Grazie
Ciao
--
Posted from amemail.mondadori.it [193.42.170.12]
via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Ciao, Daniele
<drl...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:MCtr5.19212$Wi7.2...@news.infostrada.it...
Riguardo al se valga la pena....secondo me no! Le varie ECC81,82,83,88 ormai
sono state cucinate in tutte le salse, sentite e strasentite, impiegate nei
modi più disparati. Secondo me vale la pena provare con valvole tipo 6SN7
(anche se non sono una novità) o tentare altre strade: io sto sperimentando
altre strade: le 6DR7 che sono doppi triodi a sezioni diseguali impiegate
nei televisori, una vera chicca, uno stadio ad alto guadagno utile come
stadio di ingresso accoppiato in continua allo stadio successivo a basso
guadagno come sfasatore a carico bilanciato (cosa possibile data la
linearità dello stadio: sull'anodo e sul catodo bastano 8 KOhm e va
benissimo per pilotare sia triodi a RD (usandola in uscita catodica) che
pentodi in push-pull (con il succitato sfasatore). Un interessantissimo
articolo circa le 6DR7 si trova ul numero 197 di AudioReview.
Sarebbe interessante anche un pre che usi ingresso pentodi di segnale come
le 6SJ7 ma, purtroppo, oggi, i progettisti che danno del "tu" ai pentodi di
segnale sono in via di estinzione. I pentodi di segnale vanno bene come
pilota per i triodi a R.D. per il fenomeno della compensazione della
distorsione armonica ma anche in un pre hanno il loro interesse.
Spassionatamente devo dirti che comunque, fare un pre con le ECC83, ti costa
poco e ti diverti e questa è una tappa obbligata per chi inizia.
Saluti, Daniele.
ec...@libero.it (guarda caso!)
P.S. Non è che a volte sono un po'prolisso??.......(-:
Daniele Sacchi wrote:
> poi hanno le
> placche lunghe (LP sta appunto per Long Plate) che migliorano e rendono più
> stabile l'assorbimento degli elettroni con conseguente diminuzione del
> soffio
??? me la spieghi?
> e poi hanno i filamenti a spirale (S appunto "Spiral") che
> diminuiscono l'humming utilizzando l'alternata per i filamenti
??? Anche questo meriterebbe una spiegazione.
> La ECC82 guadagna di meno e, molto spesso,
> può essere sostituita alla ECC83 senza operare modifiche sui componenti
> passivi; cambia leggermente il punto di lavoro dello stadio successivo
> (ovvio diminuendo l'ampiezza del segnale applicato alla griglia) ma,
Se cambiando l'ampiezza del segnale cambia il punto di lavoro, vuol dire
che lo stadio e` fuori linearita`.
> sperimentando, non ho avuto ancora modo di notare cambiamenti critici per
> questo fatto. Il suono, operata la sostituzione, risulta meno aspro, più
> morbido e anche il rumore di fondo è molto attenuato (diminuendo il
> guadagno.....)
Non sempre riducendo il guadagno si riduce il rumore (anzi spesso e`
giusto il contrario). Bisogna anche guardare le caratteristiche di
rumore del tubo (le densita` spettrali), non solo il guadagno.
> Per un pre solo linea puoi supporre 500 mV di ingresso e tra 1,5 e 2 V di
> uscita. Essendo poi la ECC83 un doppio triodo, puoi usare una sola valvola
> per fare un pre stereo. (In linea di massima è meglio evitare di fare due
> stadi in cascata tra le due sezioni stessa valvola per evitare i problemi di
> capacità interelemento).
Avrei detto il contrario: usando le due sezioni per i due segnali hai
diafonia intercanale.
Ciao
Franco
Confrontando vari schemi e sentendo diverse campane ho notato che parecchi
preferiscono usare una singola ECC83 per canale piuttosto che una per
entrambi.
Ieri ,girando a destra e a manca per la rete, ho trovato un semplice schema
di pre con ECC83 e usava una ECC per canale con un semplice condensatore da
0,47 uf di interstadio.
Guardando anche altri layout circuitali sembra che la soluzione del
condensatore sia la più utilizzata e anche la migliore come risultato per
una sezione pre con ECC83.
Non voglio fare l'esperto perchè non lo sono e oltretutto non ho ancora
realizzato il pre in questione, però mi piacerebbe sapere se effettivamente
possa essere una soluzione plausibile e oltretutto se utilizzando una
singola ECC per canale non i eliminano i rumori che possono derivare da
migrazioni elettroniche all'interno del doppio triodo quando lo si fà
lavorare in stereo.
Un'altra cosa, tempo fà ho progettato un ampli a JFET che ancora oggi uso
(basandomi su uno schema di una rivista e modificando alcuni parametri del
circuito di alimentazione che era sottodimensionato) .
Nulla di stravolgente , per l'amor di Dio, solo che il suono è molto caldo e
mi dà molte soddisfazioni.
Sarebbe possibile secondo voi, avrebbe un senso per lo meno, realizzare un
integrato utilizzando siffatto schema a JFET + pre a ECC83 ?
Se è una vaccata gigante ditemi semplicemente "è una vaccata gigante"
Grazie
Fabio
W l'ibrido.
> Grazie
> Fabio
Ciao
Confronta le curve della 12AX7LPS con quelle ad esempio della 12AX7WA: la
prima è molto più lineare a causa della placca lunga e il suono è più
dettagliato, io personalmente la trovo un po' "transistoriale"
>
> > e poi hanno i filamenti a spirale (S appunto "Spiral") che
> > diminuiscono l'humming utilizzando l'alternata per i filamenti
>
> ??? Anche questo meriterebbe una spiegazione.
Anzichè avere i soliti ciuffettini bianchi che spuntano sopra e sotto il
catodo e i fili del filamento che scorrono nel catodo paralleli ad esso,
guardandola non vedi niente e i filamenti sono avvolti in modo tale che le
spire sono perpendicolari al catodo. Ciò che viene evitato mi pare
ovvio..... (-;
>
> > La ECC82 guadagna di meno e, molto spesso,
> > può essere sostituita alla ECC83 senza operare modifiche sui componenti
> > passivi; cambia leggermente il punto di lavoro dello stadio successivo
> > (ovvio diminuendo l'ampiezza del segnale applicato alla griglia) ma,
>
> Se cambiando l'ampiezza del segnale cambia il punto di lavoro, vuol dire
> che lo stadio e` fuori linearita`.
Se uno stadio perde di linearità per un calo di guadagno di questa entità
vuol dire che anche nella sua versione originale lavorava troppo nel
ginocchio della curva, ma se la valvola viene impiegata bene, è facile che
dopo una simile sostituzione si riesca ad essere ancora accettabilmente
distanti dal punto critico.
>
> > sperimentando, non ho avuto ancora modo di notare cambiamenti critici
per
> > questo fatto. Il suono, operata la sostituzione, risulta meno aspro, più
> > morbido e anche il rumore di fondo è molto attenuato (diminuendo il
> > guadagno.....)
>
> Non sempre riducendo il guadagno si riduce il rumore (anzi spesso e`
> giusto il contrario). Bisogna anche guardare le caratteristiche di
> rumore del tubo (le densita` spettrali), non solo il guadagno.
Certamente, è vero, il rumore viene ridotto da un guadagno più basso se i
rumore è un prodotto dello stadio precedente, ma se il rumore deriva ad es.
dal ripple questo rimane e un guadagno più basso al limite lo mette in
risalto, io stavo considerando condizioni ottimali di lavoro (peraltro
rare). Capisco che poi ci sia un rumore caratteristico del tubo.
>
> > Per un pre solo linea puoi supporre 500 mV di ingresso e tra 1,5 e 2 V
di
> > uscita. Essendo poi la ECC83 un doppio triodo, puoi usare una sola
valvola
> > per fare un pre stereo. (In linea di massima è meglio evitare di fare
due
> > stadi in cascata tra le due sezioni stessa valvola per evitare i
problemi di
> > capacità interelemento).
>
> Avrei detto il contrario: usando le due sezioni per i due segnali hai
> diafonia intercanale.
Le leggende sulla diafonia intercanale si sprecano, ho avuto più volte modo
di utilizzare questi triodi per due canali separati e ho sempre trovato
questo parametro accettabile. Tu sei uno di quelli che ritiene che in un
ampli si debbano alimentare i due canali con due centrali elettriche
diverse....? (-:
>
> Ciao
>
> Franco
Non mi risulta che la soluzione JFET + ECC83 sia una vaccata, anzi, gli
ibridi spesso abbinano il suono delle valvole alla facilità di gestione del
carico dei transistor. Io sono contrario agli ibridi, ma questo è un altro
discorso..
Ciao Daniele
ec...@libero.it
<drl...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:FCIr5.30228$Wi7.3...@news.infostrada.it...
Ma l'interfacciamento tra valvole e transistor è plausibile?
Le valvole lavorano in tensione mentre i transistor in corrente, questo non
comporterà problemi? ed inoltre, posso eliminare comunque la dc ovviamente
possibile nell'uscita preamplificata della valvola prima di farla entrare
nello stadio JFET? sarà sufficiente un condensatore ? (l'elettrolitico mi
spaventa :) )
L'unico vantaggio sarebbe che otterrei un ibrido senza OT, quindi la spesa
mi si conterrebbe di parecchio , soprattutto perchè potrei spendere di più
per fare una buona sezione di alimentazione triodi e filamenti stabilizzata.
Indicativamente con un singolo TA dovrei riuscire a fare tutto.
L'accoppiamento valvola -transistor andrà comunque fatto con un condensatore
appunto di accoppiamento o sarà meglio una R ?
Perdonate le domande forse ovvie ma nn sono nato imparato :-)
Ciao
Fabio
> uscita preamplificata della valvola prima di farla entrare
> nello stadio JFET? sarà sufficiente un condensatore ? (l'elettrolitico mi
> spaventa :) )
....booooommmm....all'accensione sul gate del fet ci sara' la tens. di
alimentazione.
Meglio il contrario, i fet per piccoli segnali sono ottimi, le valvole vanno
benissimo sui medi/alti livelli.
> Ciao
> Fabio
Ciao
Paolo
In pratica ho visto che la diafonia non dipende solo dall'effetto capacitivo
tra le due sezioni, ma anche dalla risonanza delle stesse alle varie freq.
Non mi piace tirare per il collo le valvole...altrimenti suonano.
> Non mi risulta che la soluzione JFET + ECC83 sia una vaccata, anzi, gli
> ibridi spesso abbinano il suono delle valvole alla facilità di gestione
del
> carico dei transistor. Io sono contrario agli ibridi, ma questo è un altro
> discorso..
Io sono favorevole. Ci sono componenti che in certe condizioni superano le
valvole..
> Ciao Daniele
Ciao
Paolo
Ciao
Fabio
pollix wrote:
> In pratica ho visto che la diafonia non dipende solo dall'effetto capacitivo
> tra le due sezioni, ma anche dalla risonanza delle stesse alle varie freq.
Cos'e` la risonanza delle sezioni?
Franco
Daniele Sacchi wrote:
> > > poi hanno le
> > > placche lunghe (LP sta appunto per Long Plate) che migliorano e rendono
> più
> > > stabile l'assorbimento degli elettroni con conseguente diminuzione del
> > > soffio
> >
> > ??? me la spieghi?
>
> Confronta le curve della 12AX7LPS con quelle ad esempio della 12AX7WA: la
> prima è molto più lineare a causa della placca lunga e il suono è più
> dettagliato, io personalmente la trovo un po' "transistoriale"
Che cosa vuol dire che la placca lunga rende piu` stabile l'assorbimento
degli elettroni e diminuisce il soffio?
> >
> > > e poi hanno i filamenti a spirale (S appunto "Spiral") che
> > > diminuiscono l'humming utilizzando l'alternata per i filamenti
> >
> > ??? Anche questo meriterebbe una spiegazione.
>
> Anzichè avere i soliti ciuffettini bianchi che spuntano sopra e sotto il
> catodo e i fili del filamento che scorrono nel catodo paralleli ad esso,
> guardandola non vedi niente e i filamenti sono avvolti in modo tale che le
> spire sono perpendicolari al catodo. Ciò che viene evitato mi pare
> ovvio..... (-;
Ho un sospetto su che cosa si eviti avvolgendo il filamento, ma solo un
sospetto, lavorando su ipotesi abbastanza complicate. Me la spieghi?
Che cosa vuol dire spire perpendicolari al catodo (che mi immagino come
un tubicino metallico)?
> > Se cambiando l'ampiezza del segnale cambia il punto di lavoro, vuol dire
> > che lo stadio e` fuori linearita`.
>
> Se uno stadio perde di linearità per un calo di guadagno di questa entità
calo di guadagno? Stavo parlando di ampiezza del segnale. E se il
segnale si riduce, quasi sempre la linearita` migliora (tranne sistemi a
zona morta, ma non e` questo il caso).
> vuol dire che anche nella sua versione originale lavorava troppo nel
> ginocchio della curva, ma se la valvola viene impiegata bene, è facile che
> dopo una simile sostituzione si riesca ad essere ancora accettabilmente
> distanti dal punto critico.
COmuqnue confermi che il punto di funzionamento a riposo dipende
dall'ampiezza del segnale applicato?
> Certamente, è vero, il rumore viene ridotto da un guadagno più basso se i
> rumore è un prodotto dello stadio precedente,
pero` se uno stadio guadagna di meno, devi amplificare di piu` da
qualche altra parte per compensare la perdita del guadagno, e il rumore
torna almeno quello di prima.
> ma se il rumore deriva ad es.
> dal ripple questo rimane e un guadagno più basso al limite lo mette in
> risalto, io stavo considerando condizioni ottimali di lavoro (peraltro
> rare). Capisco che poi ci sia un rumore caratteristico del tubo.
per il ripple bisogna vedere dove entra. Se entra all'ingresso del primo
stadio non c'e' nulla da fare. Se invece entra lungo la catena di
amplificazione, meglio avere guadagno elevato all'inzio della catena e
piu` contenuto verso la fine. Quasi sempre e` una pessima cosa avere i
primi stadi a guadagno ridotto.
> > Avrei detto il contrario: usando le due sezioni per i due segnali hai
> > diafonia intercanale.
>
> Le leggende sulla diafonia intercanale si sprecano, ho avuto più volte modo
> di utilizzare questi triodi per due canali separati e ho sempre trovato
> questo parametro accettabile.
Se e`accettabile per due segnali diversi, perche' non lo e` quando
amplificano lo stesso segnale (a livelli diversi)? Il coefficiente di
accoppiamento dipende dall'ampiezza del segnale amplificato?
> Tu sei uno di quelli che ritiene che in un
> ampli si debbano alimentare i due canali con due centrali elettriche
> diverse....? (-:
No, a seconda della diafonia richiesta dimensiono diversamente gli stadi
di amplificazione ed eventualmente di alimentazione.
Franco
drl...@libero.it wrote:
> però mi piacerebbe sapere se effettivamente
> possa essere una soluzione plausibile e oltretutto se utilizzando una
> singola ECC per canale non i eliminano i rumori che possono derivare da
> migrazioni elettroniche all'interno del doppio triodo quando lo si fà
> lavorare in stereo.
che cosa sono le migrazioni elettroniche?
Di solito preferisco averei due canali separati, e quindi usare due
catene di amplificazione distinte, senza componenti che condividono lo
stesso tubo di vetro (o lo stesso package di plastica). Questa
precauzione non e` detto che serva sempre, ma per quello che costa,
tanto vale utilizzarla (fa perte delle regole che di male non ne fanno,
e al piu` allontanano i guai). Nei sistemi con prestazione da incubo,
non uso *mai* componenti multipli.
> Sarebbe possibile secondo voi, avrebbe un senso per lo meno, realizzare un
> integrato utilizzando siffatto schema a JFET + pre a ECC83 ?
> Se è una vaccata gigante ditemi semplicemente "è una vaccata gigante"
Se uno lo fa per divertirsi, per fare qualcosa di nuovo, per imparare,
ben venga il JFET e la ECC83. Forse potrebbe anche essere una buona idea
commerciale: "il suono dolce di seocnda armonica del jfet, la leggera
incisivita` delle armoniche basse dei tubi..."
Ciao
Franco
Penso che si intenda l'assorbimento da parte di una placca degli elettroni
di emissione secondaria dell'altra
>
> Di solito preferisco averei due canali separati, e quindi usare due
> catene di amplificazione distinte, senza componenti che condividono lo
> stesso tubo di vetro (o lo stesso package di plastica). Questa
> precauzione non e` detto che serva sempre, ma per quello che costa,
> tanto vale utilizzarla (fa perte delle regole che di male non ne fanno,
> e al piu` allontanano i guai). Nei sistemi con prestazione da incubo,
> non uso *mai* componenti multipli.
Secondo me è un idea che è ottima se si decide di dare il tutto e per tutto
in una realizzazione di alto livello, ma può essere evitata su apparati di
fascia media. Il risultato di una simile soluzione dipende molto anche dalla
qualità del componente: ci sono le 6922 Sovtek (E88CC) che hanno una ottima
e complessa schermatura tra le due sezioni collegata ad un apposito pin (il
9 se non ricordo male) del triodo e poi ci sono delle scadenti ECC83 che
sono totalmente prive di schermatura interna....danger!
>
Ciao, Daniele.
Daniele
"pollix" <pol...@tiscalinet.it> ha scritto nel messaggio
news:8oobl4$f73$1...@lacerta.tiscalinet.it...
Non vuol dire un c***o, scusa mi sono confuso ;-)
>
> > >
> > > > e poi hanno i filamenti a spirale (S appunto "Spiral") che
> > > > diminuiscono l'humming utilizzando l'alternata per i filamenti
> > >
> > > ??? Anche questo meriterebbe una spiegazione.
> >
> > Anzichè avere i soliti ciuffettini bianchi che spuntano sopra e sotto il
> > catodo e i fili del filamento che scorrono nel catodo paralleli ad esso,
> > guardandola non vedi niente e i filamenti sono avvolti in modo tale che
le
> > spire sono perpendicolari al catodo. Ciò che viene evitato mi pare
> > ovvio..... (-;
>
> Ho un sospetto su che cosa si eviti avvolgendo il filamento, ma solo un
> sospetto, lavorando su ipotesi abbastanza complicate. Me la spieghi?
Mi sono espresso male: dove dico: "ciò che viene evitato mi pare ovvio" non
vuol dire che HO bene in mente PERCHE' l'humming diminuisce ma solo cosa può
voler dire avere la possibilità di ridurre l'humming senza bisogno di
alimentare i filamenti in continua che a volte crea dei problemi con
l'alimentazione in caso di correnti altine. Anch'io ho delle idee in merito.
Una che mi sono costruito è che se il filamento è percorso da alternata a
50Hz, il flusso disperso può andare a disturbare l'emissione catodica
(l'humming appunto). Avvolgendo il filamento penso che si faccia qualcosa di
simile all'intrecciare i cavi delle alternate, penso che si verifichi una
forma di auto-induzione che riduce il flusso disperso. Le mie conoscenze si
limitano a coniare una simile spiegazione.
> Che cosa vuol dire spire perpendicolari al catodo (che mi immagino come
> un tubicino metallico)?
Il percorso del filo del filamento non percorre il catodo per la sua
lunghezza ma in modo che tra i fili della spirale e il catodo ci sia un
angolo di 90°, provo con un abbozzo:
Filamento normale Filamento a spirale (le righe più esterne sono la
superficie del catodo)
| | | | | - - |
| | | | | - - |
| | | | | - - |
| | | | | - - |
| | | | | - - |
| | | | | - - |
| | | | | - - |
>
> > > Se cambiando l'ampiezza del segnale cambia il punto di lavoro, vuol
dire
> > > che lo stadio e` fuori linearita`.
> >
> > Se uno stadio perde di linearità per un calo di guadagno di questa
entità
>
> calo di guadagno? Stavo parlando di ampiezza del segnale. E se il
> segnale si riduce, quasi sempre la linearita` migliora (tranne sistemi a
> zona morta, ma non e` questo il caso).
Intendevo dire che, a parità di segnale in ingresso, un guadagno minore
dello stadio precedente si riflette in un segnale di minore ampiezza
applicato all'ingresso dello stadio successivo. Dove dico "calo di guadagno"
intendo lo stadio precedente a quello che dovrebbe perdere linearità
applicandogli un segnale più flaccido.
>
> > vuol dire che anche nella sua versione originale lavorava troppo nel
> > ginocchio della curva, ma se la valvola viene impiegata bene, è facile
che
> > dopo una simile sostituzione si riesca ad essere ancora accettabilmente
> > distanti dal punto critico.
>
> COmuqnue confermi che il punto di funzionamento a riposo dipende
> dall'ampiezza del segnale applicato?
Non ho capito, forse sono stanco, ma mi risulta che il punto di
funzionamento a riposo della valvola dipenda dalla polarizzazione di
quest'ultima......
>
>
> > Certamente, è vero, il rumore viene ridotto da un guadagno più basso se
i
> > rumore è un prodotto dello stadio precedente,
>
> pero` se uno stadio guadagna di meno, devi amplificare di piu` da
> qualche altra parte per compensare la perdita del guadagno, e il rumore
> torna almeno quello di prima.
E'vero, anche se gli stadi ad alto guadagno possono introdurre dei rumori
termici provocati dalle resistenze anodiche....
>
> > ma se il rumore deriva ad es.
> > dal ripple questo rimane e un guadagno più basso al limite lo mette in
> > risalto, io stavo considerando condizioni ottimali di lavoro (peraltro
> > rare). Capisco che poi ci sia un rumore caratteristico del tubo.
>
> per il ripple bisogna vedere dove entra. Se entra all'ingresso del primo
> stadio non c'e' nulla da fare. Se invece entra lungo la catena di
> amplificazione, meglio avere guadagno elevato all'inzio della catena e
> piu` contenuto verso la fine. Quasi sempre e` una pessima cosa avere i
> primi stadi a guadagno ridotto.
>
Però non guadagnando molto all'ingresso posso impiegare il problema
utilizzando valvole e configurazioni che lavorano con tensioni anodiche
basse (le E88CC lavorano bene a basse tensioni, anche intorno agli 80V),
così posso fare tante celle di pi-greco resistive a partire dalla tensione
per la placca delle finali. Considera che il rumore può derivare anche dai
filamenti sottoalimentati....non è facilissimo stare nel 5% + o - di 6.3V
con alimentazioni non stabilizzate
Aneddoto: a casa mia la corrente di casa è a 231VAC circa. Nel mio negozio
di componenti valvolari dall'altra parte di Milano è sui 224 VAC e là i
filamenti dei miei ampli sono sempre a 5.8V! Infatti adesso ho preso a farmi
fare i T.A. con doppia presa sul primario a 220 e a 230. Stabilizzare i
filamenti non è facile perchè i 7806 anche nel contenitore metallico non
dissipano abbastanza per più di una o due piccole valvole.
> > > Avrei detto il contrario: usando le due sezioni per i due segnali hai
> > > diafonia intercanale.
> >
> > Le leggende sulla diafonia intercanale si sprecano, ho avuto più volte
modo
> > di utilizzare questi triodi per due canali separati e ho sempre trovato
> > questo parametro accettabile.
>
> Se e`accettabile per due segnali diversi, perche' non lo e` quando
> amplificano lo stesso segnale (a livelli diversi)? Il coefficiente di
> accoppiamento dipende dall'ampiezza del segnale amplificato?
>
> > Tu sei uno di quelli che ritiene che in un
> > ampli si debbano alimentare i due canali con due centrali elettriche
> > diverse....? (-:
>
> No, a seconda della diafonia richiesta dimensiono diversamente gli stadi
> di amplificazione ed eventualmente di alimentazione.
Secondo me per il discorso della diafonia l'attenzione va spostata
soprattutto sul discorso delle alimentazioni.
Se non ho voglia di usare due T.A., due induttanze ecc. per canale, uso un
T.A., una prima cella induttiva e poi divido le alimentazioni con due celle
resistive, una per ogni canale, usando resistenze molto induttive a filo e
di basso valore e il risultato....sounds good!
>
> Franco
Errata corrige: due T.A, due induttanze ecc. UNA PER OGNI CANALE e non due
per canale!
Daniele Sacchi wrote:
>
> Penso che si intenda l'assorbimento da parte di una placca degli elettroni
> di emissione secondaria dell'altra
ma come fa a verificarsi una cosa del genere?
> Secondo me è un idea che è ottima se si decide di dare il tutto e per tutto
> in una realizzazione di alto livello, ma può essere evitata su apparati di
> fascia media. Il risultato di una simile soluzione dipende molto anche dalla
> qualità del componente: ci sono le 6922 Sovtek (E88CC) che hanno una ottima
> e complessa schermatura tra le due sezioni collegata ad un apposito pin (il
> 9 se non ricordo male) del triodo e poi ci sono delle scadenti ECC83 che
> sono totalmente prive di schermatura interna....danger!
E poi ci si dimentica di guardare come e` fatto il piano di massa cui
collegare la schermatura interna. Tipicamente i circuito a valvole non
hanno piani di massa, e con le impedenze in gioco relaitvamente elevate
non e` di solito una buona cosa.
Ciao
Franco
pollix wrote:
>
> > Cos'e` la risonanza delle sezioni?
>
> Vibrazioni meccaniche vere e proprie.
OK, potevi scriverlo risonanze meccaniche :-), non ci avevo pensato. Si
vede che sono arrugginito.
> Ad alte correnti e' anche possibile
> ascoltare la valvola "suonare"....e distorcere addirittura di terza:-)
Devono essere veramente alte le correnti per avere un effetto di
spostamento meccanico. Due fili in cui circola un ampere, lunghi un cm e
distanti un cm sono soggetti a una forza meccanica dovuta al campo
magnetico (forza di lorentz) dalle parti di 10 microgrammi (se mi si
passa di usare i grammi come forza): direi un po' pochina per produrre
effetti udibili. E un ampere di corrente e` proprio parecchio.
Si potrebbe invece considerare la tensione (ad esempio anodo-griglia),
perche' la griglia e` meccanicamente meno rigida, e la forza coulombiana
che agisce su di essa. Supponendo una capacita` griglia anodo di 1 pF,
una tensione di 100V, una distanza griglia anodo di 3 mm, il campo e`
dell'ordine di 30 kV/m, la carica dalle parti di 100 pC, e quindi la
forza di attrazione si griglie e placca e` di circa 3 uN cioe` 300
microgrammi, molto piu` intensa di quella precedente.
Non capisco poi come possa la forza di lorentz causare una distorsione
di ordine dispari. Visto che la corrente che passa per un conduttore nel
tubo torna per quello vicino, l'effetto e` quadratico, e quindi dovrebbe
dare disto del secondo ordine.
E prima delle distorsioni (che sono essenzialmente non linearita`
meccaniche) mi aspetterei di vedere delle risonanze (meccaniche) nella
funzione di trasferimento elettrica.
Ciao
Franco
>
> > Pero` in effetti fare un amplificatore utilizzando driver valvolari
> > e mosfet di potenza al posto delle finali portebbe essere interessante.
> > Non avendo trasformatore di uscita e sfasatore si eliminano
> > i punti piu` critici dei valvolari.
> > Magari puo` esserci qualche problema dovendo alimentare la parte valvolare
> > con una tensione duale pero` credo il problema sia risolvibile.
> >
> > Mike
>
> Perchè parli di tensione duale per la parte valvolare ? la tensiona
> applicata sul tubo fa' riferimento alla griglia quindi sulla valvola non
> si necessita di avere una tensione duale ma basta una tensione positiva.
> La sezione a JFET richiede una alimentazione duale.
>
In effetti stavo pensando ad un'altra cosa. Se io utilizzo un paio di
mosfet per fare il finale in push-pull, posso pensare ragionevole di avere
una alimentazione di +/- 55V, come in un kit di NE, che usava mosfet
abbastanza normali. per cui posso alimentare le valvole usando la stessa
tensione di alimentazione (110V) che uso per i finali, ed inoltre
posso evitare di inserire condensatori di accoppiamento tra parte
valvolare e parte a mos.
Provo a buttare giu` uno schemino e vedere se la cosa sta su.
Mike
mi scuso per il tono del messaggio,
spero che non abbia accentuato l'impressione di prepotenza (spesso reale)
che i giovani fanno sugli adulti.
(Chi perň in gioventů non č mai stato un po'baldanzoso.....)
Il mio solito difetto, spesso fraintendo......
> Prego? Perche' l'ho brutalmente e vergognosamente cassato? Me la
> prenderei con chi scrive (in modo evidentemente appealing e non brutale
> come me) che la velocita` cui arriva l'elettrone dipende dalla tensione
> E dalla distanza degli elettrodi.
Scusa....mi sono espresso male! Vergognosamente perchč io mi sono
vergognato!
> > D'ora in poi, scusandomi per avervi fatto perdere tempo, tornerň a
> > "lurkare"; restando perň convinto che la mia sperimentazione non sia
stata
> > cosě futile ed errata.
>
> Pessima scelta!
...peraltro abbandonata!
ciao, Daniele.
> > Ad alte correnti e' anche possibile
> > ascoltare la valvola "suonare"....e distorcere addirittura di terza:-)
>
> Devono essere veramente alte le correnti per avere un effetto di
> spostamento meccanico. Due fili in cui circola un ampere, lunghi un cm e
...cut
Stavo scherzando...
> Si potrebbe invece considerare la tensione (ad esempio anodo-griglia),
> perche' la griglia e` meccanicamente meno rigida, e la forza coulombiana
> che agisce su di essa. Supponendo una capacita` griglia anodo di 1 pF,
> una tensione di 100V, una distanza griglia anodo di 3 mm, il campo e`
> dell'ordine di 30 kV/m, la carica dalle parti di 100 pC, e quindi la
> forza di attrazione si griglie e placca e` di circa 3 uN cioe` 300
> microgrammi, molto piu` intensa di quella precedente.
>
>
> E prima delle distorsioni (che sono essenzialmente non linearita`
> meccaniche) mi aspetterei di vedere delle risonanze (meccaniche) nella
> funzione di trasferimento elettrica.
...boh, tra l'altro non ho mai letto niente in merito. La cosa sicura e' che
durante le misure di cosoni a lampade, e' chiaramente udibile il
segnale....solo vibrazioni meccaniche producono suoni udibili, percio' se e'
possibile ascoltare la valvola, anche il segnbale elettrico e' condizionato
da tale situazione. Una cosa e' sicura...polarizzazioni diverse..stessa
valvola...suono diverso.
> Ciao
> Franco
Ciao
E poi, 110 V sono pochi come anodica, se usi delle ECC83 ce ne vogliono c.a.
240, occorrerebbe fare 2 cose ,o un TA con l'uscita +110 - 110 e poi
derivare + 55 - 55 , oppure un duplicatore di tensione ma credo che la prima
sia la più plausibile...
Ciao
> Provo a buttare giu` uno schemino e vedere se la cosa sta su.
>
Ci sto lavorando anche io.
Fammi sapere quando hai qualcosa.
> Mike
>
Ciao Fabio
>
>
E se usasse delle ECC88 che si trovano a loro agio anche sui 90V?
Ciao Daniele.
Quando faccio le misurazioni della potenza di uscita, al limite della
distorsione, sento "suonare" anche il T.U.
Daniele
La deriva della valvola l'hai considerata?
110 V sono pochini...+-55 sono esagerati (per me). Il mio ibrido funziona
con +-40 e sono "troppi" anche quelli.
Facci sapare.
Ciao
...vibrazioni vibrazioni da tutti i pizzi....
Meglio usare un T in piu' o complicarsi la vita a smorzare la povera valvola
da AF che capta anche il respiro del vicino di casa? In un valvlare puro non
ci sono problemi con le vibrazioni in alternata, ma in un ibrido devi fare i
conti con le vibrazioni causate dal T per i finali.
Ciao Paolo
Che i brido hai costruito ?
Ciao
Fabio
> Che i brido hai costruito ?
>
> Ciao
>
> Fabio
Ho utilizzato gli IRF530-9530 in simmetria compl. pilotati da un inseguitore
di ecc82 parallelate. Lo stadio di amplificazione e' il classico srpp di
ecc83 con A=40.
Spero che entro 30 anni si riescano a costruire MOS con Cin piu' bassa. Sono
riuscito a pilotare al max 4 mos con una ecc82.
Il vero tallone di Astrubale :-) e' l'alimentazione dei finali...deve essere
MOLTO sovradimensionata, altrimenti entrano in gioco vari effetti dovuti
alla variazione dinamica di tensione ai capi dei finali. Il vantaggio dei
mos e' che si autocompensano e l'out non deriva mai oltre i +-15 mV senza
controlli di sorta.
Ciao
Non me ne parlare! Nei miei ampli le ECC88 sono sempre piene di cappuccetti
di gomma!
A me č venuta un'altra idea.
Potrebbe usare la ECC83 con la sua andodica a 230V e poi si potrebbe operare
come per gli stadi a bias fisso:
all'uscita della ECC83 sulla placca metto il condensatore che blocca i 230V
e lascia passare il segnale. Dopo il condensatore, immetto una nuova
tensione continua prelevata dall'alimentatore del valore adatto al
funzionamento dei JFET (le cui caratteristiche ignoro totalmente), che puň
essere positiva o negativa....potrebbe funzionare?
Ciao Daniele
Quello capita, e talvolta quanto esce come suono dal trafo e` a
frequenza doppia del segnale elettrico.
Franco
Scusa se divago un attimino, un mio amico ha un ampli AudioInnovation con le
EL34.
Quando lo ha acceso ho visto un fenomeno che non mi ha convinto:
alla base di una ECC83, nel bulbo, si č vista una violenta luminescenza
(come una lampadina per illuminare a momenti!) che poi č andata diminuendo
molto rapidamente per estinguersi in capo a 5 o 6 secondi. L'ampli perň
suonava bene (che non mi sia piaciuto č un altro discorso). Lo abbiamo
spento, abbiamo aspettato 5 minuti e poi, riacceso, non lo ha piů fatto. Il
mio amico mi dice perň che lo fa tutte le volte che lo accende a freddo.
Cosa accade?
Ciao e grazie, Daniele ;-)
> Quello capita, e talvolta quanto esce come suono dal trafo e` a
> frequenza doppia del segnale elettrico.
Perchè come ogni fenomeno legato a deltaB/deltaøt (come negli altoparlanti)
quando giungi alla saturazione generi seconda armonica, fino quasi al 100% se la
saturazione è severa...
Ciao
Gianpiero
Nei trasformatori basta anche di meno: senza arrivare alla saturazione,
se hai un traferro e corrente AC, che metta la corrente in un verso o
nell'altro i due pezzi di nucleo che si affacciano sul traferro si
attirano sempre. E` come se sostituissi i magneti di campo
dell'altoparlante con un avvolgimento in cui metti lo stesso segnale che
mandi alla bobina mobile.
Ciao
Franco
Non ho capito cosa intendi per "smorzare", trovi che le ECC88 a 90V siano
tirate per il collo?
> In un valvlare puro non
> ci sono problemi con le vibrazioni in alternata, ma in un ibrido devi fare
i
> conti con le vibrazioni causate dal T per i finali.
> Ciao Paolo.
Cosa vuol dire? Non mi intendo di ibridi.
Ciao, Daniele
Se la luce che hai visto e` di tipo "a incandescenza" e la valvola e`
alimentata di filamento a 12V, puo` darsi che una delle due sezioni di
filamento si scaldi prima dell'altra e che quindi vada in fuga termica.
Capitava abbastanza spesso con le accensioni in serie, cone le ECC non
ricordo di averlo mai visto. Oppure qualche guaio di collegamento nella
base del tubo: guarda bene che cosa capita.
Nessuno che metta gli NTC per accendere i filamenti, vero?
Ciao
Franco
Quindi può non essere un difetto!? Ho sottomano lo schema di questo ampli:
note:
I - i filamenti sono alimentati in continua a 6.4V quindi i due filamenti
sono in parallelo (soluzione che peraltro mi pare essere preferibile nelle
valvole doppie con i filamenti separati)
> con le ECC non
> ricordo di averlo mai visto.
>Oppure qualche guaio di collegamento.
Ad esempio?
> nella
> base del tubo: guarda bene che cosa capita.
però all'interno del bulbo....!?
Io all'inizio avevo pensato ad un piccolo difetto della valvola, a volte,
osservandole, si nota che i fili di connessione tra le varie parti e la base
del tubo sono così vicini che quasi si sfiorano! Non può esserci un
cortocircuito proprio all'inizio di uno dei due filamenti? Da una prima
rapida osservazione non si direbbero valvole di primissima
qualità....caratteristica comune alla dotazione originaria di valvole in
molti amplificatori valvolari di marca. (Penso che parlare di "upgrade" sia
anche sostituire i tubi originali con qualcosa di un po'più bello)
Ciao, Daniele.
P.S. Al limite posso provare a sostituire tranquillamente la valvola
incriminata con una nuova ECC83 senza toccare l'apparecchio?
Io sarei propenso al sì, ma non essendo mio l'ampli cerco un po'di
conferme......
> Nei trasformatori basta anche di meno: senza arrivare alla saturazione,
> se hai un traferro e corrente AC, che metta la corrente in un verso o
> nell'altro i due pezzi di nucleo che si affacciano sul traferro si
> attirano sempre. E` come se sostituissi i magneti di campo
> dell'altoparlante con un avvolgimento in cui metti lo stesso segnale che
> mandi alla bobina mobile.
Con un amplificatore di quelli che dico io, fare il motore ad eccitazione
con il segnale controfase non sarebbe una brutta idea... è parecchio che ci
penso... tornare agli albori, con un elettromagnete anziche un magnete
permanente, ma che faccia una sorta di push-pull... ne parliamo...
Ciao
Gianpiero
Daniele Sacchi wrote:
>
> > Se la luce che hai visto e` di tipo "a incandescenza" e la valvola e`
> > alimentata di filamento a 12V, puo` darsi che una delle due sezioni di
> > filamento si scaldi prima dell'altra e che quindi vada in fuga termica.
> > Capitava abbastanza spesso con le accensioni in serie
>
> Quindi può non essere un difetto!? Ho sottomano lo schema di questo ampli:
Se a fare il "flash" e` il filamento, di certo non gli fa bene.
>
> note:
> I - i filamenti sono alimentati in continua a 6.4V quindi i due filamenti
> sono in parallelo (soluzione che peraltro mi pare essere preferibile nelle
> valvole doppie con i filamenti separati)
Si`, direi che si ameglio andare in parallelo piuttosto che in serie. E
allora non e` quanto pensavo.
> > con le ECC non
> > ricordo di averlo mai visto.
> >Oppure qualche guaio di collegamento.
>
> Ad esempio?
Difetto nella valvola? un pezzo di vilamento che sporge dal catodo ed
avendo meno massa termica scalda prima del resto?
> > nella
> > base del tubo: guarda bene che cosa capita.
>
> però all'interno del bulbo....!?
> Io all'inizio avevo pensato ad un piccolo difetto della valvola, a volte,
> osservandole, si nota che i fili di connessione tra le varie parti e la base
> del tubo sono così vicini che quasi si sfiorano! Non può esserci un
> cortocircuito proprio all'inizio di uno dei due filamenti? Da una prima
> rapida osservazione non si direbbero valvole di primissima
> qualità....caratteristica comune alla dotazione originaria di valvole in
> molti amplificatori valvolari di marca. (Penso che parlare di "upgrade" sia
> anche sostituire i tubi originali con qualcosa di un po'più bello)
Se i fili sono "vicinissimi" non ci sono problemi, nel vuoto molto
spinto non ci sono scintille :-). Guarda esattamente da dove arriva la
luce. Potresti provare a misurare la resistenza a freddo delle due
sezioni di filamento, per vedere se fosse un corto su una sezione che
con la temperatura si apre.
> Ciao, Daniele.
>
> P.S. Al limite posso provare a sostituire tranquillamente la valvola
> incriminata con una nuova ECC83 senza toccare l'apparecchio?
> Io sarei propenso al sì, ma non essendo mio l'ampli cerco un po'di
> conferme......
Certo che puoi cambiare la valvola.
Franco
eh eh! Pero` devi controllare bene le correnti, perche' di mezzo c'e'
una caratteristica quadratica. E` vero che la seconda armonica suona
proprio bene e tutte queste cose, pero` mi pare eccessivo. ma con
qualche retroazione "giusta" si dovrebbe riuscire a fare. Quando torno
in italia devo fare un paio di "scuotitori" (uno un po' robusto, l'altro
invece molto preciso): se metto una membrana ho un altoparlante :-)
Da qualche parte ho un vecchio altoparlante elttrodinamico di una radio,
anzi dovrei avere tutta la radio phonola, con le valvole della serie
rossa. Come erano belli i bassi di quella radio :-))
Ciao
Franco
> Ciao
Ciao
>
> Franco
>
Fabio
> > > Franco
> Nessuno che metta gli NTC per accendere i filamenti, vero?
>
> Ciao
>
> Franco
....ECCOMIII...mai provato NTC da televisore in serie al trasfo dei finali?
Paolo
Non uso le ecc88, personalmente non la ritengo una buona valvola per BF.
> > In un valvlare puro non
> > ci sono problemi con le vibrazioni in alternata, ma in un ibrido devi
fare
> i
> > conti con le vibrazioni causate dal T per i finali.
> > Ciao Paolo.
>
> Cosa vuol dire? Non mi intendo di ibridi.
Le vibrazioni dei trasfo sono "proporzionali" alle correnti. Gli ibridi (out
solido) per natura non possono essere troppo controreazionati, per cui sorge
la necessita' di polarizzare lo stadio di uscita con correnti elevate.
Il mio lo trasformero' a breve...due scatolocchi dove in uno metto i 2
trasfo (inizialmente uno da 500W che non basta per vari motivi) e la parte
di alimentazione di tutto l'ampli.
> Ciao, Daniele
>
Ciao
PAolo
> > Meglio usare un T in piu' o complicarsi la vita a smorzare la povera
> valvola
> > da AF che capta anche il respiro del vicino di casa?
>
> Non me ne parlare! Nei miei ampli le ECC88 sono sempre piene di
cappuccetti
> di gomma!
Sporcaccione!..:-))
> A me č venuta un'altra idea.
>
> Potrebbe usare la ECC83 con la sua andodica a 230V e poi si potrebbe
operare
> come per gli stadi a bias fisso:
> all'uscita della ECC83 sulla placca metto il condensatore che blocca i
230V
> e lascia passare il segnale. Dopo il condensatore, immetto una nuova
> tensione continua prelevata dall'alimentatore del valore adatto al
> funzionamento dei JFET (le cui caratteristiche ignoro totalmente), che puņ
> essere positiva o negativa....potrebbe funzionare?
Stai parlando di un finale o di un pre?...scusa ma ho perso il
filo..inizialmente si parlava di pre..come da oggetto
> Ciao Daniele
Ciao Paolo
Franco <in...@hotmail.com> scritto nell'articolo
<39B6C4AC...@hotmail.com>...
> eh eh! Pero` devi controllare bene le correnti, perche' di mezzo c'e'
> una caratteristica quadratica. E` vero che la seconda armonica suona
> proprio bene e tutte queste cose, pero` mi pare eccessivo.
Continuo a chiedermi: se uno proprio la vuole, perché non metterla con un
diodo? Va bene che costa troppo poco, ma è davvero un difetto, questo?
> ma con
> qualche retroazione "giusta" si dovrebbe riuscire a fare.
Quella è permessa solo ai non islamici! ;-)
> Quando torno
> in italia devo fare un paio di "scuotitori" (uno un po' robusto, l'altro
> invece molto preciso): se metto una membrana ho un altoparlante :-)
Io invece ho tolto la membrana (e il cestello) a un AP per farci uno
scuotitore-posizionatore: escursione lineare 1/4 di mm, risoluzione un paio
di nanometri (dinamica lineare 10^5 o più).
Se vuoi sfidare la fatwa, e al tuo scuotitore vuoi aggiungere una
linearizzazione in feedback, fai un mail a Federico Paoletti: ha messo su
dei sistemi coi controca##i, anche se lui li usa a banda passante molto
ridotta...
Ciao
Tullio
:-))))))))
> Stai parlando di un finale o di un pre?...scusa ma ho perso il
> filo..inizialmente si parlava di pre..come da oggetto
Ecco, qui entra in gioco la mia insipienza a proposito degli ibridi....
ma la mia idea non potrebbe essere applicata in entrambi i casi?
Daniele
B.Aloia nel suo pre phono..usa fet e valvola in una configurazione tutta
sua.
> Daniele
paolo
Sarei curioso di sapere come, se non è troppo lungo da spiegare
Daniele
Ci vorrebbe klo schema....
SRPP, al posto della resistenza catrodica il fet a cui viene applicato il
segnale.
E' un aggegio che guadagna parecchio, sembra a basso rumore e abbastanza
lineare. poi lui continua a metterci la resistenza calibrata sull'uscita per
far lavorare uil tutto in condizioni di maggior linearita'.... ovviamente
misurato con segnale sinus...chissa'.
> Daniele
>
>PAolo
drl...@libero.it wrote:
>
> "Franco" <in...@hotmail.com> wrote in message
> news:39B6AF5B...@hotmail.com...
> > Nessuno che metta gli NTC per accendere i filamenti, vero?
> >
> In che modo si dovrebbero utilizzare ?
In serie. Se invece si usa la continua per i filamenti, allora
l'alimentatore per i suddetti deve avere il soft start abbastanza lungo.
Franco
> eh eh! Pero` devi controllare bene le correnti, perche' di mezzo c'e'
> una caratteristica quadratica.
Chi dice che non ci faccia comodo quando iniziano i fenomeni di power
compression del trasduttore? Poi tanto ci vuole un DSP, per cui grossi problemi
non ce ne sono...
> E` vero che la seconda armonica suona
> proprio bene e tutte queste cose, pero` mi pare eccessivo. ma con
> qualche retroazione "giusta" si dovrebbe riuscire a fare. Quando torno
> in italia devo fare un paio di "scuotitori" (uno un po' robusto, l'altro
> invece molto preciso): se metto una membrana ho un altoparlante :-)
Posso partecipare al gioco? Gratis, ovviamente! Non sto scherzando... se non
sono segreti MIL, verrei volentieri a dare un'occhiata: tutto sommato penso di
poter dire qualcosa di sensato sull'argomento :-)))
> Da qualche parte ho un vecchio altoparlante elttrodinamico di una radio,
> anzi dovrei avere tutta la radio phonola, con le valvole della serie
> rossa. Come erano belli i bassi di quella radio :-))
Quelli erano seconda armonica pura, il gioco della "fondamentale mancante": se
mantiani la giusta correlazione armonica, togliendo la sola fondamentale il
nostro cervellino la sintetizza ancora...
Ciao
Gianpiero
Gianpiero Majandi wrote:
>
> > eh eh! Pero` devi controllare bene le correnti, perche' di mezzo c'e'
> > una caratteristica quadratica.
>
> Chi dice che non ci faccia comodo quando iniziano i fenomeni di power
> compression del trasduttore? Poi tanto ci vuole un DSP, per cui grossi problemi
> non ce ne sono...
Non posso permettermelo il DSP per linearizzare i miei attuatori, serve
gia` a controllare tutto l'insieme.
> > E` vero che la seconda armonica suona
> > proprio bene e tutte queste cose, pero` mi pare eccessivo. ma con
> > qualche retroazione "giusta" si dovrebbe riuscire a fare. Quando torno
> > in italia devo fare un paio di "scuotitori" (uno un po' robusto, l'altro
> > invece molto preciso): se metto una membrana ho un altoparlante :-)
>
> Posso partecipare al gioco? Gratis, ovviamente! Non sto scherzando... se non
> sono segreti MIL, verrei volentieri a dare un'occhiata: tutto sommato penso di
> poter dire qualcosa di sensato sull'argomento :-)))
Nessun problema, e` roba spazio civile, non mil. Gli attuatori sono gia`
stati progettati (non da me), ma solo per i prototipi, probabilmente si
possono migliorare.
> > Da qualche parte ho un vecchio altoparlante elttrodinamico di una radio,
> > anzi dovrei avere tutta la radio phonola, con le valvole della serie
> > rossa. Come erano belli i bassi di quella radio :-))
>
> Quelli erano seconda armonica pura, il gioco della "fondamentale mancante": se
> mantiani la giusta correlazione armonica, togliendo la sola fondamentale il
> nostro cervellino la sintetizza ancora...
Gia`, e mica solo con la seconda armonica. Se metti seconda e terza,
senti la fondamentale (basso armonico dell'organo). La cosa interessante
e` che si sente la fondamentale anche se le due frequenze son applicata
separatamente alle due orecchie, e quindi non e` l'orecchio che
intermodula, ma proprio il cervello che la ricrea.
Ciao
Franco
"T. M." wrote:
>
> Franco <in...@hotmail.com> scritto nell'articolo
> <39B6C4AC...@hotmail.com>...
>
> > eh eh! Pero` devi controllare bene le correnti, perche' di mezzo c'e'
> > una caratteristica quadratica. E` vero che la seconda armonica suona
> > proprio bene e tutte queste cose, pero` mi pare eccessivo.
>
> Continuo a chiedermi: se uno proprio la vuole, perché non metterla con un
> diodo? Va bene che costa troppo poco, ma è davvero un difetto, questo?
Non e` un difetto, anzi un pregio, cosi`, vendendolo a qualche centinaio
di milioni il profitto aumenta. E poi un diodo non e` quadratico, ma
esponenziale.
> > ma con
> > qualche retroazione "giusta" si dovrebbe riuscire a fare.
>
> Quella è permessa solo ai non islamici! ;-)
Non faccio parte della categoria, e quindi la uso (e se posso fare ua
battutaccia, visto che la conosco e la so progettare, la uso).
> > Quando torno
> > in italia devo fare un paio di "scuotitori" (uno un po' robusto, l'altro
> > invece molto preciso): se metto una membrana ho un altoparlante :-)
>
> Io invece ho tolto la membrana (e il cestello) a un AP per farci uno
> scuotitore-posizionatore: escursione lineare 1/4 di mm, risoluzione un paio
> di nanometri (dinamica lineare 10^5 o più).
Non male! Non avevi problemi di non linearita` dovute alla
disuniformita` di campo sia dei magneti che della bobina mobile? Nel
caso piu` critico ho 10 mm di corsa.
> Se vuoi sfidare la fatwa, e al tuo scuotitore vuoi aggiungere una
> linearizzazione in feedback, fai un mail a Federico Paoletti: ha messo su
> dei sistemi coi controca##i, anche se lui li usa a banda passante molto
> ridotta...
Grazie del suggerimento.
Franco
> Non posso permettermelo il DSP per linearizzare i miei attuatori, serve
> gia` a controllare tutto l'insieme.
Ma per applicazioni audio si può usare eheheh! (faccina con ghigno malefico e
poco raccomandabile...)
> Nessun problema, e` roba spazio civile, non mil. Gli attuatori sono gia`
> stati progettati (non da me), ma solo per i prototipi, probabilmente si
> possono migliorare.
Sto già uscendo dall'ufficio, anzi: senti che ti sto suonando il campanello?.. a
parte gli scherzi, possiamo parlarne veramente?
> Gia`, e mica solo con la seconda armonica. Se metti seconda e terza,
> senti la fondamentale (basso armonico dell'organo). La cosa interessante
> e` che si sente la fondamentale anche se le due frequenze son applicata
> separatamente alle due orecchie, e quindi non e` l'orecchio che
> intermodula, ma proprio il cervello che la ricrea.
Per ricreare le basse frequenze che non ci sono c'è anche un altro metodo... non
sto a parlarne qui perchè viene lunga, ma l'ho tirato fuori dal cassetto per
scherzo un paio d'anni fa ed ora ha un'applicazione commerciale in hi-fi... Non
l'ho brevettato perchè non ritengo etico brevettare la fisica, comunque tanto o
uno capisce come funziona oppure sembra tutta un'altra cosa, è un sistema che si
"autoprotegge" dai "progettisti" che ci sono in giro. Nicola l'ha sentito, ha
cercato per un po' i woofer da 15" poi ha dovuto accettare il fatto che erano
solo due (1 per canale) wooferottoli da 13 cm... Se interessa ne parliamo più
diffusamente, comunque "play with group delay" è il nomignolo con cui
scherzosamente chiamo l'accrocco... chi vuol capire...
Ciao
Gianpiero
Franco ha scritto:
> > > ma con
> > > qualche retroazione "giusta" si dovrebbe riuscire a fare.
> >
> > Quella č permessa solo ai non islamici! ;-)
>
> Non faccio parte della categoria, e quindi la uso (e se posso fare ua
> battutaccia, visto che la conosco e la so progettare, la uso).
Grandiosa! :-DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD
Bisognerebbe farne piů spesso, di queste battutacce! A proposito, si sa niente
del terzo articolo di CHF sulla (contro?) la controreazione?
> > Io invece ho tolto la membrana (e il cestello) a un AP per farci uno
> > scuotitore-posizionatore: escursione lineare 1/4 di mm, risoluzione un paio
> > di nanometri (dinamica lineare 10^5 o piů).
>
> Non male! Non avevi problemi di non linearita` dovute alla
> disuniformita` di campo sia dei magneti che della bobina mobile?
Evidentemente sono minori di quanto pensavo. A me perň bastavano 250 µm, dato che
poi sommavo e amplificavo il movimento di diversi posizionatori cosě ottenuti,
fino a fare scansioni di 1.2 mm x 1.2 mm, con risoluzione laterale di ~10 nm
circa.
Puoi puoi trovare dettagli - e un grafico della linearitŕ - su Applied Physics A
66: S861-S866; qualcosa anche su Microscopy and Analysis, Nov. 1998, 21-23. Se
mi dai un indirizzo snail mail ti faccio avere i reprint.
Qualche immagine con risoluzione piů evidente potrebbe uscire (se i referee
sonnecchiano un pochino;-) su Ultramiscroscopy, aspetto la risposta a giorni.
> Nel
> caso piu` critico ho 10 mm di corsa.
Allora la linearizzazione closed loop messa su da Federico Paoletti č l'ideale:
mette insieme grosso range e alta risoluzione. Io, con un circuitino realizzato
da lui, sto cercando di linearizzare il posizionatore suddetto anche oltre il
range usuale, ma da quando siamo alla nuova area (dio la maledica) non sono
ancora riuscito a fare una misura e nemmeno una saldatura.
> > Se vuoi sfidare la fatwa, e al tuo scuotitore vuoi aggiungere una
> > linearizzazione in feedback, fai un mail a Federico Paoletti: ha messo su
> > dei sistemi coi controca##i, anche se lui li usa a banda passante molto
> > ridotta...
>
> Grazie del suggerimento.
>
> Franco
Ciao
Tullio
--
Tullio Mariani, Pisa, Italia.
http://www.geocities.com/Vienna/Strasse/5513/
> Quando lo ha acceso ho visto un fenomeno che non mi ha convinto:
> alla base di una ECC83, nel bulbo, si è vista una violenta luminescenza
> (come una lampadina per illuminare a momenti!) che poi è andata diminuendo
> molto rapidamente per estinguersi in capo a 5 o 6 secondi.
A me capita con un TV Philips 12" B/N, specie se alimentato con una
batteria da 12V e non con a 220V. Pero` continua a funzionare da 10
anni, comunque benissimo credo non gli faccia.
Mike
> Per ricreare le basse frequenze che non ci sono c'č anche un altro
metodo... non
> sto a parlarne qui perchč viene lunga, ma l'ho tirato fuori dal cassetto
per
> scherzo un paio d'anni fa ed ora ha un'applicazione commerciale in
hi-fi... Non
> l'ho brevettato perchč non ritengo etico brevettare la fisica, comunque
tanto o
> uno capisce come funziona oppure sembra tutta un'altra cosa, č un sistema
che si
> "autoprotegge" dai "progettisti" che ci sono in giro. Nicola l'ha sentito,
ha
> cercato per un po' i woofer da 15" poi ha dovuto accettare il fatto che
erano
> solo due (1 per canale) wooferottoli da 13 cm... Se interessa ne parliamo
piů
> diffusamente, comunque "play with group delay" č il nomignolo con cui
> scherzosamente chiamo l'accrocco... chi vuol capire...
Cavoli si! parliamone eccome !!!
Dai dai , facci sapere...
ciao
Fabio
>
> Ciao
> Gianpiero
>
http://www.geocities.com/ResearchTriangle/8231/ba/index.html
E' lo stadio phono del VTPA the last.
Ciao
Nicola
Home page:
www.freeweb.org/musica/valvole/index.htm
Internet Digital Magazine:
www.hi-figuide.com
> Cavoli si! parliamone eccome !!!
> Dai dai , facci sapere...
Beh, non è particolarmente difficile. Prendi un altoparlante da 130 mm, gli
misuri i parametri e lo carichi in reflex con un volume doppio di quello che ti
richiederebbe un accordo B4, con una Fb pari alla metà dell'accordo B4. A questo
punto il ritardo di gruppo a quelle frequenze schizza verso i 10-15
millisecondi. Ottenuta la cassa reflex la carichi con un condotto,
opportunamente "trombiforme" ma non troppo, lungo a sufficienza da ritardare
l'emissione dell'accordo di altri 5-8 millisecondi (2metri, 2 metri e mezzo).
Game over! Cassa che alle misure non scende sotto i 100 Hz (proprio perchè non
ce la fa) ma che all'ascolto, grazie ai fenomeni di integrazione dell'orecchio
(anzi del cervello) ti fa sentire tutta la parte che hai ritardato al medesimo
livello del resto. Risultato: estensione apparente verso i 30 Hz, senza
distorsioni perchè accordando il tutto molto in basso il woofer risulta comunque
controllato in escursione; non come quelle stronzate da incapaci dei TQWT, che
con più di 5 W applicati ti squartano l'altoparlante e hanno il basso e il
medio-basso completamente slegati tra loro, senza la minima articolazione.
Ciao
Gianpiero