Il 02/05/2017 09.26,
takayasu...@gmail.com ha scritto:
> On Tuesday, May 2, 2017 at 1:14:18 AM UTC+2, sandro wrote:
>
>>> Boh, secondo me sono scelte di make or buy.
>>
>> E che altro, senno'... ma sia che il brand realizzi internamente,
>> sia che si approvvigioni all'esterno, la faccenda non cambia di una
>> virgola. Che ti frega di sapere chi e' il progettista e/o
>> costruttore ultimo del modulo, o del singolo componente discreto?
>> Tu utente ti riferisci al brand, che garantisce per il tutto.
>
> Ok, il cerchio si chiude. Quando un marchio afferma di aver fatto
> "l'ottimizzazione" tra ampli ed altoparlanti ci fidiamo di piu' di
> Adam Audio che non di (per esempio) Audio Note.
Cioe'...?
>>> A volte conviene commercialmente avere "il proprio" ampli a volte
>>> no.
>>
>> Si ma all'utente interessa che suoni bene, non che sia di casa
>> madre per forza. A volte puo' invece convenire commercialmente che
>> sfoggi un modulo, componente interno, brandizzato da un blasone,
>> apposta.
>
> Sospetto che al pro interessino un sacco di cose sulle operazioni con
> quel device, indipendentemente dal suono e dal progetto.
Tutte le cose che una volta interessavano al "pro" si stanno pian piano
livellando su una sola cosa...
Le connessioni sono multipolari, generalmente affidate ai Neutrik
Speakon da 4 o 8 vie... per mandare la linea dei bassi su quella dei
medioalti devi violentare il connettore...
La discussione "attivo vs passivo", per le tendenze attuali, diventa
sempre piu' inutile: la questione e' che oramai i monitor, fin dai
piccoli "stage" fino ai piu' grandi line array, incorporano ampli, DSP,
driver.
E' un tutt'uno controllabile a distanza, punto.
L'alternativa di cercare sul mercato combinazioni di DSP, amplificatori
e monitor passivi che poi dovresti accoppiare dedicandogli un tempo
incalcolabile (nel senso, difficilimente stimabile), per poi trovarti
con un parco di apparecchiature talmente eterogeneo che se hai un guasto
in un distretto si verifica uno sconquasso, e' una alternativa che fa
tremare le vene dei polsi.
Ti infili per fiere, ti vai a sentire un line array, se ti piace te lo
prendi, senno' no. Una volta scelto, e' un pacchetto completo.
Se si rompe un modulo, cambi quello.
Se c'e' un modulo da aggiornare, aggiorni quello.
Se arriva un accessorio successivo, prendi l'accessorio.
In realta', alla fine la scelta la fai sul sistema-costruttore, piu' che
sul singolo apparecchio. Senno' vai al manicomio con le assistenze.
Ma ci stiamo allontanando dalle considerazioni che hanno fatto partire
la discussione, perche' il pro non e' il domestico, con due linee di
strategie (e budget) diversi.
>> Ti scontri pero' col problema irrisolvibile che se devi trasmettere
>> grandi potenze su lunghe tratte non ti basta tutto il rame del
>> pianeta...
>
> Dato che il rendimento è inferiore al 100% quelle potenze devono
> arrivare in termine di tensione e corrente di alimentazione :-)
Anche se metti l'amplificazione sotto il palco, comunque le linee di
potenza saranno molto piu' lunghe (e pure interrotte da inevitabili
connessioni), di quei pochi decimetri che invece percorrono i conduttori
all'interno delle enclosure dei monitor attivi, tra la scheda dell'ampli
e i terminali delle bobine sui cestelli dei driver... il confronto e'
implacabile.
Il fatto che esistano amplificatori da decine di kW e quindi hai tanto
margine, non e' una buona ragione per dissipare una quota di potenza
solo per riscaldare i cavi.
Cosa peraltro a cui alcuni sono disposti...
>>>> E' altrettanto chiaro pero' che difficilmente, nei particolari,
>>>> le circuitazioni saranno tutte cloni di se' stesse.
>>>
>>> Boh, sono ampli audio... il fattore piu' caratterizzante e' la
>>> potenza, no?
>>
>> E' il dato di targa principale, come lo e' per le auto... ma
>> poi...? Vale anche sapere tutto il resto.
>
> In queste righe stiamo parlando dei criteri di progetto di
> amplificatori per diffusori attivi e differenze tra le circuitazioni
> degli ampli usati sulla stessa linea di prodotto.
Dello stesso marchio, intendi...?
>>>> Questa e' una legge valida per ogni ambito, talmente sui
>>>> generis che non entra nemmeno, nella discussione.
>>>
>>> Ci entra si. L'hifi domestico di cui discutiamo non e' un genere
>>> merceologico pro o consumers. e' lusso. ed ha le sue regole,
>>> strambe quanto vuoi, ma sono regole.
>>
>> Per qualsiasi ambito, la particolarita' del prodotto, le sue
>> qualita' ne determinano la fortuna o meno. Anche il lusso, puo'
>> essere "implementato bene" o meno. A maggior ragione... O non ti
>> spieghi su questo passaggio, oppure non ti seguo.
>
> Non sempre l'appassionato cerca la miglior implementazione, pensa a
> chi colleziona ampli a valvole o apparecchi vintage. Sono passioni,
> non lavoro. Se nel prossimo weekend con un bel sole primaverile ti
> proponessero in comodato gratuito una Morgan o una Golf GTI,
> sceglieresti l'auto tecnologicamante piu' avanzata e meglio
> costruita?
Qui sfondi una porta aperta... odio la tecnologia in auto, da quando
questo significa decine di centraline elettroniche che decidono in
autonomia come l'auto deve comportarsi...
>>>>> Io ci leggo che prima di tutto il diffusore deve essere
>>>>> attivo. Cosa che non è affatto vera.
>>>>
>>>> Non e' matematicamente vera, ma piu' passa il tempo e piu'
>>>> l'empiricita' si sta avvicinando alla "regola". Complice anche
>>>> la metamorfosi che ha subito il sistema audio domestico,
>>>> tipico, che e' passato dal prevere un rack di apparecchiature
>>>> di varia natura a praticamente un solo riproduttore streamer
>>>> (music server, USB DAC, o altri robi simili) collegato a
>>>> monitor amplificati. Di fatto, due soli tipi di apparecchio.
>>>
>>> Boh, riflettevo ad unificare audio e ht.
>>
>> E' fattibile, ma il costo e' notevole, per avere un impianto HT
>> bensuonante cosi' come si pretende, in genere, da quello musicale.
>
> Nessuno dice che la qualità HT debba bilanciare quella stereo.
Su IHHF di cosa vuoi discutere...?
Se l'intenzione e' avere un surround vulgaris, ci sono sistemini a
partiere da cento euri... suonano pure quelli, eh...
> Integrare significa avere un solo sistema, che usi per i canali
> anteriori delle casse e degli amplificatori con un buon suono in
> stereo, che usi le stesse sorgenti per fare streaming di audio e
> video e che estenda la parte 5.1 o 7.1 con i componenti necessari
> alla fruizione di un home cinema.
Ok.
Dobbiamo solo metterci d'accordo sulla parola "buon" attaccata a quella
"suono".
E quando si ha a che fare con l'HT le due robe non sono per niente
accoppiate in maniera scontata.
>>> Usare in casa dei monitor attivi per i canali effetti e' una
>>> bella rogna: occorre fare arrivare alimentazione e segnale invece
>>> di una piccola piattina. in questo caso (che non e' una nicchia
>>> come gli studi di registrazione) trovo il monitor attivo piu'
>>> scomodo. inoltre un ampli multicanale pure buono lo trovi a poco
>>> su ebay.
>>
>> Su questo non ci piove. Peraltro, conosco gente che ha a casa un
>> multicanale con monitor attivi. Dipende dalla situazione
>> domestica...
>
> Certo, io mi riferivo alle "comodità" del mondo pro rispetto a quelle
> domestiche: le condizioni d'uso sono diverse, tocca sapere che si
> compra. Io ch enon ho le canaline al posto giusto faccio bene ad
> usare monitor passivi, no? :-)
Lo faccio anche io, ma piu' perche' me li sono ritrovati (hanno piu' di
vent'anni) che altro.
Se dovessi partire ora, da zero, farei altre scelte. E' per questo, che
a chi si trova in tale condizione, si affaccia e chiede, gli rispondo
che... ;)
>>>> Quel che va paragonato pero', e' il budget. Provocazione: E'
>>>> vero che Beheringer si trova in uno dei scaffali piu' bassi
>>>> del "supermercato della qualita'" di tutta la produzione
>>>> mondiale di audiovisivo. Ma tu provaci, ad aggiudicarti
>>>> ampli+monitor passivi di qualsiasi marca, con il denaro
>>>> sufficiente a compare una coppia di Truth 2031A, e a rendere
>>>> musica come quelle due scatole per scarpe: 350euri spediti a
>>>> casa... che cosa ci prendi? Fa' un paio di nomi, se ci riesci.
>>>
>>> Mai sentite, quindi non posso risponderti. mi pare di aver letto
>>> che fossero un clone di un modello genelec e pure ben riuscito,
>>> una piccola eccezione in quel catalogo.
>>
>> Esattamente, della Genelec 1031A Hanno praticamente clonato anche
>> il nome...
>
> a sto punto cerchiamo su alibaba...
Cosa? Il clone della Genelec piu' sopravvalutata del pianeta...? :D
>>> Nel passivo avevo sentito le piccole Q Acoustics, che si
>>> difendevano bene. Attaccale ad un entry level da supermercato con
>>> un po' di pedigree come un Onkyo e secondo me qualcosa tiran
>>> fuori. Poi sicuramente nell'attivo andrei a cercare delle tannoy
>>> reveal, delle krk, delle adamine usate.
>>
>> Sicuramente una Rokit vulgaris da 8" suona molto meglio delle Truth
>> 2031, ma costano anche di piu'. La mia provocazione voleva proprio
>> portarti a considerare che addirittura la robaccia Behringer ti
>> puo' far riflettere se davvero hai ancora bisogno di
>> ampli+monitor...
>
> Ok, io un esempio l'ho fatto. sei sicuro al 100% che il monitor
> Behringer è meglio? E pure gli altri modelli della serie?
Scordatelo. Ti ripeto che e' utile solo a porti la questione.
Poi devi scegliere altro, se vuoi sentire bene la musica, e' ovvio...
Behringere e' un marchio che lavora in economia, e fa miracoli per quel
che costa. Ma c'e' molto di meglio per quanto c'e' poco di peggio.
>>>> Se poi il sistema sia di qualita' o meno, piu' che dalla
>>>> filosofia costruttiva dipende da quanto hai scelto bene il
>>>> music server e i monitor tra i prodotti sul mercato (cosi' come
>>>> era il vecchio rack audio). E' suffiente collegare un DAC
>>>> d'annata come un Wadia "121" ad una coppia di monitor attivi
>>>> dotati di una certa energia come i Dynaudio "Air15", per
>>>> bastonare in maniera implacabile sistemi audio da quintali di
>>>> peso e decine di migliaia di euri...
>>>
>>> secondo me pure i dac d'annata si prendono bastonate, specie se
>>> pensiamo a quanto costava quella roba li da nuova. sono meno
>>> sicuro che ampli tipo mcintosh, bryston, gli stasis di pass si
>>> facciano dare la paga facilmente dagli ICE che piazzano nei
>>> diffusori attivi.
>>
>> Il 121 e' ancora in produzione... e no, non credo proprio che lo
>> Stasis che ho nel mobile si faccia fare i giri attorno, da un ICE
>> qualsiasi. Questi moduli switching fanno tante belle cose, suonano
>> forte, suonano tanto, hanno dinamica, consumano poco, non si
>> surriscaldano (invidio particolarmente quest'ultimo aspetto...).
>
> E li usano pure dentro ampli "hi-end" camuffati da un bel chassis
> lucente.
>
>> Pero' il "bel suono" gli sta ancora lontano...
>
> Eh, ma allora sta storia che "attivo" è di sicuro meglio...
Hai tratto una conlusione troppo affrettata, mancante di un dato: chi ha
detto, che i monitor attivi sono tutti switching...?
Meyer Sound, ad esempio, usa amplificazione a mosfet in A/B. Guarda
caso, e' tra la roba migliore del pianeta.
Ma e' un caso, davvero...?
Mh...
>>>> Quello che e' sicuro, e' che le cose sono leggermente cambiate
>>>> in termini di impegno per raggiungere l'ascolto ottimale
>>>> perche' una volta, per sentir bene un vinile, dovevi azzeccare
>>>> non solo la sequenza di marche e modelli di dispositivi giusti,
>>>> ma anche l'allineamento elettrico (e meccanico) di: - testina -
>>>> braccio - giradischi - preamplificatore - finale - monitor
>>>>
>>>> Ora non devi fare una ceppa, solo procurarti due cavi
>>>> bilanciati per collegare il DAC ai monitor attivi, e (se
>>>> proprio vuoi farlo) configurare un setup dal DSP dei monitor
>>>> per la correzione ambientale. Che alcuni fanno anche da se',
>>>> col microfono esterno.
>>>
>>> Questa e' una bella novita'. Delle misure digitali in condizioni
>>> non anecoiche ne leggevo sulle pubblicazioni della aes quasi 30
>>> anni fa, ora ne abbiamo l'implementazione embedded nei sintoampli
>>> da pochi euro.
>>
>> Oramai anche un HT da 500euri ha il suo RTA... che poi lo usino
>> meno persone di quelle che non evadono il fisco, e' un altro
>> affare...
>
> Il progresso è fare in modo che questo non sia necessario. Magari in
> futuro ci penserà Alexa o Google Home.
Che sceglieranno anche cosa devi sentire...
>>>> Nostalgia a parte di leccarti i vinili uno per uno (cosa che
>>>> personalmente ancora faccio), ma tu hai idea di che
>>>> miglioramento qualitativo e che semplificazione, ci sono
>>>> stati...?
>>>
>>>
>>> si, ma questo va oltre a "se e' un monitor attivo allora e'
>>> buono" o "se e' pro allora compra ad occhi (orecchie) chiuse".
>>
>> Le affermazioni definitive, totalitarie, non hanno alcun senso.
>
> E questo sta alla base della mia prima reply in questo thread.
Che e' anche condivisibile.
Ma quando si suggerisce l'uso di due monitor attivi, si indica solo un
"sistema", un po' come a scegliere tra benzina o diesel.
Poi, se ti prendi il SUV, piuttosto che la berlina, o il coupe' con
cappottina piuttosto che la familiare, un 3k biturbo o un 900 tre
cilindri, e' un'altra questione e attiene al tuo budget e alle tue esigenze.
Certo, ci sono condizioni limite per cui la combinazione e' mal
consigliabile. Ad esempio, il diesel cozza con l'auto sportiva cosi'
come il benzina col SUV... Ma l'importante e' che sai che c'e' il
benzina e il diesel, e non solo uno dei due.
In sostanza, e vorrei arrivare ad una conclusione, quando suggerisco uno
streamer e due monitor attivi, lo faccio ponendo a chi sta scegliendo un
nuovo impianto sulla base di una visione classica, una alternativa che
oggi non solo e' possibile (10 anni fa non lo era, ad esempio, e ogni
nuovo modello culturale ha bisogno del suo tempo), ma addirittura
conveniente.
Tornando all'esempio automobilistico, e' come quando arrivarono i diesel
turbo e MJ di nuova generazione. Prima, c'erano le auto a benzina eppoi
solo camion & trattori... ad un certo punto s'e' potuto scegliere anche
per una piccola auto un nuovo tipo di motore... o avresti mai suggerito
un diesel per l'uso cittadino, a meta' anni settanta...? :D
Il monitor attivo e' conveniente perche' il risultato sonoro e' del
tutto ricercabile, dal suono vulgaris di una robaccia tipo le Behringer
2031A, arrivando fino ad altissimi livelli (basta avere denaro
sufficiente per le Meyer Sound X-10), ma anche perche' l'impianto
classico composto da molti apparecchi viene sostituito da due soli: lo
streamer e i monitor.
Tanto, tra qualche anno ci arriveremo tutti... perche' il terminale di
gestione sara' (ancora una volta) stocazzo di smartphone...
Tutto qui.
sandro