E' davvero molto interessante.
Ciao a tutti
Anchise.
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CERNIA
Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Epimephelus
Epinephelus guaza. (Linneo) 1758****
Generalita'
Presenta il corpo massiccio, ovoidale. La testa e' molto grande. La
bocca e' ampia. La mandibola e' sporgente,
munita di piccole squame. Le mascelle sono armate di denti
caniniformi, inclinati verso l'interno. Il colore di fondo e'
cioccolato fino ai fianchi, giallognolo sul ventre. L'occhio e'
circolare e di colore azzurro. Su tutto il corpo si notano
numerose screziature biancastre o giallognole, molto piu' evidenti
negli esemplari giovani. La pinna caudale e' a
margine arrotondato. Puo' misurare fino a 100 cm e toccare il peso di
70 kg.
D = XI-15/16; A = III-8/9; C = 15/16; P = 16/17; V = I-5
Costumi
Vive a profondita' variabili da 8 a 100 metri. Gli esemplari giovani
spesso si trovano anche tra gli scogli frangiflutti, in
vicinanza della riva. Si nutre di Molluschi, pesci e Cefalopodi.
Pesca
Si pesca con reti a strascico e con palamiti di profondita'. A volte
si cattura anche con le nasse. E' la preda piu'
ambita dai subacquei.
Commestibilita'
Ha carni molto ricercate per la loro bonta'.
Distribuzione nei mari d'Italia
E' la specie piu' conosciuta in tutti i nostri mari, ma finisce per
diventare rara in quanto e' cacciata da tutti i
pescatori, a qualunque livello.
Note o curiosita'
Questa Cernia, a meno che non vengano applicate con severita' le norme
che regolano la sua pesca, e' certamente
destinata a scomparire dal nostro patrimonio ittico poiche' presenta
uno strano fenomeno di inversione sessuale,
chiamato "proteroginia". L'animale in pratica trascorre i suoi primi
anni di vita con gonadi femminili ed il resto della
sua esistenza con gonadi maschili. Cio' significa che, essendo gli
individui adulti piu' difficili da catturare sia perche
sono molto piu' diffidenti sia perche' vivono a profondita'
inaccessibili ai subacquei, a fare le spese della pesca
indiscriminata sono gli esemplari piu' piccoli per cui si viene a
creare uno squilibrio biologico tra maschi e femmine
che, senza dubbio, compromettera' in futuro la sopravvivenza della
specie. Per tale motivo oggi sono state emanate
alcune norme che tendono per lo piu' alla protezione delle forme
giovanili dei pesci. Essere a conoscenza di dette
norme e' cosa importante poiche' chiunque assista ad infrazioni, puo'
denunciarle alla locale Capitaneria di porto,
anche con una telefonata. Importante e', in caso di imbarcazioni,
prendere il numero del battello.
1. E' vietata la pesca subacquea con respiratore (D.M. 7-1-80).
2. E' vietata la pesca subacquea ai minori di anni 16 (Legge
14-7-65, n. 968, art. 18).
3. E' vietata la pesca subacquea a distanza inferiore a 500 metri
dalle spiagge frequentate dai bagnanti e a
distanza inferiore di 50 metri dalle opere portuali esterne
(Legge 14-7-65, n. 963, art. 129).
4. E' vietata la pesca subacquea notturna (D.M.7-1-80, art. 3).
5. E' vietato ai pescatori sportivi catturare giornalmente piu di
5 kg di pesci e piu' di una Cernia (D.M. 7-1-80,
art. 2).
CERNIA BIANCA
Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Epinephelus
Epinephelus aeneus (Geoffroy Saint-Hilaire) 1809***
Generalita'
Fra tutti i Serranidi di grossa mole, questa Cernia si distingue molto
facilmente per il corpo abbastanza allungato,
snello, compresso ai lati. La bocca e' ampia, con mandibola
prominente. La testa e' massiccia. Il preopercolo e'
dentellato superiormente, liscio inferiormente. L'opercolo possiede da
1 a 3 spine molto evidenti. Il corpo, compresa
la testa e le mandibole, e' ricoperto di minutissime scaglie ovoidali.
La linea laterale possiede da 80 a 100 scaglie,
lisce e appuntite posteriormente. Il colore dell'animale e' uniforme;
varia dal grigio chiaro al grigio-piombo.
L'opercolo e il preopercolo sono solcati da linee biancastre molto
vistose. Negli animali giovani possono trovarsi
anche fasce chiare con screziature marmorizzate che decorrono
obliquamente lungo i fianchi. Puo' raggiungere la
lunghezza di 100 cm.
D = XI-15/16; A = III-8/9; C = 17; P = 17; V = I-5
Costumi
Contrariamente alle altre Cernie, preferisce i fondali sabbiosi e
fangosi. Si nutre di pesci, Molluschi o Crostacei,
giacche', come le specie congeneri, e' un animale carnivoro.
Pesca
Si pesca soprattutto con reti a strascico. Abbocca anche nei palamiti
di profondita'.
Commestibilita'
Ha carni buone.
Distribuzione nei mari d'Italia
E' relativamente comune lungo le coste calabre, sicule e nelle acque
della Sardegna sudoccidentale.
CERNIA DI FONDALE
Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Polyprion
Polyprion americanum Bloch e Schneider 1801***
Generalita'
Ha il corpo tozzo, poco schiacciato ai fianchi. La bocca e' enorme. La
mandibola e' molto prominente. E' armata di
denti robusti, conici ma di modeste dimensioni. L'opercolo porta una
grossa carena ossea, orizzontale ed appuntita
all'estremita'. Il preopercolo e' seghettato. In corrispondenza della
pinna anale e dei raggi molli della pinna dorsale si
distingue nettamente una grossa protuberanza che permette di
riconoscere questa Cernia a prima vista. La coda ha
il margine arrotondato negli esemplari giovani e tronco in quelli
adulti. Il colore e' bruno-violaceo, con macchie scure
e chiare per tutto il corpo negli individui giovani; bruno con
riflessi vinosi sul dorso e sui fianchi, in quelli adulti. Puo'
raggiungere la lunghezza di 2 metri e toccare i 50 kg di peso.
D = XI-11/12; A = III-8/9; C = 17/19; V = I-5
Costumi
Vive su fondali rocciosi dai 100 ai 1.000 metri di profondita'.
L'animale rimane intanato nelle rocce oppure in relitti
affondati.
Pesca
Si pesca con palamiti di profondita' innescati con Molluschi,
Crostacei o pesci come Donzelle, di cui sembra
particolarmente ghiotta. E' una preda molto insidiata dai pescatori
subacquei.
Commestibilita'
Ha carni ottime, bianche, tenere e quindi particolarmente apprezzate.
Distribuzione nei mari d'Italia
E' piuttosto comune nel Tirreno e lungo tutte le coste siciliane.
Note o curiosita'
Questa Cernia viene comunemente chiamata "Cernia dei relitti" per
l'abitudine di intanarsi all'interno di carcasse di
navi affondate. Stranamente, quando l'animale e' giovane, sale in
superficie allo scopo di nascondersi sotto corpi
galleggianti, tronchi, tavole o altro materiale alla deriva. Questo
pesce, abbastanza conosciuto dagli antichi
pescatori, fu studiato dagli ittiologi solo nella seconda meta' del
'700 forse a causa delle sue lunghe assenze e delle
sporadiche apparizioni. E' anche abbastanza strano il fatto che il
nome specifico sia americanum in quanto in
America questa specie e' considerata rarissima. L'ipotesi piu'
probabile e' che gli ittiologi, avendolo ritenuto un
pesce molto raro e dalle caratteristiche morfologiche un po' diverse
dalle altre Cernie, siano stati indotti a credere
che sia venuto da oltremare per cui lo hanno chiamato "Pesce
americano".
CERNIA DORATA
Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Epinephelus
Epinephelus alexandrinus Valenciennes 1828***
Generalita'
Ha il corpo affusolato, slanciato e poco compresso lateralmente. La
testa e' massiccia. La bocca e' abbastanza
grande; la mascella e la mandibola sono munite di denti cardiformi e
aghiformi, a volte ricurvi all'indietro.
Sull'opercolo sono presenti tre spine, di cui quella mediana e' piu'
lunga delle altre. Il preopercolo e' a margine
seghettato. La superficie dell'animale e' ricoperta di piccole scaglie
ctenoidi; sulla linea laterale se ne contano circa
135 e 18 sul peduncolo caudale, poste trasversalmente. Il colore nel
complesso e' brunastro sul dorso, piu' sbiadito
sui fianchi e biancastro sul ventre. In questa specie si puo' notare
chiaramente una macchia dorata abbastanza
estesa che va dal bordo superiore dell'opercolo fino all'altezza del
nono raggio spinoso, caratteristica, questa,
esclusiva degli esemplari adulti. Gli individui giovani, invece,
presentano per tutto il corpo, su una tinta di fondo
marrone chiaro, numerose linee longitudinali, scure, e due parallele
sugli opercoli. Misura massimo 80 cm e puo'
raggiungere gli 8 kg di peso.
D=XI-16; A=III-8; P=16; V=I-5; C=17
Costumi
Vive su fondali rocciosi a limitate profondita'. Puo' vivere a gruppi
di 2-5 individui. Gli esemplari di grossa taglia sono
abbastanza diffidenti e si lasciano avvicinare con molta difficolta'.
Si nutre di pesci e di altri animali marini.
Pesca
Si cattura con reti a strascico e piu' spesso con palamiti di
profondita', innescati con pesci, Donzelle o Cefalopodi.
Commestibilita'
Ha carni buone ma meno saporite rispetto alle altre Cernie.
Distribuzione nei mari d'Italia
E' una specie poco comune; piu' diffusa nelle acque siciliane, nel
Tirreno Centrale e nel Basso Adriatico.
Note o curiosita'
Questa specie solo recentemente ha avuto una precisa identita'
sistematica. Numerosi autori, sin dai tempi piu'
antichi, si sono interessati alla sua descrizione ma, forse per la
differente colorazione esistente fra individui giovani
e adulti, hanno coniato nomi diversi come se si trattasse di animali
con caratteristiche ben distinte l'uno dall'altro.
Oggi, quindi, le descrizioni che appaiono nell'antica letteratura
ittiologica con i nomi di Serranus acutirostris Perugia
1881, Plectropoma fasciatus Costa 1844, Serranus costae Steindachner
1878 e, per ultimo, Cernia chrysotaenia
Doderlein 1882, altro non sono che sinonimi della specie Epinephelus
alexandrinus, la Cernia dorata.
CERNIA NERA
Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Epinephelus
Epinephelus caninus (Valenciennes) 1836***
Generalita'
Ha il corpo tozzo, massiccio, non eccessivamente compresso. La testa
e' grande, conica. L'opercolo e' appuntito ed
e' munito di tre spine rivolte all'indietro, distanziate tra di loro;
il preopercolo, superiormente, ha il margine finemente
dentellato, inferiormente e' spinoso. L'occhio e' grande e circolare.
La pinna dorsale ha raggi spinosi meno duri e
resistenti delle altre Cernie; i primi due raggi spinosi sono
piuttosto corti. La coda ha il margine posteriore
lievemente incavato negli adulti e diritto nei giovani. La superficie
dell'animale e' coperta di squame munite di piccoli
dentelli per cui al tatto risulta piuttosto ruvida. Il colore di fondo
e' grigio-violaceo scuro sul dorso, piu' chiaro sui
fianchi e sul ventre. Puo' arrivare ad una lunghezza di 150 cm e
toccare il peso di 90 kg.
D = XI-13/14; A = III-8; C = 17; P = 16; V = I-5
Costumi
Vive su fondali rocciosi a profondita' variabili dai 100 ai 200 metri.
Si nutre di pesci, Molluschi e Cefalopodi.
Pesca
Si cattura con palamiti di profondita' innescati con Cefalopodi.
Commestibilita'
Ha carni buone.
Distribuzione nei mari d'Italia
E' stata pescata nelle acque di Catania, Messina, Palermo e nel Golfo
di Taranto.
Note o curiosita'
Questa Cernia puo' raggiungere dimensioni cosi' ragguardevoli che, non
a torto, viene anche chiamata Cernia
gigante. Un tempo si credeva che appartenesse alla specie Epinephelus
guaza, errore in cui incorsero illustri
ittiologi; altri, invece, riconobbero le differenze tra le due specie
e la denominarono prima Cerna macrodonta e poi
Cerna canina. Solo recentemente, nel 1968, ad opera di Maurin, e'
stata riconosciuta la validita' della specie
Epinephelus caninus.
CERNIA ROSSA
Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Mycteroperca
Mycteroperca rubra (Bloch) 1793**
Generalita'
Ha il corpo fusiforme, snello, compresso ai lati. La bocca e' grande.
La mascella e' provvista di tre serie di denti
mentre la mandibola ne possiede due. L'opercolo e' munito di tre
spine; il preopercolo e' finemente seghettato
inferiormente. La pinna caudale e' concava con i bordi appuntiti. Gli
occhi sono moderatamente grandi. Il colore
dell'animale e' bruno-rossiccio, piu' chiaro sui fianchi e sul ventre.
Il corpo e' cosparso di macchie piu' scure della
tinta di fondo, molto evidenti, mentre sulla testa, dall'occhio verso
il bordo dell'opercolo, si irradia un fascio di linee
ondulate piuttosto marcate che si fondono con quelle del corpo. Negli
esemplari giovani e' presente sul peduncolo
caudale una macchia nera, ben evidente. La pinna anale, rispetto alle
altre Cernie, e' piu' estesa ed e' provvista di
tre raggi spinosi e 11 molli. Misura al massimo 80 cm di lunghezza.
D=XI-15/17; A=III-11/12; C=2-17/18-2; P=16/17; V = I-5
Costumi
Vive su fondi arenosi, sabbiosi e rocciosi ricchi di vegetazione a
modeste profondita'; di solito non si spinge oltre i
50 metri. Si nutre di pesci, Molluschi e Crostacei.
Pesca
Si pesca con tramagli, reti a strascico o con palangresi di
profondita'.
Commestibilita'
Ha carni buone.
Distribuzione nei mari d'Italia
E' una specie poco diffusa. E' stata segnalata nello Stretto di
Messina e lungo le coste siciliane.
Note o curiosita'
Questa Cernia, anche se morfologicamente e' molto simile alle specie
congeneri, ha una particolare caratteristica
che la differenzia dagli altri Serranidi per cui, gia' dal 1862, gli
ittiologi l'hanno ascritta al genere Myctoperca. Ha la
pinna anale piuttosto ampia ed e' munita di 3 raggi spinosi e 11
molli. Poiche' nei Serranidi, a parte la Spigola e la
Spigola macchiata, tutte le caratteristiche morfologiche sono molto
omogenee, e' bastato un solo carattere
anatomico differente per la creazione di un genere diverso; per tale
motivo questa Cernia e' difficile da riconoscere
a prima vista; cio' spiega anche il motivo per cui nella letteratura
ittiologica appare col nome di Serranus
acutirostris, Cerna macrogenis o Epinephelus alexandrinus.
Estratto da:
Atlante dei pesci dei mari italiani di Francesco Costa edito da Mursia
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Ciao ancora
Anchise.
Inoltre, è pensabile annoverare, fra le specie di cernia italiane, anche
Epinephelus haifensis Ben-Tuvia, 1953, in quanto probabilmente presente
sulle coste siciliane.
Un saluto :-)
Ginx!
> Polyprion americanum (Bloch e Schneider, 1801) è stato rimosso dalla
> famiglia Serranidae ed incluso nella famiglia Polyprionidae.
Cazz... Come sarebbe? Qualcuno ha deciso che la spigola è più vicina alla
cernia di quanto non lo sia la cernia di fondale? Epperchèmmai? Mannaggia
alla sistematica!
> Inoltre, è pensabile annoverare, fra le specie di cernia italiane, anche
> Epinephelus haifensis Ben-Tuvia, 1953, in quanto probabilmente presente
> sulle coste siciliane.
Come sarebbe fatta?
Ciao
Aber
Rock
la spigola (Dicntrarchus Labrax) è stato levata dalla famiglia dei
serranidi x essere inserita fra i Moronidi, la Famiglia dei serranidi era
fino a poco tempo fa come un "ragruppamento" contenitore (zio Giancarlo
docet!!!!)
Vi consiglio di tenrvi "buono" Giancarlo Iocca che di tassonomia
(classificazione) di pesci ne capisce davvero tanto
ciao
Fabio
> tassonomia (classificazione) di pesci ne capisce davvero tanto.
Azz........ e io che pensavo che fosse una delicata operazione chirurgica
per ricavare pennelli dal simpatico mammiferetto notturno.
Un ve incazzate oggi sto contento e devo pure fa passa ste 6 ore senza finirmi
le unghie.
>Cazz... Come sarebbe? Qualcuno ha deciso che la spigola è più vicina alla
>cernia di quanto non lo sia la cernia di fondale? Epperchèmmai? Mannaggia
>alla sistematica!
In realtà le spigole sono più vicine alla cernia di fondale che alle altre
cernie, tant'è che attualmente per le nostre spigole (Dicentrarchus labrax e
D.punctatus) e per le spigole americane (genere Morone), è stata da tempo
istituita una famiglia apposita (Moronidae) nella quale in passato era stato
incluso anche i generi Polyprion e Stereolepis, per i quali invece è stata
successivamente istituita una nuova famiglia chiamata Polyprionidae.
Le differenze fra le tre famiglie in questione (Serranidae, Polyprionidae e
Moronidae) sono effettivamente poche: la fam.Serranidae è caratterizzata da
tre spine presenti sull'opercolo branchiale, le altre due fam. da sole due
spine. In Serranidae e Polyprionidae è presente un raggio duro sulle pinne
ventrali, assente in Moronidae. La pinna dorsale in Serranidae e
Polyprionidae è continua, con raggi duri sulla parte anteriore, in Moronidae
iinvece, le pinne dorsali sono due: la prima con soli raggi duri, la seconda
con il solo 1°raggio duro e gli altri no. Altre piccole differenze fra le
tre famiglie riguardano linea laterale, ossa del cranio e dentatura.
Per completare il quadro dei pesci mediterranei considerati appartenenti
alla famiglia Serranidae, posso aggiungere quanto segue:
Il poco conosciuto "canario rotondo" alias Callanthias ruber (Rafinesque,
1810), per le sue caratteristiche morfologiche, ha meritato l'istituzione di
una famiglia a sè (Callanthidae), e, pertanto, non deve essere più
considerato appartenente alla fam. Serranidae.
La famiglia Serranidae, è stata divisa in più sottofamiglie, basandosi su
alcune piccole differenze morfologiche.
La sottofamiglia "tipica" si chiama Serraninae, ed include le ben note
perchie, dette anche sciarrani (genere Serranus).
Le cernie propriamente dette (Epinephelus e Mycteroperca) appartengono alla
sottofamiglia Epinephelinae.
Per finire, la castagnola rossa o guarracino rosso (Anthias anthias),
appartiene alla sottofamiglia Anthiinae.
>> Inoltre, è pensabile annoverare, fra le specie di cernia italiane, anche
>> Epinephelus haifensis Ben-Tuvia, 1953, in quanto probabilmente presente
>> sulle coste siciliane.
>
>Come sarebbe fatta?
E' molto simile alla cernia propriamente detta (Epinephelus marginatus
vecchio nome: E.guaza) e difficilmente distinguibile da essa, tanto che è
stata riconosciuta come specie a se stante solo nel 1953 dall'israeliano
Ben-Tuvia.
Si distingue dalla E.marginatus per i seguenti caratteri: 9 raggi molli
nella pinna anale contro gli 8 di E.marginatus; corpo meno slanciato; pinne
ventrali lunghe all'incirca come le pettorali che, distese, raggiungono
l'apertura anale (nella E.marginatus le ventrali sono molto più corte e non
raggiungono l'ano); da 17 a 19 raggi nella pinna pettorale contro i 18-21 di
E.marginatus; assenza sul corpo e sulla testa in E.haifensis delle tipiche
macchie chiare solitamente presenti invece in E.marginatus.
Epinephelus haifensis è sicuramente presente su tutte le coste africane e
medio orientali del bacino del Mediterraneo, ma, dato che in passato
E.haifensis non veniva riconosciuta da E.marginatus ed è stata fatta tanta
confusione attorno alle due specie dagli stessi scienziati, è possibile che
si possa individuare in altre località mediterranee.
Un reperto, descritto da Doderlein nel 1882 con il nome di Cerna sicana, è
di sicura provenienza italiana, essendo stata riportata, come località tipo,
Palermo.
Scusate se vi ho annoiato. ;-)
Ciao
Ginx!
Fabio ha scritto nel messaggio <7IF75.9426$2s6.1...@news.infostrada.it>...
[cut]
>la spigola (Dicntrarchus Labrax) è stato levata dalla famiglia dei
>serranidi x essere inserita fra i Moronidi, la Famiglia dei serranidi era
>fino a poco tempo fa come un "ragruppamento" contenitore (zio Giancarlo
>docet!!!!)
>Vi consiglio di tenrvi "buono" Giancarlo Iocca che di tassonomia
>(classificazione) di pesci ne capisce davvero tanto
>ciao
>Fabio
>
>
>
> Scusate se vi ho annoiato. ;-)
Tutt'altro anzi.......... ti dispiace se riportiamo il tuo post nello spazio del
sito del N.G. relativo agli esperti (chiaramente citando la fonte) ????
Ciao e grazie
S*
>Epinephelus guaza (Linneo, 1758) si chiama in realtà Epinephelus marginatus
>(Lowe, 1834).
>Epinephelus alexandrinus (Valenciennes, 1828) si chiama Epinephelus costae
>(Steindachner, 1878)
Per quale motivo vengono ritenuti validi dei nomi descritti a
posteriori?
Mi spiego meglio: se E. guaza ed E.marginatus sono sinonimi (quindi si
tratta dello stesso pesce), secondo le leggi della sistematica è
valido il nome dato dal primo scopritore, in questo caso il buon
Linneo. Stesso discorso per il secondo caso.
A voi non risulta?
Meazza Andrea
Milano
Socio del Fly Club Natisone (Udine)
Fly club page: www.natisone.it
E-mail: and...@eubia.it
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°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
PLEASE CATCH AND RELEASE°°°°
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Fate pure. ;-)
Ho solo riportato cenni di tassonomia e sistematica tratti da pubblicazioni
altrui.
A disposizione. :-)
Ginx!
Sì. Di regola è così. Ma per le specie E.marginatus e E.costae, c'è stata,
negli anni, un bel pò di confusione.
Si è trattato, in ambo i casi, di un'errrata identificazione degli
"esemplari tipo".
Iniziamo da E.marginatus.
Purtroppo, il ben conosciuto nome di E.guaza non è possibile usarlo poichè
Linneo, nella sua originale descrizione di "Labrus guaza" nel 1758, ha
descritto non la ben nota cernia mediterranea ma di un non meglio
identificato rappresentante del genere Mycteroperca delle coste del
Venezuela.
Non potendosi applicare il nome "Labrus guaza Linneo 1758" con certezza a
nessuna specie, la commissione internazionale di nomenclatura ha stabilito
che il predetto nome è un "nomen dubium", e, pertanto, non più utilizzato.
L'errato utilizzo del nome Epinephelus guaza, risale al 1896, anno in cui
Jordan e Evermann lo usarono nella loro opera "The fish of north and middle
America". Da allora, quasi tutti gli autori continuarono a perseverare
nell'errore.
Prima del 1896, la specie in questione veniva chiamata Epinephelus gigas
(Brunnich, 1768), ma questo autore aveva descritto con il nome Perca gigas
una specie simile per alcuni caratteri a Epinephelus haifensis, per altri a
E.marginatus. Anche in questo caso, come nel caso precedente, non essendo
E.gigas attribuibile con certezza a nessuna specie, viene considerato "nomen
dubium".
Per la legge della priorità, il primo nome utilizzabile con sicurezza rimane
Epinephelus marginatus.
Un pochino più semplice è la questione che riguarda la posizione tassonomica
di Epinephelus costae.
L'olotipo di Epinephelus alexandrinus, descritto da Valenciennes nel 1828
con il nome di Serranus alexandrinus, si è rivelato essere non un esemplare
di "cernia dorata" ma di Epinephelus fasciatus (Forsskal, 1775), cernia
vivente nel Mar Rosso e nell'indo-pacifico. Pertanto, E. alexandrinus, non
può essere utilizzato, in quanto questo nome designa un'altra e ben
differente specie, e viene relegato a sinonimo.
Il secondo nome in ordine di tempo con cui è stata descritta questa specie,
è stato Plectropoma fasciatus Costa,1836, ma, quando quest'autore ha
nominato questa specie, non sapeva che il nome "fasciatus" non era
utilizzabile in quanto già usato per Perca fasciata Forsskal, 1775 (ora
Epinephelus fasciatus: vedi sopra).
Il terzo nome, sempre in ordine temporale, è Epinephelus costae
Steindachner, 1878 (nella descrizione originale Serrranus costae), valido
perchè sicuramente riferibile a questa specie.
Scusate ancora per la lunghezza e la pallosità degli argomenti trattati. :-)
Ciao
Ginx!
>
>
>Sě. Di regola č cosě. Ma per le specie E.marginatus e E.costae, c'č stata,
>negli anni, un bel pň di confusione.
>Si č trattato, in ambo i casi, di un'errrata identificazione degli
>"esemplari tipo".
Ok, adesso č tutto chiaro. Certo che gli studiosi stanno facendo un
bel pň di casino con la sistematica. Ne so qualcosa anche coi pesci
d'acqua dolce; intere famiglie revisionate, divise, nomi cambiati
ecc.ecc.
Il problema č che nemmeno tutti gli scienziati sono d'accordo fra di
loro con queste 'sistemazioni', per cui si formano varie correnti di
pensiero che ritengono valido una suddivisione piuttosto che un'altra.
A volte č meglio far riferimento ai 'vecchi' nomi, cosě si č sicuri di
essere capiti da tutti...
Giancarlo Iocca <yokk...@tiscalinet.it> wrote in message
8jng5v$nfg$1...@pegasus.tiscalinet.it...
> Scusate se vi ho annoiato. ;-)
> Ciao
> Ginx!
>
>