On Mon, 21 May 2018 06:00:31 -0700 (PDT), "L'Infante di Spagna"
<
massimo....@gmail.com> wrote:
>Il giorno lunedì 21 maggio 2018 14:38:56 UTC+2, Bernardo Rossi ha scritto:
>
>> Che spreco che sarebbe
>>
http://tinyurl.com/y9yc69bj
>
>Mi dispiace, ma non posso aprire il link, tinyurl e' bloccato dal firewall aziendale.
Ok, questo e' il link completo
<
http://www.lastampa.it/2013/05/22/societa/gli-insetti-piu-buoni-da-mangiare-uV9vGB1CCD2j1IYeLVWCrO/pagina.html>
E l'articolo copincollato:
Gli insetti più buoni da mangiare
Giro del mondo tra i migliori piatti preparati con insetti: da
mangiare crudi o cotti, in padella o in insalata, allo spiedo o fritti
C’è chi lo vuole cotti, chi li vuole crudi, fanno bene alla salute e
all’ambiente e questo viene affermato anche dalle Nazioni Unite:
mangiare insetti potrebbe diventare la nuova tendenza. Secondo un
recente studio della Fao, infatti, gli insetti fanno parte delle diete
tradizionali di ben due miliardi di persone. Non storcano il naso i
più schizzinosi, quindi, se circola la notizia che bisognerebbe meglio
integrare questa branchia dell’alimentazione con le politiche di
sicurezza alimentare e l’uso del suolo.
Si può combattere la fame nel mondo con grilli, formiche e le oltre
1.900 specie di insetti commestibili. Tra i migliori figurano
coleotteri, bruchi, api, vespe e cavallette. E c’è di più: coltivare e
allevare insetti è un modo per creare non solo nuovi posti di lavoro,
ma anche reddito a livello locale, con l’augurio di allargarsi su
scala industriale. Allevarli necessita meno terra e meno cibo rispetto
agli animali cosi detti comuni, ovvero mucche, pecore e maiali, oltre
ad emettere molto meno gas serra rispetto alle bestie.
Nelle zone rurali e marginali del mondo sono proprio gli insetti le
principali fonti di proteine, cosi come foglie, semi, funghi, miele e
frutta forniscono vitamine e minerali in grado di garantire una dieta
nutriente. Non solo proteine dal mondo dell’entomologia, ma anche
fibre, colesterolo buono e vitamine. Per credere che le formiche sono
dolci e simili alle noccioline, le cimici sanno di mela e alcune larve
di falena hanno un gusto che tende al piccante, basta rendersi conto
che sono ben 36 i paesi africani, 23 quelli delle Americhe, 29 in Asia
e 11 in Europa che inseriscono abitualmente insetti nella loro dieta.
A guidare la classifica di quelli più consumati ci sono le locuste,
ottime fritte, grazie anche alla loro facile reperibilità (si trovano
ovunque) e al sapore neutro che si abbina a tutto.
Tipico della Nigeria, della Malesia e della Papua Nuova Guinea è il
consumo di un grosso parassita conosciuto come Punteruolo rosso della
palma. Le sue larve, che ricordano lo speck cotto, vengono mangiate in
vari modi: allo spiedo, arrostite sulle brace, fritte o a mo di
involtino. Le formiche vengono mangiate abitualmente in Australia,
Colombia e Thailandia. Gli aborigeni australiani le fanno ingozzare
fino a gonfiare loro la pancia di nettare, consumandole crude. I
Colombiani le preferiscono tostate come il popcorn, mentre i
thailandesi utilizzano soprattutto quelle rosse e le loro uova, dal
sapore agrodolce, preparate per condire l’insalata o saltate in
padella.
Anche in Messico vengono mangiate le uova di formica, della specie
formica nera gigante, conosciute anche come “caviale di insetti”:
bollite o fritte nel burro si mangiano nei tacos o direttamente in una
ciotola con contorno di tortillas, visto che per la loro consistenza
sembrano ricotta. Le cimici sono piuttosto puzzolenti e per questo
necessitano di essere depurate in acqua tiepida prima del consumo,
anche se è tradizione durante il Festival Jumil vicino a Taxco, di
raccoglierle nei boschi per mangiarle vive, accompagnate da tacos
ripieni di peperoncini, mentre in Africa vengono decapitate, strette
per svuotare la ghiandola verde che emana il cattivo odore, bollite ed
essiccate al sole, e infine mangiate come snack tipo bruscolini dal
sapore di cannella e iodio.
In Giappone si raccolgono con cura le larve di vespe o api per
cuocerle in salsa di soia e zucchero e mangiarle come snack croccante,
cosi come le tremiti crude, arrostite alla brace o fritte nell’olio
ricordano il sapore di carota ai mangiatori di insetti di Cambogia e
Venezuela.