la descrizione degli organismi più importanti.
La descrizione degli organismi utili più importanti e noti riguarda
soprattutto gli insetti con i quali l'orticoltore viene quotidianamente a
contatto e che ancora non riconoscerli utili e distruggerli inconsciamente
senza ragione.
Coccinelle ( Coccinellidae )
Le coccinelle sono piccoli Coleotteri semisferici dotati spesso di belle e
vistose livree, che misurano 1- 6 mm. Esse non vivono appartate come i
Carabidi e sono molto popolari e conosciute, per cui hanno ricevuto vari
nomi come Madonnella, Gallinella del Signore, Mariola ecc.. La più nota è la
coccinella dalle elitre rosse e brillanti con sette puntini neri e il
protorace ornato da macchie bianco-nere, La ricchezza di specie di
coccinelle non va sottovalutata, Anche sulle nostre piante non è difficile
poter contare un centinaio di diverse specie di questi variopinti insetti,
Solo in Europa si conoscono 75 generi, che a loro volta si distinguono in
diverse specie e varietà. A tutte loro è comune la capacità, in caso di
pericolo, di ripiegare le zampe e le antenne sotto il corpo ed assumere
ancor più la forma di una mezza sfera. La formazione cromatica delle
elitre, il colore e il numero di puntini, se presenti, può variare molto
anche nello stesso genere punteggiatura bianca su fondo bruno; macchie
rosse, gialle o arancioni su fondo nero; punti neri su fondo giallo o bruno
e così via. Naturalmente il numero dei puntini sulle elitre non ha niente a
che vedere con l'età del coleottero, come sostiene una credenza popolare, ma
costituisce invece un segno caratteristico di ogni specie. Esistono cioè
coccinelle con 2 o 7 punti, come con 10, 14 o 22 puntini. In generale i
Coleotteri sono individui adulti che rappresentano lo stadio finale di
sviluppo del ciclo uovo-larva-pupa-coleottero. I Coleotteri e quindi anche
le coccinelle non mutano le loro dimensioni e quando escono dalla pupa sono
già adulti. La maggior parte delle coccinelle è carnivora, predatrice di
insetti viventi. Le due coccinelle più note, la bipunctata e la
sectempunctata sono utili come altre specie meno note. Non solo i Coleotteri
adulti ma anche le larve si nutrono cacciando altri insetti. Ricerche hanno
dimostrato che una larva di coccinella in un periodo di sviluppo di 20 gg
può divorare circa 400 afidi. Una coccinella adulta mangia in media 40-60
afidi al giorno, durante tutta l'estate e fino all'autunno. Dopo aver
passato l'intero inverno in un luogo protetto nei pressi di alberi, nelle
abitazioni o in altri ricoveri, non appena compaiono le prede adatte,
riprende la sua caccia. La vita del coleottero adulto termina con l'
ovodeposizione all'inizio dell' estate, iniziando così una nuova
generazione. Si può ora comprendere quanto grande sia il danno causato dalle
irrorazioni con prodotti chimici eseguite in primavera in orti e frutteti.
Con questi interventi non si colpiscono solo le specie dannose, ma anche i
loro nemici naturali; gli insetti utili vengono danneggiati quando vengono
colpiti con prodotti chimici gli adulti, si distruggono anche le successive
generazioni e se anche gli adulti non vengono colpiti direttamente, possono
purtroppo morire di fame, in quanto viene loro tolto il cibo necessario per
la maturazione dopo il periodo invernale. In seguito all'assenza di
coccinelle e altri nemici naturali, si può ricostituire indisturbata una
nuova popolazione della specie dannosa ad esempio afidi, ancor più in fretta
e senza alcuna limitazione purtroppo oggi non è possibile risolvere
infestazioni parassitarie con questi metodi. Nel caso in cui sia inevitabile
fare una lotta chimica, si dovranno trattare solo singole piante o parti di
piante e possibilmente impiegando prodotti innocui per gli ausiliari. In
primavera la femmina della coccinella depone 6-20 uova a gruppi, dalle quali
dopo circa una settimana fuoriescono le larvette, inizialmente nere e più
tardi ornate da punteggiature variegate. Il contenuto delle uova non
fecondate serve in parte come nutrimento iniziale delle larvette, mentre si
avviano a cacciare le prime prede. Le larve delle coccinelle sono molto
mobili e dotate di un robusto apparato boccale con il quale afferrano e
masticano tra l'altro afidi, cocciniglie e aleurodidi. Per concludere il
ciclo di sviluppo dobbiamo ancora descrivere lo stadio di pupa. La larva
matura aderisce saldamente con la parte finale del corpo ad una pianta
oppure a qualche altro oggetto. Essa abbandona la cuticola larvale
spingendola verso la parte posteriore. La pupa che si forma ha colori poco
appariscenti e in caso di pericolo, ad esempio se si toccano rami o foglie
dove essa risiede, assume un curioso atteggiamento di difesa, simile ad un
cane che si drizza sulle zampe posteriori La sua somiglianza con la larva
della dorifora della patata ha permessa che essa sia talvolta divenuta
vittima di infausti interventi chimici. La larva della più piccola
coccinella predatrice di afidi Scymnus subvil1osus, per sembrare innocua, si
orna con una specie di pelliccia di filamenti cerosi. Il coleottero nero e
peloso che si sviluppa da questa larva, misura solo 2 - 2,5 mm. A questa
specie appartiene anche lo Stethorus puncti1lum, che misura addirittura meno
di l mm ed è specializzato nel predare acari. Lo Stethorus è attivo
soprattutto nel controllo degli acari delle piante da frutto. Nelle zone più
calde dell' Europa l'importanza economica di questo insetto utile è così
grande che ha consentito di abolire i trattamenti chimici contro gli acari,
trattamenti senza i quali la frutticoltura intensiva non poteva sussistere.
In queste zone calde sono presenti anche altre specie di coccinelle che
possono essere dannose alle colture di cetrioli o leguminose. Nelle zone più
fredde questi Coleotteri sono praticamente sconosciuti. Un altro ausiliario
specialista è la coccinella 22-punctata, che insieme ad altre due specie si
nutre di ife di oidio, una malattia fungina assai diffusa che colpisce
diverse piante coltivate,
Carabidi ( Carabidae )
I Carabidi sono Coleotteri forniti di lunghe, agili e robuste zampe,
indispensabili per la loro attività di predatori. Di giorno vivono nascosti
e di notte escono alla caccia di insetti, lumache, vermi, crostacei e altri
piccoli organismi. Solo in casi eccezionali si nutrono anche di foglie,
cereali oppure frutti e ortaggi marcescenti. Essi uccidono le prede con le
loro robuste mandibole. La preda non viene masticata ma bagnata con un succo
digestivo per poi essere inghiottita predigerita. Questo stesso succo
irritante serve anche per la difesa, e viene usato per rendere innocuo a
colpo sicuro il nemico. In Europa esistono circa 500 specie di Carabidi, con
dimensioni che vanno dai 5 ai 50 mm. Molti hanno colori sfarzosi e brillanti
e le elitre decorate da disegni ornamentali si tratta cioè in genere di
Coleotteri molto belli I Carabidi si possono incontrare ovunque, nei campi,
in giardino, nei boschi, dove essi vanno in cerca delle loro prede in
prossimità del terreno. Molti Carabidi depongono 50 - 60 uova in estate. Le
larve nate passano l'inverno nel terreno e si impupano ad una profondità di
circa 20 cm, per comparire poi come Coleotteri adulti in primavera-estate.
Le larve dei Carabidi assomigliano a degli aselli, ma posseggono un corpo
più allungato e ben corazzato, e come gli adulti, sono fornite di robuste
mandibole, indispensabili per la loro attività predatoria. Per poterli
scoprire bisogna cercare molto attentamente, perché si nascondono molto bene
ed escono per cacciare solo la notte. L' importanza economica dei Carabidi è
senz' altro degna di attenzione. Da indagini risulta che essi eliminano un
gran numero di Dorifore della patata, e non solo le tenere larve, ma anche i
Coleotteri dalla robusta corazza. Essi divorano larve, maggiolini, elateridi
e simili. Le larve di Lepidotteri, indipendentemente dalle loro dimensioni,
vengono aggredite dai Carabidi da dietro o lateralmente e uccise con le
robuste mandibole falciformi. Nel caso di piccole specie di Carabidi ad
esempio Pterostichus vulgaris è interessante notare che per catturare la
preda, quando essa sia di dimensioni maggiori, la assalgono in gruppo. In
genere le lumache si difendono aumentando la secrezione mucillaginosa che
serve loro per strisciare e che appiccica anche l' apparato boccale del
nemico: ma per i Carabidi questo non è un problema. Si potrebbe discutere
quale tra i Carabidi sia il più bello, il Carabus violaceus oppure il
Carabus auratus. Lo scintillio delle elitre rende i Carabidi attraenti e
meravigliosi. Entrambe queste due specie sono Coleotteri molto robusti,
capaci di masticare senza fatica la dura corazza di chitina della Dorifora
della patata o del maggiolino. Del Carabus auratus ad esempio si sa che in
un giorno può divorare larve e altri organismi per un peso 13 volte
superiore al proprio. Sia le larve che gli adulti di un'altra specie
Calosoma sono specializzati nel predare pupe e larve di Lepidotteri su
alberi ed arbusti, e il loro numero si adegua alla disponibilità di cibo ad
esempio negli anni di gravi infestazioni di larve. Se la maggior parte dei
Carabidi sono carnivori, non va dimenticato tuttavia che alcune specie
possono anche essere dannose e divorare semi di cereali a maturazione lattea
ed erbe, come ad esempio lo zabro gobbo Zabrus tenebrioides. L' habitat
ideale per i Carabidi adulti è un terreno coperto da fitta vegetazione,
ombreggiato e possibilmente umido, che offra loro nascondigli sassi,
fogliame, legni o piccole cavità nel terreno. Molto spesso, alla ricerca di
questi luoghi, i Carabidi possono finire attraverso una lucernai nelle
cantine, dalle quali di solito non sono più capaci di uscire da soli. Invece
che riportarli semplicemente all'aperto, per ignoranza, essi vengono
calpestati. Molti interventi chimici hanno un effetto negativo diretto o
indiretto sul terreno e sulla presenza dei Carabidi, anche se trattandosi di
insetti robusti sono spesso in grado di sopravvivere. L'utilità dei Carabidi
è sicuramente notevole, anche se essi non godono della popolarità di
Coleotteri come le coccinelle, che descriviamo di seguito.
Stafilinidi (Staphylinidae )
Gli Stafilinidi sono una famiglia di Coleotteri caratterizzati dall ' avere
delle elitre corte che lasciano scoperti due terzi dell'addome. Grazie alle
ali, che sono invece normalmente sviluppate, essi sono bravi volatori. In
posizione di riposo le ali membranose sono ripiegate e nascoste sotto le
elitre. In Europa si classificano 4000 diverse specie, in tutto il mondo
circa 30.000. Si nutrono di sostanza organica in decomposizione come piante,
piccoli organismi o funghi, e vivono nel fogliame, nel composto dell'orto,
su arbusti, alberi a foglia caduca o conifere, sulle rive di laghi e fiumi.
Con poche eccezioni sono predatori di specie dannose. Questi Coleotteri
hanno una forma allungata, misurano 1-30 mm e alcuni hanno livree colorate.
Le specie più grandi assomigliano alle forbicine; è facile però distinguerle
da queste ultime perche non posseggono i due cerci addominali simili a
tenaglie tipici delle forbicine. Uno dei rappresentanti più belli degli
Stafilinidi è senza dubbio lo Staphilinus cesareus, ornato da maculature
dorate scintillanti sulla parte scoperta dell'addome. Esso è molto efficace
nel tenere sotto controllo anche specie dannose di grandi dimensioni come le
larve della cavolaia. Nell'orto possiamo trovare anche altre specie di
piccoli Stafilinidi utili. Non solo i Coleotteri adulti cacciano insetti
delle stesse dimensioni, ma addirittura le loro larve parassitizzato anche
diverse mosche parassite di ortaggi (mosca del cavolo, del fagiolo e della
cipolla). Appena uscite dalle uova queste larve vanno alla ricerca delle
pupe delle mosche, le svuotano e utilizzano l'involucro per impuparsi, dalle
pupe alla fine non fuoriesce la mosca, ma il coleottero adulto. Se
riconoscere gli Stafilinidi è facile, è invece molto difficile distinguere
tra loro le varie specie. Tra queste ne esistono alcune specializzate nel
predare afidi o acari. Esse cacciano anche altri insetti carnivori e lo
Xyleborus monographus e le sue larve, che scavano gallerie sotto la
corteccia, Gli Stafilinidi vivono in stretta sintonia con i ritmi di vita
delle loro prede, che possono provenire da tutti gli ambienti in cui vivono
insetti e altri piccoli organismi. È possibile trovarli in tutte le
stagioni, alcuni sul terreno o nel composto, altri in cantine, stalle o
gallerie che si sono costruiti, dalle quali partono per a
Cantarmi (Cantharidae, Malacodermata)
Secondo la classificazione sistematica sono strettamente imparentati con il
gruppo degli Stafilinidi (Coleotteri predatori) e molto simile è anche la
loro utilità per l' orticoltore. I Cantaridi sono molto più diffusi degli
Stafilinidi, e nel gergo popolare vengono detti false lucciole, appunto per
la somiglianza con queste ultime, le cui larve del resto sono predatrici di
limacce. In Europa centrale ne esistono almeno 70 specie. I Cantaridi volano
con una certa difficoltà e divorano una grande quantità di afidi, larve di
Lepidotteri e Tentredini. Con i palpi mascellari superiori falciformi
tolgono gli afidi dagli aghi delle conifere oppure li raschiano dalle
foglie. In genere depongono le uova in primavera-estate. Le larvette nere,
pelose e cilindriche, fornite di corte zampe vivono in lunghe gallerie
scavate nel terreno. Esse si nutrono di lumache, larve e insetti terricoli,
e resistono bene al freddo invernale, comparendo appena la neve si scioglie.
Trascorrono l'inverno allo stadio di pupa in cavità del terreno.
Forbicine (Dermaptera)
Abbiamo già parlato della somiglianza tra forbicine e Stafilinidi; le
forbicine formano un gruppo a parte e non vengono classificate tra i
Coleotteri. Non è affatto vero, come suggeriscono alcuni nomi popolari
(foraorecchie, forfecchie eccetera) che esse abbiano un particolare
interesse per le orecchie umane. Le forme giovanili e quelle adulte delle
forbicine sono molto simili e manca lo stadio di pupa (metamorfosi
incompleta); hanno ali ben sviluppate, tranne che nelle forme giovanili,
però volano raramente. Nel maschio i cerci si presentano arcuati e
denticolati, mentre nella femmina sono quasi diritti. Essi servono sia per
la difesa che per tenere fermo il partner durante l'accoppiamento. Le
forbicine hanno abitudini notturne, e di giorno cercano nascondigli che
offrano contatto sia con la schiena che con l'addome, prediligendo le crepe
umide dei muri, tavole di legno sul terreno, fogliame o te li di plastica.
Esse si nutrono sia di giovani piantine (talvolta causando danni) che di
insetti morti o vivi, come afidi, afide lanigero, uova di Lepidotteri,
piccole larve o simili. Sulle piante da frutto, nel caso in cui non riescano
a trovare altro cibo, possono anche danneggiare i frutti. Sull'utilità delle
forbicine esistono opinioni molto simili e manca lo stadio di pupa
(metamorfosi incompleta); hanno ali ben sviluppate, tranne che nelle forme
giovanili, però volano raramente. Nel maschio i cerci si presentano arcuati
e denticolati, mentre nella femmina sono quasi diritti. Essi servono sia per
la difesa che per tenere fermo il partner durante l'accoppiamento. Le
forbicine hanno abitudini notturne, e di giorno cercano nascondigli che
offrano contatto sia con la schiena che con l'addome, prediligendo le crepe
umide dei muri, tavole di legno sul terreno, fogliame o te li di plastica.
Esse si nutrono sia di giovani piantine, causando danni, che di insetti
morti o vivi, come afidi, afide lanigero, uova di Lepidotteri, piccole larve
o simili. Sulle piante da frutto, nel caso in cui non riescano a trovare
altro cibo spesso danneggiano i frutti. Sull'utilità delle forbicine
esistono opinioni divergenti. Lo stesso vale per i nidi artificiali fatti
con vasetti di cotto riempiti di trucioli di legno e appesi capovolti sugli
alberi da frutto. poiché questi insetti sono attivi di notte, il modo più
semplice per verificarne l' effettiva utilità è quello di fare dei ripetuti
controlli di conteggio delle colonie di afidi.
Crisope (Neuroptera)
Questi insetti appartengono alla famiglia dei Neurotteri che assomigliano
alle libellule. Ciò che più colpisce delle crisope sono gli occhi sporgenti,
non di rado rossi, marroni o di un brillante di colore oro, da cui il nome p
opolare di occhidoro. I Neurotteri comprendono diverse specie simili, le cui
larve in particolare sono predatrici di altri insetti, per lo più afidi. Le
larve delle crisope, un po' somiglianti a quelle delle coccinelle, si
distinguono per le mandibole falciformi, con le quali afferrano le loro
prede a mo' di tenaglia, tenendole immobili mentre le succhiano con il
tubicino di suzione che sbocca alle estremità delle mandibole stesse. I
resti delle prede succhiate vengono poi buttati dietro la schiena. La larva
della Chrysopa 7-punctata ha costumi molto originali nei confronti delle
prede: essa infilza i resti degli insetti succhiati sui lunghi peli del
torace e va in giro come un cimitero ambulante di afidi. Da noi sono diffuse
6-8 specie di crisopa, le quali depongono circa 20 uova al giorno, singole o
a gruppi, in cima ad un lungo filamento (ha funzione protettiva) che viene
fissato alla base. Nelle zone più calde le crisope possono avere anche 3
generazioni all'anno, altrimenti solo 2. Una sola larva, durante lo sviluppo
(che dura 8-18 giorni) divora 200-600 afidi o 30-60 acari del melo all'ora.
Essa si nutre anche di afide lanigero, psille, larve di Lepidotteri e
Ditteri, cocciniglie e delle uova di diversi insetti e piccoli organismi,
che incontra sulla sua strada. Per impuparsi la larva tesse un bozzolo
setoso, compatto e bianco (3 cm ø) fissato su una superficie curva per
esempio la piega di una foglia o la biforcazione di un ramo. Dal bozzolo
dopo la fase di riposo pupale fuoriesce dapprima una ninfa, che nel giro di
poche ore si trasforma in adulto. Per svernare alcune pupe della seconda
generazione restano nel bozzolo. Altre invece passano l'inverno come insetti
adulti rifugiandosi in luoghi riparati dal gelo, all'aperto oppure in
edifici. Tutti gli anni in inverno possiamo trovare sulle finestre
soleggiate delle abitazioni alcune crisope svolazzanti che, a causa del
calore dei locali riscaldati o irritate dal sole invernale hanno interrotto
il riposo, pensando sia già primavera. In questi casi è utile cercare di
raccogliere con delicatezza le crisope servendosi di un pennello, metterle
in un vaso o un altro contenitore e riportarle in un ambiente fresco
(cantina, dispensa), dove esse potranno continuare il riposo invernale. In
primavera ovviamente dovremo ricordarci di liberarle da questo ambiente,
aprendo le finestre. Le crisope uscite dal riposo invernale sono affamate e
hanno bisogno di afidi, pollini di fiori, nettare e della melata prodotta da
afidi, psille e cocciniglie. Gli insetticidi chimici usati in primavera sono
pericolosi per le crisope che stanno per formare le popolazioni per la
stagione seguente.
Sirfidi (Syrphidae)
Quando un Sirfide si posa sulla nostra pelle, viene subito da pensare che si
tratti di un rappresentante del gruppo degli insetti che pungono. Ma
osservandolo con maggior attenzione ci si accorge che si tratta invece di
una mosca inerme, assolutamente incapace di pungere. Il tipico disegno sul
corpo di questa mosca, giallo e nero simile a quello delle vespe, serve per
la difesa (mimetismo) al fine di tener lontani i nemici. Nella famiglia dei
Sirfidi troviamo specie dalla forma molto varia, sottile e delicata, oppure
tozza e larga. Per questo motivo non di rado vengono scambiate per api,
vespe o calabroni. Osservando però con attenzione il modo di volare, si può
distinguere immediatamente di che insetto si tratti. Con un battito di ali
estremamente veloce i Sirfidi sono capaci di restare a lungo fermi in volo,
per poi cambiare velocemente luogo e quindi sostare nuovamente nell'aria.
Poi volano per un po' a zig-zag e quindi ricominciano da capo il gioco. I
Sirfidi adulti visitano i fiori e si nutrono di nettare e pollini. In questo
modo essi, svolgono una importante funzione nell'impollinazione dei fiori.
I Sirfidi non sono utili solo per questo, ma soprattutto perche le larve di
molte specie vivono predando insetti succhiatori come afidi, psille e acari.
Nel controllo delle popolazioni di afidi, e quindi nella difesa delle
piante, i Sirfidi hanno una importanza economica non inferiore a quella di
coccinelle e crisope. È proprio l'offerta primaverile di fiori e pollini nel
giardino (cioè il nutrimento) a decidere se le femmine dei Sirfidi saranno
in grado di deporre il massimo numero di uova, 500-1000. Le uova vengono
deposte vicino a colonie di afidi. La larva è capace di esplorare interi
alberi alla ricerca di prede. Oltre agli afidi essa preda anche afide
lanigero, piccole larve di Coleotteri e acari. Nella ricerca delle sue
vittime la larva del Sirfide fa girare la parte anteriore del suo corpo
privo di occhi nell' aria per saggiare le prede. Se trova la vittima adatta,
la afferra con la bocca, la solleva e la inghiotte, esaminando questo
processo non si può far a meno di pensare ad un aspirapolvere. Durante lo
sviluppo ininterrotto, che dura 8-15 giorni, la larva divora 400 afidi, a
volte ne può mangiare 100 in un solo giorno. I Sirfidi possono avere fino a
5 generazioni all'anno: questo significa che, i 400 afidi al giorno devono
essere ancora moltiplicati per il numero di generazioni annuali; si può
avere quindi un'idea esatta sull'utilità dei sirfidi per la difesa delle
piante. Alcune specie di Sirfidi compaiono già molto presto in primavera per
cibarsi dei primi afidi; altre invece compaiono più tardi, cosicché l'azione
di contenimento degli afidi si protrae durante tutto l'anno. Le larve delle
diverse specie di Sirfidi possono avere un aspetto vario, come anche le
forme adulte, anche se non tutte le specie sono utili predatrici. La pupa
del Sirfide ha una forma a goccia e viene attaccata sulla pagina inferiore
delle foglie. Anche in questo caso vale la pena considerare le conseguenze
negative dei trattamenti antiparassitari in particolar modo in primavera,
periodo in cui i Sirfidi iniziano a riprodursi, per capire a quali vantaggi
si rinunci quando si decide di far uso di questi interventi
nell'orto-frutteto; infatti tanto più forte è la prima generazione di
Sirfidi in primavera, tanto più alto sarà il numero dei nemici naturali
degli afidi all'inizio dell'estate, quando questi si riproducono.
Ditteri predatori (Tachinidae)
I Tachinidi costituiscono un gruppo di insetti di varie specie, in Europa
circa 600. Le loro larve, simili a quelle degli imenotteri parassiti vivono
nel corpo di altri insetti, uccidendoli. In natura, in agricoltura e
silvicoltura, i Tachinidi hanno una rilevanza economica elevata. Essi
rappresentano i controllori naturali in caso di eccessivo sviluppo e
diffusione di specie dannose, e sono importanti parassiti di larve di
Lepidotteri. La femmina di questa specie depone le uova vicino o dentro
all'insetto ospite. Altre specie invece depongono le loro numerose minuscole
uova (1-2 mm) sulla pianta di cui si ciba l'ospite, che le introduce nel suo
organismo insieme al nutrimento. Altre ancora depongono le uova vicino alle
larve, che poi verranno cercate e parassitizzate dalle larvette che ne
nasceranno. Queste larve parassitizzate sono riconoscibili da una macchia
bruna. A seconda della specie, le larve dei Tachinidi si collocano in
diverse parti del corpo della larva. Alcune passano il periodo di riposo
invernale nell'ospite, lasciando che esso giunga allo stadio di pupa e solo
allora lo uccidono, altre invece iniziano subito a distruggere l'interno
della larva. Mentre in quest'ultimo caso l'impupamento della larva di
tachinide ha luogo all'esterno della larva ospite, nell'altro caso si ha la
sorpresa di non veder uscire dalla pupa di lepidottero una farfalla, come
previsto, ma una mosca tachinide. Una volta fuoriuscita la mosca tachinide,
insieme all'involucro vuoto della pupa di lepidottero si troverà anche il
pupario del tachinide. Le larve di Lepidotteri possono essere parassitizzate
da una o più larve di Tachinidi. Vengono parassitizzati importanti insetti
nocivi come tignole, Tortricidi (ad esempio la carpocapsa), falene brumali,
bombici cul d'oro, nottue, ad esempio Plusia gamma, malacosoma, limantrie,
cavolaia e piralide del mais. Altre specie di Tachinidi parassitizzato.
Coleotteri come la dorifora della patata oppure cimici o diverse altre
specie. Dovunque vi sia una grande invasione di larve compaiono
raggruppamenti altrettanto grandi di Tachinidi, che partecipano a riportare
la specie dannosa sotto una soglia accettabile. Per il profano e per chi
coltiva l' orto e il giardino per hobby il problema sta nel fatto che le
mosche tachinidi nell' aspetto quasi non si differiscono da una normale
mosca, tranne alcune specie appariscenti per la loro ispida peluria. Gli
insetti adulti si cibano di sostanze zuccherine naturali, come nettare,
melata, frutta danneggiata eccetera. Lasciando fiorire molte piante
ombrellifere, leguminose come il lupino, facelia si creano condizioni
migliori di vita per i Tachinidi. Gli effetti collaterali degli
antiparassitari naturalmente riducono anche la presenza di questi ausiliari.
Cimici Predatrici (Heteroptera)
Come per altri insetti, anche tra le cimici esistono gruppi e specie
predatrici. La loro utilità per l'uomo sta nel fatto che esse, dall'epoca
dei primi caldi raggi di sole in primavera alle ultime belle giornate
autunnali si cibano di numerose specie dannose come acari, afidi in tutti
gli stadi dello sviluppo, uova di Lepidotteri, piccole larve (Tortricidi,
tignole), afide lanigero, psille, cicaline eccetera. Da noi esistono circa
50 diverse specie di cimici predatrici. Molte di queste, come gli Antocoridi
si trovano facilmente anche nei nostri orti. Un antocoride è in grado di
ingoiare fino a 100 afidi al giorno e si nutre inoltre di psilla, afidi e
piccole larve. Con il robusto rostro tetramero, che può ripiegare sotto il
corpo, pugnala le prede per poi succhiarle. Anche il genere Nabis, che ha un
corpo sottile lungo fino a 12 mm, si ciba come l' Antocoridi di afidi e
larvette. Insetto di piccole dimensioni, ma di grande importanza per la
difesa delle piante, è invece l' Orius minutus. Per via delle sue dimensioni
naturalmente può cacciare solo piccoli insetti, come acari, neanidi di afidi
e piccole larve. Nel periodo primaverile prima che si schiudano le gemme,
il piccolo Orius è già in cammino per succhiare con il suo rostro le uova
degli acari. Altre cimici predatrici succhiano con il loro rostro le larve
della dorifora della patata oppure le Tentredini delle Conifere. Non di rado
le cimici predatrici hanno decimato popolazioni di acari e afidi, evitando
così infestazioni difficili da contenere senza interventi chimici. Con
l'aiuto di una lente già in inverno possiamo osservare le uova delle cimici
predatrici sulla corteccia dei rami: esse sono gialle e allungate con una
cucitura longitudinale. Caratteristiche delle forme giovanili delle cimici
predatrici sono gli abbozzi delle ali, che si manifestano precocemente. Nei
primi stadi si vedono solo i moncherini delle ali, che si svilupperanno
completamente solo nell' insetto adulto.
Imenotteri Parassiti (Ichneumonidae, Braconidae, Chalcidoidea)
Gli Imenotteri parassiti sono tra gli insetti più interessanti. I loro
costumi di vita sono improntati fino nei minimi particolari ad una vita
esclusivamente parassitaria. Gli Imenotteri parassiti hanno dimensioni
variabili, tra 0,5 e 30 mm. Hanno una costituzione delicata e le livree
spesso sono eleganti e scintillano con colori metallici. Come i Tachinidi,
anche gli Imenotteri parassiti depongono le loro uova per mezzo di un lungo
ovodepositore nell'uovo, nella larva o pupa di altri insetti; l' uovo può
però anche essere attaccato all'ospite oppure deposto nelle vicinanze.
Alcune specie di questi Imenotteri sono legate in modo molto specifico ad un
determinato ospite. Altre invece non sono così selettive e infilzano una o
più uova nelle vittime più diverse. In Europa si distinguono circa 1000
specie di Imenotteri parassiti, delle quali in parte si ignora la biologia.
poiché uccidono insetti dannosi sono molto utili in agricoltura e
silvicoltura. Non esiste insetto che non venga parassitizzato da qualche
Imenottero. Il modo in cui questa parassitizzazione avviene può essere
compreso dagli esempi che seguono. La larva della cavolaia (pieris
brassicae) viene parassitizzata da un imenottero, l'Apanteles glomeratus.
L'Apanteles appartiene ad una famiglia di imenotteri, quella dei Braconidi,
che depongono nel corpo dell'ospite più uova oppure un uovo dal quale
possono uscire fino a 30 larve. Questa forma di parassitismo si dice
gregaria, per distinguerla dal parassitismo solitario. Terminato lo sviluppo
della larva, dal corpo dell'ospite fuoriescono poi numerose larvette di
Braconidi, che si impupano, Dopo alcuni giorni volano gli adulti che poi
parassitizzeranno altre larve. Anche le larve voraci di Geometridi e
Nottuidi, che recano danno alle piante da frutto, vengono parassitizzate dai
Braconidi. La larva vive e si muove ancora quando le larvette dell'
imenottero parassita forano il suo corpo per uscire. Fino a tale momento è
quasi impossibile vedere se le larve sono parassitizzate, ma esse non
riescono più a mangiare e muoiono di fame. La psilla è preda di diverse
specie di insetti ausiliari e viene parassitizzata anche da imenotteri. I
sintomi della parassitizzazione si notano molto prima che fuoriesca
l'imenottero, perche le neanidi ospiti assumono una colorazione bruna. Con
una tecnica speciale è possibile guardare attraverso il corpo di una psilla
parassitizzata. si possono allora riconoscere chiaramente i contorni
dell'imenottero, che giace nell'involucro con il capo nella parte
posteriore, ovvero girato all'indietro. Anche le mosche del cavolo, della
cipolla e della carota naturalmente vengono parassitizzate e uccise da
Imenotteri parassiti. La femmina infigge il suo ovodepositore nella pupa
fresca per deporvi l'uovo. La larvetta che ne nasce si nutre della pupa e si
sviluppa nell'involucro di questa. Al termine dello sviluppo per circa 19
giorni dalla pupa non esce una mosca, ma l'imenottero adulto. Alcune
varianti dell'impupamento di Imenotteri parassiti sono veramente curiose. Ad
esempio nell'orto può capitare di scoprire delle larve di cavolaia che
sembrano come immerse in un bagno di schiuma. Ma l'aspetto inganna: quella
che sembra schiuma in realtà è la secrezione lanosa del bozzolo che un
centinaio di larvette di Imenotteri stanno tessendo per impuparsi. Quando
accanto ad una larva morta troviamo tante piccole formazioni cilindriche,
questa è spesso la prova della parassitizzazione da parte di Imenotteri
parassiti. I bozzoli possono avere colori e forme vane. Non di rado la larva
uccisa è coperta da molti bozzoletti di imenotteri; le larve si stringono
insieme fino a non essere più quasi distinguibili tra loro Nel breve periodo
dello stadio pupale le larve si trasformano in insetti adulti, spesso non
molto più grandi delle larve cresciute. Un'altra variante dell'impupamento è
la seguente: l'imenottero tesse il suo bozzolo tra i resti dell' ospite e la
base su cui esso poggiava, e in tal caso l'esuvia dell'ospite serve come
nascondiglio. Gli Imenotteri parassiti possono anche vivere all' esterno
dell' ospite come ectoparassiti. In questo caso la larva dell'imenottero si
fissa all'esterno del corpo della larva e si lascia portare in giro per un
po'. Prima di impuparsi, viene presa da una fame intensa e uccide l'ospite
in poco tempo. Gli Imenotteri parassiti sono molto efficaci nei confronti
degli afidi, che cambiano colore o si gonfiano e mostrano chiaramente il
foro di uscita del parassita. Anche la farfallina bianca Aleurodidi, tanto
temuta dagli orticoltori, spesso viene fortemente parassitizzata da un
imenottero, tanto da rendere superfluo un intervento di difesa. L' afelinide
Encarsi a formosa viene allevato in grandi quantità. le sue uova sono
prodotte e vendute per l'introduzione artificiale nelle serre. Ciò
nonostante nelle serre risulta ancora problematico mantenere un equilibrio
tra gli insetti dannosi e i loro nemici naturali. Anche nell'orto nella
realtà pratica non è semplice fare un lancio di insetti. Spesso per fortuna
gli insetti utili arrivano da soli, soprattutto se si lascia loro
sufficiente spazio e se li rispettiamo, evitando di usare pesticidi. Il
miglior esempio circa la possibilità di importare da altre nazioni parassiti
di insetti dannosi e di acclimatizzarli nelle nostre zone, viene
dall'imenottero calcidide Prospaltella perniciosi (0,3 mm), che parassitizza
la cocciniglia di S. Josè, una cocciniglia importata nei nostri Paesi dall '
America del Nord, che dopo la seconda guerra mondiale ha causato danni
ingenti in tutta Europa, minacciando tutta la frutticoltura (in particolare
la coltivazione delle Drupacee). Dopo la sua introduzione la Prospaltella si
è diffusa così rapida- mente che dopo soli S anni il grado di
parassitizzazione della cocciniglia aveva già raggiunto il 70- 90%. Nel
frattempo la Prospaltella si è acclimatata e oggi tiene benissimo sotto
controllo la cocciniglia di S. Josè, rendendo superflui i trattamenti
antiparassitari. L'importanza economica degli Imenotteri parassiti nella
riduzione di massicce infestazioni di insetti dannosi è indiscussa, e come è
stato dimostrato ha spesso contribuito al contenimento naturale delle
calamità parassitarie. Questi ausiliari sono presenti ovunque esistano
insetti, e li parassitizzano in modi molto raffinati, nascondigli di questi
Imenotteri si lasciano scoprire solo dagli esperti e spesso solo se si ha la
pazienza di seguire l'intero ciclo di sviluppo. Nonostante le minuscole
dimensioni, la loro importanza nella lotta alle specie dannose è enorme.
Ragni (Araneae)
Da un punto di vista sistematico essi non appartengono più al regno degli
insetti, ma formano un proprio ordine; i ragni tuttavia sono predatori di
insetti dannosi talmente importanti che devono assolutamente essere
annoverati tra gli organismi utili. Da molto tempo ormai gli esperti parlano
e scrivono dell'utilità dei ragni, solo che in generale l'opinione pubblica
stenta a riconoscere queste qualità, per il fatto che spesso l'apprezzare o
meno l'utilità di un organismo dipende in parte anche dal suo aspetto
esteriore. Osservando attentamente questi esseri si può spesso riconoscere
l'elegante disegno che orna il corpo, ad esempio dei ragni crociati
(Argiopidae). Nella ragnatela di un ragno crociato (Araneus diadematus)
possono cadere in trappola fino a 1000 afidi; in autunno molti di questi
sono femmine, che forse erano in procinto di deporre sugli alberi le 20-30
uova dalle quali derivano poi le generazioni dell'anno seguente. Da ciò si
può giudicare l'utilità dei ragni crociati. Nell' orto è facile incontrare
l' Araneus cucurbitinus che va alla caccia di insetti non di rado più grossi
di lui. I ragni crociati possono legare e uccidere anche prede molto grosse,
come ad esempio alcune specie assai robuste di cimici fitofaghe, che possono
misurare anche 20 mm e più. I ragni crociati paralizzano le loro vittime con
un veleno secreto da una vescichetta, attivo solo nei confronti delle prede
ma innocuo per l'uomo. Purtroppo nella tela dei ragni possono cadere spesso
anche insetti utili: i ragni naturalmente non fanno la distinzione che
facciamo noi tra insetti utili e dannosi. Tuttavia gli insetti ausiliari,
per i loro costumi di vita, sono in genere mobili e robusti abbastanza da
potersi liberare dalla ragnatela. L'Araneus cucurbitinus, che deve il suo
nome alla forma e al colore del suo corpo, costruisce in autunno una specie
di bozzolo dove depone circa 600 uova. In primavera ne nascono i piccoli
ragnetti, che assomigliano già ai genitori, ma per raggiungere le loro
dimensioni devono cambiare pelle alcune volte, come gli insetti. Anche le
dimensioni della superficie della ragnatela dipendono dalla grandezza del
ragno. I ragni terididi (Therididae) non tessono la tipica ragnatela ma in
cambio decorano la stanza dei bambini con afidi paralizzati, in modo che
essa assume l'aspetto di una cupola. Solo osservando con molta attenzione si
possono riconoscere i singoli afidi alati, che servono sia come nutrimento
di riserva che come difesa e per mimetizzare. Altri ragni non tessono
ragnatele ma restano in agguato per delle ore, finche per caso un insetto
che passa di lì inciampa nelle loro lunghe e forti zampe, con le quali essi
afferrano prontamente la vittima e la uccidono. La forma di queste lunghe
zampe ricorda quella dei granchi, da cui deriva appunto il nome di ragni
granchio (Thomisidae). Il tomiso comune ha un modo di spostarsi così
raffinato che,non è molto lontano dal volare. È infatti abbastanza noto che
i ragni si possono muovere nello spazio appendendosi a fili quasi
invisibili: essi si arrampicano o si lasciano calare come in cordata,
velocissimi, oppure si lasciano trasportare dal vento per lunghi tratti.
Meno nota è invece la capacità di lanciare questi fili come un gancio o un
arpione. Per far ciò il ragno porta la ghiandola filatrice in una posizione
di lancio, in modo che lo spostamento d' aria diretto verso l' alto
(provocato ad esempio dal calore) porta il filo alla meta prevista, dove il
ragno potrà poi arrampicarsi. Il tutto accade ad una tale velocità che
all'osservatore profano potrebbe sembrare che il ragno voli. Anche i ragni
erigonidi non tessono ragnatele, ma cacciano le loro prede a piedi,
paralizzandole prima e legandole poi con i loro fili come un pacchetto, per
tenerle prigioniere e succhiarle più tardi. Gli opilioni sono noti per le
loro lunghe zampe, sulle quali si muovono ondeggiando con grazia. Essi si
arrampicano e cacciano con straordinaria agilità su alberi e arbusti. Gli
opilioni si nutrono di piccoli insetti e acari, che divorano sia vivi che
morti Solo occasionalmente si alimentano di piante, senza comunque divenire
dannosi. Anche nel caso dell'opilione è interessante notare il disegno che
orna il corpo.
Cecidomidi (Itonididae)
I Cecidomidi sono più noti come parassiti di piante che come entomofagi
utili. Alcune specie di Cecidomidi tuttavia vivono come predatori o
parassiti di afidi, psille e acari, oppure come inquilini di alcuni compagni
di specie galligeni e delle loro galle. La femmina del minuscolo dittero
cecidomide Aphidoletes aphidimyza 1-2 mm, una delle specie più frequenti
nelle nostre zone, depone circa 60 uova in mezzo alle colonie di afidi. Le
larvette che ne nascono strisciano tra gli afidi per paralizzarli prima con
una puntura, inferta probabilmente nell'articolazione di una zampa, e poi
succhiarli, in modo più o meno completo, attraverso la membrana tra anelli
addominali. Frammischiati tra gli afidi, nel vero senso della parola, le
larve dei Cecidomidi si proteggono da- gli attacchi dei naturali difensori
degli afidi, le formiche. Una presenza massiccia di Cecidomidi ha
contribuito spesso ad una notevole riduzione delle popolazioni di afidi. Le
colonie di afidi dove hanno fatto strage larve di Cecidomidi assomigliano
spesso ad un vero campo di battaglia.
Acari Predatori (Stigmaeidae, Phytoseildae, Trombidildiae )
Gli acari non appartengono al regno degli insetti, ma vengono classificati
tra gli Aracnidi. Si sono guadagnati la fama di ausiliari solo in questi
ultimi anni, come nemici naturali degli acari. Gli acari predatori sono
molto sensibili ai prodotti antiparassitari, con i quali vengono a volte
combattuti. Essi svolgono un importante ruolo soprattutto nelle coltivazioni
in serra e in frutticoltura nonché anche in viticoltura. Gli Stigmaeidae
sono acari predatori molto piccoli, che eliminano quantità altrettanto
piccole di parassiti. I Phytosiidae sono acari predatori di grandi
dimensioni. In condizioni ottimali cioè in elevata temperatura dell' aria e
siccità, essi sono in grado da soli di tenere sotto controllo gli acari. A
seconda del tempo che è trascorso dall'assimilazione dell'ultima vittima, il
loro corpo assume una colorazione rossastra, mentre quando sono a digiuno
assumono un colorito pallido. Il colore del corpo pertanto è una
caratteristica importante per verificare se gli acari predatori presenti in
una coltivazione trovano sufficiente nutrimento: gli acari predatori di
colore chiaro sono ancora affamati, mentre quelli rossi sono sazi e
sospendono quindi provvisoriamente la caccia. La capacità riproduttiva
degli acari predatori può essere aumentata dalla presenza di un gran numero
di acari, ma solo fino ad un certo limite. I maggiori responsabili della
riduzione delle popolazioni di acari predatori sono i trattamenti
antiparassitari con prodotti chimici. Anche i prodotti che garantiscono una
certa innocuità nei confronti degli acari predatori, hanno comunque lo
svantaggio, secondo la loro efficacia, di sottrarre loro nutrimento.
Altri insetti utili: Vertebrati.
Tra gli esseri viventi che aiutano l'uomo nella difesa dai parassiti, non
esistono solo insetti, ma anche moltissimi altri organismi. Essi vivono,
come gli insetti che abbiamo descritto prima, cacciando o parassitizzando
altri esseri. Molti di questi, come il porcospino, la martora, la donnola,
certe specie di uccelli, i pipistrelli, i rospi e altri anfibi, le serpi, i
Soricidi eccetera, sono conosciuti. Anch' essi tuttavia oggi si trovano a
dover affrontare peggiori condizioni di vita, determinate dalla carenza di
zone dove rifugiarsi, dal pericoloso traffico automobilistico, dall'enorme
impiego di prodotti chimici, ed infine dalla mancanza di comprensione per
questi esseri viventi.
Nematodi Microrganismi.
Dobbiamo ancora accennare a quegli organismi di piccole dimensioni, non
distinguibili ad occhio nudo, come ad esempio i batteri o i virus. I
parassiti delle nostre colture infatti vengono colpiti abbastanza spesso
dalle più svariate malattie, che riducono notevolmente l'entità
dell'infestazione. Essi svolgono un ruolo molto importante nel controllo
naturale delle specie dannose, e la loro attività non va sottovalutata. Gli
insetti ad esempio sono spesso vittime di attacchi da parte di Nematodi.
Essi posseggono un corpo spiraliforme, e vivono nel corpo degli insetti.
Nella difesa delle piante gioca un ruolo fondamentale anche tutta una serie
di malattie fungine. Sugli insetti colpiti da funghi si può notare
all'esterno la presenza di micelio fungino, simile al velluto, oppure solo
delle spore con le quali vengono infettati altri insetti. Le pupe di
Lepidotteri parassitizzate da funghi sembrano come avvolte nell'ovatta.
Anche diverse specie di mosche vengono spesso colpite e uccise da parassiti
fungini. Le mosche introducono le spore del fungo nell'organismo attraverso
la saliva, durante il tipico procedimento di pulizia delle zampe.
All'interno del corpo il fungo si sviluppa rapidamente penetrando tutta la
mosca con il suo micelio. Prima di morire la mosca si fissa ad una
superficie assumendo una posizione tipica della parassitizzazione fungina,
che la fa sembrare pietrificata La fine polvere bianca sotto la mosca è
costituita dalle spore del fungo, a contatto con le quali si possono
infettare altre mosche, che faranno la stessa fine. Accade spesso che queste
malattie colpiscono anche gli insetti ausiliari, per cui l'utilità di tali
funghi è ambigua. Si tratta comunque di un aspetto negativo imputabile anche
ad altri organismi utili precedentemente descritti.