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Tidal, Spotify, CD, NESSUNA DIFFERENZA in cuffia

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rossigi...@gmail.com

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Mar 1, 2015, 4:07:24 AM3/1/15
to
Ho paragonato in particolare (tra Tidal, Spotify e il CD) il concerto piano e orchestra no. 20 (in Re minore) di Mozart (finale).

Ovvero questa registrazione effettuata dalla Deutsche Grammophon:
W. A. MOZART

Klavierkonzerte
Piano Concertos
No. 20 KV 466 · No. 25 KV 503

Arturo Benedetti Michelangeli
NDR-Sinfonieorchester
Cord Garben

Int. Release 06 Nov. 1989
http://www.deutschegrammophon.com/en/cat/4293532

Motivi per i quali ho usato questo CD per fare la comparazione:

1. Ho suonato il piano (ancora oggi ogni tanto tocco i tasti) e quindi ho sviluppato negli anni una particolare sensibilità all'ascolto di questo strumento.

2. Il pianoforte è uno strumento per sua essenza molto dinamico e quindi nelle comparazioni si possono notare nette differenze.

3. Ho scelto un concerto piano e orchestra in modo tale da poter ascoltare sia il piano solo che il piano con l'orchestra. Ovvero mi sono potuto concentrare sia sul piano solo che sull'intera orchestra.

4. Ho scelto questa particolare registrazione perché digitale ed effettuata da una etichetta unanimemente riconosciuta come una delle migliori al mondo. Quindi non possono venire dubbi sulla qualità della registrazione.

5. Ho scelto Mozart perché l'ho ascoltato gia da ragazzo (e infinite volte) e non cattura più di tanto la mia attenzione, quindi posso concentrarmi sul puro suono e non farmi distrarre dalla composizione.

6. Ho scelto Michelangeli come interprete perché sin da ragazzo l'ho sempre visto come un mostro sacro del piano e mai mi è venuto in mente di metterlo in discussione. Ancora oggi ascolto Michelangeli come se fosse Mozart in persona a suonare e quindi. In questo modo mi concentro sul suono e non su come suona Michelangeli.

7. Questa è la registrazione del numero 20 di Mozart che più ho ascoltato negli ultimi anni e quindi conosco in modo dettagliato.

Alla fine non ho notato NESSUNA differenza.
Per qualche momento mi ero illuso di averla trovata. Infatti aumentando l'attenzione sui dettagli ho iniziato a percepire su Tidal i tasti del pedale di risonanza che calano sulle corde e le smorzano, producendo quel suono un po' "stonato". Ma poi sono ritornato su Spotify e pure lì si sente.

Dubito che con le casse sia possibile fare una comparazione migliore di quella che è possibile fare in cuffia. Tra le altre cose ho un sistema di ascolto in cuffia di livello Hi End sia per quanto riguarda la cuffia che il dac amplificatore.

CONCLUSIONI
Forse (e sottolineo il forse) Tidal è una filiale di Spotify che per convincere chi ancora oggi usa i CD ecco che ha messo su questo sito. Un sito che mette in cima proprio la qualità del suono, il FLAC.

Tidal, High Fidelity Music streaming
https://tidalhifi.com/it

Se si va su Google e si digita Tidal ecco che il primo link rimanda al sito che ho linkato sopra e subito si legge High Fidelity Music streaming.

Insomma un sito nato proprio per chi vuole sostituire i CD con il computer.

Forse (e sottolineo il forse) io non sono in grado di percepire la differenza.

Coi 24 bit però la percepisco in modo molto netto e ne deduco di essere quindi capace a notare le differenze. Quindi è molto probabile che la compressione effettuata da Spotify sia praticamente perfetta.

Quindi passerei a concentrarmi su questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Vorbis

Marco Klobas

unread,
Mar 2, 2015, 3:12:45 AM3/2/15
to
On 01/03/15 10:07, rossigi...@gmail.com wrote:

> Ho paragonato in particolare (tra Tidal, Spotify e il CD) il concerto piano e orchestra no. 20 (in Re minore) di Mozart (finale).

[CUT]

Ho ricevuto notifica che Tidal mette a disposizione un test per aiutare
gli utenti a comprendere la differenza tra lossy e lossless:

http://test.tidalhifi.com

Sono stato tentato di abbonarmi a Tidal, tuttavia il costo mi ha fatto
desistere.

L'assenza di compressione/aumento di banda disponibile credo sia
comunque un aspetto benvenuto in questi servizi. Del resto anche Spotify
all'inizio non offriva la qualità attuale.

Credo anche Apple prossimamente introdurrà qualcosa di simile. Bisogna
vedere con quale metodo e quali risultati. A me basterebbe già solo una
gestione bitperfect dei trasferimenti audio tra Mac e AppleTV/Airport
Express...

Saluti.

--
Marco Klobas

Giancarlo

unread,
Mar 2, 2015, 3:43:19 AM3/2/15
to
Trovo la tua analisi molto interessante, sopratutto alla luce della premessa (anche io suono ogni tanto il pianoforte e capisco gli effetti del pedale di risonanza sul suono). Ho fatto il medesimo raffronto fra Spotify e Tidal con la sinfonia nr 9 di Dvorak e forse, sottolineo forse, mi è sembrato di scorgere una leggerissima differenza negli attacchi rabbiosi dei violoncelli, il momento in cui le corde iniziano a vibrare. Qualcosa l'ho sentita anche nelle pause orchestrali e negli echi del suono. E' come se l'eco di risonanza di Spotify calasse più in fretta e chiudesse la separazione stereo dello stesso (solo della eco, ripeto). Ma sono tutte impressioni che sinceramente, per quanto mi riguarda, non giustificano un canone doppio.
Giancarlo.

Fabio [Area 6+2.1]

unread,
Mar 2, 2015, 6:23:34 AM3/2/15
to


>"Marco Klobas" ha scritto nel messaggio
>news:md161q$9oh$1...@speranza.aioe.org...

>Ho ricevuto notifica che Tidal mette a disposizione un test per aiutare gli
>utenti a comprendere la differenza tra lossy e lossless:

>http://test.tidalhifi.com

azzeccati 5/5 e mi hanno regalato 14 giorni di abbonamento gratuito.
Ho usato il computer e le casse logitech da 100 euro al lavoro,
ciononostante la differenza era troppo evidente...

Peter & Pan ©

unread,
Mar 2, 2015, 7:41:52 AM3/2/15
to
Fabio [Area 6+2.1] ha detto questo lunedì :
Ma c'è solo quello schifo di pezzo come test? Oppure esiste la
possibilità di ascoltare qualcosa di più conosciuto in modo da fare una
comparazione?

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

Fabio [Area 6+2.1]

unread,
Mar 2, 2015, 8:20:30 AM3/2/15
to


>"Peter & Pan ©" ha scritto nel messaggio
>news:md1lqd$hia$1...@speranza.aioe.org...

>Ma c'è solo quello schifo di pezzo come test? Oppure esiste la possibilità
>di ascoltare qualcosa di più conosciuto in modo da fare una comparazione?

sono 5 brani diversi di 30 s circa ciascuno.
per me pero' e' una trovata pubblicitaria...

Peter & Pan ©

unread,
Mar 2, 2015, 9:21:07 AM3/2/15
to
Fabio [Area 6+2.1] ha pensato forte :
Temo infatti che lo sia. Cmq, grazie per la dritta.
Ciao :-)

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

Massimiliano Crippa

unread,
Mar 2, 2015, 9:53:20 AM3/2/15
to
Il 02/03/2015 09.12, Marco Klobas ha scritto:
> Del resto anche Spotify all'inizio non offriva la qualità attuale.

Cosa intendi dire? La qualità dei file è migliorata? Parli delle nuove
uscite o di tutti?

--
Massimiliano Crippa

Massimiliano Crippa

unread,
Mar 2, 2015, 9:54:07 AM3/2/15
to
Il 02/03/2015 12.23, Fabio [Area 6+2.1] ha scritto:
> Ho usato il computer e le casse logitech da 100 euro al lavoro,
> ciononostante la differenza era troppo evidente...

Se era troppo evidente, è ovvio che è un falso costruito ad arte...

--
Massimiliano Crippa

Fabio [Area 6+2.1]

unread,
Mar 2, 2015, 12:47:26 PM3/2/15
to


>"Massimiliano Crippa" ha scritto nel messaggio
>news:iQ_Iw.19472$pt.1...@tornado.fastwebnet.it...

>Se era troppo evidente, è ovvio che è un falso costruito ad arte...

provate anche voi, comunque, cosi' vediamo...

Marco Klobas

unread,
Mar 2, 2015, 1:12:28 PM3/2/15
to
On 02/03/15 15:53, Massimiliano Crippa wrote:
> Il 02/03/2015 09.12, Marco Klobas ha scritto:
>> Del resto anche Spotify all'inizio non offriva la qualità attuale.
>
> Cosa intendi dire? La qualità dei file è migliorata? Parli delle nuove
> uscite o di tutti?
>

Di tutto il catalogo. Nel 2009 hanno annunciato il passaggio graduale ai
320 kbps:

https://news.spotify.com/int/2009/06/25/bumping-up-the-bitrate/

Qualcuno sostiene che per diversi mesi dopo l'annuncio il catalogo non
fosse ancora completamente a 320 kbps:

http://www.spotifyclassical.com/2011/07/spotify-bitrategate-story-so-far.html

Oggi credo sia quasi tutto. Un tempo MOG (un servizio concorrente
passato a Beats, oggi di proprietà Apple) fu uno dei pochi a offrire i
320 kbps. Godeva di una certa popolarità proprio per questo motivo tra
gli "audiofili".

Non so se fosse solo suggestione, tuttavia io ricordo una differenza tra
MOG e, per esempio, Google Play Music All Access o Sony Music Unlimited
quando all'epoca li misi a confronto. Una maggiore spazialità/presenza
del suono.

Ora si stanno allineando questi servizi. Spotify è una grande realtà (in
termini numerici) – credo la più grande. Alcuni spariranno (o lo sono
già) perché non reggeranno la conocorrenza e quelli che resteranno
dovranno distinguersi con qualche valore aggiunto: qualità audio,
contenuti extra (video), distribuzione diretta per gli artisti (anche se
mi pare di capire questi ultimi guadagnino ben poco con lo streaming) ecc.

Personalmente essendo nel bene e nel male un utente Apple aspetto di
vedere (e sentire) cosa proporrà Apple quest'anno. Per la massa ritengo
Spotify e Google Play Music siano offerte molto allettanti. Google tra
l'altro adesso ha alzato a 50.000 il numero dei propri brani caricabili
sui loro server.

Saluti.

--
Marco Klobas

rossigi...@gmail.com

unread,
Mar 2, 2015, 1:21:14 PM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 09:43:19 UTC+1, Giancarlo ha scritto:
>
>
> Trovo la tua analisi molto interessante, sopratutto alla luce della >premessa (anche io suono ogni tanto il pianoforte e capisco gli effetti >del pedale di risonanza sul suono). Ho fatto il medesimo raffronto fra >Spotify e Tidal con la sinfonia nr 9 di Dvorak e forse, sottolineo >forse, mi è sembrato di scorgere una leggerissima differenza negli >attacchi rabbiosi dei violoncelli, il momento in cui le corde iniziano >a vibrare.
>
>
Prima di tutto ti ringrazio per essere intervenuto.
La tua esperienza qui descritta mi ha spinto a fare una prova con le casse e mi sono accorto che la differenza c'è ed è molto netta.
Evidentemente con le cuffie faccio fatica a cogliere determinati dettagli di profondità.
D'altra parte il piano lo suonavo SENZA cuffie e quindi è meglio se quando faccio i raffronti uso le casse e non le cuffie:))

E' anche probabile che essendo dac, ampli e cuffie di livello Hi End ecco che pure spotify si sente bene:))
Invece ampli e casse non sono di livello Hi End, anzi sono di medio livello e però in questo caso la differenza è nettissima, si nota subita.

>
> Qualcosa l'ho sentita anche nelle pause orchestrali e negli echi del >suono. E' come se l'eco di risonanza di Spotify calasse più in fretta e >chiudesse la separazione stereo dello stesso (solo della eco, ripeto).
>
>

Confermo, e anzi aggiungo che i bassi sono più forti, netti.
Ti ricordi quando si usavano le musicassette?
Hai presente quando si passava dal vinile alla musicassetta, cioè si registrava il vinile sulla musicassetta e ovviamente si perdeva
definizione e si aggiungeva fruscio.
Ora, noto, nelle casse, che tra Spotify e Tidal NON si aggiunge il fruscio al brano ascoltato su Spotify ma si perde la DEFINIZIONE, cioè si sente meno definito.

>
>
>Ma sono tutte impressioni che sinceramente, per quanto mi riguarda, non >giustificano un canone doppio.
>
>

Inoltre ho riprovato con la CUFFIA ascoltando diverse sinfonie
e qui noto qualcosa rispetto al concerto piano e orchestra.
Invece per quanto riguarda la musica pop, rock, jazz nessuna differenza. Proprio non riesco a cogliere differenze sia nelle casse che nella cuffia.
Quindi in conclusione la differenza c'è ma è MINIMA.
Tieni anche conto che io mi ero allenato ad ascoltare la differenza tra il CD a 16 bit e quello a 24 bit. Qui la differenza è GRANDE, nettissima sia in cuffia che nelle casse.

Su Spotify sono presenti diversi CD a 24 bit, gli stessi che si trovano sui siti di musica a 24 bit.
Quindi è vero che Spotify effettua una compressione con perdita di dati, ma parte anche da master a 24 bit oltre che a 16.

Ora sai cosa devo fare?:)
Devo vedere se TIDAL ha messo nel catalogo questi master a 24 bit (si riconoscono dalla edizione del disco) ed ecco che a questo punto abbonarsi a tidal direi che diventa un fatto obbligatorio, che non ha prezzo:)

Ciao e ancora grazie per il tuo prezioso aiuto.

p.s. ti farò sapere e ti indicherò questi brani a 24 bit se li trovo

rossigi...@gmail.com

unread,
Mar 2, 2015, 2:28:57 PM3/2/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 19:12:28 UTC+1, Marco Klobas ha scritto:
>
>
> Personalmente essendo nel bene e nel male un utente Apple aspetto di
> vedere (e sentire) cosa proporrà Apple quest'anno.
>
>

Se fai riferimento a Itunes, sono mesi che ci sono brani in vendita in formato losless, MASTERIZZATI PER ITUNES si chiamano.
https://support.apple.com/it-it/HT202423

Massimiliano Crippa

unread,
Mar 2, 2015, 2:44:25 PM3/2/15
to
Il 02/03/2015 19.12, Marco Klobas ha scritto:
> Nel 2009 hanno annunciato il passaggio graduale ai 320 kbps

Vabbeh, ti piace vincere facile, come dice la pubblicità!
Mi parli del 2009, praticamente preistoria!
Spotify è in Italia dall'anno scorso, io mi sono subito abbonato e la
qualità da allora non è cambiata per nulla (cioè era già buona)...

> Oggi credo sia quasi tutto.

Su, un po' di fiducia... ^-^

> distribuzione diretta per gli artisti (anche se
> mi pare di capire questi ultimi guadagnino ben poco con lo streaming)

Guadagnano sempre di più della stessa società Spotify, che è in perdita...

--
Massimiliano Crippa

Massimiliano Crippa

unread,
Mar 2, 2015, 2:49:28 PM3/2/15
to
Il 02/03/2015 19.21, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> E' anche probabile che essendo dac, ampli e cuffie di livello Hi End ecco che pure spotify si sente bene:))

Perché dici così? Di solito è il contrario: hardware Hi End fa sentire
meglio le differenze, cioè la registrazione scarsa (compressa) sembra
ancora più scarsa...

> Invece ampli e casse non sono di livello Hi End, anzi sono di medio livello e però in questo caso la differenza è nettissima, si nota subita.

Mi sembra impossibile...

> Invece per quanto riguarda la musica pop, rock, jazz nessuna differenza. Proprio non riesco a cogliere differenze sia nelle casse che nella cuffia.
> Quindi in conclusione la differenza c'è ma è MINIMA.
[...]
> Devo vedere se TIDAL ha messo nel catalogo questi master a 24 bit (si riconoscono dalla edizione del disco) ed ecco che a questo punto abbonarsi a tidal direi che diventa un fatto obbligatorio, che non ha prezzo:)

In base a quanto dici poco prima, però, solo per la musica classica...

--
Massimiliano Crippa

Marco Klobas

unread,
Mar 2, 2015, 3:15:18 PM3/2/15
to
On 02/03/15 20:44, Massimiliano Crippa wrote:

> Vabbeh, ti piace vincere facile, come dice la pubblicità!

Eh, era per la precisione. :-)

> Su, un po' di fiducia... ^-^

Sì, per carità, se uno dovesse mettersi a controllare i kbps di ogni
brano finisce che non ascolta un tubo e diventa un maniaco...

> Guadagnano sempre di più della stessa società Spotify, che è in perdita...

Forse Spotify riuscirà a reggersi da sola. Non so come, inventandosi un
sistema alternativo alla distribuzione musicale tradizionale. La
fruizione dei media in generale sta cambaindo. Lettura, audio, video: la
tecnologia ha in parte scardinato alcuni paradigmi. Anche se alcuni
pescecani non vogliono mollare l'osso... ;-)

Di questi tempi ci sono diverse società (soprattutto nei servizi – vedi
i vari social network) che vengono tenute in piedi a suon di
investimenti perché si ipotizza possano rendere prossimamente anche se
non si sa esattamente come. Si parla di cifre importanti. È uno strano
andazzo. Poi magari finiscono nel nulla. E intanto si rastrellano dati...

Saluti.

--
Marco Klobas

Marco Klobas

unread,
Mar 2, 2015, 3:17:43 PM3/2/15
to
On 02/03/15 20:28, rossigi...@gmail.com wrote:

> Se fai riferimento a Itunes, sono mesi che ci sono brani in vendita in formato losless, MASTERIZZATI PER ITUNES si chiamano.
> https://support.apple.com/it-it/HT202423

Sì, conosco.

Mi riferivo al chiacchierato servizio in streaming di iTunes che
dovrebbe palesarsi entro l'estate. L'evoluzione dell'attuale iTunes
Radio con l'ascolto on demand.

Saluti.


--
Marco Klobas

Massimiliano Crippa

unread,
Mar 2, 2015, 3:29:36 PM3/2/15
to
Il 02/03/2015 21.15, Marco Klobas ha scritto:
> Forse Spotify riuscirà a reggersi da sola

Le perdite derivano in massima parte dagli abbonamenti gratuiti, che
(non) sono sostenuti dalla pubblicità...

--
Massimiliano Crippa

rossigi...@gmail.com

unread,
Mar 3, 2015, 3:24:19 AM3/3/15
to
Il giorno lunedì 2 marzo 2015 20:49:28 UTC+1, Massimiliano Crippa ha scritto:
> Il 02/03/2015 19.21, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> > E' anche probabile che essendo dac, ampli e cuffie di livello Hi End ecco che pure spotify si sente bene:))
>
> Perché dici così? Di solito è il contrario: hardware Hi End fa sentire
> meglio le differenze, cioè la registrazione scarsa (compressa) sembra
> ancora più scarsa...
>
>

Si è vero, hai ragione, mi sa che non si può fare il paragone tra ascolto in cuffia con ascolto nelle casse. Sono due cose molto diverse tra loro.
Cmq nella cuffia io faccio molta fatica a sentire la differenza invece nelle casse la sento molto netta.
Può anche darsi che il tipo di compressione che hanno fatto (usando tecniche di psicoacustica) fosse dedicato in particolare a chi usa le cuffie.

Mi spiego meglio:
chi ha impianti Hi Fi di medio e alto livello ovviamente si compra il vinile, i CD e non va sugli MP3, giusto?
Quindi, anni fa, quando hanno iniziato a fare queste compressioni, pensavano come destinatario quelli che usavano il pc e le cuffie in particolare.
Cioè, sapendo che con la cuffia si notano molti più dettagli, e sapendo che alla fine questo pubblico andava ad indossare la cuffia per sentire, ecco che hanno compresso in modo tale da rendere l'ascolto in cuffia al meglio.

Ma così facendo hanno trascurato l'ascolto nelle casse.
Cioè, le tecniche di psicoacustica o le applichi per le cuffie o le casse, non le puoi applicare per entrambi.

Se vogliamo approfondire possiamo iniziare da qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoacustica

In realtà noi qui non sappiamo con precisione cosa effettivamente fanno durante una compressione. Cioè quali frequenze eliminano e quali lasciano.
La compressione con tecniche di psicoacustica non è come la differenza tra file a 16 e 24 bit, o cose del genere. Si tratta di una MANOMISSIONE molto più sottile, accurata insomma. Per questo ho fatto molta fatica a distinguere almeno in cuffia.

Il file compresso con tecnica di psicoacustica va ben oltre un normale uso di un equalizzatore con 20 bande per esempio. Qui ci sono studi, esperimenti, sofisticherie ecc.

Io, con tutta la mia esperienza, ti ripeto, ho fatto moltissima fatica a notare la differenza nella cuffia, e quando l'ho notata tornato su spotify ecco che pure lì udivo alla fine lo stesso dettaglio che mi sembrava di aver colto.
E quindi pensavo che fosse poi suggestione. Cioè io LO SO che quel file non è compresso e che si deve sentire meglio, ed ecco che alla fine mi faccio suggestionare.
Quindi quel minimo di differenza uno la esalta e si fa suggestionare.
Anche Giancarlo ha spiegato nel dettaglio questa differenza ma non c'è sicurezza insomma.
Bisognerebbe fare esperimenti SENZA SAPERE cosa si sta ascoltando per evitare la suggestione.
In medicina fanno gli esperimenti a doppio cieco per evitare la suggestione quando sperimentano i farmaci. In questo campo fanno esperimenti di psicoacustica con lo stesso metodo.
Non è che spotify abbia usato una compressione a casaccio insomma:))

Invece, per quanto mi riguarda, nelle casse la differenza la sento in modo nettissimo. E forse loro, come detto, si sono dedicati ad esperimenti con le cuffie più che con le casse.
Cmq, è ovvio, che per andare a livello Hi End bisogna prendere i file NON COMPRESSI.
Con TIDAL si possono mettere da parte i CD finalmente.

Speriamo che vi siano anche brani a 24 bit, e appena li scopro farò sapere.
Cmq, secondo me vale la pena abbonarsi a tidal perché nelle casse la differenza è nettissima.




Massimiliano Crippa

unread,
Mar 3, 2015, 12:27:07 PM3/3/15
to
Il 03/03/2015 09.24, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> sapendo che con la cuffia si notano molti più dettagli

Che poi dipende anche da che cuffia uno usa, se è da 50 euro non credo
senta più dettagli...

Interessante l'idea che Spotify sia ottimizzato per l'uso in cuffia, in
effetti io lo sento meglio in cuffia, ma forse perché le mie Sennheiser
HD 650 sono meglio delle mie casse Heco vecchiotte e sicuramente non Hi
End...

--
Massimiliano Crippa

rossigi...@gmail.com

unread,
Mar 3, 2015, 4:47:21 PM3/3/15
to
Il giorno martedì 3 marzo 2015 18:27:07 UTC+1, Massimiliano Crippa ha scritto:
> Il 03/03/2015 09.24, rossigi...@gmail.com ha scritto:
> >
>
> Interessante l'idea che Spotify sia ottimizzato per l'uso in cuffia,
>
>

Secondo me per sapere come stanno esattamente le cose bisognerebbe intervistare qualcuno della Xiph.Org Foundation che ha partecipato alla creazione di VOrbis. Vorbis è il tipo di compressione usato da Spotify.
E in particolare l'intervista la farei a Christopher Montgomery l'ideatore di questo tipo di compressione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Vorbis

In ogni caso teniamo conto che Spotify nacque per tutto quel pubblico che usava all'epoca il web per ascoltare musica. Quindi un pubblico abituato agli Mp3.
Cioè, Spotify non nacque per gli audiofili i quali erano abituati ai CD e se proprio non volevano comprare il CD su supporto fisico, potevano sempre effettuare un download.

Prendi questo sito per es: http://www.prestoclassical.co.uk/

Qui l'audiofilo può ordinare il cd su supporto fisico oppure scaricarlo tramite download. Inoltre può scaricare la versione mp3, cd 16 bit e in molti casi la versione cd 24 bit.

Queta la sezione per i 24 bit: http://www.prestoclassical.co.uk/hd_downloads.php

Se vai nella finestra DOWNLOAD OPTION ecco che puoi perfino ascoltare gli estratti sia in mp3, Cd 16 bit o Cd 24 bit, prova a vedere qui ad esempio:
http://www.prestoclassical.co.uk/r/BIS/BISCD1076#listen

Chiusa questa parentesi sui siti per gli audiofili ecco che Spotify si rivolgeva quindi giustamente al pubblico del web, a chi usava l'Ipod, la musica scaricata magari abusivamente in rete, la musica tramite youtube ecc ecc.
Insomma Spotify non poteva assolutamente rivolgersi al pubblico degli audiofili andando a proporre i files compressi.
E questi ultimi (gli audiofili) neppure pensavano all'epoca di prendere un computer e inserirlo nel sistema Hi Fi quindi sentire il pc nelle casse tramite l'amplificatore.
Tanto è vero questo che oggi ci sono i lettori di rete che hanno spinto gli audiofili ad usare finalmente la rete per ascoltare la musica evitando così di continuare a comprare CD su supporto fisico. E per non parlare poi di chi ancora compra il vinile.

Se le cose stavano effettivamente così, allora a CHI Spotify si rivolgeva?

Si rivolgeva a tutti coloro che normalmente mettono quelle casse preamplificate nella uscita della scheda audio del pc, o inseriscono una cuffia (magari anche di 200 euro) nella uscita del pc.

E allora se davvero fecero all'epoca la scelta che io sto supponendo, quale tipo di compressione avrebbero scelto? Una che può gareggiare con l'ascolto in cuffia di un CD oppure una che si limita a sentire meglio di un mp3.
Visto che tutti i pc possono leggere i CD ecco che la comparazione veniva fatta anche con il CD.
Quindi Vorbis doveva non solo sentirsi meglio di un mp3 ma anche bene come un CD.
Quindi il pubblico di Spotify era in pratica fatto da quelli che usavano i CD ma con Hi Fi di medio basso livello e che magari non avevano tutti questi soldi per continuare a comprare CD e neppure volevano limitarsi a sentire mp3.
Ma soprattutto la maggior parte di questo pubblico non usava Hi Fi di medio alto livello e usavano spesso il computer per sentire la musica, quindi l'ipod e altri aggeggi del genere.
Quindi cuffie attaccate al pc, o casse preamplificate.

Ora, e ATTENZIONE per favore, come si fa a convincere questo genere di pubblico che non possiede dac, ampli, cuffie di alto livello a passare dagli mp3, da youtube, dai cd, a Spotify?

Quindi la compressione scelta doveva sentirsi bene perfino su apparecchiature di basso livello, altrimenti si sarebbero perso la MAGGIORANZA dei clienti.

Questo punto bisogna tenerlo molto chiaro in mente a mio parere. Perché è vero che meglio è il dac, l'amplificatore, le casse, le cuffie e meglio si sente la differenza. Ma Spotify ha dovuto usare una compressione dove la differenza doveva sentirsi in modo NETTO anche su apparecchiature di basso livello.

Io per es. all'epoca mi accorsi subito e in modo nettissimo che spotify si sentiva meglio di youtube e di tanto altro in rete. E usavo casse per il computer, cuffie di appena 100 euro, usando l'uscita cuffie del pc.

E la differenza tra il cd (amplificato nel computer, cioè letto dal lettore del PC) e spotify era difficile da cogliere.
E quando pochi giorni fa ho provato a notare la differenza però usando dac, ampli e cuffie di livello Hi End, ecco che ho fatto perfino più fatica a cogliere la differenza.

Inoltre ho ulteriormente approfondito il mio ascolto perché capire cosa fa esattamente questo tipo di compressione.
Ebbene, Vorbis MIGLIORA determinate frequenze, le rende meglio udibili rispetto al CD. Ma nel mentre fa questo, ELIMINA altre frequenze, cioè altre informazioni, come quelle dovute all'eco, alla separazione dei due canali stereo e altro.

Insomma, Vorbis è una sorta di masterizzazione del file originale, dove si interviene su chissà quante frequenze (magari centinaia) e si tende ad esaltare quelle che più l'udito umano coglie.
Tanto è vero che ascoltando il pianoforte in cuffia, notavo che su Spotify il suono era forte, incisivo, presente e sul CD tendeva paradossalmente a calare di intensità. Poi però impegnandomi di più sulla GLOBALITA' del tutto, cioè senza stare lì ad ascoltare i singoli dettagli ecco che ho notato una maggiore definizione del CD o di TIDAL. Come ha spiegato anche Giancarlo.

Dac, cuffie, ampli di livello Hi End fanno sentire meglio. Giusto?
E quindi fanno sentire meglio anche Spotify.
E quando si va a fare il paragone tra Spotify e Tidal la cosa, con le apparacchiaure Hi End diventa più difficile perché quelle frequenze esaltate dalla compressione Vorbis vengono ancora meglio udite.
E lo stesso avviene anche nelle casse di basso livello.

Hai presente quando usando l'equalizzatore con sei bande alzi al massimo gli alti, i bassi, e abbassi i medi?
Noti subito una gran differenza anche nelle cuffie o nelle casse peggiori?
Ecco, Vorbis fa qualcosa del genere.
CIoè esalta quelle frequenze che meglio udiamo, che quando sono ben percipite, ci fanno poter dire: come si sente bene!

Qui, ed è questo il punto che tende a sfuggire, stiamo parlando di PSICOACUSTICA.
Quindi l'informatica c'entra solo in parte. In pratica ci sono una infinità di esperimenti fatti da queste aziende per capire cosa noi udiamo e in che modo e quindi cosa poter tagliare e cosa evidenziare.
La compressione Vorbis come tante altre non è un banale tagliare a caso certe frequenze. E' qualcosa di molto più sofisticato, molto di più di quello che fanno negli studi di registrazione.
In quel caso si limitano a mettere microfoni, prendere le migliori apparecchiature e registrare con accorgimenti noti da decenni.
La compressione Vorbis e altre del genere sono qualcosa di molto più avanzato e sofisticato che ha poco a che vedere con la registrazione in studio.

Se un file vorbis è un decimo (se ricordo bene) di un file FLAC, e però si sente come questo (o quasi) allora sono state applicate tecniche molto sofisticate.

Nelle casse invece la differenza, almeno nel mio caso personale, è molto netta a favore del CD o di TIDAL.
Qui evidentemente il fatto di evidenziare certe frequenze in Vorbis penalizza l'ambiente, magari crea distorsioni ulteriori nella stanza dove ci sono le casse.
Invece con file FLAC o col CD si sente tutto più nitido, pulito.

In conclusione, Spotify forse (è una ipotesi) venne ottimizzato per l'ascolto in cuffia e con casse su scrivania per il computer. Insomma, BASSA POTENZA, vicinanza agli altoparlanti ecc. Nulla a che vedere con i normali impianti Hi Fi di medio livello.
Cuffie, auricolari, piccole casse su scrivania. Questo il pubblico di Spotify agli esordi e non gli audiofili.
GLi audiofili avevano gia i siti dedicati, come quello linkato sopra o i CD, il vinile ecc.
Tidal invece nasce per gli audiofili.

Ed è un caso che nelle casse di medio livello la differenza tra tidal e spotify è nettissima?
Ora ho potuto fare una comparazione perfetta perché entrambe le fonti provengono dal PC attaccato all'ampli con dac interno.
Invece quando facevao la comparazione tra spotify e il lettore CD, ecco che c'era di mezzo il raggio laser, che non riusciva a prendere tutte le informazioni dal disco. Insomma avrei dovuto usare un lettore cd di 10 000 euro per notare la differenza. Mentre il file in arrivo dal pc e che entra nel dac dell'amplificatore è praticamente perfetto, non si perde nulla.

Qui apro una breve parentesi, e consiglio a molti di non buttare soldi in CD con lettori di basso livello, perché Spotify si sente allo stesso modo se non meglio in molti casi. Questo perché se è vero che il CD ha maggiori informazioni rispetto al file Vorbis è anche vero che i comuni lettori CD, non riescono a tirare fuori dal disco tutte le informazioni presenti, e quindi c'è una oggettiva PERDITA di dati.

Inutile dire che la cosa migliore da fare è abbonarsi a tidal e nei casi che uno ritiene necessari, scaricarsi i brani a 24 bit usando un lettore sul PC ad hoc.
Per quanto riguarda il bit perfect, a mio parere il discorso è molto più complesso di come è stato fatto diverse volte anche su questo ng.
Lì il problema non è solo il file e come viene gestito dal pc, ma è anche il DAC.
E' la accoppiata DAC e lettore del file la cosa importante.
E' un po' come quando si accoppia amplificatore e casse.
Questa accoppiata a mio parere viene fatta in modo davvero ottimale solo nei lettori di rete.
http://marantzitaly.com/it/products/pages/productlisting.aspx?catid=networkproducts&subcatid=networkaudioplayer

Un lettore come quello linkato sopra che ho ascoltato in negozio, mi ha sorpreso. In pratica sempre usando Spotify come sito o altri (deezer per es.) ecco che si sentiva in modo nettamente meglio rispetto allo stesso ampli con attaccato pc e DAC esterno.
E il problema non è la dispersione del segnale perché questo è digitale. Il problema è la accoppiata.
Si tenga presente che su Spotify per es. è possibile manipolare sei bande di frequenze di un piccolo equalizzatore.
Questo significa che gia a livello digitale si può intervenire sul segnale in modo molto netto. Quindi la accoppiata tra lettore (spotify è un lettore, un programma che legge il file) e il dac è importante.
Ora per ottimizzare il tutto, i lettori di rete estraggono il file di Spotify (come di altri siti) e lo leggono loro.

Cioè il lettore di rete NON usa il programma spotify per leggere. Il lettore di rete (quelli buoni) NON sono come un pc. Questi bisogna immaginarli come dei DAC prima di tutto, che si prendono il file in arrivo dalla rete e ci pensano loro a fare tutto il resto.
Quindi viene bypassato perfino il lettore di spotify stesso o di altri siti.

IN alternativa a questi lettori di rete ci sono dei DAC (ma sono pochi e usciti nel 2014) che si possono accoppiare ai tablet, smartphone e pc, e però bisogna INSTALLARE UN PROGRAMMA che viene venduto insieme al DAC.
Questo programma prende il file (anche di spotify) e lo conduce al DAC, bypassando tutto il resto.
Ma questi DAC non sembre funzionano al meglio. Dipende spesso dal tipo di tablet. Per es ci sono dei dac di questo genere che non si accoppiano con un Ipad per es e quindi dall'Ipad è ancora possibile controllare il VOLUME, quindi non siamo in bit perfect anche se si sente bene ovviamente.

Il futuro quindi è un tablet che però NON invia il file al dac, bensì fa da TELECOMANDO. Poi il lettore di rete (con dac incorporato) legge il file.
E con tidal ormai questo si fa gia.
Spotify a dire il vero ha la funzione CONNECT più adatta a questo scopo e che si può applicare a tutti i computer connessi a loro volta all'ampli e questo alle casse.

Cmq, una cosa è certa, i CD sono ormai diventati un reperto del secolo scorso:)
Il paradosso è che oggi noi siamo in cerca di vinile o di nastri più che di cd e lettori cd:))

Questo perché le incisioni del passato sono su nastro ed è meglio usare un nastro che un cd tratto dal nastro perché il CD che sia a 16 o 24 bit, riduce la informazione. Magari nel nastro c'è un pochino di fruscio in più ma si sente indubbiamente meglio.
Quindi gli audiofili di oggi usano i siti come tidal, quelli con i files a 24 bit, i lettori di rete, e magari il vinile e qualche nastro.
I CD e il lettori CD li continuano ad usare coloro che non si sono ancora aggiornati.
Ma nei prossimi anni anche questi si aggiorneranno e tidal ci apparirà come una cosa normalissima.

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