Parlando con un noto personaggio Navtec circa tre mesi fa, mentre io cercavo
di spuntare un po' di gossip su Mascalzone Latino, e lui cercava di parlare
di tutt'altro perchè ne aveva i coglioni pieni della Louis Vuitton, siamo
arrivati sull'argomento sartiame.
Abbiamo analizzato il sartiame del Be-First (tondino pieno), e mi ha dato le
seguenti informazioni:
- Il tondino in sè, se non ha difetti di produzione, ha una durata
paragonabile allo spiroidale. Diciamo almeno 8-10 anni.
- Il problema del tondino risiede nei terminali (lui usava in realtà un
termine inglese molto affascinante ma che non ricordo), che devono essere
fissati con una speciale pressa che genera un effetto 'rivetto' con il
tondino. Prima di questa pressatura, però, il terminale ed il tondino devono
essere trattati con uno speciale prodotto, che impedisce l'ossidazione. E
spesso i cantieri evitano questo procedimento per fare prima.
- E' possibile intervenire anche a sartiame completato, ma ovviamente si
deve avere abbastanza lunghezza nel tondino, per poter re-impiombare il
terminale dopo le operazioni di distacco, pulizia, trattamento e
ri-pressatura.
- Con un trattamento di questo tipo, fatto da uno serio, l'accoppiamento
diventa pressochè eterno ed a prova di corrosione. Sicuramente più duraturo
dei 10 anni dopo cui si cambia il sartiame.
Siamo allora passati a parlare di costi, materiali, prestazioni, ecc...
E qui è arrivata la notizia più interessante.
Stando al tipo, stanno già installando, al posto del tondino, del sartiame
in tessile!
Si tratta di un materiale simile allo Spectra, Dyneema, o altri oggettini
del genere.
Con una sezione lievemente inferiore a quella del tondino, si raggiungono
carichi di rottura equivalenti.
Il grosso vantaggio sarebbe il peso (notevolmente inferiore), la resistenza
alla flessione (ovvia), la ridotta superficie al vento, e soprattutto la
totale assenza di corrosione o cricche di fusione.
Secondo lui, anche il problema degli UV sarebbe risolto, in quanto la pelle
esterna di questo sartiame sarebbe opportunamente opacizzata.
Il costo del materiale sarebbe paragonabile, mentre l'installazione sarebbe
addirittura più semplice, non richiedendo l'impiombatura in pressa.
Qualcuno ha mai sentito parlare di questa robina??
Ciao
Alberto
da anni, oramai, si usa per le sartie volanti. pare che qlcn abbia
inziato ad usarlo pure per il sartiame normale. nonzo, perň!
all'inizio si usava *calzare* lo spectra con della guaina
autoagglomerante, da elettricista. per preverire dai raggi uva
con chi hai parlato, sorry?!?! il tipo addetto al rig di ML č mio grande
amico, oltre che mio concittadino! ;-))
gnao
--
Giovanni
________________________________________________
Gli spettacoli delle alte montagne rendono,
per chi abbia la venture di gioirne,
non piů sopportabile la monotonia delle pianure.
________________________________________________
togli l'alzatacco per rispondere!!!
credo che nelle imbarcazioni open oceaniche tale materiale sia abbastanza
comune. Se non erro De Gregorio quando ha rotto la sartia durante l'ultima
Vendee Globe aveva proprio tale materiale.
Questa sera controllo (Alberto Giulio e mamma permettendo) sul suo libro
"Oceano ad ogni costo", poi ti faccio sapere.
Ciao
Enrico
Onestamente no, mi vengono però 2 dubbi scherzosi...... poi in barca
vieti l'uso di coltelli e fiamme libere?!?!? :-))
Forse andrà benissimo per le regate d'alto livello, per l'uso normale
la vedo un po' dura.
BV
> Qualcuno ha mai sentito parlare di questa robina??
Sì e penso che si inizierà dalle barche più piccole per poi salire.
Resta la fragilità, non certo per la trazione, ma in caso di collisione (in
regata capita spesso), per non parlare di accendini, lame che potrebbero
giocarti brutti scherzi. LA calza deve essere bella dura.
Piccolo e mamma mi hanno lasciato guardare il libro. Il problema è stata la
mia memoria, De Gregorio su Wind ha le sartie in tondino (si è incrinata la
testa di una di queste) non in tessile come ricordavo.
In tessile aveva gli stralli di trinchetta (kevlar) ed altri stralli di
rispetto, oltre aver eseguito la riparazione della sartia rotta con un
sistema tessile.
Mi impegno per una cura a base di pesce :-)))
Ciao
Enrico
Ed il carbonio? BOh!
sappiamo solo che la sua rigidita' impone che le fibre siano sempre
esattamente orientate secondo gli sforzi, pena disintegrazione delle fibre
stesse...
Lo spectra? Boh! ( Anche se sappiamo che il suo e' un comportamento
elastoplastico, nel senso che il carico di lavoro e quello di rottura sono
difficili da definire correttamente
Il Kevlar? Ariboh! ( anche se sappiamo che gli UV gli fanno tanta bua al
pancino polimerizzato...)
La mia impressione e' che uno si deve mettere l'anima in pace e dare un
occhiata a cosa succede agli incappellaggi delle sartie e stralli almeno una
volta l'anno, poi se durano 5 10 15 o 20 anni dipende dal cantiere, dal culo
( leggi qualita' reale dell'acciaio utilizzato, che non dipende sempre dal
cantiere)e dal clima, per non parlare delle sollecitazioni..
mettere roba in tessile potrebbe voler dire complicarsi la vita, aumentare
le incertezze e non garantirsi durata/prestazioni migliori.
Le sartie volanti sugli IACC devono essere in tessile ( diciamo cosi..) per
ovvi motivi.. prova ad immaginare di mollare una volante in acciaio ( anche
se magari qualche J lo faceva.. non so..). LORO CAMBIANO TUTTO IL rIG OGNI
TOT ORE DI MARE, QUINDI NON SI PONGONO NEMMENO IL PROBLEMA, O MEGLIO SE LO
SONO POSTI, HANNO VERIFICATO CHE NON SE NE SA NULLA E QUINDI PREFERISCONO
non rischiare ( scusate il maiuscolo, dito isterico..)
Pietro
Paolo M. di Chiavari.
Ma su ML ha lavorato all'Elba. Credo che ad Auckland ci sia andato solo per
delle barche private che stanno facendo da Cookson.
Ciao
Alberto
Gia', a me hanno 'montato' un legamento in teflon 12 anni fa dicendo che la
durata media era 20 anni, si e' strappato dopo 2....;-((
G
Purtroppo ti hanno raccontato una chiavata.
Il teflon nelle ginocchia può durare 100 anni, o rompersi dopo un mese.
Non è un problema di usura e deterioramento, ma di curvatura e
dimensionamento. Se l'accoppiamento riesce perfettamente, è eterno,
altrimenti il suo destino è segnato.
Per quanto riguarda il tessile come sartiame, capisco le riflessioni di
Pietro, ma mi rassicuro considerando che:
1) Le varie fibre non sono 'nuove'. Si tratta di materiali già utilizzati,
anche se in altre manovre e con altri costi, da oltre 15 anni.
2) Case come Navtec, Sparcraft, ecc, possono benissimo investire sulla
sperimentazione. Attaccare una decina di fibre a qualche martinetto che dia
uno strappo ogni 10 secondi, in una camera UV con nebulizzatore di soluzione
salina, e applicando cicli termici importanti, ha un costo di qualche
migliaio di Euro all'anno, e dà in un anno un'usura paragonabile a quella di
vent'anni di navigazione.
3) Sono certo che in qualche installazione sperimentale siano già in opera
da parecchi anni.
Ciao
Alberto
> Purtroppo ti hanno raccontato una chiavata.
> Il teflon nelle ginocchia può durare 100 anni, o rompersi dopo un mese.
> Non è un problema di usura e deterioramento, ma di curvatura e
> dimensionamento. Se l'accoppiamento riesce perfettamente, è eterno,
> altrimenti il suo destino è segnato.
Cazzo sei proprio un tuttologo........
Anche l'ortopedia....
Fra il ginocchio destro mio e quello, sempre destro, del mio cagnone, ho una
certa cultura in fatto di articolazioni.
Nel mio caso, proprio informandomi su alcune cose, e avendo una lesione non
gravissima, ho trovato il modo di non farmi operare (ero da un certo
Chambat, a Lione, che sarebbe l'omino che ha ricostruito la Compagnoni e
Marcheggiani).
Per Zeus invece niente da fare: zampone depilato e incisione di 40cm. Un
mese di zampa sollevata e catena corta per impedirgli di correre.
Raggio di deambulazione ridotto = Gabinetto molto piccolo = Badile in mano
tutte le sere
Adesso zoppica leggermente col sinistro (ci ha appoggiato sopra i suoi 85
chili per qualche mese, dopo l'intervento). Ogni giorno, quando lo vedo,
incrocio le dita e verifico che appoggi bene. Con quello che ha patito, una
nuova operazione sarebbe straziante.
Ciao
Alberto
> "Albe V°" wrote:
>
>> Purtroppo ti hanno raccontato una chiavata.
>> Il teflon nelle ginocchia può durare 100 anni, o rompersi dopo un mese.
>> Non è un problema di usura e deterioramento, ma di curvatura e
>> dimensionamento.
No, e' un prooblema di elasticita'. Il teflon non e' elastico, e quindi
anche se puo' reggere piu peso, alla fine si spezza, quando uno elastico
semplicemente si allunga.
E' come appendere un lingotto da un chilo ad un filo da cucire o ad un
elastico, e sollevare bruscamente: il primo si spessa, il secondo si
allunga. in nessuno dei die casi il lingotto si solleva, ma io preferisco
l'eleastico Io sono addirittura contrario all'inox, figurati, ho il
sartiame in zincato atlantico da 10mm...
si aprino i cieli ;-)
Gian
Già....
Si aprino proprio...
Alberto
"Beppe" <zava...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:3DA4B236...@tin.it...
... che tradotto per i comuni ragionieri é ???????
Enrico
una materiale tessile
"Enrico Mizar" <enfa...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:aojqel$rir$1...@lacerta.tiscalinet.it...
che resistenza ha al taglio??
(nel senso di coltello, non di sollecitazione tagliante)
ciao
mario
Resiste se il coltello arriva col manico.
Se lo sfiori con la lama l'albero si parcheggia in dinette.
Scherzi a parte: il rischio serio di danno o taglio sussiste solamente nella
prima sezione delle sartie, cioč quei 3 metri fra la coperta e il primo
ordine.
Se si intende utilizzare un sartiame del genere, basterebbe inguainare la
prima sezione con una calza studiata appositamente, magari con qualche fibra
metallica dentro, e il problema sarebbe risolto.
Alberto
immaginavo qualcosa del genere
ma anche che forse questi materiali così rsistenti a trazione e con
coefficienti di allungamento così bassi siano anche resistenti all'azione di
un coltello (o almeno a una azione non intenzionale, anche uno spiroidale
con una cesoaia lo tagli).
rimango in attesa di notizie
http://www.navtec.net/home/index.cfm
Ho scaricato il catalogo, e qualcosa a riguardo di queste fibre c'č.
Quando ho tempo lo stampo e me lo leggo.
Alberto