Michele <Ipe> ha scritto:
> Maurizio M. wrote:
>> Michele <Ipe> ha scritto:
>>
>>> Si.
>> Non ci credo.
>
> Non ho dati a supportare la mia affermazione
Ettipareva. Ormai ognuno dice quel cazzo che gli passa per la testa e lo
eleva a verita' rivelata. Magari per ammaliare i deboli di idee dice che
e' anche logico.
> ma la sola logica.
Ecco, appunto.
> Con una batteria scarica il sistema alternatore / regolatore dovrà fornire
> maggiore energia per ricaricare la batteria.
Un ingegnere elettrotecnico non e' in grado di procurarsi dati di targa
dell'alternatore, il datasheet del regolatore e pastrocchiare due conti,
cosi', tanto per sapere di quanti watt stiamo parlando?
Con la Lancia Y Igloo, accendere il condizionatore rallentava
effetivamente l'auto ma si ragiona del compressore del condizionatore
non di una batteria scarica che tra l'altro e' commensurata alla potenza
dell'auto 45 Ah, 100 Ah a secondo del modello.
> Una batteria in fin di vita ha internamente un'autoscarica superiore, una
> tensione che normalmente è un po' più bassa quindi richiederà maggiore
> energia di ricarica. L'energia necessaria deve provenire per forza dal
> motore a combustione interna che consuma carburante sia esso benzina oppure
> diesel.
>
Giusto. Tenere le luci accese di giorno aumenta i consumi e contribuisce
al risanamento del Paese (hi). Del condizionatore si e' gia detto.
> in teoria i consumi aumentano, ai fini pratici non ce ne si dovrebbe
> accorgere se non con una batteria veramente alla frutta (ma in questo caso
> credo che sia impossibile avviare l'auto).
>
Posto che non capisco un cazzo, che non so un cazzo e che c'ho solo un
cazzo da fare, mi permetto di proporre al consesso di luminari la
seguente ipotesi che richiede una conferma sia essa sperimentale o in
subordine proveninete da letteratura.
Le macchine "moderne" piene di sarcazzi, centraline, e controlli vari
sono legate a sensori che, suppongo, sono analogici. Almeno qualcuno e'
analogico... di temperatura, pressione? boh! I dati vengono poi passati
in digitale da convertitori analogico digitali e poi vengono processati.
L'ipotesi e' che l'errore sistematico della lettura finale sia causato
"ab ovo" dal segnale analogico che viene prodotto a partire da una
tensione di riferimento che per ragioni di produzione (leggasi risparmio
di qualche zener et similia) e' pari alla tensione nominale della batteria.
Se la tensione e' minore, come tipicamente nelle batteria alla frutta
per solfatazione deli elementi e cause varie, il dato analogico iniziale
e' soggetto ad errore sistematico che poi nella conversione se mal
gestito produce gli effetti di cui all'oggetto.
Sarebbe un errore marchiano, ma nel mondo attuale dominato dalle scimmie
clikkanti mi meraviglio di poco.
In generale oggi ci si fida troppo di misure, in generale di numeri
senza considerarli con la giusta malfidenza.
Un tecnico elettronico degli anni '80 usciva dalla fottuta scuola dopo
un corso triennale misure elettriche ed elettroniche. Adesso ci sono
ingegneri, che a fronte di un mondo che si e' complicato, non sanno
*misurare* una resistenza con metodo voltamperometrico (ovviamente
tenedo conto degli effetti degli strumenti sulla misura stessa)
> Michele
>
>
Saluti, dido.