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potatura drupacee (repost)

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peul

unread,
Jan 2, 2003, 5:27:21 AM1/2/03
to

In questo messaggio cercherō di
spiegare quello
che so sulla potatura delle drupacee (che č abbastanza semplice...)
Sarā bene iniziare illustrando brevemente i tipici rami fruttiferi di questo
gruppo di piante (formazioni a frutto), senza figure č un po' difficile,
cmq ci proverō lo stesso...

*** TIPI DI GEMME DELLE DRUPACEE ***

*Gemme a legno => sono gemme appuntite, dalle quali si genereranno rametti
futuri.

*Gemme a fiore => hanno l'apice un po' pių arrotondato (cmq dipende molto
dalla spp),
da esse si generanno i fiori e poi (speriamo!) i frutti.

*** FORMAZIONI A FRUTTO DELLE DRUPACEE ***

*Dardo a mazzetto (oppure coronato, oppure bouquet di maggio)*
E' un piccolo rametto di 1-2cm in media, generalmente di un anno di etā;
esso
porta in punta una gemma a legno, coronata da una serie di gemme a fiore
(bouquet).
In alcune specie, ciliegio soprattutto, i dardi a mazzetto portano frutto
per pių
anni consecutivi (anche pių di 20!), allungandosi di pochissimo in ogni
stagione vegetativa.

*Brindillo*
E' un esile rametto di un anno di etā, mediamente misura 10-30cm.
Porta in punta una gemma a legno, mentre lungo l'asse del ramo, all'ascella
delle foglie,
sono presenti soltanto gemme a fiore.

*Ramo misto [di un anno]*
Si tratta di lunghi rami, di solito assurgenti e di una certa lunghezza (in
media 40-100cm,
fino 150cm e oltre in alcuni peschi).
Il ramo misto porta in punta una gemma a legno; all'ascella delle foglie,
nelle parti basale ed apicale soltanto gemme a legno; nella parte media del
ramo, invece,
all'ascella di ogni foglia, vi č una gemma a legno nel mezzo di due gemme a
fiore.
(le tre gemme sono spesso accompagnate da un ingrossamento del ramo).

Spero di essere stato abbastanza chiaro... con una figura o una pianta
vicino
sarebbe molto pių facile... quando ne avrete la possibilitā, provate a
guardare le
vostre piante e a classificare i rametti... č l'unico esercizio che serve
davvero per imparare
a potare con un po' di criterio!

Ed ora veniamo ai consigli pratici, che tanto vi stanno a cuore...

---> PESCO

Il pesco produce principalmente sui rami misti,
anche i frutti pių grossi, belli e buoni sono prodotti su questo tipo di
rami...
La potatura dovrebbe quindi "indirizzare" la pianta a produrre ogni anno
nuovi rami
misti, vedremo poi come.
Per il pesco, conviene potare in due tempi, una buona parte
dei tagli (i pių grossi) andrebbe fatta con la potatura verde, da
effettuarsi
in estate, subito dopo la raccolta..

Potatura primaverile
ha essenzialmente scopo di rimonda, serve ad eliminare i rami secchi, quelli
spezzati,
quelli attaccati da parassiti e patogeni...
Sarebbe impotante, in questa fase, non spuntare mai nessun tipo di ramo,
soprattutto i rami misti,
soltanto diradarli: conviene soltanto asportare, tagliandoli alla base, i
rami pių deboli oppure
quelli he hanno un angolo di inserzione sbagliato.
Se abbiamo troppi rami e la chioma si presenta affastellata, possiamo
scegliere di
"sacrificare" qualche brindillo, che darebbe frutti di una pezzatura minore.
Soltanto piante deperienti o senescenti emettono una gran quantitā di dardi
a mazzetto.
(frutti pių piccoli e peggiori)

Potatura verde
Si effettua solitamente subito dopo la raccolta, ha principalmente lo scopo
di
forzare la pianta ad emettere nuovi rami misti e brindilli per sostituire
quelli invecchiati.
Il tutto evitando di far allontanare di anno in anno la fruttificazione
dal centro della pianta (con conseguenti probabili rotture...)
Potando in estate, la pianta ha possibilitā di cicatrizzare subito i tagli,
il che č
importante per didurre problemi di gommosi su questa specie, particolarmente
sensibile ai tagli.
Come fare?
Si tratta di spuntare i rami misti (dell'anno prima) sopra ai germogli,
ancora erbacei,
che hanno emesso e che diventeranno, in seguito alla "cura" i rami a frutto
per l'anno successivo (tagli di ritorno).
ųSta alla sensibilitā e all'esperienza di chi pota saper scegliere quanti e
quali rametti lasciare...
purtroppo non ci sono regole fisse...
in generale perō l'entitā del legno asportato dovrebbe essere
inversamente proporzionale al vigore della pianta...

Se si vuole praticare soltanto la potatura primaverile allora bisognerebbe
spuntare parte
dei rami misti, in posizioni "tattiche", (sacrificando un po' di frutti)
a una lunghezza di 30-90cm(dipende dalla pianta), per la produzione dei
nuovi rami...

---> ALBICOCCO (e MANDORLO)

Queste piante producono discretamente sui rami misti (frutti migliori), ma
la produzione maggiore
in quantitā si ha sui dardi a mazzetto, che spesso fruttificano per pių
anni.
La potatura ottimale,oltre alla solita rimonda, consta in un leggero
diradamento dei rami misti
(senza spuntature sistematiche) e nel controllo dei dardi a mazzetto
(eliminare i pių vecchi,
gli esauriti e i deperiti) e, ovviamente, nell'eliminazione dei succhini.
Spesso queste piante manifestano lo stesso problema del pesco, tendono
naturalmente a spostare
la produzione troppo all'esterno della chioma... nel caso, potrebbe essere
utile un intervento estivo, dopo la raccolta, per cercare di riportare la
fruttificazione
verso l'interno (pių o meno come giā visto per il pesco), anche se la pianta
emette una grande
quantitā di succhioni, potrebbe essere conveniente asportarli in estate.


---> SUSINO EUROPEO

Queste piante solitamente sono molto poco fertili, per cui conviene avere
"la mano
leggera" sulla potatura dei rami a frutto.
Il pruno, produce in parte sui rami misti (frutti migliori), ma la
produzione maggiore
č portata dai dardi a mazzetto.
Potare, in questo caso, significa eliminare i succhioni, diradare in modo
molto leggero i rami misti
e controllare i dardi a mazzetto per togliere quelli troppo invecchiati.
Bisognerebbe inolte spuntare parte dei rami misti (o, meglio, dei succhioni
meno vigorosi) piuttosto
corti (15-30cm) per favorire l'emissione di nuovi rami a frutto dai monconi.
Questo intervento dovrebbe essere fatto preferenzialmente su piante poco
vigorose, se, al
contrario, avete problemi ricorrenti di succhioni (piante troppo vigorose)
allora conviene asportali in estate (lug-ago, cmq dopo la raccolta) ed
essere invece molto leggeri
con la potatura di fine inverno.

--->SUSINI CINO-GIAPPONESI

Sono le piante che in assoluto danno pių soddisfazioni, perchč, grzie alle
loro abbondanti fioriture
ed alla loro elevata fertilitā, riesono pių facilmente a sopperire ad errori
(ed agli orrori) di potatura
garantedo praticamente sempre una certa produzione...
Producono in maggior quantitā sui rami misti (vista l'abbondante
fruttificazione puō essere
opportuno un diradamento un po' pių deciso).
Producono discretamente anche sui dardi a mazzetto, qui perō producono
frutti mediamente pių piccoli
(solite potature: eliminare i pių vecchi, eventualmente diradare
leggermente).
Come per i Susini europei puō essere opportuna la spuntatura di parte dei
rami di un anno a 15-30cm,
per favorire l'emissione di nuovi rami misti.
Eliminare anche gli eventuali succhioni, e rimondare (rami spezzati, secchi,
attaccati da patogeni e parassiti...)

--->CILIEGIO DOLCE

Potare o no??
I ciliegi producono prevalentemente sui dardi a mazzetto, che sono
produttivi per un certo numero
di anni, anche pių di venti!!! (Per questo motivo č necessario stare molto
attenti alla raccolta,
bisognerebbe cercare di non rompere i rametti nello staccare le ciliege!)
Si ha anche una certa produzione, e di frutti un po' pių grossi, sui rami
misti.
I ciliegi "adulti" tendono a produrre soprattutto sui dardi a mazzetto e
tendono a ridurre l'emissione
di rami misti; secondo alcuni, per questo motivo, si dovrebbe effetture
qualche taglio
di ritorno ed eliminare un certo numero di dardi a mazzetto, per favorire la
produzione
di rami misti e quindi di frutti un po' pių grossi.
Dipende... Secondo me, anche in cosiderazione del fatto che il ciliegio č la
pianta da frutto che in
assoluto soffre di pių i tagli, si dovrebbe essere molto cauti!
[Tutti i (pochi!) tagli sul ciliegio dovrebbero essere fatti in
primavera-estate]

La pratica ha un certo significato, a mio parere, sulle cultivar
autofertili, quindi molto
(a volte troppo) produttive, ma mai su piante giovani! Potrebbe avere infine
una certa utilitā
su piante senescenti, per tentare di "risvegliarle".

Su varietā autosterili e su piante giovani, meglio lasciar perdere la
potatura di produzione!
Per il ciliegi molto giovani č invece molto importante la formazione della
chioma: con legature,
pesetti, tiranti e magari con qualche taglio, sarebbe opportuno dare una
razionale disposizione
spaziale alle branche principali. (onde evitare poi, di dover fare tagli
grossi di correzione)

In ogni caso, alla raccolta dovrebbe essere fatta una rimoda della pianta,
eliminando i rami secchi,
spezzati ecc. ecc.

--->CILIEGIO ACIDO (AMARENA, VISCIOLA, MARASCA)

I ciliegi acidi producono notevolmente sia sui dardi a mazzetto che sui
dardi misti.
Queste piante sopportano meglio i tagli rispetto al ciliegio dolce, ed
esigono
anche un certo rinnovo dei rami misti di un anno...
Per la potatura comportarsi grosso modo come per i susini cino-giapponesi.
Puō essere necessario un diradamento dei rami un po' pių intenso; gli
amareni, in particolare,
hanno spesso un portamento disordinato e cespuglioso.
Eliminare i rami pių deboli, quelli con angolo di inserzione sbagliato,
spuntarne una piccola
quota per favorire l'emissione di nuovi rami misti.

+++FINE+++

E' importante sottolineare di nuovo che non esistono regole rigide!!!
*Ogni pianta č diversa dall'altra, per le specifiche condizioni
pedo-climatiche.
*All'interno della specie ogni varietā č diversa dall'altra ed ha un suo
proprio
habitus di fruttificazione, che bisognerebbe conoscere.
*Il tipo di portainnesto influisce sulla pianta ed in particolare sul vigore
vegetativo.

Spero di essermi espresso abbastanza chiaramente, mi rendo conto
che mi č venuto fuori un poema... troppo lungo?? scusate tanto...

ciao a tutti!
paolo


--------------------------------
Inviato via http://usenet.libero.it

Elisabetta Marcovich

unread,
Jan 6, 2003, 5:13:18 AM1/6/03
to
> In questo messaggio cercherò di
> spiegare quello
> che so sulla potatura delle drupacee (che è abbastanza semplice...)
la rileggerò con calma, comunque ad uno sguardo superficiale mi sembra che
non ci sia una distinzione fra piante allevate per i frutti e piante
allevate per i fiori. O non è necessario?
Sai, nel mio terrazzo ho in vaso un albicocco nano ed un melo che credo sia
più da fiore che da frutto, in effetti li ho messi perchè mi piacciono le
fioriture, e sono curiosa di vedere cosa otterrò. L'albicocco l'ho piantato
lo scorso anno, era solo un " bastone" da cui in primavera nacquero delle
gemme che diedero luogo ai rami, ora vediamo se su quei rami quest'anno
arriveranno i fiori, il melo ( Pom'zai courtabri comprato da Peraga) è già
ramificato ma l'ho impiantato lo scorso autunno.
Vedremo fra uno- due mesi

--
Elisabetta Marcovich
Pazienza e ottimismo sono le doti del buon giardiniere


peul

unread,
Jan 9, 2003, 10:13:08 AM1/9/03
to
Il 06 Gen 2003, 11:13, "Elisabetta Marcovich" <ema...@tin.it> ha scritto:
(...)

ad uno sguardo superficiale mi sembra che
> non ci sia una distinzione fra piante allevate per i frutti e piante
> allevate per i fiori. O non è necessario?
(....)

> Sai, nel mio terrazzo ho in vaso un albicocco nano ed un melo che credo
sia
> più da fiore che da frutto, in effetti li ho messi perchè mi piacciono le
> fioriture, e sono curiosa di vedere cosa otterrò. L'albicocco l'ho
piantato
> lo scorso anno, era solo un " bastone" da cui in primavera nacquero delle
> gemme che diedero luogo ai rami, ora vediamo se su quei rami quest'anno
> arriveranno i fiori, il melo ( Pom'zai courtabri comprato da Peraga) è già
> ramificato ma l'ho impiantato lo scorso autunno.
> Vedremo fra uno- due mesi
> Elisabetta Marcovich

in fondo sono le stesse piante.... ma se le coltivi a scopo ornamentale
bisogna preoccuparsi soprattutto dell'aspetto estetico.
cura soprattutto la formazione della chioma visto che si tratta di piantine
così giovani.
ciao
peul

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