unità di angolo solido (quindi
> la potenza radiata in una porzione di spazio).
>
> Il guadagno di direttività è funzione di della sola direzione (in campo
> lontano) quindi si scrive Dg(theta, phi).
>
> Per direttività si intende il valore massimo del "guadagno di direttività"
Se di direttività ce ne sono molte, quasi a riempire i 360°, oltre a
diminuire, necessariamente, il valore massimo, non ha più molto senso
parlare di direttività. Almeno in applicazioni pratiche e comuni.
>
> Non è proprio cosi: aumentano i lobi secondari, ma bisogna vedere quanto
> sono fitti.
>
Certo. Ma vedi sopra.
> Prova a vedere "sperimentalmente" cosa avviene con questa applet:
>
> http://www.ee.siue.edu/~jchen/ee340/antenna_linear.html
>
Visto. Peccato si fermi a 5 lambda.
>
> Allora NON è indifferente!
????
>
> Come sopra: se si parla, di collineari il discorso cambia.
Scusa, ma una collineare è un array di dipoli in configurazione broadside
(asse di radiazione perpendicolare alla linea dei dipoli)... cosa c'è che
non ti torna?
In generale un sistema radiante è più direttivo (= lobi più stretti) nella
direzione in cui la lunghezza è maggiore.
Poi si tratta di vedere se la direzione in cui la direttività è massima è
quella che ti serve o meno.
Guarda ad esempio qui:
http://www.kathrein.de/en/bca/products/download/as_band45.pdf
a pagina 2 ci sono i diagrammi di radiazione nel piano verticale delle
antenne tx TV. Si vede come raddoppiando il numero di piani che costituisce
l'array (quindi aumentando la dimensione *verticale*) il diagramma di
radiazione nel piano *verticale* diventa più stretto , mentre il livello
dei lobi laterali non cambia.
Questo però non influenza il diagramma nel piano orizzontale (che invece
dimende dalla disposizione dei pannelli in quel piano) quindi il guadagno
complessivo aumenta.
Ti ripeto, questa è una considerazione generale: ad esempio in una antenna
a tromba per microonde, con bocca rettangolare, il piano in cui il
diagramma è più stretto è quello in cui giace il lato più lungo.
> Fino a qui ci sono. Solo che nel messaggio cui obiettavo, si parlava
> di direttività, non di 'guadagno di direttività'.
Il guadagno di direttività è una *funzione* della direzione (in coordinate
polari gli angoli theta e phi), la *direttività* è il valore massimo che
assume il "guadagno di direttività" quindi è un *numero*. Direttività e
guadagno di direttività coincidono nella/nelle direzione/i di massima
direttività.
N.B. quando poi si considera anche le perdite al posto del termine
"direttività" si impiega l'usuale "guadagno" che tiene conto del
rendimento.
> Se di direttività ce ne sono molte, quasi a riempire i 360°, oltre a
> diminuire, necessariamente, il valore massimo, non ha più molto senso
> parlare di direttività. Almeno in applicazioni pratiche e comuni.
Non è cosi: avrai uno o più lobi principali e un certo numero di lobi
secondari. Il numero di lobi è legato al rapporto con la lunghezza d'onda,
Un antenna lunga 10lambda avra 20 lobi.
>> http://www.ee.siue.edu/~jchen/ee340/antenna_linear.html
> Visto. Peccato si fermi a 5 lambda.
Eh, grazie... prova a cambiare il valore di length max nella casella di
testo in fondo a sinistra... ;-)
Anche questa poi è interessante:
http://www.ee.siue.edu/~jchen/ee340/antenna_array.html
73's AleX (IK5NJM)
del resto, poverini, i portatili sono fatti per avere un'antennina,
appunto, portatile... ;o)
perciň l'amplificazione viene spinta in maniera tale che, appena il
segnale assuma livelli decenti, il ricevitore non ce la fa piů - ma fa
parte del gioco! :o)
Il punto è che tu continui a considerare l'accordatore come se fosse un
preselettore, ma in generale non è così: l'accordatore, se ben fatto
dovrebbe avere la banda più larga possibile! In secondo luogo, per fare
un confronto sensato, se usi un preselettore con l'una, lo devi usare
uguale anche con l'altra.... La bontà dell'antenna a larga banda
consiste nel tirare dentro quanti più segnali possibile, su una banda
più estesa possibile, e con la massima intensità possibile. Se poi il
ricevitore non regge, questo non è certo un difetto dell'antenna...
> ...Mixer bilanciato realizzato con due fet, ....
In se' la circuitazione è buona... poi bisogna vedere com'è realizzato,
ma in generale dovrebbe dare risultati almeno discreti, anche se non
credo che si possa arrivare a prestazioni di altissimo livello.
> >
> >> Si tratta di trovare la combinazione RX + antenna migliore. ...
> >
> > no, su questo ti devo smentire: non c'è affatto una "combinazione"
> > migliore, gli effetti dei sottosistemi sono del tutto indipendenti:
>
> Questione di opinioni.
le "opinioni", in questo campo, fanno poca strada... >:o)
qui si parla di numeri, e si confrontano numeri, le opinioni lasciano il
tempo che trovano.
> Innanzi tutto se parliamo __solo__ di ricezione
> esistono RX troppo sensibili, tipo gli scanner, e con front-end debole. In
> questo caso occorre: ...
... cambiare ricevitore >:o)))
> - Usare antenne poco efficienti (gommino, stilo, pezzo di filo corto), non
> selettive per non sovracaricare il front-end
> oppure
> - Usare antenne più efficienti ma selettive (oppure con filtri di banda
> stretti) per attenuare i segnali fuori banda
>
> > bisogna trovare la migliore antenna __e__ il miglior ricevitore, quindi
> > (eventualmente) adattare l'interfaccia dell'una all'altro.
> > In altri termini, se con la windom hai un maggiore sovraccarico, non c'è
> > altra spiegazione possibile se non quella che i segnali sono
> > complessivamente maggiori...
>
> Si, ma quelli fuori banda, quindi aggiungo selettività all'ingresso. ...
secondo me, non sei ancora entrato nel problema, e perciò continui a
seguire la tua idea dando una risposta che non è sbagliata in se', ma
non è quella giusta per la domanda che è stata fatta. La domanda era
quale sia la migliore antenna per ascoltare __tutte__ le frequenze nelle
HF, e non solo una parte di esse.
Ora, se vuoi ascoltare tutte le hf con una sola antenna, quello che vuoi
è un sistema a larga banda, e quindi per definizione __non__ esistono
segnali "fuori banda" - la soluzione giusta per questo tipo di
applicazione non è usare un'antenna selettiva, che necessariamente ti
oscura certe porzioni di banda, ma piuttosto quella di usare un'antenna
a larga banda, un preselettore (e intendo un __vero__ preselettore, non
la dubbia selettività di un adattatore d'impedenza) e, se necessario, un
attenuatore ad impedenza costante regolabile o disinseribile. Scegliere
un'antenna selettiva e/o che dia segnali minori significa semplicemente
peggiorare il rapporto segnale rumore e quindi rinunciare alla ricezione
di segnali di livello molto basso, specialmente nelle porzioni di banda
sfavorite. Aggiungere selettività all'ingresso, invece, va __sempre__
bene, a condizione che le perdite introdotte siano modeste, e la
regolazione della frequenza di preselezione sia comodamente e
velocemente effettuabile dalla stazione, altrimenti l'utilizzo diventa
assai poco pratico :o)
Peraltro, la tua soluzione di un'antenna a banda più stretta può essere,
anzi: è senz'altro, giusta quando si vogliano ascoltare solo certe
sottobande, e le altre non interessino affatto: tutto sta a fissare
l'obiettivo.
> ...si riesce anche a trovare piattina a 450 ohm per
> trasmissione, costa più del cavo coassiale.... ladri
> Viene usata da chi costruisce i super loop per 40 e 80 metri. .....
tieni presente, se la cosa ti interessa, che una linea bilanciata a
450-600 ohm si può realizzare facilmente e a pochi soldi usando il
classico sistema dei distanziatori a mezzo bigodino ;o)
> AleX ha scritto:
> > "i3hev, mario held" <mari...@libero.it> ha scritto:
> > > all'aumentare delle dimensioni fisiche si ha un aumento della
> > > direttività (aumento dell'area equivalente). Solo che non sempre
> > > la direzione del massimo è quella desiderata (o prevista) e questo
> > > in un confronto sul campo tra due antenne può far sembrare migliore
> > > l'antenna più corta.
> >
> > vero... :o)
> >
>
> Vero? State parlando di dipoli o di collineari? O di lunghezza relativa al
> dipolo a mezz'onda?
diciamo che quella è una considerazione valida in generale: quello che
si vuol dire è che un'antenna corta può anche avere una direzione lungo
la quale si ha un guadagno rispetto ad un normale dipolo lambda/2, ma
nel complesso ci sarà qualcosa di meno da qualche altra parte...
> Mi risulta che la direttività (forse bisognerebbe definire anche questo
> termine),
non serve che ci prendiamo questo onere, c'è chi l'ha già fatto per noi
:o)
la funzione direttività di un'antenna è quella funzione che ti dà, per
ogni punto di una superficie sferica concentrica all'antenna,
l'intensità del campo irradiato (far field), rapportata alla massima
intensità nella direzione di massimo (rapportando questa intensità
massima a quella idealmente prodotta da un'antenna isotropica, si ha il
guadagno dell'antenna). La rappresentazione tridimensionale di questa
funzione è quella cosa che si chiama "solido di radiazione"
dell'antenna, mente la sua proiezione su un qualsiasi piano passante per
il centro dell'antenna è __un__ diagramma di radiazione dell'antenna. Di
solito, per semplicità di rappresentazione, invece di rappresentare
l'intero solido di radiazione, si sceglie di mostrare le proiezioni su
piani particolarmente significativi, come può essere il piano su cui
giace l'antenna, o quello ad esso perpendicolare.
> superata la mezz'onda, presenta un numero crescente di lobi che si
> dispongono a cerchio, fino a somigliare ad un lobo circolare
> (omnidirezionale).
no, l'antenna è omnidirezionale quando il lobo è unico e di intensità
(più o meno) costante. All'aumentare della lunghezza, effettivamente,
aumenta il numero di lobi, come accade del resto anche se aumenti il
numero degli elementi, ma tra un lobo ed il successivo resta comunque un
buco in cui l'irradiazione (almeno teoricamente) può scendere anche a
zero - questo, però, lo fa ben di rado... ;o)
> L'affermazione di Alex, da te confermata, non mi risulta, quindi, chiara.
spero adesso sia più chiara... :o)