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Klipsch

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kw...@yahoo.it

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Apr 19, 2017, 10:36:53 AM4/19/17
to
Da letture in alcuni siti internet ho notato che i diffusori klipsch sono oggetto di amore come di odio. E' vero che, more solito, chi li ama in genere li possiede (ognuno ama gli apparecchi che ha, altrimenti li sostituirebbe) e chi li disprezza spesso li disprezza a prescindere, senza averli ascoltati oppure dopo un ascolto inattendibile in qualche negozio hifi.
Io non li ho mai ascoltati ma ho intenzione di acquistarli: sto scegliendo tra il modello rf63 e rs81. Deciderò a caso, visto che comprerò su ebay. Praticamente acquisterò quello di cui mi aggiudicherò l'asta.
Dopo qualche anno di interruzione di ascolti con pretese hifi, alcuni anni fa ricomprai un pò di roba (adesso ce l'ho quasi in eccesso). Per i diffusori ero orientato sull'economico (sono convinto che se si acquista un impianto con meno di 200 euro si ascolta male come se si superano i 2500 euro si ascolta il fumo) purché a torre e mi convinse il prezzo e soprattutto l'estetica degli pressoché sconosciuti (e forse abborriti in quanto economici) Dynavox MS2626. Probabilmente avrò problemi di udito, ma mi hanno più che soddisfatto: li ho pilotati con soddisfazione con un fenice 20, con uno yarland a valvole e con un finale NAD216 thx. Acquisterò i klipsch per la curiosità di constatare se diffusori di pregio, senza esagerare, mi stupiranno facendomi ricredere sui precedenti ascolti oppure se i cinesi riescono a produrre diffusori molto buoni a prezzi ultraconvenienti.
Poi, potrebbe succedere che la mancata rilevazione della differenza dipenda dalle mie orecchie....vi farò sapere.

takayasu...@gmail.com

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Apr 19, 2017, 3:36:38 PM4/19/17
to
On Wednesday, April 19, 2017 at 4:36:53 PM UTC+2, kw...@yahoo.it wrote:
CUT
> Poi, potrebbe succedere che la mancata rilevazione della differenza dipenda dalle mie orecchie....vi farò sapere.

I Klipsch veri sono grossi e costosissimi e suonano in modo particolare come tutti i diffusori a tromba. Mi affascinano da quando li ho ascoltati pilotati da dei mcintosh, ma sono improponibili per costo e ingombro.
http://www.klipsch.com/products/klipschorn-70th-anniversary-edition

kw...@yahoo.it

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Apr 19, 2017, 3:55:19 PM4/19/17
to
Nel post precedente ho sbagliato le sigle: sono gli rf62 e gli rb81. Non sono veri ?

takayasu...@gmail.com

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Apr 19, 2017, 4:20:40 PM4/19/17
to
On Wednesday, April 19, 2017 at 9:55:19 PM UTC+2, kw...@yahoo.it wrote:
> Nel post precedente ho sbagliato le sigle: sono gli rf62 e gli rb81. Non sono veri ?

Mi riferisco ai diffusori progettati da Paul Wilbur Klipsch che hanno reso famoso il marchio e che sono prodotte ancora oggi in US dopo 70 anni.
Le altre possono essere buone o meno buone, sfruttano la fama del marchio, sono fatte in Cina (non vuol dir niente, semplicemente non sono il prodotto per cui l'azienda e' famosa) e quindi non ha senso acquistarle a scatola chiusa per prendere "delle Klipsch". Non le sto sconsigliando, ti sto invitando ad ascoltarle prima.

Peter & Pan ©

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Apr 20, 2017, 3:37:10 AM4/20/17
to
Sembra che takayasu...@gmail.com abbia detto :
Aggiungo che i diffusori passivi ed anche attivi, esclusi quelli
"certificati" come monitor sono paragonabili agli strumenti musicali
nel senso che ogni marca o modello ha un suo particolare *timbro* in
inglese "tone colour", in parte indipendente dall'elettronica cui è
collegato. Uno Stradivari ed un Guarneri del Gesù emettono gli stessi
suoni ma con timbri diversi. Non esiste a mio avviso il diffusore che
suona bene in senso assoluto ma quello il cui timbro piace di più a chi
lo ascolta. Ovviamente tutto questo in linea più o meno generale dato
che poi la timbrica è influenzata dalla posizione, forma e dimensione
dell'ambiente ed il suo arredamento. Ovviamente IMO.

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

jakebarnes

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Apr 20, 2017, 6:14:28 AM4/20/17
to
Il 19/04/2017 21.55, kw...@yahoo.it ha scritto:
> Nel post precedente ho sbagliato le sigle: sono gli rf62 e gli rb81. Non sono veri ?
> Qualsiasi diffusore con trombe non è HI FI

kw...@yahoo.it

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Apr 20, 2017, 6:57:39 AM4/20/17
to
Integralista ?

takayasu...@gmail.com

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Apr 20, 2017, 7:01:14 AM4/20/17
to
Sono d'accordo, se non si esagera con delle analisi che sono piu' fenomeni pubblicitari per marchi e recensori che non acustica.
In condizioni normali, l' ambiente ed il posizionamento delle casse, le curve di risposta e distorsione degli altoparlanti sono molto piu' importanti di altri fenomeni tipo il "timbro" dell'amplificatore a cui sono collegati, a meno di grossi priblemi di impedenza o di prestazioni dell'elettronica o del diffusore.
Tornando al thread, torno a sottolineare che le Klipschorn o le "la scala" sono oggetti costruiti in modo originale e che suonano in modo riconoscibile e personale. Le altre casse Klipsch che ho ascoltato sono piu' "normali", a parte qualche medioacuto un po' sparato; alcune mi sono piaciute, alcune no.

Tom

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Apr 20, 2017, 9:18:46 AM4/20/17
to
Perche'?

kw...@yahoo.it

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Apr 20, 2017, 9:19:49 AM4/20/17
to
Ho perso l'asta per le klipsch rf62. Sto tentando di aggiudicarmi le rb81.
Mi è stato consigliato di ascoltare prima di comprare, che è un rituale che reputo abbastanza inutile. Dovrei ascoltarle a casa mia con le mie elettroniche in modo da poter capire se mi piacciono di più o di meno dei diffusori attualmente in uso. Cosa comunque impossibile da un negoziante, figuriamoci da eBay. Credo che solo Amazon si riprenda il prodotto senza nemmeno chiedere perché. Inoltre sono abbastanza sicuro che dopo qualche anno di ascolti con le mie, al primo ascolto le klipsch potrebbero farmi una cattiva impressione. Sarà necessario perseverare...

kw...@yahoo.it

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Apr 20, 2017, 9:20:49 AM4/20/17
to
Per l'affermazione apodittica "se ha le trombe non è hifi".

Tom

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Apr 20, 2017, 9:29:55 AM4/20/17
to
Non lo e', apodittica. Ora procedi con il ragionamento, che ti seguo.

takayasu...@gmail.com

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Apr 20, 2017, 10:21:00 AM4/20/17
to
On Thursday, April 20, 2017 at 3:19:49 PM UTC+2, kw...@yahoo.it wrote:
> Ho perso l'asta per le klipsch rf62. Sto tentando di aggiudicarmi le rb81.
> Mi è stato consigliato di ascoltare prima di comprare, che è un rituale che reputo abbastanza inutile. Dovrei ascoltarle a casa mia con le mie elettroniche in modo da poter capire se mi piacciono di più o di meno dei diffusori attualmente in uso. Cosa comunque impossibile da un negoziante, figuriamoci da eBay.


Non starei a spaccare il capello in quattro su questo aspetto a meno di non avere casi particolari estremamente evidenti tipo l'interfacciamento di un triodo di potenza OTL con delle elettrostatiche o se il tutto deve suonare in una stanza con tutte le pareti vetrate, i diffusori coricati sul pavimento, l'ascoltatore accucciato su di un piano della libreria...
Se uno si fa problemi se un bookshelf da 500 euro suona diveramente con il Pioneer da 300 Euro o con lo Yamaha da 305 Euro evidentemente "tiene pochi pensieri" (come si dice davvero a Napoli?)

Credo che solo Amazon si riprenda il prodotto senza nemmeno chiedere perché. Inoltre sono abbastanza sicuro che dopo qualche anno di ascolti con le mie, al primo ascolto le klipsch potrebbero farmi una cattiva impressione. Sarà necessario perseverare...

L'online serve per comprare ogetti standard o oggetti che si conoscono molto bene. Oppure, come pare nel tuo caso, comprare per comprare.
Io sto cercando online un paio di prodotti (Oppo 105, Magneplanar 1.7) perchè li ho sentiti (insomma, nel caso di Oppo gioca piu' il favore della reputazione e della dotazione tecnica, nel caso delle Maggies il fatto che io possegga gia' un altro modello e quindi ho ascoltato le 1.7 alla prima occasione) ma non impegnerei soldi a prendere qualcosa che non so se mi piace. Non è neppure divertente.

kw...@yahoo.it

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Apr 20, 2017, 5:28:47 PM4/20/17
to
Ormai avevo la scimmia ed infine ho trovato le rf62 nella mia citta'. Domattina andrò a prenderle. Se non mi dovessero soddisfare, cosa che reputo improbabile, finiranno nell'impianto della seconda casa...vi farò sapere. Per quel riguarda l'integralismo, mi fanno sempre sorridere le affermazioni "tout court". Anche john holmes sosteneva che sotto i 12" non era, come dire, sesso...

takayasu...@gmail.com

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Apr 21, 2017, 3:14:57 AM4/21/17
to
On Thursday, April 20, 2017 at 11:28:47 PM UTC+2, kw...@yahoo.it wrote:
> Ormai avevo la scimmia ed infine ho trovato le rf62 nella mia citta'. Domattina andrò a prenderle. Se non mi dovessero soddisfare, cosa che reputo improbabile, finiranno nell'impianto della seconda casa...vi farò sapere. Per quel riguarda l'integralismo, mi fanno sempre sorridere le affermazioni "tout court". Anche john holmes sosteneva che sotto i 12" non era, come dire, sesso...

C'e' chi puo' e chi non puo'...

Lazarus

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Apr 21, 2017, 5:03:10 AM4/21/17
to
On Thursday, April 20, 2017 at 11:28:47 PM UTC+2, kw...@yahoo.it wrote:
> Ormai avevo la scimmia ed infine ho trovato le rf62 nella mia citta'. Domattina andrò a prenderle.

A quanto, se posso chiedere, che ho la stessa scimmia ;-)

L.

kw...@yahoo.it

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Apr 21, 2017, 5:20:35 AM4/21/17
to
600 euro, sono la versione II, praticamente nuove, con imballi.

kw...@yahoo.it

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Apr 21, 2017, 6:51:53 AM4/21/17
to
Le Klipsch RF62 II stanno suonando in casa mia. Dopo un breve ascolto ho potuto fare un raffronto, poco attendibile date le mie competenze in fatto di hi-fi e per il valore statistico nullo, con le precedenti Dynavox. Ho usato un cd dell Chemsky Records (The ultimate ecc.). Non parlo di miglioramento (il raffronto è tra una coppia da 200 euro ed una coppia da più di mille)che può essere opinabile. Però ho rilevato che il suono è un poco diverso: i Klipsch sono un poco più sensibili, ma non moltissimo, ed hanno i bassi molto potenti, forse fin troppo. Con un volume di ascolto che a poco meno di quattro metri produce tra i 65 e i 75 decibel, i vetri delle finestre entrano in risonanza. Le voci umane mi sembrano che suonino di un mezzo tono più alto, ma è difficile esser precisi, e forse, e sottolineo forse, c'è un pelino di risoluzione in più.
Nel complesso ne sono soddisfatto. La prova è stata fatta con un finale NAD216THX da 125 watt rms per canale. In seguito proverò a collegarle allo Yarland 34C a valvole. Portei provare anche col Fenice20, T Amp da una decina di watt, ma comincerebbe ad assomigliare ad un secondo lavoro. Presto voglio tornare ad ascoltare la musica e non l'impianto.

kw...@yahoo.it

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Apr 21, 2017, 11:21:03 AM4/21/17
to
Ora c'è un problema "psicologico"...le Dynavox, messe in disparte, hanno l'aria di chiedere "Ma scusa...che ti abbiamo fatto ?"...
Ritorneranno a suonare nella casa in montagna...

Gelatina

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Apr 22, 2017, 11:36:34 AM4/22/17
to
Il 21/04/17 17:21, kw...@yahoo.it ha scritto:
> Ora c'è un problema "psicologico"...le Dynavox, messe in disparte, hanno l'aria di chiedere "Ma scusa...che ti abbiamo fatto ?"...
> Ritorneranno a suonare nella casa in montagna...
>

Ho ascoltato le klipsch in negozio,
Credo che abbiano una caratteristica di medioalto squillante un po' di
più della media, nonostante tutto è come le posizioni in casa che
dipende poi l'ascolto: ogni tanto si vedono delle casse che vanno per la
maggiore a rotazione, ora un marchio ora un altro classici oppure un new
entry.
Andarono di moda i piccoli bookshelf, passarono poi ai tower per ovviare
ai bassi poco profondi, e al più facile posizionamento nella stanza
senza imbarcarsi nell'acquisto degli stand.
Spesso c'è dietro una politica di prevendita, recensioni, premi delle
riviste, etc. Mi ricordo l'epoca dei mini monitor Tannoy a 2000€ la
coppia,o le B+W laccate nere lucide da 1800€.
All'inizio in negozio sembravano meravigliose, poi ci si accorgeva del
suono ruffiano, e si trovavano usate dopo solo un anno dall'uscita a
metà prezzo.
Credo poi che le aziende creino un prodotto che costi esattamente come
uno stipendio del tipo di acquirente che le vuole, così da fornire la
possibilità di provare l'ebbrezza di qualcosa di meraviglioso ma affordable.

Si creano dei partiti politici di chi osanna un diffusore rispetto ad un
altro, mentre credo sia importante ascoltarli nel proprio ambiente.
A volte ci si innamora soltanto dell'oggetto bello in sé.
Credo che da una parte le leggi acustiche non si possono modificare più
di tanto, mentre sono sempre più piccoli gli ambienti dove vengono
collocati questi diffusori, e la psicologia di trovarsi un mobile grande
come un comò in duplice copia rende scomoda l'accettabilità
dell'oggetto. Non a caso si trova molto nell'usato.
Anni a presi un paio di minimonitor da 500€ nuovi, poi mi capitò
un'occasione una coppia vintage a 180€ di Mission che fecero storia,
bene, adesso ascolto queste vintage e a conti fatti avrei potuto
risparmiarmi di prendere le altre...
In base alla disponibilità della stanza e del posizionamento credo che
ci si possa trovare diffusori per tutti i gusti, se vuoi cose raffinate
costano molto, a volte troppo a mio avviso.


--

Gelatina at:
www.gelatina.altervista.org

(Large Format Photography)

kw...@yahoo.it

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Apr 22, 2017, 1:58:37 PM4/22/17
to
Concordo su tutto. Riconosco che non sono un esperto di hifi, però credo anche che in questo NG pochissimi lo siano. Leggo giudizi inappellabili su apparecchiature emessi per sentito dire e ritengo che l'udito ed le preferenze variano da persona a persona. Mi fa sorridere la pretesa di riprodurre nel salotto di casa il suono di un violino "come dal vivo". Quale violino e quale "dal vivo" ? . Passo spesso per Piazza Mattei, a Roma, ed ogni tanto mi imbatto in un trio di giovani musicisti intenti a suonare brani di Vivaldi, Bach ecc. Sono molto bravi ma suonano all'aperto, e tra la gente, con un buon rumore di fondo, condizione molto sfavorevole. Ogni tanto resto ad ascoltarli ed i loro brani finiscono con l'applauso degli astanti. Come si fa a riprodurre quel suono in casa ? Sicuramente quello che ascolto in casa è "qualitativamente" migliore.
Sala da concerto o teatro lirico. I posti "buoni" sono pochi. Direi che tutto sommato ci si può accontentare di una buona riproduzione. In fotografia nessuno si pone il problema della "risolvenza" o del "bokeh" o come diavolo si chiama, guardando le foto di Bresson, Capa, Newton e via dicendo.
I miei diffusori Dynavox suonavano benissimo e, col loro mobile ben fatto, nero laccato lucido, se fossero costati 2000 euro avrebbero ricevuto le lodi entusiastiche di molti anche, come succede, senza averli mai ascoltati.
Un piccolo laboratorio, impiantato in un garage, non potrà mai produrre una Leica M6 o un'Hassle. Però potrebbe produrre dei costosissimi diffusori. Un pesante mobile in massello di noce lavorato da un buon falegname e già siamo a cifre a tre zeri. Ci si mette una componentistica buona, che oggi non costa molto e data la scarsa quantità di produzione il prezzo di vendita sarà da infarto. Qualche recensore si prenderà la briga di declamarne le impalpabili doti ed il gioco è fatto. I guai dell'hifi sono tutti qui. Inoltre credo che i prodotti cinesi non siano assolutamente da sottovalutare, a parte il fatto che anche le mie Klipsch recano la scritta "made in China". Pochi sanno che l'orecchio assoluto, che tra noi occidentali è una rarità e che comunque non è particolarmente utile, tra i cinesi è diffusissimo per via della particolarità della loro lingua dove la stessa parola, modulata in tonalità diverse, ha significati diversi. Pur ribadendo che l'orecchio assoluto serve a poco, reputo che comunque sia un buon indizio di sensibilità di udito. Quindi se i cinesi si mettono a costruire hifi con impegno possono sbaragliare la concorrenza per prezzi e qualità. Quando i giapponesi si misero a costruire macchine fotografiche i tedeschi sorrisero con sufficienza...

kw...@yahoo.it

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Apr 22, 2017, 2:04:57 PM4/22/17
to
Dimenticavo: io sono quello che nella casa in montagna aveva dei diffusori cinesi(lo so, è una perversione) di marca sconosciuta che venivano giudicati con compassione dagli ospiti, spesso prima che accendessi l'impianto. Il giudizio era "Beh, per quel che costano suonano anche bene...certo, siamo lontani dai diffusori xx, yy e via dicendo". Diffusori che la maggior parte degli ospitati non aveva. Poi, per caso, mi sono imbattuto in un paio di targhette metalliche " Marantz". Non ho potuto resistere. Le ho acquistate e le ho piazzate in bella evidenza sui diffusori. Non ci crederete, ma il loro suono è incredibilmente migliorato...

Gelatina

unread,
Apr 22, 2017, 3:01:02 PM4/22/17
to
Il 22/04/17 20:04, kw...@yahoo.it ha scritto:
> Dimenticavo: io sono quello che nella casa in montagna aveva dei diffusori cinesi(lo so, è una perversione) di marca sconosciuta che venivano giudicati con compassione dagli ospiti, spesso prima che accendessi l'impianto.. Il giudizio era "Beh, per quel che costano suonano anche bene...certo, siamo lontani dai diffusori xx, yy e via dicendo". Diffusori che la maggior parte degli ospitati non aveva. Poi, per caso, mi sono imbattuto in un paio di targhette metalliche " Marantz". Non ho potuto resistere. Le ho acquistate e le ho piazzate in bella evidenza sui diffusori. Non ci crederete, ma il loro suono è incredibilmente migliorato...
>

marantz fa diffusori?
;-)

bella cosa imparare cose nuove.
Un diffusore se fatto bene dura trent'anni, ci sono fasce di prezzo
all'interno della stessa marca, per un buon paio di diffusori usati hai
un vantaggio che non hai con quelli nuovi: centinaia di giudizi i più
disparati alle spalle, facendoci un po' l'orecchio e scegliendo tra i
modelli riusciti all'interno delle solite marche ci si toglie
soddisfazione con 1/5 del costo nuovo.
Mi ricordo ancora trent'anni fa quando un mio amico portò un paio di
Allison Three in permuta e si prese un paio di JBL rokettare, per via
della loro sensibilità le Allison avevano bisogno di tanti watt. Il
negoziante le studiò molto attentamente, a posteriori ho capito che
l'affare lo fece il negozio, che ci guadagnò sopra due volte.

kw...@yahoo.it

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Apr 22, 2017, 3:29:52 PM4/22/17
to
Anch'io sono un fan dell'usato. Però dell'usato recente. Credo che l'elettronica in questi ultimi anni abbia fatto notevoli passi avanti. Per i diffusori potrei essere d'accordo, ma non mi fido delle ribordature, per tacere delle riconature.
Inoltre non sono abbastanza esperto da capire se su un vecchio diffusore famoso sono stati montati altoparlanti di poco prezzo in sostituzione di quelli originali guasti o danneggiati. Inoltre l'estetica dei diffusori degli anni '70 e '80 era comunque "povera" e mal si inseriva nell'arredamento. Negli anni '70 acquistai due diffusori Wharfedale in sospensione pneumatica. Il bordo dei pannelli laterali, realizzati in compensato, era a vista...poi li dovetti rivendere perché richiedevano un'amplificazione potente e fuori dal mio bilancio spese. LI sostituii con due diffusori autocostruiti con componenti Coral. Il mobile era in truciolato impiallicciato e lucidato a dovere. Decisamente molto più eleganti i blasonati wharfedale.

tsunami!

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Apr 23, 2017, 3:35:06 AM4/23/17
to
Il 19/04/2017 16:36, kw...@yahoo.it ha scritto:
> Per i diffusori ero orientato sull'economico

vai ad ascoltare dei monitor attivi (dynaudio, kh, jbl, adam, ecc.) poi
dimenticherai tutto ciò che hai a casa.

kw...@yahoo.it

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Apr 23, 2017, 4:18:16 AM4/23/17
to
Possiedo un ford mondeo. Tempo fa qualcuno mi ha detto: prova a guidare una bmw serie7 e poi mi dirai...

kw...@yahoo.it

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Apr 23, 2017, 4:20:33 AM4/23/17
to
Comunque pare che la prima osservazione non fosse sbagliata..klipsch ha generato un lungo dibattito.

kw...@yahoo.it

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Apr 23, 2017, 4:26:04 AM4/23/17
to
Pare di si...la marantz fa o comunque vende anche diffusori. Si trovano anche su ebay. Magari anche queste sono taroccate...

kw...@yahoo.it

unread,
Apr 23, 2017, 4:27:26 AM4/23/17
to
Per i monitor ci sono due fazioni, come per i klipsch o per la cocacola..

Peter & Pan ©

unread,
Apr 23, 2017, 6:45:00 AM4/23/17
to
tsunami! ha pensato forte :
Parole non sante ma Sacre. Ciao Pier :-)

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

tsunami!

unread,
Apr 23, 2017, 12:45:08 PM4/23/17
to
Il 23/04/2017 12:48, Peter & Pan © ha scritto:

>> vai ad ascoltare dei monitor attivi (dynaudio, kh, jbl, adam, ecc.)
>> poi dimenticherai tutto ciò che hai a casa.
>
> Parole non sante ma Sacre. Ciao Pier :-)
complice un paio di aste fortunate, con poco piu di 500 euro ho preso
un paio di dynaudio attive ed un sub m-audio che è dato a 20 Hz a -3 Db,
si integrano alla perfezione e ho raggiunto un risultato qualitativo che
sfido chiunque ad avvicinare anche da lontano con ampli e diffusori
passivi anche spendendo il doppio...
ciao ;)

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 23, 2017, 12:50:24 PM4/23/17
to
On Sunday, April 23, 2017 at 10:20:33 AM UTC+2, kw...@yahoo.it wrote:
> Comunque pare che la prima osservazione non fosse sbagliata..klipsch ha generato un lungo dibattito.

70% messaggi tuoi, 10% sulle Klipsch.
Vedi tu se ti diverte di piu' contrubuire al ng o fare il troll.

Peter & Pan ©

unread,
Apr 24, 2017, 1:18:46 AM4/24/17
to
tsunami! ci ha detto :
Nessun problema di posizionamento dato il tubo posteriore?
Io invece ho avuto la fortuna di trovare, in condizioni splendide, un
Conrad-Johnson PV6 che uso per i miei vinili. Accoppiamento perfetto
con la V15 III su SME 3009 II Improved e le K|H.

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

tsunami!

unread,
Apr 25, 2017, 3:36:36 AM4/25/17
to
Il 24/04/2017 07:22, Peter & Pan © ha scritto:

> Nessun problema di posizionamento dato il tubo posteriore?

nessun problema, a 40 cm dalla parete posteriore.
poi date le innumerevoli regolazioni possibili tramite switch, posso
giostrare la risposta come voglio.

> Io invece ho avuto la fortuna di trovare, in condizioni splendide, un
> Conrad-Johnson PV6 che uso per i miei vinili. Accoppiamento perfetto con
> la V15 III su SME 3009 II Improved e le K|H.

vinili ? what's vinili ? :D

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 25, 2017, 5:34:30 AM4/25/17
to
Non credo che il fattore critico sia che i monitor siano "attivi" ma il fatto che sia roba fatta bene. Ci sono realizzazioni di qualità anche nei diffusori passivi (ad es. de gustibus, ma le klipshorn sono roba fatta bene) e ci sono ovviamente delle realizazzioni tecnologicamante piu' spinte tra i monitor attivi che incorporano ingressi digitali e dsp programmabili.

Peter & Pan ©

unread,
Apr 25, 2017, 5:47:22 AM4/25/17
to
tsunami! scriveva il 25/04/2017 :
Vinyls aka records long play 33 or 45 r.p.m. :P Got it???

Mi avevi fatto venire la voglia di acquistarlo quel sub, il problema è
che già ad un ragioneole volume d'ascolto, nella mia stanza vibrano i
vetri della porta finestra che va in terrazza. L'ho visto, mi sembra un
bel robo.

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

Peter & Pan ©

unread,
Apr 25, 2017, 5:54:32 AM4/25/17
to
Sembra che takayasu...@gmail.com abbia detto :
Beh, devi considerare che una cosa sono i monitor attivi, parliamo di
quelli opportunamente sitati da Tsunami, dove tutti i componenti sono
ottimizzati in funzione del rendimento (speakers, componenti
elettronici e sopratutto crossover) e delle casse passive dove non
sempre è facile, anzi alquanto difficile, trovare la giusta
componentistica per farli suonare al meglio.
Parli delle Klipschorn, ma tra quelle e le Klipsch di cui si è discusso
c'è un abisso, fatto di legni, ebanisteria, progetto del labirinto fino
alla componentistica elettroacustica.

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

tsunami!

unread,
Apr 25, 2017, 7:20:55 AM4/25/17
to
Il 25/04/2017 11:34, takayasu...@gmail.com ha scritto:

>
> Non credo che il fattore critico sia che i monitor siano "attivi"

> ma il fatto che sia roba fatta bene. Ci sono realizzazioni di qualità

> anche nei diffusori passivi (ad es. de gustibus, ma le klipshorn sono

> roba fatta bene) e ci sono ovviamente delle realizazzioni tecnologicamante

> piu' spinte tra i monitor attivi che incorporano ingressi digitali

> e dsp programmabili.
>

il fattore critico è proprio quello.
tu stai parlando di diffusori da oltre 10k euro, con meno della metà ti
prendi dei monitor unit audio, adam o quello che ti pare e non ti devi
nemmeno preoccuapre dell'amplificazione, dei cavi e altre menate
pseudo audiofile.
se poi parliamo di roba economica, non c'è proprio storia.
prendi delle klipsh di quelle che fanno oggi, anche sui 2000 euro, tutta
roba da cassonetto in confronto a dei monitor di pari prezzo.
senza scomodare l'amplificazione, eh...
se vogliamo parlare del prestigio e dell'impatto visivo mi ritiro,
un paio do khorn o di tannoy prestige valgono da sole l'arredamento
di una stanza, con un bel piatto ed un bobine sul mobile giusto.
oh, poi ognuno la pensa come vuole poi.. io mi sto godendo le mie
dynaudio bm5a da 330 euro, ho persino iniziato ad ascoltare musica
classica...adesso ABC radio classic, in AAC a 64k, uno spettacolo
ciao :)
pier

tsunami!

unread,
Apr 25, 2017, 7:22:30 AM4/25/17
to
Il 25/04/2017 11:50, Peter & Pan © ha scritto:

> Mi avevi fatto venire la voglia di acquistarlo quel sub, il problema è
> che già ad un ragioneole volume d'ascolto, nella mia stanza vibrano i
> vetri della porta finestra che va in terrazza. L'ho visto, mi sembra un
> bel robo.
ehehehe, stamattina alle 8 l'uccello di fuoco di stravinsky, la
grancassa ha fatto alzare tutti dal letto... e che cavolo, bisogna
aggredire la giornata mica dormire :D


Peter & Pan ©

unread,
Apr 25, 2017, 9:45:01 AM4/25/17
to
Dopo dura riflessione, tsunami! ha scritto :
Hehe, io anche se un po' più avanti negli anni di te, sono più Rock e,
credimi, la versione DELUXE 2-LP SET in vinile 180 g. di Led Zeppelin
II immessa nel mercato circa 2 anni fa, trovano una onorevole
dimensione con quel set-up. Salutami Esprit se lo senti :-)

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

takayasu...@gmail.com

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Apr 25, 2017, 10:17:53 AM4/25/17
to
On Tuesday, April 25, 2017 at 1:20:55 PM UTC+2, Tsunami! wrote:
> Il 25/04/2017 11:34, takayasu...@gmail.com ha scritto:
>
> >
> > Non credo che il fattore critico sia che i monitor siano "attivi"
>
> > ma il fatto che sia roba fatta bene. Ci sono realizzazioni di qualità
>
> > anche nei diffusori passivi (ad es. de gustibus, ma le klipshorn sono
>
> > roba fatta bene) e ci sono ovviamente delle realizazzioni tecnologicamante
>
> > piu' spinte tra i monitor attivi che incorporano ingressi digitali
>
> > e dsp programmabili.
> >
>
> il fattore critico è proprio quello.
> tu stai parlando di diffusori da oltre 10k euro, con meno della metà ti
> prendi dei monitor unit audio, adam o quello che ti pare e non ti devi
> nemmeno preoccuapre dell'amplificazione, dei cavi e altre menate
> pseudo audiofile.

<CUT>
Complice un'asta fortunata come la tua, qualche anno fa, per 400 Euro ho preso delle Magneplanar MG12. Sono passive. Fanno schifo?

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 25, 2017, 10:34:36 AM4/25/17
to
On Tuesday, April 25, 2017 at 11:54:32 AM UTC+2, Peter & Pan © wrote:

> Beh, devi considerare che una cosa sono i monitor attivi, parliamo di
> quelli opportunamente sitati da Tsunami, dove tutti i componenti sono
> ottimizzati in funzione del rendimento (speakers, componenti
> elettronici e sopratutto crossover) e delle casse passive dove non
> sempre è facile, anzi alquanto difficile, trovare la giusta
> componentistica per farli suonare al meglio.

Si, ma tocca capirci.
Speakers: quelli sono "ottimizzati" per modo di dire. Sono componenti che hanno vita lunga, le casse che li contengono cambiano piu' spesso.
I componenti elettronici sono "ottimizzati" per modo di dire: pensi che il progettista dell'ampli rifaccia tutto se al posto del Seas 16 cm deve muovere il Dynaudio 16 cm? Gli amplificatori saranno sempre largabanda, non è che il progettista piazza i poli della fdt dell'ampli quando sa a che frequenza di taglio del xover elettronico si troverà il segnale da amplificare. Anzi, è provbabile che un'azienda tipo la Adam abbia fornitori terzi di ampli o comunque ne abbia progettati un paio e gli altri sono tutte variazioni sulla potenza.
I crossover: il problema sono gli induttori che costano e le grosse capacità che costano e si degradano. meglio gli RC attivi con gli operazionali o addirittura integrati a capacità commutate. Lo capisco ma la differenza in termini di FDT è importante solo se parliamo di tagli con pendenze forti.

Se invece mi parli di mani certosine ed orecchie d'oro che scelgono il giusto amplificatore ed il giusto cavo e li assemblano in un'alchimia perfetta in una cassa attiva, allora per me questo è bullshit e come dicevo vale piu' la pena occuparsi di oggetti un po' piu' edge come i dsp, implementare drc, lavorare su installazione ed ambiente, perchè li andiamo su differenze con palate di dB.

> Parli delle Klipschorn, ma tra quelle e le Klipsch di cui si è discusso
> c'è un abisso, fatto di legni, ebanisteria, progetto del labirinto fino
> alla componentistica elettroacustica.

Era un esempio per dire che non è la label "attivo" o "passivo" che fa la differenza, ma quanto bene sono costruite. Se "attivo" è sinonimo di buono allora perchè non hai risparmiato il 90% del budget e preso delle Behringer? E le adam audio che hanno una sezione passiva fanno schifo a confronto?

Peter & Pan ©

unread,
Apr 25, 2017, 11:48:39 AM4/25/17
to
takayasu...@gmail.com ha usato la sua tastiera per scrivere :

>
> Si, ma tocca capirci.
OK
> Speakers: quelli sono "ottimizzati" per modo di dire. Sono componenti che
> hanno vita lunga, le casse che li contengono cambiano piu' spesso. I
> componenti elettronici sono "ottimizzati" per modo di dire: pensi che il
> progettista dell'ampli rifaccia tutto se al posto del Seas 16 cm deve muovere
> il Dynaudio 16 cm?
Mah, questa è una tua supposizione che rispetyto, io faccio la mia. Il
progettista dell'ampli Dynaudio fa il progetto per gli altoparlanti
Dynaudio come quello della ex Neumann ora B|K fa il progetto per i
sistemi del suo datore di lavoro.
> Gli amplificatori saranno sempre largabanda, non è che il
> progettista piazza i poli della fdt dell'ampli quando sa a che frequenza di
> taglio del xover elettronico si troverà il segnale da amplificare. Anzi, è
> provbabile che un'azienda tipo la Adam abbia fornitori terzi di ampli o
> comunque ne abbia progettati un paio e gli altri sono tutte variazioni sulla
> potenza.
Probabile, meo propbabile con case assolutamente pro come la K|H o
Focal> I crossover: il problema sono gli induttori che costano e le
grosse
> capacità che costano e si degradano. meglio gli RC attivi con gli
> operazionali o addirittura integrati a capacità commutate. Lo capisco ma la
> differenza in termini di FDT è importante solo se parliamo di tagli con
> pendenze forti.

>
> Se invece mi parli di mani certosine ed orecchie d'oro che scelgono il giusto
> amplificatore ed il giusto cavo e li assemblano in un'alchimia perfetta in
> una cassa attiva, allora per me questo è bullshit e come dicevo vale piu' la
> pena occuparsi di oggetti un po' piu' edge come i dsp, implementare drc,
> lavorare su installazione ed ambiente, perchè li andiamo su differenze con
> palate di dB.
Non faccio parte di quel "bunch", mi spiace. Sono ancora convinto che
chi pensa che un cavo steso tra un finale ed una cassa se non costa
qualche centinaio di Euro degrada il suono, meriterebbe di affidare la
propria mente ad uno strizzacervelli. Certo sarebbe bello occuparsi di
oggetti più edge. Ma ad una certa età bisognerebbe pure fermarsi ed
accontentarsi di cosa si ha anche per non farsi invischiare nel
consumismo tout court.
>
>> Parli delle Klipschorn, ma tra quelle e le Klipsch di cui si è discusso
>> c'è un abisso, fatto di legni, ebanisteria, progetto del labirinto fino
>> alla componentistica elettroacustica.
>
> Era un esempio per dire che non è la label "attivo" o "passivo" che fa la
> differenza, ma quanto bene sono costruite.
Infatti, questo volevo dire, ma forse devo scrivere in giapponese :-).
Una cosa è parlare di Klipschorn ed una cosa parlare di Klipsch.
>Se "attivo" è sinonimo di buono
> allora perchè non hai risparmiato il 90% del budget e preso delle Behringer?
> E le adam audio che hanno una sezione passiva fanno schifo a confronto?
Scusa ma a che pro questa domanda? Behringer non le ho mai considerate,
Adam ho posseduto le A7X e volevo prendere il modello superiore, non
ricordo la sigla ma erano come quelle di Esprit, alla fine ho preso le
K|H che per dimensione, qualità del suono, affidabilità della casa
nella malaugurata ipotesi di un malfunzionamento erano le migliori
sulla piazza in quel range di prezzo. Le Adam che costavano lo stesso,
ritardavano ad essermi consegnate dallo store tedesco (Music Store)
dove le avevo ordinate. Insospettito, chiamai la factory e mi dissero
che c'erano dei ritardi dovuti ad un problema di qualità di alcuni
componenti per cui per lo stesso prezzo chiesi a Music Store di
modificarmi l'ordine e ne sono contentissimo. Tutto qui.

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

tsunami!

unread,
Apr 26, 2017, 1:55:14 AM4/26/17
to
Il 25/04/2017 15:48, Peter & Pan © ha scritto:
>Salutami Esprit se lo senti :-)

l'hp visto da non molto, lo rivedrò presto : presenterò :)

tsunami!

unread,
Apr 26, 2017, 1:58:34 AM4/26/17
to
Il 25/04/2017 16:17, takayasu...@gmail.com ha scritto:

> Complice un'asta fortunata come la tua, qualche anno fa,

> per 400 Euro ho preso delle Magneplanar MG12. Sono passive. Fanno schifo?

tutt'altro, allo stesso prezzo ebbi delle MGSE (poco diffuse) :
deliziose...ma ci voleva quasi un altro millino per l'ampli, per farle
suonare come si deve


takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 26, 2017, 2:16:32 AM4/26/17
to
On Tuesday, April 25, 2017 at 5:48:39 PM UTC+2, Peter & Pan © wrote:
> takayasu...@gmail.com ha usato la sua tastiera per scrivere :
>
> >
> > Si, ma tocca capirci.
> OK
> > Speakers: quelli sono "ottimizzati" per modo di dire. Sono componenti che
> > hanno vita lunga, le casse che li contengono cambiano piu' spesso. I
> > componenti elettronici sono "ottimizzati" per modo di dire: pensi che il
> > progettista dell'ampli rifaccia tutto se al posto del Seas 16 cm deve muovere
> > il Dynaudio 16 cm?
> Mah, questa è una tua supposizione che rispetyto, io faccio la mia. Il
> progettista dell'ampli Dynaudio fa il progetto per gli altoparlanti
> Dynaudio come quello della ex Neumann ora B|K fa il progetto per i
> sistemi del suo datore di lavoro.

Certo, pero' mi spieghi cosa vuol dire ottimizzare, altrimenti è solo una parola.

> > Gli amplificatori saranno sempre largabanda, non è che il
> > progettista piazza i poli della fdt dell'ampli quando sa a che frequenza di
> > taglio del xover elettronico si troverà il segnale da amplificare. Anzi, è
> > provbabile che un'azienda tipo la Adam abbia fornitori terzi di ampli o
> > comunque ne abbia progettati un paio e gli altri sono tutte variazioni sulla
> > potenza.
> Probabile, meo propbabile con case assolutamente pro come la K|H o
> Focal

Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n amplificatori tutti disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio lo avrei.

> > Se invece mi parli di mani certosine ed orecchie d'oro che scelgono il giusto
> > amplificatore ed il giusto cavo e li assemblano in un'alchimia perfetta in
> > una cassa attiva, allora per me questo è bullshit e come dicevo vale piu' la
> > pena occuparsi di oggetti un po' piu' edge come i dsp, implementare drc,
> > lavorare su installazione ed ambiente, perchè li andiamo su differenze con
> > palate di dB.
> Non faccio parte di quel "bunch", mi spiace. Sono ancora convinto che
> chi pensa che un cavo steso tra un finale ed una cassa se non costa
> qualche centinaio di Euro degrada il suono, meriterebbe di affidare la
> propria mente ad uno strizzacervelli.

Ok, quindi possiamo cominciare a parlare di multiamplificazione e considerare i diffusori attivi una modo (pratico per il mondo pro) di implementarla. Alcuni costruttori implementano bene, altri meno bene.

>Certo sarebbe bello occuparsi di
> oggetti più edge. Ma ad una certa età bisognerebbe pure fermarsi ed
> accontentarsi di cosa si ha anche per non farsi invischiare nel
> consumismo tout court.

Piu' che altro il calo di udito rende l'effort meno sensato. Non escluderei che ad una certa età un suono monitor un po' piu' brillante appaghi piu' di uno leggermente calante sugli acuti, apprezzato invece in età piu' giovane come suono "piu' caldo".

> >> Parli delle Klipschorn, ma tra quelle e le Klipsch di cui si è discusso
> >> c'è un abisso, fatto di legni, ebanisteria, progetto del labirinto fino
> >> alla componentistica elettroacustica.
> >
> > Era un esempio per dire che non è la label "attivo" o "passivo" che fa la
> > differenza, ma quanto bene sono costruite.
> Infatti, questo volevo dire, ma forse devo scrivere in giapponese :-).

Non so, parla a chi ha scritto questo:
>> Per i diffusori ero orientato sull'economico
>
> vai ad ascoltare dei monitor attivi (dynaudio, kh, jbl, adam, ecc.) poi
> dimenticherai tutto ciò che hai a casa.

>Parole non sante ma Sacre. Ciao Pier :-)

Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo. Cosa che non è affatto vera.


> Una cosa è parlare di Klipschorn ed una cosa parlare di Klipsch.
> >Se "attivo" è sinonimo di buono
> > allora perchè non hai risparmiato il 90% del budget e preso delle Behringer?
> > E le adam audio che hanno una sezione passiva fanno schifo a confronto?

> Scusa ma a che pro questa domanda?

Tre messaggi fa avete consigliato ad un utente di ascoltare "diffusori attivi". Ho giusto ricordato che è un consiglio incompleto: vanno presi in considerazione le marche "serie" usate da professionisti validi, non basta che l'ampli sia schiaffato nel mobile delle casse.

>Behringer non le ho mai considerate,
> Adam ho posseduto le A7X e volevo prendere il modello superiore, non
> ricordo la sigla ma erano come quelle di Esprit, alla fine ho preso le
> K|H che per dimensione, qualità del suono, affidabilità della casa
> nella malaugurata ipotesi di un malfunzionamento erano le migliori
> sulla piazza in quel range di prezzo. Le Adam che costavano lo stesso,
> ritardavano ad essermi consegnate dallo store tedesco (Music Store)
> dove le avevo ordinate. Insospettito, chiamai la factory e mi dissero
> che c'erano dei ritardi dovuti ad un problema di qualità di alcuni
> componenti per cui per lo stesso prezzo chiesi a Music Store di
> modificarmi l'ordine e ne sono contentissimo. Tutto qui.

Quindi hai comprato a scatola chiusa senza sapere che compravi o conoscevi il prodotto prima?

tsunami!

unread,
Apr 26, 2017, 3:39:35 AM4/26/17
to
Il 26/04/2017 08:16, takayasu...@gmail.com ha scritto:
>
> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo. Cosa che non è affatto vera.
>

io no, visto che mi riferivo espressamente a ciò che ha a casa.

>
> Tre messaggi fa avete consigliato ad un utente di ascoltare "diffusori attivi".
> Ho giusto ricordato che è un consiglio incompleto: vanno presi in
> considerazione le marche "serie" usate da professionisti validi,
> non basta che l'ampli sia schiaffato nel mobile delle casse.

guarda, le marche meno serie non usate da professionisti validi non à
che si comportano *peggio* di chi produce hifi per la massa, sia essa
danarosa o meno.
solo che un contenitore in alluminio fresato da un blocco unico con
manopole dorate, semivuoto che contiene una manciata 300 euro di
componenti, lo vendono a 10.000 e c'è chi lo compra; facessero così in
ambito pro chiudono dopo 2 giorni.
forse l'ampli qualsiasi lo mettono nelle cassettine da pc da 100 euro;
nei monitor di un certo livello un minimo di studio c'è, e sinceramente
l'abbinamento scelto dai progettisti mi dà più fiducia di un consiglio
che arriva da un negoziante o da qualcosa letto in rete; che poi possa
funzionare non lo nego, ma il gioco per me è finito e ora mi godo la
musica e non l'impianto.
ribadisco, per esempio adesso si vendono le dynaudio bm5a appena uscite
di produzione a poco più di 500 euro la coppia nuove con garanzia di 2
anni comprese di stand da studio, trovatemi qualcosa (ampli + casse) che
gli si avvicini minimamente al doppio del prezzo...

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 26, 2017, 4:58:53 AM4/26/17
to
On Wednesday, April 26, 2017 at 9:39:35 AM UTC+2, Tsunami! wrote:

> guarda, le marche meno serie non usate da professionisti validi non à
> che si comportano *peggio* di chi produce hifi per la massa, sia essa
> danarosa o meno.

Vabè, questo è mettere sullo stesso piano chi fa le casse per il computer e le Wilson Audio...

> solo che un contenitore in alluminio fresato da un blocco unico con
> manopole dorate, semivuoto che contiene una manciata 300 euro di
> componenti, lo vendono a 10.000 e c'è chi lo compra; facessero così in
> ambito pro chiudono dopo 2 giorni.

Ma certo, ma i bisogno possono essere diversi. Come nessun pro trasporterebbe delle sonus faber da un concerto all'altro, credo pochi metterebbero delle meyer sound in casa.
Il fatto delle mode e delle marche credo succeda pure in ambito pro, solo che non conoscendolo bene non riusciamo a coglierne le contraddizioni.
In ultimo, ho qualche dubbio che un finale di potenza non possa mai essere un oggetto pro, tocca dirlo a chi fa moduli per rack.

> forse l'ampli qualsiasi lo mettono nelle cassettine da pc da 100 euro;
> nei monitor di un certo livello un minimo di studio c'è, e sinceramente
> l'abbinamento scelto dai progettisti mi dà più fiducia di un consiglio
> che arriva da un negoziante o da qualcosa letto in rete; che poi possa
> funzionare non lo nego, ma il gioco per me è finito e ora mi godo la
> musica e non l'impianto.

Questa è un po' una frase fatta di molti discorsi hifi.
Ripeto, la mia è curiosità non polemica: mi parlate di ottimizzazione degli ampli che sono nelle casse attive, sapete spiegarmi quali sono queste ottimizzazioni o "assumete" che esistano senza sapere bene cosa e come, avete fiducia in Adam Audio e non B&W, per dire...

> ribadisco, per esempio adesso si vendono le dynaudio bm5a appena uscite
> di produzione a poco più di 500 euro la coppia nuove con garanzia di 2
> anni comprese di stand da studio, trovatemi qualcosa (ampli + casse) che
> gli si avvicini minimamente al doppio del prezzo...

Quelle sono un affare, anche perchè cercando con Google le trovo a 400 Eur l'una.

Peter & Pan ©

unread,
Apr 26, 2017, 5:55:27 AM4/26/17
to
Dopo dura riflessione, tsunami! ha scritto :
> Il 25/04/2017 15:48, Peter & Pan © ha scritto:
>>Salutami Esprit se lo senti :-)
>
> l'hp visto da non molto, lo rivedrò presto : presenterò :)

Grazie :-)

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

Peter & Pan ©

unread,
Apr 26, 2017, 6:04:04 AM4/26/17
to
takayasu...@gmail.com ha detto questo mercoledì :
> On Tuesday, April 25, 2017 at 5:48:39 PM UTC+2, Peter & Pan © wrote:
>> takayasu...@gmail.com ha usato la sua tastiera per scrivere :
>>
>>>
>>> Si, ma tocca capirci.
>> OK
>>> Speakers: quelli sono "ottimizzati" per modo di dire. Sono componenti che
>>> hanno vita lunga, le casse che li contengono cambiano piu' spesso. I
>>> componenti elettronici sono "ottimizzati" per modo di dire: pensi che il
>>> progettista dell'ampli rifaccia tutto se al posto del Seas 16 cm deve
>>> muovere il Dynaudio 16 cm?
>> Mah, questa è una tua supposizione che rispetyto, io faccio la mia. Il
>> progettista dell'ampli Dynaudio fa il progetto per gli altoparlanti
>> Dynaudio come quello della ex Neumann ora B|K fa il progetto per i
>> sistemi del suo datore di lavoro.
>
> Certo, pero' mi spieghi cosa vuol dire ottimizzare, altrimenti è solo una
> parola.
Ma allora sei veramente giapponese :-)


>
>>> Gli amplificatori saranno sempre largabanda, non è che il
>>> progettista piazza i poli della fdt dell'ampli quando sa a che frequenza di
>>> taglio del xover elettronico si troverà il segnale da amplificare. Anzi, è
>>> provbabile che un'azienda tipo la Adam abbia fornitori terzi di ampli o
>>> comunque ne abbia progettati un paio e gli altri sono tutte variazioni
>>> sulla potenza.
>> Probabile, meo propbabile con case assolutamente pro come la K|H o
>> Focal
>
> Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n amplificatori tutti
> disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio lo avrei.
Credo dopo questa affermazione che tu voglia fare un po' di polemica.
>
>>> Se invece mi parli di mani certosine ed orecchie d'oro che scelgono il
>>> giusto amplificatore ed il giusto cavo e li assemblano in un'alchimia
>>> perfetta in una cassa attiva, allora per me questo è bullshit e come
>>> dicevo vale piu' la pena occuparsi di oggetti un po' piu' edge come i dsp,
>>> implementare drc, lavorare su installazione ed ambiente, perchè li andiamo
>>> su differenze con palate di dB.
>> Non faccio parte di quel "bunch", mi spiace. Sono ancora convinto che
>> chi pensa che un cavo steso tra un finale ed una cassa se non costa
>> qualche centinaio di Euro degrada il suono, meriterebbe di affidare la
>> propria mente ad uno strizzacervelli.
>
> Ok, quindi possiamo cominciare a parlare di multiamplificazione e considerare
> i diffusori attivi una modo (pratico per il mondo pro) di implementarla.
> Alcuni costruttori implementano bene, altri meno bene.
>
>> Certo sarebbe bello occuparsi di
>> oggetti più edge. Ma ad una certa età bisognerebbe pure fermarsi ed
>> accontentarsi di cosa si ha anche per non farsi invischiare nel
>> consumismo tout court.
>
> Piu' che altro il calo di udito rende l'effort meno sensato. Non escluderei
> che ad una certa età un suono monitor un po' piu' brillante appaghi piu' di
> uno leggermente calante sugli acuti, apprezzato invece in età piu' giovane
> come suono "piu' caldo".
Questo vale per le passive, in qualche post fa parlavo di timbro dei
diffusori. Nel caso dei monitor di qualità, il suono è più o meno
neutro. Forse per questo piacciono meno, ma proprio perchè monitor
devono essere quasi chirugiche.
>
>>>> Parli delle Klipschorn, ma tra quelle e le Klipsch di cui si è discusso
>>>> c'è un abisso, fatto di legni, ebanisteria, progetto del labirinto fino
>>>> alla componentistica elettroacustica.
>>>
>>> Era un esempio per dire che non è la label "attivo" o "passivo" che fa la
>>> differenza, ma quanto bene sono costruite.
>> Infatti, questo volevo dire, ma forse devo scrivere in giapponese :-).
>
> Non so, parla a chi ha scritto questo:
>>> Per i diffusori ero orientato sull'economico
Credo che sia più opportuno, "scrivere" in questo caso.
Confermo la mia impressione, cerchi la polemica.
>>
>> vai ad ascoltare dei monitor attivi (dynaudio, kh, jbl, adam, ecc.) poi
>> dimenticherai tutto ciò che hai a casa.
>
>> Parole non sante ma Sacre. Ciao Pier :-)
>
> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo. Cosa che non
> è affatto vera.
Differenza tra leggere ed interpretare, me la spieghi?

>
>
>> Una cosa è parlare di Klipschorn ed una cosa parlare di Klipsch.
>>> Se "attivo" è sinonimo di buono
>>> allora perchè non hai risparmiato il 90% del budget e preso delle
>>> Behringer? E le adam audio che hanno una sezione passiva fanno schifo a
>>> confronto?
>
>> Scusa ma a che pro questa domanda?
>
> Tre messaggi fa avete consigliato ad un utente di ascoltare "diffusori
> attivi". Ho giusto ricordato che è un consiglio incompleto: vanno presi in
> considerazione le marche "serie" usate da professionisti validi, non basta
> che l'ampli sia schiaffato nel mobile delle casse.
Vabbè dai, perchè non sei intervenuto dall'alto della tua esperienza,
riverenti avremmo letto e tenuto per noi le tue profonde asserzioni.
>
>> Behringer non le ho mai considerate,
>> Adam ho posseduto le A7X e volevo prendere il modello superiore, non
>> ricordo la sigla ma erano come quelle di Esprit, alla fine ho preso le
>> K|H che per dimensione, qualità del suono, affidabilità della casa
>> nella malaugurata ipotesi di un malfunzionamento erano le migliori
>> sulla piazza in quel range di prezzo. Le Adam che costavano lo stesso,
>> ritardavano ad essermi consegnate dallo store tedesco (Music Store)
>> dove le avevo ordinate. Insospettito, chiamai la factory e mi dissero
>> che c'erano dei ritardi dovuti ad un problema di qualità di alcuni
>> componenti per cui per lo stesso prezzo chiesi a Music Store di
>> modificarmi l'ordine e ne sono contentissimo. Tutto qui.
>
> Quindi hai comprato a scatola chiusa senza sapere che compravi o conoscevi il
> prodotto prima?
Domanda tendenziosa e provocatoria..., eppure hai un'età per evitare di
trollare.
No, ho parlato e discusso con unamico che frequenta questo ng. e che ci
lavora con quelle casse.
Ciao

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

tsunami!

unread,
Apr 26, 2017, 6:55:10 AM4/26/17
to
Il 26/04/2017 10:58, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Wednesday, April 26, 2017 at 9:39:35 AM UTC+2, Tsunami! wrote:
>
>> guarda, le marche meno serie non usate da professionisti validi non à
>> che si comportano *peggio* di chi produce hifi per la massa, sia essa
>> danarosa o meno.
>
> Vabè, questo è mettere sullo stesso piano chi fa le casse per il computer e le Wilson Audio...
>

rimaniamo entro certi ambiti, non estremizziamo.

> mi parlate di ottimizzazione degli ampli che sono
> nelle casse attive, sapete spiegarmi quali sono queste ottimizzazioni o "assumete"
> che esistano senza sapere bene cosa e come, avete fiducia in Adam Audio e non B&W, per dire...

non sono un tecnico, ma chi progetta monitor attivi studia sicuramente
l'abbinamento più performante tra elettronica ed altoparlanti.
non è che non ho fiducia in B&W, ma non mi posso permettere di spendere
2000 euro di diffusori + 100 di ampli quando con meno della metà ottengo
la stessa se non maggiore qualità.
tant per dirne una anni fa si bruciò un tweeter di una Opera Grand Mezza
: smontato il tw, presa la sigla, ordinato in rete, 36 euro spedizione
compresa dalla francia : diffusori che se non erro costavano 1500 euro
la coppia.

>> ribadisco, per esempio adesso si vendono le dynaudio bm5a appena uscite
>> di produzione a poco più di 500 euro la coppia nuove con garanzia di 2
>> anni comprese di stand da studio, trovatemi qualcosa (ampli + casse) che
>> gli si avvicini minimamente al doppio del prezzo...
>
> Quelle sono un affare, anche perchè cercando con Google le trovo a 400 Eur l'una.
>
non ci sono più, qualche mese fa ce n'erano in abbondanza su ebay.de e
le avevano anche da thomann.de allo stesso prezzo : le trovai per farmi
un'idea della cifra da puntare in asta.

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 26, 2017, 8:25:43 AM4/26/17
to
On Wednesday, April 26, 2017 at 12:04:04 PM UTC+2, Peter & Pan © wrote:

> > Certo, pero' mi spieghi cosa vuol dire ottimizzare, altrimenti è solo una
> > parola.
> Ma allora sei veramente giapponese :-)

Piu' che altro mi piace capire. Non è che se una cosa è ripetuta n volte diventa vera. Anzi, appena avro' tempo (e ne ho poco, purtroppo) ho intenzione di sperimentare un po' con i moduli amplificati di minidsp e provare ad utocostruire dei "diffusori attivi".

> > Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n amplificatori tutti
> > disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio lo avrei.
> Credo dopo questa affermazione che tu voglia fare un po' di polemica.

No, assolutamente. mi basterebbe sapere quali vincoli di progetto differenziano, per esempio, gli ampli che dynaudio mette nel suo bookshelf due vie con wf da 13 cm rispetto a quelli che ci mette adam audio e quelli che ci mette genelec.

> Questo vale per le passive, in qualche post fa parlavo di timbro dei
> diffusori. Nel caso dei monitor di qualità, il suono è più o meno
> neutro. Forse per questo piacciono meno, ma proprio perchè monitor
> devono essere quasi chirugiche.

Queste sono metafore che escono dal dominio dell'elettroacustica e vanno bene per recensori di riviste hifi. Ma siccome non sto parlando con Ken Kessler, ti chiedo: le caratteristiche di distorsione e risposta in frequenza ottenuti dal diffusore attivo sono impossibili per un diffusore passivo? Gli altoparlanti che dynaudio monta nel bookshelf attivo di Tsunami non possono essere montati in una cassa normale? in piena banda passante cosa fa suonare quello stesso tweeter diversamante?

> >>>> Parli delle Klipschorn, ma tra quelle e le Klipsch di cui si è discusso
> >>>> c'è un abisso, fatto di legni, ebanisteria, progetto del labirinto fino
> >>>> alla componentistica elettroacustica.
> >>>
> >>> Era un esempio per dire che non è la label "attivo" o "passivo" che fa la
> >>> differenza, ma quanto bene sono costruite.
> >> Infatti, questo volevo dire, ma forse devo scrivere in giapponese :-).
> >
> > Non so, parla a chi ha scritto questo:
> >>> Per i diffusori ero orientato sull'economico
> Credo che sia più opportuno, "scrivere" in questo caso.
> Confermo la mia impressione, cerchi la polemica.
> >>
> >> vai ad ascoltare dei monitor attivi (dynaudio, kh, jbl, adam, ecc.) poi
> >> dimenticherai tutto ciò che hai a casa.
> >
> >> Parole non sante ma Sacre. Ciao Pier :-)
> >
> > Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo. Cosa che non
> > è affatto vera.
> Differenza tra leggere ed interpretare, me la spieghi?

Considerato che si mette tra parentesi un arricchimento del testo o un'esemplificazione la frase principale quello dice. Le "interpretazioni" le lasciamo da parte, o se mi dici che dovevi essere "interpretato" allora capisco dove va la discussione :-)
Ok, un nervo scoperto e proviamo a buttarla in caciara.

> No, ho parlato e discusso con unamico che frequenta questo ng. e che ci
> lavora con quelle casse.

Ahh, ecco ;-) "L'importanza dell'amico nell'acquisto compulsivo audiofilo" dovrebbe essere un capitolo del Beranek :-)

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 26, 2017, 8:36:10 AM4/26/17
to
On Wednesday, April 26, 2017 at 12:55:10 PM UTC+2, Tsunami! wrote:

> non sono un tecnico, ma chi progetta monitor attivi studia sicuramente
> l'abbinamento più performante tra elettronica ed altoparlanti.
> non è che non ho fiducia in B&W, ma non mi posso permettere di spendere
> 2000 euro di diffusori + 100 di ampli quando con meno della metà ottengo
> la stessa se non maggiore qualità.
> tant per dirne una anni fa si bruciò un tweeter di una Opera Grand Mezza
> : smontato il tw, presa la sigla, ordinato in rete, 36 euro spedizione
> compresa dalla francia : diffusori che se non erro costavano 1500 euro
> la coppia.

Questo argomento è valido ed è un po' diverso da quel che emergeva prima. Mi stai dicendo: non è tanto l'architettura del prodotto ma il modello di business del costruttore che fa la differenza.
Ed è vero, in effetti ci sono un sacco di diffusori "attivi" nel mercato consumer, dai Dynaudio neo ai B&O che costano moltissimo e non sono certo una soluzione comparabile a prodotti "pro" di pari costo.

> >> ribadisco, per esempio adesso si vendono le dynaudio bm5a appena uscite
> >> di produzione a poco più di 500 euro la coppia nuove con garanzia di 2
> >> anni comprese di stand da studio, trovatemi qualcosa (ampli + casse) che
> >> gli si avvicini minimamente al doppio del prezzo...
> >
> > Quelle sono un affare, anche perchè cercando con Google le trovo a 400 Eur l'una.
> >
> non ci sono più, qualche mese fa ce n'erano in abbondanza su ebay.de e
> le avevano anche da thomann.de allo stesso prezzo : le trovai per farmi
> un'idea della cifra da puntare in asta.

Usato e fuori catalogo sono "eccezioni" che non si possono usare in un paragone tra prodotti. Questo non deve invalidareil discorso: immagino che rimangano valide anche nel range degli 800 Euro. Pero' Dynaudio ha anche le Xeo4, piu' o meno uguali. Sono sempre attive ma costano 3 volte tanto. qual'e' il gap con quelle che citi?

Peter & Pan ©

unread,
Apr 26, 2017, 10:44:00 AM4/26/17
to
takayasu...@gmail.com ha detto questo mercoledì :
> On Wednesday, April 26, 2017 at 12:04:04 PM UTC+2, Peter & Pan © wrote:
>
>>> Certo, pero' mi spieghi cosa vuol dire ottimizzare, altrimenti è solo una
>>> parola.
>> Ma allora sei veramente giapponese :-)
>
> Piu' che altro mi piace capire. Non è che se una cosa è ripetuta n volte
> diventa vera. Anzi, appena avro' tempo (e ne ho poco, purtroppo) ho
> intenzione di sperimentare un po' con i moduli amplificati di minidsp e
> provare ad utocostruire dei "diffusori attivi".
>
>>> Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n amplificatori tutti
>>> disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio lo avrei.
>> Credo dopo questa affermazione che tu voglia fare un po' di polemica.
>
> No, assolutamente. mi basterebbe sapere quali vincoli di progetto
> differenziano, per esempio, gli ampli che dynaudio mette nel suo bookshelf
> due vie con wf da 13 cm rispetto a quelli che ci mette adam audio e quelli
> che ci mette genelec.
Sicuramente non te lo posso dire io che uso Neumann (ora Klein &
Hummel)per ascoltare musica di vari generi e non per analizzarle.
>
>> Questo vale per le passive, in qualche post fa parlavo di timbro dei
>> diffusori. Nel caso dei monitor di qualità, il suono è più o meno
>> neutro. Forse per questo piacciono meno, ma proprio perchè monitor
>> devono essere quasi chirugiche.
>
> Queste sono metafore che escono dal dominio dell'elettroacustica e vanno bene
> per recensori di riviste hifi. Ma siccome non sto parlando con Ken Kessler,
> ti chiedo: le caratteristiche di distorsione e risposta in frequenza ottenuti
> dal diffusore attivo sono impossibili per un diffusore passivo? Gli
> altoparlanti che dynaudio monta nel bookshelf attivo di Tsunami non possono
> essere montati in una cassa normale? in piena banda passante cosa fa suonare
> quello stesso tweeter diversamante?
Non sono un tecnico, mi sarebbe piaciuto esserlo, ma non lo sono.
Il nervo scoperto appare, mio malgrado, quando mi si viuol far dire o
scrivere cose che non avevo intenzione di farlo. Cosa che reputo assai
scortese, anche perchè presuppone una lettura superficiale di quanto
scritto a monte, un modo molto educato per dire che non si è capito
quello che scrivevo.

>
>> No, ho parlato e discusso con unamico che frequenta questo ng. e che ci
>> lavora con quelle casse.
>
> Ahh, ecco ;-) "L'importanza dell'amico nell'acquisto compulsivo audiofilo"
> dovrebbe essere un capitolo del Beranek :-)
Se l'amico è persona di fiducia ed esperto non vedo perchè non dargli
fiducia. Beranek chi?? Cosa è un ansiolitico?? :-)
Ciao, lasciamo perdere, ok? :-)

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 26, 2017, 10:50:48 AM4/26/17
to
On Wednesday, April 26, 2017 at 4:44:00 PM UTC+2, Peter & Pan © wrote:

> > Ahh, ecco ;-) "L'importanza dell'amico nell'acquisto compulsivo audiofilo"
> > dovrebbe essere un capitolo del Beranek :-)
> Se l'amico è persona di fiducia ed esperto non vedo perchè non dargli
> fiducia. Beranek chi?? Cosa è un ansiolitico?? :-)
> Ciao, lasciamo perdere, ok? :-)

Nessun problema :-)

Marco Sax

unread,
Apr 26, 2017, 8:03:02 PM4/26/17
to
presentagli anche i miei di saluti:

ho ancora ciò che presi da lui non so più quanti anni fa: Bryston
(4B-ST)+ Dynaudio (Focus 220) !
Li' mi sono fermato: voi invece sempre in tormento, a quanto leggo! ;)

PS: che Dynaudio e sub hai preso? :)
--
ciao
Marco Sax

tsunami!

unread,
Apr 27, 2017, 2:00:34 AM4/27/17
to
Il 26/04/2017 14:36, takayasu...@gmail.com ha scritto:
>
> Usato e fuori catalogo sono "eccezioni" che non si possono usare in un
> paragone tra prodotti. Questo non deve invalidareil discorso:
immagino che
> rimangano valide anche nel range degli 800 Euro.

per me ormai il fuori catalogo ci può rientrare tranquillamente, tanti
sono i marchi ed i prodotti in commercio; se nhon si è alla ricerca
della sfumatura o della nuova finitura particolare, sfido chiunque a
rifiutare uno sconto che arriva anche al 50% tra vecchia e nuova
versione (lo hanno fatto anche opera a sonus faber)

> Pero' Dynaudio ha anche le Xeo4,piu' o meno uguali.
> Sono sempre attive ma costano 3 volte tanto.
> qual'e' il gap con quelle che citi?

non ho mai ascoltato le xeo, la differenza sta nell'essere wireless,
avere un dac integrato, woofer diverso, finiture migliori ma che
comunque non giustificano tale costo. per me sono fuori mercato,
tuttalpiù che adesso è uscita la kef LS50 attiva con dsp a bordo;
costicchia ma considerato quanto si deve spendere in amplificazione per
far suonare bene la passiva, ci sta.
anche la focus 110a è stata tra le mie possibile scelte, ma anche qui il
prezzo più elevato a fronte di prestazioni inferiori è stato un vincolo
decisivo.

tsunami!

unread,
Apr 27, 2017, 2:09:23 AM4/27/17
to
Il 27/04/2017 02:03, Marco Sax ha scritto:
>
> PS: che Dynaudio e sub hai preso? :)
>

BM5A e sub M-Audio BX.
la mia scelta è ricaduta su questi oggetti dopo che ho vanamente cercato
di portarmi a casa un paio di Adam A8X (le S3XV di Esprit sono
inavvicinabili per me), comunque fuori budget; ho ripiegato su A3X + sub
8 rurro Adam cercando di crearmi un 3 vie, ma l'esperimento è fallito :
tweeter a nastro fantastico ma i satelliti mancano di corpo e presenza,
quindi venduti e ripiegato quasi per caso sulle BM5A trovate in asta non
molto lontano da casa... e qui la piacevole sorpresa, col sub un pò più
difficile da settare ma ascolto coinvolgente ed appagante a poco più di
500 euro... sorgente cambridge audio stream magic 6 che mi fa anche da
pre, insomma il compatto del terzo millennio :)

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 27, 2017, 2:40:39 AM4/27/17
to
On Thursday, April 27, 2017 at 8:00:34 AM UTC+2, Tsunami! wrote:

> non ho mai ascoltato le xeo, la differenza sta nell'essere wireless,
> avere un dac integrato, woofer diverso, finiture migliori ma che
> comunque non giustificano tale costo. per me sono fuori mercato,

Ma sono "attive", quindi vanno bene per forza :-)
Il punto chiave del tuo discorso è un concetto di buon senso piuttosto consolidato: occorre trovare il prodotto che ci soddifa al miglior rapporto qualità/prezzo (a meno di non essere di billionaires). Ad oggi hai riscontrato che in monitor attivi dedicati al mondo pro ci sono oggetti che soddifano al meglio le tue esigenze.
Conosco un paio di persone che hanno preso le XEO perchè per loro non avere fili che girano per casa vale la spesa aggiuntiva: non gli si puo' dare torto, la loro esigenza è quella.
C'e' a chi piace il design e l'estetica e a chi piace fare "il pro": il fenomeno è osservbabile non solo nell'ambito hifi ma praticamente in tutti gli altri hobby.
Occorre fare tesoro della prima parte del tuo consiglio originale: "vai ad acoltare...". Spesso si rimane affascinati da un prodotto che poi una volta ascoltato ci lascia interdetti. Ricordo che nello stesso pomeriggio ho visitato due negozzi di hi-fi, non perchè cercassi qualcosa ma perchè ero rimasto attirato dalle loro vetrine, bighellonando in una città che stavo visitando. Il primo impianto aveva delle Adam Tensor qualcosa, semiattive, grosse come un pugile, pilotate nella parte passiva da finali McIntosh mono. Sulla carta una goduria, ma trovai il suono "overwhelming", non certo quel che vorrei ascoltare per rilassarmi una mezz'oretta al ritorno dal lavoro, che è quello per cui uso l'impianto, oltre che per i film. Il secondo negozio aveva le maggies 1.7, suono a cui sono abituato dalle mg12 che possiedo, con un bell'integratone da 2000$; questo impianto mi è apparso molto piu' "welcoming" ed adatto alle mie esigenze, nonchè al mio portafogli. Non so se dipese dalla risposta in frequenza del tweeter, dai poli di radiazione dei diffusori, dalle stanze d'ascolto, o dalla percezione che il primo impianto era comunque troppo costoso, ma quelle furono le mie impressioni.

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 27, 2017, 2:53:58 AM4/27/17
to
Mi pare che con il CA ci siano I/O digitali. Se potessi fare un loop potresti divertirti ad inserire un dsp giocare un po' con l'acustica, specie per quel che riguarda il sub. Meglio ancora se il dsp avesse buoni dac ed uscita multicanale.

Facendo i conti sulla carta del prosciutto, e prendendo i prezzi online il tuo impianto costa all'incirca quanto uno stipendio mensile medio italiano. Anni fa, un negoziante mi disse che il mese di stipendio era l'esatta fascia di prezzo a cui si faceva riferimento nel boom delle vendite dei rack negli anni '70. Alla fine la propensione all'acquisto è la stessa ed il fattore di cambiamento è ebay :-)

tsunami!

unread,
Apr 27, 2017, 3:23:28 AM4/27/17
to
Il 27/04/2017 08:53, takayasu...@gmail.com ha scritto:
>
> Mi pare che con il CA ci siano I/O digitali.
> Se potessi fare un loop potresti divertirti ad inserire un dsp
> giocare un po' con l'acustica, specie per quel che riguarda il sub.
> Meglio ancora se il dsp avesse buoni dac ed uscita multicanale.

ci avevo pensato, ma già ai tempi l'esperimento era naufragato con un
tact: mancanza di tempo e voglia di stare a smanettare.
piuttosto stavo pensando di trovarmi un buon (nel senso di bensuonante)
pre/sintoampli HT con ingressi hdmi ed uscite pre, in modo da unificare
i due impianti attuali hifi ed HT, sostituendo i due frontali con le
dynaudio ed il sub B&W dell'HT con il sub M-Audio notevolmente più
performante; solo che il mio dubbio è quello che possa ascoltare in
stereo 2.1 e quindi sfruttare il sub : tanto penso che la sezione pre di
un HK, di un Marantz o un Denon non siano tanto peggio del pre digitale
del Cambridge.

> Facendo i conti sulla carta del prosciutto, e prendendo i prezzi
> online il tuo impianto costa all'incirca
> quanto uno stipendio mensile medio italiano.
> Anni fa, un negoziante mi disse che il mese di stipendio
> era l'esatta fascia di prezzo a cui si faceva riferimento nel boom
> delle vendite dei rack negli anni '70. Alla fine
> la propensione all'acquisto è la stessa ed il fattore di cambiamento è ebay :-)

nel nuovo siamo a circa 1000 per la sorgente, 350 per il sub e 1200 per
i monitor, ovviamente per i nuovi modelli (solo la sorgente è superiore,
il CXN, il sub è lo stesso e per i monitor non credo cambi molto).
nell'usato ho speso esattamente un terzo.



tsunami!

unread,
Apr 27, 2017, 3:31:49 AM4/27/17
to
Il 27/04/2017 08:40, takayasu...@gmail.com ha scritto:


> Il primo impianto aveva delle Adam Tensor qualcosa, semiattive, grosse come un pugile,
> pilotate nella parte passiva da finali McIntosh mono.
> Sulla carta una goduria, ma trovai il suono "overwhelming", non certo quel che
> vorrei ascoltare per rilassarmi una mezz'oretta al ritorno dal lavoro,
> che è quello per cui uso l'impianto, oltre che per i film.
> Il secondo negozio aveva le maggies 1.7, suono a cui sono abituato dalle mg12 che possiedo,
> con un bell'integratone da 2000$; questo impianto mi è apparso molto piu' "welcoming"
> ed adatto alle mie esigenze, nonchè al mio portafogli. Non so se dipese dalla
> risposta in frequenza del tweeter, dai poli di radiazione dei diffusori,
> dalle stanze d'ascolto, o dalla percezione che il primo impianto era
> comunque troppo costoso, ma quelle furono le mie impressioni.

molto spesso si immagina la timbrica dei monitor come un suono
affaticante, sparato in avanti, preciso e tagliente.
ebbene non è sempre così : una adam o una dynaudio, tra quelle che ho
ascoltato, sono quelle che più si avvicinano al tipico suono home.
nel mio caso poi mi stufo prima ad un abbinamento accuphase-proac che al
suono dynaudio, tanto per capirci.

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 27, 2017, 3:40:18 AM4/27/17
to
On Thursday, April 27, 2017 at 9:23:28 AM UTC+2, Tsunami! wrote:

> ci avevo pensato, ma già ai tempi l'esperimento era naufragato con un
> tact: mancanza di tempo e voglia di stare a smanettare.
> piuttosto stavo pensando di trovarmi un buon (nel senso di bensuonante)
> pre/sintoampli HT con ingressi hdmi ed uscite pre, in modo da unificare
> i due impianti attuali hifi ed HT, sostituendo i due frontali con le
> dynaudio ed il sub B&W dell'HT con il sub M-Audio notevolmente più
> performante; solo che il mio dubbio è quello che possa ascoltare in
> stereo 2.1 e quindi sfruttare il sub : tanto penso che la sezione pre di
> un HK, di un Marantz o un Denon non siano tanto peggio del pre digitale
> del Cambridge.

basta che prendi un lettore performante anche nella parte audio, tipo CA, Oppo etc e de sintoampli fai a meno. Se centrale ed effetti non sono attivi prendi un finale 4 canali usato che imboschi dove vuoi e che accendi via trigger.

> > Facendo i conti sulla carta del prosciutto, e prendendo i prezzi
> > online il tuo impianto costa all'incirca
> > quanto uno stipendio mensile medio italiano.
> > Anni fa, un negoziante mi disse che il mese di stipendio
> > era l'esatta fascia di prezzo a cui si faceva riferimento nel boom
> > delle vendite dei rack negli anni '70. Alla fine
> > la propensione all'acquisto è la stessa ed il fattore di cambiamento è ebay :-)
>
> nel nuovo siamo a circa 1000 per la sorgente, 350 per il sub e 1200 per
> i monitor, ovviamente per i nuovi modelli (solo la sorgente è superiore,
> il CXN, il sub è lo stesso e per i monitor non credo cambi molto).
> nell'usato ho speso esattamente un terzo.

Quindi se hai preso per 500 euro quel che in negozio fan pagare 1500 non e' tanto una questione di best buy ma di colpo di culo.

takayasu...@gmail.com

unread,
Apr 27, 2017, 3:47:19 AM4/27/17
to
Ripeto, l'esperienza d'ascolto ora è bella dimenticata. Mi rimane il ricordo di quel che ho pensato quel pomeriggio: queste non sono le mie condizioni d'uso.
Non starei a farne una questione di marca ma di posizionamento e regolazioni: magari 2 dB in meno a 20kHz o una piccola correzione sul mediobasso e cambiava tutto. Ah, ma i controlli di tono non si usano piu', tocca cambiare cavi o casse ;-)

tsunami!

unread,
Apr 27, 2017, 5:37:14 AM4/27/17
to
Il 27/04/2017 09:40, takayasu...@gmail.com ha scritto:

> basta che prendi un lettore performante anche nella parte audio,
> tipo CA, Oppo etc e de sintoampli fai a meno. Se centrale ed effetti
> non sono attivi prendi un finale 4 canali usato che imboschi dove
> vuoi e che accendi via trigger.

condizioni essenziali : lettura da nas e internet radio.
deve essere un network player per forza : lo stream magic 6 ha un ottimo
dac, mi sto godendo diverse web radio in aac; con un lettore non
riuscirei a soddisfare queste condizioni.

> Quindi se hai preso per 500 euro quel che in negozio fan pagare
> 1500 non e' tanto una questione di best buy ma di colpo di culo.

sono i prezzi correnti, cinquantino più cinquantino meno.
colpi di culo son quelli che vorrebbero fare i potenziali clienti del
mio stream magic, che mi offrono la metà della cifra a cui vendo.
calci nel culo, altro che colpi di culo...

sandro

unread,
Apr 27, 2017, 9:05:27 AM4/27/17
to
Il 25/04/2017 11.34, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Sunday, April 23, 2017 at 9:35:06 AM UTC+2, Tsunami! wrote:
>> Il 19/04/2017 16:36, kw...@yahoo.it ha scritto:
>>> Per i diffusori ero orientato sull'economico
>>
>> vai ad ascoltare dei monitor attivi (dynaudio, kh, jbl, adam, ecc.)
>> poi dimenticherai tutto ciò che hai a casa.
>
> Non credo che il fattore critico sia che i monitor siano "attivi" ma
> il fatto che sia roba fatta bene. Ci sono realizzazioni di qualità
> anche nei diffusori passivi (ad es. de gustibus, ma le klipshorn sono
> roba fatta bene) e ci sono ovviamente delle realizazzioni
> tecnologicamante piu' spinte tra i monitor attivi che incorporano
> ingressi digitali e dsp programmabili.

Il fattore critico, se ne va trovato uno, e' che nella realizzazione
all-in-one del monitor attivo c'e' a priori uno studio che non e' a
carico dell'utente, e che riguarda la sinergia tra sistema di
amplificazione, drivers, ed enclosure dove tutto e' rinchiuso.

Nelle altre soluzioni, normalmente questo lavoro e' a carico dell'utente
che, di solito, non essendo un ingegnere elettroacustico, toppa
clamorosamente gli abbinamenti.

Tant'e' che, nel professionale, spesso e volentieri la componentistica
non e' di qualita' aliena a quella domestica, anzi, a volte e' anche
peggio. Pero' e' ben ingegnerizzata e sfruttata al massimo, e rende
musicalmente tantissimo.

Se smonti una Genelec diventata un mito, la 1031A, ti viene da
bestemmiare, a vedere che ci saranno 3-400euri di componenti al massimo,
comprati (all'epoca) per circa 2keuri a pezzo finito.
Che poi... a me veniva da bestemmiare solo a sentirle, prima di aprirne
una... ;)



sandro

sandro

unread,
Apr 27, 2017, 10:30:15 AM4/27/17
to
Il 26/04/2017 08.16, takayasu...@gmail.com ha scritto:
>
> Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n amplificatori
> tutti disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio lo avrei.

Difficile che un costruttore, una volta ingegnerizzato un "circuito
base", lo accantoni in un cassetto e riparta da zero per il prossimo.
Una matrice comune non solo ce la si aspetta per motivi di mera resa
commerciale dei reparti di progettazione, ma ce la si augura perche' un
progetto buono vale la pena che sia ben sfruttato.

E' altrettanto chiaro pero' che difficilmente, nei particolari, le
circuitazioni saranno tutte cloni di se' stesse.


> Ok, quindi possiamo cominciare a parlare di multiamplificazione e
> considerare i diffusori attivi una modo (pratico per il mondo pro) di
> implementarla. Alcuni costruttori implementano bene, altri meno
> bene.

Questa e' una legge valida per ogni ambito, talmente sui generis che non
entra nemmeno, nella discussione.


> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo. Cosa
> che non è affatto vera.

Non e' matematicamente vera, ma piu' passa il tempo e piu' l'empiricita'
si sta avvicinando alla "regola". Complice anche la metamorfosi che ha
subito il sistema audio domestico, tipico, che e' passato dal prevere un
rack di apparecchiature di varia natura a praticamente un solo
riproduttore streamer (music server, USB DAC, o altri robi simili)
collegato a monitor amplificati.
Di fatto, due soli tipi di apparecchio.

Quel che va paragonato pero', e' il budget.
Provocazione:
E' vero che Beheringer si trova in uno dei scaffali piu' bassi del
"supermercato della qualita'" di tutta la produzione mondiale di
audiovisivo.
Ma tu provaci, ad aggiudicarti ampli+monitor passivi di qualsiasi marca,
con il denaro sufficiente a compare una coppia di Truth 2031A, e a
rendere musica come quelle due scatole per scarpe: 350euri spediti a
casa... che cosa ci prendi? Fa' un paio di nomi, se ci riesci.


Se poi il sistema sia di qualita' o meno, piu' che dalla filosofia
costruttiva dipende da quanto hai scelto bene il music server e i
monitor tra i prodotti sul mercato (cosi' come era il vecchio rack audio).
E' suffiente collegare un DAC d'annata come un Wadia "121" ad una coppia
di monitor attivi dotati di una certa energia come i Dynaudio "Air15",
per bastonare in maniera implacabile sistemi audio da quintali di peso e
decine di migliaia di euri...


Quello che e' sicuro, e' che le cose sono leggermente cambiate in
termini di impegno per raggiungere l'ascolto ottimale perche' una volta,
per sentir bene un vinile, dovevi azzeccare non solo la sequenza di
marche e modelli di dispositivi giusti, ma anche l'allineamento
elettrico (e meccanico) di:
- testina
- braccio
- giradischi
- preamplificatore
- finale
- monitor

Ora non devi fare una ceppa, solo procurarti due cavi bilanciati per
collegare il DAC ai monitor attivi, e (se proprio vuoi farlo)
configurare un setup dal DSP dei monitor per la correzione ambientale.
Che alcuni fanno anche da se', col microfono esterno.

Nostalgia a parte di leccarti i vinili uno per uno (cosa che
personalmente ancora faccio), ma tu hai idea di che miglioramento
qualitativo e che semplificazione, ci sono stati...?



sandro

takayasu...@gmail.com

unread,
May 1, 2017, 4:52:57 PM5/1/17
to
On Thursday, April 27, 2017 at 4:30:15 PM UTC+2, sandro wrote:

> > Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n amplificatori
> > tutti disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio lo avrei.
>
> Difficile che un costruttore, una volta ingegnerizzato un "circuito
> base", lo accantoni in un cassetto e riparta da zero per il prossimo.
> Una matrice comune non solo ce la si aspetta per motivi di mera resa
> commerciale dei reparti di progettazione, ma ce la si augura perche' un
> progetto buono vale la pena che sia ben sfruttato.

Boh, secondo me sono scelte di make or buy. A volte conviene commercialmente avere "il proprio" ampli a volte no. Magari qualcosa in classe D si sta inventando, non credo ci sia molto da tirar fuori di nuovo su di un classe B in banda audio.
I vantaggi dei monitor attivi sono sopratutto pratici per il mondo pro che deve smontare e rimontare spesso o allestire degli studi: nessun cavo di potenza, solo alimentazioni che sono sempre le stesse, nessun ampli da riconnettere al "suo" diffusore perche' ha il livello gia' tarato, nessun livello cambiato dal ragazzetto che connette la roba...


> E' altrettanto chiaro pero' che difficilmente, nei particolari, le
> circuitazioni saranno tutte cloni di se' stesse.

Boh, sono ampli audio... il fattore piu' caratterizzante e' la potenza, no?

> > Ok, quindi possiamo cominciare a parlare di multiamplificazione e
> > considerare i diffusori attivi una modo (pratico per il mondo pro) di
> > implementarla. Alcuni costruttori implementano bene, altri meno
> > bene.
>
> Questa e' una legge valida per ogni ambito, talmente sui generis che non
> entra nemmeno, nella discussione.

Ci entra si. L'hifi domestico di cui discutiamo non e' un genere merceologico pro o consumers. e' lusso. ed ha le sue regole, strambe quanto vuoi, ma sono regole.

> > Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo. Cosa
> > che non è affatto vera.
>
> Non e' matematicamente vera, ma piu' passa il tempo e piu' l'empiricita'
> si sta avvicinando alla "regola". Complice anche la metamorfosi che ha
> subito il sistema audio domestico, tipico, che e' passato dal prevere un
> rack di apparecchiature di varia natura a praticamente un solo
> riproduttore streamer (music server, USB DAC, o altri robi simili)
> collegato a monitor amplificati.
> Di fatto, due soli tipi di apparecchio.

Boh, riflettevo ad unificare audio e ht. Usare in casa dei monitor attivi per i canali effetti e' una bella rogna: occorre fare arrivare alimentazione e segnale invece di una piccola piattina. in questo caso (che non e' una nicchia come gli studi di registrazione) trovo il monitor attivo piu' scomodo.
inoltre un ampli multicanale pure buono lo trovi a poco su ebay.

> Quel che va paragonato pero', e' il budget.
> Provocazione:
> E' vero che Beheringer si trova in uno dei scaffali piu' bassi del
> "supermercato della qualita'" di tutta la produzione mondiale di
> audiovisivo.
> Ma tu provaci, ad aggiudicarti ampli+monitor passivi di qualsiasi marca,
> con il denaro sufficiente a compare una coppia di Truth 2031A, e a
> rendere musica come quelle due scatole per scarpe: 350euri spediti a
> casa... che cosa ci prendi? Fa' un paio di nomi, se ci riesci.

Mai sentite, quindi non posso risponderti. mi pare di aver letto che fossero un clone di un modello genelec e pure ben riuscito, una piccola eccezione in quel catalogo.
Nel passivo avevo sentito le piccole Q Acoustics, che si difendevano bene. Attaccale ad un entry level da supermercato con un po' di pedigree come un Onkyo e secondo me qualcosa tiran fuori.
Poi sicuramente nell'attivo andrei a cercare delle tannoy reveal, delle krk, delle adamine usate.

> Se poi il sistema sia di qualita' o meno, piu' che dalla filosofia
> costruttiva dipende da quanto hai scelto bene il music server e i
> monitor tra i prodotti sul mercato (cosi' come era il vecchio rack audio).
> E' suffiente collegare un DAC d'annata come un Wadia "121" ad una coppia
> di monitor attivi dotati di una certa energia come i Dynaudio "Air15",
> per bastonare in maniera implacabile sistemi audio da quintali di peso e
> decine di migliaia di euri...

secondo me pure i dac d'annata si prendono bastonate, specie se pensiamo a quanto costava quella roba li da nuova. sono meno sicuro che ampli tipo mcintosh, bryston, gli stasis di pass si facciano dare la paga facilmente dagli ICE che piazzano nei diffusori attivi.

> Quello che e' sicuro, e' che le cose sono leggermente cambiate in
> termini di impegno per raggiungere l'ascolto ottimale perche' una volta,
> per sentir bene un vinile, dovevi azzeccare non solo la sequenza di
> marche e modelli di dispositivi giusti, ma anche l'allineamento
> elettrico (e meccanico) di:
> - testina
> - braccio
> - giradischi
> - preamplificatore
> - finale
> - monitor
>
> Ora non devi fare una ceppa, solo procurarti due cavi bilanciati per
> collegare il DAC ai monitor attivi, e (se proprio vuoi farlo)
> configurare un setup dal DSP dei monitor per la correzione ambientale.
> Che alcuni fanno anche da se', col microfono esterno.

Questa e' una bella novita'. Delle misure digitali in condizioni non anecoiche ne leggevo sulle pubblicazioni della aes quasi 30 anni fa, ora ne abbiamo l'implementazione embedded nei sintoampli da pochi euro.


> Nostalgia a parte di leccarti i vinili uno per uno (cosa che
> personalmente ancora faccio), ma tu hai idea di che miglioramento
> qualitativo e che semplificazione, ci sono stati...?


si, ma questo va oltre a "se e' un monitor attivo allora e' buono" o "se e' pro allora compra ad occhi (orecchie) chiuse".
Comunque non sto a ripetermi, se mi capita di incrociare qualche progettista chiedero' lumi su come ottimizzano gli ampli per i monitor attivi.

sandro

unread,
May 1, 2017, 7:14:18 PM5/1/17
to
Il 01/05/2017 22.52, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Thursday, April 27, 2017 at 4:30:15 PM UTC+2, sandro wrote:
>
>>> Quindi secondo te ogni modello di diffusore contiene n
>>> amplificatori tutti disegnati partendo da zero? Io qualche dubbio
>>> lo avrei.
>>
>> Difficile che un costruttore, una volta ingegnerizzato un "circuito
>> base", lo accantoni in un cassetto e riparta da zero per il
>> prossimo. Una matrice comune non solo ce la si aspetta per motivi
>> di mera resa commerciale dei reparti di progettazione, ma ce la si
>> augura perche' un progetto buono vale la pena che sia ben
>> sfruttato.
>
> Boh, secondo me sono scelte di make or buy.

E che altro, senno'... ma sia che il brand realizzi internamente, sia
che si approvvigioni all'esterno, la faccenda non cambia di una virgola.
Che ti frega di sapere chi e' il progettista e/o costruttore ultimo del
modulo, o del singolo componente discreto? Tu utente ti riferisci al
brand, che garantisce per il tutto.


> A volte conviene
> commercialmente avere "il proprio" ampli a volte no.

Si ma all'utente interessa che suoni bene, non che sia di casa madre per
forza. A volte puo' invece convenire commercialmente che sfoggi un
modulo, componente interno, brandizzato da un blasone, apposta.


> Magari qualcosa
> in classe D si sta inventando, non credo ci sia molto da tirar fuori
> di nuovo su di un classe B in banda audio. I vantaggi dei monitor
> attivi sono sopratutto pratici per il mondo pro che deve smontare e
> rimontare spesso o allestire degli studi: nessun cavo di potenza,
> solo alimentazioni che sono sempre le stesse, nessun ampli da
> riconnettere al "suo" diffusore perche' ha il livello gia' tarato,
> nessun livello cambiato dal ragazzetto che connette la roba...

Ci sono pro e contro, nel realizzare un PA in un modo, o nell'altro.
In realta', usare rack di amplificatori e poi arrivare ai monitor
passivi e' la scelta piu' semplice, perche' stendi meno cavi e non ti
devi preoccupare della distribuzione elettrica perche le unita' sono
tutte concentrate in pochi punti, al limite, uno solo.

Ti scontri pero' col problema irrisolvibile che se devi trasmettere
grandi potenze su lunghe tratte non ti basta tutto il rame del pianeta...


>> E' altrettanto chiaro pero' che difficilmente, nei particolari, le
>> circuitazioni saranno tutte cloni di se' stesse.
>
> Boh, sono ampli audio... il fattore piu' caratterizzante e' la
> potenza, no?

E' il dato di targa principale, come lo e' per le auto... ma poi...?
Vale anche sapere tutto il resto.


>>> Ok, quindi possiamo cominciare a parlare di multiamplificazione
>>> e considerare i diffusori attivi una modo (pratico per il mondo
>>> pro) di implementarla. Alcuni costruttori implementano bene,
>>> altri meno bene.
>>
>> Questa e' una legge valida per ogni ambito, talmente sui generis
>> che non entra nemmeno, nella discussione.
>
> Ci entra si. L'hifi domestico di cui discutiamo non e' un genere
> merceologico pro o consumers. e' lusso. ed ha le sue regole, strambe
> quanto vuoi, ma sono regole.

Per qualsiasi ambito, la particolarita' del prodotto, le sue qualita' ne
determinano la fortuna o meno. Anche il lusso, puo' essere "implementato
bene" o meno. A maggior ragione...
O non ti spieghi su questo passaggio, oppure non ti seguo.


>>> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo.
>>> Cosa che non è affatto vera.
>>
>> Non e' matematicamente vera, ma piu' passa il tempo e piu'
>> l'empiricita' si sta avvicinando alla "regola". Complice anche la
>> metamorfosi che ha subito il sistema audio domestico, tipico, che
>> e' passato dal prevere un rack di apparecchiature di varia natura a
>> praticamente un solo riproduttore streamer (music server, USB DAC,
>> o altri robi simili) collegato a monitor amplificati. Di fatto, due
>> soli tipi di apparecchio.
>
> Boh, riflettevo ad unificare audio e ht.

E' fattibile, ma il costo e' notevole, per avere un impianto HT
bensuonante cosi' come si pretende, in genere, da quello musicale.


> Usare in casa dei monitor
> attivi per i canali effetti e' una bella rogna: occorre fare arrivare
> alimentazione e segnale invece di una piccola piattina. in questo
> caso (che non e' una nicchia come gli studi di registrazione) trovo
> il monitor attivo piu' scomodo. inoltre un ampli multicanale pure
> buono lo trovi a poco su ebay.

Su questo non ci piove.
Peraltro, conosco gente che ha a casa un multicanale con monitor attivi.
Dipende dalla situazione domestica...


>> Quel che va paragonato pero', e' il budget. Provocazione: E' vero
>> che Beheringer si trova in uno dei scaffali piu' bassi del
>> "supermercato della qualita'" di tutta la produzione mondiale di
>> audiovisivo. Ma tu provaci, ad aggiudicarti ampli+monitor passivi
>> di qualsiasi marca, con il denaro sufficiente a compare una coppia
>> di Truth 2031A, e a rendere musica come quelle due scatole per
>> scarpe: 350euri spediti a casa... che cosa ci prendi? Fa' un paio
>> di nomi, se ci riesci.
>
> Mai sentite, quindi non posso risponderti. mi pare di aver letto che
> fossero un clone di un modello genelec e pure ben riuscito, una
> piccola eccezione in quel catalogo.

Esattamente, della Genelec 1031A
Hanno praticamente clonato anche il nome...


> Nel passivo avevo sentito le
> piccole Q Acoustics, che si difendevano bene. Attaccale ad un entry
> level da supermercato con un po' di pedigree come un Onkyo e secondo
> me qualcosa tiran fuori. Poi sicuramente nell'attivo andrei a cercare
> delle tannoy reveal, delle krk, delle adamine usate.

Sicuramente una Rokit vulgaris da 8" suona molto meglio delle Truth
2031, ma costano anche di piu'. La mia provocazione voleva proprio
portarti a considerare che addirittura la robaccia Behringer ti puo' far
riflettere se davvero hai ancora bisogno di ampli+monitor...


>> Se poi il sistema sia di qualita' o meno, piu' che dalla filosofia
>> costruttiva dipende da quanto hai scelto bene il music server e i
>> monitor tra i prodotti sul mercato (cosi' come era il vecchio rack
>> audio). E' suffiente collegare un DAC d'annata come un Wadia "121"
>> ad una coppia di monitor attivi dotati di una certa energia come i
>> Dynaudio "Air15", per bastonare in maniera implacabile sistemi
>> audio da quintali di peso e decine di migliaia di euri...
>
> secondo me pure i dac d'annata si prendono bastonate, specie se
> pensiamo a quanto costava quella roba li da nuova. sono meno sicuro
> che ampli tipo mcintosh, bryston, gli stasis di pass si facciano dare
> la paga facilmente dagli ICE che piazzano nei diffusori attivi.

Il 121 e' ancora in produzione... e no, non credo proprio che lo Stasis
che ho nel mobile si faccia fare i giri attorno, da un ICE qualsiasi.
Questi moduli switching fanno tante belle cose, suonano forte, suonano
tanto, hanno dinamica, consumano poco, non si surriscaldano (invidio
particolarmente quest'ultimo aspetto...).

Pero' il "bel suono" gli sta ancora lontano...


>> Quello che e' sicuro, e' che le cose sono leggermente cambiate in
>> termini di impegno per raggiungere l'ascolto ottimale perche' una
>> volta, per sentir bene un vinile, dovevi azzeccare non solo la
>> sequenza di marche e modelli di dispositivi giusti, ma anche
>> l'allineamento elettrico (e meccanico) di: - testina - braccio -
>> giradischi - preamplificatore - finale - monitor
>>
>> Ora non devi fare una ceppa, solo procurarti due cavi bilanciati
>> per collegare il DAC ai monitor attivi, e (se proprio vuoi farlo)
>> configurare un setup dal DSP dei monitor per la correzione
>> ambientale. Che alcuni fanno anche da se', col microfono esterno.
>
> Questa e' una bella novita'. Delle misure digitali in condizioni non
> anecoiche ne leggevo sulle pubblicazioni della aes quasi 30 anni fa,
> ora ne abbiamo l'implementazione embedded nei sintoampli da pochi
> euro.

Oramai anche un HT da 500euri ha il suo RTA... che poi lo usino meno
persone di quelle che non evadono il fisco, e' un altro affare...


>> Nostalgia a parte di leccarti i vinili uno per uno (cosa che
>> personalmente ancora faccio), ma tu hai idea di che miglioramento
>> qualitativo e che semplificazione, ci sono stati...?
>
>
> si, ma questo va oltre a "se e' un monitor attivo allora e' buono" o
> "se e' pro allora compra ad occhi (orecchie) chiuse".

Le affermazioni definitive, totalitarie, non hanno alcun senso.



sandro

takayasu...@gmail.com

unread,
May 2, 2017, 3:26:55 AM5/2/17
to
On Tuesday, May 2, 2017 at 1:14:18 AM UTC+2, sandro wrote:

> > Boh, secondo me sono scelte di make or buy.
>
> E che altro, senno'... ma sia che il brand realizzi internamente, sia
> che si approvvigioni all'esterno, la faccenda non cambia di una virgola.
> Che ti frega di sapere chi e' il progettista e/o costruttore ultimo del
> modulo, o del singolo componente discreto? Tu utente ti riferisci al
> brand, che garantisce per il tutto.

Ok, il cerchio si chiude. Quando un marchio afferma di aver fatto "l'ottimizzazione" tra ampli ed altoparlanti ci fidiamo di piu' di Adam Audio che non di (per esempio) Audio Note.

> > A volte conviene
> > commercialmente avere "il proprio" ampli a volte no.
>
> Si ma all'utente interessa che suoni bene, non che sia di casa madre per
> forza. A volte puo' invece convenire commercialmente che sfoggi un
> modulo, componente interno, brandizzato da un blasone, apposta.

Sospetto che al pro interessino un sacco di cose sulle operazioni con quel device, indipendentemente dal suono e dal progetto.

> > Magari qualcosa
> > in classe D si sta inventando, non credo ci sia molto da tirar fuori
> > di nuovo su di un classe B in banda audio. I vantaggi dei monitor
> > attivi sono sopratutto pratici per il mondo pro che deve smontare e
> > rimontare spesso o allestire degli studi: nessun cavo di potenza,
> > solo alimentazioni che sono sempre le stesse, nessun ampli da
> > riconnettere al "suo" diffusore perche' ha il livello gia' tarato,
> > nessun livello cambiato dal ragazzetto che connette la roba...
>
> Ci sono pro e contro, nel realizzare un PA in un modo, o nell'altro.
> In realta', usare rack di amplificatori e poi arrivare ai monitor
> passivi e' la scelta piu' semplice, perche' stendi meno cavi e non ti
> devi preoccupare della distribuzione elettrica perche le unita' sono
> tutte concentrate in pochi punti, al limite, uno solo.

Distinguiamo tra studio e live. In una regia si fa il progetto prima, si fanno passare i cavi, le cose cambiano meno di frequente e se vuoi aggiungere qualcosa è bene che sia al volo all in one. Nella live room si va di cuffie e mic. In una sala prove le cose cambiano spesso ed i monitor attivi sono piu' semplici da maneggiare.
Nel live i vantaggi pratici dei monitor attivi sono molti: far arrivare la corrente sui tralicci non è un problema, visto che ci sono anche le luci da alimentare. Non ci sono due pezzi da collegare (amp + altop) e nessuno si puo' sbagliare a mettere l'ampli delle trombe dei mediobassi su quelle degli alti.
Parliamo comunque di sistemi multiamplificati, non cambia molto nell'architettura, solo l'alloggiamento in un unico cabinet.

> Ti scontri pero' col problema irrisolvibile che se devi trasmettere
> grandi potenze su lunghe tratte non ti basta tutto il rame del pianeta...

Dato che il rendimento è inferiore al 100% quelle potenze devono arrivare in termine di tensione e corrente di alimentazione :-)

> >> E' altrettanto chiaro pero' che difficilmente, nei particolari, le
> >> circuitazioni saranno tutte cloni di se' stesse.
> >
> > Boh, sono ampli audio... il fattore piu' caratterizzante e' la
> > potenza, no?
>
> E' il dato di targa principale, come lo e' per le auto... ma poi...?
> Vale anche sapere tutto il resto.

In queste righe stiamo parlando dei criteri di progetto di amplificatori per diffusori attivi e differenze tra le circuitazioni degli ampli usati sulla stessa linea di prodotto.


> >> Questa e' una legge valida per ogni ambito, talmente sui generis
> >> che non entra nemmeno, nella discussione.
> >
> > Ci entra si. L'hifi domestico di cui discutiamo non e' un genere
> > merceologico pro o consumers. e' lusso. ed ha le sue regole, strambe
> > quanto vuoi, ma sono regole.
>
> Per qualsiasi ambito, la particolarita' del prodotto, le sue qualita' ne
> determinano la fortuna o meno. Anche il lusso, puo' essere "implementato
> bene" o meno. A maggior ragione...
> O non ti spieghi su questo passaggio, oppure non ti seguo.

Non sempre l'appassionato cerca la miglior implementazione, pensa a chi colleziona ampli a valvole o apparecchi vintage. Sono passioni, non lavoro. Se nel prossimo weekend con un bel sole primaverile ti proponessero in comodato gratuito una Morgan o una Golf GTI, sceglieresti l'auto tecnologicamante piu' avanzata e meglio costruita?

> >>> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere attivo.
> >>> Cosa che non è affatto vera.
> >>
> >> Non e' matematicamente vera, ma piu' passa il tempo e piu'
> >> l'empiricita' si sta avvicinando alla "regola". Complice anche la
> >> metamorfosi che ha subito il sistema audio domestico, tipico, che
> >> e' passato dal prevere un rack di apparecchiature di varia natura a
> >> praticamente un solo riproduttore streamer (music server, USB DAC,
> >> o altri robi simili) collegato a monitor amplificati. Di fatto, due
> >> soli tipi di apparecchio.
> >
> > Boh, riflettevo ad unificare audio e ht.
>
> E' fattibile, ma il costo e' notevole, per avere un impianto HT
> bensuonante cosi' come si pretende, in genere, da quello musicale.

Nessuno dice che la qualità HT debba bilanciare quella stereo. Integrare significa avere un solo sistema, che usi per i canali anteriori delle casse e degli amplificatori con un buon suono in stereo, che usi le stesse sorgenti per fare streaming di audio e video e che estenda la parte 5.1 o 7.1 con i componenti necessari alla fruizione di un home cinema.

> > Usare in casa dei monitor
> > attivi per i canali effetti e' una bella rogna: occorre fare arrivare
> > alimentazione e segnale invece di una piccola piattina. in questo
> > caso (che non e' una nicchia come gli studi di registrazione) trovo
> > il monitor attivo piu' scomodo. inoltre un ampli multicanale pure
> > buono lo trovi a poco su ebay.
>
> Su questo non ci piove.
> Peraltro, conosco gente che ha a casa un multicanale con monitor attivi.
> Dipende dalla situazione domestica...

Certo, io mi riferivo alle "comodità" del mondo pro rispetto a quelle domestiche: le condizioni d'uso sono diverse, tocca sapere che si compra.
Io ch enon ho le canaline al posto giusto faccio bene ad usare monitor passivi, no? :-)

> >> Quel che va paragonato pero', e' il budget. Provocazione: E' vero
> >> che Beheringer si trova in uno dei scaffali piu' bassi del
> >> "supermercato della qualita'" di tutta la produzione mondiale di
> >> audiovisivo. Ma tu provaci, ad aggiudicarti ampli+monitor passivi
> >> di qualsiasi marca, con il denaro sufficiente a compare una coppia
> >> di Truth 2031A, e a rendere musica come quelle due scatole per
> >> scarpe: 350euri spediti a casa... che cosa ci prendi? Fa' un paio
> >> di nomi, se ci riesci.
> >
> > Mai sentite, quindi non posso risponderti. mi pare di aver letto che
> > fossero un clone di un modello genelec e pure ben riuscito, una
> > piccola eccezione in quel catalogo.
>
> Esattamente, della Genelec 1031A
> Hanno praticamente clonato anche il nome...

a sto punto cerchiamo su alibaba...

> > Nel passivo avevo sentito le
> > piccole Q Acoustics, che si difendevano bene. Attaccale ad un entry
> > level da supermercato con un po' di pedigree come un Onkyo e secondo
> > me qualcosa tiran fuori. Poi sicuramente nell'attivo andrei a cercare
> > delle tannoy reveal, delle krk, delle adamine usate.
>
> Sicuramente una Rokit vulgaris da 8" suona molto meglio delle Truth
> 2031, ma costano anche di piu'. La mia provocazione voleva proprio
> portarti a considerare che addirittura la robaccia Behringer ti puo' far
> riflettere se davvero hai ancora bisogno di ampli+monitor...

Ok, io un esempio l'ho fatto. sei sicuro al 100% che il monitor Behringer è meglio? E pure gli altri modelli della serie?

> >> Se poi il sistema sia di qualita' o meno, piu' che dalla filosofia
> >> costruttiva dipende da quanto hai scelto bene il music server e i
> >> monitor tra i prodotti sul mercato (cosi' come era il vecchio rack
> >> audio). E' suffiente collegare un DAC d'annata come un Wadia "121"
> >> ad una coppia di monitor attivi dotati di una certa energia come i
> >> Dynaudio "Air15", per bastonare in maniera implacabile sistemi
> >> audio da quintali di peso e decine di migliaia di euri...
> >
> > secondo me pure i dac d'annata si prendono bastonate, specie se
> > pensiamo a quanto costava quella roba li da nuova. sono meno sicuro
> > che ampli tipo mcintosh, bryston, gli stasis di pass si facciano dare
> > la paga facilmente dagli ICE che piazzano nei diffusori attivi.
>
> Il 121 e' ancora in produzione... e no, non credo proprio che lo Stasis
> che ho nel mobile si faccia fare i giri attorno, da un ICE qualsiasi.
> Questi moduli switching fanno tante belle cose, suonano forte, suonano
> tanto, hanno dinamica, consumano poco, non si surriscaldano (invidio
> particolarmente quest'ultimo aspetto...).

E li usano pure dentro ampli "hi-end" camuffati da un bel chassis lucente.

> Pero' il "bel suono" gli sta ancora lontano...

Eh, ma allora sta storia che "attivo" è di sicuro meglio...

> >> Quello che e' sicuro, e' che le cose sono leggermente cambiate in
> >> termini di impegno per raggiungere l'ascolto ottimale perche' una
> >> volta, per sentir bene un vinile, dovevi azzeccare non solo la
> >> sequenza di marche e modelli di dispositivi giusti, ma anche
> >> l'allineamento elettrico (e meccanico) di: - testina - braccio -
> >> giradischi - preamplificatore - finale - monitor
> >>
> >> Ora non devi fare una ceppa, solo procurarti due cavi bilanciati
> >> per collegare il DAC ai monitor attivi, e (se proprio vuoi farlo)
> >> configurare un setup dal DSP dei monitor per la correzione
> >> ambientale. Che alcuni fanno anche da se', col microfono esterno.
> >
> > Questa e' una bella novita'. Delle misure digitali in condizioni non
> > anecoiche ne leggevo sulle pubblicazioni della aes quasi 30 anni fa,
> > ora ne abbiamo l'implementazione embedded nei sintoampli da pochi
> > euro.
>
> Oramai anche un HT da 500euri ha il suo RTA... che poi lo usino meno
> persone di quelle che non evadono il fisco, e' un altro affare...

Il progresso è fare in modo che questo non sia necessario. Magari in futuro ci penserà Alexa o Google Home.

> >> Nostalgia a parte di leccarti i vinili uno per uno (cosa che
> >> personalmente ancora faccio), ma tu hai idea di che miglioramento
> >> qualitativo e che semplificazione, ci sono stati...?
> >
> >
> > si, ma questo va oltre a "se e' un monitor attivo allora e' buono" o
> > "se e' pro allora compra ad occhi (orecchie) chiuse".
>
> Le affermazioni definitive, totalitarie, non hanno alcun senso.

E questo sta alla base della mia prima reply in questo thread.

sandro

unread,
May 2, 2017, 7:04:48 PM5/2/17
to
Il 02/05/2017 09.26, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Tuesday, May 2, 2017 at 1:14:18 AM UTC+2, sandro wrote:
>
>>> Boh, secondo me sono scelte di make or buy.
>>
>> E che altro, senno'... ma sia che il brand realizzi internamente,
>> sia che si approvvigioni all'esterno, la faccenda non cambia di una
>> virgola. Che ti frega di sapere chi e' il progettista e/o
>> costruttore ultimo del modulo, o del singolo componente discreto?
>> Tu utente ti riferisci al brand, che garantisce per il tutto.
>
> Ok, il cerchio si chiude. Quando un marchio afferma di aver fatto
> "l'ottimizzazione" tra ampli ed altoparlanti ci fidiamo di piu' di
> Adam Audio che non di (per esempio) Audio Note.

Cioe'...?


>>> A volte conviene commercialmente avere "il proprio" ampli a volte
>>> no.
>>
>> Si ma all'utente interessa che suoni bene, non che sia di casa
>> madre per forza. A volte puo' invece convenire commercialmente che
>> sfoggi un modulo, componente interno, brandizzato da un blasone,
>> apposta.
>
> Sospetto che al pro interessino un sacco di cose sulle operazioni con
> quel device, indipendentemente dal suono e dal progetto.

Tutte le cose che una volta interessavano al "pro" si stanno pian piano
livellando su una sola cosa...
Le connessioni sono multipolari, generalmente affidate ai Neutrik
Speakon da 4 o 8 vie... per mandare la linea dei bassi su quella dei
medioalti devi violentare il connettore...


La discussione "attivo vs passivo", per le tendenze attuali, diventa
sempre piu' inutile: la questione e' che oramai i monitor, fin dai
piccoli "stage" fino ai piu' grandi line array, incorporano ampli, DSP,
driver.
E' un tutt'uno controllabile a distanza, punto.

L'alternativa di cercare sul mercato combinazioni di DSP, amplificatori
e monitor passivi che poi dovresti accoppiare dedicandogli un tempo
incalcolabile (nel senso, difficilimente stimabile), per poi trovarti
con un parco di apparecchiature talmente eterogeneo che se hai un guasto
in un distretto si verifica uno sconquasso, e' una alternativa che fa
tremare le vene dei polsi.

Ti infili per fiere, ti vai a sentire un line array, se ti piace te lo
prendi, senno' no. Una volta scelto, e' un pacchetto completo.
Se si rompe un modulo, cambi quello.
Se c'e' un modulo da aggiornare, aggiorni quello.
Se arriva un accessorio successivo, prendi l'accessorio.
In realta', alla fine la scelta la fai sul sistema-costruttore, piu' che
sul singolo apparecchio. Senno' vai al manicomio con le assistenze.


Ma ci stiamo allontanando dalle considerazioni che hanno fatto partire
la discussione, perche' il pro non e' il domestico, con due linee di
strategie (e budget) diversi.


>> Ti scontri pero' col problema irrisolvibile che se devi trasmettere
>> grandi potenze su lunghe tratte non ti basta tutto il rame del
>> pianeta...
>
> Dato che il rendimento è inferiore al 100% quelle potenze devono
> arrivare in termine di tensione e corrente di alimentazione :-)

Anche se metti l'amplificazione sotto il palco, comunque le linee di
potenza saranno molto piu' lunghe (e pure interrotte da inevitabili
connessioni), di quei pochi decimetri che invece percorrono i conduttori
all'interno delle enclosure dei monitor attivi, tra la scheda dell'ampli
e i terminali delle bobine sui cestelli dei driver... il confronto e'
implacabile.
Il fatto che esistano amplificatori da decine di kW e quindi hai tanto
margine, non e' una buona ragione per dissipare una quota di potenza
solo per riscaldare i cavi.
Cosa peraltro a cui alcuni sono disposti...


>>>> E' altrettanto chiaro pero' che difficilmente, nei particolari,
>>>> le circuitazioni saranno tutte cloni di se' stesse.
>>>
>>> Boh, sono ampli audio... il fattore piu' caratterizzante e' la
>>> potenza, no?
>>
>> E' il dato di targa principale, come lo e' per le auto... ma
>> poi...? Vale anche sapere tutto il resto.
>
> In queste righe stiamo parlando dei criteri di progetto di
> amplificatori per diffusori attivi e differenze tra le circuitazioni
> degli ampli usati sulla stessa linea di prodotto.

Dello stesso marchio, intendi...?


>>>> Questa e' una legge valida per ogni ambito, talmente sui
>>>> generis che non entra nemmeno, nella discussione.
>>>
>>> Ci entra si. L'hifi domestico di cui discutiamo non e' un genere
>>> merceologico pro o consumers. e' lusso. ed ha le sue regole,
>>> strambe quanto vuoi, ma sono regole.
>>
>> Per qualsiasi ambito, la particolarita' del prodotto, le sue
>> qualita' ne determinano la fortuna o meno. Anche il lusso, puo'
>> essere "implementato bene" o meno. A maggior ragione... O non ti
>> spieghi su questo passaggio, oppure non ti seguo.
>
> Non sempre l'appassionato cerca la miglior implementazione, pensa a
> chi colleziona ampli a valvole o apparecchi vintage. Sono passioni,
> non lavoro. Se nel prossimo weekend con un bel sole primaverile ti
> proponessero in comodato gratuito una Morgan o una Golf GTI,
> sceglieresti l'auto tecnologicamante piu' avanzata e meglio
> costruita?

Qui sfondi una porta aperta... odio la tecnologia in auto, da quando
questo significa decine di centraline elettroniche che decidono in
autonomia come l'auto deve comportarsi...


>>>>> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere
>>>>> attivo. Cosa che non è affatto vera.
>>>>
>>>> Non e' matematicamente vera, ma piu' passa il tempo e piu'
>>>> l'empiricita' si sta avvicinando alla "regola". Complice anche
>>>> la metamorfosi che ha subito il sistema audio domestico,
>>>> tipico, che e' passato dal prevere un rack di apparecchiature
>>>> di varia natura a praticamente un solo riproduttore streamer
>>>> (music server, USB DAC, o altri robi simili) collegato a
>>>> monitor amplificati. Di fatto, due soli tipi di apparecchio.
>>>
>>> Boh, riflettevo ad unificare audio e ht.
>>
>> E' fattibile, ma il costo e' notevole, per avere un impianto HT
>> bensuonante cosi' come si pretende, in genere, da quello musicale.
>
> Nessuno dice che la qualità HT debba bilanciare quella stereo.

Su IHHF di cosa vuoi discutere...?
Se l'intenzione e' avere un surround vulgaris, ci sono sistemini a
partiere da cento euri... suonano pure quelli, eh...


> Integrare significa avere un solo sistema, che usi per i canali
> anteriori delle casse e degli amplificatori con un buon suono in
> stereo, che usi le stesse sorgenti per fare streaming di audio e
> video e che estenda la parte 5.1 o 7.1 con i componenti necessari
> alla fruizione di un home cinema.

Ok.
Dobbiamo solo metterci d'accordo sulla parola "buon" attaccata a quella
"suono".
E quando si ha a che fare con l'HT le due robe non sono per niente
accoppiate in maniera scontata.


>>> Usare in casa dei monitor attivi per i canali effetti e' una
>>> bella rogna: occorre fare arrivare alimentazione e segnale invece
>>> di una piccola piattina. in questo caso (che non e' una nicchia
>>> come gli studi di registrazione) trovo il monitor attivo piu'
>>> scomodo. inoltre un ampli multicanale pure buono lo trovi a poco
>>> su ebay.
>>
>> Su questo non ci piove. Peraltro, conosco gente che ha a casa un
>> multicanale con monitor attivi. Dipende dalla situazione
>> domestica...
>
> Certo, io mi riferivo alle "comodità" del mondo pro rispetto a quelle
> domestiche: le condizioni d'uso sono diverse, tocca sapere che si
> compra. Io ch enon ho le canaline al posto giusto faccio bene ad
> usare monitor passivi, no? :-)

Lo faccio anche io, ma piu' perche' me li sono ritrovati (hanno piu' di
vent'anni) che altro.
Se dovessi partire ora, da zero, farei altre scelte. E' per questo, che
a chi si trova in tale condizione, si affaccia e chiede, gli rispondo
che... ;)


>>>> Quel che va paragonato pero', e' il budget. Provocazione: E'
>>>> vero che Beheringer si trova in uno dei scaffali piu' bassi
>>>> del "supermercato della qualita'" di tutta la produzione
>>>> mondiale di audiovisivo. Ma tu provaci, ad aggiudicarti
>>>> ampli+monitor passivi di qualsiasi marca, con il denaro
>>>> sufficiente a compare una coppia di Truth 2031A, e a rendere
>>>> musica come quelle due scatole per scarpe: 350euri spediti a
>>>> casa... che cosa ci prendi? Fa' un paio di nomi, se ci riesci.
>>>
>>> Mai sentite, quindi non posso risponderti. mi pare di aver letto
>>> che fossero un clone di un modello genelec e pure ben riuscito,
>>> una piccola eccezione in quel catalogo.
>>
>> Esattamente, della Genelec 1031A Hanno praticamente clonato anche
>> il nome...
>
> a sto punto cerchiamo su alibaba...

Cosa? Il clone della Genelec piu' sopravvalutata del pianeta...? :D


>>> Nel passivo avevo sentito le piccole Q Acoustics, che si
>>> difendevano bene. Attaccale ad un entry level da supermercato con
>>> un po' di pedigree come un Onkyo e secondo me qualcosa tiran
>>> fuori. Poi sicuramente nell'attivo andrei a cercare delle tannoy
>>> reveal, delle krk, delle adamine usate.
>>
>> Sicuramente una Rokit vulgaris da 8" suona molto meglio delle Truth
>> 2031, ma costano anche di piu'. La mia provocazione voleva proprio
>> portarti a considerare che addirittura la robaccia Behringer ti
>> puo' far riflettere se davvero hai ancora bisogno di
>> ampli+monitor...
>
> Ok, io un esempio l'ho fatto. sei sicuro al 100% che il monitor
> Behringer è meglio? E pure gli altri modelli della serie?

Scordatelo. Ti ripeto che e' utile solo a porti la questione.
Poi devi scegliere altro, se vuoi sentire bene la musica, e' ovvio...
Behringere e' un marchio che lavora in economia, e fa miracoli per quel
che costa. Ma c'e' molto di meglio per quanto c'e' poco di peggio.


>>>> Se poi il sistema sia di qualita' o meno, piu' che dalla
>>>> filosofia costruttiva dipende da quanto hai scelto bene il
>>>> music server e i monitor tra i prodotti sul mercato (cosi' come
>>>> era il vecchio rack audio). E' suffiente collegare un DAC
>>>> d'annata come un Wadia "121" ad una coppia di monitor attivi
>>>> dotati di una certa energia come i Dynaudio "Air15", per
>>>> bastonare in maniera implacabile sistemi audio da quintali di
>>>> peso e decine di migliaia di euri...
>>>
>>> secondo me pure i dac d'annata si prendono bastonate, specie se
>>> pensiamo a quanto costava quella roba li da nuova. sono meno
>>> sicuro che ampli tipo mcintosh, bryston, gli stasis di pass si
>>> facciano dare la paga facilmente dagli ICE che piazzano nei
>>> diffusori attivi.
>>
>> Il 121 e' ancora in produzione... e no, non credo proprio che lo
>> Stasis che ho nel mobile si faccia fare i giri attorno, da un ICE
>> qualsiasi. Questi moduli switching fanno tante belle cose, suonano
>> forte, suonano tanto, hanno dinamica, consumano poco, non si
>> surriscaldano (invidio particolarmente quest'ultimo aspetto...).
>
> E li usano pure dentro ampli "hi-end" camuffati da un bel chassis
> lucente.
>
>> Pero' il "bel suono" gli sta ancora lontano...
>
> Eh, ma allora sta storia che "attivo" è di sicuro meglio...

Hai tratto una conlusione troppo affrettata, mancante di un dato: chi ha
detto, che i monitor attivi sono tutti switching...?
Meyer Sound, ad esempio, usa amplificazione a mosfet in A/B. Guarda
caso, e' tra la roba migliore del pianeta.
Ma e' un caso, davvero...?
Mh...


>>>> Quello che e' sicuro, e' che le cose sono leggermente cambiate
>>>> in termini di impegno per raggiungere l'ascolto ottimale
>>>> perche' una volta, per sentir bene un vinile, dovevi azzeccare
>>>> non solo la sequenza di marche e modelli di dispositivi giusti,
>>>> ma anche l'allineamento elettrico (e meccanico) di: - testina -
>>>> braccio - giradischi - preamplificatore - finale - monitor
>>>>
>>>> Ora non devi fare una ceppa, solo procurarti due cavi
>>>> bilanciati per collegare il DAC ai monitor attivi, e (se
>>>> proprio vuoi farlo) configurare un setup dal DSP dei monitor
>>>> per la correzione ambientale. Che alcuni fanno anche da se',
>>>> col microfono esterno.
>>>
>>> Questa e' una bella novita'. Delle misure digitali in condizioni
>>> non anecoiche ne leggevo sulle pubblicazioni della aes quasi 30
>>> anni fa, ora ne abbiamo l'implementazione embedded nei sintoampli
>>> da pochi euro.
>>
>> Oramai anche un HT da 500euri ha il suo RTA... che poi lo usino
>> meno persone di quelle che non evadono il fisco, e' un altro
>> affare...
>
> Il progresso è fare in modo che questo non sia necessario. Magari in
> futuro ci penserà Alexa o Google Home.

Che sceglieranno anche cosa devi sentire...


>>>> Nostalgia a parte di leccarti i vinili uno per uno (cosa che
>>>> personalmente ancora faccio), ma tu hai idea di che
>>>> miglioramento qualitativo e che semplificazione, ci sono
>>>> stati...?
>>>
>>>
>>> si, ma questo va oltre a "se e' un monitor attivo allora e'
>>> buono" o "se e' pro allora compra ad occhi (orecchie) chiuse".
>>
>> Le affermazioni definitive, totalitarie, non hanno alcun senso.
>
> E questo sta alla base della mia prima reply in questo thread.

Che e' anche condivisibile.
Ma quando si suggerisce l'uso di due monitor attivi, si indica solo un
"sistema", un po' come a scegliere tra benzina o diesel.
Poi, se ti prendi il SUV, piuttosto che la berlina, o il coupe' con
cappottina piuttosto che la familiare, un 3k biturbo o un 900 tre
cilindri, e' un'altra questione e attiene al tuo budget e alle tue esigenze.
Certo, ci sono condizioni limite per cui la combinazione e' mal
consigliabile. Ad esempio, il diesel cozza con l'auto sportiva cosi'
come il benzina col SUV... Ma l'importante e' che sai che c'e' il
benzina e il diesel, e non solo uno dei due.


In sostanza, e vorrei arrivare ad una conclusione, quando suggerisco uno
streamer e due monitor attivi, lo faccio ponendo a chi sta scegliendo un
nuovo impianto sulla base di una visione classica, una alternativa che
oggi non solo e' possibile (10 anni fa non lo era, ad esempio, e ogni
nuovo modello culturale ha bisogno del suo tempo), ma addirittura
conveniente.
Tornando all'esempio automobilistico, e' come quando arrivarono i diesel
turbo e MJ di nuova generazione. Prima, c'erano le auto a benzina eppoi
solo camion & trattori... ad un certo punto s'e' potuto scegliere anche
per una piccola auto un nuovo tipo di motore... o avresti mai suggerito
un diesel per l'uso cittadino, a meta' anni settanta...? :D


Il monitor attivo e' conveniente perche' il risultato sonoro e' del
tutto ricercabile, dal suono vulgaris di una robaccia tipo le Behringer
2031A, arrivando fino ad altissimi livelli (basta avere denaro
sufficiente per le Meyer Sound X-10), ma anche perche' l'impianto
classico composto da molti apparecchi viene sostituito da due soli: lo
streamer e i monitor.
Tanto, tra qualche anno ci arriveremo tutti... perche' il terminale di
gestione sara' (ancora una volta) stocazzo di smartphone...

Tutto qui.



sandro

Denis Sbragion

unread,
May 3, 2017, 1:44:42 AM5/3/17
to
sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in news:oeb3ad$15gg$1
@gioia.aioe.org:

> Meyer Sound X-10

Nel 2017 ancora a discutere attivo vs passivo. Basta farsi due conti, anche
molto a spanne. Anche perché ogni dubbio che poteva esserci lustri fa č
stato cancellato dall'evoluzione tecnologica. Io sto con Sandro.

--
Denis Sbragion
InfoTecna
Tel: +39 0362 805396, Fax: +39 0362 805404
URL: http://www.infotecna.it

takayasu...@gmail.com

unread,
May 3, 2017, 3:00:00 AM5/3/17
to
On Wednesday, May 3, 2017 at 7:44:42 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:
> sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in news:oeb3ad$15gg$1
> @gioia.aioe.org:
>
> > Meyer Sound X-10
>
> Nel 2017 ancora a discutere attivo vs passivo. Basta farsi due conti, anche
> molto a spanne. Anche perché ogni dubbio che poteva esserci lustri fa č
> stato cancellato dall'evoluzione tecnologica. Io sto con Sandro.

:-)
Non è una discussione attivo vs. passivo.
In parte è una discussione su come si sta spostando la fiducia dell'audiofilo medio nei confronti dei marchi, in un mercato che con il web è profondamante cambiato. Nel thread tutti mi parlano di "ottimizzazioni" fatte da Genelec o Adam Audio senza sapere davvero quali sono, esattamente come 20 o 30 anni fa si parlava di ottimizzazioni fatte dall'artigiano giapponese su testine o ampli.
Semplicemente la fiducia si è spostata, a ragione, sul settore pro, in cui le regole sono un po' piu' cartesiane rispetto al settore lusso.
Nel thread sono venute fuori cose abbastanza interessanti, ad esempio "l'ascolto" prima dell'acquisto pare meno importante, gli acquirenti a scatola, pardon, ad orecchie chiuse sono molto soddisfatti del loro acquisto.
L'uso del DSP per fare equalizzazione e DRC mi pare sia ancora fuori dall'interesse degli audiofili che scelgono monitor attivi cosi' come la trasmissione wireless di segnali (digitali o analogici).
Inoltre nel thread c'e' una mia curiosità ingegneristica che non ha trovato risposta: come si ottimizza un amplificatore per diffusori attivi, rimanendo ad esempio in una stessa linea di prodotto? che differenza c'e' rispetto ad un costruttore OEM che cerchi di avere una bassa Ro, un elevato slew rate, una banda ampia, etc? Che fanno, non linearizzano l'impedenza con uno Zobel esterno all'ampli?

Peter & Pan ©

unread,
May 3, 2017, 12:30:35 PM5/3/17
to
takayasu...@gmail.com ha detto questo mercoledì :
> On Wednesday, May 3, 2017 at 7:44:42 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:
>> sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in news:oeb3ad$15gg$1
>> @gioia.aioe.org:
>>
>>> Meyer Sound X-10
>>
>> Nel 2017 ancora a discutere attivo vs passivo. Basta farsi due conti, anche
>> molto a spanne. Anche perché ogni dubbio che poteva esserci lustri fa č
>> stato cancellato dall'evoluzione tecnologica. Io sto con Sandro.
>
> :-)
> Non è una discussione attivo vs. passivo.
A no?

> In parte è una discussione su come si sta spostando la fiducia dell'audiofilo
> medio nei confronti dei marchi, in un mercato che con il web è profondamante
> cambiato. Nel thread tutti mi parlano di "ottimizzazioni" fatte da Genelec o
> Adam Audio senza sapere davvero quali sono,
In un prodotto professionale l'ottimizzazione è naturale. In un
prodotto consumer un mezzo per alzare il numero degli zeri, sempre che
sia stata realizzata.
>esattamente come 20 o 30 anni fa
> si parlava di ottimizzazioni fatte dall'artigiano giapponese su testine o
> ampli. Semplicemente la fiducia si è spostata, a ragione, sul settore pro, in
> cui le regole sono un po' piu' cartesiane rispetto al settore lusso.
E queste non sono ottimizzazioni? Mio caro Takayasu mi sa che stai
arrampicandoti su degli specchi insaponati contraddicendoti, per
cercare di dare una sostanza alle tue argomentazioni.
> Nel
> thread sono venute fuori cose abbastanza interessanti, ad esempio "l'ascolto"
> prima dell'acquisto pare meno importante, gli acquirenti a scatola, pardon,
> ad orecchie chiuse sono molto soddisfatti del loro acquisto.
Ma tu vivi in una sala d'ascolto? Guarda che fuori alla porta c'è gente
che vive lontana dalle città e che coltiva la propria passione e cerca
di esaudire qualche desiderio solo chiedendo, informandosi. Io vivo in
un piccolo centro della Costa Amalfitana, dove a stento c'è
un'elettricista che vende anche qualche combo e molte TV. Avrei dovuto
prendere un volo per Berlino per ascoltare le casse che ho acquistato?
...
> Inoltre nel thread c'e' una mia curiosità
> ingegneristica che non ha trovato risposta: come si ottimizza un
> amplificatore per diffusori attivi, rimanendo ad esempio in una stessa linea
> di prodotto? che differenza c'e' rispetto ad un costruttore OEM che cerchi di
> avere una bassa Ro, un elevato slew rate, una banda ampia, etc? Che fanno,
> non linearizzano l'impedenza con uno Zobel esterno all'ampli?
E la vuoi soddisfare facendo domande ed esponendo dubbi in un gruppo di
discussione frequentato al 90% da non tecnici o super esperti? Ma
prenditi qualche giorno di vacanza e vai a fare un giro in una di
queste facilitieas che spesso offrono ai loro clienti tour guidati con
tanto di guida. Attento però a non dimostrare troppa curiosità e cambia
nome, potrebbero pensare che sei uno di quei giapponesi d'antan che
fotografano le scarpe per poi copiarle.
Scusami mi ero ripromesso di non intervenire, ma non ce l'ho fatta.

--
https://www.flickr.com/photos/nicola_prisco/

sandro

unread,
May 4, 2017, 4:41:16 AM5/4/17
to
Il 03/05/2017 08.59, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Wednesday, May 3, 2017 at 7:44:42 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:
>> sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in news:oeb3ad$15gg$1
>> @gioia.aioe.org:
>>
>>> Meyer Sound X-10
>>
>> Nel 2017 ancora a discutere attivo vs passivo. Basta farsi due
>> conti, anche molto a spanne. Anche perché ogni dubbio che poteva
>> esserci lustri fa č stato cancellato dall'evoluzione tecnologica.
>> Io sto con Sandro.
>
> :-) Non è una discussione attivo vs. passivo. In parte è una
> discussione su come si sta spostando la fiducia dell'audiofilo medio
> nei confronti dei marchi, in un mercato che con il web è
> profondamante cambiato. Nel thread tutti mi parlano di
> "ottimizzazioni" fatte da Genelec o Adam Audio senza sapere davvero
> quali sono, esattamente come 20 o 30 anni fa si parlava di
> ottimizzazioni fatte dall'artigiano giapponese su testine o ampli.

Prova a parlare con gli ingegneri, alle fiere o anche direttamente.
C'e' l'evento di Rimini in arrivo...
Alcuni costruttori sono ben disposti a discutere di tecnologia, finche'
non gli chiedi robe troppo secretate da questioni industriali.


> Semplicemente la fiducia si è spostata, a ragione, sul settore pro,
> in cui le regole sono un po' piu' cartesiane rispetto al settore
> lusso. Nel thread sono venute fuori cose abbastanza interessanti, ad
> esempio "l'ascolto" prima dell'acquisto pare meno importante, gli
> acquirenti a scatola, pardon, ad orecchie chiuse sono molto
> soddisfatti del loro acquisto.

Questo e' diretta conseguenza della sparizione dei negozi fisici, a
vantaggio di quelli online... oggi, dove le vai ad ascoltare, le robe...?
Per contro, apri un forum e trovi cento commenti su qualsiasi prodotto,
proveniente da ogni angolo del pianeta. La fisiologia e' quella, i gusti
sono piu' o meno quelli, non dico che ci prendi al 100% ma difficilmente
scendi sotto il 90.
Trovi anche riscontro su tare costruttive, alcune aziende hanno pagine
FB o TW dove si mettono in discussione coi clienti, ecc... il nuovo
mezzo mediatico ha i suoi meriti.

Ma non mi venire a raccontare che trent'anni fa proprio nessuno,
comprava solo per aver letto un articoletto su una delle famose riviste
dell'epoca, magari sponsorizzato sottobanco... eravamo anche un po' piu'
coglioni, eh...


Comunque, il budget per un ascolto soddisfacente si e' abbattuto
spaventosamente, nello stesso tempo.


> L'uso del DSP per fare equalizzazione
> e DRC mi pare sia ancora fuori dall'interesse degli audiofili che
> scelgono monitor attivi cosi' come la trasmissione wireless di
> segnali (digitali o analogici). Inoltre nel thread c'e' una mia
> curiosità ingegneristica che non ha trovato risposta: come si
> ottimizza un amplificatore per diffusori attivi, rimanendo ad esempio
> in una stessa linea di prodotto? che differenza c'e' rispetto ad un
> costruttore OEM che cerchi di avere una bassa Ro, un elevato slew
> rate, una banda ampia, etc? Che fanno, non linearizzano l'impedenza
> con uno Zobel esterno all'ampli?

Domande da indirizzare ai costruttori...



sandro

Denis Sbragion

unread,
May 4, 2017, 6:51:59 AM5/4/17
to
takayasu...@gmail.com wrote in
news:e8fbcc56-451c-4c2c...@googlegroups.com:


> Non è una discussione attivo vs. passivo.

Boh, allora non ho capito una fava.

> In parte è una discussione su come si sta spostando la fiducia
> dell'audiofilo medio nei confronti dei marchi, in un mercato che con
> il web è profondamante cambiato. Nel thread tutti mi parlano di
> "ottimizzazioni" fatte da Genelec o Adam Audio senza sapere davvero
> quali sono, esattamente come 20 o 30 anni fa si parlava di
...

Ti posso dire delle mie Genelec (1038B), perché ho avuto modo di vedere
gli schemi degli ampli e di fare 4 conti.

Gli ampli sono ottimizzati per le caratteristiche degli altoparlanti. In
particolare quelli delle vie medie ed alte sono progettati per fornire la
potenza "short term" nececessaria per tenere il passo della via
inferiore, mentre per periodi di erogazione più lunghi si "siedono",
rientrando nei limiti termici degli stessi, il tutto tramite un sistema
di protezione piuttosto sofisticato che simula la risposta termica delle
bobine. L'ampli della via bassa invece ha potenza massima che porta il
woofer esattamente al limite di escursione, in modo da non superare mai i
limiti meccanici, visto che dal punto di vista termico il problema non
esiste. In pratica è quasi impossibile far fuori un'altoparlante, anche
sparandoci dentro schifezze immonde, e non c'è nessuno spreco di potenza.

Al clipping degli ampli le tre vie emettono quasi esattamente lo stesso
SPL massimo, in modo da allineare la risposta del diffusore ed evitare
per quanto possibile sbilanciamenti tonali anche quando anche lo si tira
al limite.

Non ho fatto verifiche specifiche ma non sarei sorpreso se persino le
viti che tengono insieme il tutto fossero ottimizzate esattamente per gli
sforzi che devono sopportare.

L'ingengerizzazione accurata è del tutto evidente. Niente eccessi, niente
sprechi, tutto ottimizzato per massimizzare le prestazioni globali del
sistema per il budget disponibile. La vedo dura fare altrettanto andando
di componenti separati. Già il solo costo dei cabinet degli ampli ti
azzopperebbe sul nascere.

Tieni presente che si sta parlando di un diffusore il cui progetto di
base è di inizio anni '90. Oggi con il digitale si può fare sicuramente
di meglio, vedi per esempio certi gioiellini di K+H.

Per quel che riguarda la fiducia, beh, la mia impressione è che i
produttori home abbiano fatto tutto ciò che era umanamente possibile per
perderla, con poche lodevoli eccezioni.

Saluti,

sandro

unread,
May 4, 2017, 6:08:16 PM5/4/17
to
Il 04/05/2017 12.51, Denis Sbragion ha scritto:
>
> L'ingengerizzazione accurata è del tutto evidente. Niente eccessi, niente
> sprechi, tutto ottimizzato per massimizzare le prestazioni globali del
> sistema per il budget disponibile. La vedo dura fare altrettanto andando
> di componenti separati. Già il solo costo dei cabinet degli ampli ti
> azzopperebbe sul nascere.
>
> Tieni presente che si sta parlando di un diffusore il cui progetto di
> base è di inizio anni '90. Oggi con il digitale si può fare sicuramente
> di meglio, vedi per esempio certi gioiellini di K+H.

Per esempio la O-500 che, a sentire un coro quasi unanime di
professionisti, sarebbe stata addirittura il miglior monitor mai
costruito, di sempre, in termini di precisione e definizione.

Tanto per parlare di cifre, credo che le Meyer 1038 viaggiassero sui
10keuri la coppia, le K|H O-500 piu' o meno 15k e le Meyer X-10 puntano
decisamente ai 30k

E' chiaro che sono cifre molto importanti, ma va sottolineato che
(almeno, per quanto mi riguarda) sono dei prodotti praticamente
definitivi, ossia, del tutto da confrontare con robe che nel mercato
dell'high-end domestico equivalgono, come cifre investite, praticamente
al necessario per portarsi a casa solo uno dei molteplici telai
"necessari & indispensabili", a scelta tra pre, ampli, o lettore, e
basta dare un'occhiata ai listini dei superblasoni, per rendersene conto.

E' altrettanto chiaro che serve un certo spazio, per far suonare le robe
citate (la X-10 e' un calibro 15"...) ma, tornando sempre al confronto
con i blasoni, un paio di torri McIntosh non hanno nulla da invidiare ad
un manufatto in blocchetti di tufo, come ingombri e... costano pure di piu'.


Per le tasche da lavoratore dipendente, come dico io, si trovano
soluzioni adeguate a budget decisamente piu' modesti, con tecnologie e
filosofie che i costruttori migrano dalle ricerche che li hanno portati
alla realizzazione dei loro prodotti top.

Che tu abbia disponibilita' di 1keuri, come 2-3k, o anche 5-10k, sara'
difficile farli "fruttare" andando a prendere pre, finale, e due monitor
passivi, cosi' come scegliendo al posto di 4 pezzi, solo 2
E anzi, secondo me, piu' voli basso piu' il monitor attivo conviene,
perche' con 10keuri hai un mare di scelte, sotto i 1keuri tutto compreso
e' dura davvero, far suonare bene ampli + monitor passivi...



sandro

Denis Sbragion

unread,
May 5, 2017, 1:27:09 AM5/5/17
to
sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in
news:oeg8od$1tk4$1...@gioia.aioe.org:

> Il 04/05/2017 12.51, Denis Sbragion ha scritto:
> Per esempio la O-500 che, a sentire un coro quasi unanime di
> professionisti, sarebbe stata addirittura il miglior monitor mai
> costruito, di sempre, in termini di precisione e definizione.

Faccio parte del coro, pur non da professionista. Un vero peccato che
l'abbiano tolta dalla produzione. C'era bisogno di una versione più grande,
tipo 1038, non più piccola, ma evidentemente Sennheiser è stata di diverso
avviso.

> E anzi, secondo me, piu' voli basso piu' il monitor attivo conviene,
> perche' con 10keuri hai un mare di scelte, sotto i 1keuri tutto
> compreso e' dura davvero, far suonare bene ampli + monitor passivi...
...

Concordo al 100%. Solo in caso di realizzazioni estreme e molto costose
forse può essere opportuno separare. Cosa che del resto fa anche Genelec,
che per i modelli top gli ampli, sempre ottimizzati, li mette in scatole
separate, anche per meglio gestire l'usuale montaggio incassato a muro. Ma
forse è solo una distorsione di prospettiva legata al fatto che di
soluzioni estreme bell'è pronte ce n'è ben poche e pochi ne fanno.

Piuttosto, a proposito di fiducia, a me preoccupa molto di più l'ingresso
di certe follie Ahi-end anche in campo pro. Cavi da gioielleria, dotte e
auliche disquisizioni sul suono dei DAC/ADC e delle elettroniche e altre
amenità ormai si vedono anche nel pro. Spero che non si imbocchi la stessa
china che si è vista nel settore home. Per cui alla fine ci si ritrovebbe
ad evere solo Behringer per la fascia ipereconomica e produttori di
supercazzole per chi ha soldi da buttare.

sandro

unread,
May 5, 2017, 5:49:18 AM5/5/17
to
Il 05/05/2017 07.27, Denis Sbragion ha scritto:
>
> Piuttosto, a proposito di fiducia, a me preoccupa molto di più l'ingresso
> di certe follie Ahi-end anche in campo pro. Cavi da gioielleria, dotte e
> auliche disquisizioni sul suono dei DAC/ADC e delle elettroniche e altre
> amenità ormai si vedono anche nel pro. Spero che non si imbocchi la stessa
> china che si è vista nel settore home. Per cui alla fine ci si ritrovebbe
> ad evere solo Behringer per la fascia ipereconomica e produttori di
> supercazzole per chi ha soldi da buttare.

Non credo che si corra questo rischio.

Mi piace spesso portare un esempio nel campo della cucina, in proposito.
Chi fa il mestiere del sound engineer, o fonico de noantri, e' come un
cuoco: non lo freghi con le supercazzole dei piatti insolitamente
speziati, a distrarre dall'ingrediente principale scadente.
E, cosi' come un cuoco quando entra in un ristorante immagina benissimo
lo scenario della cucina retrostante la sala da pranzo, il fonico sa
benissimo come viene costruito un mix nei processi che vanno dal primo
take al mastering. Ed e' difficile che tu riesca a convincerlo che una
ciabatta di alimentazione con connettori in osmio platinato con
drogaggio in iridio ossidato "suoni" meglio di una Vimar presa all'ingrosso.

Tra l'altro, la maggior parte di questi lavorano con gente che gli
impone flussi di lavoro tesi alla resa massima di qualsiasi
apparecchiatura, ottimizzando costi al nuovo cosi' come le manutenzioni.
Una volta che hai presa una certa visione delle cose, ti rendi conto che
girano tante di quelle fregnacce in vendita, sul mercato.

Una prova, tra le tante altre?
Visto che (come si stava discutendo) i sistemi audio di alta fascia si
stanno dotando di streamer, e visto che il mercato e' fatto di quello
che la gente compra, stranamente proprio di recente, stanno spuntando
dal nulla degli "isolatori USB" per interfacciare i DAC, che
"ripulirebbero" il suono da non si sa quali disturbi che sarebbero
veicolati da una connessione digitale diretta.
Insomma, arrivato il cliente ricco, mi ci ficco...



sandro

Denis Sbragion

unread,
May 5, 2017, 9:57:39 AM5/5/17
to
sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in
news:oehhqs$1npt$1...@gioia.aioe.org:

> Non credo che si corra questo rischio.
...

Conosci l'ambiente più di me, spero sinceramente che tu abbia ragione.

takayasu...@gmail.com

unread,
May 8, 2017, 4:30:09 PM5/8/17
to
On Thursday, May 4, 2017 at 12:51:59 PM UTC+2, Denis Sbragion wrote:
> takayasu...@gmail.com wrote in
> news:e8fbcc56-451c-4c2c...@googlegroups.com:
>
>
> > Non è una discussione attivo vs. passivo.
>
> Boh, allora non ho capito una fava.


:-)

<CUT>

> Ti posso dire delle mie Genelec (1038B), perché ho avuto modo di vedere
> gli schemi degli ampli e di fare 4 conti.
>
> Gli ampli sono ottimizzati per le caratteristiche degli altoparlanti. In
> particolare quelli delle vie medie ed alte sono progettati per fornire la
> potenza "short term" nececessaria per tenere il passo della via
> inferiore, mentre per periodi di erogazione più lunghi si "siedono",
> rientrando nei limiti termici degli stessi, il tutto tramite un sistema
> di protezione piuttosto sofisticato che simula la risposta termica delle
> bobine.

Interessante. E' fatto con un circuito che regola la corrente nei dispositivi finali mettendo in loop le bobine degli altoparlanti o qualche sensore (termocoppie?) nei loro pressi?


L'ampli della via bassa invece ha potenza massima che porta il
> woofer esattamente al limite di escursione, in modo da non superare mai i
> limiti meccanici, visto che dal punto di vista termico il problema non
> esiste. In pratica è quasi impossibile far fuori un'altoparlante, anche
> sparandoci dentro schifezze immonde, e non c'è nessuno spreco di potenza.

ok, questo e' un dimensionamento del guadagno di tutti gli stadi. c'e' una qualche limitazione sugli ingressi o distorce prima il finale?

> Al clipping degli ampli le tre vie emettono quasi esattamente lo stesso
> SPL massimo, in modo da allineare la risposta del diffusore ed evitare
> per quanto possibile sbilanciamenti tonali anche quando anche lo si tira
> al limite.

Immagino che non tutti gli ampli vadano in clipping contemporaneamente, il segnale dovrebbe essere fatto in modo da saturarli tutti e tre insieme.

> Non ho fatto verifiche specifiche ma non sarei sorpreso se persino le
> viti che tengono insieme il tutto fossero ottimizzate esattamente per gli
> sforzi che devono sopportare.

:-) spero ci sia una bella tolleranza
Gli esempi che mi fai sono molto interessanti ma mi paiono misure prese per avere il diffusore funzionante sempre e comunque. Cosa succede al clipping o in short term e' relativamente interessante per un audiofilo casalingo: il datasheet parla di 120dB di SPL in quelle condizioni, a casa potrebbe servire qualcosina di meno.

> L'ingengerizzazione accurata è del tutto evidente. Niente eccessi, niente
> sprechi, tutto ottimizzato per massimizzare le prestazioni globali del
> sistema per il budget disponibile. La vedo dura fare altrettanto andando
> di componenti separati. Già il solo costo dei cabinet degli ampli ti
> azzopperebbe sul nascere.

Si e no. In genere nel pro i ricarichi sono piu' alti che nel consumer. Il pro si ripaga usando le macchine per lavoro, nel consumer se non vendi perche' il prezzo e' sbagliato ti tieni un magazzino sul groppone al cambio di catalogo, che e' pure piu' frequente del pro. I ricarichi di posti tipo euronics sono ridotti all'osso e guadagnano sulla quantita'.
Altro discorso (ed e' quello che sto tentando di fare) e' sugli apparecchi che escono dal consumer e vanno nel lusso: qui vale tutto ma dobbiamo pure rassegnarci a non paragonarli sul solo parametro della prestazione. Le sonus faber sono piu' belle delle genelec su di un piedistallo e questo e' un valore che puo' superare il gap di prestazioni tra i due diffusori, quando la qualita' raggiunta da quello piu' bello e' sufficiente per l'ascoltatore.

> Tieni presente che si sta parlando di un diffusore il cui progetto di
> base è di inizio anni '90. Oggi con il digitale si può fare sicuramente
> di meglio, vedi per esempio certi gioiellini di K+H.

Mi spiace che sia stata abbandonata l'idea della Philips sul MFB. Oggi con sensori migliori e con i dsp si potrebbero fare cose interessanti.
Mi stupisce in ogni caso che un diffusore attivo lavori con gli speakers fuori dall'anello di reazione, non necessariamnte solo con l'accelerometro del mfb, visto che per vari motivi (riscaldamento, uso, invecchiamento) gli ap possono cambiare di comportamento nel tempo.

> Per quel che riguarda la fiducia, beh, la mia impressione è che i
> produttori home abbiano fatto tutto ciò che era umanamente possibile per
> perderla, con poche lodevoli eccezioni.

Dipende, il mercato si e' spostato, oggi ci sono marchi che prima non conoscevamo e prodotti che sono diventati piu' popolari che un tempo, penso alle cuffie ed agli amplificatori relativi, ai dac, gli stessi diffusori attivi, i network player e naturalmente l'online per i file musicali.
Contemporaneamente c'e' il revival del vinile, perche' l'ascolto casalingo non e' un service ma un piccolo rituale con le sue contraddizioni e manie.

Denis Sbragion

unread,
May 9, 2017, 3:28:44 AM5/9/17
to
takayasu...@gmail.com wrote in
news:2a864180-d753-444a...@googlegroups.com:

> Interessante. E' fatto con un circuito che regola la corrente nei
> dispositivi finali mettendo in loop le bobine degli altoparlanti o
> qualche sensore (termocoppie?) nei loro pressi?

No, molto più semplicemente c'è una rete che simula l'inerzia termica
delle bobine e agisce su un limiter. Non chiedermi i dettagli, ho potuto
vedere lo schema per breve tempo una decina di anni fa. L'ampli comunque
per come è dimensionato non sarebbe in grado di reggere continuativamente
la potenza massima erogata, per cui si ha il doppio risultato di
proteggere sia gli altoparlanti sia l'ampli.

Una volta Genelec dava in specifiche sia la potenza continuativa che
quella short term. Poi ha smesso, credo per motivi di marketing.
Evidentemente non suonava bene dire che l'ampli della via alta eroga 120
W short term e 10 W continui, perché più o meno il rapporto è quello.

> ok, questo e' un dimensionamento del guadagno di tutti gli stadi. c'e'
> una qualche limitazione sugli ingressi o distorce prima il finale?

Questo non me lo ricordo, ma non credo, ci pensa il naturale rolloff del
woofer ad arginare gli effetti della distorsione al clipping.

> Immagino che non tutti gli ampli vadano in clipping
> contemporaneamente, il segnale dovrebbe essere fatto in modo da
> saturarli tutti e tre insieme.

Tieni presente che tipicamente si satura durante i tensienti che, in
quanto di breve durata per definizione, sono necessariamente a banda
larga. Quindi non è improbabile che in tale situazione tutti gli ampli
siano contemporaneamente al limite o quasi.

> Si e no. In genere nel pro i ricarichi sono piu' alti che nel
...

Ceteris paribus il cabinet dell'ampli è un costo in più che nel diffusore
attivo non hai, in quanto il cabinet del diffusore è anche il cabinet
dell'ampli. Questo è inevitabile.

> Mi spiace che sia stata abbandonata l'idea della Philips sul MFB. Oggi
> con sensori migliori e con i dsp si potrebbero fare cose interessanti.
...

Pienamente d'accordo. Per quel che riguarda il discorso estetico, stile
Sonus Faber, non c'è nulla che vieti di fare un diffusore attivo che sia
anche bello, pagandone ovviamente il costo. Una volta si chiamava design,
ossia unione di funzionalità ed estetica. Ormai c'è solo lo styling,
ossia farlo figo anche a costo di sacrificare la funzionalità.

E' una questione che non riguarda certo solo l'audio, anche se l'audio
home ne è stato particolarmente penalizzato.

takayasu...@gmail.com

unread,
May 9, 2017, 5:17:54 AM5/9/17
to
On Tuesday, May 9, 2017 at 9:28:44 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:

> Tieni presente che tipicamente si satura durante i tensienti

Non conosco il termine. Vuoi dire transitori (transient)?

takayasu...@gmail.com

unread,
May 9, 2017, 5:31:04 AM5/9/17
to
On Tuesday, May 9, 2017 at 9:28:44 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:

> Pienamente d'accordo. Per quel che riguarda il discorso estetico, stile
> Sonus Faber, non c'è nulla che vieti di fare un diffusore attivo che sia
> anche bello, pagandone ovviamente il costo. Una volta si chiamava design,
> ossia unione di funzionalità ed estetica. Ormai c'è solo lo styling,
> ossia farlo figo anche a costo di sacrificare la funzionalità.

Lo fa Adam Audio, lo fa Dynaudio. lo fa B&O, lo faceva Meridian e tutti si fanno pagare dei bei soldi. Nel segmanto "lusso" non c'e' una vera differenza con un setup con ampli e diffusori ed il mercato dei diffusori passivi offre comunque delle scelte interessanti e varie in termini di suono, design e tecnica. Vale la pena di impostare la propria ricerca per trovare il tipo di diffusore che si preferisce piuttosto di rincorrere l'idea di dover "imitare i pro", come si fa in altri hobby, dalla fotografia allo sport.
Per tornare al topic iniziale, le Klipschorn possono essere interessanti, le Martin Logan, le Magneplanar, le grosse B&W, un sacco di roba che ha un bel suono per l'appassionato domestico che non necessariamante vuole 120 dB sparato da un ribbon tweeter.


Quando avro' qualche ora di tempo vorrei realizzare dei diffusori attivi 2 vie con tw a nastro ed un wf passivo. Ho comprato i componenti piu' di 10 anni fa, non ho mai trovato tempo e spazio per giocarci , quindi la cosa puo' stare li ancora per un po'.
L'idea iniziale era di giocare con un dsp ed usare dei plate amplifiers. Oggi cercherei un finale HT usato, a cui collegherei le uscite di un minidsp.

sandro

unread,
May 9, 2017, 6:35:21 AM5/9/17
to
Il 09/05/2017 09.28, Denis Sbragion ha scritto:
>
> Pienamente d'accordo. Per quel che riguarda il discorso estetico, stile
> Sonus Faber, non c'è nulla che vieti di fare un diffusore attivo che sia
> anche bello, pagandone ovviamente il costo. Una volta si chiamava design,
> ossia unione di funzionalità ed estetica. Ormai c'è solo lo styling,
> ossia farlo figo anche a costo di sacrificare la funzionalità.
>
> E' una questione che non riguarda certo solo l'audio, anche se l'audio
> home ne è stato particolarmente penalizzato.

https://www.focal.com/en/pro-audio/monitoring-speakers/sm9/monitoring-speakers/sm9

Queste non e' che siano propio bruttissime... basta non guardarle
dietro... :P

Ma ci sono anche le Focus di Dynaudio, che sono abbastanza rifinite per
essere ben integrate in un ambiente domestico.

Certo e' che l'ostinazione a cercare lo stile, rischia di portare a
pagare piu' per questo che per il suono...



sandro

sandro

unread,
May 9, 2017, 6:40:26 AM5/9/17
to
Il 09/05/2017 11.31, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Tuesday, May 9, 2017 at 9:28:44 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:
>
>> Pienamente d'accordo. Per quel che riguarda il discorso estetico,
>> stile Sonus Faber, non c'è nulla che vieti di fare un diffusore
>> attivo che sia anche bello, pagandone ovviamente il costo. Una
>> volta si chiamava design, ossia unione di funzionalità ed estetica.
>> Ormai c'è solo lo styling, ossia farlo figo anche a costo di
>> sacrificare la funzionalità.
>
> Lo fa Adam Audio, lo fa Dynaudio. lo fa B&O, lo faceva Meridian e
> tutti si fanno pagare dei bei soldi. Nel segmanto "lusso" non c'e'
> una vera differenza con un setup con ampli e diffusori ed il mercato
> dei diffusori passivi offre comunque delle scelte interessanti e
> varie in termini di suono, design e tecnica. Vale la pena di
> impostare la propria ricerca per trovare il tipo di diffusore che si
> preferisce piuttosto di rincorrere l'idea di dover "imitare i pro",
> come si fa in altri hobby, dalla fotografia allo sport.

Anche per questioni costruttive, industriali, il "pro" si sta
avvicinando molto, a quello che una volta era "domestico", e a tratti si
confonde addirittura con cio' che una volta era "amatoriale".


> Per tornare
> al topic iniziale, le Klipschorn possono essere interessanti, le
> Martin Logan, le Magneplanar, le grosse B&W, un sacco di roba che ha
> un bel suono per l'appassionato domestico che non necessariamante
> vuole 120 dB sparato da un ribbon tweeter.

Se vuoi davvero i 120dB, misurati, devi cercare una tromba con un driver
a compressione, non un ribbon, che e' il piu' delicato driver in
circolazione...



sandro

takayasu...@gmail.com

unread,
May 9, 2017, 10:49:34 AM5/9/17
to
On Tuesday, May 9, 2017 at 12:35:21 PM UTC+2, sandro wrote:

> Certo e' che l'ostinazione a cercare lo stile, rischia di portare a
> pagare piu' per questo che per il suono...

Puo' essere, ma è pure vero che ha poco senso pagare per estrema robustezza meccanica, trasportabilità e protezioni elettriche per qualcosa che non cambia di posto di frequente ed è usata da una famiglia e non da audio services... Insomma, la Ferrari di Vettel non è l'auto che sceglierei per portare al mare la famiglia...

sandro

unread,
May 9, 2017, 12:57:05 PM5/9/17
to
Pero', sai che divertimento... :D

Comunque, c'e' una malcomprensione: non ho mai proposto il "pro" per il
live (che e' un'altra roba, e che viene da un altro pianeta), ma quello
per le control room. E ti assicuro che ci sono control room che non
hanno nulla da invidiare a lussuosi saloni domestici...



sandro

Denis Sbragion

unread,
May 10, 2017, 1:58:22 AM5/10/17
to
takayasu...@gmail.com wrote in news:a2dfe36b-e5a9-4439-a5c1-
620712...@googlegroups.com:

> Non conosco il termine. Vuoi dire transitori (transient)?

Si, ovviamente era transienti, sorry.

Denis Sbragion

unread,
May 10, 2017, 2:10:42 AM5/10/17
to
takayasu...@gmail.com wrote in
news:70d5b880-3eba-423e...@googlegroups.com:

> termini di suono, design e tecnica. Vale la pena di impostare la
> propria ricerca per trovare il tipo di diffusore che si preferisce
> piuttosto di rincorrere l'idea di dover "imitare i pro", come si fa in
> altri hobby, dalla fotografia allo sport. Per tornare al topic

Guarda che qui non si tratta di "imitare i pro". Si tratta di seguire
approcci tecnici sensati. Nel pro un po' di produttori che lo fanno ci
sono, anche se personalmente vedo la situazione in peggioramento, malgrado
l'ottimisto di Sandro. Nell'home c'è rimasto solo B&O (forse, non sono
aggiornato sulla produzione recente), ma da sempre con un occhio strabico,
che guarda un po' più allo styling che alla funzionalità, come è tradizione
nel settore del lusso.

> iniziale, le Klipschorn possono essere interessanti, le Martin Logan,
> le Magneplanar, le grosse B&W, un sacco di roba che ha un bel suono
> per l'appassionato domestico che non necessariamante vuole 120 dB
> sparato da un ribbon tweeter.

?? Scusa, ma se fai affermazioni di questo genere non hai capito nulla del
discorso che si stava facendo. Martin Logan? Magneplanar? Membrane che
producono movimenti al limite del casuale. Può anche piacere, ma non è
propriamente un "approccio tecnico sensato". L'unico che era riuscito ad
ottenere qualcosa di decente da un planare è stato Peter Walker, ma è stato
costretto a trasformarlo in una sorgente pseudo-puntiforme ed è stato anche
costretto a compromessi che oggigiorno non hanno più alcun senso.

Denis Sbragion

unread,
May 10, 2017, 2:17:55 AM5/10/17
to
sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in
news:oes616$gdo$1...@gioia.aioe.org:

> https://www.focal.com/en/pro-audio/monitoring-speakers/sm9/monitoring-s
> peakers/sm9
>
> Queste non e' che siano propio bruttissime... basta non guardarle
> dietro... :P

Si, però, nessun sistema di controllo della direttività. E' un diffusore
tradizionale, seppure con altoparlanti di qualità e i benefici della
multiamplificazione. Nell'anno domini 2017 per oltre 6000 Euro la coppia si
può chiedere un po' di più. JBL ormai mette delle guide d'onda decentemente
progettate perfino sui suoi monitorini da 300 Euro la coppia.

takayasu...@gmail.com

unread,
May 10, 2017, 2:27:51 AM5/10/17
to
On Wednesday, May 10, 2017 at 8:10:42 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:

> ?? Scusa, ma se fai affermazioni di questo genere non hai capito nulla del
> discorso che si stava facendo. Martin Logan? Magneplanar? Membrane che
> producono movimenti al limite del casuale. Può anche piacere, ma non è
> propriamente un "approccio tecnico sensato".

Ma l'approccio tecnico per l'home non deve essere quello che massimizza il piacere?

Denis Sbragion

unread,
May 10, 2017, 3:33:01 AM5/10/17
to
takayasu...@gmail.com wrote in
news:add51a65-4e44-4f14...@googlegroups.com:

> Ma l'approccio tecnico per l'home non deve essere quello che
> massimizza il piacere?

? Questa è una scelta personale. Soprattutto se si parla di "massimizzare
il piacere" non si può parlare di "approccio tecnico". Nella tua ipotesi
l'unico strumento tecnico che funziona è la pelle d'oca e se a farti
venire la pelle d'oca è la radiolona a valvole della nonna, fosse anche
solo perché ne serbi un caro ricordo, non c'è approccio tecnico che
tenga.

Io parlo di riproduzione accurata del suono, ossia di quello che è
presente nella registrazione, che per me è anche una questione di
rispetto nei confronti degli artisti. Che questo possa portare alla
"massimizzazione del piacere" dipende da quanto sia stato bravo
l'artista. Non so tu, ma io sono capace a malapena di suonare un
citofono, già col clacson mi trovo in difficoltà, quindi non me la sento
proprio di modificare quanto prodotto da un artista sperando di
massimizzare il piacere. In buona sostanza, per mettere i baffi alla
Gioconda e riuscire a tirare fuori qualcosa che possa essere considerato
una nuova opera d'arte bisogna essere proprio bravi, e io non lo sono.

Capisci però che se un disco riprodotto accuratamente non ti piace, ti
basta cambiare disco, con la ragionevole certezza che stai valutando il
contenuto del disco, ossia l'opera d'arte, e non l'impianto, ossia
un'ammasso di metalli e polimeri vari. Se scegli impianti che impongano
una "impronta sonora" a tutto quello che riproducono, quando il suono
dell'impianto non ti piace, o magari col tempo ti viene a noia, non ti
basta cambiare disco, e di solito un impianto fatto e finito costa un
pochino di più di un disco.

Non per niente in oltre 30 anni di passione per l'audio, ho avuto solo
tre impianti, compreso il primo rack "tutt'incluso" regalatomi alle
medie, che è quello che è durato di meno. Quello dopo era già
multiamplificato, quando i '90 dovevano ancora iniziare, e l'ho cambiato
solo quando, molti anni dopo, ho cambiato casa e ho avuto a disposizione
una stanza da dedicare alla musica.

Se scegli di usare l'impianto per riprodurre il suono e di cambiare i
dischi per cambiare musica, l'impianto lo cambi ben di rado e solo quando
ha tecnicamente senso.

takayasu...@gmail.com

unread,
May 10, 2017, 4:21:29 AM5/10/17
to
On Wednesday, May 10, 2017 at 9:33:01 AM UTC+2, Denis Sbragion wrote:
> takayasu...@gmail.com wrote in
> news:add51a65-4e44-4f14...@googlegroups.com:
>
> > Ma l'approccio tecnico per l'home non deve essere quello che
> > massimizza il piacere?
>
> ? Questa è una scelta personale. Soprattutto se si parla di "massimizzare
> il piacere" non si può parlare di "approccio tecnico". Nella tua ipotesi
> l'unico strumento tecnico che funziona è la pelle d'oca e se a farti
> venire la pelle d'oca è la radiolona a valvole della nonna, fosse anche
> solo perché ne serbi un caro ricordo, non c'è approccio tecnico che
> tenga.

Ma no, scherzi! Ci sono studi a partire da Beranek che cercano di capire quali sono le caratteristiche delle sale (e del suono prodotto in esse) che rendono piacevole un programma musicale.
Nel post precedente parli di direttività ma le componenti riflesse sono molto importanti per la costruzione di un suono realistico ed il trade off con l'intelleggibilità del messaggio è ovviamente parte del gusto personale.

> Io parlo di riproduzione accurata del suono, ossia di quello che è
> presente nella registrazione, che per me è anche una questione di
> rispetto nei confronti degli artisti. Che questo possa portare alla
> "massimizzazione del piacere" dipende da quanto sia stato bravo
> l'artista.

O l'ingegnere del suono.

> Non so tu, ma io sono capace a malapena di suonare un
> citofono, già col clacson mi trovo in difficoltà, quindi non me la sento
> proprio di modificare quanto prodotto da un artista sperando di
> massimizzare il piacere. In buona sostanza, per mettere i baffi alla
> Gioconda e riuscire a tirare fuori qualcosa che possa essere considerato
> una nuova opera d'arte bisogna essere proprio bravi, e io non lo sono.

Per me vale il metodo "sticazzi". Siccome pagio io e non sono pagato, cerco di ascoltare cosa e come mi piace. La tecnologia è una componente fondamentale del mio intrattenimento e l'approccio tecnologico è quello da cui parto, non fosse altro per la mia formazione.
La track che ascoltiamo è un prodotto industriale, non sempre orientato agli audiofili (ed io mi tengo abbastanza alla larga dalle produzioni orientate agli audiofili, in genere sono meno interessanti dal punto di vista artistico)

> Capisci però che se un disco riprodotto accuratamente non ti piace, ti
> basta cambiare disco, con la ragionevole certezza che stai valutando il
> contenuto del disco, ossia l'opera d'arte, e non l'impianto, ossia
> un'ammasso di metalli e polimeri vari. Se scegli impianti che impongano
> una "impronta sonora" a tutto quello che riproducono, quando il suono
> dell'impianto non ti piace, o magari col tempo ti viene a noia, non ti
> basta cambiare disco, e di solito un impianto fatto e finito costa un
> pochino di più di un disco.

Sono d'accordo con te. Aggiungo pero' che non bisogna essere talebani con la purezza della catena audio. Se con l'impianto da control room, perfetto da 20 a 20kHz +- 2dB un cd che ci interessa suona stridulo, bisogna avere il coraggio di abbassare un pelo gli acuti e godersi il programma musicale. Non lo considero una violenza sul prodotto artistico; lo facciamo col volume, altrimenti dovremmo abolire il controllo dell'attenuazione ed avere nelle tracks l'informazione sul SPL da produrre per avere l'evento originale.

> Non per niente in oltre 30 anni di passione per l'audio, ho avuto solo
> tre impianti, compreso il primo rack "tutt'incluso" regalatomi alle
> medie, che è quello che è durato di meno. Quello dopo era già
> multiamplificato, quando i '90 dovevano ancora iniziare, e l'ho cambiato
> solo quando, molti anni dopo, ho cambiato casa e ho avuto a disposizione
> una stanza da dedicare alla musica.

:-) Io non avrei avuto i soldi per multiamplificare. Pero' come tanti ho giocato in auto e li la multiamplificazione la usavamo tutti.

> Se scegli di usare l'impianto per riprodurre il suono e di cambiare i
> dischi per cambiare musica, l'impianto lo cambi ben di rado e solo quando
> ha tecnicamente senso.

Boh, io preferisco sentire quel che ho voglia di sentire, di sicuro non ascolto quel che l'impianto mi fa scegliere. Se suona bene, meglio ancora.

sandro

unread,
May 10, 2017, 5:02:25 AM5/10/17
to
Il 10/05/2017 08.17, Denis Sbragion ha scritto:
> sandro <coyote...@tiscalinet.it> wrote in
> news:oes616$gdo$1...@gioia.aioe.org:
>
>> https://www.focal.com/en/pro-audio/monitoring-speakers/sm9/monitoring-s
>> peakers/sm9
>>
>> Queste non e' che siano propio bruttissime... basta non guardarle
>> dietro... :P
>
> Si, però, nessun sistema di controllo della direttività. E' un diffusore
> tradizionale, seppure con altoparlanti di qualità e i benefici della
> multiamplificazione. Nell'anno domini 2017 per oltre 6000 Euro la coppia si
> può chiedere un po' di più. JBL ormai mette delle guide d'onda decentemente
> progettate perfino sui suoi monitorini da 300 Euro la coppia.

Non so quanto sia effettivamente utile, ricercare a tutti i costi di
controllare la direttivita' in un nearfield, se non vi sono ragioni
ambientali ben precise.

Faccio un esempio. Le Neumann O-300 hanno delle guide d'onda studiate
per evitare che il suono "sbatta" sulla grande superficie della consolle
sulla quale normalmente le usi e quindi le appoggi, impedendo che la
riflessione che ne altrimenti ne scaturirebbe ti crei problemi (fenomeno
che e' tra le varie ragioni del mio odio personale verso le Genelec
1031...).
L'impegno nel ricercare questa caratteristica che nel pro e' vitale
perche' e' in quel modo particolare che monitor di quel calibro si usano
e quindi sono stati accuratamente studiati, diminuisce un po' di
significato se a casa le metti su stand in aria libera davanti ad un
divano. Lo riacquistano e ti avvantaggi invece di tutta la ricerca che
il costruttore ci ha fatto, se invece te le metti sul desk, piu' o meno
come nella control room.

Insomma, ci sono scelte tecnologiche mutuate dal "pro" che sono
apprezzabilissime anche in ambito domestico perche' riproducono quelle
situazioni ambientali, altre che hanno un peso minore.



sandro

takayasu...@gmail.com

unread,
May 10, 2017, 5:06:08 AM5/10/17
to
On Wednesday, May 10, 2017 at 11:02:25 AM UTC+2, sandro wrote:

> Insomma, ci sono scelte tecnologiche mutuate dal "pro" che sono
> apprezzabilissime anche in ambito domestico perche' riproducono quelle
> situazioni ambientali, altre che hanno un peso minore.

E questo lo scriviamo sulla pietra che mettiamo sul thread, ok?

Lazarus

unread,
May 10, 2017, 5:11:42 AM5/10/17
to
On Wednesday, May 10, 2017 at 10:21:29 AM UTC+2, takayasu...@gmail.com wrote:

> Per me vale il metodo "sticazzi". Siccome pagio io e non sono pagato, cerco di ascoltare cosa e come mi piace.

Il che, estremizzando un po' e cambiando settore, sarebbe come aggiungere un po' di ketchup su un piatto di alta cucina.


>
> Sono d'accordo con te. Aggiungo pero' che non bisogna essere talebani con la purezza della catena audio. Se con l'impianto da control room, perfetto da 20 a 20kHz +- 2dB un cd che ci interessa suona stridulo, bisogna avere il coraggio di abbassare un pelo gli acuti e godersi il programma musicale. Non lo considero una violenza sul prodotto artistico; lo facciamo col volume, altrimenti dovremmo abolire il controllo dell'attenuazione ed avere nelle tracks l'informazione sul SPL da produrre per avere l'evento originale.

Ma un conto e' correggere a posteriori, partendo da una riproduzione fedele, ed un altro e' avere un impianto che la riproduzione fedele non la offre.



L.

sandro

unread,
May 10, 2017, 5:39:11 AM5/10/17
to
Ecco, su questa ultima affermazione confesso tutta la mia
schizofrenia... vado a spolverare le mie care (vecchie, porelle), Martin
Logan... la mia "radiolina a valvole" personale, come direbbe Denis...
ma non e' stata colpa mia (cit.) me le sono ritrovate a casa mia
insaputa (cit.) l'ho sentite, ho detto "belle", e stica...


Questo discorso mi ricorda un giorno, in cui chiesi ad un collega (lui
musicista, io tecnico audio, due "orecchie" da scuole diverse) di
provare una cuffia. A fine giornata mi restituisce il dispositivo con un
commento degno tanto di nota quanto di rispetto, nei confronti del
lavoro che facciamo: "bella, ma non ci serve, perche' qua dentro si
sente bene tutto, pure la merda..."

Ora, se devo consigliare ad un fonico una cuffia per fare un mix, questa
sara' l'ultima che mi verra' in mente di segnalare, a meno di un chiaro
avvertimento.
Ma se devo consigliare una cuffia ad un amico per l'ascolto distratto
degli MP3, potrebbe essere tra le prime della lista.
Eppure si tratta dello stesso oggetto, definibile senza ombra di dubbi
prodotto "pro".

Nel tempo a seguire, quella cuffia e' poi diventata per una serie di
caratteristiche (comodita', robustezza e isolamento, in ordine di
importanza), da due stagioni la mia fedele compagna di lavoro, ma ho
dovuto imparare a conoscere il "pericolo della toppa", sempre in agguato.


Per la cronaca, si tratta di una Shure SRH-840, presentata dal
costruttore con la didascalia: "Fiore all’occhiello della gamma di
cuffie di Shure, questa cuffia è stata accuratamente progettata per
l’ascolto critico, il monitoraggio e la registrazione professionale".
Non c'e' scritto che e' buona per il mastering... non a caso...?

:D



sandro

sandro

unread,
May 10, 2017, 6:16:35 AM5/10/17
to
Il 10/05/2017 10.21, takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Wednesday, May 10, 2017 at 9:33:01 AM UTC+2, Denis Sbragion
> wrote:
>> takayasu...@gmail.com wrote in
>> news:add51a65-4e44-4f14...@googlegroups.com:
>>
>>> Ma l'approccio tecnico per l'home non deve essere quello che
>>> massimizza il piacere?
>>
>> ? Questa è una scelta personale. Soprattutto se si parla di
>> "massimizzare il piacere" non si può parlare di "approccio
>> tecnico". Nella tua ipotesi l'unico strumento tecnico che funziona
>> è la pelle d'oca e se a farti venire la pelle d'oca è la radiolona
>> a valvole della nonna, fosse anche solo perché ne serbi un caro
>> ricordo, non c'è approccio tecnico che tenga.
>
> Ma no, scherzi! Ci sono studi a partire da Beranek che cercano di
> capire quali sono le caratteristiche delle sale (e del suono prodotto
> in esse) che rendono piacevole un programma musicale. Nel post
> precedente parli di direttività ma le componenti riflesse sono molto
> importanti per la costruzione di un suono realistico ed il trade off
> con l'intelleggibilità del messaggio è ovviamente parte del gusto
> personale.

Si ma... si intendono discorsi validi se riferiti ad ambienti
perfettamente controllati sotto ogni profilo, dalla riproduzione sonora
alla struttura architettonica.

Quando si affaccia una domanda vulgaris sul NG, al primo impatto non si
puo' immaginare se hai a che fare con Alan Parsons a cui non devi
spiegare nulla del suono, o con Renzo Piano a cui non devi spiegare
nulla sulle sale da concerto.


Tirando corto, invece, ribadisco che la soluzione streamer+monitor
attivi e' una rasoiata all'alternativa rappresentata da un labirinto di
possibilita' da cui escono fuori solo appassionati che si mettono a
studiare ogni dettaglio. Mentre al 99% l'ascoltatore viandante sara'
contento della risoluzione come un bambino al LunaPark, di questo ne ho
esperienza.


>> Io parlo di riproduzione accurata del suono, ossia di quello che è
>> presente nella registrazione, che per me è anche una questione di
>> rispetto nei confronti degli artisti. Che questo possa portare
>> alla "massimizzazione del piacere" dipende da quanto sia stato
>> bravo l'artista.
>
> O l'ingegnere del suono.

Sempre a parlar male dei poveri tecnici... :(


>> Non so tu, ma io sono capace a malapena di suonare un citofono, già
>> col clacson mi trovo in difficoltà, quindi non me la sento proprio
>> di modificare quanto prodotto da un artista sperando di
>> massimizzare il piacere. In buona sostanza, per mettere i baffi
>> alla Gioconda e riuscire a tirare fuori qualcosa che possa essere
>> considerato una nuova opera d'arte bisogna essere proprio bravi, e
>> io non lo sono.
>
> Per me vale il metodo "sticazzi". Siccome pagio io e non sono pagato,
> cerco di ascoltare cosa e come mi piace. La tecnologia è una
> componente fondamentale del mio intrattenimento e l'approccio
> tecnologico è quello da cui parto, non fosse altro per la mia
> formazione. La track che ascoltiamo è un prodotto industriale, non
> sempre orientato agli audiofili (ed io mi tengo abbastanza alla larga
> dalle produzioni orientate agli audiofili, in genere sono meno
> interessanti dal punto di vista artistico)

Ma tu, da quel che si intende, sembri avere il toolkit per sbrogliarti
in autonomia dalle tue problematiche.
Per altri, e sono l'enorme maggioranza, la fruizione musicale e' una
esperienza del tutto estemporanea e distratta.

Ciononostante, sono d'accordo sia nello "sticazzi", sia nel fatto che la
roba audiofila alla fine so' "dupalle".
Ma e' un fatto soggettivo, perche' bisogna avere la consapevolezza della
visione totale...


>> Capisci però che se un disco riprodotto accuratamente non ti piace,
>> ti basta cambiare disco, con la ragionevole certezza che stai
>> valutando il contenuto del disco, ossia l'opera d'arte, e non
>> l'impianto, ossia un'ammasso di metalli e polimeri vari. Se scegli
>> impianti che impongano una "impronta sonora" a tutto quello che
>> riproducono, quando il suono dell'impianto non ti piace, o magari
>> col tempo ti viene a noia, non ti basta cambiare disco, e di solito
>> un impianto fatto e finito costa un pochino di più di un disco.
>
> Sono d'accordo con te. Aggiungo pero' che non bisogna essere talebani
> con la purezza della catena audio. Se con l'impianto da control room,
> perfetto da 20 a 20kHz +- 2dB un cd che ci interessa suona stridulo,
> bisogna avere il coraggio di abbassare un pelo gli acuti e godersi il
> programma musicale. Non lo considero una violenza sul prodotto
> artistico; lo facciamo col volume, altrimenti dovremmo abolire il
> controllo dell'attenuazione ed avere nelle tracks l'informazione sul
> SPL da produrre per avere l'evento originale.

Nelle sale dove si mixano i doppiaggi cine, c'e' un apparecchio con una
manopola grossa come la manovella di una valvola idraulica, tarato, solo
per questa funzione, ed e' cosi' proprio come dici: se un ispettore
"Dolby" ti becca a lavorare col volume sbagliato ti strappa la licenza...



sandro

Denis Sbragion

unread,
May 10, 2017, 6:35:01 AM5/10/17
to
takayasu...@gmail.com wrote in
news:59fa06fc-e742-4c14...@googlegroups.com:

> Ma no, scherzi! Ci sono studi a partire da Beranek che cercano di
> capire quali sono le caratteristiche delle sale (e del suono prodotto
> in esse) che rendono piacevole un programma musicale.

Ci sono anche studi su come disincastrarsi il pippo a seguito di una
cerniera chiusa frettolosamente, ma ciò non vuol dire che sia buona cosa
chiudere le cerniere frettolosamente.

Comunque mi confermi che fin'ora abbiamo parlato del nulla. Entrambi a
discettare del gusto più raffinato, ma io stavo parlando di mele e tu di
pere.

> Nel post
> precedente parli di direttività ma le componenti riflesse sono molto
> importanti per la costruzione di un suono realistico ed il trade off
> con l'intelleggibilità del messaggio è ovviamente parte del gusto
> personale.

Guarda, se vuoi aprire il tema ce n'è da dicustere per giorni, ma finché
parliamo uno di mele e l'altro di pere non serve a un gran ché.

> O l'ingegnere del suono.

Un artista che non sa scegliersi un bravo ingegnere del suono non è un
bravo artista. Sarebbe il caso che evitasse di fare dischi, limitandosi
alle esecuzioni dal vivo. O tu pensi che un pianista che prenda a caso un
pianoforte con un suono orribile e scordato sia un buon pianista? O un
direttore d'orchestra che scelga a caso orchestrali incapaci sia un buon
direttore?

> Per me vale il metodo "sticazzi". Siccome pagio io e non sono pagato,
> cerco di ascoltare cosa e come mi piace. La tecnologia è una
...

Quindi, ribadisco, stiamo parlando uno di mele e uno di pere. La
discussione non può portare a nulla.

> Sono d'accordo con te. Aggiungo pero' che non bisogna essere talebani
> con la purezza della catena audio. Se con l'impianto da control room,
> perfetto da 20 a 20kHz +- 2dB un cd che ci interessa suona stridulo,
> bisogna avere il coraggio di abbassare un pelo gli acuti e godersi il
> programma musicale. Non lo considero una violenza sul prodotto

Se invece quel suono stridulo fosse esattamente una scelta dell'artista,
che voleva ottenere esattamente quell'effetto, tu chi sei per decidere
diversamente? Tu te la sentiresti di mettere i baffi alla Gioconda? Se te
la senti, buon per te, io proprio no. Gentilmente, però, fallo su una
copia, l'originale vorrei tenermelo così com'è.

(Il discorso risposta piatta 20Hz-20kHz è un discorso lungo. Per come la
si intende di solito non è affatto piatta, ma è tipicamente crescente, in
quanto in presenza di campo riverberato una semplice media a frazioni di
ottava è semplicemente una procedura sbagliata. Altro discorso lungo che
ha senso fare solo se ti sta a cuore l'accuratezza della riproduzione del
suono, altrimenti scegliti la risposta che più ti piace e contenti
tutti.)

> artistico; lo facciamo col volume, altrimenti dovremmo abolire il
> controllo dell'attenuazione ed avere nelle tracks l'informazione sul
> SPL da produrre per avere l'evento originale.

Infatti avere nel disco, nelle note di copertina, da qualche parte, i
livelli di riferimento a cui ascoltare sarebbe un'ottima cosa. Ma la
soluzione a questo problema non è fregarsene anche di tutto il resto, è
aggiungere i livelli di riferimento nelle note di copertina.

Hanno definito dei livelli di riferimento nel video, nel tanto deprecato
om-tiater, ancora non ci sono riusciti nell'audio. Piuttosto triste. Nel
frattempo si cerca di tirare ad indovinare in modo sensato. Quali siano i
livelli tipici di uno strumento solista, una piccola orchestra barocca o
una grande sinfonica bene o male si sanno. Con un po' di abilità e un
impianto accurato si riesce a beccare i livelli giusti anche ad orecchio,
stando attenti al rapporto con il campo riverberato. Più difficile per la
musica creata in studio, ma tant'è, finché non fanno uno standard di
questo ci si deve accontentare.

>:-) Io non avrei avuto i soldi per multiamplificare. Pero' come tanti
>:ho giocato in auto e li la multiamplificazione la usavamo tutti.

Vuoi che ti racconti quanto costava il mio secondo impianto? Pre,
crossover e sub autocostruiti, finali comprati usati, l'unico componente
nuovo erano i diffusori principali, pagati 800 KLire. Tutto compreso non
credo si arrivasse a 1.5 MLire. Fai i debiti rapporti e vedrai che siamo
sempre dalle parti di un moderno monitor da studio + sub, tutto compreso.
Siamo sempre lì, non è che sia cambiato tanto.

> Boh, io preferisco sentire quel che ho voglia di sentire, di sicuro
> non ascolto quel che l'impianto mi fa scegliere. Se suona bene, meglio
> ancora.

Ma lo senti previa rielaborazione, presumibilmente di caratteristiche
ignote, da parte del tuo impianto. Un po' come andare a vedersi un quadro
con degli occhiali colorati con colore scelto arbitrariamente da
procedure al limite del casuale. Per carità, se ti piace, nulla quaestio,
ma almeno chiamiamo le cose con il loro nome. Spero però che tu capisca
che in questo modo rischi seriamente di perderti quanto hanno veramente
creato gli artisti.

Io non sono Van Gogh, non penso minimamente di saper scegliere il
"filtro" giusto per poter vedere un quadro meglio di come lo abbia
pensato e dipinto l'autore. Quindi o vado al Musée d'Orsay a vedermi gli
originali o, se proprio devo accontentarmi di una stampa, vorrei che
avesse le stesse dimensioni dell'originale e fosse stampata con
apparecchiature allo stato dell'arte calibrate per riprodurre al meglio i
colori dell'originale.

Non sarà mai come essere al Musée d'Orsay, che ti sembra che Van Gogh
redivivo possa assalirti alle spalle da un momento all'altro, malgrado il
casino di gente in giro nelle sale, ma almeno ci si avvicina per quanto
tecnicamente possibile.
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