Ringrazio da subito chi vorra' rispondermi.
Maurizio Falaschi
Maurizio Falaschi wrote:
>
> Ho deciso di costruirmi un finale nuovo con le 2A3, e, non avendo mai usato
> valvole a riscaldamento diretto ho qualche dubbio sul miglior modo di
> polarizzarle.
> Ho deciso per un bias automatico, e volevo qualche consiglio per sollevare
> da massa nel modo migliore il catodo fino ai canonici 45 V.
Beh, la maniera "standard" e' quella del trasformatore dei filamenti con
presa centrale, e quest'ultima e' messa a massa tramite una resistenza
di valore opportuno.
Poi dovrai mettere in atto tutti quei trucchetti per bilanciare bene la
componente AC, ed eliminare l'Hum (=potenziometro a cavallo del
filamento).
Ti sconsiglio un'alimentazione in DC, a meno di non invertirne
periodicamente il verso per questioni di usura simmetrica.
Nei vecchi generatori hp alcuni filamenti venivano alimentati in AC ad
alta frequenza, potrebbe essere un'idea (intermodulazioni a parte :-)
Ciao
Federico Paoletti
> Beh, la maniera "standard" e' quella del trasformatore dei filamenti con
> presa centrale, e quest'ultima e' messa a massa tramite una resistenza
> di valore opportuno.
>
> Poi dovrai mettere in atto tutti quei trucchetti per bilanciare bene la
> componente AC, ed eliminare l'Hum (=potenziometro a cavallo del
> filamento).
>
> Ti sconsiglio un'alimentazione in DC, a meno di non invertirne
> periodicamente il verso per questioni di usura simmetrica.
>
Infatti pensavo di trovare un trafo con la presa centrale e riferirlo a massa con una resistenza.
Non trovandolo, pensi che sarebbe opportuno riferire a massa con una resistenza il cursore del potenziometro stesso?
Che valore pensi che dovrebbe avere il potenziometro?
100 ohm 5 w a filo potrebbe andare bene?
Scusa la raffica di domande, ma so che sei sempre gentile e disponibile.
> Nei vecchi generatori hp alcuni filamenti venivano alimentati in AC ad
> alta frequenza, potrebbe essere un'idea (intermodulazioni a parte :-)
>
Chissa'. Pero', vista la mia poca esperienza, mi fermerei su cose piu' tradizionali :-)
> Ciao
>
> Federico Paoletti
Ciao e grazie ancora.
Maurizio
m.fal...@tiscalinet.it wrote:
> Infatti pensavo di trovare un trafo con la presa centrale e riferirlo a massa con una resistenza.
> Non trovandolo, pensi che sarebbe opportuno riferire a massa con una resistenza il cursore del potenziometro stesso?
Devi!
> Che valore pensi che dovrebbe avere il potenziometro?
> 100 ohm 5 w a filo potrebbe andare bene?
Si, almeno per cominciare.
> Scusa la raffica di domande, ma so che sei sempre gentile e disponibile.
Ruffiano!
:-)
> Ciao e grazie ancora.
>
> Maurizio
Ciao
Federico Paoletti
Scusate se mi intrometto, ma la questione mi incuriosisce. Che problema di
usura potrebbe venire fuori dall'alimentazione in DC dei filamenti ?
L'unica cosa che mi viene in mente č che la zona di filamento a potenziale
piů basso rispetto all'anodo emetta di piů di quella a potenziale piů alto,
ma la d.d.p. tra gli estremi del filamento di una 2A3 dovrebbe essere di 2V.
Possibile che influisca tanto su una d.d.p. di 300V e oltre in totale ?
Oppure c'č qualche altro fenomeno a cui non ho pensato ?
Grazie per la risposta.
Luca Franzesi lufr...@libero.it
Io penso che questo non sia corretto.
Se lo dovesse essere, non riesco a capire perchč dovrebbe accadere una cosa
simile dato che il filamento si riscalda uniformemente (se non nelle zone
relative ai ganci di sospensione che di solito vengono lasciate fuori dalla
placca).
Tuttavia una volta che il rail di alimentazione del filamento č riferito
alla stessa massa cui č riferita la tensione anodica non dovrebbe accadere
che un lato del filamento sia "meno massa" dell'altro...
ulteriori lumi saranno graditi...
> ma la d.d.p. tra gli estremi del filamento di una 2A3 dovrebbe essere di
2V.
2,5V +/- 10% direi tranquillamente...
> Possibile che influisca tanto su una d.d.p. di 300V e oltre in totale ?
Potresti spiegarti meglio?
Ciao, Daniele.
> ma la d.d.p. tra gli estremi del filamento di una 2A3 dovrebbe essere di 2V.
> Possibile che influisca tanto su una d.d.p. di 300V e oltre in totale ?
> Oppure c'è qualche altro fenomeno a cui non ho pensato ?
>
> Grazie per la risposta.
>
Tu ti riferisci alla d.d.p. tra catodo e anodo. In questo caso 2,5 Volt
non cambiano la vita. Ma tra catodo e griglia l'influenza reciproca è
molto più massiccia (se non lo fosse, il triodo sarebbe un tubo inutile!
:-). In pratica,alimentando il filamento in corrente continua; rischi di
ritrovarti il catodo che, a seconda della d.d.p esistente tra ciascun
punto e la griglia (i 2,5 Volt di differenza di cui sopra o il +/- 1,25
se l'alimentatore in continua del filamento è centrato rispetto a massa)
erogherà una corrente diversa e non uniforme in ciascun punto con
conseguente diversa usura dello strato emittente del filamento. Non so
quanto possa incidere a lungo termine (dipende anche dalla
trasconduttanza del tubo; più è alta e più l'effetto si fa sentire) ma
non è un problema immaginario.
Ciao!
Piercarlo
> Tu ti riferisci alla d.d.p. tra catodo e anodo. In questo caso 2,5 Volt
> non cambiano la vita. Ma tra catodo e griglia l'influenza reciproca è
> molto più massiccia (se non lo fosse, il triodo sarebbe un tubo inutile!
> :-). In pratica,alimentando il filamento in corrente continua; rischi di
> ritrovarti il catodo che, a seconda della d.d.p esistente tra ciascun
> punto e la griglia (i 2,5 Volt di differenza di cui sopra o il +/- 1,25
> se l'alimentatore in continua del filamento è centrato rispetto a massa)
> erogherà una corrente diversa e non uniforme in ciascun punto con
> conseguente diversa usura dello strato emittente del filamento.
Ecco, all'effetto della ddp tra catodo e griglia non ci avevo pensato.
> Non so
> quanto possa incidere a lungo termine (dipende anche dalla
> trasconduttanza del tubo; più è alta e più l'effetto si fa sentire) ma
> non è un problema immaginario.
Chssà se qualcuno ha dei dati più precisi in merito...se c'è si faccia
avanti. Sono curioso !