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Incivilità nautica: motore batte vela per 18 a 0,5

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Giovanni

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Sep 8, 1998, 3:00:00 AM9/8/98
to
Domenica scorsa ero all'àncora nella rada di Portovenere, vicino a La
Spezia. Ripensando alla discussione su "chi va meglio in barca" tra
velisti e motonauti, ho fatto un test oggettivo, qualcosa che vada
oltre il vedere "un motoscafo troppo veloce" o "una barca a vela
ormeggiata male". Per considerare questa prova valida bisogna
ovviamente avere fiducia nelle mie capacità di navigante e nella mia
onestà culturale. Spero comunque che altre persone producano delle
statistiche, anche se contrastanti con i miei risultati.

La rada, per chi non la conoscesse, è un ancoraggio ridossato tra la
terra e un'isola. Davanti a Portovenere si stringe fino a diventare un
canale largo circa 100 metri. Non conosco bene le normative della
zona, ma la presenza del porto, delle barche ancorate, l'intenso
traffico marittimo e lo spazio limitato consigliano di muoversi nel
canale e nella rada a una velocità non elevata, inferiore ai 10 nodi.
Passare più veloci lì è, per capirci, come imboccare Corso Vittorio
Emmanuele II a Milano in macchina a 120 km all'ora.

In rada c'erano un centinaio di barche, circa il 60% a motore e il 40%
a vela, per la verità tutte ancorate ordinatamente sul lato est della
rada, lasciando libero il passaggio per il canale sul lato ovest.
Comunque la fila più esterna, quella in mezzo al canale, era composta
solo di motoscafi.
Non si udivano né motori accesi né drizze che sbattono né urla né
musica. L'unico suono, insistente fino all'assuefazione, era il
continuo rombo dei motori di passaggio.

Dalla mia barca avevo una chiara visuale della rada e del canale,
quindi decisi di contare tutte le barche che vi passavano e segnare
eventuali comportamenti fastidiosi o pericolosi. L'osservazione è
durata dalle 16,45 alle 17,15.
In quella mezzora sono passate 42 barche: 27 erano a motore (gommoni o
motoscafi), 11 a vela e 4 motonavi di linea per trasporto passeggeri.
Non ho contato più volte la stessa barca: quindi i motoscafi erano 2
volte e mezzo più numerosi delle vele.

In quanto a comportamenti incivili, su 27 motori ben 18 andavano a più
di 20 nodi, 5 (quasi il 20%!) dei quali addirittura al massimo della
velocità, attorno ai 30 nodi. Se la maggior parte sceglieva almeno un
percorso lontano dalle barche ancorate, 4 dei 18 vi sono passati
veloci in mezzo, uno di questi 4 a 30 nodi.
Particolarmente pericoloso era il comporatamento dei GOMMONI: su 10
osservati, solo UNO rispettava la velocità di sicurezza nel canale.

Le altre 9 barche a motore, tutte abbastanza lunghe, sono invece
passate educatamente a una velocità controllata, approffittando della
calma per "lumare" le molte bellezze stese al sole sulle prue delle
barche e aprendo i motori solo fuori dalla rada.

Per quanto riguarda le 11 barche a vela, alcune andavano a vela e
altre a motore. L'unica con vela e motore contemporaneamente aveva
issato il triangolo nero. Tutte si sono tenute fuori dalla zona delle
barche ancorate, restando sempre nel canale libero.
L'unica manovra a vela un po' rischiosa poteva essere quella di una
barca che scese il canale sotto SPINNAKER. Ma, a guardarla bene, si
scopriva che erano un equipaggio da regata in allenamento, che
strambava tra le raffiche con lo spi sempre gonfio: si sono comunque
sempre tenuti fuori dalla parte affollata della rada. Anzi un
motoscafo che sbucava a 20 nodi tra le barche stava per speronarli,
non avendoli visti per tempo.

Infine arrivò in rada il solito motorsailer ketch che non sa ancorare.
Decise di mettersi, con mio grande timore, proprio tra la mia barca e
il motoscafo affianco. Per mia fortuna, finì pericolosamente attaccato
al ferro da stiro, il cui capitano si mise (giustamente) a ringhiare a
poppa. Ma poi in considerazione del poco vento e delle due bionde in
topless sul ketch, li lasciò stare. Insomma, 1/2 punto negativo per
l'ancoraggio e 1/2 positivo per le ragazze.


Claudio Ratti

unread,
Sep 8, 1998, 3:00:00 AM9/8/98
to
mil...@NOLISTiperbole.bologna.it (Giovanni) wrote:

[...]


>In quanto a comportamenti incivili, su 27 motori ben 18 andavano a più
>di 20 nodi, 5 (quasi il 20%!) dei quali addirittura al massimo della
>velocità, attorno ai 30 nodi. Se la maggior parte sceglieva almeno un
>percorso lontano dalle barche ancorate, 4 dei 18 vi sono passati
>veloci in mezzo, uno di questi 4 a 30 nodi.

Ecco, questo e' uno dei maggiori fastidi subiti da chi va' per mare.
Definire inqualificabile il comportamento di queste persone, sarebbe
ancora poco. I conducenti di motoscafi sanno benissimo che i loro
mezzi, al contrario di una barca a vela, a partire da determinate
velocita' sollevano un'onda oltremodo fastidiosa. Eppure, troppi non
ne tengono conto. Non c'e' verso di starsene in rada tranquilli, senza
dover subire il loro incivile comportamento. Pero' ho notato che i
motoscafisti francesi, in questi frangenti, in genere si comportano
meglio della maggior parte dei nostri. Probabilmente a causa di una
diversa e migliore cultura nautica.

Ciao.


Claudio Ratti
Comet 11 - RAINBOW 2°
Marina degli Aregai (IM)

Dario Cittadino

unread,
Sep 9, 1998, 3:00:00 AM9/9/98
to
On Tue, 08 Sep 1998 15:11:33 GMT, claudi...@galactica.it (Claudio
Ratti) wrote:

>mil...@NOLISTiperbole.bologna.it (Giovanni) wrote:
>
>[...]


>mezzi, al contrario di una barca a vela, a partire da determinate
>velocita' sollevano un'onda oltremodo fastidiosa. Eppure, troppi non
>ne tengono conto.

>.....

Concordo con il discorso che la velocita' elevata e' pericolosa in un
contesto simile ma, non per polemica ma per dovere d'informazione
tecnica devo rilevare che quanto affermato non e' strettamente
corretto.
Uno scafo dislocante puro come la quasi totalita' delle barche a vela
che naviga alla sua massima velocita' di carena (SQRT lunghezza in
piedi = 1.42) produce un'onda molto, ma molto piu grande di uno scafo
di pari lunghezza in planata pura che e' solo appoggiato
sull'acqua....
ciaoo.....

Claudio Ratti

unread,
Sep 9, 1998, 3:00:00 AM9/9/98
to
dcitt...@NOSPAMdada.it (Dario Cittadino) wrote:

Non discuto l'esattezza della tua teoria, ma cio' che dico deriva
soprattutto dalla mia esperienza. Una barca a vela di media lunghezza
(10-12 metri) non puo' procedere a motore ad una velocita' molto
superiore a sei nodi. E, in 25 anni che vado per mare, non ho mai
visto una barca a vela produrre onde piu' alte di quelle prodotte da
un motoscafo di pari dimensioni. Mi e' capitato un'infinita' di volte
di essere alla fonda in rada e vedermi passare vicino una vela a 5-6
nodi. Ti assicuro che l'onda prodotta e' quasi inavvertibile.

Lorenzo Fiorentini

unread,
Sep 9, 1998, 3:00:00 AM9/9/98
to
> >Concordo con il discorso che la velocita' elevata e' pericolosa in un
> >contesto simile ma, non per polemica ma per dovere d'informazione
> >tecnica devo rilevare che quanto affermato non e' strettamente
> >corretto.
> >Uno scafo dislocante puro come la quasi totalita' delle barche a vela
> >che naviga alla sua massima velocita' di carena (SQRT lunghezza in
> >piedi = 1.42) produce un'onda molto, ma molto piu grande di uno scafo
> >di pari lunghezza in planata pura che e' solo appoggiato
> >sull'acqua....
>
> Non discuto l'esattezza della tua teoria, ma cio' che dico deriva
> soprattutto dalla mia esperienza. Una barca a vela di media lunghezza
> (10-12 metri) non puo' procedere a motore ad una velocita' molto
> superiore a sei nodi. E, in 25 anni che vado per mare, non ho mai
> visto una barca a vela produrre onde piu' alte di quelle prodotte da
> un motoscafo di pari dimensioni. Mi e' capitato un'infinita' di volte
> di essere alla fonda in rada e vedermi passare vicino una vela a 5-6
> nodi. Ti assicuro che l'onda prodotta e' quasi inavvertibile.
>
> Ciao.
>
> Claudio Ratti

Concordo con Claudio e invito anch'io Dario a esperire piu' che a teorizzare.

Non capisco la formula per la max velocita', io sapevo che per uno scafo dislocante e'
Vmax = 6 * SQRT ( L / 6 ),
con L in metri e Vmax in nodi, cioe' una barca di 6 metri fa max 6 nodi, una di 24 metri 12nodi
eccetera.

Aggiungo (amo i terroni piu' dei polentoni (cui appartengo), meglio precisarlo) che i peggiori
motonauti li ho trovati in Sicilia.

esempio: il 16/8 ero a Lipari alla cava di pomice e mi immergevo per diletto trattenendomi a 6m di
profondita' aggrappandomi all'ancora (allenamento apnea), a massimo 6 metri in orizzontale dalla prua
della barca.
Sento un ronzio lontano, decido di guardarmi intorno per capire da dove viene, niente.
Il ronzio si fa piu' insistente: decido di aspettare anche se i miei polmoni mi chiedono di risalire.
Ma dov'e', ma dov'e'? Ecco una bella elica passarmi a 20 nodi minimo PROPRIO SOPRA LA TESTA!
Ringrazio il Signore e la mia mamma per i polmoni grandi che mi hanno fatto.
Non chiedo in giro chi e' passato vicino a una barca a vela col gommone quel giorno in quella rada
perche non voglio riempirmi la casella postale.
Infatti una volta emerso e nei giorni successivi ho constatato che un tale comportamento in Sicilia non
e' l'eccezione, bensi' la regola.

Non si offendano i siciliani. Magari quel tentato-ma-mancato assassino era un pulentun in vacanza.

Ciao.
Lorenzo

--
Posted from mail.galactica.it [151.99.164.65]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org

Mack Andrews

unread,
Sep 10, 1998, 3:00:00 AM9/10/98
to

Lorenzo Fiorentini ha scritto nel messaggio
<35F6E858...@galactica.it>...

>Aggiungo (amo i terroni piu' dei polentoni (cui appartengo), meglio
precisarlo) che i peggiori
>motonauti li ho trovati in Sicilia.


Premesso che anche io sono un pulentun e anche a me i Meridionali sono molto
simpatici

La spiegazione della tua storia deve anche essere dovuta al fatto che in
Meridione la patente riesci ad averla in molti modi e quindi anche
l'educazione alla navigazione ne risente.

Poi che vi sia anche una generale abitudine al non rispetto delle regole e'
un dato di fatto. Mai guidato la macchina a Napoli o a Palermo ?

Inoltre sappi che malgrado la vicinanza alla barca, e' sempre raccomandabile
l'uso di una boa di segnalazione quando ci si immerge (so che sembra assurdo
ed inutile, visto che hai una barca a fare da boa) pero' meglio una
precauzione in piu' che rischiare la pelle.

ALoa

Mack

Giovanni

unread,
Sep 10, 1998, 3:00:00 AM9/10/98
to
>Uno scafo dislocante puro come la quasi totalita' delle barche a vela
>che naviga alla sua massima velocita' di carena (SQRT lunghezza in
>piedi = 1.42) produce un'onda molto, ma molto piu grande di uno scafo
>di pari lunghezza in planata pura che e' solo appoggiato
>sull'acqua....
>ciaoo.....

Esatto. Quando la barca disloca, l'altezza e la lunghezza delle onde
aumentano all'aumentare della velocità della barca.
Si noti che le onde alte e INATTESE non sono solo molto fastidiose
(come giustamente ravvisa Claudio), ma possono anche fare dei danni
seri: una persona può perdere l'equilibrio e cadere oppure si può
rovesciare una pentola di acqua bollente.

Se la barca è in piena planata, praticamente non fa onda. Tuttavia, a
causa della velocità elevata, è molto pericolosa in spazi stretti.
In quel caso, le collisioni con altre barche possono essere mortali,
per non parlare dei poveri bagnanti fatti a fette mentre nuotano tra
una barca e l'altra.

Nella pratica, se vicino alle spiaggie e nelle rade si va a 5-6 nodi
con una barca di 10 metri, si producono delle ondine ridicole che non
fanno male a nessuno. Inoltre si evitano più facilmente collisioni e
altri incidenti.

Non voglio vietare agli amanti del motore e della velocità di andare a
più di 5-6 nodi, per carità.
Però a chi di loro non lo avesse capito (e purtroppo sono ancora
molti), vorrei far notare che c'è differenza tra il mare aperto e le
acque ristrette e affollate.

Certo, chi frequenta abitualmente questo newsgroup (come l'esperto
Ernesto o lo stesso Dario) sa benissimo queste cose e condivide le mie
constatazioni: mi scusino se le ripeto così spesso. Però può darsi che
tutto ciò serva a qualche motonauta inesperto di passaggio da queste
parti...

Ciao
Giovanni

Giovanni

unread,
Sep 10, 1998, 3:00:00 AM9/10/98
to

mario lepore

unread,
Sep 10, 1998, 3:00:00 AM9/10/98
to

Giovanni <mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> scritto nell'articolo
<01bddcea$b992b720$LocalHost@default>...


> >Uno scafo dislocante puro come la quasi totalita' delle barche a vela

> >che naviga alla sua massima velocita' di carena..... produce un'onda


molto, ma molto piu grande di uno scafo
> >di pari lunghezza in planata pura che e' solo appoggiato
> >sull'acqua....
> >ciaoo.....
>
> Esatto. Quando la barca disloca, l'altezza e la lunghezza delle onde
> aumentano all'aumentare della velocità della barca.
>

> Se la barca è in piena planata, praticamente non fa onda.

confesso di non avere dati certi (formule o simili) per confutare le
vostre certezze ma se non sbaglio la planata si innesca proprio quando
la lunghezza dell'onda supera la lunghezza della barca e la barca é
abbastanza leggera e piatta da riuscire a salirci sopra (l'onda) e a non
fermarsi con la poppa risucchiata nel cavo (come fanno le barche
dislocanti). Se ciò é vero forse la barca in planata pura non aumenta
a dismisura la propria onda in proporzione diretta alla velocità di
avanzamento ma comunque produce un'onda più lunga della barca dislocante
di corrispondente lughezza, inoltre la barca in planata pura non risente
della propria onda ma ne produce in abbondanza, se non producesse onda
non avrebbe niente che la sostiene facendole ridurre la superficie
bagnata ed
aumentare la velocità. Chi ha passato una notte a Vulcano maledicendo
l'ultimo aliscafo della notte ed il primo della mattina (dura mezz'ora
l'intervallo
tra l'uno e l'altro) potrà certificare empiricamente che anche la
planata pura
produce onda, caspita se produce onda!
Ma non avevamo un fisico nel NG?
Che lo paghiamo a fare se non risolve questi problemi?
b.v. mario

mario lepore

unread,
Sep 10, 1998, 3:00:00 AM9/10/98
to

Mack Andrews <nospamh...@tin.it> scritto nell'articolo
<6t7vf8$5rb$5...@nslave1.tin.it>...


>
> Lorenzo Fiorentini ha scritto nel messaggio
> <35F6E858...@galactica.it>...
> >Aggiungo (amo i terroni piu' dei polentoni (cui appartengo), meglio
> precisarlo) che i peggiori
> >motonauti li ho trovati in Sicilia.
>
>
> Premesso che anche io sono un pulentun e anche a me i Meridionali sono
molto simpatici
>
> La spiegazione della tua storia deve anche essere dovuta al fatto che
in
> Meridione la patente riesci ad averla in molti modi e quindi anche
> l'educazione alla navigazione ne risente.

permettete un intervento decisamente fuori tema:
a) concordo pienamente sul tema dell'inciviltà di molti motonauti
meridionali (quando vedrete gente che a Li galli (davanti a positano
(casa di Nureyev e luogo carissimo a Di Filippo per intenderci)) butta
a mare tutti i resti del pranzo (piatti e bicchieri di plastica
compresi) avrete un anelito di amore per Bossi;
b) concordo meno sul fatto che i meridionali possano essere molto
simpatici a chi senza prove dirette da Milano afferma che in Meridione
la patente riesci ad averla in molti modi, questo mi sa molto di
pregiudizio;
c) sono certo che nessuno é più cortese o corretto perchè ha preso la
patente in un modo o in un altro. Purtroppo nessuna scuola guida potrà
far ingentilire un cafone. chi nasce tondo non può morire quadro (si
dice solo a Napoli?).

Per vostra informazione i peggiori motonauti sono a Malta. Poiché
nessuno lì conosce la pompa a membrana del Farymann ho passato due
settimane con velocità massima di 2 nodi (a Salerno mi hanno lavato la
membrana in un bicchiere di gasolio e tutto é tornato a posto).
Praticamente sono stato per due settimane la boa di virata dei motonauti
locali.
Come mi vedevano in lontananza cambiavano rotta di venti gradi per
girarmi intorno a tutta velocità.
Chi ha detto che le barche plananti non fanno onda?
Chi sa come si prende la patente a malta?
Dubbi amletici.
mario

Mack Andrews

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to

mario lepore ha scritto nel messaggio
<01bddd05$ca02d480$LocalHost@default>...
Mario Lepore ha scritto

>b) concordo meno sul fatto che i meridionali possano essere molto
>simpatici a chi senza prove dirette da Milano afferma che in Meridione
>la patente riesci ad averla in molti modi, questo mi sa molto di
>pregiudizio;

Niente pregiudizi. Conoscenze ed esperienze personali molteplici nel
settore.
Non posso citare i casi ma conosco almeno 10 persone che hanno fatto la
patente con la sola presenza !

>c) sono certo che nessuno é più cortese o corretto perchè ha preso la
>patente in un modo o in un altro. Purtroppo nessuna scuola guida potrà
>far ingentilire un cafone. chi nasce tondo non può morire quadro (si
>dice solo a Napoli?).

Sicuramente la patente fatta con tutti i crismi non ti insegna a essere
educato o gentile ma sicuramente tiu insegna le regole della navigazione, le
sanzioni eccetera.


>Chi ha detto che le barche plananti non fanno onda?


Nessuno, solo che ne fanno meno di una dislocante

>Chi sa come si prende la patente a malta?


Probabilmente a malta la patente non serve nemmeno

Aloa

Mack

Claudio Ratti

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
"mario lepore" <lep...@mbox.starnet.it> wrote:

>Praticamente sono stato per due settimane la boa di virata dei motonauti
>locali.
>Come mi vedevano in lontananza cambiavano rotta di venti gradi per
>girarmi intorno a tutta velocità.

>Chi ha detto che le barche plananti non fanno onda?

Purtroppo questo capita con una certa frequenza un po' dappertutto ed
in genere ti passano di prua ad una trentina di metri, quando invece
potrebbero tranquillamente passare di poppa.
Non ho mai capito cosa li spinga a questo tipo di comportamento. Che
sia una forma di sadismo? ;-) Che traggano la loro massima
soddisfazione dal farci ballare come matti, nel farci finire a
pagliolo tutto quanto non e' ben sistemato sottocoperta?
Perche' e' questo che succede, se stiamo navigando a motore col pilota
automatico inserito e non siamo abbastanza svelti a disinserirlo per
affrontare nel modo giusto le loro onde ...

Ciao,

r...@freemail.it

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
In article <35fac50a...@diesel.cu.mi.it>,
claudi...@galactica.it wrote:

> "mario lepore" <lep...@mbox.starnet.it> wrote:
>
> >Come mi vedevano in lontananza cambiavano rotta di venti gradi per
> >girarmi intorno a tutta velocità.
[...]

Un amico, sul Garda, stufo dei gommoni di luglio/agosto che si divertono a
fargli il pelo, ha deciso di navigare filando a poppa 40m di cima
galleggiante. Non avra' efficacia sugli off-shore ... ma non mi sembra una
cattiva idea.

Che ne pensate?

BV,
Rol.

-----== Posted via Deja News, The Leader in Internet Discussion ==-----
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Dario Cittadino

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
On 10 Sep 1998 22:47:40 GMT, "mario lepore" <lep...@mbox.starnet.it>
wrote:

>
>
>confesso di non avere dati certi (formule o simili) per confutare le
>vostre certezze ma se non sbaglio la planata si innesca proprio quando
>la lunghezza dell'onda supera la lunghezza della barca e la barca é
>abbastanza leggera e piatta da riuscire a salirci sopra (l'onda) e a non
>fermarsi con la poppa risucchiata nel cavo (come fanno le barche
>dislocanti).
E' molto approssimata e poco corretta la tua descrizione e comunque e'
riferita piu' ad un effetto che una causa..

>Se ciò é vero forse la barca in planata pura non aumenta
>a dismisura la propria onda in proporzione diretta alla velocità di
>avanzamento ma comunque produce un'onda più lunga della barca dislocante
>di corrispondente lughezza, inoltre la barca in planata pura non risente
>della propria onda ma ne produce in abbondanza, se non producesse onda
>non avrebbe niente che la sostiene facendole ridurre la superficie
>bagnata ed
>aumentare la velocità.
No, semplificando al massimo:
Uno scafo che naviga a velocita' di disclocamento, cioe' in prima
approssimazione inferiori a SQRT LWL =1.34 naviga totalmente immerso
fra le due creste dell'onda prodotta che e' lunga quanto lo scafo.
Il suo sostentamento e' solo statico(legge di Archimede).
In planata pura, almeno SQRT LWL=3,5 la spinta di sollevamento dello
scafo non e' piu' provocata solo dalla quantita' d'acqua spostata ma
anche e sopratutto da una pressione dinamica che puo' raggiungere
anche l'80 per cento del totale per velocita' molto elevate.
Questa pressione dinamica e' funzione della velocita' , delle forme
dello scafo, dalla sua superfice, dall'assetto ecc. ecc.

Il 20 per cento di volume che manca all'appello e' quello che comunque
rimane immerso e si muove nell'acqua provocando la formazione d'onda
che comunque non e' granche'..

On 9 Sep 1998 22:46:22 +0200, lorenzo.f...@galactica.it (Lorenzo


Fiorentini) wrote:
>
>Concordo con Claudio e invito anch'io Dario a esperire piu' che a teorizzare.
>
>Non capisco la formula per la max velocita', io sapevo che per uno scafo dislocante e'
> Vmax = 6 * SQRT ( L / 6 ),
>con L in metri e Vmax in nodi, cioe' una barca di 6 metri fa max 6 nodi, una di 24 metri 12nodi
>eccetera.

>..........
Io non sono intervenuto a difesa del popolo del motore ma
semplicemente per rettificare una inesattezza tecnica e probabilmente
sono stato un pelino frainteso.
Sono un modestissimo progettista anche se non di professione ma non
sono solo un teorico visto che possiedo e uso una pilotina a motore di
7 m e una piccola deriva a vela da me progettata e autocostruita e
sono in "ammollo" da 16 anni e sull'incivilta' , l'ignoranza nautica e
altre belle cose simili ho tanti episodi in memoria
2 per tutti:
per esempio lo sfiorare la testa del pontile a 45 nodi da un gommone
con 4 persone e 450 hp a bordo, o per esempio vedere collocata in
dicembre gennaio (periodo di stanca) a 20 metri di distanza dal
pontile una "impostata" (rete che dalla superfice scende per 3
metri), praticamente e' come essere chiusi o avere la barca in secca.

On Wed, 09 Sep 1998 13:22:33 GMT, claudi...@galactica.it (Claudio
Ratti) wrote:
>.....


>Non discuto l'esattezza della tua teoria, ma cio' che dico deriva

>soprattutto dalla mia esperienza........
Non e' una "mia" teoria ma di un certo Froude il padre
dell'idrodinamica...

> Una barca a vela di media lunghezza
>(10-12 metri) non puo' procedere a motore ad una velocita' molto
>superiore a sei nodi.

Be per un 12 metri i nodi possono essere se ben motorizzata
tranquillamente anche 7.5 e tradotto in termini piu' significativi
vale a dire che muove una massa d'acqua di circa 4-8 tonnellate alla
velocita' di 14 Km/h, il che non e' niente male.
Di contro uno scafo a motore mettiamo 6 metri 1500 Kg a 30 nodi smuove
circa 0,25 tonnellate.
Lo stesso scafo invece a 5.5 nodi smuove 1500 kg di acqua e produce
quasi la sua massima onda
Insomma, tralasciando le considerazioni sulla velocita intesa come
fattore di pericolo, lo scafo a motore di 6 metri fa molti piu danni a
5.5 nodi che non a 30 e questi sono fatti non opinioni..
:)

> in 25 anni che vado per mare, non ho mai
>visto una barca a vela produrre onde piu' alte di quelle prodotte da
>un motoscafo di pari dimensioni. Mi e' capitato un'infinita' di volte
>di essere alla fonda in rada e vedermi passare vicino una vela a 5-6
>nodi.

Forse erano dei 10/12 metri a 4/5 nodi e c'e' una bella differenza
come velocita' relativa.
Il suo passaggio e' poco avvertibile.


>Ti assicuro che l'onda prodotta e' quasi inavvertibile.
>
>Ciao.
>

>Claudio Ratti
>Comet 11 - RAINBOW 2°
>Marina degli Aregai (IM)

P.S.

I "danni" maggiori all'ormeggio nel mio porticciolo li ho subiti da
gozzi di 7 metri che navigavano "sparati" a 6 nodi.

>Chi ha passato una notte a Vulcano maledicendo
>l'ultimo aliscafo della notte ed il primo della mattina (dura mezz'ora
>l'intervallo
>tra l'uno e l'altro) potrà certificare empiricamente che anche la
>planata pura
>produce onda, caspita se produce onda!

L'esempio non e' calzante in quanto per l'aliscafo che per mezzo di
profili alari sfrutta massicciamente la spinta dinamica, valgono altre
considerazioni tecniche e comunque parli di ben altre stazze.
Inoltre il danno lo producono proprio in fase di decollo e di
ammaraggio, fasi non a caso riconducibili alle fasi di dislocamento e
semiplanata.

> Ma non avevamo un fisico nel NG?
> Che lo paghiamo a fare se non risolve questi problemi?
>b.v. mario

Non sono un fisico ma spero di aver contribuito a fare un po di
chiarezza.. :-)

p.s.
Consideriamo una nave traghetto di 200 metri al galleggiamento: = 656
piedi
Essa naviga placida a 20 nodi che corrispondono ad una velocita'
relativa di 0.78 e produce un'onda che e' significativa solo a causa
della sua stazza: portiamo adesso la sua velocita' per assurdo a 34
nodi.... ebbene sarebbe come una specie di maremoto :-)) e la calma
(sia pure piu agitata dei 20 nodi) tornerebbe solo quando
raggiungerebbe i 90 nodi .
Per un 10 metri, 8.5 al galleggiamento leggasi 4 -7-18 nodi.
Scusate la lungaggine...
Ciaooooo
Dario

Giovanni

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
>> Meridione la patente riesci ad averla in molti modi e quindi anche
>> l'educazione alla navigazione ne risente.
>
>a) Li galli (davanti a positano

>(casa di Nureyev e luogo carissimo a Di Filippo per intenderci)) butta
>a mare tutti i resti del pranzo (piatti e bicchieri di plastica
>compresi) ...

>avrete un anelito di amore per Bossi;

Anche se non mi fece addirittura questo effetto, anche io ho visto lo
scempio di Li Galli.

>b) concordo meno sul fatto che i meridionali possano essere molto
>simpatici a chi senza prove dirette da Milano afferma che in Meridione
>la patente riesci ad averla in molti modi, questo mi sa molto di
>pregiudizio;

A me, a Palermo, una persona normale e per bene offrì la patente B
AUTOMOBILISTICA. Niente corsi o esami, bastava pagare.
Peccato l'avessi già fatta...
Comunque, anche a Milano vi furono degli scandali incredibili per le
gabole (dite così anche a Napoli?), insomma per gli intrighi tra
scuole guida e motorizzazione.

Comunque, prima di fare affermazioni qualunquiste su meridionali o
settentrionali, su terun o polentun, su nordest o nordovest, potremmo
ripetere un test oggettivo.
A La Spezia, dove sono TUTTI liguri o milanesi, pieno nordovest
"civile e industrioso", il risultato è stato 18 motoscafi troppo
veloci su 27.
Chissà quale è la percentuale a Napoli?
Perché non spendi un mezz'ora a fare questa prova, Mario, quando sei a
prendere il sole davanti a Posillipo o a Marina Grande?

Comunque, per quanto riguarda il mare, il sole, le isole, il vento,
insomma per andare in barca in generale, il sud è MOLTO MEGLIO del
nord: su questo penso che nessuno abbia dei dubbi.
Qui in padania cosa ci resterebbe?
Il nebbioso, paludoso e "mucilloso" spiaggione veneto-romagnolo? :-(((
La Liguria è un po' più bella, ma non ho ancora capito se fa parte o
meno della padania.
I laghi sono splendidi, ma farci il bagno è roba da tedeschi.
Insomma, almeno se si parla di nautica, W la Sardegna, la Sicilia, la
Puglia e la Campania.

>Per vostra informazione i peggiori motonauti sono a Malta.

Ci credo, ma anche i corsi, con i loro motoscafini, non scherzano per
niente.

>Chi ha detto che le barche plananti non fanno onda?

Io.
Per me, una barca fa meno onda quando plana a 15 nodi rispetto a
quando disloca a 10. Comunque adesso rileggo bene "La fisica della
vela" e quindi cerco di darti una spiegazione scientifica.


Giovanni

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
>... Sono un modestissimo progettista anche se non di professione ma non
> ....

>Non sono un fisico ma spero di aver contribuito a fare un po di
>chiarezza.. :-)

Molto meglio di quanto avrei fatto io come fisico. :-)
Fiuuu... scampato pericolo... già temevo di dovermi arrampicare sugli
specchi di una spiegazione che non conosco bene come te.
Grazie!

Ragazzi: ha ragione lui.
Quando la barca comincia a planare, si alza sull'acqua, la parte
immersa è minore. Quindi meno acqua spostata, quindi meno onda.

Se avete un gommone o un piccolo motoscafo potete fare la prova.
Sui 10 nodi la barca disloca ancora, va avanti con la prua impennata e
fa un onda bestiale. Aumentando di poco la velocità, la barca si
"alza" sull'acqua e riabbassa la prua: in quel momento l'onda
diminuisce drasticamente.

Comunque, la barca in planata è molto più pericolosa per altri motivi.
Quindi, vicino ad altre barche si può fare solo una cosa: andare sotto
i 5 nodi.

Ciao
Giovanni

Emiliano Milani

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
Ciao Dario,
non riesco a capire le due formulette che hai scritto:

> Uno scafo che naviga a velocita' di disclocamento, cioe' in prima
> approssimazione inferiori a SQRT LWL =1.34 naviga totalmente immerso
> fra le due creste dell'onda prodotta che e' lunga quanto lo scafo.
> Il suo sostentamento e' solo statico(legge di Archimede).

> In planata pura, almeno SQRT LWL=3,5 la spinta di ........

LWL suppongo sia la lunghezza al galleggiamento (in che unita' di
misura?) la velocita' dov'e'? perche' lette cosi' se LWL e' 10 metri di
solito resta a 10 metri e quindi SQRT( 10.0) = 1.34 non va' tanto bene
mentre, per combinazione, SQRT( 10.0) = 3.5 ci va' vicino.
Ciao
Emiliano

Mack Andrews

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to

r...@freemail.it ha scritto nel messaggio
<6tb644$c2b$1...@nnrp1.dejanews.com>...

>Un amico, sul Garda, stufo dei gommoni di luglio/agosto che si divertono a
>fargli il pelo, ha deciso di navigare filando a poppa 40m di cima
>galleggiante. Non avra' efficacia sugli off-shore ... ma non mi sembra una
>cattiva idea.

Eeeee, bellina come idea.

Pero' bisogna vedere se non si rischia che ti chiedano i danni
Qualcuno ne sa' qualcosa ?

Se si puo' semnza rischi, perche allora deve essere proprio galleggiante che
si vede di piu' ?

ALOA

Mack

Claudio Ratti

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
dcitt...@NOSPAMdada.it (Dario Cittadino) wrote:

> On Wed, 09 Sep 1998 13:22:33 GMT, claudi...@galactica.it (Claudio
>Ratti) wrote:
>>.....
>>Non discuto l'esattezza della tua teoria, ma cio' che dico deriva
>>soprattutto dalla mia esperienza........

>Non e' una "mia" teoria ma di un certo Froude il padre
>dell'idrodinamica...

Temo tu mi abbia frainteso. Intendevo dire che non discuto l'esattezza
della teoria da te enunciata ;-) Non oserei mai mettermi a discutere
di teoria, dal momento che non ne so assolutamente nulla e non ci
voleva molto a capire che tu ne sai molto piu' di me. Tutto quello che
so, deriva dall'esperienza maturata in tanti anni che vado per mare
...

>> Una barca a vela di media lunghezza
>>(10-12 metri) non puo' procedere a motore ad una velocita' molto
>>superiore a sei nodi.

>Be per un 12 metri i nodi possono essere se ben motorizzata

>tranquillamente anche 7.5 [...]

Lo so, ma credo che ben pochi velisti navighino abitualmente a tutto
motore. Ad esempio la mia barca, che misura 11 metri f.t., 8,90 al
galleggiamento ed e' motorizzata con un Volvo MD17 da 35 CV, a "tutta
manetta" (2.200 r.p.m.) puo' superare i 7 nodi. Normalmente pero',
quando vado a motore, navigo a 1.800 giri a 6,3 nodi.

[...]


>Insomma, tralasciando le considerazioni sulla velocita intesa come
>fattore di pericolo, lo scafo a motore di 6 metri fa molti piu danni a
>5.5 nodi che non a 30 e questi sono fatti non opinioni..

Non intendo affatto confutare quanto affermi. Mi pare pero' che
stessimo facendo un discorso diverso. Se sei alla fonda in rada ed una
barca a motore di 11-12 metri ti passa vicino a 9-10 nodi, il che
avviene abbastanza frequentemente (non dico a 30 nodi, perche' in quel
caso sarebbe da galera), significa che sta navigando in dislocamento.
Tu puoi calcolare quali siano le proporzioni dell'onda che solleva ...
Quindi, gira e rigira, in fondo stiamo dicendo la stessa cosa.
In mare aperto, quando si incrocia un motoscafo di dimensioni
medio-grandi, il fatto che il piu' delle volte noi si balli parecchio
credo sia inconfutabile. Dipendera' sicuramente dalla loro velocita'
non sufficientemente elevata, che li porta a procedere in
semi-dislocamento (magari per risparmiare carburante, non lo so), ma
questo purtoppo non riduce il nostro rollio, anzi ...


>> in 25 anni che vado per mare, non ho mai
>>visto una barca a vela produrre onde piu' alte di quelle prodotte da
>>un motoscafo di pari dimensioni. Mi e' capitato un'infinita' di volte
>>di essere alla fonda in rada e vedermi passare vicino una vela a 5-6
>>nodi.
>Forse erano dei 10/12 metri a 4/5 nodi e c'e' una bella differenza
>come velocita' relativa.
>Il suo passaggio e' poco avvertibile.

Appunto. Forse dipende dall'abitudine a certe velocita'. Tento di
spiegarmi: se in auto sto viaggiando a 220 Km/h e freno fino ad 80
Km/h, ho l'impressione di andare pianissimo. Invece procedo pur sempre
ad 80 Km/h!! Allo stesso modo, un conducente di motoscafo che si
avvicinasse ad una rada a 30 nodi e riducesse la velocita' fino a 9-10
nodi, potrebbe avere l'impressione di andare sufficientemente adagio e
non rendersi conto che l'onda che sta sollevando e' ancora piu' alta.
Attenzione, non sto cercando di assolvere certi motoscafisti, sto solo
tentando di capire alcuni loro comportamenti, che diversamente
sarebbero inspiegabili.

Diego Banti

unread,
Sep 11, 1998, 3:00:00 AM9/11/98
to
On Fri, 11 Sep 1998 09:16:34 +0200, "Mack Andrews"
<nospamh...@tin.it> wrote:
Zippete

>Sicuramente la patente fatta con tutti i crismi non ti insegna a essere
>educato o gentile ma sicuramente tiu insegna le regole della navigazione, le
>sanzioni eccetera.
>

>Mack
>
>
Ciao Mack
E chi ti dice che chi si comporta in un certo modo lo faccia per
ignoranza?
Quello di cui mi sento certo è che delle regole se ne stropicciano e
pensano che così li guardi e vedi quanto sono bravi e potenti.

Circa il passarti di prua anziché di poppa, iopenso che molti lo
facciano apposta per farti pagare in un qualche modo una abilità che
loro non hanno e che, in fondo, ti invidiano.

Ciao

Diego

Dario Cittadino

unread,
Sep 12, 1998, 3:00:00 AM9/12/98
to
On Fri, 11 Sep 1998 16:20:10 -0700, Emiliano Milani
<mil...@cris.enel.it> wrote:

>Ciao Dario,
>non riesco a capire le due formulette che hai scritto:
>

>> Uno scafo che naviga a velocita' di disclocamento, cioe' in prima
>> approssimazione inferiori a SQRT LWL =1.34 naviga totalmente immerso
>> fra le due creste dell'onda prodotta che e' lunga quanto lo scafo.
>> Il suo sostentamento e' solo statico(legge di Archimede).

>> In planata pura, almeno SQRT LWL=3,5 la spinta di ........
>
>LWL suppongo sia la lunghezza al galleggiamento (in che unita' di
>misura?) la velocita' dov'e'? perche' lette cosi' se LWL e' 10 metri di
>solito resta a 10 metri e quindi SQRT( 10.0) = 1.34 non va' tanto bene
>mentre, per combinazione, SQRT( 10.0) = 3.5 ci va' vicino.
>Ciao
>Emiliano

Allora LWL in questo contesto e' misurata in piedi;
1 piede 0.3048 m
non conoscendo la esatta lunghezza al galleggiamento di uno scafo di
forme classiche si puo partire in prima approssimazione con LWL=0.85
della lunghezza fuori tutto.
Ciao a te e tutto il gruppo vado finalmente in ferie per 2 misere
settimane Ciaooooooooo


mario lepore

unread,
Sep 12, 1998, 3:00:00 AM9/12/98
to

Dario Cittadino <dcitt...@NOSPAMdada.it>ha scritto nell'articolo
<35f8f910...@news.dada.it>... cose che mi hanno incantato per
precisione e chiarezza ma credo che non sia solo l'odio del velista per
il motorista a farci ricordare decine di sbandate e traballamenti per
barche in planata prossime alla nostra rotta e nessuno (dico nessuno sul
serio) sbattimento per barche a vela o dislocanti che abbiamo
incrociato. Considerata la tua esperienza ti prego di valutare se i
nostri amati ferri da stiro non abbiano per caso altre caratteristiche
(oltre alla massa d'acqua che spostano) per determinare le onde che sono
esperienza di tutti. Del resto credo che sia capitato a tutti di aver
incrociato da vicino navi di dimensioni e velocità paragonabili che a
volta ci hanno mandato su e giù per un quarto d'ora e a volte sono
andate via quasi senza che ce ne accorgessimo.
Tu stesso dici "Questa pressione dinamica e' funzione della velocita' ,

delle forme dello scafo, dalla sua superfice, dall'assetto ecc. ecc"

immagino che anche la natura dell'onda sia funzione delle stesse
variabili. Avanzo allora timidamente (non posso assumere altro
atteggiamento dopo la tua lezione) un'altra ipotesi:
ma non é che l'onda é determinata più dalla velocità con cui
la massa é spostata che dalla quantità di acqua mossa?
O che l'onda piccola ma veloce é più ripida dell'onda massiccia
ma lenta? Ti segnalo un'altra osservazione recente: ho portato in
trasferimento uno sciarelli pesantissimo con il motore rotto da vibo a
camerota; quando camminavamo (spesso eravamo perfettamente fermi)
non facevamo più di 1,5-2 nodi. Bene avrà pure pesato almeno 6-7
tonnellate se non di più ma l'onda che ho avuto modo di rimirare per
giorni in un mare piatto non era più alta di 5-6 cm. L'ho osservata con
particolare cura perché per la prima volta mi capitava di notare con
estrema chiarezza che per lo scarroccio l'onda sottovento faceva,
come é giusto, un angolo con la prua diverso dall'onda sopravento
e la cosa era accentuata dalla sporcizia della carena che riduceva al
minimo l'avanzamento. Bene io spostavo 6 tonnellate ma l'ultimo dei
gommoni che peserà con l'equipaggio 200-300 kg e che in planata
sposta solo 50 kg fa onde evidentemente più alte e dannose.
Qualcosa non funziona della teroria tua o di chi é.
Comunque in ogni caso propongo di sospendere il lauto stipendio al
fisico e di passarlo a te.
b.v. e complimenti
mario

Giovanni <mil...@NOLISTiperbole.bologna.it> scritto nell'articolo

<35f90569...@news.interbusiness.it>...


> >> Meridione la patente riesci ad averla in molti modi e quindi anche
> >> l'educazione alla navigazione ne risente.

> A me, a Palermo, una persona normale e per bene offrì la patente B
> AUTOMOBILISTICA. Niente corsi o esami, bastava pagare.
> Peccato l'avessi già fatta...

Ragazzi di imbrogli se ne fanno dovunque e dobbiamo solo fare lo sforzo
dovunque di isolare chi li fa e di tenerci fuori da essi. Io da
meridionale sono disponibile ad affermare che la piccola corruzione
forse qui é più diffusa, come certamente é più diffusa la
macrocriminalità violenta (STATISTICAMENTE SEMBRA CHE I SASSI DAL
CAVALCAVIA E L'ASSASSINIO DI INTERE FAMIGLIE DA PARTE DEI FIGLI SIANO
VOSTRE GRADITE PREROGATIVE e in particolare la seconda ve la lascio
tutta con molta gioia), mi da fastidio che i nostri gravissimi
"difetti" diventino un modo automatico per misurare cose di tutti i
tipi e addirittura i problemi di educazione nautica e di attribuire ai
nostri guai un avvenimento semplicemente perché avvenuto a Lipari.
Come se si attribuisse alla mafia turca uno speronamento avvenuto da
quelle parti prima di sapere chi era alla guida della barca speronante.
E' chiaro che dove girano meno soldi nel privato un posto pubblico
può rappresentare anche un'occasione per vendere ciò che invece
ti spetta ma le patenti nautiche mediamente sono abbastanza serie
anche qui e conosco gente che ha tentato cinque o sei volte prima di
riuscire a prenderla. Io al posto tuo non sarei così certo del fatto che
hai perso un'occasione per la patente B AUTOMOBILISTICA perché
probabilmente solo dopo aver pagato avresti potuto verificare se ti
davano davvero la patente e non credo che saresti andato a denunciarli
in caso di mancato rispetto dei patti.

> Comunque, .................... potremmo ripetere un test oggettivo.


> A La Spezia, dove sono TUTTI liguri o milanesi, pieno nordovest
> "civile e industrioso", il risultato è stato 18 motoscafi troppo
> veloci su 27.
> Chissà quale è la percentuale a Napoli?
> Perché non spendi un mezz'ora a fare questa prova, Mario, quando sei a
> prendere il sole davanti a Posillipo o a Marina Grande?

Domani prenderò il sole solo a capodorso con il mio meteor e ti posso
garantire già da ora che davanti a capodorso a mezzo miglio dalla costa
vanno tutti (100/100) al massimo della velocità facendomi ballare (anche
se la teoria dice che non devo ballare) a più non posso. Mi sembra però
che il messaggio che ha dato origine al thread (si dice così???????)
faceva riferimento ad un passaggio di larghezza ridotta e non ho la
possibilità perciò di fare paragoni omogenei con l'esempio di La Spezia.
Proprio a Capodorso anni fa salvai un ragazzo che non sapeva nuotare e
stava con amici su un pattino messo in crisi e poi praticamente
capovolto dall'onda di un motoscafo che passava più o meno alla mia
stessa distanza da lui. Mi state facendo venire il dubbio che lo abbia
capovolto io e non il ferro da stiro.
Per fortuna non mi picchiò e mi ringraziò caldamente mentre maledisse
con tutto il cuore il motonauta.

> Comunque, per ...... andare in barca in generale, il sud è MOLTO


MEGLIO del
> nord: su questo penso che nessuno abbia dei dubbi.
> Qui in padania cosa ci resterebbe?
> Il nebbioso, paludoso e "mucilloso" spiaggione veneto-romagnolo? :-(((

IO ho fatto in Aprile venezia- rimini e poi a maggio rimini pescara (in
un aborto di rimini corfù rimini finito miseramente in un blocco
urinario da stress-emozione, inspiegabile a qualsiasi urologo) ma
ricordo quelle esperienze quasi come una cosa da fare per obbligo e
men che mai come un piacere.
I nautofoni nella nebbia a mezzogiorno ad aprile davanti alla costa
totalmente piatta e tutta uguale (dove noi ancora senza loran dovemmo
quasi insabbiarci per cercare dei punti di riferimento ed alla fine
chiedemmo la strada ai pescatori come si farebbe al centro di una città)
credo che possano piacere solo ai riminesi (chi sa se piacciono davvero
anche a loro? io ho i miei dubbi)

mario

Giovanni

unread,
Sep 12, 1998, 3:00:00 AM9/12/98
to
>Comunque in ogni caso propongo di sospendere il lauto stipendio al
>fisico e di passarlo a te.

Prego: visto che il "lauto stipendio" è, come tutto qui, virtuale...
;-)

No, scherzi a parte, complimenti a Dario per la precisone.
Io comunque mi documenterò e tornerò alla carica per riguadagnare la
stima almeno, se non il denaro.

A proposito di onde, qualcuno a visto il film di venerdì sera su
raitre sulle onde anomale? Non era fatto male, almeno dal punto di
vista scientifico.

>> A me, a Palermo, una persona normale e per bene offrì la patente B
>> AUTOMOBILISTICA. Niente corsi o esami, bastava pagare.

>Ragazzi di imbrogli se ne fanno dovunque e dobbiamo solo fare lo sforzo
>dovunque di isolare chi li fa e di tenerci fuori da essi. ...riuscire a prenderla.

Dicevo appunto che a Milano fanno esattamente la stessa cosa.

>> Peccato l'avessi già fatta...

>Io al posto tuo non sarei così certo del fatto che


>hai perso un'occasione per la patente B AUTOMOBILISTICA perché
>probabilmente solo dopo aver pagato avresti potuto verificare se ti
>davano davvero la patente e non credo che saresti andato a denunciarli
>in caso di mancato rispetto dei patti.

No: il "peccato" era del tutto ironico.
Ah già! Ho dimenticato il faccino ";-)))", scusa.
Trabocchetti della comunicazione elettronica.

Meglio averla fatta seriamente: mi è servito molto.

>Domani prenderò il sole solo a capodorso con il mio meteor

Meteor? Non hanno fatto l'anno scorso il campionato italiano proprio a
Napoli? Hai partecipato?

>che il messaggio che ha dato origine al thread (si dice così???????)
>faceva riferimento ad un passaggio di larghezza ridotta e non ho la
>possibilità perciò di fare paragoni omogenei con l'esempio di La Spezia.

"Thread": "filo" e in senso figurato "il filo del discorso". Direi che
va bene.

In effetti, non vi sono passaggi così stretti dalle tue parti, ma puoi
fare la prova in qualsiasi rada affollata, se ti va. Anche se il
risultato non sarà direttamente confrontabile, sarà statisticamente
valido.

>> Qui in padania cosa ci resterebbe?
>> Il nebbioso, paludoso e "mucilloso" spiaggione veneto-romagnolo? :-(((
>

>... alla costa totalmente piatta e tutta uguale ...


>credo che possano piacere solo ai riminesi (chi sa se piacciono davvero
>anche a loro? io ho i miei dubbi)
>
>mario

Senti, per piacere, non girare il coltello nella piaga... ;-)
In Romagna la costa fa schifo, c'è più nebbia che vento, l'acqua è una
fogna, è vero. Ma noi cosa ci possiamo fare? E' l'unico mare dove
poter arrivare in un'ora di macchina. Se nello stesso tempo da Bologna
si potesse andare a Posillipo, non avrei alcun dubbio sulla scelta.
I miei amici dello Yacht Club Savoia, a Castel Dell'Ovo, andavano in
barca dall'ufficio addirittura nell'intervallo di colazione. Che dire?
Un'invidia...

Comunque, la prossima volta che avessi voglia di salire a latitudini
più brumose, ti consiglio di andare in Liguria. Soprattutto a Ponente
e a La Spezia c'è sempre una bella brezza e l'acqua è più limpida che
l'Adriatico.

Ciao
Giovanni

Claudio Ratti

unread,
Sep 12, 1998, 3:00:00 AM9/12/98
to
"mario lepore" <lep...@mbox.starnet.it> wrote:

>Del resto credo che sia capitato a tutti di aver
>incrociato da vicino navi di dimensioni e velocità paragonabili che a
>volta ci hanno mandato su e giù per un quarto d'ora e a volte sono
>andate via quasi senza che ce ne accorgessimo.

A questo proposito, tempo fa mi capito' di leggere che i giapponesi
costruiscono navi che, nonostante siano capaci di velocita' notevoli,
praticamente non generano onda. Credo dipenda dalle forme della carena
e mi chiedo perche' non si possa applicare lo stesso principio alla
carena dei motoscafi. Certo che, se fosse possibile farlo, la qualita'
della nostra vita in mare ne trarrebbe vantaggi enormi!
Dario, illuminaci ...

Diego Banti

unread,
Sep 12, 1998, 3:00:00 AM9/12/98
to
On Sat, 12 Sep 1998 18:37:00 GMT, claudi...@galactica.it (Claudio
Ratti) wrote:

>A questo proposito, tempo fa mi capito' di leggere che i giapponesi
>costruiscono navi che, nonostante siano capaci di velocita' notevoli,
>praticamente non generano onda. Credo dipenda dalle forme della carena
>e mi chiedo perche' non si possa applicare lo stesso principio alla
>carena dei motoscafi. Certo che, se fosse possibile farlo, la qualita'
>della nostra vita in mare ne trarrebbe vantaggi enormi!
>Dario, illuminaci ...
>

>Ciao.
>Claudio Ratti
>Comet 11 - RAINBOW 2°
>Marina degli Aregai (IM)

Forse dipende dal concetto di gestione del brevetto della carena e che
altro.
Potrebbero tuttavia accontentarsi di una royalti e passare l'idea ai
progettisti di scafi minori da diporto.

Bho, anchi lo sa?

Ciao

Diego

dcitt...@dada.it

unread,
Sep 13, 1998, 3:00:00 AM9/13/98
to
On Fri, 11 Sep 1998 16:20:10 -0700, Emiliano Milani
<mil...@cris.enel.it> wrote:

>
>LWL suppongo sia la lunghezza al galleggiamento (in che unita' di
>misura?) la velocita' dov'e'? perche' lette cosi' se LWL e' 10 metri di
>solito resta a 10 metri e quindi SQRT( 10.0) = 1.34 non va' tanto bene
>mentre, per combinazione, SQRT( 10.0) = 3.5 ci va' vicino.
>Ciao
>Emiliano

Allora LWL e' la lunghezza al galleggiamento e in questo contesto e'
indicata in piedi; 1 piede 0.3048 m .
Per uno scafo di 10 m f.t. se non si conosce l'esatta LWL in prima
approssimazione e per le forme classiche si stima in 0.85 di LOA(sigla
per la lunghezza fuori tutto).

Ciaoo
a risentirci fra 2 settimane parto per le vacanze ....

r...@freemail.it

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
In article <6tbeg7$blp$2...@nslave1.tin.it>,

Dunque, premesso che credo nella societa' civile e nello stato di diritto, in
certi casi, pero', credo anche nell'autodifesa dagli stronzi.

Quindi, nel caso il gommone stronzo ci dovesse finire dentro perche' si
divertiva a farmi il pelo, io tirerei dritto per la mia rotta (la cima
galleggiante e' fissata a poppa con elastico o sagolino a rottura
controllata...).
Dubito che lo rivedrei, e cmq la mia scusa ufficiale sarebbe "sorry, non mi
sono accorto di nulla, la cima sara' caduta accidentalmente fuoribordo ...",
mentre la sua scusa per la stronzata quale sarebbe? E con che coraggio mi
chiede i danni? e dopo avermeli chiesti che fa? causa civile con durata media
10 anni? faccia pure ...

Mi rendo conto che non e' marinaresco (e cmq io in mare ho sempre soccorso
spontaneamente e gratuitamente chi ne avesse bisogno), ma qui si tratta di
stronzi e di autodifesa.

Claudio Ratti

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
dba...@ticino.com (Diego Banti) wrote:

>On Sat, 12 Sep 1998 18:37:00 GMT, claudi...@galactica.it (Claudio
>Ratti) wrote:
>
>>A questo proposito, tempo fa mi capito' di leggere che i giapponesi
>>costruiscono navi che, nonostante siano capaci di velocita' notevoli,
>>praticamente non generano onda.

>Forse dipende dal concetto di gestione del brevetto della carena e che


>altro.
>Potrebbero tuttavia accontentarsi di una royalti e passare l'idea ai
>progettisti di scafi minori da diporto.

Infatti. E' proprio per questo che mi chiedo perche' non lo facciano.
Non credo che i costi di produzione delle barche a motore da diporto,
costruite seguendo quel concetto, sarebbero piu' alti.
Sarebbe interessante sentire l'opinione di un progettista. Dario al
momento dovrebbe essere in ferie. Chissa' che, al suo rotirno, non
voglia spiegarcelo.

Emiliano Milani

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
Caro Dario,
o chiunque altro lo sappia e voglia cortesemente spiegarmelo.
Cosa significa la frase:
"Uno scafo che naviga a velocita' di dislocamento, cioe' in prima
approssimazione inferiori a SQRT LWL =1.34 ......."
Non mi interessano i rapporti tra LWL (Lenght of Water Line) e LOA
(Lenght Over All) che nel periodo citato non mi sembra vengano
coinvolti.
Una volta capita la prima frase credo saro' in grado di capire anche:
"In planata pura, almeno SQRT LWL=3,5 ....."
Grazie e Ciao a Tutti.
Emiliano

Ernesto Rossi

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
On Mon, 14 Sep 1998 08:09:19, r...@freemail.it wrote:

> Dubito che lo rivedrei, e cmq la mia scusa ufficiale sarebbe "sorry, non mi
> sono accorto di nulla, la cima sara' caduta accidentalmente fuoribordo ...",
> mentre la sua scusa per la stronzata quale sarebbe? E con che coraggio mi
> chiede i danni? e dopo avermeli chiesti che fa? causa civile con durata media
> 10 anni? faccia pure ...

Il fatto che la cima fosse fuori bordo per una "dimenticanza" non ti
esime (soprattutto non esime la tua assicurazione) dal pagare i danni.
Funziona esattamente come in automobile: se c'e' un auto in sosta
vietata e tu le fai una riga sei tenuto a risarcire il danno...
Allo stesso modo se in una rada (o in un porto) un motoscafo procede a
velocita' tale da produrre onde che ti causano dei danni puoi chiedere
il risarcimento...


Saluti,
Ernesto Rossi


Claudio Ratti

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
claudi...@galactica.it (Claudio Ratti) wrote:

>Chissa' che, al suo rotirno, non

^^^^^^^^
Ops, scusate, era "ritorno"

Giovanni

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
>A questo proposito, tempo fa mi capito' di leggere che i giapponesi
>costruiscono navi che, nonostante siano capaci di velocita' notevoli,
>praticamente non generano onda...
>Dario, illuminaci ...

Essendo l'ormai mitico Dario in vacanza, per continuare la
discussione, ti racconto un caso interessante, anche se non
illuminante quanto Dario sarebbe stato in grado di fare.

Dei miei amici architetti hanno progettato un vaporetto che non
produce onda. Ovviamente la cosa era studiata per Venezia, dove le
onde delle barche di passaggio nei canali stanno provocando danni
artistici incalcolabili. Comunque si potrebbe applicare in generale
per evitare i fastidi causati dalle onde.

Il principio, semplice quanto geniale, č sfruttare la sovrapposizione
di due diversi treni d'onda. Se le onde sono opportunamente sfasate,
si ha interferenza distruttiva: in pratica le due onde diverse si
annulano a vicenda.
Ma come produrre due serie d'onde con una stessa barca? Facile: basta
un catamarano! Proprio cosě, un vaporetto multiscafo. Se la distanza
tra i due scafi č studiata appositamente, si ottiene che l'onda di uno
scafo annulla quella dell'altro.

>
>Ciao.
>Claudio Ratti
>Comet 11 - RAINBOW 2°
>Marina degli Aregai (IM)

Ciao
Giovanni


Massimo Cesareo

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
Tanto per dire anche la mia :-))

Il mio motoscafino di 5 mt e circa 250 Kg fa una bella onda (alta, lunga,
lenta) poco prima della planata. La stessa onda diventa alta meno della
meta' e molto piu' ripida appena planato.
Per cercare di fare poca onda in acque affollate devo muovermi a velocita'
molto piu' ridotta di quella che le formule indicherebbero come *critica*
perche' la barca, che e' progettata per la planata (in parole povere come la
meta' anteriore di una barca dislocante lunga il doppio) , tende a *rompere*
molto prima di quanto farebbe uno scafo dalle forme fini; quest' ultimo ha
forme che *sposano* l' onda ed è pensato per avere la minima resistenza all'
avanzamento (quindi anche spostare meno acqua possibile) alle velocita'
dislocanti.

Mi sembra che la famosa formula della velocita' critica prevedesse anche un
fattore di forma dello scafo.
Qualcuno lo conosce?

Scusatemi le divagazioni fondate su lontane memorie e forse confuse.

Ciao
Massimo
______________________________
> antispam: rimuovere la K <


r...@freemail.it

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
In article <bcDPpX2RHiiX-pn2-jsIuyJBMFkpy@localhost>,
re...@NOSPAMloveboat.com (Ernesto Rossi) wrote:

> ...
> Il fatto che la cima fosse fuori bordo per una "dimenticanza" non ti
> esime (soprattutto non esime la tua assicurazione) dal pagare i danni.

> ...

OK, hai ragione: mettiamo pure che il gommonauta che si divertiva a fare il
pelo alle barche prenda la mia cima galleggiante nell'elica, e mettiamo che
questo gli procuri qualche grattacapo.
Mettiamo che comunque lui mi ritrovi e mi chieda i danni e io gli dia i dati
dell'assicurazione.

Alla fine del tutto credo che il ricordo gli servira' da lezione per la
prossima volta ... o no ?

Con tutto il rispetto per i motonauti educati.

Giovanni

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
>> Il fatto che la cima fosse fuori bordo per una "dimenticanza" non ti
>> esime (soprattutto non esime la tua assicurazione) dal pagare i danni.
>> ...
>
>OK, hai ragione: mettiamo pure che il gommonauta che si divertiva a fare il
>pelo alle barche prenda la mia cima galleggiante nell'elica, e mettiamo che
>questo gli procuri qualche grattacapo.
>Mettiamo che comunque lui mi ritrovi e mi chieda i danni e io gli dia i dati
>dell'assicurazione.
>
>Alla fine del tutto credo che il ricordo gli servira' da lezione per la
>prossima volta ... o no ?
>
>Con tutto il rispetto per i motonauti educati.
>Rol.
>

L'idea è originale, Rol, ma ovviamente tu l'hai esposta qui per gusto
della provocazione. Come dire: "a quelli che passano in macchina gli
incroci con il rosso, io bucherei le gomme!" o qualcosa del genere.

E' stato giusto scriverlo. Per instillare il dubbio. Perché così i
gommonauti folli, che leggono il tuo post, si sentiranno un po' meno
sicuri quando sfrecciano vicini a una barca più lenta:
"E se avesse veramente filato la cima?... mha... nel dubbio passo più
lontano..."

Ma, nella realtà non lo faresti mai, vero?
O no?
;-)))

Qui in pubblico, noi dobbiamo fare i velisti seri ed educati. Quindi
affermiamo, almeno ufficialmente, che giustamente è vietato porre in
acqua degli ostacoli alla navigazione di altre barche, a meno che
questi non siano debitamente segnalati.
Questo dobbiamo dirlo anche per la nostra convenienza. Infatti, se la
tua è solo una proposta fantasiosa, nella realtà quotidiana il mare
davanti alla nostra prua è sempre pieno di ostacoli come lenze,
palamiti, nasse o reti apposti da pescatori più o meno professionisti
e quasi MAI adeguatamente SEGNALATI.

Ciao
Gio'

franco nulli

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to

r...@freemail.it wrote:

> Dunque, premesso che credo nella societa' civile e nello stato di diritto, in
> certi casi, pero', credo anche nell'autodifesa dagli stronzi.

E le argomentazioni che seguono sarebbero da te definite civili?

> Quindi, nel caso il gommone stronzo ci dovesse finire dentro perche' si

Da gommonista civile ti posso dire di aver conosciuto anche tanti velisti come da
te definiti.

> divertiva a farmi il pelo, io tirerei dritto per la mia rotta (la cima
> galleggiante e' fissata a poppa con elastico o sagolino a rottura
> controllata...).

> Dubito che lo rivedrei, e cmq la mia scusa ufficiale sarebbe "sorry, non mi
> sono accorto di nulla, la cima sara' caduta accidentalmente fuoribordo ...",

Sempre grande dimostrazione di civilta'!

Ma perche' non lasciate perdere definizioni generalizzanti? Ci sono "Persone"
civili e deficienti.
Che essi siano appartenenti al mondo dei motori o a quello della vela non ha a mio
avviso alcuna importanza.
O forse solamente chi preferisce il vento e' convinto di essere un eletto?
Io amo i motori cosi come amo la vela. Che sono ? Un po' stronzo e un po' saggio?
Mah!

Franco


Giovanni

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
>Ma perche' non lasciate perdere definizioni generalizzanti? Ci sono "Persone"
>civili e deficienti.

Sono d'accordo con te nel condannare chi appositamente lanciasse una
cima nell'elica di un altra barca, anche se questa gli passasse a 30
nodi a 50 cm di distanza.

Però attento anche tu a non generalizzare, con quel "lasciate". Una
sola persona ha PARLATO di fare (e non fatto, fino a prova contraria)
qualcosa di sbagliato: ciò non basta per usare il plurale.

La discussione è nata da una statistica fatta in mezz'ora su circa 40
barche: non aveva nessuna pretesa di essere generale.
Ma un risultato emergeva chiaro. Che cioè i motori erano in quel
momento più dannosi e fastidiosi delle vele. Nella mia esperienza
nautica non è una gran rarità, ma ti invito a portarci testimonianze
che dimostrino il contrario, se esistono.

Gli atteggiamenti dannosi dovrebbero essere condannati da tutti, o
almeno da tutte le "persone civili", indipendentemente se sono
effettuati da motoscafi o da vele. Scommetto che anche tu non sei
contento quando stai facendo il bagno e un pazzo passa a 30 nodi a 5
metri da te. Esattamente come a me, velista, non fa piacere se
un'altra barca a vela si àncora troppo vicino.
Io (ma penso anche tutti gli altri velisti qui intervenuti) non voglio
condannare TUTTI i motonauti. Anzi apprezzo moltissimo quelli civili,
come te.
Questo è il posto dove si può discutere liberamente di tutti gli
atteggiamenti sbagliati in mare, tra i quali c'è (su questo non c'è
ombra di dubbio) la velocità eccessiva vicino a bagnanti o
imbarcazioni. E questo è un atteggiamento sbagliato che una barca a
vela NON può avere per definizione.

Ciao
Gio'

Claudio Ratti

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
mil...@NOLISTiperbole.bologna.it (Giovanni) wrote:

[...]


>Dei miei amici architetti hanno progettato un vaporetto che non
>produce onda.

>Il principio, semplice quanto geniale, č sfruttare la sovrapposizione
>di due diversi treni d'onda. Se le onde sono opportunamente sfasate,
>si ha interferenza distruttiva: in pratica le due onde diverse si
>annulano a vicenda.
>Ma come produrre due serie d'onde con una stessa barca? Facile: basta
>un catamarano! Proprio cosě, un vaporetto multiscafo. Se la distanza
>tra i due scafi č studiata appositamente, si ottiene che l'onda di uno
>scafo annulla quella dell'altro.

Perbacco, e' il classico uovo di Colombo! Si otterrebbe anche
l'effetto di limitare drasticamente il rollio, a tutto vantaggio del
comfort e ... dello stomaco dei passeggeri.
E pensare che nell'agosto scorso, nel golfo de La Napoule, ho
incrociato un battello catamarano per turisti che invece produceva
onde pazzesche, navigando anche con un assetto stranamente appoppato.
Evidentemente la distanza fra gli scafi non era ben calcolata. Ah,
questi progettisti ... ;-)

franco nulli

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to

Giovanni wrote:

> Sono d'accordo con te nel condannare chi appositamente lanciasse una
> cima nell'elica di un altra barca, anche se questa gli passasse a 30
> nodi a 50 cm di distanza.
>

Ok. Ti ringrazio. Questo mi basta.Non ritengo infatti civile difendersi con la
pistola dai cretini. Meglio l'esempio, anche se non paga.

> Però attento anche tu a non generalizzare, con quel "lasciate". Una
> sola persona ha PARLATO di fare (e non fatto, fino a prova contraria)
> qualcosa di sbagliato: ciò non basta per usare il plurale.
>

Di questo chiedo scusa a te e a tutti. il mio intervento e' stato decisamente
impulsivo e me ne rendo conto.Rimane comunque a mio avviso il fatto che di
"persone" si deve parlare e non di velisti o motoristi.

Personalmente sono un grande amante del mare da sempre, anche se le circostanze mi
hanno finora avvicinato piu' al motore che alla vela.
Passo le giornate a galleggiare (entro le sei miglia purtroppo) con il mio gommone
dall'alba al tramonto e ne vedo di tutti i colori. Vedo con mio rammarico troppe
vele, che per inciso mi suscitano una grande invidia, procedere a motore per
guadagnarsi un posto in rada o un insperato ormeggio in uno dei pochi porti
disponibili. Vedo tante barche ( e qui parlo anche di vele) che quando arrivano in
rada invece di mettere una persona a prua ed una all'eco si avvicinano ad una
barca piu' pescante per essere certi di non arenarsi; incuranti quasi certamente
di dare un occhio al portolano per evitare secche inaspettate o di verificare dove
sia l'altrui ancora.
Vedo purtroppo anche tanti motoscafi e gommoni che scorazzano per le rade a
velocita' folli incuranti del pericolo e/o del fastidio che arrecano a chi in rada
e' ancorato e si sta godendo un ottimo Negroni.
Ma purtroppo vedo anche velisti che fanno tranquillamente il bagno in rada, ben
lontani dal loro scafo, senza un minimo di segnalazione.
Insomma si vede di tutto.
Il mare per nostra fortuna e' grande e comunque ci permette spesso di allontanarci
dalla incivilta' e dalla stupidita'. Meglio sarebbe se l'incivilta' non ci fosse,
ma qui si sconfina nell'utopia!

> ...la velocità eccessiva vicino a bagnanti o


> imbarcazioni. E questo è un atteggiamento sbagliato che una barca a
> vela NON può avere per definizione.
>

Ma sei certo che "tutti" i velisti se avessero in poppa 400 HP non darebbero
talvolta sfogo ai lori istinti?Non parlo dei "Velisti" ovviamente!

Un grosso saluto da un grande amante del mare, motorista per caso!

Franco Nulli


franco nulli

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to

Ernesto Rossi

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
On Mon, 14 Sep 1998 14:13:01, r...@freemail.it wrote:

> Mettiamo che comunque lui mi ritrovi e mi chieda i danni e io gli dia i dati
> dell'assicurazione.

Metti che qualcuno si faccia male (cosa non difficile nel caso di una
brusca fermata e non ho detto che sia quel buontempone del pilota) e
che tu ti trovi un processo per lesioni colpose... :-(

> Alla fine del tutto credo che il ricordo gli servira' da lezione per la
> prossima volta ... o no ?

Puo' essere, ma resto dell'opinione che a farsi giustizia da soli si
corrono dei rischi tali da non compensare l'eventuale soddifazione...


Saluti,
Ernesto Rossi


Diego Banti

unread,
Sep 14, 1998, 3:00:00 AM9/14/98
to
On 14 Sep 1998 09:05:51 GMT, re...@NOSPAMloveboat.com (Ernesto Rossi)
wrote:

>Il fatto che la cima fosse fuori bordo per una "dimenticanza" non ti
>esime (soprattutto non esime la tua assicurazione) dal pagare i danni.

Vedi, se il sagolino di legamento è veramente sottile, io sfiderei lo
stronzonauta a provare che la cime è mia e non un relitto vagante
perso da altro navigante.

Figlioputtaneschi saluti

Diego


Mack Andrews

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to

Gianni ha scritto nel messaggio <35F65B73...@acronet.it>...
>Be', forse 30 mt di cima filati a poppa sono un po' troppi, ma almeno 5
>ci vogliono... (è legittima difesa)


5 metri ?
Ma e' possibile che si arrivi a passarti cosi' vicino ?
5 metri non sono niente

Ma se uno mi passa a cinque metri di distanza, a balla, ti assicuro che me
lo segno e lo vado a cercare dopo e deve solo avere la fortuna che io non
trovi dove sta !

ALOA Mack

Mack Andrews

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to

franco nulli ha scritto nel messaggio <35FD67DC...@galactica.it>...

>Di questo chiedo scusa a te e a tutti. il mio intervento e' stato
decisamente
>impulsivo e me ne rendo conto.Rimane comunque a mio avviso il fatto che di
>"persone" si deve parlare e non di velisti o motoristi.

Hai ragione, pero' parlando del soggetto in questione credo che si possa
tranquillamente dire che di Velisti che passano vicini a poppa a manetta ce
ne siano ben pochi cosa dici ?

>Vedo con mio rammarico troppe
>vele, che per inciso mi suscitano una grande invidia, procedere a motore
per
>guadagnarsi un posto in rada o un insperato ormeggio in uno dei pochi porti
>disponibili.

Vedi, per quanto la vela accenda il motore per trovarsi un posto in rada o
in porto, non riuscira' mai ad arrivare nemmeno prima del gozzetto
entrobordo, figurati del gommone o del motoscafo.
Di conseguenza non si ruba il posto a nessuno anzi, molte volte si e'
costretti ad accorciare la giornata di vela per poter godere dei posti piu'
belli prima che si riempiano di motoscafi.

> Vedo tante barche ( e qui parlo anche di vele) che quando arrivano in
>rada invece di mettere una persona a prua ed una all'eco si avvicinano ad
una
>barca piu' pescante per essere certi di non arenarsi; incuranti quasi
certamente
>di dare un occhio al portolano per evitare secche inaspettate o di
verificare dove
>sia l'altrui ancora.

Le apparenze ingannano. A parte che una persona a prua di una vela c'e'
sempre perche' deve comunque ormeggiare col verricello o a mano. Piu' facile
che non ci sia sui "rowenta" dove si comanda tutto dal Flybridge
Inoltre tieni presente che quando una vela entra in rada, proprio per
l'elevato pescaggio, ha gia' probabilmente valutato sul portolano di turno,
come entrare e dove mettersi.

Qualcun altro si e' lamentato di quelli che arrivano in rada e ti si
ormeggiano in fianco con la rada libera. Puo' succedere, e sono sicuro che
e' capitato anche a te, di trovare rade dove il fondo non e' uguale
dappertutto e magari lo stesso portolano suggerisce la posizione ideale come
ridosso o come tenuta del fondo.
Si suppone che tu sia li' visto che sei arrivato primo, ed hai scelto il
meglio. Logicamente, se io arrivo dopo di te e vedo che c'e' spazio nella
posizione ideale, natiuralmente a debita distanza in modo da avre il rischio
zero, mi ci metto e me ne impčippo del fatto che il resto della rada era
vuoto. La sicurezza prima di tutto e poi comunque siamo sempre piu' distanti
che in un marina qualsiasi no ?

>Vedo purtroppo anche tanti motoscafi e gommoni che scorazzano per le rade a
>velocita' folli incuranti del pericolo e/o del fastidio che arrecano a chi
in rada
>e' ancorato e si sta godendo un ottimo Negroni.

Ecco una cosa che sicuramente non e' rovesciabile ovvero, barche a vela che
arrivano in rada rovesciando il Negroni dei motoscafari e gommonari (oddio a
meno che li speronino ma non e' questo il caso vero?)

>Ma purtroppo vedo anche velisti che fanno tranquillamente il bagno in rada,
ben
>lontani dal loro scafo, senza un minimo di segnalazione.

A parte che il bagno lo fanno tutti indistintamente, visto che comunque iun
rada si deve andare piano, vedi tutto il thread relativo alle onde eccetera,
non vedo 9il problema ad evitare, se viaggi sotto i 5 nodi, una bagnante, di
giorno, che nuota, e che se ti vede arrivare sicuramente come minimo tira su
la testa.

A meno che tu non arrivi piu' veloce..... ma allora chi sbaglia ?

>Ma sei certo che "tutti" i velisti se avessero in poppa 400 HP non
darebbero
>talvolta sfogo ai lori istinti?Non parlo dei "Velisti" ovviamente!

Io lo farei e l'ho fatto tutte le volte che ho potuto. Con gommoni, bvarche
aperte, Jet boat, yacht e motoscafi veloci.
Ma dare sfogo ai propri istinti non significa doverlo fare in rada....... o
no ?

>Un grosso saluto da un grande amante del mare, motorista per caso!

Un abbraccio speranzoso da un Velista appassionato, motorista una tantum per
dovere di firma

ALOA

Mack

r...@freemail.it

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to
In article <35FD3D2E...@galactica.it>,

fnu...@galactica.it wrote:
> Da gommonista civile ti posso dire di aver conosciuto anche tanti velisti
> come da te definiti.

Scusatemi, non volevo innescare l'ennesima diatriba tra categorie di
diportisti.

Perfettamente d'accordo con te che si trovino incivili in tutte le categorie.
E' anche vero che certi mezzi (in generale i piu' veloci) possono risultare,
nel caso di un eventuale proprietario "stronzo", piu' nocivi di altri.

Il riferimento al gommone e' stato fatto perche' il caso incriminato in cui
ero presente anch'io con il mio amico era, appunto, un gommone. Fine luglio,
i tre tipi ci puntano da poppa a tutto gas per poi fare la virata pochi metri
da noi, condita da urla e grida moicane. Visto che al mio amico era gia'
capitato, da li' l'idea ... frutto dello stato d'animo di incazzatura.

Per il resto, d'accordo con le osservazioni di Giovanni.

Giovanni

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to
>E pensare che nell'agosto scorso, nel golfo de La Napoule, ho
>incrociato un battello catamarano per turisti che invece produceva
>onde pazzesche, navigando anche con un assetto stranamente appoppato.
>Evidentemente la distanza fra gli scafi non era ben calcolata. Ah,
>questi progettisti ... ;-)

L'idea del vaporetto catamarano senza onda è abbastanza recente e non
so se abbia già trovato applicazioni pratiche.
Ho visto anch'io dei battelli catamarano per passeggieri. Ma penso che
fossero progettati pensando alla stabilità e alla velocità, più che
alla riduzione delle onde. Se la distanza tra i due scafi è sbagliata,
le due onde anzi si sommano, formandone una alta in doppio... :-(((

>Ciao.
>Claudio Ratti
>Comet 11 - RAINBOW 2°
>Marina degli Aregai (IM)

Ciao
Giovanni
Laser 2 - Cold shot
Lago di Como? Bho? Mio fratello sa dov'è ora...

;-)))

scusa, Claudio, non volevo prenderti in giro, ma perfezionare la mia
firma. No: forse è meglio che mi fermo a Giovanni...
Meglio così:

Giovanni
Oceanis 351 - INVENTO
Porto Lotti (La Spezia)

Giovanni

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to
>> Però attento anche tu a non generalizzare, con quel "lasciate". Una
>> sola persona ha PARLATO di fare (e non fatto, fino a prova contraria)
>> qualcosa di sbagliato: ciò non basta per usare il plurale.
>>
>
>Di questo chiedo scusa a te e a tutti. il mio intervento e' stato decisamente
>impulsivo e me ne rendo conto.

Nessun problema.
Nel merito, poi, avevi ragione.

>Rimane comunque a mio avviso il fatto che di
>"persone" si deve parlare e non di velisti o motoristi.

Giusto. Anch'io ho sempre cercato di parlare di vela e di motore, non
di velisti e motoristi (vedi titolo, per esempio)
Per me uno che ha una barca a vela, ha anche la patente vela oltre le
12 miglia, ma non sa ancorare bene, NON E' UN VELISTA.

>Passo le giornate a galleggiare (entro le sei miglia purtroppo) con il mio gommone

>dall'alba al tramonto e ne vedo di tutti i colori. Vedo con mio rammarico troppe


>vele, che per inciso mi suscitano una grande invidia, procedere a motore per
>guadagnarsi un posto in rada o un insperato ormeggio in uno dei pochi porti
>disponibili.

Forse qualche vela accellera troppo puntando il posto libero in
banchina o in molo: comunque più di 5-6 nodi non li fanno.
Invece è giusto entrare in porto a motore e non a vela: sai che
disastri farebbero se no.

>Vedo tante barche ( e qui parlo anche di vele) che quando arrivano in
>rada invece di mettere una persona a prua ed una all'eco si avvicinano ad una
>barca piu' pescante per essere certi di non arenarsi; incuranti quasi certamente
>di dare un occhio al portolano per evitare secche inaspettate o di verificare dove
>sia l'altrui ancora.

Sull'ancoraggio sono d'accordo: si vedono tante barche a vela quante a
motore che non sanno ancorare.
Però ammetterai che un ormeggio fatto male è di solito meno pericoloso
per l'incolumità delle persone rispetto all'alta velocità.

>Ma purtroppo vedo anche velisti

Ahi, ahi. Ci sei cascato anche tu... ;-)
Non erano "velisti" ma "persone che si erano tuffate da una barca a
vela"...

>che fanno tranquillamente il bagno in rada, ben
>lontani dal loro scafo, senza un minimo di segnalazione.

Bè, quelli che nuotano per distanze enormi in mezzo alle rade, si
tuffano sia da motoscafi che da vele.
Comunque entro 300 metri da costa ne hanno tutto il diritto: lì le
barche non dovrebbero neanche entrare a remi...

>Insomma si vede di tutto.
>Il mare per nostra fortuna e' grande e comunque ci permette spesso di allontanarci
>dalla incivilta' e dalla stupidita'. Meglio sarebbe se l'incivilta' non ci fosse,
>ma qui si sconfina nell'utopia!

Però, se si va in Francia o in Inghilterra, che non sono luoghi
utopici, non si vede così spesso quello che purtroppo in Italia è la
norma.

>
>> ...la velocità eccessiva vicino a bagnanti o
>> imbarcazioni. E questo è un atteggiamento sbagliato che una barca a
>> vela NON può avere per definizione.
>>
>

>Ma sei certo che "tutti" i velisti se avessero in poppa 400 HP non darebbero
>talvolta sfogo ai lori istinti?Non parlo dei "Velisti" ovviamente!

Infatti io parlavo di barche a vela, non di persone che ci vanno.
Scommetto che un sacco di loro, anzi, se salissero su un motoscafo,
farebbero molto peggio di quello che lamentano negli altri...

Ma una barca a vela di 10-15 metri con motore da 400 HP non esiste.

>
>Un grosso saluto da un grande amante del mare, motorista per caso!
>

>Franco Nulli
>

Ripeto che non voglio accusare i motoristi. Anzi voglio complimentarmi
con chi usa la barca a motore civilmente, come te.

Ciao
Gio'

franco nulli

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to
> Perfettamente d'accordo con te che si trovino incivili in tutte le categorie.
> E' anche vero che certi mezzi (in generale i piu' veloci) possono risultare,
> nel caso di un eventuale proprietario "stronzo", piu' nocivi di altri.

Mi ritiro dalla discussione cosi' come ne sono entrato ribadendo che gli incivili
purtroppo esistono fra gli uomini; Che siano essi appassionati di montagna o di
mare, di pesca o di caccia.
Che un incivile a bordo di un "rowenta" (mi piace la definizione; li ho sempre
chiamati solo ferri da stiro) infastidisca di piu' e sia molto piu' pericoloso di
un cretino su un optimist non ci sono dubbi. E ci mancherebbe...questione di
stazza e di velocita'!

Cordialita' e buon mare.

Franco

Giovanni

unread,
Sep 15, 1998, 3:00:00 AM9/15/98
to
>Mi ritiro dalla discussione cosi' come ne sono entrato

Io non volevo ottenere questo.
Mi sembra anzi che tu avessi sostanzialmente ragione: non bisogna
rispondere alla inciviltà con la barbarie. Anche Rol, da quanto ho
capito, te lo riconosce.

Quindi ti invito rimanere nella discussione. Anche se qui i velisti
sono in maggioranza e a volte irretiscono chi non la pensa come loro,
tutti in realtà apprezzano un motonauta civile.
Se no, con chi discuttiamo? ;-)

> ribadendo che gli incivili
>purtroppo esistono fra gli uomini;

Purtroppo è vero.

>Che un incivile a bordo di un "rowenta" (mi piace la definizione; li ho sempre
>chiamati solo ferri da stiro) infastidisca di piu' e sia molto piu' pericoloso di
>un cretino su un optimist non ci sono dubbi. E ci mancherebbe...questione di
>stazza e di velocita'!

Ecco: questo è il nostro problema.
Se uno fa sempre il pazzo in bici, di solito riesce solo a far male a
sé stesso (anche se vi sono delle eccezioni...).
Se invece il guidatore di una Mercedes, per la prima volta in vita
sua, sbaglia una manovra, può subito causare una strage.
Non è questione di civiltà solo, ma anche di potenza dei mezzi: per
certi bolidi non ci vorrebbe solo la patente, ma anche il porto
d'armi...

>
>Cordialita' e buon mare.
>
>Franco

Ciao
Gio'

Claudio Ratti

unread,
Sep 16, 1998, 3:00:00 AM9/16/98
to
mil...@NOLISTiperbole.bologna.it (Giovanni) wrote:

>Ho visto anch'io dei battelli catamarano per passeggieri. Ma penso che
>fossero progettati pensando alla stabilità e alla velocità, più che
>alla riduzione delle onde. Se la distanza tra i due scafi è sbagliata,
>le due onde anzi si sommano, formandone una alta in doppio... :-(((

Ecco, io ho avuto proprio questa impressione. Evidentemente la
distanza fra gli scafi non era ben calcolata. Doveva esserci anche
qualcos'altro di sbagliato, perche' non ho mai visto un cat a motore
navigare cosi' appoppato, nonostante ci fossero piu' passeggeri a prua
che non a poppa.

>Laser 2 - Cold shot
>Lago di Como? Bho? Mio fratello sa dov'è ora...

>;-)))
>
>scusa, Claudio, non volevo prenderti in giro, ma perfezionare la mia
>firma.

Tranquillo, non mi arrabbio per cosi' poco ;-)

>No: forse è meglio che mi fermo a Giovanni...
>Meglio così:

>Giovanni
>Oceanis 351 - INVENTO
>Porto Lotti (La Spezia)

Significa che la tua firma e' inventata, oppure che INVENTO e' il nome
della tua barca? ;-))) Nel secondo caso, sarebbe un nome geniale!
Appropo' di Porto Lotti, sai quanto chiedono ora per l'affitto di un
posto barca di 12 metri (meglio sarebbe 11)? Qualche anno fa ero
passato a vedere, ma chiedevano cifre inaccettabili.

Ciao

Giovanni

unread,
Sep 16, 1998, 3:00:00 AM9/16/98
to
>Significa che la tua firma e' inventata,

:-)))

>oppure che INVENTO e' il nome
>della tua barca? ;-)))

E' proprio il vero nome.

>Nel secondo caso, sarebbe un nome geniale!

Grazie. Pensa quanti bei nomi puoi fare con "vento": "spavento",
"convento" :-)
Però "invento" era il più beneaugurante...

>Appropo' di Porto Lotti, sai quanto chiedono ora per l'affitto di un
>posto barca di 12 metri (meglio sarebbe 11)? Qualche anno fa ero
>passato a vedere, ma chiedevano cifre inaccettabili.

Temo che da quando hanno finito di costruire i vari servizi, le cifre
siano solo aumentate. Inoltre la richiesta non manca: ora sembra tutto
pieno.

Posso chiedere, se ti interessa, ma sono sempre lì nei weekend e temo
che gli uffici amministrativi siano chiusi.
Di sicuro posso mandarti i loro numeri di telefono.

>
>Ciao
>
>Claudio Ratti
>Comet 11 - RAINBOW 2°
>Marina degli Aregai (IM)

Ciao
Gio'

r...@freemail.it

unread,
Sep 16, 1998, 3:00:00 AM9/16/98
to
In article <3600a3f9...@diesel.cu.mi.it>,

claudi...@galactica.it wrote:
> >Giovanni
> >Oceanis 351 - INVENTO
> >Porto Lotti (La Spezia)
>
> Significa che la tua firma e' inventata, oppure che INVENTO e' il nome
> della tua barca? ;-))) Nel secondo caso, sarebbe un nome geniale!
>

Io, il nome della mia, battezzata 2 anni fa dal suo precedente indegno
armatore, mi vergogno a dirlo ...
Mi confermate che e' proprio vietato cambiare nome alla barca?
Mi hanno garantito che, se lo faccio, affonda ... :(

BV,

Claudio Ratti

unread,
Sep 16, 1998, 3:00:00 AM9/16/98
to
mil...@iperbole.bologna.itNOSPAM (Giovanni) wrote:

[...]


>>oppure che INVENTO e' il nome
>>della tua barca? ;-)))
>

>E' proprio il vero nome.

Complimenti!

>[...]


>Posso chiedere, se ti interessa, ma sono sempre lì nei weekend e temo
>che gli uffici amministrativi siano chiusi.
>Di sicuro posso mandarti i loro numeri di telefono.

Non desidero disturbarti troppo, solo se ti capita, tanto non c'e'
alcuna urgenza. A proposito, penso che potrebbe essere utile per tutti
pubblicare su IHN le tariffe dei vari marina italiani (ammesso che sia
possibile procurarsele). Potrebbe forse essere un problema il fatto
che i privati affittano a prezzi spesso nettamente inferiori a quelli
ufficiali, ma tanto per avere un metro di valutazione ...
Ad esempio, a M.d.A. il prezzo ufficiale per un posto di 12 metri e'
6,5 M.ni. Io pero' pago molto meno ed ho un posto da 15 metri, dove la
mia bagnarola sta molto, ma molto comoda ;-))

Claudio Ratti

unread,
Sep 16, 1998, 3:00:00 AM9/16/98
to
r...@freemail.it wrote:

>Io, il nome della mia, battezzata 2 anni fa dal suo precedente indegno
>armatore, mi vergogno a dirlo ...

Dillo invece, siamo curiosissimi ;-) Figurati che una delle mie barche
precedenti (un comet 9,10) era stata battezzata Goldrake dai miei
allora bimbi. Pensi possa esisterne uno peggiore?

>Mi confermate che e' proprio vietato cambiare nome alla barca?
>Mi hanno garantito che, se lo faccio, affonda ... :(

Boh, in mare le superstizioni sono dure a morire ...

Mack Andrews

unread,
Sep 16, 1998, 3:00:00 AM9/16/98
to

r...@freemail.it ha scritto nel messaggio
<6toc0s$qh9$1...@nnrp1.dejanews.com>...

>Io, il nome della mia, battezzata 2 anni fa dal suo precedente indegno
>armatore, mi vergogno a dirlo ...

e no ! mol o devi dire !

>Mi confermate che e' proprio vietato cambiare nome alla barca?
>Mi hanno garantito che, se lo faccio, affonda ... :(

Ascolta un cretino !

Io non ci credevo e dicevo "le solite cag...ate"
Il mio Dart 18 era rosso fuoco e si chiamava Woland
L'avevo preso usato e il nome comunquer non mi dispiaceva
Quando per vetusta' ho deciso di rimetterlo a nuovo con stuccature,
finiture, rivernicuiatura completa, gli cambiai il colore (azzurro mare con
le coperte bianche) e sigh.....
gli cambiai il nome.
Una mia amica, grafica pubblicitaria, mi aveva realizzato una scritta
verdino acqua, lungo tutta la murata, con il nuovo nome che ritenevo un idea
geniale:
Eic twoo che poi sarebbe lo spelling Inglese di H2O ovvero la formula
dell'acqua
Era bellissima con la scritta in evidenza fatta con caratteri speciali
(sembrava quasi uno starnuto)
Tutto cio' mi era costato pochi soldi (ho comprato solo la vernice da
Osculati - Gel Gloss bicomponente) ma ore, ore, ore , ore di fatica.
Dopo meno di tre mesi e' arrivata l'alluvione, ricordate quando erano usciti
tutti i laghi del nord.
Allor ala barca riposava al circolo di Maccagno nel pratino.

Praticamente DISTRUTTA

:" - ((((((

Adesso non sono piu' tanto sicuro che si possa cambiare nome alla barca.

ALOA

Mack

mario lepore

unread,
Sep 17, 1998, 3:00:00 AM9/17/98
to

r...@freemail.it scritto nell'articolo
<6toc0s$qh9$1...@nnrp1.dejanews.com>...


>
> Mi confermate che e' proprio vietato cambiare nome alla barca?
> Mi hanno garantito che, se lo faccio, affonda ... :(
>

> BV,
> Rol.

Posso parlarti della mia esperienza: il mio stag 32 si chiamava magia
nera che non era proprio un nome benaugurante. Scelsi quella barca
rispetto ad altri concorrenti anche più economici che avevo trovato
sul tirreno perché mi permetteva (partendo da Venezia) di fare con
facilità la Rimini-Corfù-Rimini che era il mio sogno e il sogno del mio
gruppo di amici.
Dopo il fallimento inglorioso, doloroso (e un po' inspiegabile, quasi da
maledizione) della spedizione mi sembrò opportuno cambiarle nome;
con grossa preoccupazione per l'ifrazione di regole antiche l'ho
chiamata Va' Pensiero e, a parte le difficoltà di rapporti con le
radio costiere che incominciavano a dire "ma dove va il pensiero?"
e compagnia bella, l'ho tenuta per altri sette anni senza grossi
problemi e con reciproca soddisfazione (addirittura é stata la mia
prima barca, dopo il QR680 che aveva un palo e non un albero,
con cui non ho disalberato, miracoli della scienza e della tecnica!!).
IO al posto tuo proverei, in ogni caso in bocca al lupo.
mario

Dario Cittadino

unread,
Oct 3, 1998, 3:00:00 AM10/3/98
to
Dopo le vacanze, in un settembre pessimo :-(( sono rientrato e appena
possibile provero' a rispondere alle nuove (si fa' per dire) domande e
perplessita'...
giusto per mantenermi lo stipendio.. :-)))))))

ciaoooo
Dario

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