Il giorno martedì 3 marzo 2015 18:27:07 UTC+1, Massimiliano Crippa ha scritto:
> Il 03/03/2015 09.24,
rossigi...@gmail.com ha scritto:
> >
>
> Interessante l'idea che Spotify sia ottimizzato per l'uso in cuffia,
>
>
Secondo me per sapere come stanno esattamente le cose bisognerebbe intervistare qualcuno della Xiph.Org Foundation che ha partecipato alla creazione di VOrbis. Vorbis è il tipo di compressione usato da Spotify.
E in particolare l'intervista la farei a Christopher Montgomery l'ideatore di questo tipo di compressione.
http://it.wikipedia.org/wiki/Vorbis
In ogni caso teniamo conto che Spotify nacque per tutto quel pubblico che usava all'epoca il web per ascoltare musica. Quindi un pubblico abituato agli Mp3.
Cioè, Spotify non nacque per gli audiofili i quali erano abituati ai CD e se proprio non volevano comprare il CD su supporto fisico, potevano sempre effettuare un download.
Prendi questo sito per es:
http://www.prestoclassical.co.uk/
Qui l'audiofilo può ordinare il cd su supporto fisico oppure scaricarlo tramite download. Inoltre può scaricare la versione mp3, cd 16 bit e in molti casi la versione cd 24 bit.
Queta la sezione per i 24 bit:
http://www.prestoclassical.co.uk/hd_downloads.php
Se vai nella finestra DOWNLOAD OPTION ecco che puoi perfino ascoltare gli estratti sia in mp3, Cd 16 bit o Cd 24 bit, prova a vedere qui ad esempio:
http://www.prestoclassical.co.uk/r/BIS/BISCD1076#listen
Chiusa questa parentesi sui siti per gli audiofili ecco che Spotify si rivolgeva quindi giustamente al pubblico del web, a chi usava l'Ipod, la musica scaricata magari abusivamente in rete, la musica tramite youtube ecc ecc.
Insomma Spotify non poteva assolutamente rivolgersi al pubblico degli audiofili andando a proporre i files compressi.
E questi ultimi (gli audiofili) neppure pensavano all'epoca di prendere un computer e inserirlo nel sistema Hi Fi quindi sentire il pc nelle casse tramite l'amplificatore.
Tanto è vero questo che oggi ci sono i lettori di rete che hanno spinto gli audiofili ad usare finalmente la rete per ascoltare la musica evitando così di continuare a comprare CD su supporto fisico. E per non parlare poi di chi ancora compra il vinile.
Se le cose stavano effettivamente così, allora a CHI Spotify si rivolgeva?
Si rivolgeva a tutti coloro che normalmente mettono quelle casse preamplificate nella uscita della scheda audio del pc, o inseriscono una cuffia (magari anche di 200 euro) nella uscita del pc.
E allora se davvero fecero all'epoca la scelta che io sto supponendo, quale tipo di compressione avrebbero scelto? Una che può gareggiare con l'ascolto in cuffia di un CD oppure una che si limita a sentire meglio di un mp3.
Visto che tutti i pc possono leggere i CD ecco che la comparazione veniva fatta anche con il CD.
Quindi Vorbis doveva non solo sentirsi meglio di un mp3 ma anche bene come un CD.
Quindi il pubblico di Spotify era in pratica fatto da quelli che usavano i CD ma con Hi Fi di medio basso livello e che magari non avevano tutti questi soldi per continuare a comprare CD e neppure volevano limitarsi a sentire mp3.
Ma soprattutto la maggior parte di questo pubblico non usava Hi Fi di medio alto livello e usavano spesso il computer per sentire la musica, quindi l'ipod e altri aggeggi del genere.
Quindi cuffie attaccate al pc, o casse preamplificate.
Ora, e ATTENZIONE per favore, come si fa a convincere questo genere di pubblico che non possiede dac, ampli, cuffie di alto livello a passare dagli mp3, da youtube, dai cd, a Spotify?
Quindi la compressione scelta doveva sentirsi bene perfino su apparecchiature di basso livello, altrimenti si sarebbero perso la MAGGIORANZA dei clienti.
Questo punto bisogna tenerlo molto chiaro in mente a mio parere. Perché è vero che meglio è il dac, l'amplificatore, le casse, le cuffie e meglio si sente la differenza. Ma Spotify ha dovuto usare una compressione dove la differenza doveva sentirsi in modo NETTO anche su apparecchiature di basso livello.
Io per es. all'epoca mi accorsi subito e in modo nettissimo che spotify si sentiva meglio di youtube e di tanto altro in rete. E usavo casse per il computer, cuffie di appena 100 euro, usando l'uscita cuffie del pc.
E la differenza tra il cd (amplificato nel computer, cioè letto dal lettore del PC) e spotify era difficile da cogliere.
E quando pochi giorni fa ho provato a notare la differenza però usando dac, ampli e cuffie di livello Hi End, ecco che ho fatto perfino più fatica a cogliere la differenza.
Inoltre ho ulteriormente approfondito il mio ascolto perché capire cosa fa esattamente questo tipo di compressione.
Ebbene, Vorbis MIGLIORA determinate frequenze, le rende meglio udibili rispetto al CD. Ma nel mentre fa questo, ELIMINA altre frequenze, cioè altre informazioni, come quelle dovute all'eco, alla separazione dei due canali stereo e altro.
Insomma, Vorbis è una sorta di masterizzazione del file originale, dove si interviene su chissà quante frequenze (magari centinaia) e si tende ad esaltare quelle che più l'udito umano coglie.
Tanto è vero che ascoltando il pianoforte in cuffia, notavo che su Spotify il suono era forte, incisivo, presente e sul CD tendeva paradossalmente a calare di intensità. Poi però impegnandomi di più sulla GLOBALITA' del tutto, cioè senza stare lì ad ascoltare i singoli dettagli ecco che ho notato una maggiore definizione del CD o di TIDAL. Come ha spiegato anche Giancarlo.
Dac, cuffie, ampli di livello Hi End fanno sentire meglio. Giusto?
E quindi fanno sentire meglio anche Spotify.
E quando si va a fare il paragone tra Spotify e Tidal la cosa, con le apparacchiaure Hi End diventa più difficile perché quelle frequenze esaltate dalla compressione Vorbis vengono ancora meglio udite.
E lo stesso avviene anche nelle casse di basso livello.
Hai presente quando usando l'equalizzatore con sei bande alzi al massimo gli alti, i bassi, e abbassi i medi?
Noti subito una gran differenza anche nelle cuffie o nelle casse peggiori?
Ecco, Vorbis fa qualcosa del genere.
CIoè esalta quelle frequenze che meglio udiamo, che quando sono ben percipite, ci fanno poter dire: come si sente bene!
Qui, ed è questo il punto che tende a sfuggire, stiamo parlando di PSICOACUSTICA.
Quindi l'informatica c'entra solo in parte. In pratica ci sono una infinità di esperimenti fatti da queste aziende per capire cosa noi udiamo e in che modo e quindi cosa poter tagliare e cosa evidenziare.
La compressione Vorbis come tante altre non è un banale tagliare a caso certe frequenze. E' qualcosa di molto più sofisticato, molto di più di quello che fanno negli studi di registrazione.
In quel caso si limitano a mettere microfoni, prendere le migliori apparecchiature e registrare con accorgimenti noti da decenni.
La compressione Vorbis e altre del genere sono qualcosa di molto più avanzato e sofisticato che ha poco a che vedere con la registrazione in studio.
Se un file vorbis è un decimo (se ricordo bene) di un file FLAC, e però si sente come questo (o quasi) allora sono state applicate tecniche molto sofisticate.
Nelle casse invece la differenza, almeno nel mio caso personale, è molto netta a favore del CD o di TIDAL.
Qui evidentemente il fatto di evidenziare certe frequenze in Vorbis penalizza l'ambiente, magari crea distorsioni ulteriori nella stanza dove ci sono le casse.
Invece con file FLAC o col CD si sente tutto più nitido, pulito.
In conclusione, Spotify forse (è una ipotesi) venne ottimizzato per l'ascolto in cuffia e con casse su scrivania per il computer. Insomma, BASSA POTENZA, vicinanza agli altoparlanti ecc. Nulla a che vedere con i normali impianti Hi Fi di medio livello.
Cuffie, auricolari, piccole casse su scrivania. Questo il pubblico di Spotify agli esordi e non gli audiofili.
GLi audiofili avevano gia i siti dedicati, come quello linkato sopra o i CD, il vinile ecc.
Tidal invece nasce per gli audiofili.
Ed è un caso che nelle casse di medio livello la differenza tra tidal e spotify è nettissima?
Ora ho potuto fare una comparazione perfetta perché entrambe le fonti provengono dal PC attaccato all'ampli con dac interno.
Invece quando facevao la comparazione tra spotify e il lettore CD, ecco che c'era di mezzo il raggio laser, che non riusciva a prendere tutte le informazioni dal disco. Insomma avrei dovuto usare un lettore cd di 10 000 euro per notare la differenza. Mentre il file in arrivo dal pc e che entra nel dac dell'amplificatore è praticamente perfetto, non si perde nulla.
Qui apro una breve parentesi, e consiglio a molti di non buttare soldi in CD con lettori di basso livello, perché Spotify si sente allo stesso modo se non meglio in molti casi. Questo perché se è vero che il CD ha maggiori informazioni rispetto al file Vorbis è anche vero che i comuni lettori CD, non riescono a tirare fuori dal disco tutte le informazioni presenti, e quindi c'è una oggettiva PERDITA di dati.
Inutile dire che la cosa migliore da fare è abbonarsi a tidal e nei casi che uno ritiene necessari, scaricarsi i brani a 24 bit usando un lettore sul PC ad hoc.
Per quanto riguarda il bit perfect, a mio parere il discorso è molto più complesso di come è stato fatto diverse volte anche su questo ng.
Lì il problema non è solo il file e come viene gestito dal pc, ma è anche il DAC.
E' la accoppiata DAC e lettore del file la cosa importante.
E' un po' come quando si accoppia amplificatore e casse.
Questa accoppiata a mio parere viene fatta in modo davvero ottimale solo nei lettori di rete.
http://marantzitaly.com/it/products/pages/productlisting.aspx?catid=networkproducts&subcatid=networkaudioplayer
Un lettore come quello linkato sopra che ho ascoltato in negozio, mi ha sorpreso. In pratica sempre usando Spotify come sito o altri (deezer per es.) ecco che si sentiva in modo nettamente meglio rispetto allo stesso ampli con attaccato pc e DAC esterno.
E il problema non è la dispersione del segnale perché questo è digitale. Il problema è la accoppiata.
Si tenga presente che su Spotify per es. è possibile manipolare sei bande di frequenze di un piccolo equalizzatore.
Questo significa che gia a livello digitale si può intervenire sul segnale in modo molto netto. Quindi la accoppiata tra lettore (spotify è un lettore, un programma che legge il file) e il dac è importante.
Ora per ottimizzare il tutto, i lettori di rete estraggono il file di Spotify (come di altri siti) e lo leggono loro.
Cioè il lettore di rete NON usa il programma spotify per leggere. Il lettore di rete (quelli buoni) NON sono come un pc. Questi bisogna immaginarli come dei DAC prima di tutto, che si prendono il file in arrivo dalla rete e ci pensano loro a fare tutto il resto.
Quindi viene bypassato perfino il lettore di spotify stesso o di altri siti.
IN alternativa a questi lettori di rete ci sono dei DAC (ma sono pochi e usciti nel 2014) che si possono accoppiare ai tablet, smartphone e pc, e però bisogna INSTALLARE UN PROGRAMMA che viene venduto insieme al DAC.
Questo programma prende il file (anche di spotify) e lo conduce al DAC, bypassando tutto il resto.
Ma questi DAC non sembre funzionano al meglio. Dipende spesso dal tipo di tablet. Per es ci sono dei dac di questo genere che non si accoppiano con un Ipad per es e quindi dall'Ipad è ancora possibile controllare il VOLUME, quindi non siamo in bit perfect anche se si sente bene ovviamente.
Il futuro quindi è un tablet che però NON invia il file al dac, bensì fa da TELECOMANDO. Poi il lettore di rete (con dac incorporato) legge il file.
E con tidal ormai questo si fa gia.
Spotify a dire il vero ha la funzione CONNECT più adatta a questo scopo e che si può applicare a tutti i computer connessi a loro volta all'ampli e questo alle casse.
Cmq, una cosa è certa, i CD sono ormai diventati un reperto del secolo scorso:)
Il paradosso è che oggi noi siamo in cerca di vinile o di nastri più che di cd e lettori cd:))
Questo perché le incisioni del passato sono su nastro ed è meglio usare un nastro che un cd tratto dal nastro perché il CD che sia a 16 o 24 bit, riduce la informazione. Magari nel nastro c'è un pochino di fruscio in più ma si sente indubbiamente meglio.
Quindi gli audiofili di oggi usano i siti come tidal, quelli con i files a 24 bit, i lettori di rete, e magari il vinile e qualche nastro.
I CD e il lettori CD li continuano ad usare coloro che non si sono ancora aggiornati.
Ma nei prossimi anni anche questi si aggiorneranno e tidal ci apparirà come una cosa normalissima.