On 12/03/17 07:44, lupino wrote:
> Il 10/03/2017 14:04, Claudia ha scritto:
>
>> no ma come hanno scritto altri il problema sarebbe stato quello
>> relativo alla situazione inversa...
>
> poi non tutti gli apparecchi che hanno spina 16A consumano 16A anzi.
>>
>
> Per me è una cazzata grande come una casa.
>
> Se per caso voglio mettere un fornelletto da 2500w o più, nella presa
> grande da 16A trovata in camera, mi salta il magnetotermico da 10?
> Viene l'artigiano e ti mette un utilizzatore da 3Kw e gli salta?
> Ok, ognuno può raccontartela come vuole, ma questa che roba è?
> Ha un senso solo se in origine erano tutte prese piccole cablate con 1,5
> mmq e poi qualche genio l'ha cambiate in bipasso.
Il genio avrebbe ragione, perche' le bipasso VANNO protette con un 10A.
Punto.
> Ma una presa da 16A in giro per la casa è comoda,
Certamente, ma in base alla norma deve essere una italiana da 16A
(quella semplice con i fori grossi) oppure una schuko pura.
Personalmente, ritengo che neanche quelle prese sono adeguate per un
16A, ma si dovrebbe passare (sulla base di cio' che oggi si trova sul
mercato) a quelle "blue" della serie:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/42/16A-plug.jpg
come si fa nelle cucine professionali, ad esempio.
Scusate, ma ragionateci sopra: come e' possibile che una presa domestica
da 16A abbia la stessa portata della presa da 16A industriale?
La presa domestica ha una supeficie di contatto decisamente minore e
dovrebbe tenere la stessa corrente ?
Durante la mia relativamente breve attivita' (alcuni anni) da
impiantista ho portato a casa una collezione di prese e spine da 16A
"colate". E' sul campo (e non sul banco di scuola) che si vede nella
pratica cosa succede.
Se l'ipotesi dei normatori di una volta e' che in ambito domestico
l'assorbimento da 16A e' limitato nel tempo (mentre in una cucina di un
ristorante, va avanti tutto il giorno) e quindi si presumerebbe un ciclo
di lavoro piu' basso in ambito domestico, che dia tempo alla presa di
raffreddarsi, faccio notare che oggi ci sono i forni elettrici e le
griglie elettriche che arrivano (e superano) fino a 3 kW.
E poi ci sarebbe la questione delle prese multiple. Hai voglia a
stampigliare sulle prese multiple che la portata non deve superare i
2500W o 2000W (o meno: financo 1500W - leggete cosa c'e' scritto sulla
vostra): quando mai l'utilizzatore domestico (la casalinga di Voghera ?)
si mette a leggere le stampigliature e fare un po' di aritmetica
"elettrica" ?
Una multipla con stufetta elettrica da 2000W (perche' c'e' tanto
freddo), un PC a torre di fascia alta ed una piantana alogena da 500W
sono un carico piu' che plausibile in ambito domestico che si avvicina
ad una assorbimento di quasi 3 kW costanti.
Oppure la lavatrice in bagno durante la fase di riscaldamento e con una
stufetta elettrica da 1200W (altrimenti salta il magnetotermico) sulla
stessa multipla perche', fa tanto freddo e si vuole fare la doccia
mentre si attende il bucato.
> poi ognuno fa gli impianti come gli pare.
Mica tanto: ci vuole poco per presentare un esposto alla CCIAA,
allegando foto e DiCo.
> Potrei fare anche una sola presa in cucina e
> poi giro di prolunghe per la casa, se mi piace :-)
Le prolunghe domestiche in commercio non hanno una portata utile da 16A
(anche se qualche volta spacciate cosi' - ma con vari caveat nelle
istruzioni). E poi non dimentichiamo le multiple, che spesso hanno
portate limite (lasciate alla conoscenza dell'utilizzatore ... no
comment) giu' fino a 6,5A (sarebbero le 1500W).