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Laser passione nostra

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Elen

unread,
Aug 29, 1998, 3:00:00 AM8/29/98
to
Ciao Giovanni,
sono contenta delle tue osservazioni e non posso che esprimere la mia
gioia nel discutere con una persona molto competente di Laser e di
altre barche.
In effetti ho scritto onda anomala principalmente per non annoiare gli
altri, ma il fatto e' successo per un mio probabile errore.
TI SPIEGO.

Premessa : Vento a raffiche vigliacche e truffaldine, continuo (e dico
continuo ) variare della direzione e quindi continua ricerca dello
stesso.
Ero in regata, partita da Dio, affronto il primo triangolo, tutto Ok,
al secondo triangolo, mi accingo ad effettuare la poggiata che mi
permette di andare di poppa alla boa 2.
E qui che succede il fattaccio, Poggio, lasco tutta la randa, mi
appresto ad alzare la deriva , sposto il peso verso prua,quando l'onda
da dietro va a colpire la deriva che sto alzando, cosi' succede
l'effetto ''inchiodo'' e sballottamento, posizione del peso precario,
eh.........PATATRAC, IL FATTACCIO, salto sottovento , ma niente oramai
e' fatta.

Dovete sapere che il Laser 1 e' una barca COSI' sensibile che
difficilmente non te ne innamori, e' emozionante .
Alcuni magari penseranno che la presenza di una unica vela voglia
significare una deriva facile , Vi assicuro che CI SI DIVERTE.

E TU Giovanni , perche' non ci racconti qualche bella esperienza ?!

Grazie della dritta dei blocchi, ma purtroppo la Deriva non era mia,
ma del Club, ed era gia' tanto che il timone non si staccasse !!!!
CIAO
Elen

On 28 Aug 1998 11:02:25 GMT, "Giovanni"
<mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> wrote:

>> volta di mettere in preventivo un paio di bei tuffi in acqua.
>
>Caspita, come mi sono espresso male.
>Scusa, Elen, me ne sono accorto solo rileggendo il messaggio sul server.
>Volevo dire:
>
>"Chi, AL TUO CONTRARIO, non è già esperto di Laser dovrebbe mettere in
>preventivo ... "
>
>Ciao

Rimuovi NOSPAM dall'indirizzo
Ciao
Elen
scrivetemi qui:
vela...@altavista.net

Piero

unread,
Aug 30, 1998, 3:00:00 AM8/30/98
to
Ciao Elen,
finalmente qualcuno che parla di Laser!!
Sono appassionatissimo dallo scorso anno e
mi diverte da morire, anche se non sono proprio...giovanissimo!
Ti si è mai incastrata la scotta della randa sullo spigoletto infernale
di poppa? Le prime volte era sempre una tortura, anche se non sono
mai finito in acqua; ora non mi frega più!
Qual'è la dritta sui blocchi della deriva?
Io 'navigo' sul lago di Garda e, finora, non ho mai fatto regate ufficiali.
Buon vento, Piero.

Togliere DONT dall'indirizzo.
Remove DONT from address.

Joshua Slocum

unread,
Aug 30, 1998, 3:00:00 AM8/30/98
to

Piero ha scritto nel messaggio
<6sc0hn$1vn$1...@server-b.cs.interbusiness.it>...

>Ciao Elen,
>finalmente qualcuno che parla di Laser!!

Ma il povero GIovanni allora dove lo mettiamo ?

ALOA

Mack

Antonio Tanzillo

unread,
Aug 30, 1998, 3:00:00 AM8/30/98
to
Ci vuole la patente per guiare un laser ?
Quanto puo costare uno usato ?

Grazie.

Antonio Tanzillo in...@at-softpippo.com
KillPippoforrepondez

Giovanni

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
Elen <vela...@NOSPAMaltavista.net> scritto nell'articolo
<35ea2cd0...@news.cnn.it>...

> Ciao Giovanni,
> sono contenta delle tue osservazioni e non posso che esprimere la mia
> gioia nel discutere con una persona molto competente di Laser e di
> altre barche.

Ciao Elen, anche a me fa piacere sentire di avventure sui miei amati Laser.
Mi raccomando non farti scoraggiare dal fuoco di sbarramento alzato dal
caprerino, vaurienista (si chiameranno così? o voyeuristi? ;-) ), dartista
Mack Andrews ;-)))

A proposito: sapete cosa vuol dire Vaurien in francese?
Letteralmente "vaut rien" "non vale niente", cioè "poco di buono",
"brigante".
:-)))

> Premessa : Vento a raffiche vigliacche e truffaldine, continuo (e dico
> continuo ) variare della direzione e quindi continua ricerca dello
> stesso.
> Ero in regata, partita da Dio, affronto il primo triangolo, tutto Ok,
> al secondo triangolo, mi accingo ad effettuare la poggiata che mi
> permette di andare di poppa alla boa 2.
> E qui che succede il fattaccio, Poggio, lasco tutta la randa, mi
> appresto ad alzare la deriva , sposto il peso verso prua,quando l'onda
> da dietro va a colpire la deriva che sto alzando, cosi' succede
> l'effetto ''inchiodo'' e sballottamento, posizione del peso precario,
> eh.........PATATRAC, IL FATTACCIO, salto sottovento , ma niente oramai
> e' fatta.

Peccato, scuffiando avrai perso qualche posizione in regata.
A parte l'imprevedibilità dell'onda più alta, forse potevi alzare la deriva
mentre poggiavi, addirittura prima di lascare. Infatti, con la vela tutta
lasca, il Laser diventa più instabile: ne parlava qui un amico del NG, si
veda il tread "Assetto".
Poi non capisco se hai spostato il peso a prua per raggiungere la deriva
oppure se stai SEMPRE a prua durante le andature portanti. Nel caso di onde
e vento forte, di poppa sarebbe meglio stare più indietro il possibile.
Così si immerge la parte planate dello scafo e non la prua dislocante,
aumentando molto la stabilità della barca.

> Alcuni magari penseranno che la presenza di una unica vela voglia
> significare una deriva facile , Vi assicuro che CI SI DIVERTE.

E' vero, divertentissima.
Certo rispetto ad altre derive, anche singole, è meno "tecnica". Non so se
hai mai visto quante regolazioni hanno un Europa o un Finn? Comunque per me
questo è un vantaggio.

> E TU Giovanni , perche' non ci racconti qualche bella esperienza ?!

Ne ho fatte diverse simili alla tua nella dinamica.

La più clamorosa:

Campionati del mondo di Laser 2 nella Manica. Vento di 40-50 nodi e onde di
due metri.
Lato di poppa, niente spi (per fortuna).
Onda enorme, frangente. Il timoniere la prende benissimo, in poppa piena.
Niente da fare, l'onda ribalta la barca IN AVANTI, la prua sott'acqua e la
poppa per aria.
Noi siamo lanciati in alto come da una catapulta. Cado in acqua almeno
dieci metri oltre la barca scuffiata a 180.

Per quello insistevo sul peso a poppa, anche se in quel caso c'era comunque
poco da fare ;-)

> Grazie della dritta dei blocchi,

Figurati: ricorda che però in regata possono farti delle storie.

> ma purtroppo la Deriva non era mia,
> ma del Club, ed era gia' tanto che il timone non si staccasse !!!!

:-)))

Tipo quelle della mia vecchia scuola vela...

A presto.
Giovanni.

> CIAO
> Elen


Giovanni

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
> Ci vuole la patente per guiare un laser ?

Assolutamente no. Basta avere a bordo delle dotazioni di sicurezza minime,
direi salvagente e sagola.

> Quanto puo costare uno usato ?

La mia ex-scuola vela ne vendeva di usatissimi a 300 mila lire.
Perņ ne puoi trovare di meglio...

Rispondendo invece alla tua richiesta riguardo Napoli, ti consiglio di
passare dallo Yacht Club Savoia, vicino a Castel dell'Ovo, se non ci sei
gią stato. Vi ho fatto una volta una regata. Sono in gamba e hanno un sacco
di derive. Immagino che le affittino e che organizzino anche dei corsi.

Ciao.

Mack Andrews

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to

Giovanni ha scritto nel messaggio
<01bdd4c2$545bfae0$2324...@zanibob1.nettuno.it>...

>Ciao Elen, anche a me fa piacere sentire di avventure sui miei amati Laser.
>Mi raccomando non farti scoraggiare dal fuoco di sbarramento

BUM BUM BUM BUM
BUM BUM BUM BUM
BUM BUM BUM BUM
BUM BUM BUM BUM
BUM BUM BUM BUM
BUM BUM BUM BUM
BUM BUM BUM BUM

bellina quella del Vaurien
Ma e' vero ?

ALOA

Mack

Giovanni

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
> Ti si è mai incastrata la scotta della randa sullo spigoletto infernale
> di poppa?

Migliaia di volte! Sembra la abbiano progettata apposta.

> Le prime volte era sempre una tortura, anche se non sono
> mai finito in acqua; ora non mi frega più!

E' vero. Dopo un po' si impara qualche trucco per far "saltare" la scotta
al momento della strambata.

> Qual'è la dritta sui blocchi della deriva?

Si parlava di come tenerla su di poppa, senza che il suo peso e la tensione
dell'elastico la facciano abbassare. Si può inserire, per esempio, uno
spessore di legno o di plastica tra la deriva e la scassa, anche se penso
che in regata sia vietato.

Ciao.

Giovanni

unread,
Aug 31, 1998, 3:00:00 AM8/31/98
to
> bellina quella del Vaurien
> Ma e' vero ?

Giuro. Ho controllato: c'è scritto anche sul vocabolario.


Elen

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Carissimo Giovanni,
leggi qui...

On 31 Aug 1998 09:30:44 GMT, "Giovanni"
<mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> wrote:

>Ciao Elen, anche a me fa piacere sentire di avventure sui miei amati Laser.

>Mi raccomando non farti scoraggiare dal fuoco di sbarramento alzato dal
>caprerino, vaurienista (si chiameranno così? o voyeuristi? ;-) ), dartista
>Mack Andrews ;-)))

>> eh.........PATATRAC, IL FATTACCIO, salto sottovento , ma niente oramai


>> e' fatta.
>
>Peccato, scuffiando avrai perso qualche posizione in regata.

Ho perso posizioni ?
HO PERSO GLI OCCHIALI DA SOLE NUOVI, porca zozza e credimi , mi RODE,
uhm se mi rode, che nemmeno puoi immaginare.
D'ora in piu' acquistero' solo occhiali da sole da 10.000 lire. !

>A parte l'imprevedibilità dell'onda più alta, forse potevi alzare la deriva
>mentre poggiavi, addirittura prima di lascare. Infatti, con la vela tutta
>lasca, il Laser diventa più instabile: ne parlava qui un amico del NG, si
>veda il tread "Assetto".

Eh , eh, purtroppo non potevo.
Infatti arrivavo in piena bolina stretta,ero vicinissima alla boa , se
avessi tolto la deriva, avrei sicuramente scarrocciato quanto bastava
per toccare la boa .
In effetti avrei potuto, essendo seduta a fianco, tirarla su un
pochino tanto bastava a ''scollarla'' dalla scassa, per poi alzarla
completamente dopo.

>Poi non capisco se hai spostato il peso a prua per raggiungere la deriva
>oppure se stai SEMPRE a prua durante le andature portanti. Nel caso di onde

Assolutamente, con quel vento di bolina stavo cosi' a prua che quasi
non bastava la lunghezza dello stick per manovrare (esagero !)
Quando ho poggiato per andare di poppa ero gia' tornata tutta a poppa
(scusa la ripetizione) , il guaio e' successo tra la poggia , il peso
che da dietro lo spostavo in avanti (sempre pero' accovacciata ) per
alzare l'incollata deriva e l'onda.
Comunque non voglio trovare giustificazioni , ci mancherebbe, anzi,
(voleva essere solo una telecronaca ) e' sicuramente avvenuto per
colpa mia e ......ahime' ..ci ho rimesso gli occhiali.


>e vento forte, di poppa sarebbe meglio stare più indietro il possibile.
>Così si immerge la parte planate dello scafo e non la prua dislocante,
>aumentando molto la stabilità della barca.

>La più clamorosa:
>
>Campionati del mondo di Laser 2 nella Manica. Vento di 40-50 nodi e onde di
>due metri.

Minch.....MA CHI SEI ?! Me la sto a fare addosso solo perche' eri
nella Manica, figuriamoci l'impressione delle onde.....ma chi te lo ha
fatto fare ?


>Lato di poppa, niente spi (per fortuna).

Ci mancherebbe, e chi lo governa ?
Avreste dovuto stare tutti e due sulla poppa per fare contrappeso, e
inoltre attaccare un masso alla stessa per evitare di ''tuffarvi ''
con la prua in mare !!!!!!!!!!!

>Onda enorme, frangente. Il timoniere la prende benissimo, in poppa piena.

Lo so , lo so , EVVIVA IL SURF

>Niente da fare, l'onda ribalta la barca IN AVANTI, la prua sott'acqua e la
>poppa per aria.

>> ma purtroppo la Deriva non era mia,


>> ma del Club, ed era gia' tanto che il timone non si staccasse !!!!
>
>:-)))

Comunque ti assicuro che con il 360 che mi sono fatta, e' gia' tanto
che non mi abbiano ''doppiata'' !!!!!!!!!
CIAO
Elen

Elen

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Ciao Piero,

>finalmente qualcuno che parla di Laser!!
>Sono appassionatissimo dallo scorso anno e
>mi diverte da morire, anche se non sono proprio...giovanissimo!

LA VELA NON HA ETA' , ricordare prego !


>Ti si è mai incastrata la scotta della randa sullo spigoletto infernale

>di poppa? Le prime volte era sempre una tortura, anche se non sono

E sempre in andature portanti , porcaccia eva ! :-(
Ogni strambata di lasco o gran lasco o di poppa, c'era il rischio di
fare un bel tuffo, mannaggia.
Questo problema non l'ho mai riscontrato su nessuna deriva doppia
ovvimente per la presenza del trasto randa a poppa dei Laser 1.

>mai finito in acqua; ora non mi frega più!

>Qual'è la dritta sui blocchi della deriva?

Giovanni mi ha dato alcuni consigli su come e' possibile far si che la
deriva non scivoli via dalla scassa anche quando la barca e' a 180 °
( ne so qualcosa !)

Giovanni ha saggiamente scritto :
''Anche se legata con l'elastico, con la barca a 180 la deriva scende
ugualmente del tutto e si ferma sotto il pozzetto. A questo punto,
anche se si è riusciti a balzare sul bordo in tempo e quindi non ci si
è bagnati,bisogna rituffarsi in acqua, immergersi, sbucare nella bolla
d'aria del pozzetto, recuperare il scivoloso attrezzo, riuscire a
infilarlo nella scassa e ritornare sullo scafo in fretta, prima che la
maledetta ricada giù.

Un modo per evitare questa serie di inconvenienti è legare più stretto
l'elastico, ma poi la deriva non sta su di poppa.
So di laseristi che usavano dei blocchi o delle zeppe di legno per
tenere su la deriva nelle andature portanti, ma sono vietati
esplicitamente in regata dal regolamento. ''

Mi associo e aggiungo che nelle derive nuove questo problema non
sussiste perche' c'e' attrito sulla deriva e non si sono ancora creati
''giochi'' tra scassa e deriva, mentre su derive stagionate da
''usatele tutti basta che torniate !'' la cura delle stesse e' assai
precaria

CIAO
ELEN

Giovanni

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Ciao, Elen, laserista di classe, anche senza occhiali da sole ;-)

Altrove avevi scritto:

>>Ti si è mai incastrata la scotta della randa sullo spigoletto infernale
>>di poppa? Le prime volte era sempre una tortura, anche se non sono

>E sempre in andature portanti , porcaccia eva ! :-(
>Ogni strambata di lasco o gran lasco o di poppa, c'era il rischio di
>fare un bel tuffo, mannaggia.
>Questo problema non l'ho mai riscontrato su nessuna deriva doppia
>ovvimente per la presenza del trasto randa a poppa dei Laser 1.

Quando, dopo qualche anno dall'uscita del Laser, fu progettato il Laser 2,
un doppio, come fecero il circuito della randa?
Che domande! E' ovvio! Sempre nella stessa maniera, visto che funzionava
tanto bene. :-(((
Percui, anche sul Laser 2 stessa solfa:
strambata = scotta incastrata a poppa = con tanto vento, scuffia quasi
certa
Anche se lì almeno si è in due e quindi uno governa la barca mentre l'altro
si occupa della scotta a poppa.

> >Peccato, scuffiando avrai perso qualche posizione in regata.
>
> Ho perso posizioni ?
> HO PERSO GLI OCCHIALI DA SOLE NUOVI, porca zozza e credimi , mi RODE,
> uhm se mi rode, che nemmeno puoi immaginare.
> D'ora in piu' acquistero' solo occhiali da sole da 10.000 lire. !

Occhiali, vestiti, panini, bibite: niente è sicuro sul Laser. Ho visto
cadere di tutto dal mio Laser e ancora di più da quelli dei miei allievi
alla scuola di vela. Pensa che un furbone una volta si era portato dietro
il Walkman...

Parlando in generale, gli occhiali da sole di plastica sono un accessorio
fondamentale in barca d'estate, per proteggersi da sole, vento, schizzi
eccetera. Chiaro che il rischio di perderli o di romperli è grande, quindi
giusto portare quelli da 10 mila lire. Tanto in barca nessuno viene a
vedere se sono dei Rayban originali o delle imitazioni ;-)

Per non fare cadere gli occhiali, si possono usare i famosi cordini da
mettere dietro la testa, diventati di moda anche fuori dal mondo della
vela. Tuttavia è preferibile la fascietta elastica che rimane aderente alla
testa. Infatti i cordini possono rimanere facilmente impigliati da qualche
parte.

> >Poi non capisco se hai spostato il peso a prua per raggiungere la deriva
> >oppure se stai SEMPRE a prua durante le andature portanti. Nel caso di
onde
>
> Assolutamente, con quel vento di bolina stavo cosi' a prua che quasi
> non bastava la lunghezza dello stick per manovrare (esagero !)

Giustissimo. E' quella la posizione migliore di bolina, purché si riesca a
uscire bene alle cinghie, oltre che a tenere la punta dello stick ;-)

> Quando ho poggiato per andare di poppa ero gia' tornata tutta a poppa
> (scusa la ripetizione) , il guaio e' successo tra la poggia , il peso
> che da dietro lo spostavo in avanti (sempre pero' accovacciata ) per
> alzare l'incollata deriva e l'onda.

Allora teoricamente non hai sbagliato niente.
Il problema è che, di poppa, alzandosi e spostandosi a prua si rende la
barca instabile e si controlla male il timone. D'altronde se si vuole
tirare su la deriva non si può fare altrimenti.

Forse, l'unica era prendere il tempo giusto sull'onda.
Per esempio, i laseristi più bravi scelgono attentamente il momento per
strambare, stando attenti alla fase dell'onda. Si guadagna molto in
velocità e stabilità. E' importante soprattutto nella strambata più
critica, cioè quella alla boa tra lasco e lasco.
In teoria, bisogna anticipare e accentuare la poggiata che si dà sempre
sulla cresta dell'onda. La barca stramba molto più velocemente e quindi
bisogna spostarsi in fretta sul nuovo bordo di sopravvento.

> Minch.....MA CHI SEI ?!

Certo che quel giorno nella Manica ci voleva un po' di coraggio.
Comunque lì c'era gente MOOOLTO più forte di me.
Sai chi erano i migliori? Dei ragazzini americani, pesanti meno di 60 kili!
Anche in quel giorno durissimo sono andati DA DIO, malgrado il peso
ridotto. Uno di loro si è spaccato il sopraciglio, ma ha finito ugualmente
la regata, arrivando nei primi posti.
Ciò dimostra che, almeno sul Laser, contano la classe, l'agilità e al
limite il coraggio più che i muscoli e l'altezza.

> Me la sto a fare addosso solo perche' eri
> nella Manica, figuriamoci l'impressione delle onde.....ma chi te lo ha
> fatto fare ?

Bho? Sul momento me lo chiedevo anch'io.
Poi però rimangono dei ricordi emozionanti, come dicevo anche a Piero, in
un altro messaggio.

> >Lato di poppa, niente spi (per fortuna).
> Ci mancherebbe, e chi lo governa ?

In teoria, il prodiere, cioè io.
Comunque a parte quella giornata dei 50 nodi, si riusciva a metterlo.
Non sono mancate le scuffie con lo spi. Pensa in che condizioni lo ritrovi,
quando e SE riesci a raddrizzare la barca.

> Avreste dovuto stare tutti e due sulla poppa per fare contrappeso, e
> inoltre attaccare un masso alla stessa per evitare di ''tuffarvi ''
> con la prua in mare !!!!!!!!!!!

Ho un'altra idea:
- mettersi in piedi sulla poppa
- aspettare l'ondona
- nel momento del ribaltamento saltare e, sfruttando l'effetto catapulta,
fare il salto mortale triplo da un Laser, per la prima volta nella storia.
Altro che Robby Nash! Così si scuffia, si perde la regata, ma almeno si
entra nel Guinness dei primati ;-)

> Comunque ti assicuro che con il 360 che mi sono fatta, e' gia' tanto
> che non mi abbiano ''doppiata'' !!!!!!!!!

Vero, è proprio una scocciatura.
Però è anche vero che il Laser si raddrizza con la stessa facilità con cui
scuffia.
Pensa che ci sono barche (Optimist, Vaurien ;-) ) che una volta scuffiate
si riempono d'acqua e bisogna svuotarle con l'aiuto di una barca della
giuria :-(((

Ciao,
Giovanni

Mack Andrews

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Giovanni ha scritto

>Pensa che ci sono barche (Optimist, Vaurien ;-) ) che una volta scuffiate
>si riempono d'acqua e bisogna svuotarle con l'aiuto di una barca della
>giuria :-(((


Il BUGLIOLO, con il Vaurien basta il BUGLIOLO

.. per amor di precisione

ALOA

Mack

Stefano

unread,
Sep 1, 1998, 3:00:00 AM9/1/98
to
Se mi è concesso a questo punto vorrei approfittare dell' esperienza di
Giovanni e di tutti i Laseristi all' ascolto per esaminare le fasi della
virata col Laser visto che della strambata se ne è già scritto
(giustamente) tanto.

Restando in trepida attesa dei Vostri sicuramente interessanti, puntuali e
tecnici interventi colgo l'occasione per porgerVi i miei più distinti
saluti.

Stefano.

Giovanni ha scritto nel messaggio

>Allora teoricamente non hai sbagliato niente.
>Il problema è che, di poppa, alzandosi e spostandosi a prua si rende la
>barca instabile e si controlla male il timone. D'altronde se si vuole
>tirare su la deriva non si può fare altrimenti.
>
>Forse, l'unica era prendere il tempo giusto sull'onda.
>Per esempio, i laseristi più bravi scelgono attentamente il momento per
>strambare, stando attenti alla fase dell'onda. Si guadagna molto in
>velocità e stabilità. E' importante soprattutto nella strambata più
>critica, cioè quella alla boa tra lasco e lasco.
>In teoria, bisogna anticipare e accentuare la poggiata che si dà sempre
>sulla cresta dell'onda. La barca stramba molto più velocemente e quindi
>bisogna spostarsi in fretta sul nuovo bordo di sopravvento.
>


>Ciao,
>Giovanni

Giovanni

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to
> esaminare le fasi della
> virata col Laser visto che della strambata se ne è già scritto
> (giustamente) tanto.

Ciao, Stefano.
Con poco vento, è fondamentale la virata con rollio. Fa guadagnare tanta
velocità che hanno proibito di farne troppe in regata!
La sai fare? E Elen e Piero?

Con tanto vento, l'importante è fare tutto in fretta... e non dimenticare
la scotta della randa nello strozzatore sottovento.
Nello scambiare timone e scotta tra le mani, spesso si finisce però col
lascare o col perdere lo stick. Per me, il metodo migliore è finire la
virata, sedersi sopravvento tenendo ancora lo stick con la mano "vecchia",
dietro la schiena. Solo a questo punto si scambiano le mani.
Se non si riesce a trovare un metodo sicuro, si può montare uno
strozzascotte centrale, non in dotazione di serie ma consentito dal
regolamento di regata.


Elen

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to
siamo TROOOPPO FORTI,
troppo bello scrivere queste cose , no ?

On 1 Sep 1998 13:46:08 GMT, "Giovanni"
<mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> wrote:

>Ciao, Elen, laserista di classe, anche senza occhiali da sole ;-)

Macche' classe, a dire la verita' era una delle prime volte che ci
andavo su un Laser 1 !!

>Percui, anche sul Laser 2 stessa solfa:
>strambata = scotta incastrata a poppa = con tanto vento, scuffia quasi
>certa

Infatti io regatavo su 420 poi 470 e 505 dove e' MOOLTO piu' comodo .

>Ho visto cadere di tutto dal mio Laser e ancora di piů da quelli dei miei allievi


>alla scuola di vela. Pensa che un furbone una volta si era portato dietro
>il Walkman...

CHE MITO, come saranno stati contenti i pesci nell'ascoltare il rap !!

>giusto portare quelli da 10 mila lire. Tanto in barca nessuno viene a
>vedere se sono dei Rayban originali o delle imitazioni ;-)

Purtroppo non avevo altro, sob :-[[

>Per non fare cadere gli occhiali, si possono usare i famosi cordini da

AHHHHH, non me ne parlare, ho gli incubi di notte quando ripenso a
prima di partire che ho detto: ''Ma no, non mi servira' il cordino''
Porcaccia zozza, porc.................


>Forse, l'unica era prendere il tempo giusto sull'onda.

>Per esempio, i laseristi piů bravi scelgono attentamente il momento per


>strambare, stando attenti alla fase dell'onda. Si guadagna molto in

> .................
Hai perfettamente ragione, ma queste cose riesco a pensarle e magari a
farle quando sono al timone con il prodiere di fiducia su una doppia ,
oso molto di piu' senza nessuna paura, con il Laser 1 dovevo ancora
trovare quel feeling particolare.

>Sai chi erano i migliori? Dei ragazzini americani, pesanti meno di 60 kili!

non stento a crederlo

>Poi perň rimangono dei ricordi emozionanti, come dicevo anche a Piero, in
Indubbio

>Ho un'altra idea:
>- mettersi in piedi sulla poppa
>- aspettare l'ondona
>- nel momento del ribaltamento saltare e, sfruttando l'effetto catapulta,
>fare il salto mortale triplo da un Laser, per la prima volta nella storia.

>Altro che Robby Nash! Cosě si scuffia, si perde la regata, ma almeno si


>entra nel Guinness dei primati ;-)

Lo voglio fare !! Triplo carpiato con avvitamento !

>
>Ciao,
>Giovanni
CIAO a tutti
Elen ( del Filo )

Rimuovi NOSPAM dall'indirizzo
Ciao a TUTTI

scrivetemi qui:
vela...@altavista.net

Elen

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to
On 2 Sep 1998 09:00:15 GMT, "Giovanni"
<mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> wrote:

>Ciao, Stefano.
>Con poco vento, è fondamentale la virata con rollio. Fa guadagnare tanta
>velocità che hanno proibito di farne troppe in regata!
>La sai fare? E Elen e Piero?

MA certo caro,
Intendi forse che (per esempio) di bolina stretta prima di virare , si
da uno ''strattone'' sopravvento con il corpo (che in quel momento e'
fuori alle cinghie) , cosi' da ''accompagnare'' la virata, ( il boma
si avvicina a te ) e tenere la barca il piu' orizzontale possibile
anche mentre si cambia mura.
La velocita' , se naturalmente si e' DOLCI con il timone , rimane
quasi la stessa .
Dico bene, Gio ?

TATTICO , tattico ! ME gusta MUCHO !
ma non sapevo del divieto ''parziale'' !
La facciamo anche in 470

>Con tanto vento, l'importante è fare tutto in fretta... e non dimenticare

Quella che in gergo si chiama FAST TACK

>la scotta della randa nello strozzatore sottovento.
>Nello scambiare timone e scotta tra le mani, spesso si finisce però col
>lascare o col perdere lo stick. Per me, il metodo migliore è finire la
>virata, sedersi sopravvento tenendo ancora lo stick con la mano "vecchia",
>dietro la schiena.

Ignoranza mia : Ma non e' la procedura standard ?
A me sembra naturale in questo modo ,perche' evito di incasinarmi con
la scotta.

Quello che realmente mi ha dato fastidio e' lo stick non snodadbile a
360 gradi, quando cambi mura ti si blocca ,a volte, in posizione
anomale !

> Solo a questo punto si scambiano le mani.
>Se non si riesce a trovare un metodo sicuro, si può montare uno
>strozzascotte centrale, non in dotazione di serie ma consentito dal
>regolamento di regata.
>

In questo modo deve essere fantastico , senza nemmeno la
preoccupazione della scotta !!!
FIGO

CIAO a tutti
ELEN e filo

Stefano

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to

Elen ha scritto nel messaggio <35f043c1...@news.cnn.it>...

>On 2 Sep 1998 09:00:15 GMT, "Giovanni"
><mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> wrote:
>
>>Ciao, Stefano.
>>Con poco vento, è fondamentale la virata con rollio. Fa guadagnare tanta
>>velocità che hanno proibito di farne troppe in regata!
>>La sai fare? E Elen e Piero?

Non so se questa è con rollio ma io cerco di fare così:
1- navigare di bolina con barca piatta
2- farla sbandare sottovento
3- prua al vento e colpo di reni
4- la barca controsbanda
5- riappiattirla con schienata

>Quella che in gergo si chiama FAST TACK

Non ho capito bene ...... cos'è il FAST TACK ?

>Quello che realmente mi ha dato fastidio e' lo stick non snodadbile a
>360 gradi, quando cambi mura ti si blocca ,a volte, in posizione
>anomale !


Credo che esistano degli snodi tutti in gomma con i quali si elimina il
problema del bloccaggio

Ciao Stefano.

Stefano

unread,
Sep 2, 1998, 3:00:00 AM9/2/98
to

Giovanni ha scritto nel messaggio
<01bdd649$57678280$2324...@zanibob1.nettuno.it>...

>Per me, il metodo migliore č finire la


>virata, sedersi sopravvento tenendo ancora lo stick con la mano "vecchia",
>dietro la schiena.

Anch' io cerco di fare cosě ma con vento sono praticamente sempre giů (ora
che ho fatto il cambio mano e schienato č troppo tardi )


Giovanni

unread,
Sep 3, 1998, 3:00:00 AM9/3/98
to
>>Con poco vento, è fondamentale la virata con rollio. Fa guadagnare tanta
>>velocità che hanno proibito di farne troppe in regata!
>>La sai fare? E Elen e Piero?
>MA certo caro,
>Intendi forse che (per esempio) di bolina stretta prima di virare , si
>da uno ''strattone'' sopravvento con il corpo (che in quel momento e'
>fuori alle cinghie) , cosi' da ''accompagnare'' la virata, ( il boma
>si avvicina a te ) e tenere la barca il piu' orizzontale possibile
>anche mentre si cambia mura.
>La velocita' , se naturalmente si e' DOLCI con il timone , rimane
>quasi la stessa .
>Dico bene, Gio ?

In pratica, si fa proprio così.

La teoria (lascia dire qualcosa anche a me ;-) è che si cerca di
evitare che la vela controvento sbatta con una oscillazione laterale
della barca. Con poco vento, ciò, se ben fatto, produce addirittura un
accelerazione della barca.

Riassumo le fasi, già da te e da Stefano ben illustrate.

1- si è di bolina stretta con poco vento (0-8 nodi). In questa
andatura la barca è GIA' leggermente inclinata sottovento.

2- si comincia a orzare leggermente e si inclina ancora di più la
barca sottovento. Sul Laser, il bordo sottovento quasi tocca l'acqua.

3- appena la vela comincia a sbattere, timone un po' più all'orza e
decisa schienata sopravvento: questo è il movimento fondamentale, sia
nella scelta del momento giusto che per la forza della schienata.
Infatti se si schiena troppo si rischia addirittura di scuffiare
sopravvento. Se invece non si da abbastanza forza, non si produce la
spinta sulla vela.
Il tutto è reso più complicato dal fatto che si spinge la barra
sottovento mentre il corpo si sposta sopravento

4- La vela rimane gonfia per l'oscillazione dell'albero. La barca
vira: da adesso sopravento e sottovento sono invertiti. La vela cambia
concavità senza sbattere: se la virata con rollio è fatta bene, si
deve sentire uno schiocco secco.
Il timoniere passa sul nuovo lato di sopravento.

5- si inizia la bolina sulle nuove mura. E' importante scambiare
correttamente le mani su scotta e timone e sedersi DELICATAMENTE sul
bordo: infatti le brusche sollecitazioni, soprattutto con poco vento,
rallentano la barca.

>
>TATTICO , tattico ! ME gusta MUCHO !
>ma non sapevo del divieto ''parziale'' !

E' successo dopo che un americano a un Mondiale di Laser con poco
vento si fece TUTTE le boline virando in continuazione. In pratica
ROLLAVA, movimento vietato in barca.
In realtà, soprattutto rispetto al pompaggio con la vela del windsurf
le giurie stanno diventando più permissive.
Quindi, prima di prendermi alla lettera, informatevi
dell'atteggiamento della giuria a riguardo.

>La facciamo anche in 470

Anche sul Laser 2 è utilissima. Anzi in due persone, se ben affiatati,
si riesce a fare meglio che su un singolo.

> Per me, il metodo migliore è finire la


>>virata, sedersi sopravvento tenendo ancora lo stick con la mano "vecchia",
>>dietro la schiena.

>Ignoranza mia : Ma non e' la procedura standard ?
>A me sembra naturale in questo modo ,perche' evito di incasinarmi con
>la scotta.

Direi che è il metodo più usato. Ma vi sono altri modi ritenuti
corretti.

>Quello che realmente mi ha dato fastidio e' lo stick non snodadbile a
>360 gradi, quando cambi mura ti si blocca ,a volte, in posizione
>anomale !

Anche lo stick snodabile del Laser può dare però dei problemi.
Soprattutto nelle strambate, può addirittura incattivarsi nel
famigerato archetto della randa a poppa o nella scotta.
Ti è mai successo?
Con tanto vento la scuffia è quasi sicura :-(

>In questo modo deve essere fantastico , senza nemmeno la
>preoccupazione della scotta !!!
>FIGO

Utilissimo.
Deve essere però scelto e montato con attenzione: deve permettere di
lascare sotto raffica stando alle cinghie (se no... ;-) )
Se fai regate, prova a guardare le altre barche per vedere come lo
montano.

>
>CIAO a tutti
>ELEN e filo
>Rimuovi NOSPAM dall'indirizzo
>Ciao a TUTTI

Ciao
Giovanni

Gianni

unread,
Sep 4, 1998, 3:00:00 AM9/4/98
to
Oggetto: Virata con rollio:

Condivido pienamente la descrizione di Giovanni:

quando me l'hanno insegnata (Circolo Velico di Ravenna, anno 1985) mi
hanno detto che i vantaggi della virata con rollio erano sostanzialmente
2:
- leggero aumento del vento apparente (derivato dal pompaggio);
- minori turbolenze generate dal timone.

Di bolina, prima di virare si accompagna la barca sbandandola
notevolmente sottovento;
in questo modo si sposta ulteriormente all'indietro il centro velico, la
barca orza da sola, il timone deve essere lasciato praticamente libero;
arrivati in filo vento si schiena brutalmente sopravvento (la scotta
della randa la si lascia strozzata per comodità) con una intensità tale
da far inclinare la barca specularmente sopravvento (sino a far toccare
l'acqua col bordo sopravvento), e si passa dall'altra parte, seconda
schienata per portare la barca sopravvento (sulle nuove mura) con
conseguente spostamento sopravvento del centro velico per rendere la
barca poggiera.

Ma siete sicuri che serva? Se volete semplicemente andare veloci usate
un Classe A!!! :)))
Se invece non serve andare veloci...

Giovanni

unread,
Sep 4, 1998, 3:00:00 AM9/4/98
to
>quando me l'hanno insegnata (Circolo Velico di Ravenna, anno 1985) mi
>hanno detto che i vantaggi della virata con rollio erano sostanzialmente
>2:
>- leggero aumento del vento apparente (derivato dal pompaggio);
>- minori turbolenze generate dal timone.

Questo è giustissimo, anche se meno rilevante rispetto alla pompata
sulla vela. Infatti, come spiega bene Gianni l'inclinazione iniziale
della barca sottovento spinge la barca all'orza, senza agire più di
tanto con il timone.

Potete provare a fare di seguito due virate, una con rollio e una
senza. Per effettuare la seconda dovrete spingere molto di più il
timone all'orza. Inoltre, poiché con il rollio la barca vira più
velocemente, il timone rimane all'orza per qualche secondo in meno.
Il timone tenuto meno all'orza e per meno tempo vuol dire un minore
freno alla velocità della barca.


>Di bolina, prima di virare si accompagna la barca sbandandola
>notevolmente sottovento;
>in questo modo si sposta ulteriormente all'indietro il centro velico, la
>barca orza da sola, il timone deve essere lasciato praticamente libero;

E' vero: la barca sbandata su un lato gira da quello opposto.
Perché questo avviene?
Innanzitutto per la forma dello scafo della barca.
Poi, come ricorda giustamente Gianni, per lo spostamento del centro
velico rispetto a quello di deriva.
Immaginiamo vedere la barca dall'alto: se è dritta la risultante della
spinta sulla vela (diretta verso prua e sottovento) e quella
dell'attrito nell'acqua (verso poppa e sopravento) sono allineate in
verticale.
Se invece la barca sbanda sottovento, le due forze non sono più
allineate in verticale: la spinta verso prua è spostata sottovento
rispetto alla resistenza verso poppa. Il risultato è che rispetto
all'asse verticale c'è una coppia di forze che tende a girare la barca
verso l'orza.
Se la barca sbanda sopravvento, per la stessa ragione, tende a
poggiare.


Anche qui ci vorrebbe il disegnino, per capirsi meglio.
Scusate la noia di questi discorsi: purtroppo unisco la saccenteria di
un istruttore di vela alla pedanteria di un fisico ;-)))
Anche se non è necessario sapere queste cose per andare bene in barca,
è vero che la vela è uno degli sport in cui c'è più fisica.

>arrivati in filo vento si schiena brutalmente sopravvento

E' verissimo. Però, le prime volte, occhio a non scuffiare...

> (la scotta
>della randa la si lascia strozzata per comodità)

Anche questo è giustissimo, però ricordatevi di portarla alla fine
sull'altro lato ;-)

> con una intensità tale
>da far inclinare la barca specularmente sopravvento (sino a far toccare
>l'acqua col bordo sopravvento),

Giusto, appunto: bisogna far toccare il bordo in acqua, non
ribaltarsi.

> e si passa dall'altra parte, seconda
>schienata per portare la barca sopravvento (sulle nuove mura) con
>conseguente spostamento sopravvento del centro velico per rendere la
>barca poggiera.
>
>Ma siete sicuri che serva? Se volete semplicemente andare veloci usate
>un Classe A!!! :)))

Buona idea.
Solo che il Classe A un "poco" più costoso del Laser...

> Se invece non serve andare veloci...

Volevi dire "... è inutile perdere tempo con la virata con rollio" ?
Anche su questo concordo pianamente con il saggio Gianni. Il rollio si
usa in regata e quindi anche nell'allenamento agonistico. Ma, quando
si va in giro per divertimento e non serve guadagnare quei 50 cm a
virata, rollando si rischia solo di far cadere in acqua qualcosa.

Ciao
Giovanni

Elen

unread,
Sep 4, 1998, 3:00:00 AM9/4/98
to
CAPITO a cosa mi riferivo quando ho scritto :
Imparare con il NG (anche con il Laser ) ?!
GRAZIE A TUTTI
ELEN

On Thu, 03 Sep 1998 09:24:47 GMT, mil...@NOLISTiperbole.bologna.it
(Giovanni) wrote:


>La teoria (lascia dire qualcosa anche a me ;-) è che si cerca di
>evitare che la vela controvento sbatta con una oscillazione laterale
>della barca. Con poco vento, ciò, se ben fatto, produce addirittura un
>accelerazione della barca.
>
>Riassumo le fasi,
>

>Ciao
>Giovanni

Rimuovi NOSPAM dall'indirizzo
Ciao a TUTTI

scrivetemi qui:
vela...@altavista.net

Giovanni

unread,
Sep 4, 1998, 3:00:00 AM9/4/98
to
>Non ho capito bene ...... cos'è il FAST TACK ?

In inglese il "tack" è la mura della vela. Per estensione indica la
murata della barca, ma anche la virata.

Il verbo "to tack" vuol dire proprio "virare", ma anche in generale
"bordeggiare di bolina".

Anch'io non sapevo che la nostra virata con rollio è il loro "fast
tack", letteralmente "virata veloce".


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