Il giorno martedì 16 dicembre 2014 09:44:23 UTC+1, Erg Frast (lab) ha scritto:
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rossigi...@gmail.com> ha scritto nel messaggio
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> > Basta prendere un amplificatore potente, casse dinamiche con altoparlanti
> > belli grandi, ed ecco ottenuto il massimo.
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> Una volta tanto dici cose quasi sensate.
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Sta attento che ora ti spiego un'altra cosa sensata:))
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>Sono due mondi lontani quello della musica acustica e di quella amplificata.
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Abbiamo TRE tipi di registrazioni:
1. Registrazione dell'ambiente: per es. orchestra sinfonica, ovvero i microfoni sono appena due (stereo) e registrano l'intero ambiente con reverbero ecc ecc.
2. Registrazione dello strumento acustico: per es. il microfono a pochi cm da un violino o dal tamburo della batteria. Per questo motivo un piano solo o un quartetto d'archi si sente meglio dell'orchestra sinfonica.
3. Registrazione di fonti amplificate. Qui però ATTENZIONE, che l'impianto deve essere in grado di riprodurre quella amplificazione. Per es. se tu sul palco hai un basso elettrico o una chitarra elettrica con data potenza, ecco che l'impianto deve restituire quella potenza, dinamica e timbrica.
I casi 2 e 3 sono quelli migliori. Infatti o ascolti una tastiera elettronica o un piano solo, non cambia nulla in termini di qualità della registrazione.
I casi 2 e 3 sono quelli che hanno resto famoso l'hi Fi di massa, quello di livello basso e medio insomma. AL punto che le masterizzazioni venivano fatte e vengono fatte tenendo conto di questo target.
Quindi, ATTENZIONE, non si tratta solo di musica rock ma anche di musica da camera, strumento solista, jazz.
Il problema rimane ovviamente la registrazione dell'ambiente.
Registriamo il suono della intera sala o il suono di ogni singolo strumento e voce dell'orchestra sinfonica?
Nel secondo caso la registrazione bypassa l'ambiente. Ma per es. un canto gregoriano può essere registrato piazzando un singolo microfono per ogni cantante? Che fine fa l'ambiente così importante per il canto gregoriano?
In questo senso amplificatore, casse, dac ecc, devono avere una sensibilità notevole perché si tratta di amplificare echi, strumenti acustici con microfoni in lontananza ecc.
A mio parere l'Hi End esiste solo quando si piazza il microfono a pochi centimetri dallo strumento o dalla voce. CIoè bypassando l'ambiente. Quindi prendi gli altoparlanti li metti nell'ambiente REALE (cioè dove ascolti tu) e riproduci quei pochi strumenti ben registrati.
Solo così si ottiene l'Hi End, cioè dal virtuale si passa al reale.
Per il rock, con impianti di elevata potenza e ottima dinamica questo è facile da ottenere.
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>L'idea di alta fedeltà presuppone l'esistenza di un originale sonoro da
> riprodurre fedelmente: nel caso della musica acustica questo originale
> sonoro è ben tangibile, ma nella musica amplificata a rigore non c'è.
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Invece c'è. Tuttavia quando si andò ad amplificare anche la batteria, la tromba e la voce del cantante, ecco che di fatto tutto veniva amplificato.
Spesso l'originale sonoro è un MIX. Trovi nel quartetto jazz la batteria amplificata ma di poco mentre il sax di molto. Quindi si ottiene un mix tra suoni reali (percussioni) e suoni amplificati (percussioni amplificate).
Chi suona o chi ascolta a pochi metri, sente sia la parte acustica (della batteria per es.) che quella amplificata.
Ma non è tutto.
QUANTI strumenti è in grado di gestire un impianto di elevata qualità?
Se uso CENTO microfoni, davvero dalle casse vengono fuori i cento strumenti dell'orchestra sinfonica?
Quindi un altro elemento è la quantità degli strumenti, quindi si crea un problema di timbrica dove le membrane vibrano dovendo riprodurre più generi di strumenti. I passi avanti con i diversi altoparlanti, dimensioni e crossover sono stati fantastici bisogna fare di più.
Secondo me bisogna RIVOLUZIONARE il mondo della registrazione sinfonica.
Proporre quindi almeno 50 altoparlanti di piccola grandezza da disporre nell'ambiente e in questi 50 CANALI far entrare ogni strumento (o gruppo di strumenti) dell'orchestra sinfonica.
Una cosa del genere è costosissima e però può trovare mercato nei CINEMA, nelle attuali multisale. Già oggi si fanno programmi dove ci si collega via satellite con un teatro e si segue un'opera in diretta.
http://www.cinematiberio.it/opera-live/
La tecnologia c'è ma è sempre un problema di mercato.