Problema ho una pianta di vite molta vecchia,
ma messa male.
Non vorrei perdere la varietą.
Mi hanno consigliato di riprodurla per talea.
Ma non riesco a trovare nulla su come fare.
Grazie a tutti
Palmik
la vite attecchisce benissimo per talea, ma ancora meglio per margotta
(provanatura), in questi giorni scegli un tralcio di media vigoria e piegalo
verso terra o in un vaso, interralo, tenendolo fermo con un sasso, un grosso
filo di ferro piegato a U ed infisso nel terreno o qualcosa di simile...
lasciando uscire una spanna del tralcio con un paio di gemme.
(meglio taglliare la parte ancora erbacea del tralcio ed agire
sulla parte semi-lignificata)
Verso la fine della prossima primavera (maggio-giugno) avrai una nuova
pianta di vite pronta da separare dalla pianta madre e da mettere a dimora.
(puoi anche operare su più tralci contemporaneamente per produrre più
piantine)
NB: la pianta così ottenuta è una vite europea (o un ibrido se si tratta di
uva fragola) franca di piede, quindi soggetta alla fillossera, le piante non
innestate su portainnesti restenti alla fillossera, nei nostri ambienti sono
purtroppo destinate a deperire nel giro di alcuni anni (3? 6? 9? 12? dipende
dalla fortuna o dal caso)
ciao!
peul
--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it
Sempra semplice; ho sono un problema i rami non arivano sul terreno.
Ma posso usare un vaso.
Dimmi se ho capito bene:
1) Prendo un vaso.
2) Ci metto dentro del terricio.
3) Ci piego dentro in vaso un tralcio.
4) Aspetto finno alla prossima primavera .
Giusto. o devo fare altro.
Ma visto che la pianta e in pessima condizione e potrebbe morire prima del
anno prossimo.( e non sta nella mia proprietà ma questo non e un problema
visto che il proprietario e molto disponibile)
Vorremo provare anche per talea se posibile ma come fare, si accettano
qualsiasi consiglio.
Abbiamo parlato con un vivaio e i responsabile ha fatto un po il prezzioso e
il complicato.
> NB: la pianta così ottenuta è una vite europea (o un ibrido se si tratta
di
> uva fragola) franca di piede, quindi soggetta alla fillossera, le piante
non
> innestate su portainnesti restenti alla fillossera, nei nostri ambienti
sono
> purtroppo destinate a deperire nel giro di alcuni anni (3? 6? 9? 12?
dipende
> dalla fortuna o dal caso)
>
be il problema mio anche di alcuni amici e di salvare la varietà.
visto che un'antica varietà della mia zona e che l'unica pianta che abbiamo
riuscito a trovare.
se riusciamo a fare attichire almene una piantina poi possiamo fare
qualsiasi cosa.
Problema la pianta ha solo tre o quattro tralci e sono anche piccolini.
Non si potrebbe tagliare in autunno qualche tralcio da tenere in frigo e
innestare la prossima primavera?
E' solo una domanda, non sono assolutamente pratico di vite!
> ciao!
> peul
>
ciao, Mat
> Problema ho una pianta di vite molta vecchia,
> ma messa male.
> Non vorrei perdere la varietą.
cerca 1 produttore di barbatelle e fatti fare il lavoro che vai sul sicuro
ciao mauri
saluti da www.ziopapes.it
--------
passi lunghi e ben distesi
se tieni molto, puoi aggiungere una spolverata di ormoni radicanti e un'
intaccatura della corteccia appena sotto ad una gemma da interrare...
in genere, le viti attaccano comunque però...
> Ma visto che la pianta e in pessima condizione e potrebbe morire prima del
> anno prossimo.
in che senso sta male? è solo vecchia o malata? potrebbe essere
qualche malattia grave (virosi o fitoplasmi) tipo flavescenza dorata, legno
riccio o altro...
in questo caso anche moltiplicando la pianta per via vegetativa si avrebbero
figlie malate e destinate a soccombere...
> be il problema mio anche di alcuni amici e di salvare la varietà.
> visto che un'antica varietà della mia zona e che l'unica pianta che
abbiamo
> riuscito a trovare.
come si chiama questa varietà?(ditemi pure anche un nome dialettale...) dove
siete? ormai mi hai incuriosito...
> se riusciamo a fare attichire almene una piantina poi possiamo >fare
> qualsiasi cosa.
>
> Problema la pianta ha solo tre o quattro tralci e sono anche piccolini.
se avete così poche gemme allora sarebbe meglio moltiplicarla per innesto,
innestandola su altre piante di vite... inutile sprecare gemme per una
talea...
cmq per la talea: in febbraio raccogliere porzioni di tralci lignificati di
media vigoria, lunghezza quattro-cinque gemme, taglio basale appena sotto
una gemma forte, interrarli subito lasciando fuori l'ultima gemma e un poco
di tralcio. Serve un ambiente caldo-umido per velocizzare la radicazione,
quindi meglio approntare una mini-serra.
radicano bene ed in poco tempo.
altrimenti seguite il consiglio di solo e rivolgetevi ad un buon
vivaista.
>
> in che senso sta male? è solo vecchia o malata? potrebbe essere
> qualche malattia grave (virosi o fitoplasmi) tipo flavescenza dorata,
legno
> riccio o altro...
> in questo caso anche moltiplicando la pianta per via vegetativa si
avrebbero
> figlie malate e destinate a soccombere...
>
Pultroppo mio nipote, diciamo che la investita con il tratore.
provocando delle numerosi ferite.
>
>
> come si chiama questa varietà?(ditemi pure anche un nome dialettale...)
dove
> siete? ormai mi hai incuriosito...
>
dovrebbe essere una specia di creco, almeno come dice qualcuno.
Il nome dialettale e uvicella ,chichi piccoli e duri , bianca, pigna
piccolina.
molto resistente alle malattie.
Quando ero bambino e avevamo una bel vignetto di uvicella, mio padre
lasciava delle pigne sul albero e si conservava fino a gennaio.
oppure se racolta e appesa per la primavera succesiva divendava uva seca.
Quasi mai marciva.
Alto Volturno, Provincia di Benevento.
Mio padre diceva che a sua volta gli diceva il nonno, che era l'uva bianca
che si coltivava in anticamente nella mia zona.
>
> se avete così poche gemme allora sarebbe meglio moltiplicarla per innesto,
> innestandola su altre piante di vite... inutile sprecare gemme per una
> talea...
>
stiamo valuttanto tutte le ipotesi.
> cmq per la talea: in febbraio raccogliere porzioni di tralci lignificati
di
> media vigoria, lunghezza quattro-cinque gemme, taglio basale appena sotto
> una gemma forte, interrarli subito lasciando fuori l'ultima gemma e un
poco
> di tralcio. Serve un ambiente caldo-umido per velocizzare la radicazione,
> quindi meglio approntare una mini-serra.
> radicano bene ed in poco tempo.
>
Sempra fattibile anche questa.
> altrimenti seguite il consiglio di solo e rivolgetevi ad un buon
> vivaista.
prossimamente faro un giro dei vivaisti per sendire cosa mi consigliano.
> ciao!
> peul
>
> --------------------------------
> Inviato via http://usenet.libero.it
Molto gentile grazie tanto
ciao
Palmik.
Non escludo questa soluzione.
Ma per malformazione celebrale, cerco sempre di capire meglio su da farsi.
E un settore che vorrei approfondire.
Grazie
Palmik.
> Non escludo questa soluzione.
> Ma per malformazione celebrale, cerco sempre di capire meglio su da farsi.
:-)
La tua malformazione mi piace, noto purtroppo che non è molto diffusa,
vogliono tutti la pappa pronta... :-(
> Grazie
>
> Palmik.
--
Matteo [in ufficio]
pianura padana ovest MI
120 m slm
il sito di it.hobby.giardinaggio
http://www.i-h-g.it
> Ma per malformazione celebrale, cerco sempre di capire meglio su da farsi.
non si tratta di caprie ma di saper fare, se vuoi le tue viti procedi con 1
innestatore che ti istruisca mentre fa
> E un settore che vorrei approfondire.
e dopo l'approfondimento anche teorico potrai esercitarti sulle tue viti
nuove
buona scelta, mauri
saluti da www.ziopapes.it
---------
chi le fa, le sa
Lascia perdere la talea.
La pianta di vite prodotta con questo sistema non sarą vigorosa e resistente.
Ti consiglio:
piantare una barbatella e poi la fai innestare da un innestatore
oppure
prendi un tralcio e lo porti da un vivaio specializzato per l'innesto
ciao
> Leggendo questo post sono stata contagiata dalla malformazione di cui
> parlate...:)
Ottimo, più "malformati" ci sono, meglio è ;-))))
> Anch'io ho una vite, alla quale sono attaccatissima perché a
> suo tempo l'aveva piantata mio padre.
Quando i ricordi affettivi si legano ad una pianta, questa assume i più alti
valori, anche se fosse la più banale ed insignificante. [oggi sono in
vena... :-)]
> Sta in un giardino molto piccolo e in
> effetti sarebbe da moltiplicare in qualche modo perché è piantata in un
> angolo...
Questo mi ricorda la storia dell'ulivo di Alvin75. [A proposito, dove sei
finito? Se il racconto è pronto me lo puoi mandare!]
Un inciso per Stefania: qualche tempo fa Alvin ci raccontò una bellissima
storia [vd post "un fico, una storia, la malattia di un uomo e quella di una
pianta" del 9 luglio 2003, lo trovi su google]. Da lì mi venne l'idea di
pubblicare quella ed altre "storie di alberi e piante" sul sito del NG [vd
firma]. Se ti va di raccontare...
> poi c'è questo ramo grande e spoglio che attraversa tutto un lato,
> quindi si arrampica sul balcone al piano rialzato e lì si sfoga con foglie
e
> frutta.
Questo mi sembra che sia significativo: la vite che si protende, dal posto
in cui si trova, verso la casa... [l'ho detto che sono ispirato... :-)]
> per cui... Fa un'uva piccola e bianca, niente d'eccezionale in realtà, ma
> quest'anno ne ho raccolte due buste piene e ne ho fatto dell'ottimo succo
> d'uva.
Un "ottimo" succo d'uva non è "eccezionale"?
Gli esperti di vitigni ti sapranno dire meglio: ha preso abbastanza sole ed
è stata nutrita?
> Va bene anche per me la faccenda di mettere un ramo nella terra ecc.
> ecc.?? Il radicante lo so dove comprarlo,,,
E non glielo dici? :-)
Credo di aver capito che le viti per talea sono sconsogliabili, bisogna
seguire altri metodi e sopratutto affidarsi ad esperti.
> ciao
> Stefi
Ciao
--
Matteo
pianura padana ovest milano - 120 m slm
clima temperato subcontinentale
Il sito di it.hobby.giardinaggio: http://www.i-h-g.it
"Non si vede bene che col cuore, l'essenziale è invisibile agli occhi"
La Volpe al Piccolo Principe
[Palmik]:
> > Ma per malformazione celebrale, cerco sempre di capire meglio su da
farsi.
> non si tratta di caprie ma di saper fare,
Beh, mi sembra un atteggiamento un tantino limitato: non so come si fa una
cosa, non vale la pena mettersi a capire come si potrebbe fare nè tantomeno
imparare a farla, mi rivolgo subito ad un esperto e faccio fare a lui....
Scusa ma se vuole ampliare le sue conoscenze in materia che problemi ci
sono?
> e dopo l'approfondimento anche teorico potrai esercitarti sulle tue viti
> nuove
Questo è un approccio interessante.
> buona scelta, mauri
nei negozi di giardinaggio, ma per le viti sono proprio un "di più": non li
usano nemmeno i vivaisti professionisti!
> > in che senso sta male? è solo vecchia o malata? potrebbe essere
> > qualche malattia grave (virosi o fitoplasmi)
> Pultroppo mio nipote, diciamo che la investita con il tratore.
> provocando delle numerosi ferite.
allora probabilmente non morirà, le viti sono di solito molto
robuste... (vedessi cosa fanno le macchine per la raccolta meccanica!)
Se però temi che non possa farcela, per sicurezza preleva un tralcio (quando
avrà perso le foglie), fanne pezzi da 3 o 4 gemme, avvolgilo in giornale
umido e conservalo in frigorifero: se la pianta dovesse morire, questa
primavera avrai comunque materiale per gli innesti.
> dovrebbe essere una specia di creco, almeno come dice qualcuno.
> Il nome dialettale e uvicella ,chichi piccoli e duri , bianca, pigna
> piccolina.
> molto resistente alle malattie.
> Alto Volturno, Provincia di Benevento.
> Mio padre diceva che a sua volta gli diceva il nonno, che era >l'uva
bianca
> che si coltivava in anticamente nella mia zona.
certo, la Campania una delle zone di "elezione" del greco.
oggi i vitigni di greco più diffuso sono il "greco di Orvieto", il "greco di
Todi" (caratteristico per la forma "a pigna" del grappolo) ed il "greco di
Tufo", che da un vino molto "di moda".
> stiamo valuttanto tutte le ipotesi.
io andrei per l'innesto...
in genere, nel sud italia, si pratica diffusamente l'innesto
in campo su barbatelle franche di piede, se la tua è una zona
viticola, non ti dovrebbe essere difficile contattare un innestatore che ti
saprà moltipicare la pianta con pochissima spesa! chiedi in giro...
> Molto gentile grazie tanto
di nulla!
>
> > non si tratta di caprie ma di saper fare,
>
> Beh, mi sembra un atteggiamento un tantino limitato:
infatti era limitato al caso della sua vite
non so come si fa una
> cosa, non vale la pena mettersi a capire come si potrebbe fare nč
tantomeno
> imparare a farla, mi rivolgo subito ad un esperto e faccio fare a lui....
per avere piů cloni della sua amata la vite si
> Scusa ma se vuole ampliare le sue conoscenze in materia che problemi ci
> sono?
di perdere l'amata
>
> > e dopo l'approfondimento anche teorico potrai esercitarti sulle tue viti
> > nuove
>
> Questo č un approccio interessante.
e concreto perchč comunque raggiungi lo scopo, salvare l'amata vite e avere
tanti piccoli bambini suoi
ciao mauri
saluti da www.ziopapes.it
--------
fino alla bara sempre se ne impara
> > dovrebbe essere una specia di creco, almeno come dice qualcuno.
> > Il nome dialettale e uvicella ,chichi piccoli e duri , bianca, pigna
> > piccolina.
> > molto resistente alle malattie.
> > Alto Volturno, Provincia di Benevento.
> > Mio padre diceva che a sua volta gli diceva il nonno, che era >l'uva
> bianca
> > che si coltivava in anticamente nella mia zona.
>
> certo, la Campania una delle zone di "elezione" del greco.
> oggi i vitigni di greco più diffuso sono il "greco di Orvieto", il "greco
di
> Todi" (caratteristico per la forma "a pigna" del grappolo) ed il "greco di
> Tufo", che da un vino molto "di moda".
>
e un uva più vicina al greco di Orvieto ma e un po diverso però.
sempre se non sbaglio, la diferenza forse e dovuto anche al terreno.
>
> io andrei per l'innesto...
> in genere, nel sud italia, si pratica diffusamente l'innesto
> in campo su barbatelle franche di piede, se la tua è una zona
> viticola, non ti dovrebbe essere difficile contattare un innestatore che
ti
> saprà moltipicare la pianta con pochissima spesa! chiedi in giro...
>
Si anche mia suocera mi consiglia l'innesto.(ho scoperto che in passato era
una brava innestratrice di piante da frutta ma di vite in modo minore)
Si la zona e vinicola.
Ho intenzione di andare a parlare con un vivaio di solito tutti i migliori
innertatori della zona sono diventati dei vivaisti.
ciao da Palmik
Ciao
da Palmik
La talea era una proposta dovuta alla mia ignoranza in materia.
Ciao
Da Palmik.
> Visto che lo scopo e di non perdere la varietà. Ci rivolgeremo ad un
> professionista.
> ma poi cerchero di capire e di farmi insegnare qualcosa in più.
saggia decisione
> Gia con queste poche parole, ho imparato molte cose.
e tu poi ci insegnerai, così impariamo anche noi grazie a te
la tua uva potrebbe essere il greco di napoli e comunque una varietà di
trebbiano che dalle vs parti viene chiamata greco qualchecossa
facci sapere, mauri
saluti da www.ziopapes.it
--------
chi crede senza pegno non ha ingegno
> > Gia con queste poche parole, ho imparato molte cose.
>
> e tu poi ci insegnerai, così impariamo anche noi grazie a te
Ci provo.
> la tua uva potrebbe essere il greco di napoli e comunque una varietà di
> trebbiano che dalle vs parti viene chiamata greco qualchecossa
si in effetti si asomigliano molto.
Però chiedero al probabile vivaio.