L'acqua calda per sua inerzia tende andare verso l'alto, quindi nel senso
della mandata. Forzare nel senso contrario con la pompa mi sembra illogico.
Poi c'é da verificare se l'aria in circolo riesce a rimanere nella parte
alta dell'impianto, per poterla sfiatare dai radiatori. Potrebbe verificarsi
altri scompensi a livello di fuzionamento della caldaia (rilevazione
temperatura, pressione, vaso espansione).
L
Se non ho capito male hai mandata e ritorno in basso, non è un errore, si
usa e funzionano ugualmente bene, si possono fare due considerazioni, con
l'impianto in quel modo non puoi aumentare gli elementi dei termo,se non
rompendo il muro per spostare uno dei due tubi e a volte, avendo poco spazio
per dilatare si sentono dei scricchiolii fastidiosi
Ciao Edy ;-)))
Questo schema era obbligatorio quando c'erano gli impianti a convezione
naturale (senza pompa).
Con le pompe invece ci sono vantaggi e svantaggi ad usare lo schema
invertito:
vantaggi: l' aria del circuito viene espulsa in modo più veloce perchè
aiutata dal basso verso l' alto ad andare verso lo sfiato jolly; la pompa
viene aiutata dalla circolazione naturale per cui la portata nei tubi
aumenta.
svantaggi: l' acqua calda tende a fare un percorso preferenziale all'
interno dei termosifoni perchè già di suo vuole andare verso l' alto e la
pompa la aiuta.
lo svantaggio è eliminabile mettendo ingresso in basso per es. a destra ed
uscita in alto a sinistra, creando un flusso che tende a "vedere" per forza
tutta la superficie del termosifone.
Tieni conto che quando ho cambiato caldaia a casa mia, sono stato costretto
dalla diversità degli attacchi ad invertire il flusso come nel tuo caso: pur
avendo gli attacchi dei termosifoni tutti e due dallo stesso lato non ho
apprezzabili differenze di temperatura sui due lati degli stessi.
Per cui stai tranquillo...
G.C.
Permettimi di dissentire: l'ingresso in alto e l'uscita in basso, sullo
stesso lato o sul lato opposto, sono collegamenti a regola d'arte
(contemplati anche nella norma sulla misura della potenza emessa dai corpi
scaldanti), gli altri sono collegamenti che hanno dei vantaggi pratici (la
valvola termostatica in basso regola meglio) o estetici.
>
> Con le pompe invece ci sono vantaggi e svantaggi ad usare lo schema
> invertito:
>
> vantaggi: l' aria del circuito viene espulsa in modo più veloce perchè
> aiutata dal basso verso l' alto ad andare verso lo sfiato jolly; la pompa
> viene aiutata dalla circolazione naturale per cui la portata nei tubi
> aumenta.
La prevalenza della pompa è dell'ordine da 100 mbar a 6-700 mbar, mentre la
spinta naturale in un radiatore alto circa 80 cm è dell'ordine di 0,1 mbar e
pertanto trascurabile
> svantaggi: l' acqua calda tende a fare un percorso preferenziale all'
> interno dei termosifoni perchè già di suo vuole andare verso l' alto e la
> pompa la aiuta.
Questo invece è un problema perchè non tutto il volume del radiatore viene
interessato dalla circolazione.
>
> lo svantaggio è eliminabile mettendo ingresso in basso per es. a destra ed
> uscita in alto a sinistra, creando un flusso che tende a "vedere" per
forza
> tutta la superficie del termosifone.
In questo modo ottieni che l'acqua calda sale nel primo elemento a destra,
attraversa tutto il collettore superiore e raggiunge l'attacco di ritorno a
sinistra senza interessare il 90% della superficie bagnata del radiatore:
provare per credere.
> Tieni conto che quando ho cambiato caldaia a casa mia, sono stato
costretto
> dalla diversità degli attacchi ad invertire il flusso come nel tuo caso:
pur
> avendo gli attacchi dei termosifoni tutti e due dallo stesso lato non ho
> apprezzabili differenze di temperatura sui due lati degli stessi.
Questo è verissimo purchè l'ingresso dell'acqua calda sia in alto ed il
ritorno collegato in basso: è ciò che si faceva e si fa tuttora nella
maggior parte delle installazioni.
> Per cui stai tranquillo...
Scusa se mi sono intromesso, però ho una certa esperienza teorica e pratica
e mi dispiace vedere divulgare delle inesattezze.
> G.C.
Walter
> Tieni conto che quando ho cambiato caldaia a casa mia, sono stato costretto
> dalla diversità degli attacchi ad invertire il flusso come nel tuo caso: pur
> avendo gli attacchi dei termosifoni tutti e due dallo stesso lato non ho
> apprezzabili differenze di temperatura sui due lati degli stessi.
>
Io invece ho alcuni termosifoni che scaldano meno di altri. Dopo avere
spurgato l'aria e fatto altri tentativi del genere mi sono accorto che
quelli che scaldano meno sono collegati con la mandata in basso. La
differenza di funzionamento si vede soprattutto all'accensione, quando
il radiatore deve ancora scaldarsi. Per molto tempo la zona in basso dal
lato opposto alla mandata rimane fredda.
> Per cui stai tranquillo...
>
>
Assolutamente no. Io modificherei l'impianto. Che sia un difetto grave
lo testimonia il fatto che l'installatore, che credevo avrebbe cercato
scuse per non intervenire, invece senza fiatare si è detto disposto a
riparare l'impianto.
> G.C.
>
>
E' l'esatto contrario: l'aqua meno densa (calda) deve entrare in alto.
Si raffredda, pesa di più ed esce in basso. Così aiuta la pompa.
> svantaggi: l' acqua calda tende a fare un percorso preferenziale all'
> interno dei termosifoni perchè già di suo vuole andare verso l' alto e la
> pompa la aiuta.
Idem.
>
> Permettimi di dissentire: l'ingresso in alto e l'uscita in basso, sullo
> stesso lato o sul lato opposto, sono collegamenti a regola d'arte....
Il collegamento dall' alto verso il basso è migliore dal punto di vista
termico ma non è obbligato da nessuna legge, l' obbligatorietà di cui
parlavo io è quella strettamente tecnica per il funzionamento del circuito a
circalazione naturale e che non c'è per quella forzata..
> La prevalenza della pompa è dell'ordine da 100 mbar a 6-700 mbar, mentre
> la
> spinta naturale in un radiatore alto circa 80 cm è dell'ordine di 0,1 mbar
> e
> pertanto trascurabile
io parlavo in generale, per es. su una palazzina di 10 piani con
riscaldamento centralizzato il discorso cambia, in ogni caso non puoi dire
che la pompa non viene aiutata: la curva caratteristicadei circolatori è
molto piatta e piccole variazioni di prevalenza si traducono in apprezzabili
variazioni di portata, inoltre la variazione di prevalenza va contata due
volte.
> In questo modo ottieni che l'acqua calda sale nel primo elemento a destra,
> attraversa tutto il collettore superiore e raggiunge l'attacco di ritorno
> a
> sinistra senza interessare il 90% della superficie bagnata del radiatore:
> provare per credere.
Qui ti sbagli proprio: a casa mia i termosifoni sono ora collegati dal basso
verso l' alto e dallo stesso lato, che è un caso ancora peggiore , tuttavia
alla prova dei fatti tra i due lati dei termosifoni ci sono al massimo 2-3
gradi di scarto misurati con un termometro puntuale ad infrarossi, da qui il
mio consiglio di non preoccuparsi.
(io abito a Roma chi vuole verificare si faccia avanti)
> Scusa se mi sono intromesso, però ho una certa esperienza teorica e
> pratica
> e mi dispiace vedere divulgare delle inesattezze.
Non credo di aver diffuso inesattezze , anzi credo di avere contribuito a
sfatare una leggenda: a volte l' intuito, pur avendo indovinato la giusta
tendenza di un fenomeno, porta a sopravvalutare l' effetto pratico dello
stesso.
G .C.
No: l' acqua entra calda dall' alto e trova acqua già un po' più fredda nel
termosifone che gli impedisce il deflusso verso il basso, frenando così
leggermente il flusso.
G.C.
Non è grave, se la piccola perdita di calore risultante non disturba il
corretto riscaldamento degli ambienti io personalmente lascerei perdere.
G.C.
> > In questo modo ottieni che l'acqua calda sale nel primo elemento a
destra,
> > attraversa tutto il collettore superiore e raggiunge l'attacco di
ritorno
> > a
> > sinistra senza interessare il 90% della superficie bagnata del
radiatore:
> > provare per credere.
>
> Qui ti sbagli proprio: a casa mia i termosifoni sono ora collegati dal
basso
> verso l' alto e dallo stesso lato, che è un caso ancora peggiore ,
tuttavia
> alla prova dei fatti tra i due lati dei termosifoni ci sono al massimo 2-3
> gradi di scarto misurati con un termometro puntuale ad infrarossi, da qui
il
> mio consiglio di non preoccuparsi.
> (io abito a Roma chi vuole verificare si faccia avanti)
Non è che hai un impianto cosidetto con valvole bitubo, cioè il tubo di
mandata e di ritorno sono collegati al radiatore in basso, sullo stesso lato
per mezzo di una valvola particolare?
Altrimenti l'impianto di riscaldamento è sovradimensionato per le
dispersioni termiche dei tuoi locali: se un radiatore deve scambiare una
potenza inferiore a quella nominale è possibile che la differenza tra il
primo e l'ultimo elemento sia solo di due-tre gradi.
Comumque torno a ripetere che con un radiatore tradizionale ad elementi
verticali se colleghi l'ingresso dell'acqua calda in basso e l'uscita
dell'acqua (il ritorno) in alto ottieni solo il riscaldamento dei primi due
o tre elementi, mentre gli altri non vengono assolutamente interessati dalla
circolazione.
Al momento tu stai affermando che l'acqua in un fiume scorre normalmente dal
basso verso l'alto, dalla foce alla sorgente, e questo è sicuramente un
controsenso.
>
> > Scusa se mi sono intromesso, però ho una certa esperienza teorica e
> > pratica
> > e mi dispiace vedere divulgare delle inesattezze.
>
> Non credo di aver diffuso inesattezze , anzi credo di avere contribuito a
> sfatare una leggenda: a volte l' intuito, pur avendo indovinato la giusta
> tendenza di un fenomeno, porta a sopravvalutare l' effetto pratico dello
> stesso.
>
... e solo nel tuo impianto sono stati di colpo sfatati i principi fisici
sui quali si sono basati migliaia di progettisti termotecnici, in tutto il
mondo, per realizzare impianti termici a circolazione naturale o forzata di
acqua calda. Comprati il vecchio ma sempre valido manuale del Rumor sulla
progettazione degli impianti termici (Edizione Hoepli) e chiarisciti le
idee. Senza acredine.
> G .C.
>
Walter
Se sei daccordo che l'acqua calda è più leggera e la fredda più pesante
non capisco perchè ti risulti difficile capire che l'uscita, più fredda,
debba essere in basso.
Comunque il problema, come ti è stato detto, non è l'ostacolo alla
spinta della pompa. Il problema è quello dell'angolo in basso opposto a
quella che per te è la mandata. Quello che succede è questo:
1) All'accensione tutto il calorifero è freddo
2) L'acqua calda entra dal basso ed esce dall'alto.
3) Gli elementi dalla parte dei tubi di collegamento si scaldano.
4) L'acqua in basso dalla parte opposta alla mandata rimane
intrappolata, perchè non riesce a risalire visto che la zona dello
scarico è più calda.
Dopo un pò le turbolenze e la conduzione riescono a scaldare questa zona
ed un pò di circolazione si stabilisce, ma sempre con problemi.
Invece nel collegamento corretto, se un elemento è più freddo, "tira"
più acqua ed automaticamente le temperature si equalizzano.
Senti, la prima ho fatto finta di niente, ora è già la seconda volta che sei
stupidamente offensivo, del tuo curriculum vitae non me ne importa un fico
secco, finora hai solamente capito fischi per fiaschi e dato risposte
inappropriate: ti ho filtrato in automatico.
G.C.
> Nella mia casa, dove ci sono 13 radiatori, tutti sono stati collegati con
> la mandata in basso e il ritorno in basso
> Mi chiedo, è mai possibile che un idraulico con tanti anni di esperienza
> alle spalle abbia commesso un errore del genere oppure sono io che sto
> sbagliando
> Che problemi posso avere con un impianto del genere
Vai tranquillo, l' allacciamento idraulico dei terminali d' impianto
(radiatori, piastre, ecc.), nei moderni impianti con circolatore
si può fare benissimo anche con madata/ritorno entrambe dal basso.
L' unico inconveniente è una modestissima perdita di potenzialità
termica, valutabile tra il 5 ed il 10 %.
E' una configurazione abbastanza comune negli impianti del terziario
(uffici, laboratori, ecc.). Un po' meno comune negli impianti di civile
abitazione, più per la scomodità d' uso del volantino della valvola
di regolazione che altro.
Con questo sistema però si economizza un po' di materiale e
soprattutto manodopera (4 curve per corpo scaldante).
Mandata/ritorno possono addirittura anche coesistere in un' unico
allaccio anzichè due, utilizzando apposite valvole (che NON sono
quelle per impianto monotubo).
Tutte le principali Case di valvolame ne producono...
E' anche possibile la configurazione a mandata/ritorno entrambe dal
basso senza la piccola perdita di potenzialità di cui dicevo prima,
se il radiatore è ad elementi componibili collegati con nippli avvitati,
modificando uno di questi prima del montaggio.
Chi, in questo stesso thread, si è spinto in ardite elucubrazioni...
idrauliche sulla circolazione dell' acqua all' interno dei radiatori,
farebbe bene ad indovinare come è possibile questa ultima soluzione.
Prima che qualcuno mi dia dell' incompetente (peraltro cosa più che
possibile, anche se non probabile :-), chiamo a sorreggermi la
"bibbia" della termotecnica nazionale.
E cioè l' ottimo :
http://i18.tinypic.com/47v769k.jpg
Per il dettagli degli allacci leggete la paginetta :
http://i16.tinypic.com/2qda0as.jpg
Cordialità.
Paul
Senti, capiamoci una volta per tutte:
Io ho detto che:
1-La connessione A, mandata in alto uscita in basso è migliore dal punta di
vista termico .
2-La connessione inversa B (mandata in basso, uscita in basso) con la pompa
permette comunque la circolazione dell' acqua.
3-La connessione B comporta che la portata di acqua calda viene aiutata
dalla spinta di Archimede dell' acqua più fredda contenuta nei termosifoni.
4-La connessione B agevola lo spurgo automatico dell' aria dei termosifoni:
l' aria esce in alto spinta via dall'acqua della pompa verso il jolly sulla
caldaia.
5-la connessione B tendenzialmente porta ad un percorso preferenziale all'
interno dei termosifoni: gli elementi vicini alla mandata sono favoriti.
6-TUTTAVIA tale percorso preferenziale comporta SPERIMENTALMENTE un
decadimento piccolo delle prestazioni del termosifone dato che la differenza
di temperatura misurata sui due lati è molto piccola, per cui ritengo la
connessione B accettabile per uso riscaldamento.
7-Casa mia è a disposizione per verifiche: ho utilizzato la connessione B su
termosifoni normalissimi per una maggiore facilità di sostituzione della
caldaia.
Adesso dimmi cos' è che non ti torna, concedendomi però la possibilità che
io non sia a digiuno della materia !!
G.C.
Ho sbagliato: leggi mandata in basso e uscita in alto..
G.C.
Bene e continua ad affermare delle caxxate: la presunzione e l'ignoranza
sono le qualità che ammiro di più.
Walter
A mio avviso sei stato oltremodo chiaro e preciso nella disquisizione, da
manuale termotecnico.
Non so se ti riferisci a me quando parli di ardite elucubrazioni e quindi
non so se devo/posso rispondere al quiz.
Siccome la cosa mi tenta provo a rispondere: si può mettere un diaframma sul
nipples del primo elemento in modo da sfruttare quest'ultimo come condotto
di mandata al collettore superiore.
La soluzione in passato era stata adottata da un'azienda produttrice di
ottime valvole monotubo, munite di un tampone in gomma che chiudeva il foro
del nipples di giunzione tra il primo ed il secondo elemento.
Il tubo di ritorno della valvola passava attraverso questo tampone e
raccoglieva l'acqua di ritorno da tutti gli altri elementi.
> E cioè l' ottimo :
> http://i18.tinypic.com/47v769k.jpg
>
> Per il dettagli degli allacci leggete la paginetta :
> http://i16.tinypic.com/2qda0as.jpg
>
> Cordialità.
>
> Paul
>
Complimenti per la chiarezza.
Walter
> Siccome la cosa mi tenta provo a rispondere: si può mettere un diaframma
> sul
> nipples del primo elemento in modo da sfruttare quest'ultimo come condotto
> di mandata al collettore superiore.
Elementare...,Watson..., elementare...:-)
Chiedere ai vecchi impiantisti, quelli con il mozzicone di matita
piatta da muro stretta all' orecchio, cicca biascicata di Alfa alle labbra
e che saldavano i tubi neri ad autogeno senza occhialini.
Cordialità.
Paul
> Elementare...,Watson..., elementare...:-)
> Chiedere ai vecchi impiantisti, quelli con il mozzicone di matita
> piatta da muro stretta all' orecchio, cicca biascicata di Alfa alle labbra
> e che saldavano i tubi neri ad autogeno senza occhialini.
Razza in via di estinzione ,anzi... estinta
Ciao Edy ;-)))
E' l'esatto contrario. Guarda ad esempio gli unici sistemi a
circolazione naturale forse ancora in uso, certi pannelli solari. Col
sole l'acqua si scalda ed esce dall'alto. Di notte (nei migliori) c'è
una valvola che impedisce la circolazione inversa con uscita dal basso e
relativo raffreddamento del serbatoio.
>
> 4-La connessione B agevola lo spurgo automatico dell' aria dei termosifoni:
> l' aria esce in alto spinta via dall'acqua della pompa verso il jolly sulla
> caldaia.
>
> 5-la connessione B tendenzialmente porta ad un percorso preferenziale all'
> interno dei termosifoni: gli elementi vicini alla mandata sono favoriti.
>
> 6-TUTTAVIA tale percorso preferenziale comporta SPERIMENTALMENTE un
> decadimento piccolo delle prestazioni del termosifone dato che la differenza
> di temperatura misurata sui due lati è molto piccola, per cui ritengo la
> connessione B accettabile per uso riscaldamento.
>
Sperimentalmente a casa mia i tipo B si scaldano mezzora dopo. E ho
scoperto il collegamento sbagliato proprio perchè la differenza di
funzionamento era evidente.
> 7-Casa mia è a disposizione per verifiche: ho utilizzato la connessione B su
> termosifoni normalissimi per una maggiore facilità di sostituzione della
> caldaia.
>
>
> Adesso dimmi cos' è che non ti torna, concedendomi però la possibilità che
> io non sia a digiuno della materia !!
Non mi torna che tutto il mondo colleghi i termosifoni in un certo modo,
la logica suggerisce che è il modo giusto, ti porto la mia testimonianza
che effettivamente c'è differenza e tu insisti. Sarebbe anche
interessante calcolare quanto ti costa il collegamento sbagliato che
hai. Sei costretto a tenere la temperatura dell'acqua più alta del dovuto.
Mi pare volesse dire "mandata in basso e ritorno in alto".
non ho seguito tutto il post ma direi che questa affermazione non mi sembra
corretta.
non confronterei un pannello solare in cui la circolazione naturale
dell'acqua è dovuta ad un riscaldamento del pannello stesso con un
termosifone che invece è lui ad essere riscaldato dall'acqua che vi circola
spinta da una pompa.
mi sembra di avere capito che l'affermazione fosse che se l'acqua calda
entra dal basso, trovando acqua più fredda nel termosifone, cercherà di
portarsi nella parte superiore e perciò creare un piccolo flusso verso
l'alto.
però non saprei valutare se questo comporta solo un maggiore rimescolamento
dell'acqua all'interno del termosifone o anche una minima spinta nella
direzione del flusso.
nel mio appartamento ci sono entrambe le soluzioni , ingresso dall'alto o
dal basso con i collegamenti sempre sui due lati opposti e devo dire che a
regime non trovo differenze.
uno si scalda più velocemente in alto e l'altro è più uniforme.
forse quello che riesce a creare per primo un differenziale temico riesce a
creare per primo uno scambio termico con l'ambiente esterno ma in compenso
l'altro avrebbe uno scambio inizialmente minore ma su una superficie
maggiore.
tra un termosifone che all'accensione è uniformemente tutto tiepido o uno
caldo in alto e freddo in basso, non saprei quale dei due sia preferibile e
diffonda più calore. A me vanno bene entrambi
ciao Abele
> Mi pare volesse dire "mandata in basso e ritorno in alto".
Ciò che volesse dire non saprei.
Quello che dice è :
"Nella mia casa, dove ci sono 13 radiatori, tutti sono stati collegati con
la mandata in BASSO e il ritorno in BASSO".
Cordialità.
Paul
ho fatto un errore di valutazione e devo precisare una cosa penso importante
i miei sono termosifoni in ghisa direi quasi storici e non me la sono
sentita di eliminarli.
contrariamente da quelli moderni, hanno lo scarico dell'aria posto su un
tubicino verticale che permette di scarcare tutta l'aria ed il collegamento
dell'acqua è inferiore a questo tubicino.
se invece fossero termosifoni tradizonali con lo scarico dell'aria posto nel
centro del tappo, credo che la minima quantità di aria presente nel
termosifone potrebbe impedire il ritorno dell'acqua quando l'ingresso fosse
dal basso ed il ritorno dall'alto.
nei miei funziona ma penso sia solo per la particolare posizione dello
scarico dell aria.
ciao Abele
>>>3-La connessione B comporta che la portata di acqua calda viene aiutata
>>>dalla spinta di Archimede dell' acqua più fredda contenuta nei
>>>termosifoni.
>>E' l'esatto contrario. Guarda ad esempio gli unici sistemi a
>>circolazione naturale forse ancora in uso, certi pannelli solari. Col
>>sole l'acqua si scalda ed esce dall'alto. Di notte (nei migliori) c'è
>>una valvola che impedisce la circolazione inversa con uscita dal basso e
>>relativo raffreddamento del serbatoio.
>>
>>
>
> non ho seguito tutto il post ma direi che questa affermazione non mi sembra
> corretta.
>
> non confronterei un pannello solare in cui la circolazione naturale
> dell'acqua è dovuta ad un riscaldamento del pannello stesso con un
> termosifone che invece è lui ad essere riscaldato dall'acqua che vi circola
> spinta da una pompa.
La situazione è esattamente la stessa del pannello solare durante la
notte: il serbatoio del solare è la caldaia e il pannello è il termosifone.
>
> mi sembra di avere capito che l'affermazione fosse che se l'acqua calda
> entra dal basso, trovando acqua più fredda nel termosifone, cercherà di
> portarsi nella parte superiore e perciò creare un piccolo flusso verso
> l'alto.
>
L'affermazione è che l'acqua fredda di certe zone del calorifero non
riesce a risalire perchè lo scarico è più caldo.
> però non saprei valutare se questo comporta solo un maggiore rimescolamento
> dell'acqua all'interno del termosifone o anche una minima spinta nella
> direzione del flusso.
>
> nel mio appartamento ci sono entrambe le soluzioni , ingresso dall'alto o
> dal basso con i collegamenti sempre sui due lati opposti e devo dire che a
> regime non trovo differenze.
> uno si scalda più velocemente in alto e l'altro è più uniforme.
> forse quello che riesce a creare per primo un differenziale temico riesce a
> creare per primo uno scambio termico con l'ambiente esterno ma in compenso
> l'altro avrebbe uno scambio inizialmente minore ma su una superficie
> maggiore.
>
> tra un termosifone che all'accensione è uniformemente tutto tiepido o uno
> caldo in alto e freddo in basso, non saprei quale dei due sia preferibile e
> diffonda più calore. A me vanno bene entrambi
Contento tu contenti tutti. Quello più caldo in alto ti sta facendo
spendere di più, perchè hai un ritorno alla caldaia a temperatura
maggiore. O in alternativa potevi montare dei caloriferi più piccoli e
guadagnare spazio.
ciao
>
> ciao Abele
>
>
>
>
Sì, ma prima aveva detto
" ho notato che tutti i termosifoni sono stati montati
INVERTENDO la mandata con il ritorno.
La mandata, da quello che ho capito leggendo questo newsgroup dovrebbe
essere nella parte alta del radiatore (dove c'e la valvola) mentre il
ritorno dovrebbe essere in basso dove c'e il detentore"
E quando dice "ho capito leggendo questo newsgroup " forse si riferisce
al thread del giorno prima "Mandata termosifoni: alto o basso?" dove si
parla di ingresso alto/uscita bassa.
Poi tutto è possibile.
> Cordialità.
>
> Paul
>
>> Nella mia casa, dove ci sono 13 radiatori, tutti sono stati collegati
>> con la mandata in basso e il ritorno in basso
> lo sbaglio viene quando il ritorno è dalla parte superiore e cioè in
> alto e la mandata in basso è tutto chiaro???
> ciao www.idrotermosanitaria.it
-------------
Mi intrometto nel 3D di voi esperti in materia... ma da perfetto
ignorante vorrei chiedere
una cosa....
i miei termosifoni hanno una manopola di chiusura nel piano superiore ed
il detentore sotto
quale è la mandata e quale il ritorno ???
(e che poi l'entrata e l'uscita dell'acqua...giusto ??? )
G
Spiegaci nei tuoi radiatori dove sono le tubazioni mandata e ritorno
sul tuo radiatore
Corpo scaldante
_________________________________
I
I
I
I
I
I
I
I
Mandata > _________________________________ > Zona in basso lato
opposto
Dov'è il detentore ( Ritorno ? )
Puoi vedere con il termometro quale dei due tubi è più caldo. Si capisce
bene anche con la mano nei primi minuti dopo l'accensione. Naturalmente
è più caldo dove c'è l'entrata.
Non si capisce ma va bene lo stesso.
Caloriferi funzionanti: ingresso in alto a destra, uscita in basso a destra.
Non funzionanti: ingresso in basso a destra, uscita in alto a destra.
Ho notato che la parte bassa del radiatore tende a rimanero tiepido a
diferenza della parte alta
"Doktor Caligari" <doktor-...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:45d56d04$0$10621$4faf...@reader2.news.tin.it...
> E' l'esatto contrario. Guarda ad esempio .....
Allora vediamo un po' con calma:
connessione tipo B impianto freddo. accendo !
-L' acqua calda entra dal basso a velocità di circa 1 m/sec
-incontra l' acqua più fredda sul fondo del termosifone e cerca di "bucarla"
-viene spinta in alto da archimede di Siracusa, perchè non riesce a
mescolarsi istantaneamente tutta.
-tende ad andarsene via dal rubinetto in alto per tornarsene in caldaia.
(infatti all' inizio è caldo solo il primo elemento)
dopo un po' ....(poco a casa mia !)
-la circolazione per convezione naturale all' interno del termosifone inizia
ad innescarsi.
-l' acqua calda che si raffredda sulle pareti scende lentamente giù verso il
basso
-il rimescolamento interno migliora e la superficie del termo si scalda
sempre più uniformemente
-Archimede si affievolisce perchè il fondo è sempre più caldo e perchè
sempre più acqua calda riesce a mescolarsi bene, però un po' rimane sempre !
Ti convince ora ?
> Sperimentalmente a casa mia i tipo B si scaldano mezzora dopo. E ho
> scoperto il collegamento sbagliato proprio perchè la differenza di
> funzionamento era evidente.
OK ! evidentemente il fattore forma del termosifone, molto larghi per
esempio, può essere discriminante: a casa mia la larghezza max è 70 cm.
hai provato ad impostare la velocità della pompa sul max ??
>
> Non mi torna che tutto il mondo ..... e tu insisti.
Eppure ho ben detto al punto 1 che il collegamento A è migliore o no?
Dovendo partire da zero userei quello A pure io senza fare esperimenti.
Questo non significa però che quello B sia totalmente sbagliato o proibito o
assurdo: in certi casi funziona quasi lo stesso e a me ha permesso di
ovviare a grossi problemi di connessione sostituendo la caldaia.
>Sarebbe anche
> interessante calcolare quanto ti costa il collegamento sbagliato che
> hai. Sei costretto a tenere la temperatura dell'acqua più alta del dovuto.
Non ho avuto necessità di cambiare la temperatura di mandata della caldaia,
per cui non mi costa nulla.
G.C.
Esattamente, è proprio quello che volevo dire.
:-))
G.C.
"Walter Fratti" <w.fr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:45d60dd4$0$17945$4faf...@reader1.news.tin.it...
questo motivo non porta nessun vantaggio: a logica, c'è sempre un
tratto verticale nel quale la pompa è "aiutata" dalla convezione,
che sia tubo o sezione corrispondente di termosifone (la
convezione dovrebbe aiutare in maniera uguale sia nell'ingresso in
alto che in quello in basso) anzi, la posizione protetta del tubo
fa diminuire di meno la temperatura dell'acqua nei confronti del
radiatore, dove perde più facilmente calorie...
l'esempio (senza pompe!) può essere veritiero?: nell'unico
radiatore all'ultimo piano l'acqua sceglierà per *convezione* di
salire nel tubo che entra/esce nel calorifero da sopra e preferirà
scendere dal tubo che entra/esce dal basso dopo aver ceduto un po'
di calorie ed essere diventata più densa...
Ma cosa buca... Anche l'acqua in alto sta uscendo a 1 m/sec. Comunque
basta, se non ci arrivi da solo e non credi ai libri io mi arrendo.
> -tende ad andarsene via dal rubinetto in alto per tornarsene in caldaia.
> (infatti all' inizio è caldo solo il primo elemento)
>
> dopo un po' ....(poco a casa mia !)
>
> -la circolazione per convezione naturale all' interno del termosifone inizia
> ad innescarsi.
> -l' acqua calda che si raffredda sulle pareti scende lentamente giù verso il
> basso
> -il rimescolamento interno migliora e la superficie del termo si scalda
> sempre più uniformemente
> -Archimede si affievolisce perchè il fondo è sempre più caldo e perchè
> sempre più acqua calda riesce a mescolarsi bene, però un po' rimane sempre !
>
> Ti convince ora ?
Sono convinto che il principio di Archimede non ti è chiaro.
>
> > Sperimentalmente a casa mia i tipo B si scaldano mezzora dopo. E ho
> > scoperto il collegamento sbagliato proprio perchè la differenza di
> > funzionamento era evidente.
>
> OK ! evidentemente il fattore forma del termosifone, molto larghi per
> esempio, può essere discriminante: a casa mia la larghezza max è 70 cm.
> hai provato ad impostare la velocità della pompa sul max ??
E allora perchè non ti scusi dicendo che hai dato consigli a vanvera?
>
>
>
> > Non mi torna che tutto il mondo ..... e tu insisti.
>
> Eppure ho ben detto al punto 1 che il collegamento A è migliore o no?
> Dovendo partire da zero userei quello A pure io senza fare esperimenti.
>
> Questo non significa però che quello B sia totalmente sbagliato o proibito o
> assurdo: in certi casi funziona quasi lo stesso e a me ha permesso di
> ovviare a grossi problemi di connessione sostituendo la caldaia.
>
> >Sarebbe anche
> > interessante calcolare quanto ti costa il collegamento sbagliato che
> > hai. Sei costretto a tenere la temperatura dell'acqua più alta del dovuto.
>
> Non ho avuto necessità di cambiare la temperatura di mandata della caldaia,
> per cui non mi costa nulla.
Questo la dice lunga su quanto te ne intendi: anche se la temperatura
la hai lasciata uguale, hai la caldaia accesa più tempo del dovuto.
>
> G.C.
Sei un poveraccio, fai finta dinon capire, va a fare compagnia a quell'
altro tuo degno compare.
G.C.
Questo la dice lunga su quanto te ne intendi: anche se la temperatura
la hai lasciata uguale, hai la caldaia accesa più tempo del dovuto.
Prova a ricordare al Sig. G.C., che non mi legge perchè mi ha bannato, che
un suo omonimo lavora all'ENEA, alla Casaccia: magari è anche suo parente e
potrebbe cercare di fargli capire la fisica elementare e ... l'educazione.
Ho G.C. non si spiega bene, oppure tutto il resto del mondo (termotecnico) è
costituto da degli incompetenti.
Ciao.
Walter ("l'altro poveraccio")
"Walter Fratti" <w.fr...@tin.it> ha scritto nel messaggio
news:45d692c3$0$4785$4faf...@reader4.news.tin.it...
gli idraulici possono fare anche di peggio
> lo sbaglio viene quando il ritorno è dalla parte superiore e cioè in alto
> e la mandata in basso
Se sei d'accordo che la mandata in basso non va bene vediamo di spiegare a
tutti gli asini che hanno scritto dove commettono l'errore.
Facciamo un esempio semplice di un calorifero entrata acqua in alto a 70°C,
uscita in basso 60°C aria ambiente in basso 10°C in alto 20°C: questo
calorifero scalda con una differenza di temperatura uniforme di 50°C su
tutta la sua superficie.
Ora vediamo lo stesso con i due tubi in basso; supponendo che l'acqua scorra
all'interno alla stessa velocità su tutte le superfici scaldanti e,
soprattutto, sia nulla l'influenza della variazione di densità dell'acqua
sui suoi movimenti: cioè l'acqua va Su e Giù dove le pare sempre alla stessa
velocità! unico vincolo: Va Verso il ritorno
> è tutto chiaro???
Per comodità di calcolo supponiamo che visto davanti, il radiatore sia
quadrato; in prima battuta non consideriamo la variazione di temperatura
dell'aria: sappiamo solo che si scalda e che uniformemente il radiatore,
bello di ghisa, di grosso spessore non presenta differenze di salti termici
significativi.
L'acqua entra in basso a destra a 70°C esce in basso a sinistra a 60°C,
stante queste premesse la superficie del radiatore sarà: in basso a destra
70°C sempre, la superficie, in basso a sinistra 60°C in alto a destra, la
superficie, 60°C, in alto a sinistra, la superficie, 50°C: a velocità
dell'acqua uniforme e a dissipazione termica costante per ogni unità di
superficie.
Nel caso precedente la temperatura media del radiatore era 65°C, ora la
temperatura media superficiale è 60°C.
Ma non è finita.
Se il mio radiatore, con gli attacchi in basso, l'acqua esce a 60°C vuol
dire che nell'ultimo nipples, in basso sta passando acqua a 70°C che si
miscela, nell'ultimo elemento, con quella che scende a 50°C (corrente
interna all'ultima colonna, che non si raffredda scendendo!) quindi userò
una quantità di acqua doppia rispetto a quella che interviene sulle
superfici di scambio (e sono generoso, perché se nei nipples precedenti si
fosse raffreddata...).
Poi, per non addentrarci nella teoria degli scambi di calore in
controcorrente, supponiamo che la velocità dell'aria sia infinita sempre a
20°C, quindi un radiatore collegato "andata in alto" avrà uno scambio
proporzionale ai 55°C di salto termico, l'altro ai 45°C [(55-45)/45*100=22]
quindi, collegando in modo tradizionale, il radiatore ora con attacchi
bassi, si avrà un miglioramento del rendimento del 22% (siccome siamo anche
su hobby fai da te ci risparmiamo il restante 10% di guadagno derivante
dalla teoria di scambio a flussi incrociati).
Poi, in pratica, l'acqua gira come preferisce, non come mi piacerebbe.
> ciao www.idrotermosanitaria.it
>
Potresti risparmiare il 30% sui corpi scaldanti, scrivendo al termine dei
tubi A, o R, tanto portarlo a sinistra o alzarlo, è la stessa quantità di
tubo da usare nel collegamento. Un pennarello non costa poi tanto.
Ho smesso di fare l'idraulico perché i radiatori di ghisa pesavano troppo:
quanto mi piace il riscaldamento di plastica!
--
Ciao Kantossek
Dimenticavo: Un saluto particolare a quelli che mettono il ritorno in alto,
a quelli che si interessano alle statue della Madonna che piangono e che
sono in fila per vedere il volto di Gesù, in una macchia prodotta da uno
scarico di fogna che perde.
Che Dio li illumini!
>