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spremere le olive per fare olio, come?

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Mme Coquenard

unread,
Nov 12, 2018, 10:34:31 AM11/12/18
to
Quest'anno m'è preso il ghiribizzo di provare ad ottenere un po' d'olio da un
ulivo, invece di lasciare andare tutto per terra come sempre.

Ho provato a spremere qualche manciata di olive con uno schiacciapatate, ma il
liquido che ho ottenuto non assomiglia minimamente all'olio. E' un liquido
acquoso di colore viola e di sapore amarissimo. Dove accidenti è l'olio?

Bernardo Rossi

unread,
Nov 12, 2018, 10:51:38 AM11/12/18
to
Mme Coquenard <p.coq...@fleurdelys.fr> ha scritto:
> Quest'anno m'è preso il ghiribizzo di provare ad ottenere un po' d'olio da unulivo, invece di lasciare andare tutto per terra come sempre.Ho provato a spremere qualche manciata di olive con uno schiacciapatate, ma illiquido che ho ottenuto non assomiglia minimamente all'olio. E' un liquidoacquoso di colore viola e di sapore amarissimo. Dove accidenti è l'olio?

Qui parlano dei vari passi
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Estrazione_dell%27olio_di_oliva

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Mme Coquenard

unread,
Nov 12, 2018, 11:14:40 AM11/12/18
to

Bernardo Rossi wrote on 11/12/18 4:51 PM:
Sì, google prende anche qua, ma qualcosa di più pratico? :-)

Bernardo Rossi

unread,
Nov 12, 2018, 11:17:22 AM11/12/18
to
Mme Coquenard <p.coq...@fleurdelys.fr> ha scritto:
> Bernardo Rossi wrote on 11/12/18 4:51 PM:> Qui parlano dei vari passi> https://it.m.wikipedia.org/wiki/Estrazione_dell%27olio_di_oliva> Sě, google prende anche qua, ma qualcosa di piů pratico? :-)

Prova a Googlare centrifuga olio oliva.

lupino

unread,
Nov 12, 2018, 11:30:17 AM11/12/18
to
ah ah, Bernardo in pratica è un consulente di google.
Ti conviene andare alla vecchia, alla ricerca di qualche contadino
vero perchè qua è dura, mi sa...



Franco Af

unread,
Nov 12, 2018, 11:52:01 AM11/12/18
to

> Ho provato a spremere qualche manciata di olive con uno schiacciapatate, ma il
> liquido che ho ottenuto non assomiglia minimamente all'olio. E' un liquido
> acquoso di colore viola e di sapore amarissimo. Dove accidenti è l'olio?

Lascia perdere..
dici di saper cercare su google e poi non hai letto nulla sull'acqua? :)
Forse Bernardo ti doveva anche spiegare non solo cercare la pagina :)

Parlando di esperienza, ti dico la mia sull'assaggio di olio fatto in
casa, "fanno schifo".
Ne ho provati diversi e tutti da buttare:)
Ovviamente non ho provato l'olio proveniente da tutta Italia, ma ci
vuole esperienza su certe cose :)

Apteryx

unread,
Nov 12, 2018, 11:54:15 AM11/12/18
to
Il 12/11/2018 17:51, Franco Af ha scritto:

> Parlando di esperienza, ti dico la mia sull'assaggio di olio fatto in
> casa, "fanno schifo".
> Ne ho provati diversi e tutti da buttare:)
> Ovviamente non ho provato l'olio proveniente da tutta Italia, ma ci
> vuole esperienza su certe cose :)

in che senso?

Apteryx

unread,
Nov 12, 2018, 12:00:17 PM11/12/18
to


le olive si debbono triturare finemente

(e se questa cosa la si fa senza scaldarle è anche meglio)

il risultato è una pasta morbida che va stesa su dei panni spessi,
meglio se si riece a fare dei dischi e ce ne metti circa un cm ogni disco

tutti sti dischi pieni di melmetta, vanno messi impilati e vanno
spremuti con un torchio, o qlc che gli somigli

uscirà l'olio

considera che tutta sta pippa, se va bene, produrrà il 5 / 9 percento
(sul peso di olive) di olio

alla fine fai prima ad andare al frantonio vedere come funziona e
comprarti 5 lt di olio


Franco Af

unread,
Nov 12, 2018, 12:02:08 PM11/12/18
to
non sa di olo ma di un qualcosa di unto e aspro e pure piccante.
Vero che è un qualcosa di tipico dell'olio extravergine e nuovo, però se
non sei abituato ha un sapore schifoso (per i miei gusti ovviamente).


Bernardo Rossi

unread,
Nov 12, 2018, 12:17:16 PM11/12/18
to
On Mon, 12 Nov 2018 17:30:14 +0100, lupino <lupino...@hotmail.com>
wrote:

>Ti conviene andare alla vecchia, alla ricerca di qualche contadino
>vero perchè qua è dura, mi sa...

Chissà quello che schifezze che spacciava per olio di oliva.

--

Byebye from Verona, Italy

Bernardo Rossi

rawmode

unread,
Nov 12, 2018, 2:50:50 PM11/12/18
to

"Mme Coquenard"
Secondo me quell'acqua va benissimo..
dovresti lasciarla tranquilla in un recipiente..
finche' l'olio sale a galla, da li' andrebbe raccolto
dall'alto, magari con una di quelle grosse siringhe..


lupino

unread,
Nov 12, 2018, 3:08:33 PM11/12/18
to
Il 12/11/2018 18:17, Bernardo Rossi ha scritto:

>> Ti conviene andare alla vecchia, alla ricerca di qualche contadino
>> vero perchè qua è dura, mi sa...
>
> Chissà quello che schifezze che spacciava per olio di oliva.
>
Dici che sono tutti "a quella"? No, dai...

Franco Af

unread,
Nov 12, 2018, 3:19:06 PM11/12/18
to
> Infatti dipende dai gusti. Ho dei familiari che ogni anno portano su
> l'olio fatto da contadini amici loro in Sicilia. Prima di passarlo
> nelle bottiglie lo lasciano riposare alcuni giorni così da far
> depositare la parte che a loro non piace sul fondo. E lì arrivo io
> e riempio le mie bottiglie con quello che loro scartano, che secondo
> me è di gran lunga la parte migliore.

Ma non ti rimane la parte più acquosa e filtrata delle olive?
Però per alcune ricette potrebbe essere buonissimo. Mai provato ;)


Sicuramente è un olio salutare e che fa bene, però abituarsi non è facile.
Io ho provato quello della Campania, varie zone.


Figurati cosa può combinare una persona inesperta?
Forse potrebbe anche risultare pericoloso se non lavorato bene per
quanto riguarda la conservazione.






Tizio.8020

unread,
Nov 12, 2018, 3:50:40 PM11/12/18
to
IL 5 o 9 %???
ma che metodo usi?
La resa da noi va dal 9 al 14%.

Tizio.8020

unread,
Nov 12, 2018, 4:00:10 PM11/12/18
to
Il giorno lunedì 12 novembre 2018 18:00:17 UTC+1, Apteryx ha scritto:
Durante la recente raccolta delle olive ho seguito da tutor esterno un bravo studente dell'Università di Milano che si era proposto per fare una tesi sulla valutazione della prestazione dei frantoi (1). Mi è sembrato un tema interessante e poco conosciuto ed, essendo io stesso di origini umbre, gli ho proposto di effettuare uno studio su un certo numero di frantoi umbri, durante il periodo della recente raccolta.

Abbiamo compreso molte cose, sulle quali tornerò volentieri in futuro, ma ora mi preme comunicare quale è stata la scoperta più interessante. Essa riguarda la resa di estrazione, che è ovviamente, insieme alla qualità, l'obiettivo principale di un frantoio.

Avendo questo obiettivo, la prima constatazione sconcertante è che il contenuto in olio dell'oliva non è generalmente conosciuto né dall'olivicoltore né dal frantoiano, cosicché, quando ci viene comunicata una resa in kg per quintale di olive, non si sa mai se esserne soddisfatti o insoddisfatti. Non si sa mai se è bassa perché non c'era abbastanza olio nelle olive o perché il frantoio non ha fatto bene il suo lavoro.

Dagli addetti che ho consultato mi sono sentito rispondere che il dato del contenuto in olio delle olive è difficile da determinare e poco riproducibile, il che è una bugia dato che il metodo Soxhlet e gravimetrico, che si possono applicare alle olive o alla pasta di oliva, sono metodi semplici e affidabili in laboratori decentemente organizzati.

Nel periodo che abbiamo preso in considerazione – tra il 15 ottobre e il 15 novembre 2015 – nelle zone e nei frantoi da noi valutati, il contenuto medio di olio delle olive oscillava intorno al 18% in aree molto diverse per altitudine ed esposizione.
Considerando che la più seria letteratura tecnica dice che una buona resa non dovrebbe essere inferiore all'85%, la resa che si sarebbe dovuta ottenere (quella di cui l'olivicoltore dovrebbe dichiararsi soddisfatto) avrebbe dovuto essere 18 X 0,85 = 15,3 kg di olio per quintale di olive.

Nella nostra casistica sia pure non sistematica, ma altamente rappresentativa della realtà, abbiamo dovuto constatare che la maggior parte dei frantoi fornivano rese fra 12 e 13 kg di olio per quintale di oliva, corrispondenti dunque al 70-75% di estrazione dell'olio presente. In un caso estremo, la resa è stata inferiore a 12 kg/quintale di oliva, cioè del 65% dell'olio presente nelle olive.

Perdere 1 o 2 o perfino 3 kg di olio per quintale di olive avrebbe dovuto rendere gli olivicoltori furiosi, invece nessuno ha detto nulla perché nessuno era consapevole di questo dato così rilevante per il loro bilancio economico.

Sono sicuro che qualcuno commenterà dicendo che una resa dell'85% è impossibile da conseguire, ma per nostra fortuna abbiamo potuto subito confutare questa obiezione con i dati di resa di un frantoio – evidentemente molto efficiente – che ha superato il 92% (16,6 Kg di olio per quintale di oliva, oltre 1 kg di resa in più rispetto allo standard già soddisfacente dell'85%). Il bello è che né gli olivicoltori conferenti né il responsabile di questo frantoio erano consapevoli della ottima performance del loro frantoio e quindi non ne facevano alcun vanto.

Forse verranno fuori altri esperti a dire che con una resa così alta l'olio non può essere di buona qualità. E invece li confuto facilmente anche su questo fronte con dati che sono nel range dell'eccellenza della qualità per tutti i frantoi che abbiamo valutato (acidità libera inferiore a 0,3%; numero di perossidi inferiorea 7,5 meq/Kg; K232 inferiore a 1,85; assenza di difetti e perfetta corrispondenza dei profili sensoriali alle tipicità delle varie zone). Il che dovrebbe fare infuriare ancor più gli olivicoltori che hanno portato le olive ad un frantoio con il 65% di resa, per aver perso, per ogni quintale di olive, più di 3 kg di olio di qualità eccellente.

A cosa è dovuta tanta disparità di resa? Innanzitutto, ovviamente, al fatto di non saperlo. Se gli olivicoltori lo sapessero, anno dopo anno scarterebbero i frantoi che danno le rese più basse e finirebbero per selezionare quelli che danno le rese più alte. Questa ipotesi terrorizza sia i frantoiani che i costruttori di impianti per i frantoi. Sarà per questo che se ne sa così poco?
Ma è una situazione in cui anche i frantoiani ci rimettono, dato che in generale vendono le sanse ai sansifici a peso e non a contenuto in olio residuo. I sansifici ovviamente sono molto contenti che ci siano frantoi inefficienti che consegnano loro sanse con un contenuto di olio residuo che è il doppio o il triplo di quello che sarebbe logico attendersi.

Nell'analisi che abbiamo fatto delle possibili cause (difettosa regolazione degli impianti, in particolare del frangitore e del decanter – inadeguata gramolatura) ci siamo resi conto di macroscopici errori di sottovalutazione dei fattori critici per la resa. Per esempio: chi si preoccupa della consistenza-fluidità della pasta in fase di gramolatura? Se si gramola una pasta con un insufficiente contenuto di acqua e per di più a bassa temperatura le sue caratteristiche reologiche sono poco o niente adatte a scambi ed equilibri fra la fase acquosa e l'olio: l'effetto di coalescenza è molto difficile e le rese crollano rapidamente…

Ho deciso di organizzare per gli olivicoltori e i frantoiani interessati un seminario di una giornata per presentare e discutere problemi di diversa criticità riguardanti la prestazione di un frantoio. Lo farò in Umbria, nella mia città che è Todi, nella prima settimana di giugno 2016.


Chi è interessato a conoscere il programma della giornata e a parteciparvi mi può inviare una email: claudi...@fastwebnet.it



1. Andrea Casson, Università degli Studi di Milano, Rapporto di fine corso su “Linee guida per la valutazione dei frantoi – Come misurare e valutare la qualità delle risorse e delle operazioni nei processi di proiduzione di oli extra-vergini di oliva di alta qualità”, Anno Accademico 2014-2015

tratto da:

http://www.olioofficina.it/saperi/olio/la-disparita-di-resa-dei-frantoi.htm

carletto

unread,
Nov 12, 2018, 8:21:09 PM11/12/18
to
Il 12/11/2018 22:00, Tizio.8020 ha scritto:

> Sono sicuro che qualcuno commenterà dicendo che una resa dell'85% è impossibile da conseguire, ma per nostra fortuna abbiamo potuto subito confutare questa obiezione con i dati di resa di un frantoio – evidentemente molto efficiente – che ha superato il 92% (16,6 Kg di olio per quintale di oliva, oltre 1 kg di resa in più rispetto allo standard già soddisfacente dell'85%).

L'anno scorso, olive mie, varieta' Ortice, brucate *a mano*, poco o
nulla invaiate (quasi tutte verdi): 200kg di olive mi hanno dato 43
litri di olio, cioe' quasi 40 kg. Frantoio tradizionale a fiscoli.
Quest'anno nisba, il gelo della scorsa primavera ha praticamente
azzerato la fruttificazione.

> A cosa è dovuta tanta disparità di resa? Innanzitutto, ovviamente, al fatto di non saperlo. Se gli olivicoltori lo sapessero, anno dopo anno scarterebbero i frantoi che danno le rese più basse e finirebbero per selezionare quelli che danno le rese più alte. Questa ipotesi terrorizza sia i frantoiani che i costruttori di impianti per i frantoi. Sarà per questo che se ne sa così poco?

I maligni si chiedono spesso come mai i frantoiani hanno sempre olio da
vendere... A proposito di disparita' di resa.
Fare la cresta e' un gioco da ragazzi per qualunque frantoio, e la
tentazione e' forte. Chiaro che poi se si sparge la voce...
Direi poi che nei frantoi, specie quelli a ciclo continuo, la grossa
differenza di resa la fa la fretta che porta il frantoiano, a parita' di
olive e di... onesta'.

carletto

carletto

unread,
Nov 12, 2018, 8:25:46 PM11/12/18
to
Il 12/11/2018 17:14, Mme Coquenard ha scritto:

> Sì, google prende anche qua, ma qualcosa di più pratico? :-)

Fare le olive in salamoia, e abbandonare decisamente ogni ambizione di
micro produzione in casa, con lo schiacciapatate poi...
A meno di non dotarti di qualche mini frantoio-quasi-giocattolo (ma che
comunque costa qualche migliaio di euri), avere taaanto tempo da perdere
e prepararsi ad un resa dimezzata rispetto a qualunque frantoio
professionale, e un prodotto finale di dubbia qualita'.

carletto


Apteryx

unread,
Nov 13, 2018, 3:23:57 AM11/13/18
to
Il 12/11/2018 21:50, Tizio.8020 ha scritto:
> IL 5 o 9 %???
> ma che metodo usi?
> La resa da noi va dal 9 al 14%.

col frantonio fatto bene, di quelli dell'oleificio

col frantoio casalingo la metà

Apteryx

unread,
Nov 13, 2018, 3:30:42 AM11/13/18
to
Il 12/11/2018 22:00, Tizio.8020 ha scritto:
> A cosa è dovuta tanta disparità di resa? Innanzitutto, ovviamente, al fatto di non saperlo.

la cosa è molto più complicata di quello che sembra

e pur appprezzando il contributo scientifico, si tratta di troppe
variabili che è difficile poter trovare un metodo univoco

magari le olive fosser come l'uva!

le zone cambiano anche climaticamente, poi cambiano gli ulivi sia come
specie che come anzianità delle piante ed infine quello che inficia
molto è anche il ciclo vegetativo ed il relativo clima

ci sono talmente tante variabli che è impossibile scegliere quale resa
ottenere,

l'unica cosa davvero accertabile è che la qualità dell'olio ottenuto è
direttamente proporzionale al periodi di raccolta e al tempo che passa
fra la raccolta e la molitura

probabilmente con un impianto fatto a tavolino, stessa specie, stesso
anno di impianto, si potrebeb anche valutare

Apteryx

unread,
Nov 13, 2018, 3:32:07 AM11/13/18
to
Il 12/11/2018 18:02, Franco Af ha scritto:
> non sa di olo ma di un qualcosa di unto e aspro e pure piccante.
> Vero che è un qualcosa di tipico dell'olio extravergine e nuovo, però se
> non sei abituato ha un sapore schifoso (per i miei gusti ovviamente).

se parliamo di olio evo atto da professionisti

è quello il sapore vero

poi se uno è abituato alal merda beh povero il suo palato

facciodame

unread,
Nov 13, 2018, 3:52:34 AM11/13/18
to
Apteryx ha detto questo lunedì :

> tutti sti dischi pieni di melmetta, vanno messi impilati e vanno spremuti con
> un torchio, o qlc che gli somigli
> uscirà l'olio

No! Usciranno olio e acqua (di vegetazione) che vanno separati, lo
facevano anche gl antichi.

Insomma fare l'olio non è "strizzare le olive", basta scrivere due
parole su Google per saperlo.

Franco Af

unread,
Nov 13, 2018, 4:08:52 AM11/13/18
to
Perchè consumiamo tutti l'olio in casa ?
Ovvio che lo compriamo tutti o quasi, e non siamo abituati a certi sapori.
L'olio è una delle poche cose fatta in casa che ha un gusto difficile.
Il palato segue quello che gli dice il cervello, e non esiste buono e
cattivo se non nella tua mente. Capita spesso di essere stufi di un
piatto più sofisticato e preferire qualcosa di più semplice.

I gusti non si discutono però la salute sì.
Se l'olio fatto in casa segue tutte le regole è sicuramente più
salutare, ma è anche più rischioso per un "principiante"


Apteryx

unread,
Nov 13, 2018, 6:49:13 AM11/13/18
to
Il 13/11/2018 09:52, facciodame ha scritto:
>
> No! Usciranno olio e acqua (di vegetazione) che vanno separati,

si vabbe però non è che si può dre le istruzioni passo passo

il senso è quello

e per uno che probabilmente partiva dalla polpa gli sono state date pure
troppe informazioni

rawmode

unread,
Nov 13, 2018, 11:45:50 AM11/13/18
to

"carletto"

> Direi poi che nei frantoi, specie quelli a ciclo continuo, la grossa
> differenza di resa la fa la fretta che porta il frantoiano, a parita' di
> olive e di... onesta'.
>
> carletto
>


Bah, ci ho lavorto per anni e per quanto fosse "un lavoro sporco"
dico sempre che e' "il piu' onesto" che ho fatto. La resa dipende
dalla stagione soprattutto.. delle volte sono secche e producono di piu',
delle volte e' solo acqua, delle volte nisba.
In ogni caso, so che anticamente, quando non c'erano macchine di nessun
tipo, l'olio veniva raccoltoi per l'appunto dall'alto con un piatto.
Per cui il solo modo era aspettare che salisse!! Non ne vedo altri.
Per la qualita', quella dipende solo dalle olive e dal modo di raccolta..
Una volta staccata dalla pianta, un oliva sana, non dovrebbe mai fermarsi
se non nella bottiglia di conservazione. Qualsiasi pausa(come del resto vale
per qualsiasi prodotto), anche di due ore, incide... Se poi' l'oliva "e'
bucata",
dalla classica mosca, e' da li' che parte l'acidita'..
Se non e' bucata ma e' trattata.. di certo non e' l'optimum..
Vi assicuro che ho visto oro puro, colare da quell'alambicco...!!


Tizio.8020

unread,
Nov 13, 2018, 12:45:42 PM11/13/18
to
Concordo.
Io ho riportato l'articolo di quel Professore perchè mi sembrava interessante, parla di rese e di come aumentarle, variando il tipo di potatura, di raccolta etc.
Se prosegui la lettura, troverai anche un articolo in cui parla dell'uso del talco, per agevolare la molitura quando mancano certe condizioni, tipicamente quando c'è troppa acqua etc.
Io sto iniziando solo adesso ad informarmi, la mia non è zona di olive, ma mia moglie ha cominciato da alcuni anni sistemare ed utilizzare gli uliveti della sua famiglia, in Albania.
Dolo tanti anni di abbandono, è già grassa esser riusciti a ripartire!
Il nostro grosso svantaggio è di non abitare là, quindi devi giocoforza affidare tutto ad altri, puoi soplo dare indicazioni ma servon poco, se non sei lì.
Il grosso vantaggio è invece quello di aver acquistato due macchine per la raccolta, da un grossista di fallimenti, e con queste abbiamo velocizzato tantissimo.
Un solo operatore guida la macchina scuotitrice automatica, ed uno usa l'aspiratore per raccoglierle dai teli.
Posso dire che i costi ed i tempi di raccolta sono calati tantissimo, per la parte che riguarda gli alberi "nuovi", che danno olive da olio.
Per quelli antichi (sono quasi tutti ultrasecolari, dai 700 anni in giù), purtroppo tocca ancora procedere manualmente.
Ma quelli danno solo olive da tavola e da salamoia, le macchine non servirebbe comunque.


carletto

unread,
Nov 13, 2018, 1:37:50 PM11/13/18
to
Il 13/11/2018 15:44, rawmode ha scritto:

> Bah, ci ho lavorto per anni e per quanto fosse "un lavoro sporco"
> dico sempre che e' "il piu' onesto" che ho fatto. La resa dipende
> dalla stagione soprattutto..

La resa dipende principalmente, oltre che dalla varieta', dal grado di
maturazione delle olive. Piu' sono mature, piu' alta e' la resa (e piu'
facile la raccolta), ma minore e' la qualita'.
Parlo di olive sane, senza malattie o attacchi di mosca.

> In ogni caso, so che anticamente, quando non c'erano macchine di nessun
> tipo, l'olio veniva raccoltoi per l'appunto dall'alto con un piatto.
> Per cui il solo modo era aspettare che salisse!! Non ne vedo altri.

Mah, qualsiasi frantoio, anche quelli piu' vecchi, hanno sistemi di
separazione un tantino piu' elaborati.

> Per la qualita', quella dipende solo dalle olive e dal modo di raccolta..
> Una volta staccata dalla pianta, un oliva sana, non dovrebbe mai fermarsi
> se non nella bottiglia di conservazione. Qualsiasi pausa(come del resto vale
> per qualsiasi prodotto), anche di due ore, incide...

Eh beh, due ore.... ci vorrebbe un frantoio portatile...
Diciamo che se le olive sono sane, non eccessivamente mature, e
soprattutto stoccate il luogo fresco e arieggiato, e senza che si
possano schiacciare, possono aspettare anche tre o quattro giorni senza
alcuna perdita' di qualita' apprezzabile.

Se poi' l'oliva "e'
> bucata",
> dalla classica mosca, e' da li' che parte l'acidita'..

Bisogna monitorare la presenza della mosca in estate.
Se si preannuncia una annata "infestata" due sono le possibilita':
- si fanno i trattamenti (se ne fanno parecchi e nei tempi giusti,
quelli seri, con veleni veri, tutto il resto sono solo costosi
palliativi per gonzi e figli dei fiori)
- non si fanno trattamenti, ma si anticipa *di molto* la raccolta (a
olive ancora del tutto verdi), per cercare di limitare i danni.

> Se non e' bucata ma e' trattata.. di certo non e' l'optimum..

Personalmente non faccio alcun trattamento: il prezzo da pagare e' che
puo' capitare qualche annata (tipo due anni fa) in cui sono costretto a
lasciare le olive sull'albero. Ma siccome lo faccio solo per hobby e
autoconsumo, e non per professione, me lo posso anche permettere.
Anche se rode parecchio lasciar marcire tre o quattro quintali di olive
sugli alberi, per colpa di una stupida mosca...

carletto

rawmode

unread,
Nov 13, 2018, 2:07:34 PM11/13/18
to

"Tizio.8020" <
...
Per quelli antichi (sono quasi tutti ultrasecolari, dai 700 anni in giů),
purtroppo tocca ancora procedere manualmente.
Ma quelli danno solo olive da tavola e da salamoia, le macchine non
servirebbe comunque.

..................
poi magari leggo quell'articolo, di certo tutte le nuove evoluzioni,
non possono essere sbagliate.. Io abito nella "magna grecia" diciamo..
ci sono ulivi qui autoctoni.. del resto siamo "di fronte" all'Albania..
Dalle mie parti quest'anno le piogge di luglio hanno in pratica azzerato
la raccolta... Sparita volatilizzata.
Ma mi ricordo di un solo bottiglione d'olio
(che ci era stato regalato perche' scambiato per vino(pensa te!!))
e che era a sua volta un regalo...
Che io quello lo requisii nascondendolo per usarlo solo sopra l'insalata!
Era uno spettacolo!:))
Se fai un prodotto di qualita', si sente!! e di certo non sbagli...


Tizio.8020

unread,
Nov 13, 2018, 2:16:59 PM11/13/18
to
Mah, io l'olio di mia moglie l'ho assaggiato, ma solo quello.
Non è male, ma è più simile ad un olio pugliese come acidità che ad un toscano, per quanto voglia dir poco.
Ed il nostro ha già diverse certificazioni, diciamo che è molto superiore alla media di ciò che si trova.
Erano i campioncini che abbiamo fatto preparare per i commercianti.
Poi la partita grossa non è arrivata; per problemi del trasportatore hanno rimandato il camion indietro, dopo che avevamo già pagato il trasporto e la "dogana" di là.
E dopo che avevamo incassato gli anticipi dai diversi commercianti che lo acquistavano per imbottigliarlo per i cesti natalizi.
Quindi ci siamo trovati ad avere ferme là in magazzino tutta o quasi la produzione del 2016 e tutta quella del 2017.
E adesso stanno raccogliendo, quindi entro tre mesi dovremmo riuscire
a piazzare tre anni di produzione... sembra poco, ma sono oltre 200 quintali di olio.

rawmode

unread,
Nov 13, 2018, 4:10:56 PM11/13/18
to

"carletto"

> Anche se rode parecchio lasciar marcire tre o quattro quintali di olive
> sugli alberi, per colpa di una stupida mosca...
>
> carletto
>


Qui si sono sempre fatte, mosca o non mosca..
ovviamente sono d'accordo con quello che scrivi,
Io facevo il caso ideale impossibile - dall'albero alla bottiglia -
ma e' ovvio che che l'olio non cambia alcuna caratteristica
all'interno del frutto sano e ben tenuto..
Ho visto il meglio e ho visto il peggio..
E soprattutto sono un ottimo buon gustaio, a mio avviso!!;)


carletto

unread,
Nov 13, 2018, 10:39:25 PM11/13/18
to
Il 13/11/2018 20:09, rawmode ha scritto:

> Qui si sono sempre fatte, mosca o non mosca..

Eh, dipende da quanto e' aggressiva e prolifica la mosca.
Se e' come l'annata 2016 c'e' poco da fare, in men che te l'aspetti ti
ritrovi tutte le olive sbucherellate e annerite, con sei o sette larve
dentro. Chi ha provato lo stesso a molire ha dovuto comunque buttare via
tutto, tanto era disgustoso e maleodorante l'olio.

carletto

rawmode

unread,
Nov 14, 2018, 1:29:16 AM11/14/18
to

"carletto"
In ogni caso, nel mio paese questo e' il secondo anno che non si e'
aperto alcun frantoio.. Non era mai successo a ricordo d'uomo.
Dunque quelle olive che hai descritto cosi' disgraziatamente, sono
proprio sparite per conto loro.
Anche se l'oliva e' bucata, ma il tempo tiene, il fatto si risolve con una
certa percentuale di acidita' nell'olio, cose quasi ordinarie..
Ma se ci piove dentro o sopra, piu' di qualche volta e' la fine.
E' davvero un luglio cosi' piovoso, non s'era mai visto...
Sono andati bene solo moscerini, zanzare e microvolatili di ogni genere...


rawmode

unread,
Nov 14, 2018, 1:58:34 AM11/14/18
to

"Tizio.8020"
....
natalizi.
Quindi ci siamo trovati ad avere ferme là in magazzino tutta o quasi la
produzione del 2016 e tutta quella del 2017.
E adesso stanno raccogliendo, quindi entro tre mesi dovremmo riuscire
a piazzare tre anni di produzione... sembra poco, ma sono oltre 200 quintali
di olio.
....

Bel casino, temo che le complicazioni non siano del tutto
casuali o estemporanee! L'olio e' l'olio, ma il commercio e' guerra!!
E a noi la stanno facendo da molti fronti, esterni e interni!
La mia impressione e' che "gli stranieri" capiscano meglio di noi
le potenzialita', e intandano o bloccarci o sostituirci, visto che
giustamente..
siamo inetti e incapaci. Non penso in realta' che il nostro olio o vino,
possa avere
concorrenze in assoluto. Gli italiani in massa sono altamente ignoranti
delle proprie potenzialita'! Il Sud che sarebbe un autentico paradiso e'
stato
riempito di merda dalle mafie e dagli imprenditori del Nord...!
Queste sono le potenzialita', nel cesso!


Renato_VBI

unread,
Nov 14, 2018, 3:59:13 AM11/14/18
to
Il 14/11/2018 07:57, rawmode ha scritto:

[CUT]

> siamo inetti e incapaci. Non penso in realta' che il nostro olio o vino,
> possa avere
> concorrenze in assoluto. Gli italiani in massa sono altamente ignoranti
> delle proprie potenzialita'! Il Sud che sarebbe un autentico paradiso e'
> stato
> riempito di merda dalle mafie e dagli imprenditori del Nord...!

Ringrazia che ho fatto un fioretto altrimenti *ti avrei mandato
candidamente a cagare*.

Chi e' cagion del suo mal pianga se stesso.
Andate a lavorare....
AUGH

--

Ciao, Renato

Apteryx

unread,
Nov 14, 2018, 4:30:41 AM11/14/18
to
Il 14/11/2018 09:59, Renato_VBI ha scritto:
>
> Chi e' cagion del suo mal pianga se stesso.
> Andate a lavorare....

che poi a dirla tutta non sanno manco di cosa parlano

c'è gente come Roi oppure come il Manni che fanno soldi a palate con
l'olio riuscendo a vendere a 25 euro un cru da 10 cc

e tutti gli altri quelli che l'olio lo fanno seriamente riescono a
campare e di molto bene

e non solo per chi fa qualità, ma anche chi fa olio da supermercato, non
se la passa per nulla male


Renato_VBI

unread,
Nov 14, 2018, 4:53:26 AM11/14/18
to
Giusto.

Ogni impianto, orto o campo ha bisogno perlomeno dell'occhio del padrone
per poter rendere al meglio.

Lasciare andare tutto in malora per poi vivere di sussidi e' tipico di
certe personcine che vanno nei loro poderi *solo* al momento della raccolta.

Comunque la chiudo qui che mi sale la pressione.
:-)

--

Ciao, Renato



Apteryx

unread,
Nov 14, 2018, 6:36:06 AM11/14/18
to
Il 14/11/2018 10:53, Renato_VBI ha scritto:
> Lasciare andare tutto in malora per poi vivere di sussidi

a volte ti ci porta anche lo stato

dalle mie parti fino a una 25na di anni fa, davano i fondi agea per NON
COLTIVARE i campi, non ricordo più bene quali fossero ma praticamente
era una questione di europa e di quote per cerali ecc ecc

rawmode

unread,
Nov 14, 2018, 6:44:10 AM11/14/18
to

"Renato_VBI"


>> delle proprie potenzialita'! Il Sud che sarebbe un autentico paradiso e'
>> stato
>> riempito di merda dalle mafie e dagli imprenditori del Nord...!
>
> Ringrazia che ho fatto un fioretto altrimenti *ti avrei mandato
> candidamente a cagare*.
>

Sai che pena!!
non oso pensarci...






Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10130presentato daPARENTELA Paolotesto
diMartedì 4 agosto 2015, seduta n. 475
PARENTELA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, al Ministro della salute . - Per sapere - premesso che:
l'interrogante ha appreso da notizie a mezzo stampa che la camorra avrebbe
interrato rifiuti tossici quali scorie radioattive a Lattarico (CS) con
l'aiuto di un imprenditore cosentino;
a rendere noto quanto sopra esposto è un pentito, il 28enne Mattia Pulicanò.
Nell'articolo apparso su «Il Quotidiano della Calabria» del 3 agosto 2015 si
legge: «I rifiuti tossici, secondo il collaboratore di giustizia già
spacciatore per conto del clan Lanzino, sarebbero sepolti a Lattarico, più
precisamente nella frazione denominata Regina. A portarceli, 15 o 20 anni
fa, sarebbe stato l'ormai arcinoto Cipriano Chianese, avvocato napoletano di
62 anni ritenuto organico al clan dei Casalesi. Gli inquirenti campani lo
considerano come l'inventore delle «ecomafie» nonché protagonista della
«Terra dei fuochi» e, proprio per vicende analoghe, l'uomo - che vanta anche
trascorsi in politica - è tuttora sotto processo nella città partenopea. I
rifiuti di Lattarico, Chianese li avrebbe seppelliti con la complicità di un
imprenditore cosentino «intimo» di Pulicanò. Proprio lui, nel 2012, avrebbe
riferito al futuro pentito i contorni di quell'operazione di smaltimento
illecito. «Interrare quei rifiuti - spiegava l'ex pusher ai magistrati a
giugno del 2014 - rappresentava una contropartita agli appalti che Chianese
gli aveva fatto prendere nel corso degli anni». Non a caso, le più recenti
inchieste giudiziarie dipingono il legale come uomo dalle ottime entrature
nel mondo politico e imprenditoriale. E in virtù di queste amicizie, sarebbe
riuscito a far ottenere all'imprenditore cosentino rilevanti commesse
pubbliche nel Nord Italia. In cambio, però, l'imprenditore «doveva mettere a
disposizione la sua azienda per occultare rifiuti tossici». Pulicanò
sostiene di ignorare la tipologia di rifiuti in questione, ma da suo ormai
ex amico avrebbe appreso che, in passato, lui «ci aveva fatto soldi a
palate, poiché il settore è molto redditizio». In quel 2012, i due uomini
avrebbero discusso dell'argomento perché l'imprenditore aveva intenzione di
ripetere il giochetto. «Ero appena uscito dal carcere - rammenta il
pentito - e lui mi ha proposto il trattamento, da parte della mia cosca, di
rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia. A riguardo, mi precisava di
aver già assunto contatti con un veneto che trattava le spedizioni per conto
di un gruppo di Modena che spediva rifiuti tossici in Africa. L'oggetto
dell'affare era quello di far arrivare rifiuti nella zona di Lattarico dove
dovevano essere interrati». Secondo il pentito, il progetto era quello di
costruire innocui capannoni agricoli e impianti fotovoltaici sui terreni
prescelti, al fine di «non dare nell'occhio», dissimulando così la presenza
dei veleni radioattivi. In altri casi, invece, quelle scorie erano state
oculate «nelle colate di cemento». Quell'affare non andò poi in porto perché
il sedicente gruppo modenese, in quel caso, non aveva in animo di trasferire
rifiuti tossici, bensì «semplici» ingombranti. «Scocche di autovetture,
pneumatici, batterie auto e altro. Uno stock di 20-25 container al mese
difficilmente occultabili a differenza di scarti industriali, fanghi e
scorie radioattive, ovviamente più remunerativi e semplici da gestire». Il
cosentino collegato a Chianese, comunque, cercava l'appoggio della cosca per
due buone ragioni: «Gli serviva un finanziamento e la forza lavoro in
quanto, trattandosi di attività illecita, non si fidava a utilizzare i
propri dipendenti». In tutto ciò, lo stesso Pulicanò sostiene di aver
sollevato obiezioni e perplessità, in virtù dei rischi per la salute che
un'operazione del genere comportava. Fu allora che, «esternando
tranquillità», il suo interlocutore gli avrebbe detto di averlo già fatto un
ventennio prima. «In effetti ho verificato che, nella zona in questione, si
sono registrati, negli anni, diversi casi di tumore»;
l'interrogante, in data 5 febbraio 2015, ha depositato atto di sindacato
ispettivo n. 4-07737, ad oggi senza risposta, chiedendo che fossero
pubblicati quanto prima i risultati del monitoraggio dell'elicottero con
un'apparecchiatura appesa a cavi d'acciaio che ha sorvolato i cieli di
Calabria al fine di individuare aree inquinate per conto del Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell'Arpacal -:
di quali elementi informativi disponga il Governo con riferimento alla
richiamata vicenda e se non ritenga doveroso che venga fatta chiarezza per
quanto di competenza, sulla presenza di scorie radioattive interrate nella
città di Lattarico;
se non ritenga opportuno che vengano svolte delle verifiche da parte del
Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente al fine di tutelare il
diritto alla salute dei cittadini delle aree coinvolte;
se non ritenga opportuno pubblicare quanto prima i risultati del
monitoraggio descritto nelle premesse così da favorire la successiva
bonifica dei siti inquinati;
se, vista l'alta incidenza di tumori in alcune zone della Calabria, non
ritenga urgente assumere iniziative per promuovere l'istituzione del
registro tumori e del registro epidemiologico. (4-10130)





Renato_VBI

unread,
Nov 14, 2018, 7:28:57 AM11/14/18
to
Che i politici italiani abbiano sempre fatto solamente gli interessi
delle lobby a vario titolo a discapito della popolazione e' cosa risaputa.

--

Ciao, Renato


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