Questa volta ho voglia proprio di cercar rogna!
Sento vantare tanto lo Scherzo. Non avendolo mai ascoltato non posso
parlare né a favore né a sfavore. Voglio solo sottolineare un piccolo
particolare: il suo circuito è molto, ma molto simile a quello di tante
fonovaligie d'epoca... E allora come la mettiamo? Se elettricamente il
circuito dello Scherzo è equivalente a quello di una fonovaligia che cosa
mi dovrebbe spingere ad un suo acquisto anziché andare a caccia di
fonovaligie sepolte in qualche cantina che attendono solo delle anime pie
che abbiano tempo e voglia di revisionarle?
Lo so, questa volta sono proprio malefico! Ma sono proprio curioso di
sapere se il "re è nudo" o se sono io che "vedo nudo". Nel primo caso
amen, nel secondo caso amen lo stesso ma... con una visita dall'oculista!
Ciao
Piercarlo
Ciao Piercarlo,
perche' proprio coloro che parlano, giustamente, contro il principio di
autorita', poi lo usano a piene mani per le proprie argomentazioni ?
Il metodo scientifico prescrive che per conoscere qualcosa, si debba, per
prima cosa, sperimentarla.
Non puoi prevedere il suono di un amplificatore solo sbirciando lo schema
del suo circuito, come non potresti giudicare un pittore dai colori che ha
spalmato sulla sua tavolozza e senza guardare i suoi quadri. Questo e'
principio di autorita'.
Se tu rilevi una somiglianza, o una identita' tra gli schemi di una
fonovaligia e quello dello Scherzo, ascoltali tutti e due, e poi ci dici i
risultati. Puo' benissimo essere che alla fine suoni meglio la fonovaligia
del nonno, ma prima di trarre conclusioni bisogna comunque ascoltare.
Ogni tanto sento qualcuno che vuole trarre leggi generali da assiomi di
partenza particolari (cfr. Gulp) che siccome sa che le valvole, o i
trasformatori di uscita, sono fonte di distorsione, allora un circuito
costruito con questi elementi DEVE suonare male. Ma ascolta la musica con un
compattone e non ha mai ascoltato, per sua ammissione, uno di quegli ampli a
tubi che poi critica. Come metodo di indagine scientifica non c'e' male...
Da assiomi di partenza si parte per asserire teoremi. Ma i teoremi, fin dal
tempo di Talete, vanno comunque vagliati sperimentalmente, senno' non si va
da nessuna parte.
Ciao,
Maurizio
Si'! E' proprio cosi'! L'amplificatore che avevo recuperato ai tempi
del liceo, stereo e scoperchiato (probabilmente ci stava un giradischi),
marcato Radio Allocchio Bacchini, aveva un circuito analogo a quello
dello Scherzo (a parte controlli di tono e volume che ne facevano quello
che ora si chiama "integrato" e costa relativamente un sacco di soldi).
D'altra parte la ECL82/PCL82 (cambia l'alimentazione del filamento)
era una incarnazione "sixties" di quello che oggi sono i piu' pregiati
integrati amplificatori di potenza completi.
Devo pero' dire che i trasformatori di uscita erano veramente scarsi.
D'altra parte, come usava all'epoca, gli altoparlanti (monovia in carta)
erano montati a dipolo su un baffle di pochi centimetri, quindi la risposta
sui bassi avra' cominciato a calare sui 1000 Hz... A questo punto, a che
pro spendere tanto su nuclei enormi?
> E allora come la mettiamo? Se elettricamente il
> circuito dello Scherzo è equivalente a quello di una fonovaligia che cosa
> mi dovrebbe spingere ad un suo acquisto anziché andare a caccia di
> fonovaligie sepolte in qualche cantina che attendono solo delle anime pie
> che abbiano tempo e voglia di revisionarle?
Il costo di uno scherzo non e' tanto superiore alla manodopera + componenti
nuovi necessari per un restauro... Pero', se lo fai da te e se hai voglia
di impolverarti, secondo me puo' essere piu' che sensato. Come esperienza
di restauro, piu' che per il risultato finale (componenti anziani).
> Lo so, questa volta sono proprio malefico! Ma sono proprio curioso di
> sapere se il "re è nudo" o se sono io che "vedo nudo". Nel primo caso
> amen, nel secondo caso amen lo stesso ma... con una visita dall'oculista!
Beh, diciamo che il re e' un po' sbracato, ma nelle varie presentazioni
su Costruire Hi-Fi mi sembrava fosse chiaro che 1) la valvola e' superdiffusa
(p.es. era usatissima nei televisori fino agli anni 70!), e 2) il circuito
non e' un circuito serio ma una provocazione. A forza di nominarlo ci facciamo
il callo, ma ricordiamoci come e' stato battezzato e perche'.
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
> Ogni tanto sento qualcuno che vuole trarre leggi generali da assiomi di
> partenza particolari (cfr. Gulp) che siccome sa che le valvole, o i
> trasformatori di uscita, sono fonte di distorsione, allora un circuito
> costruito con questi elementi DEVE suonare male.
vedi che VUOI fraintendere?
ho sempre detto che deve distorcere non che deve suonare male... il bene
o male essendo soggettivi, non sono concetti che possiamo avere in
comune (ognuno ha il suo) mentre le misure oggettive sono uguali per
tutti
> Ma ascolta la musica con un
> compattone e non ha mai ascoltato, per sua ammissione, uno di quegli ampli a
> tubi che poi critica.
non mi hai letto bene... il mio penultimo amoli era un fisher PP a
valvole da 20W per canale costruito probabilmente intorno agli anni 50
(e l'ho ascoltato per 5 anni)
questa vada per quelli che dicono che solo i tecnofili vogliono
sfottere, vorrei sapere indo' caxxo sta scritto che per avere una
opinione bisogna andare nei negozi a scassare la minchia ai venditori
per ascoltare di tutto e di piu'??? e' una legge di natura? chi non fa
cosi' non ha diritto di parloa? ma va a ciapa' ma va...
> Come metodo di indagine scientifica non c'e' male...
ascoltare non ha nulla a che vedere con una indagine scientifica...
al massimo, usando le precauzioni del caso, puo decidiere se le
differenze tra due appareccchi sono udibili
IL BELLO E IL BRUTTO *NNOONN* *SSOONNOO* *OOGGEETTTTOO* *DDII*
*IINNDDAAGGIINNEE* *SSCCIIEENNTTIIFFIICCAA*
!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
echheccavolo!
> Da assiomi di partenza si parte per asserire teoremi. Ma i teoremi, fin dal
> tempo di Talete, vanno comunque vagliati sperimentalmente, senno' non si va
> da nessuna parte.
ma quali assiomi? ma quali teoremi?
ma soprattutto quale vaglio sperimentale?
questo cavo ha un suono caldo!
la puntina del giradischi dopo che l'ho imbrattata di colla ha una
definizione dei dettagi che prima non aveva!
le resistenze che ho laccato ora hanno la stessa impedenza
dell'orecchio!
mi faccia il favore mi faccia!!
ciao, gulp
Concludendo lo stesso ampli configurato in maniera leggermente diversa
sembrava un'altro oggetto, figuriamoci rispetto alle fonovalige.
Ritengo che la qualità dello scherzo oltre che ad uno studio attento dei
punti di lavoro, sia dovuta alla realizzazione ottima dei trasformatori di
uscita (che lavorano gelidi) e di alimentazione (che lavora appena appena
tiepido, infatti è gigantesco rispetto la potenza assorbita).
Ciao, Francesco
Piercarlo Boletti <piercarl...@tiscalinet.it> wrote in message
piercarloboletti...@mi2-829.tiscalinet.it...
> Ciao a tutti!
>
> Questa volta ho voglia proprio di cercar rogna!
> Sento vantare tanto lo Scherzo. Non avendolo mai ascoltato non posso
> parlare né a favore né a sfavore. Voglio solo sottolineare un piccolo
> particolare: il suo circuito è molto, ma molto simile a quello di tante
> fonovaligie d'epoca... E allora come la mettiamo? Se elettricamente il
> circuito dello Scherzo è equivalente a quello di una fonovaligia che cosa
> mi dovrebbe spingere ad un suo acquisto anziché andare a caccia di
> fonovaligie sepolte in qualche cantina che attendono solo delle anime pie
> che abbiano tempo e voglia di revisionarle?
>
> Lo so, questa volta sono proprio malefico! Ma sono proprio curioso di
> sapere se il "re è nudo" o se sono io che "vedo nudo". Nel primo caso
> amen, nel secondo caso amen lo stesso ma... con una visita dall'oculista!
>
> Ciao
> Piercarlo
> Il concepimento di questo tipo di circuiti ha un processo totalmente diverso
> rispetto quelli a bjt. Cioč si possono progettare circuiti a valvole come
> quelli a stato solido adottando topologie analoghe, vedi i molti push-pull,
> che somigliano ai classici ampli a bjt in classe AB,
ehm solo per la storia... i PP sono nati con le valvole... i bjt sono
arrivati mooolto dopo
prima dell'avvento dei bjt gli ampli erano quasi esclusivamente PP a
valvole che, al tempo, venivano considerati superiori ai SE sia per
rendimento che per misure... ma erano gli anni in cui i guru dovenano
ancora nascere... beata ingenuita' :)))
ciao, gulp
Ovviamente, circa negli anni 50, forse anche 40, mentre gli SE sono degli
anni 20, 30.
Ciao, Francesco
Caro Piercarlo, nessuno è più convinto di me che il re sia nudo, ma
quanto allo "scherzo" c'è un aspetto che mi fa pensare che almeno le
mutande le abbia: la possibilità di costruirselo da soli, a un prezzo
accessibile anche se, opinione mia, non proprio basso rispetto a quel
che resta in mano alla fine.
Forse c'entra poco con l'hi-fi, ma è una buona occasione per iniziare o
accrescere la propria cultura tecnica, con un circuito elementare in cui
ogni funzione è facilmente descrivibile e comprensibile. Pensa solo al
fatto che in un triodo puoi addirittura 'guardarci dentro' e puoi darne
una semplice descrizione, schematica ma comprensibile quasi a tutti, di
struttura e funzione. Questo a prescindere dal fatto che il gas
rarefatto suoni meglio oppure no rispetto alla materia condensata;-).
Poi questo può essere o meno distorto a fabbricare mitologie; siamo
d'accordo, lo vediamo ogni giorno. Ma l'occasione ci sarebbe, per chi la
vuole usare al meglio.
Che lo scherzo sia o meno un oggetto hi-fi è ampiamente discutibile.
Potrebbe forse esserlo, a parte altre considerazioni, attaccandoci delle
Klipsch o ascoltandolo in cuffia. Ma se hi-fi significa riproduzione più
fedele possibile, o almeno più realistica possibile, di quel che suonava
all'origine, allora mi è difficile considerarlo tale: con casse da 90 dB
(già piuttosto rare di questi tempi!) è obbligato a mandare oltre il
clipping, o in alternativa a far sparire nel rumore, quasi metà della
dinamica di un CD. La gamme dinamica di cui dispone non basterebbe
nemmeno per i vecchi cari LP.
Ciao
Tullio
--
Tullio Mariani, Pisa, Italia.
"Alcuni vorrebbero ammazzarmi, altri vorrebbero conversare
a lungo con me. Dai primi la legge mi difende".
http://www.geocities.com/vienna/strasse/5513/
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Before you buy.
Io ci ascolto delle Rehdeko RK 115e ti sfido a trovare un oggetto più hi fi da abbinare alle suddette (...te lo dico io: devi partire da Meishu a salire, Audio Tekne IT I e II, 211 cinesi, ecc.).
Ciao
Max
--
Posted from pop10-acc.tin.it [212.216.176.73]
via Mailgate.ORG Server - http://www.mailgate.org
Il tuo discorso sul fatto che in un ampli minimalista bisogna curare tutto
non fa una piega. Ma quello che ti chiedo a questo punto è: tutta questa
sensibilità ai particolari (punti di lavoro, tolleranze ecc.) secondo te è
un PREGIO o un DIFETTO? E soprattutto vale proprio la pena di minimizzare
i materiali per massimizzare le difficoltà a ottenere una qualità
costante? Dopotutto se tutte le torte fossero "fatte in casa" si
mangenerebbe una torta ogni dieci anni...
Ciao!
Piercarlo
Da quel che mi risulta i PP erano già in giro alla metà degli anni trenta
(vedi articoli storici sparsi qua e là su CHF).
Quanto ai transistori, la maggior parte dei loro circuiti di impiego era
già stata pensata sul finire degli anni cinquanta (circuiti a simmetria
complementare inclusi).
Piercarlo
Io non ho nulla contro lo Scherzo e anzi devo dire che, tutto sommato, è
tra le cose più oneste che si possano trovare tra le proposte di
autocostruzione per audiofili. Il prezzo è "forse" un po' alto ma non è un
furto ed è comunque in linea con quello di altri kit proposti anche da
riviste meno audiofile. Quello che volevo vedere era se quello che può
sembrare un "culto" fosse in realtà solo una forma di affetto per un
apparecchio costruito in proprio (e questo lo posso capire benissimo, ci
mancherebbe! Anche i saldatorofili hanno un cuore...) o invece una vera e
propria forma di idolatria per un qualcosa che dopotutto, trenta o
quarant'anni fa, costituiva l'impianto audio dei poveri (la fonovaligia
appunto). Con questo non voglio dire che l'elettronica (solo quella
però...) delle fonovaligie faccia necessariamente schifo; voglio solo dire
che tale e tale rimane, indipendentemente dal "fascino" delle valvole. In
effetti, dal punto di vista pratico, restaurare anche in proprio le
fonovaligie non è certo quella gran pacchia che può sembrare in un primo
momento: molte di esse erano alimentare direttamente dalla rete elettrica
senza trasformatori cosa che, oltre a renderle pericolose, oggi le
renderebbe pure ferocemente illegali.
Ciao!
Piercarlo
PS - Grazie Tullio; sono contento di non dover andare dall'oculista! ;-)
> Caro Piercarlo, nessuno è più convinto di me che il re sia nudo, ma
> quanto allo "scherzo" c'è un aspetto che mi fa pensare che almeno le
> mutande le abbia: la possibilità di costruirselo da soli, a un prezzo
> accessibile anche se, opinione mia, non proprio basso rispetto a quel
> che resta in mano alla fine.
Qui sorge spontanea una domanda. Se qualcuno ha idee su come spendere bene
300k è caldamente invitato a farsi avanti. Gliene sarò grato. Personalmente
ho bisogno di un pre (anche phono!) e sono contento che ci sia la
possibilità di entrare in possesso, con questa cifra, di un apparecchio ben
progettato, ben realizzato e ben suonante. Scusate
il carattere personale della richiesta. Ma il discorso è valido in generale.
C'è la reale possibilità di riuscire a spendere ancora meno ottenendo
risultati confrontabili a quelli ottenuti dallo Scherzo? Beninteso, posto
che tutto funzioni a dovere, non oscilli, sia ben progettato da uno che sa
il fatto suo (e anche quello di alcuni altri, magari), sia assolutamente
insensibile ad ogni genere e famiglia di cavi, garantisca misure strumentali
accettabili, una solida affidabilità e riesca a far suonare "hi-fi"
qualsiasi cassetta mediopessima dall'efficienza mediobassa, posto tutto
questo, dicevo, deve anche suonare in maniera confrontabile. Non lo credo
facile, ma sono pronto a verificare (naturalmente non corro rischi di perder
le mie certezze lungo strada, essendo condizionato a sentir solo quel che
voglio:-)).
Escludo la possibilità che ciò avvenga in ambito commerciale, quello degli
apparecchi pronti all'uso, imballati con le loro istruzioni nel sacchetto di
plastica, gli adesivi sul frontale (che tanto si tolgono), 6 ingressi +
phono, le pile del telecomando e tanto polistirolo che fa comodo quando te
lo porti al mare. Tutte cose, queste, che non influiscono direttamente sul
suono (o sulle misure, fate voi), ma che costano e quindi tolgono risorse al
risultato sonoro e/o strumentale. Meglio l'autocostruzione. Purtroppo se non
sai progettare, devi prendere un progetto già fatto e per sceglierlo devi
essere un tecnico. Comma 22. Solo un tecnico può consigliare uno schema
piuttosto di un altro, magari sbagliando, ma con la possibilità di motivare
le sue scelte. All'appassionato il compito di fidarsi (oltre che delle
proprie orecchie) della persona giusta.
Un bel giorno un nuovo arrivato si presenta sul NG e chiede consiglio per
"comprare un ampli, ma che costi poco, perchè sono ancora studente, circa
300mila lire. Voi che siete esperti che cosa mi consigliate? Grazie fin da
ora per le gentili risposte.
Camomillo"
E noi che gli rispondiamo? Che con 300k gli ampli che puoi comprare sono
proprio pochini, scegli uno di quelli. Oppure che con questa cifra l'hi-fi
la vedi da lontano, e ancora più in là c'è la my-fi (oddio, che è, sono
nuovo, sapete). O ancora costruisciti qualcosa. Io ho ben in mente la
risposta, ma è talmente ovvia che mi vergogno a scriverla, qualcun altro
saprebbe aiutare il nostro nuovo amico?
> Forse c'entra poco con l'hi-fi, ma è una buona occasione per iniziare o
> accrescere la propria cultura tecnica, con un circuito elementare in cui
> ogni funzione è facilmente descrivibile e comprensibile. Pensa solo al
> fatto che in un triodo puoi addirittura 'guardarci dentro' e puoi darne
> una semplice descrizione, schematica ma comprensibile quasi a tutti, di
> struttura e funzione. Questo a prescindere dal fatto che il gas
> rarefatto suoni meglio oppure no rispetto alla materia condensata;-).
Domanda (del tutto irrazionale): è vero quel che ho letto e sentito, ovvero
che i condensatori che usano l'aria come dielettrico hanno caratteristiche
complessivamente migliori di quelli utilizzanti le altre tecnologie?
ciao
Fabio
N.B. Le affermazioni fatte sull'impossibilità che la qualità "globale" di un
apprecchio commerciale che costi 300k (o 600k, va bene lo stesso) sia
paragonabile a quella dello Scherzo sono naturalmente motivate da esperienze
personali. Con cifre anche quasi doppie alle 300k che costa lo Scherzo sono
sempre entrato in possesso di oggetti (amplificatori nella fattispecie)
forse ben
progettati, a volte ben realizzati e sempre peggio suonanti. L'attuale
scherzetto è ben progettato, mi sembra, ma chiunque può verificare (CHF
n°24),
l'ho ben costruito e suona decisamente meglio di qualsiasi altra cosa abbia
posseduto a prezzi confrontabili. Certo, te lo devi costruire, o spendere un
po' di più per farlo costruire a qualcun altro (un altro che ingrassa alla
tavola dell'hi-fi:-)).
P.S. Grazie anche da Camomillo.
Piercarlo Boletti <piercarl...@tiscalinet.it> wrote in message
piercarloboletti...@mi1-335.tiscalinet.it...
Pre o finale?
Perche' il costo di un finale a stato solido in classe A e' dato essenzialmente
da:
- dissipatori
- condensatori dell'alimentazione e eventuale di accoppiamento di uscita
- componenti magnetici (trasformatore, eventuali induttori reservoir o di carico)
- parti meccaniche e realizzazione PCB
Il resto ha costi tendenti non a zero, ma a poche lire si'. Con 5000 lire
si compra un decente dispositivo finale, che e' il piu' costoso; tutti gli
altri componenti hanno costi dell'ordine delle centinaia di lire. Spesso
molto meno.
> C'è la reale possibilità di riuscire a spendere ancora meno ottenendo
> risultati confrontabili a quelli ottenuti dallo Scherzo?
Forse non a valvole. Risparmi sui condensatori e sui dissipatori, ma
i componenti magnetici obbligatori sono di piu' e uno e' critico, e la
parte meccanica e' leggermente piu' complessa (e c'e' l'alta trensione
da tener lontana da parti sensibili, p.es. frontale metallico...).
Ovviamente, l'osservazione sulle parti meccaniche vale oggi, in tempi
di valvole=lusso; solo quando ero ragazzino io gli apparecchi a valvole
erano anche low-end e si trovavano soluzioni di tutti i tipi.
> e tanto polistirolo che fa comodo quando te
> lo porti al mare.
Cosa ci fai al mare col polistirolo?
> Un bel giorno un nuovo arrivato si presenta sul NG e chiede consiglio per
> "comprare un ampli, ma che costi poco, perchè sono ancora studente, circa
> 300mila lire. Voi che siete esperti che cosa mi consigliate? Grazie fin da
> ora per le gentili risposte.
> Camomillo"
A me lo studente (vero, Nicola?) mi dice che possiede un oscilloscopio
e mi consiglia casse da un paio di milioncini...
> E noi che gli rispondiamo? Che con 300k gli ampli che puoi comprare sono
> proprio pochini, scegli uno di quelli. Oppure che con questa cifra l'hi-fi
> la vedi da lontano, e ancora più in là c'è la my-fi (oddio, che è, sono
> nuovo, sapete). O ancora costruisciti qualcosa. Io ho ben in mente la
> risposta, ma è talmente ovvia che mi vergogno a scriverla, qualcun altro
> saprebbe aiutare il nostro nuovo amico?
Buttiamogli giu' uno schema...
> Domanda (del tutto irrazionale): è vero quel che ho letto e sentito, ovvero
> che i condensatori che usano l'aria come dielettrico hanno caratteristiche
> complessivamente migliori di quelli utilizzanti le altre tecnologie?
Non faccio fatica a crederlo. L'aria ha caratteristiche elettriche superbe
per certi parametri. Solo... una bottiglia di leida da 10.000 uF non me
la vedo proprio.
> P.S. Grazie anche da Camomillo.
E' il torero dello zecchino d'oro 1969 oppure l'audiofilo di Aloia?
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
Finale, ovviamente, e anche secondo quanto tu affermi (e che mi trova
essenzialmente d'accordo) a maggior ragione pre (niente trafi finali, niente
dissipatori). E poi ho preso spunto dallo Scherzo che è un finale, con tre
trafi, due zoccoli e un pcb (del quale si potrebbe fare a meno). E la classe
A non è obbligatoria. Ripeto: a me serve un pre, se qualcuno ha delle idee
valide.... ma il discorso non vuole essere personale.
>
> > C'è la reale possibilità di riuscire a spendere ancora meno ottenendo
> > risultati confrontabili a quelli ottenuti dallo Scherzo?
>
> Forse non a valvole. Risparmi sui condensatori e sui dissipatori, ma
> i componenti magnetici obbligatori sono di piu' e uno e' critico, e la
> parte meccanica e' leggermente piu' complessa (e c'e' l'alta trensione
> da tener lontana da parti sensibili, p.es. frontale metallico...).
Valvole, BJT, mosfet, quello che vuoi, l'importante è che funzioni bene, sia
solido ed affidabile e suoni decentemente. Se pensi che a parità di spesa lo
stato solido porti a risultati migliori (rimanendo nell'intorno delle 300k),
allora quella è la strada da seguire.
> Ovviamente, l'osservazione sulle parti meccaniche vale oggi, in tempi
> di valvole=lusso; solo quando ero ragazzino io gli apparecchi a valvole
> erano anche low-end e si trovavano soluzioni di tutti i tipi.
Ma noi non cerchiamo il lusso, cerchiamo le prestazioni. Altrimenti ci
compriamo gli Audio Note o gli Spectral o i Rowland o gli Jadis (ma non
facciamolo sapere sul NG) e il lusso lo abbiamo come opzione gratuita.
Quindi via i frontali cromati, le manopole di ottone massiccio e la radica
di noce e largo al lamierino, alle manopole riciclate e al sano abete.
> > e tanto polistirolo che fa comodo quando te
> > lo porti al mare.
>
> Cosa ci fai al mare col polistirolo?
Non so nuotare...
No, volevo dire che se lo trasporti con gli imballi non rischi di rigare il
lucidissimo frontale.
>
> > Un bel giorno un nuovo arrivato si presenta sul NG e chiede consiglio
per
> > "comprare un ampli, ma che costi poco, perchè sono ancora studente,
circa
> > 300mila lire. Voi che siete esperti che cosa mi consigliate? Grazie fin
da
> > ora per le gentili risposte.
> > Camomillo"
>
> A me lo studente (vero, Nicola?) mi dice che possiede un oscilloscopio
> e mi consiglia casse da un paio di milioncini...
Scusate, ma questo non c'entra nulla. Se oltre a tutto quello che leggiamo
sul NG ci mettiamo anche a fare i conti in tasca a chi posta... ciao. Eppoi
le passioni portano anche a qualche sacrificio, magari invece delle scarpe
alla moda ci scappano un paio di valvole. Ed infine essere ricchi non è una
colpa. Camomillo da parte sua viene da una famiglia di braccianti molisani
ed ha messo da parte la paghetta settimanale per sei lunghi anni prima di
decidersi a postare la sua richiesta.
>
> > E noi che gli rispondiamo? Che con 300k gli ampli che puoi comprare sono
> > proprio pochini, scegli uno di quelli. Oppure che con questa cifra
l'hi-fi
> > la vedi da lontano, e ancora più in là c'è la my-fi (oddio, che è, sono
> > nuovo, sapete). O ancora costruisciti qualcosa. Io ho ben in mente la
> > risposta, ma è talmente ovvia che mi vergogno a scriverla, qualcun altro
> > saprebbe aiutare il nostro nuovo amico?
>
> Buttiamogli giu' uno schema...
Yuhuuu! Sono le parole che aspettavo, solo che dovrebbero essere seguite da
qualche disegno. Naturalmente da parte dei tecnici, chè se lo faccio io è
più probabile che serva a testare cavi che non ad ascoltare musica (o suoni,
o sinusoidi, o swappate, e per chi li ama anche impulsi). Quel che voglio
dire, e che volevo dire anche prima di qusto post, è che tutta la teoria
sparsa sul NG non si è mai trasformata in qualcosa di pratico, uno schema,
una modifica ad un progetto esistente, niente (o forse mi è sfuggita, può
essere) che sia di utilità a chi in questo NG ci è venuto perchè si chiama
it.hobby.hi-fi e ha creduto di trovare notizie utili a migliorare il proprio
impianto.
>
> > Domanda (del tutto irrazionale): è vero quel che ho letto e sentito,
ovvero
> > che i condensatori che usano l'aria come dielettrico hanno
caratteristiche
> > complessivamente migliori di quelli utilizzanti le altre tecnologie?
>
> Non faccio fatica a crederlo. L'aria ha caratteristiche elettriche superbe
> per certi parametri. Solo... una bottiglia di leida da 10.000 uF non me
> la vedo proprio.
Certo, dimensioni a parte. La mia domanda era del tutto teorica. Mi sembra
che comunque confermi le voci che mi sono giunte.
>
> > P.S. Grazie anche da Camomillo.
>
> E' il torero dello zecchino d'oro 1969 oppure l'audiofilo di Aloia?
L'audiofilo di Aloia.
ciao
Fabio
>
> --Stefano Rovetta
> s...@dibe.unige.it
Ciao Stefano, rispondo anche più ampliamente al tuo ppost dell'altro
giorno, sul costo di uno stato solido analogo in classe A.
> Perche' il costo di un finale a stato solido in classe A e' dato
essenzialmente
> da:
> - dissipatori
> - condensatori dell'alimentazione e eventuale di accoppiamento di
uscita
> - componenti magnetici (trasformatore, eventuali induttori reservoir o
di carico)
> - parti meccaniche e realizzazione PCB
>
> Il resto ha costi tendenti non a zero, ma a poche lire si'. Con 5000
lire
> si compra un decente dispositivo finale, che e' il piu' costoso; tutti
gli
> altri componenti hanno costi dell'ordine delle centinaia di lire.
Spesso
> molto meno.
Facciamo una ipotesi di lavoro: 2 W abbondanti ;-) per canale in classe
A su carico da 8 ohm.
Alimentazione a 12-13 volt. Per chi è pigro: Nei negozi di elettronica
trovi alimentatori per baracchinari da 13.5 V, 3A. Alla corrente
nominale sono un po' al limite, ma noi resteremmo sotto. Secondo che
negozio trovi, la spesa passa da giusta a trascurabile (ne hanno come
fondi di magazzino...).
Meglio farselo: un trasf da 60 W (normale 20mila lire, toroidale
30-40mila), un ponte di diodi (0.5mila) e un condensatorone neanche
eccessivo (5mila per 5000crofarad 25 V, sufficiente vista la corrente
richiesta, se non vi fidatew raddoppiare). Fatto l'alimentatore, fatta
la spesa grossa.
Dissipatori: due rettangoli di alluminio 10x12 cm^2, spesso 2-3mm (vado
a occhio, ma vedrai, per queste potenze...) oppure le pareti della
scatola in cui lo monterai, più che sufficienti comunque. 2mila o meno?
Basetta millefori: non è comoda come il circuito stampato, ma, una volta
fatto lo schema di montaggio e riportatolo su un foglio con la
grigliatura della millefori, richiede solo un po' di cura in più. E
insegna qualcosina in più. Si potrebbe anche fare, con molta semplicità,
delle millefori serigrafate sul lato componenti. Sotto le 10mila
A questo punto con due-tre transistors (carico passivo) o quattro-cinque
(carico attivo) e le relative reti resistive-capacitive hai tutto quello
che ti serve. Con un transistor in più ci fai anche i controlli di tono
'attivi'. 20mila a tenersi molto, molto larghi. Facciamo trenta con i
potenziometri, quaranta con i connettori di ingresso e uscita...
La somma falla tu, tenendo presente che, oltre a sovrastimare, ho
indicato i prezzi più alti sul mercato, quelli che troverebbe il singolo
autocostruttore, e per roba di qualità. Non quelli che troverebbe chi
ordina un minimo di stoccaggio. Lì si potrebbe abbattere la spesa anche
del 50%
Non voglio istituire confronti con lo Scherzo. Da un lato le, eventuali
prestazioni strumentali a troppi risultano indigeste (anche se poi,
quando sembrerebbe che gli diano ragione, allora vanno bene;-).
Dall'altra non sono ancora riuscito a farmi spiegare cosa si
intende quando si cita la 'ariosità del suono' e altre simili
caratteristiche, e ormai non ci spero più.
Però mi è permesso dire che l'oggetto della nostra ipotesi di lavoro non
darebbe la scossa, e che potrebbe cadere per terra senza farsi danni
funzionali?
> A me lo studente (vero, Nicola?) mi dice che possiede un oscilloscopio
> e mi consiglia casse da un paio di milioncini...
Ma va!
> Buttiamogli giu' uno schema...
Mi girano per la testa fantasmi di schemi di quando gli ampli a trans
erano minimalisti e sperimentali per necessità (quelli veri erano a
valvole) e non per lusso. Sto cercando di buttarne giù uno 'di sintesi'
con le caratteristiche dette sopra. Non so se riuscirò mai a montarlo e
provarlo; postarlo prima non sarebbe molto corretto. Se interessasse a
qualcuno, potrebbe essere uno stimolo...
>A me lo studente (vero, Nicola?) mi dice che possiede un oscilloscopio
>e mi consiglia casse da un paio di milioncini...
>
Stefano, hai mal interpretato la mia frase: io oscilloscopio non ne ho.
Dovevo portare "lo scherzo" a scuola, non l'oscilloscopio. Ma poi: che senso
avrebbe dire: "Ehm.. ma l'oscilloscopio.. argh.. lo porto a scuola?? "
Che faccio... porto a scuola l'oscilloscopio per far che??? Io l'ampli ce
l'ho a casa...
" Adesso provo con Spectralab, per avere un dato di massima.... (appena
capisco come
funziona)"
E visto che completavo la frase in questo modo....
Stefano... anche tu.... adesso..... non ci credo. Non è la prima volta che
ci leggiamo.
Ciao
Nicola
>--Stefano Rovetta
>s...@dibe.unige.it
Oscilloscopio non è ho, è stata mal interpretata la mia frase. casse da due
milioni le consiglio.. ma non ho nemmeno queste (purtroppo). Non posso
permettermi molto, a momenti nemmeno la gita di fine anno (ma ci andrò
comunque), a parte qualche viaggio per poter espandere le mie conoscenze, e
divertirmi (i vari meeting ed incontri conprogettisti).
>Ma va!
Ok ok ok.... dopo questo post di Stefano mi sono girate.....
Ti ho detto più volte di non insinuare. Adesso hai messo in discussione
nuovamente la mia persona, tanto che non credono più chi io sia, e quello
che dica.
Allora caro TM sai che faccio? Pubblico in NG il mio numero di telefono!
Si, sarà rischioso, ma lo faccio lo stesso!
090 395060
ed il mio cell è :
0347 4453852
Ora, caro TM: ti invito gentilemte a telefonarmi, e vedere effettivamente
con chi stai parlando.
Sempre che tu ne abbia voglia e coraggio.
Puoi chiamarmi dopo le 14:20, perchè esco da scuola alle 13:40, ed il tempo
di arrivare con l'autobus....
Ma dopo le 15-16 al cellulare perchè spesso esco.
Se lo farai, e mi aspetto che tu lo faccia domani, allora capirai con chi
stai parlando, ed avrai sicuramente l'accortezza di pubblicare in NG la tua
impressione.
Se non mi chiamerai, intendo nella giornata di domani, allora EVITA IN OGNI
MODO DI FARE QUALUNQUE RIFERIMENTO ALLA MIA PERSONA COME I PRECEDENTI .
Mi hai fatto arrivare ad un punto limite: non so che altro fare per fartelo
capire! In NG non lo capirai mai, il mio sito con le foto possono essere
pure fasulle, di persona è difficile vederci....
Ora dimmi magari... "tanto farai parlare qualcun altro... o che comunque io
rimango sempre una persona che ha "interessi" misteriosi nel campo
dell'HI-FI. "
Dici quello che vuoi, ma se domani non mi chiami , ti invito gentilmente
ancora una volta, a smetterla di fare insinuazioni.
Ciao
Nicola
PS: e pensare che basterebbe parlare con Stefano Monteferri (che mi ha visto
al meeting), Mauro e Sabina Audiokit (sempre al meeting), Chiappetta ,
Chiomenti (che fra l'altro ha scritto pure in NG ricordando la mia presnza
al meeting), Piccione, e chi più??? Boh???
Bah... non avrei mai pensato di dover così tanto difendere la mia persona!
In article <8bbc7e$84l$2...@lacerta.tiscalinet.it>,
"Nicola" <nic...@tin.it> wrote:
>
> T. M. ha scritto nel messaggio <8bap29$1ps$1...@nnrp1.deja.com>...
> >
> >
> >> A me lo studente (vero, Nicola?) mi dice che possiede un
oscilloscopio
> >> e mi consiglia casse da un paio di milioncini...
Questo lo ha scritto Stefano, non io. Comincia col citare (o se
preferisci 'quotare') correttamente.
> Oscilloscopio non è ho, è stata mal interpretata la mia frase. casse
da due
> milioni le consiglio.. ma non ho nemmeno queste (purtroppo). Non posso
> permettermi molto, a momenti nemmeno la gita di fine anno (ma ci andrò
> comunque), a parte qualche viaggio per poter espandere le mie
conoscenze, e
> divertirmi (i vari meeting ed incontri conprogettisti).
Oscilloscopio, casse, gite sono cavoli tuoi; io non ho affermato niente
al proposito, anche perché non me ne potrebbe fregare di meno.
> >Ma va!
> Ok ok ok.... dopo questo post di Stefano mi sono girate.....
> Ti ho detto più volte di non insinuare. Adesso hai messo in
discussione
> nuovamente la mia persona, tanto che non credono più chi io sia, e
quello
> che dica.
Ce l'hai con me o con Stefano?
Quel "ma va!"? Espressione di incredulità generica. Potevi
interpretarlo in cinquecento modi (esempio: "possibile che abbia
davvero un oscillografo e casse da due milioni?"). Hai scelto di
interpretarlo diversamente, scelta esclusivamente tua, e della quale
non me ne potrebbe fregare di meno.
Stesso discorso vale per chiunque tu sia o non sia: non me ne potrebbe
fregare di meno.
> Allora caro TM sai che faccio? Pubblico in NG il mio numero di
telefono!
> Si, sarà rischioso, ma lo faccio lo stesso!
Sei audace e temerario come i cavalieri d'altri tempi, un vero prode.
<TAGLIO i numeri per carità di patria>
> Ora, caro TM: ti invito gentilemte a telefonarmi, e vedere
effettivamente
> con chi stai parlando.
Prenderei in considerazione l'ipotesi solo se tu fossi una bella
figliola. Dubito che la situazione sia questa, e quindi non vedo
ragione per farlo. Per il resto, chiunque tu sia o non sia, non me ne
potrebbe fregare di meno.
> Sempre che tu ne abbia voglia e coraggio.
> Puoi chiamarmi dopo le 14:20, perchè esco da scuola alle 13:40, ed il
tempo
> di arrivare con l'autobus....
> Ma dopo le 15-16 al cellulare perchè spesso esco.
Di come passi le tue giornate, chiunque tu sia o non sia, non me ne
potrebbe fregare di meno.
> Se lo farai, e mi aspetto che tu lo faccia domani, allora capirai con
chi
> stai parlando, ed avrai sicuramente l'accortezza di pubblicare in NG
la tua
> impressione.
>
> Se non mi chiamerai, intendo nella giornata di domani, allora EVITA
IN OGNI
> MODO DI FARE QUALUNQUE RIFERIMENTO ALLA MIA PERSONA COME I PRECEDENTI
Quale riferimento alla tua persona? E non urlare.
Hai, tanto per cambiare, la memoria corta. TI SENTI DI NUOVO IN DIRITTO
DI DARE LEZIONI DI CORRETTEZZA? E per di più senza sapere né a chi
indirizzarle, né come motivarle.
> Mi hai fatto arrivare ad un punto limite: non so che altro fare per
fartelo
> capire! In NG non lo capirai mai, il mio sito con le foto possono
essere
> pure fasulle, di persona è difficile vederci....
Chi tu sia o non sia, è un problema che mi lascia dormire la notte. Se
ancora non è chiaro, non me ne potrebbe fregare di meno.
> Ora dimmi magari... "tanto farai parlare qualcun altro... o che
comunque io
> rimango sempre una persona che ha "interessi" misteriosi nel campo
> dell'HI-FI. "
Svagelli. Chi tu sia o non sia è l'ultima delle mie preoccupazioni.
Quando avevo dei dubbi al proposito avevo semplicemente deciso di non
risponderti e ignorarti, senza fare alcun commento al riguardo. Ma la
cosa non ti stava bene... RICORDI COME ANDARONO LE COSE, O MIO MAESTRO
DI CORRETTEZZA?
Successivamente a quei fatti, non ho avuto più ragioni per preoccuparmi
della tua identità. Della quale, spero sia ormai chiaro, non me ne
potrebbe fregare di meno.
> Dici quello che vuoi, ma se domani non mi chiami , ti invito
gentilmente
> ancora una volta, a smetterla di fare insinuazioni.
Dettagliami quali insinuazioni ho fatto che non siano solo nella tua
testa, oppure stai zitto.
Quanto a stimarti tanto, o poco, o nulla è una scelta mia (spero di
poter scegliere io le persone che stimo, o nemmen questo?) che baso sui
rapporti pregressi, e che con i tuoi discorsi attuali non c'entra nulla.
Ma non credo tu abbia bisogno della mia stima per sopravvivere. E
comunque fosse, a me non me ne potrebbe fregare di meno. Vedi di
entrare nello stesso ordine di idee.
> PS: e pensare che basterebbe parlare con Stefano Monteferri (che mi
ha visto
> al meeting), Mauro e Sabina Audiokit (sempre al meeting), Chiappetta ,
> Chiomenti (che fra l'altro ha scritto pure in NG ricordando la mia
presnza
> al meeting), Piccione, e chi più??? Boh???
Delle persone che frequenti e in che occasioni non è che mi interessi
molto più che del tuo numero di telefono o di come passi le giornate.
Nemmeno quando di cognome si chiamano Audiokit.
> Bah... non avrei mai pensato di dover così tanto difendere la mia
persona!
Chi l'ha attaccata? E' buona regola di vita stare attenti alle proprie
frequentazioni: la paranoia è contagiosa. Comunque anche questi sono
fatti tuoi, a me non me ne potrebbe fregare di meno.
E una volta accertato, dichiarato e sottoscritto che a me chiunque tu
sia o non sia non me ne potrebbe fregare di meno, posso finalmente
ottenere il favore di non dover più perdere tempo con te?
Grazie!
Tullio.
Mica tanto. La scossa la puoi prendere lo stesso, che al primario del trafo
i 220 ci sono lo stesso e se non li isoli (ma forse qui sono isolati, mentre
nei valvolari in genere si mettono i test point in bella vista sul
frontale, accanto alle manopole del volume).... e per la seconda
considerazione, dipende da che altezza.....
ciao
Fabio
> T. M. <half_c...@geocities.com> wrote in message
> 8bap29$1ps$1...@nnrp1.deja.com...
> <IPERCUT>
> > Però mi è permesso dire che l'oggetto della nostra ipotesi di lavoro
non
> > darebbe la scossa, e che potrebbe cadere per terra senza farsi danni
> > funzionali?
>
> Mica tanto. La scossa la puoi prendere lo stesso, che al primario del
trafo
> i 220 ci sono lo stesso e se non li isoli
Due - tre pezzetti di gomma termorestringente (o se proprio vuoi di
'nastro isolante') nei due-tre punti che totalizzano un paio di
centimetri scoperti in tutto, e ti levi la paura.
> (ma forse qui sono isolati, mentre
> nei valvolari in genere si mettono i test point in bella vista sul
> frontale, accanto alle manopole del volume)
Qui sono banalmente isolabili, vedi sopra. E i test point, anche se sono
dentro, in un apparecchio da autocostruire non sono così ininfluenti,
non credi. Una volta montato, provato, calibrato e chiuso il tutto sei a
posto. Ma il bello dello Scherzo mi pare sia proprio la possibilità di
intervenire, alterare, aggeggiare, modificare, provare. Questo almeno si
è detto in giro, e io sarei abbastanza d'accordo.
... e per la seconda
> considerazione, dipende da che altezza.....
Pari altezza ti va bene? Diciamo dal tavolo a terra, e mentre il tutto è
in funzione...
Ci stai a fare la prova? ;-)
Ciao
Tullio
Hai ragione: chiedo scusa. Ho involontariamente avvicinato
un accendino ad un bidone di polvere da sparo. Che dite,
se soffio un po' si spegne?
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
Nicola wrote:
> Che faccio... porto a scuola l'oscilloscopio per far che??? Io l'ampli ce
> l'ho a casa...
Si', ma pensavo che a scuola avessi un laboratorio...
> Stefano... anche tu.... adesso..... non ci credo. Non è la prima volta che
> ci leggiamo.
Accidenti al monocarpo, manco avessi parlato di politica...
Va bene, devo spiegare?
Evidentemente la cosa e' venuta fuori da due atteggiamenti miei: 1) l'estrema
riluttanza (quasi senso di colpa) a utilizzare tempo, soldi, risorse, spazio
solo per me e per le cose che interessano solo me; 2) il fatto che parlare
di cosa ho in tasca io non mi da' fastidio.
L'atteggiamento 1) ha fatto in modo che le due frasi in un unico post (quella
sull'oscilloscopio, che ho frainteso, e quella sulle casse, che non ho frainteso
ma che tu fraintendendo hai creduto che avessi frainteso .....ufff) mi facessero
un certo effetto. L'atteggiamento 2) ha fatto in modo che facessi
quell'osservazione, senza rendermi conto di quanto altri potessero prendersela
per questo. Io non me la sarei presa, quindi ho generalizzato.
Chiaro? (Se mi hai capito, complimenti. Io di meglio non riesco a fare...)
Allora andiamo su temi su cui evidentemente la suscettibilita' e' minore:
viva bossi viva berlusconi viva dalema. "Giovinezza" in 78 giri (questo
per restare on-topic col gruppo).
P.S. In questi giorni ho il tempo organizzato malissimo (impegni in regime
burst) e quindi trovo il tempo di inondare il gruppo di sproloqui.
Prometto che fra poco smetto.
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
>> Stefano... anche tu.... adesso..... non ci credo. Non č la prima volta
che
>> ci leggiamo.
>
>Accidenti al monocarpo, manco avessi parlato di politica...
>
>Va bene, devo spiegare?
>
>Evidentemente la cosa e' venuta fuori da due atteggiamenti miei: 1)
l'estrema
>riluttanza (quasi senso di colpa) a utilizzare tempo, soldi, risorse,
spazio
>solo per me e per le cose che interessano solo me; 2) il fatto che parlare
>di cosa ho in tasca io non mi da' fastidio.
>
>L'atteggiamento 1) ha fatto in modo che le due frasi in un unico post
(quella
>sull'oscilloscopio, che ho frainteso, e quella sulle casse, che non ho
frainteso
>ma che tu fraintendendo hai creduto che avessi frainteso .....ufff) mi
facessero
>un certo effetto. L'atteggiamento 2) ha fatto in modo che facessi
>quell'osservazione, senza rendermi conto di quanto altri potessero
prendersela
>per questo. Io non me la sarei presa, quindi ho generalizzato.
>
>Chiaro? (Se mi hai capito, complimenti. Io di meglio non riesco a fare...)
Si, Chiaro. Scusa come ti ho risposto, ma l'ho fatto proprio per aver letto
la risposta di TM, che mi ha molto infastidito.
Nulla direttamente contro di te. Piů uno sfogo generale.
>
>Allora andiamo su temi su cui evidentemente la suscettibilita' e' minore:
>viva bossi viva berlusconi viva dalema. "Giovinezza" in 78 giri (questo
>per restare on-topic col gruppo).
>
>P.S. In questi giorni ho il tempo organizzato malissimo (impegni in regime
>burst) e quindi trovo il tempo di inondare il gruppo di sproloqui.
>Prometto che fra poco smetto.
>
NO! :))
Ciao
Nicola
> > Mica tanto. La scossa la puoi prendere lo stesso, che al primario del
> trafo
> > i 220 ci sono lo stesso e se non li isoli
>
> Due - tre pezzetti di gomma termorestringente (o se proprio vuoi di
> 'nastro isolante') nei due-tre punti che totalizzano un paio di
> centimetri scoperti in tutto, e ti levi la paura.
>
Dai, non mi dire che parli sul serio, io scherzavo! Da te non me lo sarei
aspettato, devo confessartelo.
Era solo per mettere in rilievo in modo un po' "polemico" che quello che hai
detto è certamente vero, ma trasuda campanilismo statosolidaro. Neanche a me
piace l'anodica di una 211. Ma sai bene anche tu che le cose si possono fare
in tanti modi, e tra questi c'è anche quello giusto.... e quindi sicuro.
> Qui sono banalmente isolabili, vedi sopra. E i test point, anche se sono
> dentro, in un apparecchio da autocostruire non sono così ininfluenti,
> non credi. Una volta montato, provato, calibrato e chiuso il tutto sei a
> posto. Ma il bello dello Scherzo mi pare sia proprio la possibilità di
> intervenire, alterare, aggeggiare, modificare, provare. Questo almeno si
> è detto in giro, e io sarei abbastanza d'accordo.
Vedi sopra. Sono d'accordo anche sul modo di operare sullo Scherzo, ma anche
su tanti altri progetti, VT o BJT che siano. Prototipo da battaglia ad alto
rischio di schicchere (raggiungibile solo dal lavorante) per togliersi la
voglia di fare esperimenti e prodotto finito in mobile sicuro al 100% per
tutti i familiari ed amici (e cani e gatti e...).
> ... e per la seconda
> > considerazione, dipende da che altezza.....
>
> Pari altezza ti va bene? Diciamo dal tavolo a terra, e mentre il tutto è
> in funzione...
Posso scegliere la lunghezza dei cavi? :-)))
> Ci stai a fare la prova? ;-)
Solo se il valvolare è tuo...
ciao
Fabio
P.S. Ribadisco la sensazione di campanilismo... sai bene che hai portato un
argomento del tutto secondario (la robustezza meccanica) per svilire un
prodotto, quando non ti mancano certo altre frecce. Comunque mi scuso se il
tono del mio prec post è sembrato troppo serio. Per finire: aspetto ancora
una risposta ad una certa domanda.
Appunto: da cui la considerazione che le valvole possono essere meno adatte.
...
> Scusate, ma questo non c'entra nulla. Se oltre a tutto quello che leggiamo
> sul NG ci mettiamo anche a fare i conti in tasca a chi posta... ciao.
!! Suvvia!
> Eppoi
> le passioni portano anche a qualche sacrificio, magari invece delle scarpe
> alla moda ci scappano un paio di valvole.
Valvole per scarpe? Piuttosto ...gli zoccoli (antimicrofonici)!
> Ed infine essere ricchi non è una colpa.
Chi dice cio'?
Solo che io parto dal presupposto (che immagino tu condivida, dato
il tono del tuo discorso) che non e' giusto calibrare il progetto
sulle tasche di chi le ha piu' piene, ma il piu' possibile su quelle
di chi le ha piu' vuote.
Questo discorso lo tiro fuori ogni volta che qui da noi qualcuno,
attirato dai brillantini delle nuove tecnologie, cerca di far evolvere
il corso di "Elettronica" su Internet in un modo che presuppone
una certa minima configurazione hardware, e lo studente che non puo'
permettersi il calcolatorone p.es. con scheda decodificatrice mpeg-2
hardware dovrebbe rinunciare al corso... Lo so che alla fine risulto
noioso e anche esagerato; ma il discorso che mi viene fatto, "ormai
questo ce l'hanno tutti", proprio non mi va giu'.
> > Buttiamogli giu' uno schema...
>
> Yuhuuu! Sono le parole che aspettavo, solo che dovrebbero essere seguite da
> qualche disegno.
Cominciamo dalle specifiche?
Prima di tutto, eliminiamo le configurazioni simmetriche. Questo perche'
impongono il raddoppio della parte piu' costosa dell'amplificatore
(l'alimentatore). Che tra l'altro, per essere ben fatto, se doppio
dovrebbe essere "tracking", cioe' simmetrico istante per istante,
non solo come circuito. Poi stabiliamo di restare sullo stato solido
(un noto MOSFET di potenza per uso audio, il BUZ900, costa mi pare
20.000 sul catalogo RS; una nota valvola, la WE 300B, puo' costare
tranquillamente 30 volte tanto).
Conteniamo la potenza, senza andare sotto un limite minimo, perche' p.es.
su 8 ohm nominali l'escursione di tensione richiesta porta subito ad
alimentazioni che richiedono condensatori costosi (a parita' di capacita',
le tensioni di lavoro piu' alte sono piu' costose e meno assortite).
Diciamo intorno agli 8-10 W continui nominali, piu' o meno come
il Monostato. Una cosa come lo Scherzo la ritengo adatta solo per
chi ha voglia di Scherzare... Come del resto l'autore specifica...
Mettiamo un paio di vincoli: vogliamo minimizzare il numero di stadi
e il numero di condensatori. Cosi' riduciamo al massimo la complessita'
realizzativa ed evitiamo il piu' possibile le discussioni sulla tecnologia
dei condensatori da scegliere.
Purtroppo ho paura che dobbiamo essere un po' accomodanti sulla THD,
perche' essere severi significa fare un circuito con retroazione forte,
il che rende piu' critico il layout fisico. Mentre io vorrei che
la difficolta' di assemblaggio fosse minima (e' un costo anche quello).
Se il circuito e' poco critico, e se ha pochi componenti, non e'
necessario uno stampato, basta una serie di capicorda. Quindi possiamo
imporre THD "frazionaria" (cioe' inferiore all'1%). Mentre questo dato
deve valere come specifica, tutto quello che si otterra' in piu'
ottimizzando il circuito (senza violare le altre specifiche) sara'
gradito.
Per minimizzare il numero di componenti, suggerisco di fare uno stadio
finale a mosfet di potenza media (quelli di alta potenza hanno capacita'
di ingresso eccessive). Questo consente di ottenere un pilotaggio
sufficiente da uno stadio di tensione senza buffer in uscita (uno stadio
in meno).
Gia' che la potenza di progetto non e' elevatissima, possiamo pensare
a lavorare in classe A; un accorgimento come quello del Monostato
(push pull asimmetrico) puo' aumentare l'efficienza. Per lo stesso
motivo, e per sfruttare al meglio la tensione di alimentazione
(che ho supposto bassa), converrebbe forse stabilizzare la Vcc.
Questo consentirebbe inoltre di non esagerare con i condensatori
di livellamento, ottenendo un risparmio ulteriore (e concettualmente,
non quantitativamente, doppio: gli elettrolitici piu' piccoli costano
meno e non serve bypassarli).
...continua
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
Stefano Rovetta <s...@dibe.unige.it> wrote in message
38DA38A0...@dibe.unige.it...
> Fabio Onesti wrote:
> > Valvole, BJT, mosfet, quello che vuoi, l'importante è che funzioni bene,
sia
> > solido ed affidabile e suoni decentemente. Se pensi che a parità di
spesa lo
> > stato solido porti a risultati migliori (rimanendo nell'intorno delle
300k),
> > allora quella è la strada da seguire.
> >
> > > Ovviamente, l'osservazione sulle parti meccaniche vale oggi, in tempi
> > > di valvole=lusso; solo quando ero ragazzino io gli apparecchi a
valvole
> > > erano anche low-end e si trovavano soluzioni di tutti i tipi.
> >
> > Ma noi non cerchiamo il lusso,
>
> Appunto: da cui la considerazione che le valvole possono essere meno
adatte.
>
> ...
> > Scusate, ma questo non c'entra nulla. Se oltre a tutto quello che
leggiamo
> > sul NG ci mettiamo anche a fare i conti in tasca a chi posta... ciao.
>
> !! Suvvia!
>
> > Eppoi
> > le passioni portano anche a qualche sacrificio, magari invece delle
scarpe
> > alla moda ci scappano un paio di valvole.
>
> Valvole per scarpe? Piuttosto ...gli zoccoli (antimicrofonici)!
>
> > Ed infine essere ricchi non è una colpa.
>
> Chi dice cio'?
>
> Solo che io parto dal presupposto (che immagino tu condivida, dato
> il tono del tuo discorso) che non e' giusto calibrare il progetto
> sulle tasche di chi le ha piu' piene, ma il piu' possibile su quelle
> di chi le ha piu' vuote.
>
> Questo discorso lo tiro fuori ogni volta che qui da noi qualcuno,
> attirato dai brillantini delle nuove tecnologie, cerca di far evolvere
> il corso di "Elettronica" su Internet in un modo che presuppone
> una certa minima configurazione hardware, e lo studente che non puo'
> permettersi il calcolatorone p.es. con scheda decodificatrice mpeg-2
> hardware dovrebbe rinunciare al corso... Lo so che alla fine risulto
> noioso e anche esagerato; ma il discorso che mi viene fatto, "ormai
> questo ce l'hanno tutti", proprio non mi va giu'.
>
> > > Buttiamogli giu' uno schema...
> >
> > Yuhuuu! Sono le parole che aspettavo, solo che dovrebbero essere seguite
da
> > qualche disegno.
>
> Cominciamo dalle specifiche?
>
> Prima di tutto, eliminiamo le configurazioni simmetriche. Questo perche'
> impongono il raddoppio della parte piu' costosa dell'amplificatore
> (l'alimentatore). Che tra l'altro, per essere ben fatto, se doppio
> dovrebbe essere "tracking", cioe' simmetrico istante per istante,
> non solo come circuito. Poi stabiliamo di restare sullo stato solido
> (un noto MOSFET di potenza per uso audio, il BUZ900, costa mi pare
> 20.000 sul catalogo RS; una nota valvola, la WE 300B, puo' costare
> tranquillamente 30 volte tanto).
>
La 300B è uno dei modi per avere tra i peggiori rapporti qualità prezzo.
Ci sono vari modi per avere una qualità simile ad un prezzo molto minore: un
push-pull in classe A di PCL82 (quelle dello scherzo), le quali costano 10k
l'una, selezionate un po' di più. Essendo dei triodi pentodi hai insieme
alle finali anche amplificatore in tensione ed invertitore di fase a carico
ripartito. La differenza di prezzo rispetto il BUZ900 viene dai
trasformatori di uscita, che comunque sono meno critici che nel caso SE,
perché lavorano in maniera simmetrica. C'è un ampli italiano che usa 4
valvole invece di due per canale, aumentando un po' i costi, raddoppinado la
potenza, ma spendendo ancora un decimo rispetto un SE con la WE 300B.
Alla fine comunque concordo con te sul BUZ900, lanciando una proposta più
economica anche se meno audio il IRF530.
> Conteniamo la potenza, senza andare sotto un limite minimo, perche' p.es.
> su 8 ohm nominali l'escursione di tensione richiesta porta subito ad
> alimentazioni che richiedono condensatori costosi (a parita' di capacita',
> le tensioni di lavoro piu' alte sono piu' costose e meno assortite).
> Diciamo intorno agli 8-10 W continui nominali, piu' o meno come
> il Monostato. Una cosa come lo Scherzo la ritengo adatta solo per
> chi ha voglia di Scherzare... Come del resto l'autore specifica...
>
Concordo sulla potenza.
> Mettiamo un paio di vincoli: vogliamo minimizzare il numero di stadi
> e il numero di condensatori. Cosi' riduciamo al massimo la complessita'
> realizzativa ed evitiamo il piu' possibile le discussioni sulla tecnologia
> dei condensatori da scegliere.
>
> Purtroppo ho paura che dobbiamo essere un po' accomodanti sulla THD,
> perche' essere severi significa fare un circuito con retroazione forte,
> il che rende piu' critico il layout fisico. Mentre io vorrei che
> la difficolta' di assemblaggio fosse minima (e' un costo anche quello).
> Se il circuito e' poco critico, e se ha pochi componenti, non e'
> necessario uno stampato, basta una serie di capicorda. Quindi possiamo
> imporre THD "frazionaria" (cioe' inferiore all'1%). Mentre questo dato
> deve valere come specifica, tutto quello che si otterra' in piu'
> ottimizzando il circuito (senza violare le altre specifiche) sara'
> gradito.
>
Circa gli stessi vincoli di progetto (potenza a parte) che Aloia si prefisse
nel progetto del GY50 (ampli ibrido VT-BJT)
> Per minimizzare il numero di componenti, suggerisco di fare uno stadio
> finale a mosfet di potenza media (quelli di alta potenza hanno capacita'
> di ingresso eccessive). Questo consente di ottenere un pilotaggio
> sufficiente da uno stadio di tensione senza buffer in uscita (uno stadio
> in meno).
>
> Gia' che la potenza di progetto non e' elevatissima, possiamo pensare
> a lavorare in classe A; un accorgimento come quello del Monostato
> (push pull asimmetrico) puo' aumentare l'efficienza. Per lo stesso
> motivo, e per sfruttare al meglio la tensione di alimentazione
> (che ho supposto bassa), converrebbe forse stabilizzare la Vcc.
> Questo consentirebbe inoltre di non esagerare con i condensatori
> di livellamento, ottenendo un risparmio ulteriore (e concettualmente,
> non quantitativamente, doppio: gli elettrolitici piu' piccoli costano
> meno e non serve bypassarli).
>
> ...continua
>
Stabilizzare ti porta un risparmio sui condensatori, ma non
sull'alimentarore in genere.
Devi spendere per lo stabilizzatore, basetta, alette, un trasformatore un
po' più grosso.
> --Stefano Rovetta
> s...@dibe.unige.it
Continuo quello che hai detto proponendo alcune idee.
Nel monostato erano presenti due tensioni di alimentazione, una per lo
stadio in tensione ed una per lo stadio finale. Il che porta o a
trasformatori custom o a due trasformatori, soluzioni entrambe costose.
Il mio pensiero invece era usare un unico trasformatore (il componente più
costoso) su di una tensione di circa Vac=23-24V, per una tensione
Vdc=30-31V, data la grande facilità di reperibilità del componente essendo
adeguato per la potenza imposta su di un carico di 8ohm. La potenza circa
90-100VA.
Il che implicherà l'uso di topologie e dispositivi ad elevato swing (che ho
già sperimentato, mi manca ancora la sperimentazione sullo stadio di
potenza).
Francesco
> Era solo per mettere in rilievo in modo un po' "polemico" che quello
che hai
> detto è certamente vero, ma trasuda campanilismo statosolidaro.
Sbagliato! Col cuore sono per le valvole, e te ne potrei raccontare
tante... Ma questa, come diceva un personaggio di Billy Wilder, è
un'altra storia.
Col cervello e coi fatti tocca essere per lo stato solido, almeno nel
99.97 per cento dei casi. E alla fine ti ci trovi pure meglio. Se mi
passi l'esempio sanamente maschista, è come con le donne: il primo amore
non si scorda mai... ma vuoi mettere le giovani?
Il mio primo amore è già nonna tre volte. Io ho una figlia, la prima, di
sei anni... ;-)
> Neanche a me
> piace l'anodica di una 211. Ma sai bene anche tu che le cose si
possono fare
> in tanti modi, e tra questi c'è anche quello giusto....
Come quando accordavo un finale a valvola (QQE06/40) per FM tarandolo
per il *minimo arrossamento di placca*, il ROSmetro non lo avevo. Se qui
c'è qualche valvolaro *vero* mi può capire.
> e quindi sicuro.
Come no! La alimentavo duplicando direttamente la tensione di rete (i
trasformatori costavano...)
> Vedi sopra. Sono d'accordo anche sul modo di operare sullo Scherzo, ma
anche
> su tanti altri progetti, VT o BJT che siano. Prototipo da battaglia ad
alto
> rischio di schicchere (raggiungibile solo dal lavorante) per togliersi
la
> voglia di fare esperimenti e prodotto finito in mobile sicuro al 100%
per
> tutti i familiari ed amici (e cani e gatti e...).
Il guaio è che ci sarebbe poco da sperimentare sui VT, se non si facesse
finta di aver dimenticato tutto (mi ricordo il thread sulla induttanza
di filtro, ennesima millantata grande 'scoperta'... di chi a suo tempo
la usava per abitudine. Che tristezza! E taciamo di altre cose...)
Anche sullo stato solido ormai da sperimentare non c'è molto... A meno
di non tornare, anche qui, agli schemi 'minimalisti' di una volta,
reinventandoli e mascherandoli magari a MOSfet...
Comunque in entrambi i casi, ripeto, lo sfizio non ha prezzo e non è mai
tempo perso. Può prescindere benissimo dai dati di fatto; solo quando
pretende di riformarli su basi congetturali le cose si complicano...
> > Pari altezza ti va bene? Diciamo dal tavolo a terra, e mentre il
tutto è
> > in funzione...
>
> Posso scegliere la lunghezza dei cavi? :-)))
Normali o speciali?
> > Ci stai a fare la prova? ;-)
>
> Solo se il valvolare è tuo...
Ciccia!
> P.S. Ribadisco la sensazione di campanilismo... sai bene che hai
portato un
> argomento del tutto secondario (la robustezza meccanica) per svilire
un
> prodotto, quando non ti mancano certo altre frecce.
Mi son voluto fermare a fatti incontrovertibili per chiunque, e quello
avrebbe dovuto chiarirti le mie intenzioni, che non erano di
prendermela con lo Scherzo, vedi mia reply a Piercarlo. Non ho né voglia
né ragioni per denigrarlo. Ormai, a forza di doverne chiacchierare lo
trovo simpatico, benché continui a non ritenerlo hi-fi ma my-fi; tanto
che, se la mia idea di classe A da 2 virgolaqualcheccosa watt vedrà la
luce, si chiamerà 'la Panzana'.
> Comunque mi scuso
se il
> tono del mio prec post è sembrato troppo serio.
Figurati!
> Per finire: aspetto
ancora
> una risposta ad una certa domanda.
Ciccia!
> Hai ragione: chiedo scusa. Ho involontariamente avvicinato
> un accendino ad un bidone di polvere da sparo. Che dite,
> se soffio un po' si spegne?
solo se i tuoi polmoni sono moooolto efficienti a trasformare O2 in CO2
:)))
ciao, gulp
> Cominciamo dalle specifiche?
posso dire la mia??? (per quello che vale....) :-))))
> Prima di tutto, eliminiamo le configurazioni simmetriche. Questo perche'
> impongono il raddoppio della parte piu' costosa dell'amplificatore
> (l'alimentatore). Che tra l'altro, per essere ben fatto, se doppio
> dovrebbe essere "tracking", cioe' simmetrico istante per istante,
> non solo come circuito.
questo pero' porta necessariamente al spesso criticato elettroliticone
in uscita...
> Poi stabiliamo di restare sullo stato solido
> (un noto MOSFET di potenza per uso audio, il BUZ900, costa mi pare
> 20.000 sul catalogo RS; una nota valvola, la WE 300B, puo' costare
> tranquillamente 30 volte tanto).
un BJT anche meno... mosfet per simpatia o cisono ragioni che ne
giustifichino il maggiore costo?
> Conteniamo la potenza, senza andare sotto un limite minimo, perche' p.es.
> su 8 ohm nominali l'escursione di tensione richiesta porta subito ad
> alimentazioni che richiedono condensatori costosi (a parita' di capacita',
> le tensioni di lavoro piu' alte sono piu' costose e meno assortite).
d'accordo sul minimo...
> Diciamo intorno agli 8-10 W continui nominali, piu' o meno come
> il Monostato. Una cosa come lo Scherzo la ritengo adatta solo per
> chi ha voglia di Scherzare... Come del resto l'autore specifica...
... ma non si potrebbe fare (magari opzionalmente, credo che un progetto
ben fatto dia una certa flessibilita' sulle alimentazioni) un pochino di
piu'... tanto per renderlo usabile in condizioni piu' diverse... diciamo
fino a 20?
(di mio sto gia' pensando a delle belle ventoline... il rumore vabbe'...
ma ho paura per le emissioni EM del motore :((( )
> Mettiamo un paio di vincoli: vogliamo minimizzare il numero di stadi
> e il numero di condensatori. Cosi' riduciamo al massimo la complessita'
> realizzativa ed evitiamo il piu' possibile le discussioni sulla tecnologia
> dei condensatori da scegliere.
il numero di stadi puo' essere 1, 2 o 3...di piu' mi pare che si vada
nel controsenso... 1 lo escluderei... 2 o 3 ?
se il finale deve essere (come dici in altra sede e concordo) un
follower mi sembra piu' ragionevole che siano 3 (tanto il siliciume di
bassa potenza costa poco) ma anche con 2...
> Purtroppo ho paura che dobbiamo essere un po' accomodanti sulla THD,
> perche' essere severi significa fare un circuito con retroazione forte,
> il che rende piu' critico il layout fisico. Mentre io vorrei che
> la difficolta' di assemblaggio fosse minima (e' un costo anche quello).
questo d'accordo...
> Se il circuito e' poco critico, e se ha pochi componenti, non e'
> necessario uno stampato, basta una serie di capicorda. Quindi possiamo
> imporre THD "frazionaria" (cioe' inferiore all'1%).
arrrghhh... non si potrebbe "richiedere" la meta'? :))))
> Mentre questo dato
> deve valere come specifica, tutto quello che si otterra' in piu'
> ottimizzando il circuito (senza violare le altre specifiche) sara'
> gradito.
eh, sperem... io penso si possa fare ben di meglio... il death of zen
che ho montato rimane sul livello del residuo del mio oscillatore fino a
3/4 della potenza 0.01% per salire a 0.05-0.08% a Pmax e a 10 kHz
> Per minimizzare il numero di componenti, suggerisco di fare uno stadio
> finale a mosfet di potenza media (quelli di alta potenza hanno capacita'
> di ingresso eccessive). Questo consente di ottenere un pilotaggio
> sufficiente da uno stadio di tensione senza buffer in uscita (uno stadio
> in meno).
ecco perche' i mosfet... vabbe' 2 stadi... ma mi devi ancora convincere
che sia meglio il mosfet....:)))
> Gia' che la potenza di progetto non e' elevatissima, possiamo pensare
> a lavorare in classe A; un accorgimento come quello del Monostato
> (push pull asimmetrico) puo' aumentare l'efficienza.
questo e' contradditorio con la volonta' di risparmiare all'osso... sai
quanto costano le alette??? :))))) per tenere le giunzioni dei bjt del
20W a circa 70-80 C ho speso 90k di "elettricita' surgelata"
... ma lo apprezzo moltissimo :)))
> Per lo stesso
> motivo, e per sfruttare al meglio la tensione di alimentazione
> (che ho supposto bassa), converrebbe forse stabilizzare la Vcc.
e poi vuoi risparmiare sull'alim?? altra aletta... altro ciarpame ....
piuttosto...se proprio vogliamo aggiungere ciarpame... hai visto il
capacitance multiplier su sound.au.com? questo we lo monto... l'autore
pretende che dissipi meno di uno stabilizzatore per via della VCE minore
sul bjt (e usa condensatori piccoli 4700 micro) per simulare 1 farad ...
ciao, gulp
PS complimenti per l'iniziativa :))) forse sarebbe il caso di dedicargli
un thread tutto suo....???
m'e' venuto in mente qualcosaltro...
> Stefano Rovetta <s...@dibe.unige.it> wrote:
> > Purtroppo ho paura che dobbiamo essere un po' accomodanti sulla THD,
> > perche' essere severi significa fare un circuito con retroazione forte,
> > il che rende piu' critico il layout fisico. Mentre io vorrei che
> > la difficolta' di assemblaggio fosse minima (e' un costo anche quello).
a che tasso di retroazione globale stai pensando?
un follower in classe A dovrebbe stare sotto alla tua specifica di thd
anche senza FB...
quello che mi preoccupa e' lo stadio che guadagna in tensione... per
quanto ne so li senza controreazione non ci sono santi... a meno di non
fare un differenziale con tantissima corrente e degenrarlo al punto che
sia lineare tra le tensioni richieste dal follower ma questo porterebbe,
probabilmente, ad avere tensioni di alimentazione piu' elevate per lo
stadio d'ingresso e ... un sacco di rumore dalle resistenze di
degenerazione...
un compromesso sarebbe degenerarlo meno diciamo e farlo seguire da uno
stadio CE ... condire il tutto con un po' di FB globale... 20 db a 20
kHz? di meno? e un condensatorino miller... ma cosi' gli stadi diventano
3... boh?
il vantaggio pero' di avere un punto ad "alta" impedenza ove attacare il
FB mi sembra non trascurabile... usare la corrente della rete di FB per
polarizzare l'ingresso mi "suona" male...
altro punto... quale e' il minimo carico che deve essere in grado di
pilotare? questo influenza assai la corrente di riposo e quindi il costo
dell'aletta :(((
ciao, gulp
Se non lo metti li', lo metti altrove; non e' che cambi molto.
...Lo so, stai pensando ai grafici di Self sulla distorsione del Cout...
Io lo vedo come una versione addomesticata del trasformatore di uscita:
puo' far danno oppure meno. Ma sicuramente a costi inferiori (i costi
piu' elevati che mi vengono in mente per un condensatore somigliano
ai costi minimi per un trasformatore)...
> > Poi stabiliamo di restare sullo stato solido
> > (un noto MOSFET di potenza per uso audio, il BUZ900, costa mi pare
> > 20.000 sul catalogo RS; una nota valvola, la WE 300B, puo' costare
> > tranquillamente 30 volte tanto).
>
> un BJT anche meno... mosfet per simpatia o cisono ragioni che ne
> giustifichino il maggiore costo?
Beh, l'altro citato, IRF530, costa mi pare 5000 sul catalogo RS e 2400
su www.componenti-elettronici.it... Non e' che ci sveniamo...
> > Diciamo intorno agli 8-10 W continui nominali, piu' o meno come
> > il Monostato. Una cosa come lo Scherzo la ritengo adatta solo per
> > chi ha voglia di Scherzare... Come del resto l'autore specifica...
>
> ... ma non si potrebbe fare (magari opzionalmente, credo che un progetto
> ben fatto dia una certa flessibilita' sulle alimentazioni) un pochino di
> piu'... tanto per renderlo usabile in condizioni piu' diverse... diciamo
> fino a 20?
Si', si potrebbe; e' che le tensioni di lavoro degli elettrolitici
sono quantizzate. Se passi la soglia, allora conviene sfruttarla al massimo.
> > Mettiamo un paio di vincoli: vogliamo minimizzare il numero di stadi
> > e il numero di condensatori. Cosi' riduciamo al massimo la complessita'
> > realizzativa ed evitiamo il piu' possibile le discussioni sulla tecnologia
> > dei condensatori da scegliere.
>
> il numero di stadi puo' essere 1, 2 o 3...di piu' mi pare che si vada
> nel controsenso... 1 lo escluderei... 2 o 3 ?
QB, quanto basta. 2 se ci riesco, 3 se con 2 non ce la faccio...
> > Se il circuito e' poco critico, e se ha pochi componenti, non e'
> > necessario uno stampato, basta una serie di capicorda. Quindi possiamo
> > imporre THD "frazionaria" (cioe' inferiore all'1%).
>
> arrrghhh... non si potrebbe "richiedere" la meta'? :))))
Guarda che e' stato riportato che lo Scherzo da' 6% a 1.5 W...
Il Monostato da' altrettanto a 8 W... Se noi avessimo p.es. 0.7% a 10 W...
Tieni conto che significherebbe lavorare di norma entro il watt, magari
ottenendo proprio quelle cifre che citi tu.
> > Per minimizzare il numero di componenti, suggerisco di fare uno stadio
> > finale a mosfet di potenza media (quelli di alta potenza hanno capacita'
> > di ingresso eccessive). Questo consente di ottenere un pilotaggio
> > sufficiente da uno stadio di tensione senza buffer in uscita (uno stadio
> > in meno).
>
> ecco perche' i mosfet... vabbe' 2 stadi... ma mi devi ancora convincere
> che sia meglio il mosfet....:)))
Non mi ci provo neanche.
> > Gia' che la potenza di progetto non e' elevatissima, possiamo pensare
> > a lavorare in classe A; un accorgimento come quello del Monostato
> > (push pull asimmetrico) puo' aumentare l'efficienza.
>
> questo e' contradditorio con la volonta' di risparmiare all'osso... sai
> quanto costano le alette??? :)))))
Si', ma ho la netta impressione che quel che risparmi di alette te lo ritrovi
nel surdimensionamento dell'alimentatore.
> per tenere le giunzioni dei bjt del
> 20W a circa 70-80 C ho speso 90k di "elettricita' surgelata"
>
> ... ma lo apprezzo moltissimo :)))
Bene.
> > Per lo stesso
> > motivo, e per sfruttare al meglio la tensione di alimentazione
> > (che ho supposto bassa), converrebbe forse stabilizzare la Vcc.
>
> e poi vuoi risparmiare sull'alim?? altra aletta... altro ciarpame ....
Se abbiamo potenza ridotta, non possiamo permetterci di ritrovarci
rumori e diafonie per colpa di un alimentatore "casual" (come dice
Diego Nardi, tecnico Audio Note, progettista, articolista di
Costruire Hi-Fi).
L'alimentatore e' una parte su cui ogni risparmio si paga.
> piuttosto...se proprio vogliamo aggiungere ciarpame... hai visto il
> capacitance multiplier su sound.au.com? questo we lo monto... l'autore
> pretende che dissipi meno di uno stabilizzatore per via della VCE minore
> sul bjt (e usa condensatori piccoli 4700 micro) per simulare 1 farad ...
Monta pure, perche' in realta' non era a un vero stabilizzatore, ma proprio
a un parente del cap. mult. che pensavo. Qualcosa tipo un induttore virtuale,
simulato con un condensatore e un componente attivo. In particolare, mi
attira l'idea di risparmiare sui condensatori...
> PS complimenti per l'iniziativa :)))
non mia...
> forse sarebbe il caso di dedicargli
> un thread tutto suo....???
Si', vedremo.
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
beh se non lo metti li lo metti nell'alim e con quello lo fai dual rail
(il trasf. costa uguale)
> ...Lo so, stai pensando ai grafici di Self sulla distorsione del Cout...
> Io lo vedo come una versione addomesticata del trasformatore di uscita:
> puo' far danno oppure meno. Ma sicuramente a costi inferiori (i costi
> piu' elevati che mi vengono in mente per un condensatore somigliano
> ai costi minimi per un trasformatore)...
sono convinto che quella distorsione verra' coperta dalle altre... ma se
si puo' evitare... perche' no?
> Beh, l'altro citato, IRF530, costa mi pare 5000 sul catalogo RS e 2400
> su www.componenti-elettronici.it... Non e' che ci sveniamo...
> > ecco perche' i mosfet... vabbe' 2 stadi... ma mi devi ancora convincere
> > che sia meglio il mosfet....:)))
>
> Non mi ci provo neanche.
dunque... mosfet per simpatia... vabbe' dovro' anticiparne lo studio
:)))
> Si', si potrebbe; e' che le tensioni di lavoro degli elettrolitici
> sono quantizzate. Se passi la soglia, allora conviene sfruttarla al massimo.
le dimensioni delle alette no... pero' dopo un salto quantico di un
elettrolitico il salto dell'aletta sarebbe ben maggiore (come costi)
> QB, quanto basta. 2 se ci riesco, 3 se con 2 non ce la faccio...
molto sensato :)
> Guarda che e' stato riportato che lo Scherzo da' 6% a 1.5 W...
> Il Monostato da' altrettanto a 8 W... Se noi avessimo p.es. 0.7% a 10 W...
> Tieni conto che significherebbe lavorare di norma entro il watt, magari
> ottenendo proprio quelle cifre che citi tu.
beh, del resto, dipende tutto da quanto FB metti, costi aggiuntivi non
ne ha... bisognerebbe capire quando fermarsi per non avere qualcosa di
critico in mano
> > questo e' contradditorio con la volonta' di risparmiare all'osso... sai
> > quanto costano le alette??? :)))))
>
> Si', ma ho la netta impressione che quel che risparmi di alette te lo ritrovi
> nel surdimensionamento dell'alimentatore.
dici per i picchi di assorbimento di un classe B?
> Monta pure, perche' in realta' non era a un vero stabilizzatore, ma proprio
> a un parente del cap. mult. che pensavo. Qualcosa tipo un induttore virtuale,
> simulato con un condensatore e un componente attivo. In particolare, mi
> attira l'idea di risparmiare sui condensatori...
entro lunedi' ti faro' sapere.... almeno il ripple su una resistenza...
ciao, gulp
Si', appunto.
> sono convinto che quella distorsione verra' coperta dalle altre... ma se
> si puo' evitare... perche' no?
Perche' "u custa de palanche" (costa soldi). Se poi facciamo l'alimentatore
stabilizzato, tutte le obiezioni sul costo dello stabilizzatore si
raddoppiano.
Se non ricordo male, anche Aloia dice "meglio un buon asimmetrico che un
cattivo duale". Non per ipsedixismo, ma per dire che anche altri ci
hanno gia' pensato - e in un progetto che a questo somigliava per il
tipo di vincoli (non per le cifre: molti piu' watt, molti piu' soldi).
> > > ecco perche' i mosfet... vabbe' 2 stadi... ma mi devi ancora convincere
> > > che sia meglio il mosfet....:)))
> >
> > Non mi ci provo neanche.
>
> dunque... mosfet per simpatia... vabbe' dovro' anticiparne lo studio
> :)))
Beh, mosfet per la questione del risparmio sullo stadio driver. Non penso
che se dovessi costruire un amplificatore per subwoofer sarei tanto
convinto di usarli. Ne' se i vincoli economici non fossero stretti
come ci siamo imposti.
> > Si', si potrebbe; e' che le tensioni di lavoro degli elettrolitici
> > sono quantizzate. Se passi la soglia, allora conviene sfruttarla al massimo.
>
> le dimensioni delle alette no... pero' dopo un salto quantico di un
> elettrolitico il salto dell'aletta sarebbe ben maggiore (come costi)
Si'; infatti ho proposto di rimanere sotto soglia.
Crescendo con la potenza, in particolare in classe A, il costo cresce
quadraticamente (o almeno ne ha la faccia... non vorrei spacciare
criteri ad capocchiam per scientifici).
> beh, del resto, dipende tutto da quanto FB metti, costi aggiuntivi non
> ne ha... bisognerebbe capire quando fermarsi per non avere qualcosa di
> critico in mano
Si'.
> > ho la netta impressione che quel che risparmi di alette te lo ritrovi
> > nel surdimensionamento dell'alimentatore.
>
> dici per i picchi di assorbimento di un classe B?
Si'. E poi se livello tutto in modo passivo (capacita' di 1 farad) sono
cattivissimo col ponte di diodi, che deve essere superdotato e superalettato
(e il risparmio dell'aletta dello stabilizzatore se ne va in aletta del ponte),
e sono anche soggetto a rumore a banda larga per via delle correnti impulsive
nei diodi. Induttori reservoir? Neanche a parlarne (palanche). Se mai qualche
induttorino di filtro.
Meglio fare uno stadio di filtraggio annacquato e poi filtrare
successivamente in modo attivo (virtual capacitor/inductor/battery
o quel che e').
> > Monta pure
> entro lunedi' ti faro' sapere.... almeno il ripple su una resistenza...
Bene. Io proprio non ne avrei tempo/modo (voglia si', invece).
Gia' che ci sei, vedi se viene fuori anche un soft start gratis.
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it
> > > Monta pure
>
> > entro lunedi' ti faro' sapere.... almeno il ripple su una resistenza...
>
> Bene. Io proprio non ne avrei tempo/modo (voglia si', invece).
stamattina ho montato lo "scatolo" : bjt e ponte su aletta boccole per
banana e fusibili... domani il cablaggio
> Gia' che ci sei, vedi se viene fuori anche un soft start gratis.
do you have any hint? ... purtroppo confesso che sto moltiplicatore di
capacita' non l'ho proprio capito nel dettaglio....
ho previsto un deviatore per variare la VCEmax 4 e 7 V per vedere gli
effetti sul ripple
ciao, gulp
Eh, no. Qui si parla di autocostruzione, per lo più, non di PF spessi 3cm e
placcati oro. Facciamo una distinzione tra lusso e effettivi maggiori costi.
...
> > Scusate, ma questo non c'entra nulla. Se oltre a tutto quello che
leggiamo
> > sul NG ci mettiamo anche a fare i conti in tasca a chi posta... ciao.
>
> !! Suvvia!
L'argomento è realmente OT e oltretutto non porta niente alla discussione,
meno di una polemica, per quanto sterile.
>
> > Eppoi
> > le passioni portano anche a qualche sacrificio, magari invece delle
scarpe
> > alla moda ci scappano un paio di valvole.
>
> Valvole per scarpe? Piuttosto ...gli zoccoli (antimicrofonici)!
Scherzi? Hai sentito come suonano gli zoccoli quando li sbatti per terra?
Molto meglio un sano paio di scarpe da ginnastica.
>
> > Ed infine essere ricchi non è una colpa.
>
> Chi dice cio'?
Lo dico io, e lo ribadisco. Poco mi importa dei rapporti vuoto/pieno del
volume delle tasche delle persone con cui parlo o scrivo, e questo vale fino
a quando l'interlocutore non cessa di farlo valere dando peso al fatto.
>
> Solo che io parto dal presupposto (che immagino tu condivida, dato
> il tono del tuo discorso) che non e' giusto calibrare il progetto
> sulle tasche di chi le ha piu' piene, ma il piu' possibile su quelle
> di chi le ha piu' vuote.
Chiaro che sono d'accordo. Mi chiedo piuttosto che bisogno ci sia di
rilevarlo. Comunque il discorso "spese" andrebbe affrontato in altra sede,
magari su un thread dedicato.
>
> Questo discorso lo tiro fuori ogni volta che qui da noi qualcuno,
> attirato dai brillantini delle nuove tecnologie, cerca di far evolvere
> il corso di "Elettronica" su Internet in un modo che presuppone
> una certa minima configurazione hardware, e lo studente che non puo'
> permettersi il calcolatorone p.es. con scheda decodificatrice mpeg-2
> hardware dovrebbe rinunciare al corso... Lo so che alla fine risulto
> noioso e anche esagerato; ma il discorso che mi viene fatto, "ormai
> questo ce l'hanno tutti", proprio non mi va giu'.
Per quanto possa essere vicino al tuo pensiero lo trovo fuori centro. Un
corso è destinato ad accrescere il sapere, un impianto hi-fi a soddisfare i
nostri sensi. Assai poco in comune. Comunque anche ammesso che il discorso
valga appieno per l'alta fedeltà non potremo svincolarci dal rapporto tra
costi e risultati, e dal momento che il risultato lo vogliamo di buon
livello, è quantomeno ingenuo pensare di ottenerlo con minima spesa. Semmai
ci possiamo rifare al concetto di costo/prestazione, che mi vede molto
vicino. Se nell'intimo voglio divulgare un progetto di diffusore, quattro
vie, tutte a tromba, so che il costo non potrà essere accessibile a tutti.
Tutto quel che posso fare è non gravarlo ulteriormente con spese inutili.
>
> > > Buttiamogli giu' uno schema...
> >
> > Yuhuuu! Sono le parole che aspettavo, solo che dovrebbero essere seguite
da
> > qualche disegno.
>
> Cominciamo dalle specifiche?
>
> Prima di tutto, eliminiamo le configurazioni simmetriche. Questo perche'
> impongono il raddoppio della parte piu' costosa dell'amplificatore
> (l'alimentatore). Che tra l'altro, per essere ben fatto, se doppio
> dovrebbe essere "tracking", cioe' simmetrico istante per istante,
> non solo come circuito. Poi stabiliamo di restare sullo stato solido
> (un noto MOSFET di potenza per uso audio, il BUZ900, costa mi pare
> 20.000 sul catalogo RS; una nota valvola, la WE 300B, puo' costare
> tranquillamente 30 volte tanto).
Esempio limite. La 300B è una delle valvola più costose che si possa
decidere di usare.
> Conteniamo la potenza, senza andare sotto un limite minimo, perche' p.es.
> su 8 ohm nominali l'escursione di tensione richiesta porta subito ad
> alimentazioni che richiedono condensatori costosi (a parita' di capacita',
> le tensioni di lavoro piu' alte sono piu' costose e meno assortite).
> Diciamo intorno agli 8-10 W continui nominali, piu' o meno come
> il Monostato. Una cosa come lo Scherzo la ritengo adatta solo per
> chi ha voglia di Scherzare... Come del resto l'autore specifica...
>
> Mettiamo un paio di vincoli: vogliamo minimizzare il numero di stadi
> e il numero di condensatori. Cosi' riduciamo al massimo la complessita'
> realizzativa ed evitiamo il piu' possibile le discussioni sulla tecnologia
> dei condensatori da scegliere.
Yes.
>
> Purtroppo ho paura che dobbiamo essere un po' accomodanti sulla THD,
> perche' essere severi significa fare un circuito con retroazione forte,
> il che rende piu' critico il layout fisico. Mentre io vorrei che
> la difficolta' di assemblaggio fosse minima (e' un costo anche quello).
> Se il circuito e' poco critico, e se ha pochi componenti, non e'
> necessario uno stampato, basta una serie di capicorda. Quindi possiamo
> imporre THD "frazionaria" (cioe' inferiore all'1%). Mentre questo dato
> deve valere come specifica, tutto quello che si otterra' in piu'
> ottimizzando il circuito (senza violare le altre specifiche) sara'
> gradito.
>
> Per minimizzare il numero di componenti, suggerisco di fare uno stadio
> finale a mosfet di potenza media (quelli di alta potenza hanno capacita'
> di ingresso eccessive). Questo consente di ottenere un pilotaggio
> sufficiente da uno stadio di tensione senza buffer in uscita (uno stadio
> in meno).
>
> Gia' che la potenza di progetto non e' elevatissima, possiamo pensare
> a lavorare in classe A; un accorgimento come quello del Monostato
> (push pull asimmetrico) puo' aumentare l'efficienza. Per lo stesso
> motivo, e per sfruttare al meglio la tensione di alimentazione
> (che ho supposto bassa), converrebbe forse stabilizzare la Vcc.
> Questo consentirebbe inoltre di non esagerare con i condensatori
> di livellamento, ottenendo un risparmio ulteriore (e concettualmente,
> non quantitativamente, doppio: gli elettrolitici piu' piccoli costano
> meno e non serve bypassarli).
>
> ...continua
Speriamo che sia vero.
>
> --Stefano Rovetta
> s...@dibe.unige.it
Ciao
Fabio
> Sbagliato! Col cuore sono per le valvole, e te ne potrei raccontare
> tante... Ma questa, come diceva un personaggio di Billy Wilder, è
> un'altra storia.
>
> Col cervello e coi fatti tocca essere per lo stato solido, almeno nel
> 99.97 per cento dei casi. E alla fine ti ci trovi pure meglio. Se mi
> passi l'esempio sanamente maschista, è come con le donne: il primo amore
> non si scorda mai... ma vuoi mettere le giovani?
>
> Il mio primo amore è già nonna tre volte. Io ho una figlia, la prima, di
> sei anni... ;-)
Ma alle valvole non cascano le ..... griglie.:-)
E poi scusa, mi sfugge la razionalità della scelta pro stato solido. Ti
senti vincolato dalle misure, dai costi, dalla robustezza, da qualcosa che
non so?
> > Neanche a me
> > piace l'anodica di una 211. Ma sai bene anche tu che le cose si
> possono fare
> > in tanti modi, e tra questi c'è anche quello giusto....
>
> Come quando accordavo un finale a valvola (QQE06/40) per FM tarandolo
> per il *minimo arrossamento di placca*, il ROSmetro non lo avevo. Se qui
> c'è qualche valvolaro *vero* mi può capire.
>
> > e quindi sicuro.
>
> Come no! La alimentavo duplicando direttamente la tensione di rete (i
> trasformatori costavano...)
Non sono un valvolaro vero, e forse neanche finto, quindi non posso capirti.
Però continuo a credere che la sicurezza di un apparecchio sia
tendenzialmente svincolata dalla tecnologia che adotta, quando le condizioni
di uso siano quelle cui dovrebbero sottostare gli apparecchi di cui
parliamo.
> > Vedi sopra. Sono d'accordo anche sul modo di operare sullo Scherzo, ma
> anche
> > su tanti altri progetti, VT o BJT che siano. Prototipo da battaglia ad
> alto
> > rischio di schicchere (raggiungibile solo dal lavorante) per togliersi
> la
> > voglia di fare esperimenti e prodotto finito in mobile sicuro al 100%
> per
> > tutti i familiari ed amici (e cani e gatti e...).
>
> Il guaio è che ci sarebbe poco da sperimentare sui VT, se non si facesse
> finta di aver dimenticato tutto (mi ricordo il thread sulla induttanza
> di filtro, ennesima millantata grande 'scoperta'... di chi a suo tempo
> la usava per abitudine. Che tristezza! E taciamo di altre cose...)
Non essendo appunto valvolare vero o finto, le mie sperimentazioni sono
state finalizzate al cercar differenze sonore tra componenti diversi, o, al
massimo, a passare all'induttanza nell'alimentazione dalla resistenza
originale. Niente che abbia minimamente a che fare con la ricerca e la
sperimentazione seria, ma non voglio nemmeno farlo credere. Resta il fatto
che in quei giorni l'ampli era un groviglio di pezzi e conduttori che
definire insicuro è un vero eufemismo.
> Anche sullo stato solido ormai da sperimentare non c'è molto... A meno
> di non tornare, anche qui, agli schemi 'minimalisti' di una volta,
> reinventandoli e mascherandoli magari a MOSfet...
>
> Comunque in entrambi i casi, ripeto, lo sfizio non ha prezzo e non è mai
> tempo perso. Può prescindere benissimo dai dati di fatto; solo quando
> pretende di riformarli su basi congetturali le cose si complicano...
>
> > > Pari altezza ti va bene? Diciamo dal tavolo a terra, e mentre il
> tutto è
> > > in funzione...
> >
> > Posso scegliere la lunghezza dei cavi? :-)))
>
> Normali o speciali?
Elastici.
> > > Ci stai a fare la prova? ;-)
> >
> > Solo se il valvolare è tuo...
>
> Ciccia!
Eh, eh.
> > P.S. Ribadisco la sensazione di campanilismo... sai bene che hai
> portato un
> > argomento del tutto secondario (la robustezza meccanica) per svilire
> un
> > prodotto, quando non ti mancano certo altre frecce.
>
> Mi son voluto fermare a fatti incontrovertibili per chiunque, e quello
> avrebbe dovuto chiarirti le mie intenzioni, che non erano di
> prendermela con lo Scherzo, vedi mia reply a Piercarlo. Non ho né voglia
> né ragioni per denigrarlo. Ormai, a forza di doverne chiacchierare lo
> trovo simpatico, benché continui a non ritenerlo hi-fi ma my-fi; tanto
> che, se la mia idea di classe A da 2 virgolaqualcheccosa watt vedrà la
> luce, si chiamerà 'la Panzana'.
Aspetto con fiducia tale momento.
> > Comunque mi scuso
> se il
> > tono del mio prec post è sembrato troppo serio.
>
> Figurati!
>
> > Per finire: aspetto
> ancora
> > una risposta ad una certa domanda.
>
> Ciccia!
Ahi, ahi.
> Ciao
>
> Tullio
Ciao
Fabio
Dicevo proprio gratis; cioe', vedi se all'accensione la Vout ci mette
almeno 1 o 2 secondi a stabilizzarsi sul livello nominale. Se si', puo'
essere un buon inizio (non basta ma aiuta); se no, serve altra soluzione.
--Stefano Rovetta
s...@dibe.unige.it