Saluti
Luciano Cerchi
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al solo pensiero di smontare un mulinello mi vengono i brividi....
non c'e' un modello autopulente?
jacopo
>
> al solo pensiero di smontare un mulinello mi vengono i brividi....
> non c'e' un modello autopulente?
non credo, pero' ci sono mooolti modelli autosporcanti... fa lo stesso?
;o)))
ciao
marco
--
... e qualcuno dira' che c'e' un modo migliore
per rispondere in privato togliere .NS
Per i cuscinetti a sfere ermetici, consiglio il seguente trattamento che
reputo di gran lunga il più efficace, per restituire la giusta
lubrificazione.
Dopo averli rimossi dalle loro sedi, bisogna lasciarli immersi per qualche
ora, in un contenitore per pellicole fotografiche, riempito con diluente
alla nitro.
Dopo averli estratti dal contenitore e lasciati ad asciugare su di un panno
assorbente, bisogna lubrificare con il seguente metodo.
Si utilizza olio motore SAE 30 (la viscosità ideale per temperature da 5 a
25° C e basse velocità di rotazione) reperibile presso i distributori di
carburante.
Si riempie un cucchiaio di acciaio da cucina di olio motore e si immergono i
cuscinetti asciutti.
Con un accendino o una candela, si riscalda sotto il cucchiaio, cercando di
non far "fumare" l'olio e controllando che fuoriescano le bollicine d'aria
dalle schermature dei cuscinetti, segno che l'olio è penetrato in tutti gli
interstizi del cuscinetto.
Si lascia raffreddare e si "ripescano" i cuscinetti che ripuliti dall'olio
in eccesso, potranno essere ricollocati nelle loro sedi.
Questo procedimento consentirà di mantenere la lubrificazione del cuscinetto
per mesi, soprattutto se il mulinello è con la bobina fissa.
Ciao
Claudio
Luciao Cerchi
Luciano Cerchi
--
Posted from smtp2.libero.it [193.70.192.52]
Ciao!
Claudio
Sono d'accordo: e me ne sono accorto quando ho iniziato a differenziare gli
olii in base alle parti da lubrificare, passando dall'olio Singer (o
comunque da olii leggeri da armi) ad olii più pesanti.
> Ho avuto esperienze in merito all'uso di mulinelli a bobina rotante, dove
la
> vita dei cuscinetti calettati sull'asse della bobina era stimata quanto
> basta per una sessione di una ventina di lanci (long casting agonistico) e
> la velocità di rotazione è praticamente l'unico parametro di valutazione,
> per stabilire con cosa lubrificare i cuscinetti.
Beh, 20 lanci per un cuscinetto mi sembra un pò un'esagerazione, specie se
parli di cuscinetti SKF... Non metto in dubbio che qualcuno usi fare così,
ma non credo che ciò porti a chissà quali risultati strabilianti.
> Non è quindi il caso dei "fissi" da spinning, di conseguenza l'ottimo CRC
> che menzioni, diventa un must per lubrificazioni cicliche anche a lunga
> scadenza.
> Non conosco il lubrificante per le fotocopiatrici, sicuramente uno
"special"
> per alte temperature, ma senza dubbio più efficace del costoso Rocket
Fuel,
> che utilizzavamo per i nostri cuscinetti 4-8-4 SKF, a lire 25.000 c.u.
Conosco diversi lanciatori (rotante) e credo che poi molte siano le
soluzioni utilizzate, nel caso del rotante per la lubrificazione dei propri
mulinelli, e che molto dipenda anche dalla temperatura ambientale d'uso.
Senza voler sputtanare i "segreti" di chi ha fatto le sue ricerche su
questo, a me sembra che gli olii da motore molto pesanti (in particolare
quelli da motorini 2 tempi) siano molto indicati ed anche abbastanza
economici. Per quanto riguarda il fisso, lubrificherei con olii di questo
tipo i cuscinetti della manovella, dell'asse e del rullino guidafilo, mentre
utilizzerei un olio un pò più leggero per la vite senza fine.
>ma il
> "ricambio" proposto è senza dubbio migliore di quello montato su qualsiasi
> mulinello di marca.
Su questo sono assolutamente d'accordo. Il problema è che sostituire i due
cuscinetti di un rotante può costare tra le 30.000 e le 40.000, e per un
fisso può costare ancora di più.
> Per la corona e pignone, dei miei mulinelli da Carp Fishing (e di quelli
che
> conservo con cura maniacale da oltre trent'anni), oggi utilizzo il grasso
a
> base di sapone di litio, che non indurisce e conserva un potere
attrappante
> anche dopo anni di uso.
Anche su questo, il problema e che il grasso al litio non sempre si trova
con facilità. Spesso ti ammollano altri prodotti che non valgono granchè ma
che sono di facilissimo uso e poco costosi.
Rimane aperto un quesito: e la frizione? Se e come va lubrificata?
Ciao
Aber
Rock
Ecco un argomento interessante: nella mia vita di pescatore sportivo, dal
momento in cui ho avuto il primo mulinello, ho considerato questo
dispositivo come parte meccanica soggetta ad usura, quindi da lubrificare.
Poi con gli anni, ho capito che l'effetto frenante della frizione non deve
essere annullata con la lubrificazione, che ha in definitiva lo scopo di
ridurre gli attriti.
In effetti, la parola frizione induce all'errore, perchè nel nostro caso
sarebbe più opportuno parlare di freno.
Proprio il richiamo della parola frizione al settore automobilistico, induce
all'errore più comune: frizione a bagno d'olio, quindi lubrificazione.
Nessuno infatti si azzarderebbe a lubrificare i ferodi o peggio il disco, di
un freno a disco oppure un freno a pacco di dischi, come quello dei
montacarichi.
Quindi sarebbe il caso che i costruttori di mulinelli, cambino la
terminologia di questo dispositivo, sostituendo la parola frizione, con
freno e nessuno commetterà più errori.
Personalmente ho incontrato non pochi problemi, con le frizioni, pardon
"freni", del tipo a dischi multipli, con teflon ed acciaio, soprattutto in
quei modelli dove il dispositivo è interno alla cassa del mulinello e quindi
non è facile isolarlo dalla lubrificazione.
Per i freni a disco di ferodo, ho avuto invece problemi di rumorosità
eccessiva, alcuni episodi di inceppamento ed una usura precoce della
superficie di sfregamento del ferodo, che quasi sempre fa parte della bobina
stessa.
Difficoltà e costi elevati, nel procurare il ricambio, mi hanno indotto a
trovare una soluzione che non pregiudica più di tanto l'effetto del freno
riducendo l'effetto abrasivo del ferodo: polvere di grafite (di mina da
matita durezza HB) sul ferodo, in modo da creare un blando effetto
lubrificante a secco.
In altri casi, dopo aver sostituito il disco di ferodo (costa senza dubbio
meno di una bobina di ricambio), ho ripristinato la distanza di lavoro
ottimale del freno, con l'aggiunta di una rondella arcuata che funziona da
molla spingi-disco, ma bisogna avere rondelle di diversa resistenza allo
schiacciamento, oltre a fare diversi tentativi per ripristinare il
funzionamento originale.
A questo chiedo a tutti gli interessati, di confrontare le diverse
esperienze in merito, dopodichè ne sapremo certamente di più. :-)
Ciao
Claudio
> In effetti, la parola frizione induce all'errore, perchè nel nostro caso
> sarebbe più opportuno parlare di freno.
Concordo perfettamente!
> A questo chiedo a tutti gli interessati, di confrontare le diverse
> esperienze in merito, dopodichè ne sapremo certamente di più. :-)
>
Mi spiace ma io sono un imbranato, se apro un mulinello mi avanzano
sempre dei pezzi :-))
Provai alcune volte ad olialri ma successe che usai oli di acidità
diversa e feci un macello, da allora evito di aprirli, però i miei
mulinelli non compiono lavori tanto gravosi, al massimo un po di inglese.
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Ciao e a presto
Elitefra
http://utenti.tripod.it/elitefra
> Aber Rock <aber...@yahoo.com> wrote in message...
> > Rimane aperto un quesito: e la frizione? Se e come va lubrificata?
>
> Ecco un argomento interessante: nella mia vita di pescatore sportivo, dal
> momento in cui ho avuto il primo mulinello, ho considerato questo
> dispositivo come parte meccanica soggetta ad usura, quindi da lubrificare.
> Poi con gli anni, ho capito che l'effetto frenante della frizione non deve
> essere annullata con la lubrificazione, che ha in definitiva lo scopo di
> ridurre gli attriti......
In linea di massima sono d'accordo. Pero' ci sono alcuni modelli la cui
frizione richiede un buon ingrassaggio. Mi riferisco ai vecchi Cardinal
4, 44, 4x: l'asse del loro freno, poco razionalmente, fa forza non sui
dischi metallici ma su quelli in fibra: se non sono ingrassati i dischi
in fibra si spaccano, e cmq la frizione di questi modelli lavora
ottimamente solo se ben ingrassata.
Visto che poi non e' facile trovare i ricambi di questi vecchi gioielli,
conviene farci attenzione.
La cosa vale solo per i Cardinal 4, non per i 3 che hanno il congegno
organizzato diversamente e funzionano meglio a secco (anzi i dischi
originari del Cardinal 3 erano in cuoio e col grasso si spappolano, li
ho sostituiti con rondelle artigianali di teflon).
Non so come sia la situazione delle misure superiori (5 e 6) dei vecchi
Cardinal, che cmq sono poco dffuse.
ciao
marco
--
...e qualcuno dira' che c'e' un modo migliore (FdA)
per rispondere in privato togli .NS