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Rehdeko 115 INMVHO

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salvatore

unread,
Jan 24, 2000, 3:00:00 AM1/24/00
to
La settimana appena trascorsa, approfittando di concomitanti impegni di
lavoro che mi hanno condotto da quelle parti, sono riuscito a ricavare una
mattinata per recarmi a Monopoli (BA) presso
Diapason per ascoltare il diffusore in oggetto.
Prima di tutto una descrizione del punto vendita: si tratta un bel negozio
dedicato esclusivamente alla vera hi-fi, con una evidente preferenza per
valvole ed analogico; ci sono due salatte di ca 30 mq, acusticamente ben
curate, anche se non vi sono trattamenti particolari (tipo tube traps, daad,
etc.): la filosofia seguita in questo caso, che imho non condivido, e'
quella di offrire un ambiente ben suonante, ma contemporaneamente il piu'
possibile simile a quello domestico.
A gestirlo il signor Palmieri e signora (ritengo), che e' anche
l'importatore per l'Italia di Rehdeko e di alcuni altri
marchi, il quale si e' dimostrato gentile quanto basta, senza cioe' essere
affetto da
quelle esagerazioni di sorrisi e lecchinaggio che terminano appena concluso
l'affare; si tratta di un appassionato, buon interlocutore, che parla
volentieri e con sincerita' senza cercare di importi le sue preferenze,
anche se ovviamente e' li' per vendere i suoi prodotti.
Venendo a questi ultimi in negozio e' netta, come ho gia' detto, la
preponderanza delle valvole, e comunque di marchi piuttosto esclusivi con
una netta preferenza per la produzione francese: Pierre Lurne', Vecteur,
qualche YBA, altri minori e pressoche' scononsciuti, e poi E.A.R., Antique
Sound Lab, Euphony, Shindo, Sun Audio, fra
gli stato solido Monrio (penso sia presente tutta la gamma) Audiogram e NVA,
e poi tanti giradischi: due Garrad 401, l'Audiomeca Top, Sondek, e altro
ancora.
Per chi fosse interessato fra i servizi offerti vi e' anche la riconatura
degli altoparlanti ad un prezzo di ca. 100Klire cad.
Per quanto riguarda l'ascolto, esso ha avuto ad oggetto delle Rehdeko 115,
diffusori da stand, monovia da 26 cm ad alta efficienza (oltre i 100db); chi
fosse interessato puo' trovare ulteriori info su www.rehdeko.com , ed una
prova su FDS n.55 (o giu' di li').
L'ascolto e' stato condotto principalmente con giradischi Sondek, testina
Grace, lettore cd marchiato Vecteur, amplificazione Antique Sound Lab (del
pre non ricordo la sigla, ma costa sui 5 milioni, mentre i finali erano due
mono con una 211 ciascuno); c'erano anche un finale Sun Audio basato su una
coppia di una 300b, un Garrad che non e' stato possibile usare perche' non
perfettamente a punto e un'altra coppia di diffusori: si tratta di due
Salabier (spero si scriva cosi') monovia TQWT da pavimento.
Quanto al suono, in sintesi le caratteristche peculiari del diffusore in
esame sono: un suono trasparente e ricchissimo di dettagli una dinamica
eccezionale, una netta attenuazione delle alte frequenze ed una altezza del
soundstage assolutamente naturale.
Quest'ultima e' la prima cosa che impressiona l'ascoltatore: i cantanti non
sono limitati iin altezza, la voce proviene cioe' da dove deve provenire e
non da un punto posto ad un metro o poco piu' dal pavimento; e' una cosa che
raramente mi e' capitato di ascoltare e sempre con diffusori dal oltre 10mil
la coppia; quanto al resto della scena acustica la profondita' e' quella
giusta, non esageratamente profonda, ma appare anch'essa molto naturale;
limitata e' invece l'ampiezza del palcoscenico: all'esterno delle casse
infatti c'e' molto poco, ciononostante e' molto facile distinguere gli
strumenti fra di loro; l'individazione del loro posizionamento pero' non e'
ottenuta attraverso una sorta di iperdefinizione o iperfocalizzazione, ma
grazie alla riproduzione della giusta dinamica di ogni strumento si riesce
in qualche modo a riprodurre anche la cassa armonica di esso, non so' se
riesco a spiegarmi, lo si riproduce in 3 dimensioni. Ascoltando la batteria
e' facilissimo distinguere i diversi piatti che vengono colpiti, fra gli
archi si sente nettamente la differenza della dimensione del violino
rispetto alla viola.
La straodinaria dinamica, poi, rende effettivamente piu' "vera" la
riprodizione di tutti gli strumenti, pianoforte e organi inclusi, e della
voce umana: ascoltando Mina o Ella Fitzgerald dopo una cantante "normale" si
percepisce facilemente la grandezza delle prime, le loro straordinarie
capacita' vocali, si riesce perfino sentire quando prendono fiato.
La musica sembra piu' vera, se avete preso il Fone' allegato ad Audiophile
Sound, le campane sono assolutamente naturali, giuro che se non lo avessi
saputo, per aver ascoltato il cd il giorno prima, avrei scommesso che lo
scampanio provenisse da qualche chiesa nelle vicinanze.
Questi in sintesi i pregi delle Rehdeko; i difetti sono principalmente
riconducibili alla limitata ampiezza di banda, non tanto in basso, piu'
esteso, veloce e dinamico di quello di quasi tutti i diffusori da stand,
quanto in alto: come ho gia' detto gli alti e forse anche i medi estremi
sono nettamente attenuati rispetto al resto dello spettro sonoro. Il limite
e', infatti, non la presunta colorazione che affligge gli alti, giacche'
essa seppur presente, non da' fastidio, essendo arginata dalla ovvia
coerenza dei duffusori monoaltoparlante; il problema e' invece
l'attenuazione e l'appiattimento della dinamica: se guardate i grafici
pubblicati su FDS la sensazione all'ascolto e' proprio quella li'
rappresentata, che poi finisce per caratterizzare soprattutto piano e fiati.
Certo c'e' da dire che all'ascolto non si' da peso piu' di tanto a tale
sensazione, ma non vi e' dubbio che essa c'e', senza contare che cio'
probabilmente e' dovuto al fatto che al primo ascolto si e' affascinanti da
altri aspetti ai quali almeno io non sono abituato, ma e' probabile che, una
volta fatto l'orecchio, tale limite diventi sempre piu' evidente. Ma queste
sono mie supposizioni.
A questo punto resta poco altro da dire, se non che anche i dischi "normali"
(non per audiofli) sono tutt'altro che inascoltabili, contrariamente a
quanto accade con altri diffusori ad alta efficienza e trasparenza; molto
bene anche vecchie incisioni degli anni '30 e '40, a suonare male sono solo
gli effettacci digitali introdotti dai sedicenti tecnici del suono, come ad
es. quelli presenti nei dischi Digital della DG fino alla seconda meta'
degli '80 o cose tipo la segregazione di DeAndre' e Fossati, ognuno in una
cassa, in A Cumba, da Anime Salve.
Un altro limite di questi diffusori, e' che se da un lato riescono ad
offrire una riproduzione ricchissima di dettagli, molto naturale,
particolare ma sotto alcuni aspetti veramente al top, ad un prezzo molto
inferiore rispetto a quello necessario con diffusori tradizionali, grazie
anche alla possibilita' di usare dei monotriodo da 2 o3 watt, ad es. un Sun
Audio con le 2A3 costa meno di 4milioni, chi puo' realizzarsi un kit
spendera' forse anche meno della meta', (questo e' imho il principale pregio
per cui anche un convinto statosolidista come me potrebbe convertirsi al
valvolare) richiedono, per chi voglia collegarvi un giradischi, magari con
una MC, uno stadio Phono allo stato dell'arte, silenziossimo, che al momento
non so' quale pre sotto gli 8/9 milioni offra.
Beh, mi sembra tutto, il resto sono solo considerazioni personali che
probabilmente non interessano.
Ah, il prezzo del diffusore e' 3850klire.

Ciao
Salvatore
per rispondere inviate una mail a:
eccellentechiocciolatiscalinetpuntoit
il vecchio a.ecce...@fg.nettuno.it
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