Un saluto a tutti.
Alex.
P.S.: Paolo è un personaggio estremamente competente e cordiale per
cui, chi fosse interessato a saperne di più a proposito di traina,
drifting e bolentino, può tranquillamente mettersi in contatto con lui
e state pur certi che, impegni esteri permettendo, vi risponderà.
On Mon, 26 Jun 2000 15:15:49 GMT, blv...@tiscalinet.it (Alex) wrote:
>Intervengo in un settore che non è il mio solo ed unicamente perchè
>conosco perfettamente la persona ed i fatti di cui si parla.
>Il soggetto in questione si chiama Paolo Sala, è un pescatore di
>professione e non un pesca sportivo (in poche parole ricava la
>michetta dalla pesca)....
Beato lui che riesce a vivere grazie alla propria passione per la
pesca.
Però non confondiamo le cose:
Pescatore sportivo => attrezzi sportivi
Pescatore professionista => attrezzi da professionista
Senza licenza da professionista non sei un pescatore professionista e
puoi andare a pescare solo "per sport" non per viverci.
Probabilmente Paolo vive facendo lo "skipper-pescatore" accompagnando
persone a pescare (e questo per me va benissimo)
>ci ha chiesto la cortesia di accompagnarlo per una battuta di
>bolentino di profondità per "recuperare" le spese della benzina.
>In quell'occasione sono state prese due cernie, una da 32 kg. ed una
>da 10 kg. in seguito vendute ad un ristorante della costa.
Ecco questo comportamento è ILLEGALE ed è proprio questo che fa
inca**are come bestie i VERI professionisti.
I pescatori SPORTIVI pescano per DIVERTIRSI non per vendere i pesci in
nero ai ristoranti.
>Altro discorso è chi pesca per professione e che può avvalersi anche
>di un mulinello elettrico per pescare su fondali non altrimenti
>raggiungibili.
Un altro conto ancora sono i dilettanti che pescano e vendono in
nero.
>La ragione? Cercare di pescare più lontano e gli
>esemplari più grandi per danneggiare il meno possibile l'ecosistema
>costiero.
La ragione è mettersi soldi in tasca PUNTO. Non mi dire che cerca di
danneggiare il il meno possibile l'ecosistema costiero perché sai bene
anche te che le cernie sono quasi scomparse ovunque in Italia.
Nel sottocosta non si trovano più cernie perche bracconieri e
dilettanti le hanno fatte sparire (sia la cernia bruna sia la cernia
di fondale).
>Se poi c'è qualcuno che è disposto a pagare per andare a
>fare bolentino di profondità ben venga per lui, visto che questo è il
>suo lavoro.
Non vedo nulla di male nell'accompagnare pescatori a bolentino. Certo
che bisogna essere ben "poco sportivi" per salpare una cernia a
motore, io (sottolineo IO) penso che non mi divertirei
>D'altra parte il suo prelievo di pesca (in termini di
>peso) nell'arco di una stagione non corrisponde nemmeno a quello
>settimanale di uno solo dei pescherecci d'alto mare che continuano ad
>"arare" ed impoverire i nostri fondali all'interno delle tre miglia
>(alla faccia dell'alto mare).
Eh già, la colpa è sempre degli altri vero? Cosa vuoi che siano pochi
quintali di cernie prese in un anno? Diamo la colpa ai professionisti
giochiamo a scaricabarile.
Le cernie vivono su fondi DURI dove lo strascico non arriva. Se sono
quasi scomparse è grazie alla pesca sub e ai pescatori a palamito e
bolentino (ma anche grazie a bombolari e tremagli).
Scusate il tono polemico ma quando ci vuole ci vuole
Ned
PS: tanto per "lanciare un altro sasso nello stagno" cosa ne pensate
di quei giornalisti sportivi (specifico che parlo in generale e non
mi riferisco a Paolo) che pubblicano foto su riviste di pesca con
megapescate fuorilegge (del tipo: in due pescatori con 5 ricciole da
10 Kg). Personalmente mi disgustano parecchio.
Io non ho mai provato questa tecnica, per cui non voglio entrare più di
tanto nel merito. Però va pur detta una cosa: hai presente una giornata a
pescare su un fondale di neanche 50metri col bolentino a mano con due etti
di peso sotto? Ci si fa un mazzo non indifferente, e il su e giù del piombo
sinceramente ha a che vedere con la sportività solo in senso muscolare. Poi
va detta anche un'altra cosa: di questi attrezzi ne esistono due tipi: i
salpabolentini tipo Kristal Fishing e i mulinelli elettrici tipo i Ryobi.
C'è una bella differenza, secondo me perchè il primo tira in maniera del
tutto indipendente dal pescatore (si monta sulla murata della barca) mentre
il secondo si mette su una canna da pesca "normale", che si tiene in mano
come tutte le altre. Mi piace meno come idea della pesca, ma bisognerebbe
pure provarlo. Sospendo il giudizio.
> On Mon, 26 Jun 2000 15:15:49 GMT, blv...@tiscalinet.it (Alex) wrote:
> >Intervengo in un settore che non è il mio solo ed unicamente perchè
> >conosco perfettamente la persona ed i fatti di cui si parla.
> >Il soggetto in questione si chiama Paolo Sala, è un pescatore di
> >professione e non un pesca sportivo (in poche parole ricava la
> >michetta dalla pesca)....
>
> Beato lui che riesce a vivere grazie alla propria passione per la
> pesca.
> Però non confondiamo le cose:
> Pescatore sportivo => attrezzi sportivi
> Pescatore professionista => attrezzi da professionista
Terza ipotesi: pescatore professionista con licenza di pescaturismo
> >ci ha chiesto la cortesia di accompagnarlo per una battuta di
> >bolentino di profondità per "recuperare" le spese della benzina.
> >In quell'occasione sono state prese due cernie, una da 32 kg. ed una
> >da 10 kg. in seguito vendute ad un ristorante della costa.
>
> Ecco questo comportamento è ILLEGALE ed è proprio questo che fa
> inca**are come bestie i VERI professionisti.
Non conosco personalmente Sala, ma tutti quelli che lo conoscono parlano di
lui come una persona eccezionale, non credo che sia tipo da pescare
abusivamente. Se è un professionista che fa pescaturismo e vende il pesce
non lo vedo proprio questo peccato.
> I pescatori SPORTIVI pescano per DIVERTIRSI non per vendere i pesci in
> nero ai ristoranti.
I professionisti della pesca però ci campano una famiglia. Anche quelli che
fanno il pescaturismo.
> >Altro discorso è chi pesca per professione e che può avvalersi anche
> >di un mulinello elettrico per pescare su fondali non altrimenti
> >raggiungibili.
>
> Un altro conto ancora sono i dilettanti che pescano e vendono in
> nero.
Potresti chiederlo direttamente a lui se lo è effettivamente, magari dalla
mail del suo sito.
> >La ragione? Cercare di pescare più lontano e gli
> >esemplari più grandi per danneggiare il meno possibile l'ecosistema
> >costiero.
>
> La ragione è mettersi soldi in tasca PUNTO. Non mi dire che cerca di
> danneggiare il il meno possibile l'ecosistema costiero perché sai bene
> anche te che le cernie sono quasi scomparse ovunque in Italia.
ALT!!! Che le cernie siano scomparse è certo: di che cernie stiamo parlando
è molto meno certo. Ti spiego anche perchè: la cernia (epinephelus guaza) è
un predatore di tana del sottocosta, mentre le cernie di profondità di cui
parliamo noi sono un'altra specie (polypropion americanus). Hanno diversi
habitat e diverse abitudini. Una rischia l'estinzione, l'altra no. Una l'hai
vista scomparire, dell'altra hai scoperto in tempi recenti il fatto che
esista.
> Nel sottocosta non si trovano più cernie perche bracconieri e
> dilettanti le hanno fatte sparire (sia la cernia bruna sia la cernia
> di fondale).
Per la prima posso anche darti ragione, per la seconda no: il "dotto" è un
pesce di fondale, che si trova molto più in basso di quanto non possa
arrivare qualsiasi bracconiere. L'abitudine di questa specie a starsene tra
le rocce e molto in profondità la protegge da bombolari e dagli strascichi.
Alla faccia di chi le vuol male.
> >D'altra parte il suo prelievo di pesca (in termini di
> >peso) nell'arco di una stagione non corrisponde nemmeno a quello
> >settimanale di uno solo dei pescherecci d'alto mare che continuano ad
> >"arare" ed impoverire i nostri fondali all'interno delle tre miglia
> >(alla faccia dell'alto mare).
> Eh già, la colpa è sempre degli altri vero? Cosa vuoi che siano pochi
> quintali di cernie prese in un anno? Diamo la colpa ai professionisti
> giochiamo a scaricabarile.
Sai quanto nemmeno a me piaccia lo scaricabarile sui professionisti per le
irresponsabilità degli sportivi, ma non credo proprio che il futuro dei
"dotti" sia in pericolo per i mulinelli elettrici nè per la pesca
professionale condotta con questi attrezzi. (IMHO)
> Le cernie vivono su fondi DURI dove lo strascico non arriva. Se sono
> quasi scomparse è grazie alla pesca sub e ai pescatori a palamito e
> bolentino (ma anche grazie a bombolari e tremagli).
Manco per il c****. La scomparsa della cernia (epinephelus guaza) è dovuta
quasi esclusivamente ai pescatori subacquei con le bombole, che in pochi
decenni di prelievo insistente sugli individui giovanili ha fatto un
disastro. La pesca con le bombole, tanto per dirne una, è stata vietata meno
di trent'anni fa, pochi perchè un animale poco prolifico come la cernia
potesse ricostituire una popolazione dopo una persecuzione degna di
Caligola. E non c'erano nemmeno limiti alle catture, e di certo era molto
meno difficile vendere sottobanco pesci del genere ai ristoranti e camparci
anche bene. Prima il problema non si era nemmeno posto. E tuttora le cernie
sono spesso il "piatto forte" delle gare di pesca sub. Ora, se il bolentino
che il palamito che hanno secoli di tradizione sono diventate una forma di
pesca antisportiva allora non ci sto più, se vuoi mettere sullo stesso piano
della pesca subacquea illegale, ) allora spiegaci quale sia il tuo concetto
di sportività. Mulinello elettrico no, e vabbè, poi bolentino no, palamito
no, quest'altro no... Che dobbiamo fare, imparare tutti a pescare lampughe a
mosca o niente?
> Scusate il tono polemico ma quando ci vuole ci vuole
>
> Ned
>
> PS: tanto per "lanciare un altro sasso nello stagno" cosa ne pensate
> di quei giornalisti sportivi (specifico che parlo in generale e non
> mi riferisco a Paolo) che pubblicano foto su riviste di pesca con
> megapescate fuorilegge (del tipo: in due pescatori con 5 ricciole da
> 10 Kg). Personalmente mi disgustano parecchio.
Personalmente mi disturba molto di più trovarci le fotografie di limoncelle
di 20cm, un ampio servizio dedicato alla traina ultralight (per le prede) e
un'accurata spiegazione di come vadano cercate. Poi c'è anche un'altro
discorso: di riviste di pesca ce ne sono due. Su una cose del genere
(saraghi micro, pescate "illegali", tecniche dubbie) le trovo in tutti i
numeri da anni, sull'altra molto raramente. Su una ci trovo un sacco di
inserzionisti, su quell'altra meno. Coincidenze? Boh, non lo so. Ad occhio e
croce me non sembrerebbe. Tu quale leggi?
Ciao
Aber
Rock
>Beato lui che riesce a vivere grazie alla propria passione per la
>pesca.
>Però non confondiamo le cose:
>Pescatore sportivo => attrezzi sportivi
>Pescatore professionista => attrezzi da professionista
>Senza licenza da professionista non sei un pescatore professionista e
>puoi andare a pescare solo "per sport" non per viverci.
>Probabilmente Paolo vive facendo lo "skipper-pescatore" accompagnando
>persone a pescare (e questo per me va benissimo)
Ciao Ned,
credo di intuire dalle tue parole un'idealismo accesissimo e, credimi,
lo appezzo tantissimo.
Sono fondalmentamente d'accordo con te su quasi tutto e questa è la
ragione per cui, per esempio, non mi piace nemmeno il bolentino fatto
su secche di 20 metri; conosco diversi skipper-pescatori che anni
addietro hanno fatto la scelta di vivere della propria passione e,
credimi, nessuno naviga nell'oro e spesso si fatica a sbarcare il
lunario per cui non mi sento in grado di biasimare se il pesce pescato
viene saltuariamente venduto in nero o non in nero o viene diviso con
gli amici. Personalmente, pur avendo una sviscerata passione per la
pesca, ho preferito un'altra scelta lavorativa anche quando mi si sono
presentate occasioni "professionali". Chi ha fatto la scelta opposta,
oggi, probabilmente non riesce nemmeno a tornare indietro.
Relativamente al dilettantismo considera che lo skipperaggio ha una
posizione fiscale, che viene regolarmente fatturato, che quando hai un
leasing di acquisto nautico per diverse centinaia di milioni il
Ministero delle Finanze ha i parametri di quanto (come minimo) devi
dichiarare (anche se poi non arrivi ad avere quei guadagni) e che in
Italia in giorno stesso che vai dal notaio per costituire una società
sei già indebitato, sebbene tu non abbia ancora avuto incassi. Prova a
chiedere ad un imprenditore perchè non si costituiscono mai le nuove
società da settembre a dicembre.
Quanto ai VERI professionisti, immagino per etica deontologica di
categoria e rispetto legislativo, gradirei sapere chi intendi, perchè
in tanti anni che vado per mare ne ho visto veramente pochi.
Inoltre, mi farebbe piacere sapere cosa intendi per SPORTIVI; spero
che tu non intenda quella categoria di pescatori che pesca con il
vivo, che aspetta che l'amo venga inghiottito fin dentro lo stomaco,
che poi combatte il pesce per ore su lenze ultrasottili per poi
mettersi la coscienza in pace con un bel rilascio inutile (la facoltà
di Biologia Marina di Miami ha dimostrato come in questo caso avvenga
il 97% della moria del pesce), oppure sono SPORTIVI quelli che fanno
man bassa di mormorette di due etti per poi darle al gatto di casa, o
ancora quelli che lasciano marcire il pescato perchè alla moglie non
piace cucinare il pesce?
>La ragione è mettersi soldi in tasca PUNTO. Non mi dire che cerca di
>danneggiare il il meno possibile l'ecosistema costiero perché sai bene
>anche te che le cernie sono quasi scomparse ovunque in Italia.
>Nel sottocosta non si trovano più cernie perche bracconieri e
>dilettanti le hanno fatte sparire (sia la cernia bruna sia la cernia
>di fondale).
Vivo da dieci anni in Gallura e ti posso assicurare che cernie brune
le abbiamo prese e rilasciate sia a spinning che a mosca. E guarda
caso le trovi sempre in quelle baie dove più al largo esiste qualche
isolotto che impedisce lo strascico dei "professionisti"
nell'immediato sottocosta.
>Eh già, la colpa è sempre degli altri vero? Cosa vuoi che siano pochi
>quintali di cernie prese in un anno? Diamo la colpa ai professionisti
>giochiamo a scaricabarile.
>Le cernie vivono su fondi DURI dove lo strascico non arriva. Se sono
>quasi scomparse è grazie alla pesca sub e ai pescatori a palamito e
>bolentino (ma anche grazie a bombolari e tremagli).
Nessuno e meno che meno io gioco a scaricabarile. Ma prova a dare
un'occhiata all'estero, in quei pochi paesi dove le agevolazioni
fiscali vengono date per trasformare i "professionisti" in
acquacoltori anzichè sovvenzionare i fermi biologici, in quei paesi in
cui la dismissione di mezzi corazzati avviene utilizzando gli stessi
per creare barriere di ripopolamento anzichè appalti compiacenti
(scusa l'OT), in quei paesi dove esiste un vero e reale controllo
costiero e non solo sul diportismo nautico estivo.
Ciao.
Alex.
Può essere un criterio oggettivo per fare statistiche, ma sostituire
pescatore sportivo con dilettante sarebbe più corretto.
La vera distinzione è di atteggiamento, il pescatore sportivo non è
colui che pesca con l'amo mentre il professionista con le reti, la
sportività consiste nel mettere l'avversario in condizioni di avere una
possibilità di vittoria, la sportività consiste nell'usare tecniche che
esaltano la propria bravura e se necessario autolimitando i propri mezzi
tecnici e autolimitandosi in determinati momenti quando le difese
dell'avversario sono al minimo per diversi motivi, riproduzione,
alimentazione ecc.
Purtroppo tale concetto di sportività è inteso da pochi, nel caso in
questione perchè scomodare la sportività? Se il nostro amico ha fatto la
scelta di vivere in mare è un professionista a tutti gli effetti, ne più
e ne meno delle tonnare giapponesi, egli ha solo l'obbligo di
rispettare le leggi in materia in quanto è lo stato in primo luogo ha
imporgli la redditività con le leggi fiscali.
Un esempio pratico:
Individuiamo un zona dove ad esempio 10 pesci sono in atteggiamento
riproduttivo e assaltano
qualsiasi cosa: che differenza fa se le becchiamo tutte in una sola
sciabicata o se invece insieme ai nostri amici (giusto per rispettare
le quote) ne peschiamo uno alla volta??
Sportività vorrebbe che in questo caso il nemico venga lasciato perdere
per aspettarlo quando sarà in condizioni di difendersi.
In certi caso secondo me il professionista può legitamente sfruttare la
mancanza di leggi invece lo sportivo deve "riconoscere" la situazione e
non comportarsi da vile.
Nessun dogma, è solo la mia opignone.
Mi dispiace scoprire che un grande sportivo, un campione, un "eroe
della pesca" si riduca a strappare le cernie dal fondo con verricelli
per venderle ai ristoranti.
Non è questione di legale o illegale, sono solo deluso. Dove è finita
la grande sportività, la sfida, l'astuzia, la battaglia ad armi pari.
Tutte chiacchere? Ma se sono così i campioni come devono comportarsi
tutti gli altri?
On Mon, 26 Jun 2000 20:55:01 GMT, blv...@tiscalinet.it (Alex) wrote:
>Quanto ai VERI professionisti, immagino per etica deontologica di
>categoria e rispetto legislativo, gradirei sapere chi intendi, perchè
>in tanti anni che vado per mare ne ho visto veramente pochi.
Intendo i pescatori di mestiere = tremagli = strascico = reti da
circuizione. Loro almeno pescano dichiaratamente per profitto e non
tutti strascicano sottocosta, molti sono brave persone.
>Inoltre, mi farebbe piacere sapere cosa intendi per SPORTIVI; spero
>che tu non intenda quella categoria di pescatori che pesca con il
>vivo, che aspetta che l'amo venga inghiottito fin dentro lo stomaco,
>che poi combatte il pesce per ore su lenze ultrasottili per poi
>mettersi la coscienza in pace con un bel rilascio inutile (la facoltà
>di Biologia Marina di Miami ha dimostrato come in questo caso avvenga
>il 97% della moria del pesce), oppure sono SPORTIVI quelli che fanno
>man bassa di mormorette di due etti per poi darle al gatto di casa, o
>ancora quelli che lasciano marcire il pescato perchè alla moglie non
>piace cucinare il pesce?
Per le trote con esca naturale la mortalità è del 35% circa se non
ricordo male. Con quelle artificiali il 5% per i pesci da big game non
saprei.
Quanto agli esempi che hai fatto sono tutti comportamenti da persone
prive di sensibilità nei cofronti degli animali che pescano e non
certo sportivi. Non esiste limite al peggio.
Dalle mie parti i bagnini buttano in mare il solfato di rame per
uccidere i ricci (poveri bambini con i piedi pieni di spine)
Ned
Questo messaggio mi era scappato. Rispondo ora
Ned
On Mon, 26 Jun 2000 20:01:16 GMT, "Aber Rock" <aber...@yahoo.com>
wrote:
>ALT!!! Che le cernie siano scomparse è certo: di che cernie stiamo parlando
>è molto meno certo. Ti spiego anche perchè: la cernia (epinephelus guaza) è
>un predatore di tana del sottocosta, mentre le cernie di profondità di cui
>parliamo noi sono un'altra specie (polypropion americanus). Hanno diversi
>habitat e diverse abitudini. Una rischia l'estinzione, l'altra no. Una l'hai
>vista scomparire, dell'altra hai scoperto in tempi recenti il fatto che
>esista.
La cernia di fondale si conosce da moltissimi anni (tanto che ha un
nome dialettale: dotto, nella mia zona si chiamano pampani).
Le cernie (in genere) hanno crescita piuttosto lenta.
Un pesce di 2 chilogrammi non ha raggiunto la maturità sessuale, ha
una bocca enorme, mangia tuttto quanto gli passa davanti è legata a
zone ben precise = fondali rocciosi con tane o relitti.
Anche volendo liberarla quando viene recuperata da oltre 20 metri ha
la vescica natatoria fuori dalla bocca ed è morente.
In pratica è un "pesce stupido" che si lascia beccare dai tramagli, a
bolentino, a palamito e soprattutto dai sub.
chi prende una cernia di due chili difficilmente la libera, e anche i
sub si lasciano tentare molto spesso.
>Per la prima posso anche darti ragione, per la seconda no: il "dotto" è un
>pesce di fondale, che si trova molto più in basso di quanto non possa
>arrivare qualsiasi bracconiere. L'abitudine di questa specie a starsene tra
>le rocce e molto in profondità la protegge da bombolari e dagli strascichi.
>Alla faccia di chi le vuol male.
La protegge si e no.
1) Non vive sempre così profonda, solo gli adulti scendono sui fondali
(fino a oltre 1000 metri) ma i giovani vivono sottocosta o sotto i
relitti galleggianti dove sono perfettamente raggiungibili.
2) è un animale territoriale, su ogni secca ne vivono poche, prese
quelle è finita la festa.
3) Nella mia zona (Liguria di levante) le hanno inventate tutte per
prenderle anche il bolentino con blocchi di cemento da 30 chili e boe
per impedire che si intanino. è tutto legale naturalmente, forse non
proprio "sportivo", tu cosa ne pensi?.
>Sai quanto nemmeno a me piaccia lo scaricabarile sui professionisti per le
>irresponsabilità degli sportivi, ma non credo proprio che il futuro dei
>"dotti" sia in pericolo per i mulinelli elettrici nè per la pesca
>professionale condotta con questi attrezzi. (IMHO)
Non ho detto che che il futuro dei "dotti" sia in pericolo per i
mulinelli elettrici, ho detto che non mi piace chi gioca a
scaricabarile.
"....Io vendo le cernie ai ristoranti però cosa vuoi che sia confronto
al pescato dei professionisti dello strascico".
Io ad esempio trasporto sigarette e profughi in Italia dalla costa
albanese ma cosa volete che sia rispetto a chi porta droga e armi.
Non faccio nulla di male devo pagare il mutuo del gommone carenato e
poi ho famiglia e qui non trovo lavoro.... (scherzo naturalmente,
però ho reso l'idea) ;-)
>> Le cernie vivono su fondi DURI dove lo strascico non arriva. Se sono
>> quasi scomparse è grazie alla pesca sub e ai pescatori a palamito e
>> bolentino (ma anche grazie a bombolari e tremagli).
>
>Manco per il c****. La scomparsa della cernia (epinephelus guaza) è dovuta
>quasi esclusivamente ai pescatori subacquei con le bombole, che in pochi
>decenni di prelievo insistente sugli individui giovanili ha fatto un
>disastro. La pesca con le bombole, tanto per dirne una, è stata vietata meno
>di trent'anni fa, pochi perchè un animale poco prolifico come la cernia
>potesse ricostituire una popolazione dopo una persecuzione degna di
>Caligola. E non c'erano nemmeno limiti alle catture, e di certo era molto
>meno difficile vendere sottobanco pesci del genere ai ristoranti e camparci
>anche bene. Prima il problema non si era nemmeno posto. E tuttora le cernie
>sono spesso il "piatto forte" delle gare di pesca sub. Ora, se il bolentino
>che il palamito che hanno secoli di tradizione sono diventate una forma di
>pesca antisportiva allora non ci sto più, se vuoi mettere sullo stesso piano
>della pesca subacquea illegale, ) allora spiegaci quale sia il tuo concetto
>di sportività. Mulinello elettrico no, e vabbè, poi bolentino no, palamito
>no, quest'altro no... Che dobbiamo fare, imparare tutti a pescare lampughe a
>mosca o niente?
No no niente di tutto questo, probabilmente mi sono spiegato male
scusa. I bombolari hanno fatto la loro parte distruggendo tutto (e
purtroppo una cernia da 30 kg è una tentazione forte anche ora, non
pensiamo che i bombolari siano estinti).
In profondità (diciamo oltre i 60 metri) arrivano tremagli, palamiti E
bolentini (questo penso sia l'ordine corretto).
Il bolentino e il palamito non hanno portato alla rarefazione delle
cernie ma ORA con la situazione ATTUALE riescono ad agire in zone che
fino ad ora erano state lasciate tranquille.
Fino a 30 anni or sono le barche da pesca veloci (con ecoscandaglio
professionale e Loran o GPS) erano pochissime e nessuno aveva voglia
di spararsi 50 miglia per una cernia quando il pesce era abbondante
sottocosta e ci si poteva divertire con altri pesci (tonni, dentici,
ricciole, aguglie imperiali).
Ora che di pesce con la "P" maiuscola se ne vede pochino le barche da
pesca corrono sulla secca di Santa Lucia o sul Banco delle Vedove.
Su Santa Lucia (35 miglia da Livorno) si vedono molte barche ogni
volta che il mare è calmo.
Di cernie se ne vedono poche da anni ormai, solo grossi occhioni e
sugarelli. Eppure li lo strascico e i bombolari non arrivano (sale da
-500 a -130).
Diciamola tutta: le cernie sono pesci scemi e sono i primi ad essere
fatti secchi per loro sfortuna e che metodi perfettamente legali
possono provocarne la scomparsa da alcune zone
A livello professionale i tremagli hanno fatto scomparire i rombi (qui
in Liguria) ma non credo che per questo siano peggiori di altri
sistemi.
Il palamito e le nasse sono attezzi semiprofessionali (dove il "semi"
è stato aggiunto solo perché sono attualmente ammessi dala legge).
Mi vanno benissimo, io da ragazzo ho pescato per anni con i palamiti
(anche se il mio scopo non era tanto il secchio pieno di pesce ma
conoscere le specie presenti e la loro biologia) ho imparato
moltissimo con i palamiti. Però non ho mai venduto nulla.
Ora (in mare) pesco a bolentino, e con varie tecniche da terra (in
genere con esche naturali). Pesco poco a spinning e mai a mosca.
In realtà pesco poco in generale per problemi di tempo libero
purtroppo e ogni anno mi ritrovo con l'attrezzatura più arrugginita..
Ho poco tempo per fare esperimenti con nuove tecniche e imparare bene
qualcosa di nuovo come vorrei.
Ognuno è libero di pescare come vuole (nei limiti di legge, quindi non
certo per vendere il pescato) in base alla propria sensibilità.
Almeno le nasse e i bolentini elettrici (ma anche molti tipi di
palamito) mi sembrano "poco sportivi".
>Personalmente mi disturba molto di più trovarci le fotografie di limoncelle
>di 20cm, un ampio servizio dedicato alla traina ultralight (per le prede) e
>un'accurata spiegazione di come vadano cercate.
Come ho già detto non esiste limite al peggio....
Qui da me tutte le primavere riempono i bidoni di tanute sulle rocce
dove si riproducono (spesso ogni giorno 30-40 esemplari tutti oltre
il kg) per venderli ai ristoranti o sui banchi del pesce.
In gennaio organizzano la gara "di pesca sportiva" ai pesci lama
(spatole) e alcune gare sono vinte anche con 100-150 pesci. La gara è
in pratica un modo per pasturare tutti insieme e aggirare i limiti di
peso imposti per legge.
I pescatori locali a fondo (alcuni lo chiamano surfcasting) tengono
tutto soprattutto le oratelle da 150 g o i dentici da 50 g
Gli unici a ributtare qualcosa sono i pescatori a canna fissa che
liberano le castagnole (sbattendole sugli scogli per ucciderle in modo
che non abbocchino più).
Posso andare avanti a lungo volendo, ma che scopo ha? Guardiamo come
sono cattivi gli altri per autoconvincerci che siamo buoni?
>Poi c'è anche un'altro
>discorso: di riviste di pesca ce ne sono due. Su una cose del genere
>(saraghi micro, pescate "illegali", tecniche dubbie) le trovo in tutti i
>numeri da anni, sull'altra molto raramente. Su una ci trovo un sacco di
>inserzionisti, su quell'altra meno. Coincidenze? Boh, non lo so. Ad occhio e
>croce me non sembrerebbe. Tu quale leggi?
Quella giusta
;-)
Ciao Ned
"Io con questo mesaggio ho finito di fare polemica, penso di avere
detto tutto quello che penso e non è il caso di aggiungere altro."
> Ned
Speriamo che sia vero.
> On Mon, 26 Jun 2000 20:01:16 GMT, "Aber Rock" <aber...@yahoo.com>
> wrote:
> >ALT!!! Che le cernie siano scomparse è certo: di che cernie stiamo
parlando
> >è molto meno certo. Ti spiego anche perchè: la cernia (epinephelus guaza)
è
> >un predatore di tana del sottocosta, mentre le cernie di profondità di
cui
> >parliamo noi sono un'altra specie (polypropion americanus). Hanno diversi
> >habitat e diverse abitudini. Una rischia l'estinzione, l'altra no. Una
l'hai
> >vista scomparire, dell'altra hai scoperto in tempi recenti il fatto che
> >esista.
>
> La cernia di fondale si conosce da moltissimi anni (tanto che ha un
> nome dialettale: dotto, nella mia zona si chiamano pampani).
Ok
> Le cernie (in genere) hanno crescita piuttosto lenta.
Ok
> Un pesce di 2 chilogrammi non ha raggiunto la maturità sessuale, ha
> una bocca enorme, mangia tuttto quanto gli passa davanti è legata a
> zone ben precise = fondali rocciosi con tane o relitti.
Ok, ma a che profondità vive?
> Anche volendo liberarla quando viene recuperata da oltre 20 metri ha
> la vescica natatoria fuori dalla bocca ed è morente.
> In pratica è un "pesce stupido" che si lascia beccare dai tramagli, a
> bolentino, a palamito e soprattutto dai sub.
Scusa, mi spieghi a quanto debbano scendere questi sub per mettere a
carniere un dotto? E quanti, sul totale dei sub, sono quelli in grado di
arrivarci? Altro punto: QUANTE sono le cernie di fondale insidiabili con il
bolentino o con il palamito?
> chi prende una cernia di due chili difficilmente la libera, e anche i
> sub si lasciano tentare molto spesso.
Ok
> >Per la prima posso anche darti ragione, per la seconda no: il "dotto" è
un
> >pesce di fondale, che si trova molto più in basso di quanto non possa
> >arrivare qualsiasi bracconiere. L'abitudine di questa specie a starsene
tra
> >le rocce e molto in profondità la protegge da bombolari e dagli
strascichi.
> >Alla faccia di chi le vuol male.
>
> La protegge si e no.
> 1) Non vive sempre così profonda, solo gli adulti scendono sui fondali
> (fino a oltre 1000 metri) ma i giovani vivono sottocosta o sotto i
> relitti galleggianti dove sono perfettamente raggiungibili.
Chi ti ha detto che i giovani vivano sottocosta? Io ho qui davanti un
atlante FAO con tutte le schede dei pesci del Mediterraneo e dice questo
(tradotto dal francese): "Habitat e biologia: demersale su fondali rocciosi
o sabbiosi da 40 a 420m almeno, soprattutto tra i 100 e i 200 metri. Adulti
solitari, giovani gregari, epipelagici, spesso sotto relitti galleggianti.
Riproduzione in estate. Carnivoro, si nutre di crostacei e mollusco come di
pesci. Taglia; massima 200cm, comune finoa 80cm". Ti risulta che qualcuno
vada in alto mare apposta per cercare giovani dotti sotto i relitti
galleggianti?
> 2) è un animale territoriale, su ogni secca ne vivono poche, prese
> quelle è finita la festa.
Ok, è noto.
> 3) Nella mia zona (Liguria di levante) le hanno inventate tutte per
> prenderle anche il bolentino con blocchi di cemento da 30 chili e boe
> per impedire che si intanino. è tutto legale naturalmente, forse non
> proprio "sportivo", tu cosa ne pensi?.
Che non mi piace affatto come sistema di pesca: ma questo non fa del "dotto"
il panda del WWF
> >Sai quanto nemmeno a me piaccia lo scaricabarile sui professionisti per
le
> >irresponsabilità degli sportivi, ma non credo proprio che il futuro dei
> >"dotti" sia in pericolo per i mulinelli elettrici nè per la pesca
> >professionale condotta con questi attrezzi. (IMHO)
>
> Non ho detto che che il futuro dei "dotti" sia in pericolo per i
> mulinelli elettrici, ho detto che non mi piace chi gioca a
> scaricabarile.
> "....Io vendo le cernie ai ristoranti però cosa vuoi che sia confronto
> al pescato dei professionisti dello strascico".
Ho detto questo? Credo sia il caso che tu rilegga meglio ciò che scrivo, e
che ti sforzi anche di capirlo meglio prima di scrivere le tue
"interpretazioni". Te lo rispiego con calma: credo proprio che Sala sia un
professionista con licenza di pescaturismo, se così stanno le cose, non vedo
proprio il problema di vendere una (1) cernia al ristorante.
> Io ad esempio trasporto sigarette e profughi in Italia dalla costa
> albanese ma cosa volete che sia rispetto a chi porta droga e armi.
Siamo forse in presenza di un iperbolico OFF TOPIC?
> Non faccio nulla di male devo pagare il mutuo del gommone carenato e
> poi ho famiglia e qui non trovo lavoro.... (scherzo naturalmente,
> però ho reso l'idea) ;-)
No. Hai fatto un iperbole che non ha niente a che vedere nemmeno alla
lontana con il tema.
Non si sono estinti, ma se non altro ci sono dei deterrenti, infatti se li
pizzicano piangono lacrime amare. E in ogni caso prima era perfettamente
legale e oggi non lo è.
> In profondità (diciamo oltre i 60 metri) arrivano tremagli, palamiti E
> bolentini (questo penso sia l'ordine corretto).
> Il bolentino e il palamito non hanno portato alla rarefazione delle
> cernie ma ORA con la situazione ATTUALE riescono ad agire in zone che
> fino ad ora erano state lasciate tranquille.
Bene.
> Fino a 30 anni or sono le barche da pesca veloci (con ecoscandaglio
> professionale e Loran o GPS) erano pochissime e nessuno aveva voglia
> di spararsi 50 miglia per una cernia quando il pesce era abbondante
> sottocosta e ci si poteva divertire con altri pesci (tonni, dentici,
> ricciole, aguglie imperiali).
Ok
> Ora che di pesce con la "P" maiuscola se ne vede pochino le barche da
> pesca corrono sulla secca di Santa Lucia o sul Banco delle Vedove.
> Su Santa Lucia (35 miglia da Livorno) si vedono molte barche ogni
> volta che il mare è calmo.
Molte = quante? Dieci, venti, trenta sparse su un estensione di mare quanto
ampia?
> Di cernie se ne vedono poche da anni ormai, solo grossi occhioni e
> sugarelli. Eppure li lo strascico e i bombolari non arrivano (sale da
> -500 a -130).
Ok: non se ne vedono sulla secca = non ci sono?
> Diciamola tutta: le cernie sono pesci scemi e sono i primi ad essere
> fatti secchi per loro sfortuna e che metodi perfettamente legali
> possono provocarne la scomparsa da alcune zone
Ok
> A livello professionale i tremagli hanno fatto scomparire i rombi (qui
> in Liguria) ma non credo che per questo siano peggiori di altri
> sistemi.
Ok.
> Il palamito e le nasse sono attezzi semiprofessionali (dove il "semi"
> è stato aggiunto solo perché sono attualmente ammessi dala legge).
> Mi vanno benissimo, io da ragazzo ho pescato per anni con i palamiti
> (anche se il mio scopo non era tanto il secchio pieno di pesce ma
> conoscere le specie presenti e la loro biologia) ho imparato
> moltissimo con i palamiti. Però non ho mai venduto nulla.
E dagli: per gli altri lo scopo è di farsi ricchi a spese del mare, per te
per di studiare la biologia? Ma su, dai. Non ci siamo, come non ci siamo sul
discorso del vendere/non vendere: mica mi puoi presentare come un assiduo e
convinto assertore della vendita del pescato. Dalle mie parti gli abusivi
che calano le boette di giorno per le orate o i tramagli di notte per le
mormore a pochi metri da riva hanno fatto i danni, ma quelli grossi.
Quest'anno si sono scatenati e non si è visto un pesce... Ma siamo sicuri
che io, Sala (ammesso e nn concesso che come penso abbia la licenza) e gli
abusivi siamo da mettere sullo stesso piano?
<cut>
> Ognuno è libero di pescare come vuole (nei limiti di legge, quindi non
> certo per vendere il pescato) in base alla propria sensibilità.
> Almeno le nasse e i bolentini elettrici (ma anche molti tipi di
> palamito) mi sembrano "poco sportivi".
Non mi sembra che il discorso tu lo avessi impostato proprio in questi
termini. Ribadisco ancora una volta per scrupolo di chiarezza il concetto:
credo proprio che Sala sia un professionista con licenza di pescaturismo, se
così stanno le cose, non vedo proprio il problema di vendere una (1) cernia
al ristorante. In quanto alla sportività, a me la cosa non mi fa impazzire
come idea, ma non avendo provato sospendo almeno per ora il giudizio.
> >Personalmente mi disturba molto di più trovarci le fotografie di
limoncelle
> >di 20cm, un ampio servizio dedicato alla traina ultralight (per le prede)
e
> >un'accurata spiegazione di come vadano cercate.
>
> Come ho già detto non esiste limite al peggio....
No, esiste.
>
> Qui da me tutte le primavere riempono i bidoni di tanute sulle rocce
> dove si riproducono (spesso ogni giorno 30-40 esemplari tutti oltre
> il kg) per venderli ai ristoranti o sui banchi del pesce.
Ma le capitanerie in Liguria dormono?
> In gennaio organizzano la gara "di pesca sportiva" ai pesci lama
> (spatole) e alcune gare sono vinte anche con 100-150 pesci. La gara è
> in pratica un modo per pasturare tutti insieme e aggirare i limiti di
> peso imposti per legge.
Idem
> I pescatori locali a fondo (alcuni lo chiamano surfcasting) tengono
> tutto soprattutto le oratelle da 150 g o i dentici da 50 g
> Gli unici a ributtare qualcosa sono i pescatori a canna fissa che
> liberano le castagnole (sbattendole sugli scogli per ucciderle in modo
> che non abbocchino più).
> Posso andare avanti a lungo volendo, ma che scopo ha? Guardiamo come
> sono cattivi gli altri per autoconvincerci che siamo buoni?
Assolutamente no, però io sono convinto del fatto che a tale riguardo molto
può fare anche il rapporto tra i pescatori e la comunicazione più o meno
istituzionale. Di eccessi del genere ne vedo tantissimi e da anni, ho girato
anche un pò con le canne appresso e ti dico che non è sempre ed ovunque
così. Ma credo proprio che ciascuno di noi possa dare il suo contributo
personale a "scardinare" l'ottica del mare come terreno di rapina con la
scusa della pesca sportiva. In tal senso, pur ribadendo di non conoscere
Sala (e mi dispiace) noto anche come in numerose occasioni in cui sono
andato a pesca in Sardegna ci si un senso di responsabilità collettiva
rispetto alla pesca che non ho riscontrato, ad esempio al sud. E da dove
verrà mai fuori questo senso di responsabilità? Dal fatto che se in spaggia
qualcuno si mette a tirare fuori dentici da 50grammi o ributta in acqua
pesci slamati male mezzi morti come minimo viene guardato male, magari
qualcuno gli spiega perchè sta sbagliando, e magari se fa finta di non
capire ci si incazza pure: perchè i sardi ci tengono al loro mare che
conoscono bene. Eppure tutto questo non implica affatto la ricerca di una
finta sportività fatta di lunghi combattimenti su lenze sottili, nè
l'ipocrisia di un protezionismo elitario, fatto di moda e di poca sostanza.
Credo che il discorso debba spostarsi dalla "sportività", che è un cappello
troppo largo dove ci stanno sotto la pesca delle alalunghe sulla 12libbre e
il rilascio di animali sottomisura o rari, l'uso di ami ecologici e i
tentativi più o meno velleitari di pesca in mare a mosca (non me ne voglia
Sammicheli), per arrivare alla capacità di autoregolamentarci cercando di
capire come vanno le cose sott'acqua: studiare, cioè, confrontarci, capire
cos'è bene e cosa non lo è e trasmetterlo anche agli altri. Darsi anche
degli obiettivi minimi, credibili. Se ci fai caso, qui sopra abbiamo
condotto una discussione abbastanza seria su una specie ai più abbastanza
misteriosa (a proposito, il nome scientifico era sbagliato, ho controllato
ed èè polyprion_americanus), io quando vado a pesca mi capita e più spesso
di quanto tu non immagini di incontrare persone che l'unica cosa che sanno
delle mormore è che abboccano sull'arenicola. Tornando a bomba, credo che
non sia il caso di demonizzare il bolentino elettrico, o di fare crociate in
nome della sportività se non ci si mette un minimo d'accordo prima su come
sia giusto e corretto comportarsi in mare o in acque interne, tenendo
presente anche che il mare è una risorsa alimentare (ed economica)
importantissima per tutti e non un santuario, che non ha alcun senso un
conflitto pregiudiziale con i professionisti, ma che bisogna prendersela con
gli eccessi di tutti, siano professionisti o sportivi. In sintesi, e in
altre parole dobbiamo diventare tutti un pò più corresponsabili piuttosto
che menarci tra di noi.
> >Poi c'è anche un'altro
> >discorso: di riviste di pesca ce ne sono due. Su una cose del genere
> >(saraghi micro, pescate "illegali", tecniche dubbie) le trovo in tutti i
> >numeri da anni, sull'altra molto raramente. Su una ci trovo un sacco di
> >inserzionisti, su quell'altra meno. Coincidenze? Boh, non lo so. Ad
occhio e
> >croce me non sembrerebbe. Tu quale leggi?
>
> Quella giusta
>
> ;-)
Allora l'hai vista la differenza, no? Eppure quella "sbagliata" ha molti più
inserzionisti e credo anche lettori...
> Ciao Ned
Ciao
Aber
Rock
>Io con questo mesaggio ho finito di fare polemica, penso di avere
>detto tutto quello che penso e non è il caso di aggiungere altro.
Ciao Ned, credo che nessuno stia facendo polemica, ma che ci si stia
limitando ad una discussione con diversi punti di vista :-).
>Mi dispiace scoprire che un grande sportivo, un campione, un "eroe
>della pesca" si riduca a strappare le cernie dal fondo con verricelli
>per venderle ai ristoranti.
Ma ti è chiaro il concetto (espresso anche da Aber Rock) che se uno
vive dalla pesca, sia attraverso il charteraggio pescasportivo, sia
attraverso il sistema tradizionale, è un pescatore di professione,
cioè, nella sostanza, è un soggetto fiscale sottoposto a tassazione?
Cioè, in entrambi i casi, non è quello che tu intendi per
pescasportivo.
Poichè nel charter pescasportivo l'oggetto sociale è il prelievo
ittico più il noleggio delle attrezzature, dov'è il problema?
Il vendere il pesce ad un ristorante per rifarsi delle spese durante
una settimana di penuria di clienti paganti probabilmente si scontra
solo con il tuo idealismo.
Detenere o cercare di realizzare un record IGFA o un Grande Slam su
una flat non ha a che vedere con la sportività, ma solo con il farsi
pubblicità propria e comporta comunque la soppressione del pescato ai
fini della verifica e della pesatura. Il più delle volte il pescato
viene venduto oppure cucinato nel ristorante del lodge (dove stai
pagando per la pensione completa) oppure, come a Cuba, prelevato dallo
stato per finire in casa di qualche Maresciallo del regime.
Nessuno ha parlato di verricelli. l'attrezzatura consiste in una canna
da bolentino pesante da 30/50 lb. con vettino decentrabile ed un
mulinello elettrico con tanto di frizione. Ciò che viene a mancare è
solo la manualità del riavvolgimento.
>Non è questione di legale o illegale, sono solo deluso. Dove è finita
>la grande sportività, la sfida, l'astuzia, la battaglia ad armi pari.
A proposito di sportività posso essere d'accordo per il concetto di
sfida e astuzia (che però è comune a tutte le tecniche di pesca
legali), ma quello della battaglia ad armi pari è la più grossa farsa
che esista, almeno dal mio punto di vista.
Dove la vedi la sportività delle armi pari? Nel pesce che gironzola
per il mare con un artificiale piantato in bocca oppure con un boccone
ed un amo infilati nella gola, dopo che ti hanno rotto la lenza? Senza
dimenticare qualche decina di metri di nylon in bando.
Quel pesce morirà punto e basta.
Personalmente preferisco non scendere mai nei libraggi delle lenze,
ridurre il meno possibile il tempo del combattimento, slamare il pesce
possibilmente mentre è in acqua, riossigenarlo finchè non se ne va con
le proprie forze.
Se però è sportivo combattere ad armi pari ammettodi non essere uno
sportivo e ti dirò che se sono fiero.
>Intendo i pescatori di mestiere = tremagli = strascico = reti da
>circuizione. Loro almeno pescano dichiaratamente per profitto e non
>tutti strascicano sottocosta, molti sono brave persone.
Che anche un charter peschi per mestiere credo che sia chiaro. Quando
critico la pesca professionale dei pescherecci lo faccio per una
semplice ragione, perchè è un settore anacronistico.
Il mediterraneo italiano ha già raggiunto l'allarme rosso sul prelievo
ittico sin dalla fine degli anni 80. In assenza di piani di
ripopolamento a medio e lungo termine (dismissione di mezzi corazzati
ed immissione di blocchi cementizi per la creazione di barriere
sottomarine, creazione di gabbie a mare per l'allevamento di specie
ittiche con l'immissione in cattività allo stato adulto, etc., etc.)
la pesca professionale dovrebbe essere riconvertita in altri settori
acome avviene in quello minerario e siderurgico.
Non credere alle balle dei documentari dove ti fanno vedere il
motopeschereccio attrezzatissimo da venti metri. Quelli rappresentano
il 20% della realtà lavorativa. L'80% è rappresentato da singoli
pescatori con gozzetti di 6/8 metri, a volte addirittura con chiglia
piatta, che possono solo effettuare le uscite nel sottocosta e spesso
all'interno dei limiti consentiti . Anni fa ho conosciuto un pescatore
campano che ringraziava Dio per avergli dato 3 figli maschi che lo
potevano aiutare in mare. Quei ragazzini non hanno finito nemmeno le
medie che già aiutavano il padre nella pesca; oggi sanno fare solo
quello, continuano a depredare il mare (vai a vedere la taglia media
del pescato) e quando il mare non riuscirà nemmeno a dargli il minimo
sostentamento andranno a riempire le fila dei disoccupati senza
speranza.
Ecco perchè considero il charteraggio di pesca meno dannoso del
peschereccio: in assenza dell'immediatezza di un beneficio preferisco
il male minore, cioè il prelievo al largo ed in forma infinitamente
minore.
Quando parlo di pescasportivo, ammesso che su tale termine si possa
fare chiarezza, non intendo chi "combatte ad armi pari" con il pesce,
ma chi promuove politiche di ripopolamento marino e riconversione
della categoria dei pescatori, anche mediante petizioni e raccolte di
firme.
Chi aiuta i pescatori ad uscire dai limiti economici imposti dalla
realtà lavorativa prospettandogli altre forme di guadagno, ad esempio
con la trasformazione delle aree lagunari in centri di pesca e
bird-watching a pagamento, numero limitato e tassativo C&R, oppure con
il charteraggio turistico e pescaturistico.
Chi nelle uscite di pesca si porta un sacchetto della spazzatura e
raccoglie i rifiuti lungo costa durante l'ultima mezz'ora di uscita.
Chi rispetta il pesce con l'applicazione delle tecniche del C&R e non
lasciandogli la possibilità di rompere tutto ed avere un corpo
estraneo in bocca.
Tutti potremo fare qualcosa di utile al proposito, ed insieme
tantissimo. Come ti ho già detto non ho mai giocato a scaricabarile;
nel mio piccolo ho inziato a scrivere articoli di spinning in mare per
una rivista del settore (inizierò a pubblicare da novembre) e
dedicherò ampi spazi a tutti questi argomenti, ma soprattutto a
delineare una nuova figura di pescatore. Allo stesso modo sto
allestendo un sito internet (www.seaspin.com) che mi permetterà di
dare ulteriore voce a tutto ciò, anche se avrei un gran bisogno di
aiuto da parte di tutti.
Scusate se sono stato logorroico.
Alessandro Idini - Alex
Non essere d'accordo è OK, definirlo una farsa è tipico, cosa c'entra il
libraggio? non è la sola componente, ti trovi in mezzo ad una
mangianza di qualche pesce che mangia da pazzi: che fai riempi la
cambusa per te, gli amici e i gatti di tutto il vicinato o magari ne fai
per quanto ne puoi consumare e poi ti diverti ad osservarli? questa
è la questione non il filo o l'amo, l'Atteggiamento e non
l'Attrezzo .....
> Personalmente preferisco non scendere mai nei libraggi delle lenze,
> ridurre il meno possibile il tempo del combattimento, slamare il pesce
> possibilmente mentre è in acqua, riossigenarlo finchè non se ne va con
> le proprie forze.
> Se però è sportivo combattere ad armi pari ammettodi non essere uno
> sportivo e ti dirò che se sono fiero.
>
Il light tackle vuole avere la pretesa di essere sportivo perchè usa
attrezzature leggere, ancora lo stesso errore, l'Atteggiamento e non
l'Attrezzo......
La pesca a me piace tutta, big. light. nk. c&r.. ecc sportivo in
tutti gli sport qualifica l'atleta perchè nella pesca dovrebbe qualificare
un oggetto?..
> delineare una nuova figura di pescatore. Allo stesso modo sto
> allestendo un sito internet (www.seaspin.com) che mi permetterà di
> dare ulteriore voce a tutto ciò, anche se avrei un gran bisogno di
> aiuto da parte di tutti.
>
Spero che tu non abbia trovato gli oggetti sportivi da idolatrare,
comunque ci faccio un salto.
Ciao
Senza volere un aiuto te l'ho gia dato,
Il pescatore deve avere un atteggiamento sportivo, non esiste la "tecnica
sportiva",
se vuoi un "esempio" leggi quanto abbiamo scritto sul sito
http://utenti.tripod.it/nkabruzzo nella prima videata,
anche quello è in costruzione, i migliori auguri per Seaspin !!
Ciao.
SE HAI DUE MUCCHE
FEUDALESIMO: Hai 2 mucche. Il tuo signore si prende parte del latte.
SOCIALISMO PURO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in una
stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. Tu devi prenderti cura di
tutte le mucche. Il governo ti da' esattamente il latte di cui hai
bisogno.
SOCIALISMO BUROCRATICO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e le mette in
una stalla insieme alle mucche di tutti gli altri. A prendersi cura di
loro e' un gruppo di ex allevatori di polli. Tu devi prenderti cura
delle galline prese agli ex allevatori di polli. Il governo ti da'
esattamente il latte e le uova di cui i regolamenti stabiliscono che hai
bisogno.
FASCISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe, ti assume perché'
te ne prenda cura e ti vende il latte.
COMUNISMO PURO: Hai 2 mucche. I tuoi vicini ti aiutano a prendertene
cura e tutti insieme vi dividete il latte.
COMUNISMO RUSSO: Hai 2 mucche. Tu devi prendertene cura, ma il governo
si prende tutto il latte.
DITTATURA: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti spara.
DEMOCRAZIA DI SINGAPORE: Hai 2 mucche. Il governo ti multa per il
possesso non autorizzato di due animali da stalla in un appartamento.
REGIME MILITARE: Hai 2 mucche. Il governo le prende entrambe e ti
arruola nell'esercito.
DEMOCRAZIA PURA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini decidono chi si prende il
latte.
DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA: Hai 2 mucche. I tuoi vicini nominano
qualcuno perché' decida chi si prende il latte.
DEMOCRAZIA AMERICANA: Il governo promette di darti 2 mucche se lo voti.
Dopo le elezioni, il presidente e' messo sotto impeachment per aver
speculato sui "futures" bovini. La stampa ribattezza lo scandalo
"Cowgate".
DEMOCRAZIA INGLESE: Hai 2 mucche. Le nutri con cervello di pecora e loro
impazziscono. Il governo non fa nulla.
BUROCRAZIA: Hai 2 mucche. All'inizio il governo stabilisce come le devi
nutrire e quando le puoi mungere. Poi ti paga per non mungerle. In
seguito le prende entrambe, ne uccide una, munge l'altra e ne butta via
il latte. Alla fine ti costringe a riempire alcuni moduli per denunciare
le mucche mancanti.
ANARCHIA: Hai 2 mucche. O le vendi a un prezzo equo, oppure i tuoi
vicini provano a ucciderti per prendersi le mucche.
CAPITALISMO: Hai 2 mucche. Ne vendi una e ti compri un toro.
CAPITALISMO DI HONG KONG: Hai 2 mucche. Ne vendi tre alla tua società'
per azioni, usando le lettere di credito aperte da tuo cognato presso la
banca. Poi avvii uno scambio debito azioni con un'offerta pubblica, e
riesci a riprenderti tutte e quattro le mucche con uno sgravio fiscale
per il mantenimento di cinque mucche. I diritti sul latte di sei mucche
sono trasferiti tramite un intermediario panamense a una compagnia delle
Isole Cayman di proprietà' dell'azionista di maggioranza, che rivende
alla tua Spa i diritti sul latte di tutte e sette le mucche. Il bilancio
annuale afferma che la società' e' proprietaria di otto mucche, con
un'opzione sull'acquisto di un'altra. Nel frattempo tu uccidi le due
mucche perché' il latte e' cattivo.
AMBIENTALISMO: Hai 2 mucche. Il governo ti vieta sia di mungerle che di
ucciderle.
FEMMINISMO: Hai 2 mucche. Loro si sposano e adottano un vitellino.
TOTALITARISMO: Hai 2 mucche. Il governo le prende e nega che siano mai
esistite. Il latte e' messo fuori legge.
POLITICAL CORRECTNESS: Sei in rapporto (il concetto di "proprietà'" e'
simbolo di un passato fallocentrico, guerrafondaio e intollerante) con
due bovini di diversa eta'(ma altrettanto preziosi per la società') e di
genere non specificato.
CONTROCULTURA: Ehi, capo... tipo che ci stanno due mucche. Oh! Devi
proprio farti un tiro di 'sto latte.
SURREALISMO: Hai due giraffe. Il governo ti costringe a prendere lezioni
di fisarmonica
SOTTO WINDOWS 95/98: Hai bisogno di un po' di latte: provi a mungere una
vacca, ottieni il messaggio "Errore di generale di protezione al corno
FFFFF, se il problema persiste contattare il fornitore del bovino", e ti
si impiantano tutte e due le vacche. Su Internet trovi che è possibile
aggiornare i drivers, scaricando il file "Cow_OK.dll", di 18 mega. Dopo
un paio d'ore di modem, lo inSTALLI, fai ripartire le vacch... pardon,
il sistema, il quale non riconosce più le mammelle. Allora devi
reinSTALLARE tutto daccapo: formatti (a bastonate) le vacche, installi
WIN95, a quel punto provi a mungere, e ottieni latte rancido. Abbatti le
due vacche e vai in vacanza all'Hotel Flamingo.
NUN VE INCAZZATE
S*
>SE HAI DUE MUCCHE
he he .. questo OT si fa perdonare!! :-))
ciao
Anchise.
Confidavo nella vostra magnanimità!!! ;-)
P.S.
Quello sulle catene di S. Antonio è finito, citando il NG, niente popò
di meno che su "Buon Giorno" Mailing list di tutto rispetto che vanta
"credo" centinaia di migliaia di iscritti.
Ciao e alla prossima
S*
Ned
On Wed, 28 Jun 2000 13:02:05 GMT, blv...@tiscalinet.it (Alex) wrote:
>Poichè nel charter pescasportivo l'oggetto sociale è il prelievo
>ittico più il noleggio delle attrezzature, dov'è il problema?
>Il vendere il pesce ad un ristorante per rifarsi delle spese durante
>una settimana di penuria di clienti paganti probabilmente si scontra
>solo con il tuo idealismo.
Si scontra con le leggi sul controllo sanitario del pescato e con
almeno una decina di leggi e regolamenti.
Vogliamo andare nel dettaglio? Fammi avere la ragione sociale della
società di Paolo e come fattura il pescato e ti citerò gli articoli di
legge con relative ammende e sanzioni.
>Detenere o cercare di realizzare un record IGFA o un Grande Slam su
>una flat non ha a che vedere con la sportività, ma solo con il farsi
>pubblicità propria...
Felice di saperlo... quindi i record avvengono solo per farsi
pubblicità? Tutta una questione di soldi e business?
Eh già, come ho fatto a non pensarci...
..forse hai ragione, sono sul serio un romantico idealista.
>Nessuno ha parlato di verricelli. l'attrezzatura consiste in una canna
>da bolentino pesante da 30/50 lb. con vettino decentrabile ed un
>mulinello elettrico con tanto di frizione. Ciò che viene a mancare è
>solo la manualità del riavvolgimento.
A 500 metri le tocche non le senti quasi, senti la lenza pesante,
attacchi il motorino elettrico.
Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz dopo 20 minuti la cernia arriva a -20
metri e viene a galla da sola portandosi in superficie il piombo da
mezzo chilo. Se anche si slama all'ultimo continua a galleggiare e di
sicuro non torna sul fondo con le sue pinne.
A me personalmente questo tipo di pesca dice poco, ma il sistema è
legale (per ora) quindi buon divertimento STOP.
>>Non è questione di legale o illegale, sono solo deluso. Dove è finita
>>la grande sportività, la sfida, l'astuzia, la battaglia ad armi pari.
>
>A proposito di sportività posso essere d'accordo per il concetto di
>sfida e astuzia (che però è comune a tutte le tecniche di pesca
>legali), ma quello della battaglia ad armi pari è la più grossa farsa
>che esista, almeno dal mio punto di vista.
Bravo hai ragione, la battaglia ad armi pari è spesso una farsa.
Farsa che tuttavia è raccontata su tutte le riviste di pesca da 30
anni, ho voluto sintetizzare i concetti espressi dai giornalisti della
pesca con grande enfasi (parlo in generale non mi riferisco a Paolo,
ho letto pochissimi suoi articoli)
Prima si parla a granvoce di sportività poi di nascosto ci si abbassa
a miseri trucchetti per mettersi in tasca qualche soldo in più.
Ho bazzicato anche io il settore del giornalismo mi sono reso conto
per benino di come vengono realizzati i servizi
Ho visto con i miei occhi preparare un servizio di pesca con pesce
appena comprato in pescheria.
Ho visto anche svuotare un bacino con le idrovore in mezza giornata
per recuperare due carponi e realizzare un buon servizio sul
carpfishing.
>Dove la vedi la sportività delle armi pari? Nel pesce che gironzola
>per il mare con un artificiale piantato in bocca oppure con un boccone
>ed un amo infilati nella gola, dopo che ti hanno rotto la lenza? Senza
>dimenticare qualche decina di metri di nylon in bando.
>Quel pesce morirà punto e basta.
>Personalmente preferisco non scendere mai nei libraggi delle lenze,
>ridurre il meno possibile il tempo del combattimento, slamare il pesce
>possibilmente mentre è in acqua, riossigenarlo finchè non se ne va con
>le proprie forze.
>Se però è sportivo combattere ad armi pari ammettodi non essere uno
>sportivo e ti dirò che se sono fiero.
Ok, questa può essere una posizione corretta anche se vorrei sentire
il parere di Elitefra..
Tu però il pescato non lo vendi ai ristoranti, sei un pescatore
dilettante.
Lo scopo è divertirsi e passare una giornata sul mare con amici o da
solo ...alla fine il ragionamento è circolare si torna sempre al punto
di partenza.
>In assenza di piani di
>ripopolamento a medio e lungo termine (dismissione di mezzi corazzati
>ed immissione di blocchi cementizi per la creazione di barriere
>sottomarine, creazione di gabbie a mare per l'allevamento di specie
>ittiche con l'immissione in cattività allo stato adulto, etc., etc.)
Se parliamo di barriere artificiali OK siamo sulla stessa lunghezza
d'onda.
Quanto all'immissione di pesce adulto di allevamento in mare per
ripopolare MI VIENE LA PELLE D'OCA!!!!
E' questa per te la soluzione? buttiamo in mare quintali di oratelle
per ripopolare? Esattamente come con le iridee in acque interne?
Ma che bella trovata, una bella licenza di pesca in mare da £150.000
all'anno, ripopolamenti per fare contenti i pescatori (e i politici
che prendono voti).
Sono 10 anni che si continua a insistere nel dire che i soldi per i
ripopolamenti sono BUTTATI VIA e che per una corretta gestione bisogna
tutelare habitat e regolare lo sforzo di pesca.
Si parlava della parte alta del Lambro in questi giorni sul NG, bene
leggi i messaggi e chiedi: in quei tratti si tutela la frega e si
limita il prelievo NON FANNO RIPOPOLAMENTI DA ANNI e ci sono più trote
che acqua
>Quando parlo di pescasportivo, ammesso che su tale termine si possa
>fare chiarezza, non intendo chi "combatte ad armi pari" con il pesce,
>ma chi promuove politiche di ripopolamento marino e riconversione
^^^^^^^^^^^^^
>della categoria dei pescatori, anche mediante petizioni e raccolte di
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
>firme.
Mandiamo tutti i professionisti a casa! basta pesca! possiamo pescare
solo noi dilettanti...
Un discorso veramente realista, prova a ripeterlo al consorzio dei
pescatori di mestiere e vedrai come ti "riconvertono" loro.
Ho l'impressione di non essere solo come romantico idealista, lo siamo
tutti e due.
>Chi aiuta i pescatori ad uscire dai limiti economici imposti dalla
>realtà lavorativa prospettandogli altre forme di guadagno, ad esempio
>con la trasformazione delle aree lagunari in centri di pesca e
>bird-watching a pagamento, numero limitato e tassativo C&R, oppure con
>il charteraggio turistico e pescaturistico.
Carina l'idea del birdwatching a pagamento, in Italia ci saranno 3000
birdwatchers quanto pensi di poter spremere da questa categoria?
50.000 a testa per accedere all'argine di Agosta con il binocolo?
Come includi nel tuo bel discorso la vendita del pescato di chi si
occupa di charteraggio pescaturistico? Mezza pagina sopra sostieni
che è giusto e doveroso vendere per intascare qualche soldo.
E riguardo ai "centri di pesca" in aree lagunari dove puoi crearli nel
resto d'Italia?
In Italia esiste un comparto pesca professionale appoggiato
politicamente e gestito male. Se si riuscisse a limitare il numero
delle nuove licenze a ricalibrare lo sforzo di pesca sugli stock
esistenti, ridefinire la misura delle maglie delle reti e a limitare
strascico sottocosta (peraltro già illegale) sarebbe già un ottimo
risultato.
La FAO predica queste cose da 30 anni.
>Come ti ho già detto non ho mai giocato a scaricabarile;
>nel mio piccolo ho inziato a scrivere articoli di spinning in mare per
>una rivista del settore (inizierò a pubblicare da novembre) e
>dedicherò ampi spazi a tutti questi argomenti, ma soprattutto a
>delineare una nuova figura di pescatore.
Buon lavoro allora
Ciao
Ned
Ah Stè, ma ste cose sono farina del tuo sacco? Secondo me sì, per la cronaca
il post sull'operazione di Pietro contro le chain letter credo che abbia già
fatto il giro della rete visto che è arrivato con una mail (una chain in
amicizia però) da una persona e su un indirizzo che non possono avere nulla
a che fare nè con IHP nè con la pesca.
Cmq me sò tajato da le risate. Sto piegato in due a ride, a ride, a ride, a
ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a
ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a
ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a
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ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a
ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride, a ride. Poi me
so sentito male.
Ciao
Aber
Rock
- sulla sportività della pesca col mulinello elettrico, personalmente ho
qualche riserva... insomma, preferisco tirare su con le mie forze una
spigola da un chilo che una cernia di 40 venuta su con gli occhi fuori dalle
orbite. Questo chiaramente a titolo personale... io non mi divertirei
nemmeno col palamito, con le nasse, e con qualunque sistema in cui il
pescatore non abbia un ruolo più che attivo.
-sul fatto che Paolo Sala venda i pesci ai ristoranti, su sua stessa
ammissione, stenderei un velo pietoso.
Pur non conoscendolo personalmente,mi sembra una vaccata che un pescatore
del suo calibro debba andare ad elemosinare qualche biglietto da 100 dai
ristoranti locali ...
Da quello che so, senza fargli i conti in tasca, dovrebbe campare
discretamente, visto che lavora con i charter da pesca, possiede un negozio
di attrezzature da pesca a Porto Ottiolu, ogni tanto collabora con le varie
riviste, nonchè rappresentante IGFA ( penso che qualcosa la ricavi anche da
lì )
sulla questione delle cernie , vediamo di fare un pò di chiarezza,
soprattutto sui nomi :
cernia ( epinephelus guaza ) : è la cernia classica, quella maculata, che
vive in acque relativamente basse :è verissimo che negli ultime decenni è
stata sterminata dai sub, soprattutto dai maledetti bombolari, visto che è
un pesce relativamente facile da prendere la parte più complicata spesso è
estrarlo dalla tana, ma la gente non si fa scrupoli di sparare, mettere in
trazione il cavo, anche con l'aiuto della barca, e aspettare che esca, anche
dopo qualche ora.
cernia di fondale (polyprion americanum ) classica cernia di profondità,
dubito che si possa riuscire a pescare al di sopra dei100-150 metri
cernia dorata (Epinephelus alexandrinus ) : forse il motivo del contendere
sta qui : spesso si intende questa specie come " dotto ", io stesso la
chiamo così, e non la cernia di fondale . La cernia dorata è una preda
abbastanza classica dei sub abbastanza esperti, visto che è relativamente
facile trovarla in una ventina di metri
ciao
Govo's eye
my address is
siscothebest( at )hotmail.com
>Non essere d'accordo è OK, definirlo una farsa è tipico, cosa c'entra il
>libraggio? non è la sola componente, ti trovi in mezzo ad una
>mangianza di qualche pesce che mangia da pazzi: che fai riempi la
>cambusa per te, gli amici e i gatti di tutto il vicinato o magari ne fai
>per quanto ne puoi consumare e poi ti diverti ad osservarli? questa
>è la questione non il filo o l'amo, l'Atteggiamento e non
>l'Attrezzo .....
>
???????????????????????????????????????????????????????????
Credimi, sono trasecolato! Non riesco proprio a capire il senso di
quello che dici.
In altre parole mi dici quello che io ho detto, ma che non avrei
detto, mi consigli quello che ho detto io (che comunque non avrei
detto) e ti dovrei anche ringraziare per l'aiuto.
Bohhhhhh!
Pensavo che 2 + 2 facesse 4, ma probabilmente mi sbaglio :-))))).
Cercherò di condensare quanto ho affermato:
Applico il C&R nel 95% dei casi. Se mi trovo in mare in mezzo ad una
mangianza il discorso non cambia, per cui non esiste la mia cambusa e,
meno che meno, quella dei miei amici.
I pesci li rilascio e basta.
Continuo a pescare, magari cambiando artificiale per capirne
l'efficacia e trovo anche il tempo di scattare fotografie ed
osservarli. Per me la pesca è anche osservazione.
Tutto ciò che ho detto ha a che fare con l'atteggiamento e,
soprattutto, con i fatti concreti; le chiacchere lasciano il tempo che
trovano se non sono seguite dalle azioni.
Sempre nella condizione di mangianza che citi, se sto pescando
occhiate e sugarelli uso una 8 lb. (8 lb. = insieme di lenza, canna e
mulinello di potenza similare). Se vedo che in mangianza entrano
tonnetti o ricciole cambio canna e passo alle 12 libbre per le ragioni
che ho spiegato precedentemente. Non me ne frega niente di essere
"sportivo" e combattere con un libraggio che rischia di lasciare il
mio minnow in bocca al pesce e decretarne la morte. Questa è l'unica
ragione per cui cambio il libraggio della canna. In questo caso cosa
centra l'attrezzo sportivo con quello che fai?
>Il light tackle vuole avere la pretesa di essere sportivo perchè usa
>attrezzature leggere, ancora lo stesso errore, l'Atteggiamento e non
>l'Attrezzo......
La pesca All Tackle, cioè quella categoria di pesca che pretende di
pescare gli esemplari più grandi con lenze ultrasottili (2/4/6 lb.)
non da nessuna chance al pesce. Può concludersi solo in due modi:
- salpi il pesce dopo 8/9/12 ore di combattimento che è praticamente
morto.
- spezzi la lenza durante il combattimento e lasci un bel regalino
incollato nelle viscere del pesce che lo porterà alla morte.
Mi pare che il piatto della bilancia pesi da una sola parte, o no?
Sei al corrente che quasi tutto l'All Tackle avviene con l'uso del
vivo? Il pesce non ha un artificiale nella cartilagine labiale, bensì
due ami conficcati nello stomaco ed in questo caso la forza di
reazione che può avere è quasi dimezzata.
E il risultato di tutto questo porta o ad un record oppure, nella
stragrande maggioranza dei casi, a potersi vantare con gli amici di
aver salpato un marlin da 140 lb. con una lenza da 4.
Domanda: chi è che idolotra un oggetto?
>La pesca a me piace tutta, big. light. nk. c&r.. ecc sportivo in
>tutti gli sport qualifica l'atleta perchè nella pesca dovrebbe qualificare
>un oggetto?..
>Spero che tu non abbia trovato gli oggetti sportivi da idolatrare,
D.H.Lowrance scrisse che è meglio leggere un libro dieci volte che
una volta dieci libri. Prova a rileggerti l'intero trhead.
Ciao.
Alex.
>Si scontra con le leggi sul controllo sanitario del pescato e con
>almeno una decina di leggi e regolamenti.
Ma li conosci veramente i regolamenti di cui parli?
>Vogliamo andare nel dettaglio? Fammi avere la ragione sociale della
>società di Paolo e come fattura il pescato e ti citerò gli articoli di
>legge con relative ammende e sanzioni.
Credovo che avessimo smesso da un pezzo di parlare di Paolo e che
stessimo affrontando il discorso nella globalità.
>Felice di saperlo... quindi i record avvengono solo per farsi
>pubblicità? Tutta una questione di soldi e business?
Questa è la mia opinione e non ha un valore assoluto. Ognuno è libero
di pensarla come vuole.
>..forse hai ragione, sono sul serio un romantico idealista.
Lo sono anch'io, ma con una semplice differenza: sono convinto che
qualsiasi situazione si possa cambiare e cerco di parlare per
esperienza diretta.
>A 500 metri le tocche non le senti quasi, senti la lenza pesante,
>attacchi il motorino elettrico.
>Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz dopo 20 minuti la cernia arriva a -20
>metri e viene a galla da sola portandosi in superficie il piombo da
>mezzo chilo. Se anche si slama all'ultimo continua a galleggiare e di
>sicuro non torna sul fondo con le sue pinne.
Ti rimando a quello che ho appena detto. In assenza di un'esperienza
diretta è sempre molto meglio sospendere il giudizio.
>A me personalmente questo tipo di pesca dice poco, ma il sistema è
>legale (per ora) quindi buon divertimento STOP.
Credevo che fosse chiaro che pesco quasi ed esclusivamente a spinning
e che non vado a fare bolentino nemmeno su 100/150 metri.
>Bravo hai ragione, la battaglia ad armi pari è spesso una farsa.
>
>Farsa che tuttavia è raccontata su tutte le riviste di pesca da 30
>anni, ho voluto sintetizzare i concetti espressi dai giornalisti della
>pesca con grande enfasi (parlo in generale non mi riferisco a Paolo,
>ho letto pochissimi suoi articoli)
>Prima si parla a granvoce di sportività poi di nascosto ci si abbassa
>a miseri trucchetti per mettersi in tasca qualche soldo in più.
>Ho bazzicato anche io il settore del giornalismo mi sono reso conto
>per benino di come vengono realizzati i servizi
>Ho visto con i miei occhi preparare un servizio di pesca con pesce
>appena comprato in pescheria.
>Ho visto anche svuotare un bacino con le idrovore in mezza giornata
>per recuperare due carponi e realizzare un buon servizio sul
>carpfishing.
In casi come questi sono d'accordo con te, ma non mi permetto di fare
di tutte le erbe un fascio. Non mi sono mai permesso di affermare che
tutti i politici rubano, che tutti gli avvocati aggirano le leggi
etc., etc.
Giudico una persona per quello che è realmente e per ciò che fa, mai
per la professione che esercita.
>Se parliamo di barriere artificiali OK siamo sulla stessa lunghezza
>d'onda.
>
>Quanto all'immissione di pesce adulto di allevamento in mare per
>ripopolare MI VIENE LA PELLE D'OCA!!!!
>
>E' questa per te la soluzione? buttiamo in mare quintali di oratelle
>per ripopolare? Esattamente come con le iridee in acque interne?
>Ma che bella trovata, una bella licenza di pesca in mare da £150.000
>all'anno, ripopolamenti per fare contenti i pescatori (e i politici
>che prendono voti).
Vedi? Torniamo a bomba. Dovresti conoscere le peculiarità del mare e
vedere le situazioni di altri paesi prima di sparare a zero su tutto.
Rischi solo di fare una brutta figura.
>Mandiamo tutti i professionisti a casa! basta pesca! possiamo pescare
>solo noi dilettanti...
>Un discorso veramente realista, prova a ripeterlo al consorzio dei
>pescatori di mestiere e vedrai come ti "riconvertono" loro.
>
>Ho l'impressione di non essere solo come romantico idealista, lo siamo
>tutti e due.
Non puoi dire ad una persona di mollare un lavoro dall'oggi al domani
ed imporgli di andarsene a cercare un'altro. Basterebbe informazione,
sensibilizzazione (esistono diverse realtà anche in Italia) e qualche
anno di serio lavoro. Guarda come sono stati riconvertiti nel turismo
molti pescatori di gamberi della florida. Le chiacchere producono
molto poco, le azioni concrete iniziano il processo di sviluppo. Non
pensi che in assenza di una sensibilità politica sia proprio il
pescatore dilettante a cercare di colmare il vuoto di quella
sensibilizzazione?
In America una singola ragazza supportata da un decina di amici ha
salvato una foresta secolare da una distruzione certa. Quello non è
idealismo, quello è FARE.
>Carina l'idea del birdwatching a pagamento, in Italia ci saranno 3000
>birdwatchers quanto pensi di poter spremere da questa categoria?
A volte mi sembra che qualsiasi cosa produce soldi ti infastidisce.
Per me ce ne potrebbero essere 100.000. Se riescono a far lavorare
delle persone, produrre reddito per loro e per lo stato e preservare
l'ambiente dov'è il problema?
>Come includi nel tuo bel discorso la vendita del pescato di chi si
>occupa di charteraggio pescaturistico? Mezza pagina sopra sostieni
>che è giusto e doveroso vendere per intascare qualche soldo.
Perchè continui a mettermi in bocca parole che non ho mai detto. Ho
detto che se questo avviene saltuariamente, e non potrebbe che essere
così visti i costi di gestione, non mi permetterei mai di biasimare
chi lo fa. Scusa, ma ciò che ho detto ha ha un significato
completamente diverso.
Ciao.
Alex.
Farsa, lo hai scritto, diciamo che contestavo la tua "avversione"
chiamamola così per una altra tecnica che si può non condividere ma che
non è corretto definire farsa. Chi la pratica ha le sue ragioni e le sue
fisse, è tipico che i moschisti defiscono farsa le altre tecniche,
che gli spinningofili dicano che i bigattini puzzano ecc ecc
dobbiamo cercare di capire le altrui ragioni anche se non dobbiamo
obbligatoriamente condividere...
> Bohhhhhh!
> Pensavo che 2 + 2 facesse 4, ma probabilmente mi sbaglio :-))))).
>
Si certo fa quattro ma non perchè 1+1 fa tre...
Tu sei uno sportivo corretto ma non perchè altri pescatori che praticano
altre tecniche non lo siano.. c'è la possiblità che lo siate entrambi
....
> Sempre nella condizione di mangianza che citi, se sto pescando
> occhiate e sugarelli uso una 8 lb. (8 lb. = insieme di lenza, canna e
> mulinello di potenza similare). Se vedo che in mangianza entrano
> tonnetti o ricciole cambio canna e passo alle 12 libbre per le ragioni
> che ho spiegato precedentemente. Non me ne frega niente di essere
> "sportivo" e combattere con un libraggio che rischia di lasciare il
> mio minnow in bocca al pesce e decretarne la morte. Questa è l'unica
> ragione per cui cambio il libraggio della canna. In questo caso cosa
> centra l'attrezzo sportivo con quello che fai?
>
Secondo me ti poni in atteggiamento sportivo anche se non cambiassi
libraggio...
> La pesca All Tackle, cioè quella categoria di pesca che pretende di
> pescare gli esemplari più grandi con lenze ultrasottili (2/4/6 lb.)
> non da nessuna chance al pesce. Può concludersi solo in due modi:
> - salpi il pesce dopo 8/9/12 ore di combattimento che è praticamente
> morto.
> - spezzi la lenza durante il combattimento e lasci un bel regalino
> incollato nelle viscere del pesce che lo porterà alla morte.
Su questo c'è molto da verificare, nella maggior parte dei casi il pesce
si libera della lenza in breve tempo, nella maggioranza dei casi la
lenza si rompe nel raddoppio, l'amo che rimane all'inteno del pesce
generalmente si incista e non sempre porta alla morte, non concedo che
quello sia il metodo sportivo per antanomasia,
> Mi pare che il piatto della bilancia pesi da una sola parte, o no?
>
Mi ripeto, è una frase tipica, gli altri dicono la stessa cosa, e se
aveste entrambi ragione??
> Sei al corrente che quasi tutto l'All Tackle avviene con l'uso del
> vivo? Il pesce non ha un artificiale nella cartilagine labiale, bensì
> due ami conficcati nello stomaco ed in questo caso la forza di
> reazione che può avere è quasi dimezzata.
>
Sono daccordo su questo aspetto, impostare l'innesco per un allamaggio
sempre in profondità non è bello ma può essere fatto anche diversamente,
lo contesterei sen'altro ad un fanatico del light-tackle....
> E il risultato di tutto questo porta o ad un record oppure, nella
> stragrande maggioranza dei casi, a potersi vantare con gli amici di
> aver salpato un marlin da 140 lb. con una lenza da 4.
> Domanda: chi è che idolotra un oggetto?
>
Ma anche chi gioca a tennis si vanta di un 6-0 6-0 6-0, però se
aveva legato le mani all'avversario dobbiamo scoprirlo da soli
altrimenti non ce lo dice ... a vantarsi di una preda e del metodo di
pesca non ci vedo niente di male, così come cercare un record, se la
pesca è uno sport anche questi sono aspetti positivi, sottolineare la
lenza da 4 equivale a sottointendere la bravura del soggetto, ma dire
che per la lenza da 4bs si è sportivi non lo condivido, ma non si può
pretendere tutto dalla vita.
> D.H.Lowrance scrisse che è meglio leggere un libro dieci volte che
> una volta dieci libri. Prova a rileggerti l'intero trhead.
>
Ho sempre preferito l'epico al drammatico, la ragione non è mai tutta da
una sola parte e meno che mai dalla mia. Non ho difficoltà a riconoscere
la tua sportività ma non condivido che gli altri non lo siano o che lo
siano in misura esclusiva o superiore a te. Tutto qua.
Ciao
>Farsa, lo hai scritto, diciamo che contestavo la tua "avversione"
>chiamamola così per una altra tecnica che si può non condividere ma che
>non è corretto definire farsa. Chi la pratica ha le sue ragioni e le sue
>fisse, è tipico che i moschisti defiscono farsa le altre tecniche,
>che gli spinningofili dicano che i bigattini puzzano ecc ecc
>dobbiamo cercare di capire le altrui ragioni anche se non dobbiamo
>obbligatoriamente condividere...
>...........................
>Tu sei uno sportivo corretto ma non perchè altri pescatori che praticano
>altre tecniche non lo siano.. c'è la possiblità che lo siate entrambi
>...........................
>Secondo me ti poni in atteggiamento sportivo anche se non cambiassi
>libraggio...
Ciao Elitefra,
credo che sostanzialmente diciamo le stesse, ma vedendole da
un'inquadratura leggermente diversa.
>Su questo c'è molto da verificare, nella maggior parte dei casi il pesce
>si libera della lenza in breve tempo, nella maggioranza dei casi la
>lenza si rompe nel raddoppio, l'amo che rimane all'inteno del pesce
>generalmente si incista e non sempre porta alla morte, non concedo che
>quello sia il metodo sportivo per antanomasia,
>
>> Mi pare che il piatto della bilancia pesi da una sola parte, o no?
>>
>Mi ripeto, è una frase tipica, gli altri dicono la stessa cosa, e se
>aveste entrambi ragione??
Lungi da me l'idea di essere l'unico detentore della Verità Assoluta.
Come ho già detto è una mia opinione personale e non mi sento di
condannare al rogo chi non si comporta me.
>Sono daccordo su questo aspetto, impostare l'innesco per un allamaggio
>sempre in profondità non è bello ma può essere fatto anche diversamente,
>lo contesterei sen'altro ad un fanatico del light-tackle....
>
>Ma anche chi gioca a tennis si vanta di un 6-0 6-0 6-0, però se
>aveva legato le mani all'avversario dobbiamo scoprirlo da soli
>altrimenti non ce lo dice ... a vantarsi di una preda e del metodo di
>pesca non ci vedo niente di male, così come cercare un record, se la
>pesca è uno sport anche questi sono aspetti positivi, sottolineare la
>lenza da 4 equivale a sottointendere la bravura del soggetto, ma dire
>che per la lenza da 4bs si è sportivi non lo condivido, ma non si può
>pretendere tutto dalla vita.
>
>> D.H.Lowrance scrisse che è meglio leggere un libro dieci volte che
>> una volta dieci libri. Prova a rileggerti l'intero trhead.
>>
>Ho sempre preferito l'epico al drammatico, la ragione non è mai tutta da
>una sola parte e meno che mai dalla mia. Non ho difficoltà a riconoscere
>la tua sportività ma non condivido che gli altri non lo siano o che lo
>siano in misura esclusiva o superiore a te. Tutto qua.
>
Ripeto, non mi considero superiore a gli altri. Cerco solo di agire in
coerenza con quello che penso. Se mi chiedi un'opinione te la posso
spiattellare in maniera diretta e senza mezzi termini, ma se tu ti
comporti in maniera diversa dalla mia non verrò mai a bacchettarti le
dita. Una persona intelligente accetta sempre il confronto dialettico
e può anche modificare il proprio punto di vista. Ovviamente questo
discorso vale in primis anche per me.
Ciao.
Alex.
http://utenti.tripod.it/lagoelite
credo che il mio sul tuo sarà un pò OT e non sei obbligato a ricambiare..
ciao a presto.
> NUN VE INCAZZATE
>
> S*
>
Grande, semplicemente grande.
Ma che ti fumi per partorire tutto questo :-))))))) ?
" Virus, ti sei fumato l' impossibile? lo vedi il calendoscopio dell' amore
? hai assistito ad una gara di barzellette tra simpatia Zeman ed euforia
Zoff ? " (mitico Frengo e Stop)
Ancora ridendo
Xabaras
Solo una considerazione: Il discorso lenza spezzata = pesce morto non
è sempre valido.
Io di pesci con vecchi ami in bocca o nello stomaco ne ho presi
pareccchi: una trota iridea, un _Serranus cabrilla_ (con un mio amo
perso una settimana prima), un _Labrus turdus_ e almeno uno o due
altri casi simili.
Il mio record è un grongo con 4 ami (Mustad 2315 n.14) e un altro con
un pezzo di lattina di cocacola nello stomaco.
I gronghi in acquario dopo qualche settimana risputano fuori l'amo
tranquillamente (sul fondo trovi gli ami rigurgitati) a casa di amici
e all'acquario di Montecarlo.
Sui tonni giganti i primi studi sulle migrazioni (parlo dell'inizio
del secolo se non sbaglio) sono stati fatti verificando i tipi di ami
trovati nello stomaco (amo norvegese = pesce proveniente dalla zona
di pesca della Norvegia etc. etc.), una sorta di "marcatura" degli
animali.
Tanto per chiarire subito, non intendo sostenere che gli ami piantati
non facciano nulla o che è bello lasciare ami nello stomaco di
animali.
Ned
Ned
On Wed, 28 Jun 2000 21:47:39 GMT, blv...@tiscalinet.it (Alex) wrote:
>Ma li conosci veramente i regolamenti di cui parli?
Non mi piace parlare a vuoto.
>>..forse hai ragione, sono sul serio un romantico idealista.
>Lo sono anch'io, ma con una semplice differenza: sono convinto che
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
>qualsiasi situazione si possa cambiare e cerco di parlare per
^^^^^^^^^^^^^^^^^
>esperienza diretta.
^^^^^^^^^^^^^^^
Insisti?
>>A 500 metri le tocche non le senti quasi, senti la lenza pesante,
>>attacchi il motorino elettrico.
>>Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz dopo 20 minuti la cernia arriva a -20
>>metri e viene a galla da sola portandosi in superficie il piombo da
>>mezzo chilo. Se anche si slama all'ultimo continua a galleggiare e di
>>sicuro non torna sul fondo con le sue pinne.
>
>Ti rimando a quello che ho appena detto. In assenza di un'esperienza
>diretta è sempre molto meglio sospendere il giudizio.
Guarda che a bolentino pesco da quando ero ragazzino 20 anni or sono,
non sono mai andato a cernie (e quando ne ho avuto l'occasione e la
tentazione le ho lasciate in pace) però ho provato i salpabolentini su
secche profonde (come ho già scrittto ieri: Santa Lucia), altrimenti
non mi sarei mai permesso di criticare altre persone.
>Vedi? Torniamo a bomba. Dovresti conoscere le peculiarità del mare e
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
>vedere le situazioni di altri paesi prima di sparare a zero su tutto.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
>Rischi solo di fare una brutta figura.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
RIPETO: I ripopolamenti sono inutili in mare (ma anche in acque
interne hanno iniziato a capire che non ha senso fare ripopolamenti
dappertutto come hanno fatto fino ad ora).
Per una corretta gestione è necessario:
1) Tutelare gli ambienti naturali
2) Calibrare lo sforzo di pesca
3) Realizzare interventi di habitat management = barriere artificiali
Torchio, M. (1995). Osservazioni e Considerazioni sul declino di
taluni Pleuronettiformi dell'infralitorale Ligure Occidentale
(1956-1995) Nota Fondamentale II. Pavia, Fusi.
Relini, G. (1986). Aspetti di ecologia applicata nella gestione delle
acque costiere del Mar Ligure. Boll. Mus. Ist. Biol. Univ. Genova 52
suppl.: 19-31.
Relini, G. and L. Relini (1972). Affondamento in mare di carcasse di
automobili ed Inquinamenti. Quad.Civ.Staz.Idrobiol. 3 - 4: 31-43.
Relini, G. and M. Relini (1994). La Barriera Artificiale di Loano.
Genova, Erredi Grafiche Editoriali.
>A volte mi sembra che qualsiasi cosa produce soldi ti infastidisce.
No assolutamente, però non mischiamo i ruoli:
Pescatori di mestiere con regolare licenza: vendono il pescato
Pescatori dilettanti: pescano per diletto e non vendono il pescato.
Skipper di pescaturismo: accompagnano i dilettanti.
Sono semplicemente contrario ai dilettanti che riempiono bidoni di
pesce per guadagnare a spese di tutte tre le categorie che ho citato
qui sopra o per semplice ingordigia personale.
Sono contrario ovviamente anche a pescatori di frodo e bracconieri
(sono due categorie ben distinte).
>Per me ce ne potrebbero essere 100.000. Se riescono a far lavorare
>delle persone, produrre reddito per loro e per lo stato e preservare
>l'ambiente dov'è il problema?
Non sono 100.000 PUNTO. Se sono 3.000 sono 3.000. Visto che insisti
con l'esperienza diretta ti dirò che sono un pescatore E un
birdwatcher (oltre a molte altre cose, ma questi sono fatti miei).
Un birdwatcher si sposta in laguna di Venezia volentieri per osservare
corrieri, pantane, orchi etc. etc. (con un cannochiale Swarosky da 2
milioni, io me lo devo fare prestare perché senza è inutile andare) e
in genere SOLO da novembre a febbraio.
Per tutti gli altri "curiosi" è più che sufficiente il capanno
dell'Isola della Cona dove gli animali li hai a 3 metri dalle
finestre. In laguna gli uccelli sono dei "puntini neri che volano"
bisogna essere bravi per capirci qualcosa e di birdwatcher bravi ce ne
sono circa 3000 in Italia posso sbagliarmi di un 30% in più o in meno
ma non sono certo 100000.
>Non puoi dire ad una persona di mollare un lavoro dall'oggi al domani
>ed imporgli di andarsene a cercare un'altro. Basterebbe informazione,
>sensibilizzazione (esistono diverse realtà anche in Italia) e qualche
>anno di serio lavoro. Guarda come sono stati riconvertiti nel turismo
>molti pescatori di gamberi della florida. Le chiacchere producono
>molto poco, le azioni concrete iniziano il processo di sviluppo. Non
>pensi che in assenza di una sensibilità politica sia proprio il
>pescatore dilettante a cercare di colmare il vuoto di quella
>sensibilizzazione?
Con la sensibilizzazione non ottieni nulla. I professionisti in
generale guadagnano discretamente altrimenti avrebbero già cambiato
lavoro da un pezzo (ho amici tra i professionisti quindi conosco per
esperienza diretta).
I professionisti hanno il diritto di campare e non sono certamente
tenuti a mettersi da parte per lasciare più spazio ai dilettanti.
Per cambiare le cose è necessario riformare tutto il comparto pesca ma
non è semplice. Servono molti incentivi economici (i professionisti ne
hanno già moltissimi, diciamo pure troppi, dal fermo pesca
"volontario" al gasolio agevolato) e serve anche pugno duro.
I primi a perderci sarebbero i dilettanti: se si impongono norme più
restrittive ai professionisti sicuramente verrebbero proposti
interventi per limitare la pressione di pesca dei dilettanti (anche i
dilettanti hanno il loro peso e il loro prelievo in alcuni casi NON è
trascurabile).
Questo significa per i dilettanti: limitazioni negli attrezzi
utilizzabili, nei tempi e nelle modalità di pesca.
Posso anche fare delle ipotesi (sono solo ipotesi ma non così campate
per aria): licenza di pesca a pagamento (probabilmente con costi
maggiori per pesca sub e pesca d'altura), abolizione di rezzaglio,
nasse e palamiti (forse anche di fucili e fiocine), zone di divieto
totale di pesca, zone di pesca permesse ai soli residenti, forse anche
periodi di fermo pesca totale e limitazione del numero di capi e del
peso consentito. Non mi piace "gufare" ma sono ormai 10 anni che i
politici preparano la mazzata per i dilettanti.
I pescatori dilettanti hanno iniziato a diminuire in questi ultimi
anni esattamente come avviene da tempo per i cacciatori.
La sensibilità dell'opinione pubblica è sempre più alla "Walt Disney"
o alla "Licia Colò".
Stiamo andando verso tempi bui. è anche per questo motivo che mi
inca**o come una bestia quando vedo i dilettanti vendere il pescato o
usare tecniche poco sportive.
Non possiamo permetterci di farci odiare dalle altre categorie legate
al mare e neppure dall'opinione pubblica.
Ciao
Ned
PS: con questo penso di avere detto tutto, siamo partiti da mulinelli
elettrici e cernie per finire discutere sui massimi sistemi: la
sportività, pesca dilettantistica professionale e la riforma del
comparto pesca.
Sono stato accusato di parlare a vanvera, senza conoscenza diretta, di
non sapere nulla di gestione delle acque (se a ragione o a torto
lascio giudicare a chi leggerà questo messaggio) ma spero almeno di
avere fatto riflettere parecchia gente. Discutere tra noi non è mai
sbagliato (se il tutto non degenera in rissa) penso sia sempre utile
confrontarsi e rivedere le proprie posizioni.
Domani non ho certo tempo di collegarmi al web.
Nel fine settimana me ne vado a pescare (finalmente!) e spero che
facciate lo stesso anche voi.. ....ma lasciatemi qualcosina!!!
> cernia di fondale (polyprion americanum ) classica cernia di profondità,
> dubito che si possa riuscire a pescare al di sopra dei100-150 metri
Anch'io ne dubito. Così come dubito sul fatto che sia in effettivo pericolo
d'estinzione.
> cernia dorata (Epinephelus alexandrinus ) : forse il motivo del contendere
> sta qui : spesso si intende questa specie come " dotto ", io stesso la
> chiamo così, e non la cernia di fondale.
Giustissimo: con il nome di "dotto" probabilmente vengono intese diverse
specie. Io da una parte ce l'ho descritta come Mycteroperca Rubra in altre
come Epinephelus Alexandrinus. Purtroppo però non ho nè foto nè tavole a
colori. Se ne hai puoi inviarle al sito NG? Intanto si potrebbe fare, magari
anche con l'aiuto di Anchise una tavola descrittiva delle diverse specie.
> La cernia dorata è una preda
> abbastanza classica dei sub abbastanza esperti, visto che è relativamente
> facile trovarla in una ventina di metri
Ma quante cernie sono?
Ciao
Aber
Rock
>Fammi sapere quando il sito è pronto, comunque fin d'ora ti chiedo se
>posso inserire il relativo collegamento sul mio sito amatoriale
>
>http://utenti.tripod.it/lagoelite
>
>credo che il mio sul tuo sarà un pò OT e non sei obbligato a ricambiare..
>ciao a presto.
>
>
OK ancche per il link del tuo sito.
Ciao.
Alex.
>Non mi piace passare per una persona che parla di argomenti che non
>conosce. Non dico altro.
>
>Ned
>
>On Wed, 28 Jun 2000 21:47:39 GMT, blv...@tiscalinet.it (Alex) wrote:
>>Ma li conosci veramente i regolamenti di cui parli?
>
>Non mi piace parlare a vuoto.
>
>>>..forse hai ragione, sono sul serio un romantico idealista.
>>Lo sono anch'io, ma con una semplice differenza: sono convinto che
> ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
>>qualsiasi situazione si possa cambiare e cerco di parlare per
>
>^^^^^^^^^^^^^^^^^
>>esperienza diretta.
> ^^^^^^^^^^^^^^^
>Insisti?
> ...............(cut)
Continuiamo a non capirci:
io parlo di una cosa e tu mi rispondi un'altra cosa simile, ma
profondamente diversa nella sostanza, nella realtà e
nell'applicazione.
Il mio punto di vista credo che sia stato espresso a chiare lettere
nei trehad precedenti. Sono disposto a modificarlo se dalla
controparte ottenessi forti significanze, ma non ritengo che questo
sia avvenuto per cui potremo andare avanti all'infinito in una
discussione diventata a questo punto inutile.
Ti propongo di chiudere qui l'argomento.
Ciao.
Alex.
> Solo una considerazione: Il discorso lenza spezzata = pesce morto non
> è sempre valido.
Dipende da dove si spezza la lenza, e da che ami usi. Ami inox = morte quasi
sicura, 20 o più metri di lenza in giro = morte certa.
> Io di pesci con vecchi ami in bocca o nello stomaco ne ho presi
> pareccchi: una trota iridea, un _Serranus cabrilla_ (con un mio amo
> perso una settimana prima), un _Labrus turdus_ e almeno uno o due
> altri casi simili.
Questo è abbastanza noto: ogni tanto mi capita di catturare dei pesci
sottomisura che hanno clamorosamente ingoiato a fondo ami assolutamente
enormi per loro, o ami normali: io non ci penso su deu volte: piuttosto che
ucciderli con lo slamatore taglio il filo e li rilascio, ci penserà madre
natura a fare il resto (uso solo ami in carbonio).
> Il mio record è un grongo con 4 ami (Mustad 2315 n.14) e un altro con
> un pezzo di lattina di cocacola nello stomaco.
Il grongo è una sorta di carro armato del mare, non teme davvero nulla. Ha
una vitalità impressionante.
> I gronghi in acquario dopo qualche settimana risputano fuori l'amo
> tranquillamente (sul fondo trovi gli ami rigurgitati) a casa di amici
> e all'acquario di Montecarlo.
In gara, con tre quattro terminali appuntati come le banderillas del toro...
> Tanto per chiarire subito, non intendo sostenere che gli ami piantati
> non facciano nulla o che è bello lasciare ami nello stomaco di
> animali.
No, però va detto che una cosa è un amo un'altra cosa è un rapala CD magnum
18 con 150 metri di 15 libbre, girella e doppiatura appresso...
Ciao
Aber
Rock
> Per una corretta gestione è necessario:
> 1) Tutelare gli ambienti naturali
> 2) Calibrare lo sforzo di pesca
> 3) Realizzare interventi di habitat management = barriere artificiali
>
> Torchio, M. (1995). Osservazioni e Considerazioni sul declino di
> taluni Pleuronettiformi dell'infralitorale Ligure Occidentale
> (1956-1995) Nota Fondamentale II. Pavia, Fusi.
> Relini, G. (1986). Aspetti di ecologia applicata nella gestione delle
> acque costiere del Mar Ligure. Boll. Mus. Ist. Biol. Univ. Genova 52
> suppl.: 19-31.
>
> Relini, G. and L. Relini (1972). Affondamento in mare di carcasse di
> automobili ed Inquinamenti. Quad.Civ.Staz.Idrobiol. 3 - 4: 31-43.
>
> Relini, G. and M. Relini (1994). La Barriera Artificiale di Loano.
> Genova, Erredi Grafiche Editoriali.
Sono libri, articoli, abstract? Se sono disponibili in formati adatti ad
essere scambiati in rete si possono inserire sul sito IHP? Di questioni
scientifiche ne abbiamo discusso molto poco.
> >A volte mi sembra che qualsiasi cosa produce soldi ti infastidisce.
>
> No assolutamente, però non mischiamo i ruoli:
>
> Pescatori di mestiere con regolare licenza: vendono il pescato
Ok
> Pescatori dilettanti: pescano per diletto e non vendono il pescato.
Ok
> Skipper di pescaturismo: accompagnano i dilettanti.
No. Non ci siamo: accompagnano turisti e/o dilettanti sui luoghi di pesca,
ma sono loro che pescano!!! E il pescato rimane di proprietà dell'armatore,
salvo accordi differenti presi con la clientela.
> Sono semplicemente contrario ai dilettanti che riempiono bidoni di
> pesce per guadagnare a spese di tutte tre le categorie che ho citato
> qui sopra o per semplice ingordigia personale.
Secondo me fai troppa confusione tra professionisti e dilettanti,
skipperaggio e pescaturismo.
> Sono contrario ovviamente anche a pescatori di frodo e bracconieri
> (sono due categorie ben distinte).
E' il minimo sindacale.
> >Per me ce ne potrebbero essere 100.000. Se riescono a far lavorare
> >delle persone, produrre reddito per loro e per lo stato e preservare
> >l'ambiente dov'è il problema?
<tagliamo l'ottì>
> >Non puoi dire ad una persona di mollare un lavoro dall'oggi al domani
> >ed imporgli di andarsene a cercare un'altro. Basterebbe informazione,
> >sensibilizzazione (esistono diverse realtà anche in Italia) e qualche
> >anno di serio lavoro. Guarda come sono stati riconvertiti nel turismo
> >molti pescatori di gamberi della florida. Le chiacchere producono
> >molto poco, le azioni concrete iniziano il processo di sviluppo. Non
> >pensi che in assenza di una sensibilità politica sia proprio il
> >pescatore dilettante a cercare di colmare il vuoto di quella
> >sensibilizzazione?
>
> Con la sensibilizzazione non ottieni nulla. I professionisti in
> generale guadagnano discretamente altrimenti avrebbero già cambiato
> lavoro da un pezzo (ho amici tra i professionisti quindi conosco per
> esperienza diretta).
C'è anche la piccola pesca. A me sembra proprio che non tutti i
professionisti guadagnino così tanto, e molto dipende da dove esercitano e
da come esercitano. Un pescatore di cianciola che va a ricciole a Ponza
guadagna certo molto di più di uno che mette i tramagli col gozzetto a Torre
del Greco. E sono 50 miglia nautiche di distanza.
> I professionisti hanno il diritto di campare e non sono certamente
> tenuti a mettersi da parte per lasciare più spazio ai dilettanti.
I professionisti però non hanno di certo il diritto di fottersi per loro
tutti i pesci di qui alle prossime generazioni: e che cazzo! Ieri sono
andato in pescheria a cercare delle sarde, c'erano cassette e cassette di
pagelli di non più di 15cm, e ti assicuro che mi capita molto spesso di
vederne di molto più piccoli. Ma tu pensi davvero al professionista che
accidenti di pesci mangerai tu o i tuoi figli tra soli cinque anni? Non
gliene può fregare di meno. L'importante per loro è pescare oggi e chiedere
sovvenzioni per la crisi domani, e di pescatori professionisti ne conosco
anch'io.
> Per cambiare le cose è necessario riformare tutto il comparto pesca ma
> non è semplice. Servono molti incentivi economici (i professionisti ne
> hanno già moltissimi, diciamo pure troppi, dal fermo pesca
> "volontario" al gasolio agevolato) e serve anche pugno duro.
Con gli incentivi economici di questo genere sovvenzioniamo un'attività che
andrebbe fuori mercato rapidamente sotto la pressione dell'acquacultura e
maricultura. Pagheresti 80.000£ per un branzino/spigola di un solo chilo?
Vedi un pò se a farsi due calcoli ben fatti tra incentivi, sconti fiscali e
tutta la sacra sequela non sia quello il prezzo vero, a cui potresti dover
aggiungere il costo incalcolabile della distruzione sistematica di altre
specie e di individui giovanili. Ti sei mai chiesto se per caso i
professionisti non li peschino già ordinati nelle cassette di polistirolo? a
seconda delle zone e delle tecniche dal 40% all 80% del pescato di ciascuna
calata di rete a strascico è inutilizzabile e viene rigettato morto in acqua
perchè non commerciabile o perchè si è come minimo "struppiato" ammaccato,
rovinato.
> I primi a perderci sarebbero i dilettanti: se si impongono norme più
> restrittive ai professionisti sicuramente verrebbero proposti
> interventi per limitare la pressione di pesca dei dilettanti (anche i
> dilettanti hanno il loro peso e il loro prelievo in alcuni casi NON è
> trascurabile).
Opinione tutta tua: per me, detto con franchezza, questa è una grandissima
fregnaccia. Non mi piace proprio come discorso. veniamo alla discussione per
punti.
> Questo significa per i dilettanti: limitazioni negli attrezzi
> utilizzabili, nei tempi e nelle modalità di pesca.
Attrezzi - sono d'accordo sulla possibilità di limitarne l'uso di alcuni
poco selettivi.
Tempi e modalità - sono già regolati da una serie di norme lunghissima:
dalle leggi dello stato, a quelle regionali alle ordinaze balneari e
regolamenti delle capitanerie di porto se c'è una cosa di cui non si sente
davvero il bisogno è che si aggiungano altre norme, dal momento che solo
perchè visibili e fermi con una canna in mano siamo passibili di essere
perseguitati da controlli a carattere vessatorio. Su Pesca in Mare di questo
mese Alberto Belfiori ci informa che in Sardegna TUTTE le spiagge di TUTTA
l'isola sono state vietate alla pesca diurna da un'ordinanza congiunta delle
capitanerie di porto. Io sono stato a Badesi, a ferragosto, sulla spiaggia
di Baia delle Mimose. Per chilometri i due ombrelloni più vicini erano a 100
metri l'uno dall'altro. Ed eravamo a Badesi, rinomato luogo di villeggiatura
oltre che spot di pesca; se vado su qualche spiaggia assolutamente deserta
del golfo di Orosei devo rinunciare a piantare le canne e cercare di
catturare qualche bella orata perchè sono troppo ottusi per elaborare una
normativa che non penalizzi lo sportivo o il dilettante su tutte le altre
categorie di utenti come bagnanti, acquascooteristi, subacquei, cani, gatti
e rinoceronti nani?
> Posso anche fare delle ipotesi (sono solo ipotesi ma non così campate
> per aria): licenza di pesca a pagamento (probabilmente con costi
> maggiori per pesca sub e pesca d'altura), abolizione di rezzaglio,
> nasse e palamiti (forse anche di fucili e fiocine), zone di divieto
> totale di pesca, zone di pesca permesse ai soli residenti, forse anche
> periodi di fermo pesca totale e limitazione del numero di capi e del
> peso consentito. Non mi piace "gufare" ma sono ormai 10 anni che i
> politici preparano la mazzata per i dilettanti.
Non ho ben capito se si tratti di ipotesi tue o stai riportando le proposte
con cui la Fipsas ha cercato insieme ai professionisti di far passare la
storia della licenza in mare...
> I pescatori dilettanti hanno iniziato a diminuire in questi ultimi
> anni esattamente come avviene da tempo per i cacciatori.
Purtroppo si, i professionisti si sono fottuti tutto, anche se abbiamo
qualche responsabilità colettiva sui tonni rossi. A tal proposito e come
nota a margine vi segnalo che su Pesca in Mare di questo mese, il direttore
Stefano Navarrini nel suo consueto editoriale propone una legge per
consentire ai pescatori dilettanti - o sportivi - di tonni giganti di
smaltire il pescato attraverso le cooperative di pescatori pofessionisti,
dietro corresponsione, ovviamente di una adeguata percentuale che "assicuri
un recupero delle forti spese richieste dal big game". Io davvero non ho
parole, e sicuramente manderò una lettera al giornale per sapere se per caso
gli sta cominciando a scorreggiare il cervello a tutti quanti. E questo è un
invito pubblico anche a leggere quest'editoriale e se vi irrita come ha
fatto con me di scrivere una lettera di protesta al giornale (vediamo poi se
le pubblicano o ne danno conto).
> La sensibilità dell'opinione pubblica è sempre più alla "Walt Disney"
> o alla "Licia Colò".
> Stiamo andando verso tempi bui. è anche per questo motivo che mi
> inca**o come una bestia quando vedo i dilettanti vendere il pescato o
> usare tecniche poco sportive.
Tempi bui cosa? Ma se è incoraggiando questo genere di comportamenti che si
vendono barche, attrezzature, elettronica e giornali? Mi sembra che a
giudicare dai fatti, più si ci si comporta male e più ci sia da guadagnarci:
professionisti, pescatori di frodo, dilettanti, sportivi e chi più ne ha più
ne metta.
> Non possiamo permetterci di farci odiare dalle altre categorie legate
> al mare e neppure dall'opinione pubblica.
Perchè ti sembra che siamo amati adesso? A giudicare dai fatti (spiaggie
chiuse, contravvenzioni, furti, atteggiamenti di carattere vessatorio) non
mi sembra nemmeno che si possa dire che veniamo sopportati almeno con
indifferenza..
>
> PS: con questo penso di avere detto tutto, siamo partiti da mulinelli
> elettrici e cernie per finire discutere sui massimi sistemi: la
> sportività, pesca dilettantistica professionale e la riforma del
> comparto pesca.
> Sono stato accusato di parlare a vanvera, senza conoscenza diretta, di
> non sapere nulla di gestione delle acque (se a ragione o a torto
> lascio giudicare a chi leggerà questo messaggio) ma spero almeno di
> avere fatto riflettere parecchia gente. Discutere tra noi non è mai
> sbagliato (se il tutto non degenera in rissa) penso sia sempre utile
> confrontarsi e rivedere le proprie posizioni.
Discutere non è sbagliato. Anzi fa crescere, ma non a costo di creare un
capro espiatorio in Sala o chi altri o di fare una crociata.
> Domani non ho certo tempo di collegarmi al web.
>
> Nel fine settimana me ne vado a pescare (finalmente!) e spero che
> facciate lo stesso anche voi.. ....ma lasciatemi qualcosina!!!
Ciao
Aber
Rock
Mbe veramente sul NG ci sono foto e disegni di sei cernioni da almeno 6 mesi.
http://utenti.tripod.it/pescare/mare/cernia.htm
Certo non č la treccani perň...................
Ciao
S*
Non ho studiato. Ah professò si je manno er jeipegghe der disegno della
mycteroperca rubra che je mancava è vero che nun me rimanda a settembre?
Ciao
Aber
Rock
> > cernia di fondale (polyprion americanum ) classica cernia di
profondità,
> > dubito che si possa riuscire a pescare al di sopra dei100-150 metri
>
> Anch'io ne dubito. Così come dubito sul fatto che sia in effettivo
pericolo
> d'estinzione.
Il pesce negli ultimi anni è scomparso dalla fascia costiera, però nei
fondali oltre i 100 c'è ancora parecchio pesce : primo perchè nei fanghi
oltre i 100 metri vivono specie non particolarmente pregiate come gli
occhialoni, pesci lama, oppure le cernie che però non vivono in branco, e
non è economicamente conveniente una pesca mirata solo alla cernia.
Oppure ci sono i crostacei, che però stanno in zone ben definite, e i
pescherecci vanno a strascicare sul sicuro.
> Giustissimo: con il nome di "dotto" probabilmente vengono intese diverse
> specie. Io da una parte ce l'ho descritta come Mycteroperca Rubra in altre
> come Epinephelus Alexandrinus. Purtroppo però non ho nè foto nè tavole a
> colori. Se ne hai puoi inviarle al sito NG?
Forse riesco a trovare qualcosa su qualche rivista di pesca sub... se volete
la scannerizzo, la "jpgizzo" e la mando direttamente all' indirizzo del ng
> Ma quante cernie sono?
alle cernie descritte prima, cioè la cernia di fondale ( polyprion
americanum ) , la cernia "propr. detta" ( epinephelus guaza) e la cernia
dorata (epinephelus alexandrinus), posso aggiungere, almeno per le specie
mediterranee :
-cernia bianca ( epinephelus aeneas) di colore grigio pallido ,molto snella,
presente soprattutto nel Mediterraneo meridionale, molto abbondante a Cipro:
non ne ho mai vista una
-cernia nera ( epinephelus caninus ), colore grigio scuro, ha due
caratteristiche strisce vicino agli occhi, tipo maschera di Zorro,
abbastanza rara, si trova abbastanza in acque tunisine e algerine. Posso
affermare forse di essere l'unico di questo ng ad averla vista e mangiata
non pescata, purtroppo ^__^ ), durante una vacanza nel nord della Tunisia
:-)
--
ma!!!! vedremo.............. c'avrei anche la moto sporca..........e ad
agosto studià è così palloso.......
PS
ho anche finito il sapone
Ciao
S*
Mi sa che a te ti boccio anche se me lavi la macchina e i pavimenti ;-)
> Mi sa che a te ti boccio anche se me lavi la macchina e i pavimenti
;-)
E che t'ho fatto ? ;-)
Ma no.... scherzavo !!!!! avevo appena dato l'indirizzo del sito del NG
dove erano comprese foto e descrizione di "tutte le cernie", avevo anche
"bacchettato" il buon aber che mi aveva preso per il culo, e a cui avevo
minacciato di farmi lavare la moto pena tornare a settembre
.................da cui mi è scappato il resto, ma scherzavo.
S*
P.S.
Non ti preoccupare di sapone ne ho ancora, l' ha portato Aber per la
moto. ;-) e i pavimenti sono + o - puliti, poi va a sapere magari dovendo
tornare tutti e due a settembre studiate insieme e possiamo patteggiare
la promozione con una cena a base di spigole.
Ciao
S*