"Mirko" <
mirk...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:jbfbet$ppc$1...@speranza.aioe.org...
> Quello che mi da più fastidio è il totale qualunquismo di molte persone;
> non voglio parlare di politica, ma ricordo a Carlo che il primo
> provvedimento che fece il primo governo Berlusconi fu proprio quello
> inerente la nautica da diporto,
Seh, e il primo vagito dell'uomo di Neanderthal ancora è nel programma del
governo più disastroso della storia di questa repubblica.
Da "Il Giornale" del 19 febbraio 2010 , di proprietà di Berlusconi:
«Niente incentivi al comparto auto, ma aiuti a settori come gli
elettrodomestici, la nautica e il mobile. Da approvare entro febbraio e in
vigore fino alla fine di giugno».
DA SOTTOLINEARE quel **DA APPROVARE ENTRO febbraio** :-) nda
Così parlò il ministro Claudio Scajola, delineando alla Camera la strategia
del governo sugli incentivi.
In quella occasione, Scajola ebbe a precisare: «Ne abbiamo ragionato con il
presidente Berlusconi e con il ministro Tremonti: abbiamo diverse ipotesi
sul tavolo. Stiamo valutando le risorse disponibili».
Il senatore Luigi Grillo, presidente della VIII Commissione permanente
(Lavori pubblici), relatore della legge di riforma dei porti e del turismo
nautico, si lascia andare a un cauto ottimismo.
«Forse ci siamo», dice. E quel «forse» dipende tutto da Giulio Tremonti
ROTFL nda
D: Presidente Grillo, Il gap è davvero impietoso: un porto ogni 14,2
chilometri di costa. La Francia ne conta uno ogni 8. La Spagna uno ogni 6,5.
«Purtroppo in Italia i tempi delle riforme e della burocrazia sono biblici.
La svolta nel settore è stata data dal governo Berlusconi nel 2001-2006.
Infatti il settore nautico dal 2003 in poi ha registrato trend favolosi.
Almeno fino alla crisi globale. Ricordo il Codice Nautico, il leasing
italiano, l'abolizione della tassa di stazionamento. E altro ancora. Non è
poco».
D: Neppure tanto, però.
«È vero, si deve fare di più. Basti pensare che in Italia abbiamo circa
mezzo milione di natanti a fronte di appena 135mila posti barca. La legge di
riforma della portualità, prevede infatti la conversione in porti turistici
di alcune aree dismesse o quasi. Bisogna individuare tutte quelle banchine
inutilizzate e abbandonate nei porti commerciali. Stiamo lavorando».
ROOOOTFL stavano ancora lavorando :-D AHAHAHAHAAH
D: Torniamo agli incentivi. L'industria nautica francese, sta per ottenere
grandi risorse dal governo.
«Come ha detto Scajola, è evidente che l'impegno del nostro governo c'è.
D: Però questo impegno finanziario non beneficia della detassazione degli
utili investiti in nuovi macchinari, come accade per altri comparti.
«La fiscalità è un nodo complesso.. Per il resto non faccio previsioni, ma
entro la fine di questo mese tutto dovrebbe essere più chiaro, con risorse
già disponibili. E so per certo che Claudio Scajola è un uomo di parola».
ROOOOOOOOOOOOOOOOTFL sai dirmi QUALI e QUANTE RISORSE quel governo di
FALLITI che faceva capo a BERLUSCONI è poi riuscito a destinare alla
nautica?
> Sembra strano che una persona come te, Carlo, iscritto ad un newsgroup
> sulla nautica e, dunque, in qualche modo interessato a questo mondo,
> faccia affermazioni del genere ......
Sembra anche strano che molti polli, ancora oggi dopo i brillanti risultati
di quel governo, credano ancora agli asini che volano.
> Non sarà il tuo caso, ma molti sono facili ad abbracciare il cavallo che
> corre, per poi abbandonarlo al primo momento di stanca.
I primi sono stati proprio i bardotti che facevano parte del governo più
disastroso della storia di questa Repubblica.
Fattene una ragione: Berlusconi ha solo pensato ai caxxi suoi, come sempre
ha fatto, e mentre diceva che
1)la crisi non esiste
2) se esiste è solo psicologica
3)le famiglie devono consumare di più
i conti dello Stato andavano a puttane (come faceva silvio nelle sue ville)
e oggi tocca a noi cacciare i denari per rimediare a quell'inetto e incapace
presidente meno male che silvio c'è.
Il più grande statista della storia d'Italia negli ultimi 150 anni (fatti
un giro su youtube)