On 17/04/2012 12:05, Ricky wrote:
> pingu <
pi...@acme.org> ha scritto:
>
>> Mi era parso che si trattasse di questo...
>
> Allora forse non mi ero spiegato bene io :-)
No, no, ti eri spiegato bene.
>> Per capirsi bene ci sarebbe bisogno di un po' di grafica.
>> Cercando in rete un diagramma a blocchi di un CD player, ho trovato
>> questa paper sintetica
http://www.tc.umn.edu/~erick205/Papers/3011Paper.pdf.
>> A pagina 9 (12 del pdf) trovi uno schema a blocchi che è semplice ma, mi
>> sembra, abbastanza realistico. Segui le frecce verso destra e vedrai che
>> c'è un blocco denominato "digital filters" che precede il DAC.
>
> Esatto.
> A rigor di logica per� il blocco "digital filters" dovrebbe essere gi� parte
> della sezione di conversione ( che non va ristretta al semplice chip DAC ).
> E proprio il posizionamento di questo blocco pu� cambiare le carte in tavola.
Fermo lì. A rigore di quale logica? Per quale principio un "filtro
digitale" dovrebbe far parte della sezione di conversione DA?
Un DAC deve fare il DAC. (punto)
Quel blocco "digital filters" è strumentale alla sola lettura e non è un
caso che chi ha redatto il documento l'abbia piazzato lì, deve solo
provvedere che al DAC e/o sull'uscita digitale del player appaiano solo
dati convertibili. Se non ci sono E32 io mi aspetto che quel blocco non
faccia proprio nulla, altrimenti cosa ci metto a fare dietro un DAC con
lo smoking? :-)
Se invece ci sono E32 il Red Book dice che fino a 3.500 bit si corregge
matematicamente, da 3.501 fino a 12.000 si interpola e da 12.000 in
poi... è un disastro.
Naturalmente preferisco non mandare al DAC dei buchi nel flusso, quindi
interpolo dove si può e decido a partire da quale soglia di byte errati
consecutivi inviare "zeri" (giusto per capirci).
E' questo il materiale che il DAC si aspetta.
> Occorre per� considerare che lo schema � del 1994 ed oggi l'elettronica dei
> player ha subito grandi evoluzioni ( es. lettura CD-dati con MP3 ).
> Se poi anzich� un semplice lettore CD si considera un lettore pi� evoluto ( es.
> lettore DVD/BD o SACD ) ci si trova che probabilmente sui dati provenienti dal
> pick-up ottico vengano effettuate operazioni ben pi� complesse rispetto al
> semplice descrambing e correzione errori.
Vero, le ottiche, le meccaniche e le interfacce digitali sono migliorate
e ciò aumenta le garanzie di lettura dei CD-DA che, a dispetto del tempo
che spendiamo a discuterne, oggi risultano essere i supporti ottici
fisicamente più semplici da leggere (pensa un pò ai BD!).
Ma il Red Book è quello, le regole per scrittura e lettura sono quelle,
non sono cambiate.
Perdonami la franchezza.
Non capisco perché ci si ostini a cercare di spingere a calci le
caratteristiche soniche di un player alla lettura e decodifica della
superficie del CD-DA quando appena più in là ci sono i veri
responsabili: DAC, preamplificazioni, alimentazioni, disturbi, ecc...
Se hai riferimenti esatti che dimostrano la "manipolazione" dei dati
ante-DAC, esponili, altrimenti diventa un giochino di (de)bunking che si
basa su dei "probabilmente".
>> In questo
>> blocco dovrebbero avvenire le operazioni di filtraggio minime che è
>> necessario applicare in caso di E32. Secondo me deve trattarsi di
>> operazioni molto semplici e poco impattanti, fondamentalmente
>> interpolazioni lineari o polinomiali di piccolo grado. Soluzioni più
>> impattanti sarebbero inutili e, peggio, vanificherebbero la qualità
>> delle soluzioni proposte dal DAC a valle. In altre parole: non avrebbe
>> alcun senso utilizzare DAC di qualità se a monte già l'elettronica di
>> lettura modificasse a pallino il flusso dei dati.
>
> E' ben qui il punto.
> Se io volessi saltare il mio stadio di conversione DA usando il lettore come
> pura meccanica e collegando un DAC esterno all'uscita digitale, son sicuro che
> presi n lettori, questi emettano lo stesso flusso di dati sull'uscita digitale?
Ma perché no? Non c'è nulla che faccia presumere il contrario!
Ti aspetti forse che quando installi Office da CD il tuo PC debba
interpretare in modo intelligente il flusso di dati perché se tu cambi
lettore allora cambiano anche quelli? Spero ben di no!
CD-ROM e CD-DA certo sono diversi (mica ho postato tutta quella tiritera
a casaccio), ma non sono così diversi come qualche furbastro vorrebbe
far credere: è materiale informatico!
Vuoi delle prove? Con un player da PC fai presto: te ne procuri
qualcuno, rippi il medesimo disco e confronti le tracce prodotte con un
sistema affidabile che testi bit per bit (MD5).
Pensi di trovare risultati diversi?
Non so cosa pensi ma io l'ho fatto (forse ti sto anticipando un post).
Siccome in genere cerco di essere sicuro di quello che dico, ho preso un
CD-DA integro, tre lettori (Plextor, LG e un interno da portatile) e ci
ho provato. Risultato: nessuna differenza, e d'altra parte non mi
aspettavo di trovarle. Ho ottenuto 24 checksum MD5 su 24 esatti per un
bel CD tosto da 81 minuti (quindi pure fuori standard), letto in tutti i
modi possibili, da "Secure" a "Burst".
>> Mi permetto di appuntare alcuni termini che hai utilizzato:
>>
>> - buffering: L'uso di buffer non ha alcun effetto sul contenuto del
>> flusso digitale, si tratta solo di una soluzione che consente di far
>> lavorare blocchi operativi diversi senza il rischio di interruzioni del
>> flusso dati. Come vedi dallo schema citato sopra, il blocco denominato
>> "sample ram buffer" è addirittura necessario, altrimenti CIRC non
>> disporrebbe di tutti i dati per effettuare il deinterleaving (i dati
>> nelle tracce sono sparpagliati).
>>
> Si certo un buffer serve sicuramente, ma oggi alcuni lettori montano buffer di
> capacit� ben maggiore di quella necessaria per le operazioni di base previste
> dalle specifiche RB.
> Sicuramente se il lettore deve essere in grado di decodificare MP3 o WMA avr�
> bisogno di un buffer ben maggiore.
> Allo stesso modo tale buffer permetterebbe di leggere pi� volte la traccia e
> ottenere una miglior correzione dei dati.
Dunque...
I buffer vengono già ampiamente utilizzati nei player portatili (auto,
ecc...) che bufferizzano per ovviare i salti meccanici.
I buffer si usano ampiamente nel ripping (ovvio).
Continui però a parlare di CD-DA rovinati o meccaniche non ben
funzionanti, perché sennò la rilettura non serve.
Credo che nessun produttore abbia da guadagnarci a implementare un
sistema informatico del genere in un player quando a monte
l'informazione è quella (il "povero" 44/16) e a valle può divertirsi ben
di più e con risultati molto più tangibili. Fanno eccezione le macchine
da ripping, tipo gli Olive, che però - appunto - fanno ripping e la
rilettura (se c'è) è finalizzata a questo.
>> - oversampling: è un'operazione delegata al DAC, non all'elettronica di
>> lettura.
>>
> A rigor di logica si. Ma con l'integrazione che c'� oggi non escludo possa
> avvenire prima di alimentare il chip DAC.
Insomma... è un mondo di incertezze! :-)
Non so se ho capito bene. Mah...
L'oversampling è un'operazione tipica da DAC, farla prima del DAC per
poi riportare la frequenza ai 44,1KHz e mandarla al DAC (che poi farà
magari un altro oversampling!) mi sembra... una follia.
Idem per altre operazioni di filtraggio che non siano la semplice
interpolazione su dati mancanti, che ci stanno a fare allora DAC come il
Sabre32?
Però, senti, facciamo che almeno in questo caso rovesciamo la logica:
portami tu un esempio di un player di qualunque tipo che esegua un
oversampling prima di mandare il segnale digitale al DAC e poi ne parliamo.