Quando il calcare diventa in esubero, viene bloccata la disponibilita' del
ferro. Si ha cosi' la clorosi ferrica che si manifesta solitamente con
ingiallimenti piu' o meno vistosi a seconda del tipo di pianta. Addirittura
le piante acidofile possono andare in una crisi molto elevata.
Vari sono gli interventi possibili. Un primo tentativo potrebbe essere
quello di cercare di abbassare il pH del terreno mediante aggiunte di gesso
in alte quantita'. Difetto: si ha anche un grosso aumento del contenuto di
Calcio del terreno che provoca comunque un successivo ritorno del pH ai
livelli preesistenti. Un'altra sostanza acidificante potrebbe essere il
solfato di ferro, che ha il vantaggio di fornire anche il ferro. Dopo pochi
giorni comunque il ferro del solfato da ferro bivalente diventa trivalente
ossidandosi (insolubile).
Altro tentativo: acidificare il terreno con acidi forti. Ad esempio con
acido solforico. Cautela: il prodotto e' estremamente pericoloso, va
esattamente dosato con valutazione del potere tampone del terreno, e, ultimo
ma non ultimo, la sostanza organica viene bruciata dall'acido.
Altra stada: questa e' piu' percorribile. Si puo' curare la clorosi ferrica
da mancanza di ferro con trattamenti di sequestrene da praticare molto
precocemente nella fase di fine riposo vegetativo (per ottenere i migliori
risultati). Difetto: alti costi, ma ottima efficacia.
Altro tentativo e poi vado a dormire, uso di solfato ferroso con acido
citrico sciolti in acqua da distribuire come il sequestrene a fine periodo
riposo vegetativo. Costa poco e i risultati sono molto incoraggianti. Le
dosi indicative per 100 litri di soluzione potrebbero essere di 10 Kg di
solfato ferroso e 1,5 Kg di acido citrico.
Buonanotte
Gian Paolo
fbarbero ha scritto nel messaggio <778f42$eof$1...@serv2.iunet.it>...