>
>"mimmomis" <
mimmo...@aim.com> ha scritto nel messaggio
>news:555d1360-83b6-44db...@googlegroups.com...
>Il giorno martedě 16 ottobre 2012 12:19:18 UTC+2, sandro ha scritto:
>
>> Si, ma alla fine ti deve anche piacere, eh... e non sempre il prodotto
>> delle
>> correzioni suggerite dalle misure porta a questo!
>> Anzi, quasi mai... ;)
>
>Per un dilettante come me il dubbio e' che la misura possa essere non
>corretta,
>nel caso di un professionista vuoi dire che comunque si "addomestica" un
>po' la
>misura per avere un risultato finale piu' piacevole?
Secondo me e' cosi.
Non ho mai visto un ingegnere del suono fare una misura, girare pomellini a
seguito del responso della misura, e poi andarsene via senza nemmeno
sentirne l'effetto, sicuro che tutto va bene.
Il problema e' che se ci si affida agli strumenti (discorso valido in ogni
ambito), o si segue un percorso per cui questi ultimi restituiscono dati che
poi ci aiutano a star meglio, oppure, non raramente e' meglio continuare a
fidarci ad usare i nostri.
Nel caso in oggetto, "misurare" l'acustica di un ambiente e gli apparecchi
che sono in esso coinvolti, e' cosa veramente complessa, e anche molto
costosa.
E' vero, che si puo' partire con l'usare tecnologia a basso costo (il
microfono Beheringer suggerito, e l'hardware "vulgaris" per PC che tutti
possono piu' o meno ritrovarsi in casa) ma, ripeto, il prodotto di questa
strategia non portera' mai ad un risultato di effettiva fruibilita'
immediata: si dovra' per forza metterci le mani, perche' quel che ne esce al
99% non piacera', perche' le variabili sono tali e tante da non poter
contemplare tutto.
>Ma il "piu' piacevole" puo' valere per tutti o e' una specie di media?
Tenuto conto del fatto che nessuno strumento e' in grado di visualizzare su
display se l'audio di un sistema che sta riproducendo un qualsiasi brano
musicale e' "bello" o "brutto", i dati vanno senz'ombra di dubbio saputi
interpretare.
Nel professionale le cose vanno diversamente.
Se devi realizzare l'allineamento di un line array per un concerto, l'uso di
strumenti ti dara' una mano per fare piu' velocemente cose che
richiederebbero molto tempo e una perizia decisamente fuori dal comune. Ma
lo strumento serve, oltre che essere un ausilio per operatori meno esperti
di altri, anche ad usare apparecchiature che attualmente ne esigono l'uso e
che prima non c'erano, facendo in modo che la disponibilita' di "buoni
impianti" oggi sia molto piu' diffusa che in passato a beneficio di tutti.
Dischi e impianti di amplificazione pero', si fanno benissimo da decenni,
mentre alcune misure particolari si vedono da pochissimi anni... dunque,
anche prima se poteva fa'. Ora sicuramente va meglio, la qualita' di cio'
che si sente in giro e' sempre migliore, nella media, di quel che si poteva
sentire in passato.
Cio' non toglie che non si puo' prescindere da un lavoro "artigiano"
paziente e accurato, per arrivare all'eccellenza.
Ma siccome qui stiamo parlando di fruizione musicale da parte di sistemi
domestici, che devono soddisfare la nostra voglia di sentire musica e non
parametri che aderiscono a modelli matematici oggettivi, secondo me, la
soggettivita' personale ha una priorita' indiscutibile, e vale al di sopra
di qualsiasi misura.
Un esempio pratico.
Secondo me, una misura di un ambiente domestico per allineare i ritardi da
impostare su un sistema multicanale per Home Cinema, e' una di quelle
strategie in cui lo strumento fornisce dati perfettamente utilizzabili,
senza bisogno di interpretazioni.
Una misura di risposta in frequenza, invece, diventa qualcosa di molto piu'
aleatorio e difficilmente sortira' risultati "chiavi in mano", per i motivi
scritti sopra.
Mentre invece cercare di utilizzare le misure sulle risposte d'impulso
significa addirittura mettere mano su elettroniche o diffusori per rifasare
ogni cosa.
Molto dipende da quanto tempo abbiamo da perderci...
sandro