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Manutenzione mulinello spinning x tutti

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max.dem

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Nov 8, 2000, 3:00:00 AM11/8/00
to
Ciao ragazzi , vorrei sapere quale tipo di manutenzione mi consigliate per
il mio mulinello da spinning , shimano sedona gte 4000 , che sta lavorando
parecchio.
Anche se uso ( come consigliato dalla shimano ) pulirlo con un panno umido e
poi passargli una spruzzatina di olio lubrificante e idroreppellente per
mantenere sempre in buono stato sia la manovella e sia il cuscinetto del
rollino guida filo , con tutta l'acqua che il poverino prende non vorrei
fare la fine del mio mitico compagno di pesca che nell'ultima avventura si
e' ritrovato con il mulinello a secco .
So che per pulirlo bisognerebbe lavare gli interni con benzina , farli
asciugare e poi ingrassarli nuovamente , ma non e' mica un operazione da
fare sempre .E quindi avevo pensato di prendere il grasso spray per le
catene delle biciclette che penso debba andare bene.
Aspetto consigli utili.
Dimenticavo che l'utilizzo medio del mulinello in questo periodo e' di quasi
una due volte a settimana , per quattro -sette ore per volta.
Saluti max ( bari )

Luciano Cerchi

unread,
Nov 9, 2000, 3:00:00 AM11/9/00
to
Max,
se utilizzi prevalentemente il mulinello in mare (come credo sia il tuo
caso) la prima importante manutenzione è quella di lavarlo abbondantemente
in acqua dolce. Non sciacquarlo frettolosamente, lascialo in bagno
completamente, dopodichè lascialo all'aria ad asciugare. Per lubricare le
componenti meccaniche (cuscinetti ed altro) utilizza il CRC Marine 666 e per
il grasso (poco) trova uno che rimanga efficiente al freddo ma anche al
calore, non dimenticare che l'attrito della rotazione surriscalda le parti
meccaniche che tendono ad espellere il lubrificante. Procurati dell'olio per
fotocopiatrici è quello che resiste di più al calore. Ogni mese smonta
completamente il mulinello, lascia i cuscinetti a bagno per una notte nella
benzina pura, asciugali e lasciali a bagno nell'olio o meglio nel CRC. Togli
tutto il sottile grasso vecchio e ripeti l'operazione, dovrebbe bastare per
mantenere il tuo mulinello al massimo dell'efficienza. Se con l'usura i
cuscinetti in dotazione dovessero iniziare a darti problemi ricorda che puoi
sostituirli cercando prodotti europei o meglio svizzeri nei negozi
specializzati.

Saluti
Luciano Cerchi


--
Posted from smtp5.libero.it [193.70.192.55]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG

jacopi

unread,
Nov 9, 2000, 3:00:00 AM11/9/00
to
On 9 Nov 2000 09:30:48 +0100, cerch...@libero.it ("Luciano Cerchi")
wrote:
>...
>Ogni mese smonta completamente il mulinello, ...
>Saluti
>Luciano Cerchi

al solo pensiero di smontare un mulinello mi vengono i brividi....
non c'e' un modello autopulente?

jacopo

marco sopegno

unread,
Nov 9, 2000, 3:00:00 AM11/9/00
to
jacopi <jacop...@tiscalinet.it> wrote:


>
> al solo pensiero di smontare un mulinello mi vengono i brividi....
> non c'e' un modello autopulente?

non credo, pero' ci sono mooolti modelli autosporcanti... fa lo stesso?
;o)))

ciao
marco
--
... e qualcuno dira' che c'e' un modo migliore

per rispondere in privato togliere .NS

Claudio Ridolfi

unread,
Nov 9, 2000, 3:00:00 AM11/9/00
to
max.dem <max...@libero.it> wrote in message...

> poi passargli una spruzzatina di olio lubrificante e idroreppellente per
> mantenere sempre in buono stato sia la manovella e sia il cuscinetto del
> rollino guida filo...

Per i cuscinetti a sfere ermetici, consiglio il seguente trattamento che
reputo di gran lunga il più efficace, per restituire la giusta
lubrificazione.
Dopo averli rimossi dalle loro sedi, bisogna lasciarli immersi per qualche
ora, in un contenitore per pellicole fotografiche, riempito con diluente
alla nitro.
Dopo averli estratti dal contenitore e lasciati ad asciugare su di un panno
assorbente, bisogna lubrificare con il seguente metodo.
Si utilizza olio motore SAE 30 (la viscosità ideale per temperature da 5 a
25° C e basse velocità di rotazione) reperibile presso i distributori di
carburante.
Si riempie un cucchiaio di acciaio da cucina di olio motore e si immergono i
cuscinetti asciutti.
Con un accendino o una candela, si riscalda sotto il cucchiaio, cercando di
non far "fumare" l'olio e controllando che fuoriescano le bollicine d'aria
dalle schermature dei cuscinetti, segno che l'olio è penetrato in tutti gli
interstizi del cuscinetto.
Si lascia raffreddare e si "ripescano" i cuscinetti che ripuliti dall'olio
in eccesso, potranno essere ricollocati nelle loro sedi.
Questo procedimento consentirà di mantenere la lubrificazione del cuscinetto
per mesi, soprattutto se il mulinello è con la bobina fissa.

Ciao

Claudio


Luciano Cerchi

unread,
Nov 10, 2000, 2:43:42 AM11/10/00
to
No, non c'è un modello auto pulente, però c'è sicuramente quello auto
buttante!

Luciao Cerchi

Luciano Cerchi

unread,
Nov 10, 2000, 2:51:12 AM11/10/00
to
Trattamento ineccepibile, ad iniziare dalla rimozione di impurità varie,
tuttavia a mio avviso ha più durata la lubrificazione del CRC che quelle del
viscoso olio da motore, comunque inferiore a quello per fotocopiatrici
ancora più resistente al calore. Ripeto però che si tratta di personali
convinzioni che nulla vogliono togliere alla cura professionale dimostrata
per i tuoi mulinelli. Dal momento che sei così informato, puoi consigliarmi
la marca di qualche cuscinetto a sfera di qualità superiore? Per quel che
riguarda l'ingrassaggio della corona e pignone, cosa usi?
Saluti.

Luciano Cerchi


--
Posted from smtp2.libero.it [193.70.192.52]

Claudio Ridolfi

unread,
Nov 11, 2000, 3:00:00 AM11/11/00
to
Penso che la viscosità dell'olio, giochi un ruolo importante nel caso di
cuscinetti per mulinelli a tamburo fisso, per quanto riguarda la fluidità
del movimento delle parti in rotazione, oltre ad un efficace protezione
all'usura precoce.
Ho avuto esperienze in merito all'uso di mulinelli a bobina rotante, dove la
vita dei cuscinetti calettati sull'asse della bobina era stimata quanto
basta per una sessione di una ventina di lanci (long casting agonistico) e
la velocità di rotazione è praticamente l'unico parametro di valutazione,
per stabilire con cosa lubrificare i cuscinetti.
Non è quindi il caso dei "fissi" da spinning, di conseguenza l'ottimo CRC
che menzioni, diventa un must per lubrificazioni cicliche anche a lunga
scadenza.
Non conosco il lubrificante per le fotocopiatrici, sicuramente uno "special"
per alte temperature, ma senza dubbio più efficace del costoso Rocket Fuel,
che utilizzavamo per i nostri cuscinetti 4-8-4 SKF, a lire 25.000 c.u.
A proposito di cuscinetti: c'è una vera e propria "lobby" del cuscinetto,
che impone il prezzo del celeberrimo 4-8-4 (spessore-diametro
esterno-diametro interno), ma nel caso dei cuscinetti speciali, di piccole e
piccolissime dimensioni è una veria e propria babilonia, con un monopolio
gestito quasi interamente dai costruttori di macchine da cucire industriali.
Il catalogo dei ricambi della Rimoldi e Pfaff, riporta una vasta scelta di
misure, sia a sfere che rulli: il costo è quasi sempre elevato, ma il
"ricambio" proposto è senza dubbio migliore di quello montato su qualsiasi
mulinello di marca.
Per la corona e pignone, dei miei mulinelli da Carp Fishing (e di quelli che
conservo con cura maniacale da oltre trent'anni), oggi utilizzo il grasso a
base di sapone di litio, che non indurisce e conserva un potere attrappante
anche dopo anni di uso.

Ciao!

Claudio


Aber Rock

unread,
Nov 12, 2000, 3:00:00 AM11/12/00
to

Claudio Ridolfi <@tin.it> wrote in message 8ukeuv$m7o$3...@nslave2.tin.it...

> Penso che la viscosità dell'olio, giochi un ruolo importante nel caso di
> cuscinetti per mulinelli a tamburo fisso, per quanto riguarda la fluidità
> del movimento delle parti in rotazione, oltre ad un efficace protezione
> all'usura precoce.

Sono d'accordo: e me ne sono accorto quando ho iniziato a differenziare gli
olii in base alle parti da lubrificare, passando dall'olio Singer (o
comunque da olii leggeri da armi) ad olii più pesanti.

> Ho avuto esperienze in merito all'uso di mulinelli a bobina rotante, dove
la
> vita dei cuscinetti calettati sull'asse della bobina era stimata quanto
> basta per una sessione di una ventina di lanci (long casting agonistico) e
> la velocità di rotazione è praticamente l'unico parametro di valutazione,
> per stabilire con cosa lubrificare i cuscinetti.

Beh, 20 lanci per un cuscinetto mi sembra un pò un'esagerazione, specie se
parli di cuscinetti SKF... Non metto in dubbio che qualcuno usi fare così,
ma non credo che ciò porti a chissà quali risultati strabilianti.

> Non è quindi il caso dei "fissi" da spinning, di conseguenza l'ottimo CRC
> che menzioni, diventa un must per lubrificazioni cicliche anche a lunga
> scadenza.
> Non conosco il lubrificante per le fotocopiatrici, sicuramente uno
"special"
> per alte temperature, ma senza dubbio più efficace del costoso Rocket
Fuel,
> che utilizzavamo per i nostri cuscinetti 4-8-4 SKF, a lire 25.000 c.u.

Conosco diversi lanciatori (rotante) e credo che poi molte siano le
soluzioni utilizzate, nel caso del rotante per la lubrificazione dei propri
mulinelli, e che molto dipenda anche dalla temperatura ambientale d'uso.
Senza voler sputtanare i "segreti" di chi ha fatto le sue ricerche su
questo, a me sembra che gli olii da motore molto pesanti (in particolare
quelli da motorini 2 tempi) siano molto indicati ed anche abbastanza
economici. Per quanto riguarda il fisso, lubrificherei con olii di questo
tipo i cuscinetti della manovella, dell'asse e del rullino guidafilo, mentre
utilizzerei un olio un pò più leggero per la vite senza fine.

>ma il
> "ricambio" proposto è senza dubbio migliore di quello montato su qualsiasi
> mulinello di marca.

Su questo sono assolutamente d'accordo. Il problema è che sostituire i due
cuscinetti di un rotante può costare tra le 30.000 e le 40.000, e per un
fisso può costare ancora di più.

> Per la corona e pignone, dei miei mulinelli da Carp Fishing (e di quelli
che
> conservo con cura maniacale da oltre trent'anni), oggi utilizzo il grasso
a
> base di sapone di litio, che non indurisce e conserva un potere
attrappante
> anche dopo anni di uso.

Anche su questo, il problema e che il grasso al litio non sempre si trova
con facilità. Spesso ti ammollano altri prodotti che non valgono granchè ma
che sono di facilissimo uso e poco costosi.

Rimane aperto un quesito: e la frizione? Se e come va lubrificata?

Ciao
Aber
Rock


Claudio Ridolfi

unread,
Nov 12, 2000, 3:00:00 AM11/12/00
to
Aber Rock <aber...@yahoo.com> wrote in message...

> Rimane aperto un quesito: e la frizione? Se e come va lubrificata?

Ecco un argomento interessante: nella mia vita di pescatore sportivo, dal
momento in cui ho avuto il primo mulinello, ho considerato questo
dispositivo come parte meccanica soggetta ad usura, quindi da lubrificare.
Poi con gli anni, ho capito che l'effetto frenante della frizione non deve
essere annullata con la lubrificazione, che ha in definitiva lo scopo di
ridurre gli attriti.
In effetti, la parola frizione induce all'errore, perchè nel nostro caso
sarebbe più opportuno parlare di freno.
Proprio il richiamo della parola frizione al settore automobilistico, induce
all'errore più comune: frizione a bagno d'olio, quindi lubrificazione.
Nessuno infatti si azzarderebbe a lubrificare i ferodi o peggio il disco, di
un freno a disco oppure un freno a pacco di dischi, come quello dei
montacarichi.
Quindi sarebbe il caso che i costruttori di mulinelli, cambino la
terminologia di questo dispositivo, sostituendo la parola frizione, con
freno e nessuno commetterà più errori.
Personalmente ho incontrato non pochi problemi, con le frizioni, pardon
"freni", del tipo a dischi multipli, con teflon ed acciaio, soprattutto in
quei modelli dove il dispositivo è interno alla cassa del mulinello e quindi
non è facile isolarlo dalla lubrificazione.
Per i freni a disco di ferodo, ho avuto invece problemi di rumorosità
eccessiva, alcuni episodi di inceppamento ed una usura precoce della
superficie di sfregamento del ferodo, che quasi sempre fa parte della bobina
stessa.
Difficoltà e costi elevati, nel procurare il ricambio, mi hanno indotto a
trovare una soluzione che non pregiudica più di tanto l'effetto del freno
riducendo l'effetto abrasivo del ferodo: polvere di grafite (di mina da
matita durezza HB) sul ferodo, in modo da creare un blando effetto
lubrificante a secco.
In altri casi, dopo aver sostituito il disco di ferodo (costa senza dubbio
meno di una bobina di ricambio), ho ripristinato la distanza di lavoro
ottimale del freno, con l'aggiunta di una rondella arcuata che funziona da
molla spingi-disco, ma bisogna avere rondelle di diversa resistenza allo
schiacciamento, oltre a fare diversi tentativi per ripristinare il
funzionamento originale.
A questo chiedo a tutti gli interessati, di confrontare le diverse
esperienze in merito, dopodichè ne sapremo certamente di più. :-)

Ciao

Claudio


elitefra

unread,
Nov 12, 2000, 3:00:00 AM11/12/00
to

Claudio Ridolfi <@tin.it> wrote in message 8un0rh$k43$1...@nslave2.tin.it...

> In effetti, la parola frizione induce all'errore, perchè nel nostro caso
> sarebbe più opportuno parlare di freno.

Concordo perfettamente!

> A questo chiedo a tutti gli interessati, di confrontare le diverse
> esperienze in merito, dopodichè ne sapremo certamente di più. :-)
>

Mi spiace ma io sono un imbranato, se apro un mulinello mi avanzano
sempre dei pezzi :-))
Provai alcune volte ad olialri ma successe che usai oli di acidità
diversa e feci un macello, da allora evito di aprirli, però i miei
mulinelli non compiono lavori tanto gravosi, al massimo un po di inglese.

--
Ciao e a presto
Elitefra
http://utenti.tripod.it/elitefra

marco sopegno

unread,
Nov 13, 2000, 2:44:58 AM11/13/00
to
"Claudio Ridolfi" <@tin.it> wrote:

> Aber Rock <aber...@yahoo.com> wrote in message...
> > Rimane aperto un quesito: e la frizione? Se e come va lubrificata?
>
> Ecco un argomento interessante: nella mia vita di pescatore sportivo, dal
> momento in cui ho avuto il primo mulinello, ho considerato questo
> dispositivo come parte meccanica soggetta ad usura, quindi da lubrificare.
> Poi con gli anni, ho capito che l'effetto frenante della frizione non deve
> essere annullata con la lubrificazione, che ha in definitiva lo scopo di

> ridurre gli attriti......

In linea di massima sono d'accordo. Pero' ci sono alcuni modelli la cui
frizione richiede un buon ingrassaggio. Mi riferisco ai vecchi Cardinal
4, 44, 4x: l'asse del loro freno, poco razionalmente, fa forza non sui
dischi metallici ma su quelli in fibra: se non sono ingrassati i dischi
in fibra si spaccano, e cmq la frizione di questi modelli lavora
ottimamente solo se ben ingrassata.
Visto che poi non e' facile trovare i ricambi di questi vecchi gioielli,
conviene farci attenzione.
La cosa vale solo per i Cardinal 4, non per i 3 che hanno il congegno
organizzato diversamente e funzionano meglio a secco (anzi i dischi
originari del Cardinal 3 erano in cuoio e col grasso si spappolano, li
ho sostituiti con rondelle artigianali di teflon).
Non so come sia la situazione delle misure superiori (5 e 6) dei vecchi
Cardinal, che cmq sono poco dffuse.

ciao
marco
--
...e qualcuno dira' che c'e' un modo migliore (FdA)

per rispondere in privato togli .NS

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