Roberto.
No, non č vero.
La pianta sopravvive benissimo, ma diciamo che resta una storpia.
Ciao
jody
Ah,ecco.. no, lo chiedo perche' in una via dalle mie parti c'e` appunto
un albero del genere con la punta tagliata, non si sa che l'abbia
piantato ne' chi l'abbia poi tagliato, ma pare che viva lo stesso.
Se interessa ho anche una foto dell'abete -credo sia un abete,non sono
sicuro-.
http://antony.firenze.net/tagliato.jpg
Rob.
> Ah,ecco.. no, lo chiedo perche' in una via dalle mie parti
> c'e` appunto un albero del genere con la punta tagliata,
> non si sa che l'abbia piantato ne' chi l'abbia poi tagliato,
> ma pare che viva lo stesso.
> Se interessa ho anche una foto dell'abete -credo sia un abete,
> non sono sicuro-. http://antony.firenze.net/tagliato.jpg
Non è un abete, è un pino. Da quante foglie è costituito ogni
ciuffetto sui rami? Dalla foto non si capisce bene, mi pare di vedere
tre, è giusto?
--
Ciao.
GIUSEPPE
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» A volte nei ng capita di leggere messaggi frutto di
» aberrazioni mentali; a quel punto io mi chiedo:
» ma chi li scrive è un troll o ci crede veramente?
Nella fauna usenettistica italica vi sono esempi di
entrambe le specie...
> No, non è vero.
> La pianta sopravvive benissimo, ma diciamo che resta una storpia.
Diciamo pure che una conifera (a ramificazione monopodiale) cimata è
irrimediabilmente rovinata per sempre, meglio abbatterla direi.
No sono due, insieme potrebbero essere come un cilindro appuntito,ma
tagliato per lungo.
Rob.
Mi trovi pienamente d'accordo!
Con gli abeti soprattutto
Ma i potatori lo sanno? sanno distinguere un abete da un cedro o addirittura
da un tiglio?
quanti disastri si vedono in giro... brr..
Non č nemmeno detto che sopravviva, di abeti moribondi dopo il passaggio di
potatori macellai (magari dopo due o tre anni dal capitozzo) se ne vedono
parecchi!
meglio abbattere che creare certe indecenze!
saluti...
peul
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Se si tratta solo del cimale sopravvive senza problemi, solo viene meno la
dominanza apicale e quindi deforma il portamento tipico della specie (e dal
punto di vista della produzione di legno č da buttare).
Certo che se all'asporto del cimale si associa una pesante potatura direi
che la morte č quasi inevitabile. :-(
Di scempi ne ho visti tanti anch'io, in giro. C'č addirittura un intero
paese qui vicino dove quasi tutte le conifere dei giardini sono state
martoriate in quel modo... deve esserci un giardiniere improvvisato,
criminale piů che mai, che imperversa da quelle parti....!
jody
> quanti disastri si vedono in giro... brr..
A proposito di indecenti potature, in questi giorni ne stanno combinando
delle belle.
A parte gli alberi ridotti ad appendiabiti, in particolare noto che tagliano
i rami bassi, di qualsiasi genere e specie, conifere e latifoglie.
Parlo di parchi o verde pubblico, e anche quando tali rami non sono cosě
bassi da dare fastidio al passaggio, ma anche a 2,5/3 metri di altezza.
Esiste un fondato motivo, o č un'altra sbagliata consuetudine?
> saluti...
> peul
Ciao
--
Matteo
Prov. MI Ovest - 120 m slm
Il sito di it.hobby.giardinaggio: http://www.i-h-g.it
> > Non è un abete, è un pino. Da quante foglie è costituito ogni
> > ciuffetto sui rami? Dalla foto non si capisce bene,
> > mi pare di vedere tre, è giusto?
> No sono due, insieme potrebbero essere come un
> cilindro appuntito, ma tagliato per lungo.
Sono quindi foglie aghiformi a sezione semicircolare.
Dovrebbe essere un pino domestico.
Per le alberature stradali (caducifoglie) non sarebbe sbagliato portare il
primo palco di rami anche sui 3-3,5 metri di altezza, ma questo tipo di
spalcature andrebbero fatte su piante che hanno mantenuto
la freccia centrale e quindi possono svilupparsi armoniosamente verso
l'alto...
Concettualmente non č sbagliato mantenere "pulite" le piante sul tronco o
magari sulle branche piů grandi precedentemente potate "a candelabro",
dipende dal come lo si fa:
ok a tagli frequenti, magari annuali, di pochi cm di diametro lasciando
sviluppare la chioma in altezza, attenzione a tagli di piů di 5cm, pericolo
con i tagli "a fetta di salame" fatti con la motosega.
Bisogna poi ricordare che la migliore potatura č quella che passa
inosservata...
Personalmente trovo gli alberi capitozzati e mutilati addirittura offensivi,
a mio parere, č molto peggio di un abbattimento!
ciao
Effettivamente hanno una dominanza apicale, ma non sono certamente come le
palme che se le cimi muoiono (e ci sono pure delle eccezioni anche lì).
Fatto simile è capitato anche ad un mio cugino per una bravata di un
ragazzo. Orbene la dominanza è un fatto praticamente ormonale, l'apice
produce auxine che inibiscono la schiusa delle gemme laterali ( e compete
con le citochinine che invece ne stimolano la schiusa). Difatti quando ad un
ramo si taglia la cima, per un certo periodo le gemme non schiudono per la
presenza ancora dell'auxina in circolo, ma poi questa viene meno e prende il
sopravvento la citochinina.
In sostanza si può rimediare se l'albero in questione è ancora giovane. Lo
scopo è quello di far prendere le veci di apice ad un ramo laterale.
Praticamente per cercare di farla più facile vai a questo vedi questo
disegno: http://webtiscali.it/cardip/ alla pagina 2 (scusa, ma non sono
molto bravo a pubblicare pagine web).
Cardip
> > Diciamo pure che una conifera (a ramificazione monopodiale) cimata
č
> > irrimediabilmente rovinata per sempre, meglio abbatterla direi.
> Effettivamente hanno una dominanza apicale, ma non sono certamente
come le
> palme che se le cimi muoiono (e ci sono pure delle eccezioni anche
lě).
Eh, daccordo, non ho detto che muoiono ma semplicemente che il
risultante effetto estetico č obiettivamente (ma evidentemente non per
i responsabili di tali "potature") orrendo.
> In sostanza si puň rimediare se l'albero in questione č ancora
giovane.
> Lo scopo č quello di far prendere le veci di apice ad un ramo
laterale.
Ecco, appunto: quand'č molto giovane sě.
--
Ciao.
GIUSEPPE