>Salve, vorrei avere un consiglio sull'eventualità di utilizzare dei pali in
>legno trattati con vernice bituminosa da interrare come fondamenta di
>appoggio (di diametro di circa 17 cm.)
Non ne so molto per mancanza di esperienza ma dovrei avere in giro dei
testi che ne descrivono l'utilizzo e mi piacerebbe comunque
approfondire. L'idea mi sembra ottima e non posso che plaudere a
questa tua attenzione. So che potresti anche non usare il bitume,
basta usare dei pali di robinia (il mio vicino di casa ha costruito la
sua dimora di due piani in cemento armato fondando su 50 pali di
questa essenza lunghi tre metri, giacché all'epoca non riuscirono ad
effettuare lo scavo di fondazione per l'eccesso di acqua).
>Le dimensioni della casetta sono di 3m. x 4m.
Quindi niente di preoccupante dal punto di vista del carico.
>Tutto questo per evitare di porre in opera una platea di cemento che
>sicuramente sarebbe di cattivo gusto dal punto di vista naturalistico visto,
> che si tratta di un terreno agricolo e in una zona abbastanza
>incontaminata.
Hanno costruito per secoli senza fondazioni di cemento.
Spero che qualche esperto si affacci ed intanto, tempo permettendo,
cerco informazioni.
>grazie
Potresti dirci in quale zona d'Italia ti trovi?
Saluti,
Christian
Non ho esperienza in merito, però ieri leggendo il post mi è venuto in
mente che in Valle d'Aosta (ma credo un pò su tutte le Alpi) usavano
costruire edifici in legno su solidi pilastri di pietra. Per questo mi
veniva da darti questo consiglio. Oggi, leggendo il post di Christian
invece mi sovviene che, in altri luoghi, nella preistoria le palafitte
affondavano pali di legno nel terreno anche umido degli stagni.
Oggi giorno le uniche costruzioni che si avvicinano alle palafitte sono
i giochi per bambini in legno e anche questi hanno i pali infilati nel
terreno.
Quindi approvo e apprezzo anch'io la tua idea :-)
Se ti aiuti con sabbia e pietre di diverso calibro credo che favorirai
il drenaggio dell'acqua in prossimità dei pali, alluntanando il rischio
di marciumi.
Buon lavoro :-)
--
Matteo
Prov. MI Ovest
Il sito di it.hobby.giardinaggio: http://www.i-h-g.it
>il drenaggio dell'acqua in prossimità dei pali, alluntanando il rischio
>di marciumi.
No, i pali devono stare immersi nel terreno senza aria, è l'ossigneno
che insieme all'umidità potrebbe danneggiare il legno attraverso la
proliferazione dei marciumi.
Comuqnue ho trovato in rete questo documento:
>Buon lavoro :-)
In parte, ho dei vecchi travi secolari in castagno residui di una
ristrutturazione ad un tetto che ho usato in giardino, sono ormai
quasi dieci anni che sono conficcati nel terreno a delimitare una
aiuola e non danno ancora segni di cedimento al marciume.
Saluti,
Christian
> No, i pali devono stare immersi nel terreno senza aria, è l'ossigneno
> che insieme all'umidità potrebbe danneggiare il legno attraverso la
> proliferazione dei marciumi.
Io immaginavo di usare grosse pietre per bloccare i pali, piccoli sassi per
riempire le cavità, sabbia per costipare il tutto.
Dovrebbe crearsi un ambiente poco incline ai ristagni di acqua e aria, no?
> Comuqnue ho trovato in rete questo documento:
>
> http://tinyurl.com/3swooh
Bellissimo, grazie :-) (sia per il libro in se sia per il servizio di google
che non conoscevo)