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locale caldaia

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Gido

unread,
Oct 6, 2010, 1:08:01 PM10/6/10
to
Buongiorno

Da un pò di tempo, ho un rompicapo, che non riesco a venirne a capo (spiego)

Il mio attuale locale caldaia, e posizionato nel piano seminterrato,
passando da garage/cantine.
Ora devo sostituire la vecchia caldaia a gasolio, con due caldaie a gas
(per due alloggi)

una caldaia e incorporata nel boiler dei pannelli solari, e la seconda e
solo caldaia normale, tutte e due a condensazione, sui 25 kw. il locale
è 2,40 x 2,60, ora io chiedo:

Posso mettere tutte e due le caldaie, nello stesso locale? se no perchè?
e come dovrei adeguarlo? grazie.

Loris_ro

unread,
Oct 7, 2010, 5:23:59 AM10/7/10
to

> Posso mettere tutte e due le caldaie, nello stesso locale?

si certo che puoi.

> se no perchč?

non puoi non avviare una pratica presso i Viglili del fuoco per il rilascio
del CPI essendo un locale caldaia con potenza installata maggiore di 35 kW,
fatto questo nessuno potrebbe dirti nulla.

> e come dovrei adeguarlo? grazie.

intatno č quasi sicuro che dovrai comunque adeguarlo i VVF non ti
rilasceranno un parere positivo se non assicuri tutta una serie di
condizioni che adesso non ricordo a memoria ma che potrebbero facilmente
riguardare interventi edili, come sostituzioni di porte, creazioni di bocce
di lupo per l'aerazione, varie ed eventuali a seconda di com'č fatto il
locale.

in alcuni casi potresti ritrovarti il caso che il locale non vada bene
perchč non adattabile ma non č che non sia adatto ad accogliere due caldaie
assieme... e che non puň proprio accoglierle perche non adattabile.

in alternativa ammesso che il locale sia adeguato o adeguabile
all'installazione di caldaie a gas, potresti pensare se fattibile di
suddividerlo in due locali piů piccoli con ciascuno una caldaia al suo
interno, cosě non si verificherebbe la condizione di una potenza installata
maggiore di 35 kW e ti risparmieresti il passaggio dai VVF.

ciao.

Lo


Gido

unread,
Oct 8, 2010, 10:10:25 AM10/8/10
to
Il 07/10/2010 11:23, Loris_ro ha scritto:
>> Posso mettere tutte e due le caldaie, nello stesso locale?
>
> si certo che puoi.
>
>> se no perchè?

>
> non puoi non avviare una pratica presso i Viglili del fuoco per il rilascio
> del CPI essendo un locale caldaia con potenza installata maggiore di 35 kW,
> fatto questo nessuno potrebbe dirti nulla.
>
>> e come dovrei adeguarlo? grazie.
>
> intatno è quasi sicuro che dovrai comunque adeguarlo i VVF non ti

> rilasceranno un parere positivo se non assicuri tutta una serie di
> condizioni che adesso non ricordo a memoria ma che potrebbero facilmente
> riguardare interventi edili, come sostituzioni di porte, creazioni di bocce
> di lupo per l'aerazione, varie ed eventuali a seconda di com'è fatto il

> locale.
>
> in alcuni casi potresti ritrovarti il caso che il locale non vada bene
> perchè non adattabile ma non è che non sia adatto ad accogliere due caldaie
> assieme... e che non può proprio accoglierle perche non adattabile.

>
> in alternativa ammesso che il locale sia adeguato o adeguabile
> all'installazione di caldaie a gas, potresti pensare se fattibile di
> suddividerlo in due locali più piccoli con ciascuno una caldaia al suo
> interno, così non si verificherebbe la condizione di una potenza installata

> maggiore di 35 kW e ti risparmieresti il passaggio dai VVF.
>
> ciao.
>
> Lo
>
>
> Si appunto..avevo pensato di suddividerlo, però mi piacerebbe sapere
le caratteristiche, se ci sono misure minime, finestre, muri rei , ecc.

Loris_ro

unread,
Oct 8, 2010, 10:19:55 AM10/8/10
to

> le caratteristiche, se ci sono misure minime, finestre, muri rei , ecc.

adesso su due piedi non so dire, ovviamente ci sono delle prescrizioni da
compiere per l'installazione delle caldaie.

sicuramente una presa d'aria verso l'esterno con superficie utile in
funzione della potenza del bruciatore installato.

sicuramente la compartimentazione del locale in due locali a se stanti con
un certo grado di protezione REI assolutamente non comunicanti tra loro...

mi sa che viene a costare qualcosina.... sicuro che non conviene di più
installare la caldaia al piano allogginadola magari in un balcone dentro ad
un armadio protetto?

ciao.

Lo


Albe V°

unread,
Oct 8, 2010, 10:29:00 AM10/8/10
to
Scriveva Gido mercoledì, 06/10/2010:

Si puoi metterle nello stesso locale.
Siccome raggiungi i 50kW complessivi, il locale non dovrà avere alcuna
comunicazione con l'interno (neppure con porta REI), dovrà essere
realizzato in modo da resistere ad uno scoppio senza propagare verso
l'interno (ad esempio cemento armato), dovrà avere una presa d'aria con
l'esterno non chiudibile, e la porta di accesso (esclusivamente verso
l'esterno) dovrà non resistere alla pressione (ad esempio semplice
lamiera, non blindata).

Se invece ne metti solo una, per 25kW non ci sono prescrizioni, se non
che deve essere l'unico carico d'incendio concreto nell'ambiente,
quindi ad esempio non puoi installarla dove metti l'automobile.

Alberto


Gido

unread,
Oct 8, 2010, 3:48:07 PM10/8/10
to
> E se nel locale di cui si parlava, lo divido in due con un muro, e
metto due porte antincendio?

Albe V°

unread,
Oct 10, 2010, 5:26:45 AM10/10/10
to
Scriveva Gido venerdì, 08/10/2010:

> > E se nel locale di cui si parlava, lo divido in due con un muro, e
> metto due porte antincendio?

Se è a servizio di due abitazioni diverse, allora ogni abitazione avrà
solo 25kW, e a questo punto non avrai problemi, perchè rientri nei
limiti.
Ma se il vano appartiene ad un'unica abitazione, tu in quell'abitazione
avrai 50kW installati, quindi serve un locale caldaia con tutti i
crismi.

Alberto


Loris_ro

unread,
Oct 11, 2010, 5:13:06 AM10/11/10
to

>
> Se è a servizio di due abitazioni diverse, allora ogni abitazione avrà
> solo 25kW, e a questo punto non avrai problemi, perchè rientri nei limiti.
> Ma se il vano appartiene ad un'unica abitazione, tu in quell'abitazione
> avrai 50kW installati, quindi serve un locale caldaia con tutti i crismi.

a me sembrava ma non voglio insistere perchè infondo potrei sbagliarmi ma
ero assolutamente convinto così, che il limite dei 35 kW fosse applicato a
COMPARTIMENTO non a immobile.

cioè io nella mia casa posso avere tutta la potenza termica installata che
voglio, solo che se ho più di 35 kW nello stesso locale ovvero in più locali
non compartimentati tra di loro devo ricadere nella normativa antincendio.

(è per questo che non si vendono praticamente più cucine a gas con forno
anch'esso a gas perchè la potenza installata totale supera facilmente e ben
oltre i 35 kW).

se fosse come dici tu non si potrebbe nemmeno verificare il caso più comune
degli immobili italiani dove hanno caldaietta di solito 21/24/26/28 kW e
cucina a gas (anch'essa intorno ai 24 kW) che invecie è comunissimo.

e che dire di quelli che nella villetta hanno il doppio riscaldamento che so
gas/legna con due caldaie separate, hanno tutti l'impianto non certificato o
forse l'idraulico che glielo ha fatto ha curato che le due caldaie fossero
installare in due compartimenti separati in maniera da non rientrare nel
limite dei 35kW per non parlare del magazzino di legna da ardere che sarebbe
un altro capitolo di sicurezza antincendio, che IMHO fa più paura lui che
non due dispositivi a gas con potenza totale installata maggiore di 35 kW
installati nello stesso locale..

tornanto all'OP dividere il locale originale in due locali compartimentati
per installare le due caldaie autonomamente è una soluzione valida se
percorribile tanto quanto quella di fare installare insieme e fare la
pratica VFF, e sia quanto quella di installare ciascuna caldaia al piano
magari in un balcone per ogni appartamento, quale delle tre strade
percorrere è semplicemente il risultato di un una valutazione sul
tecnicamente fattibile ed un semplice calcolo costo/beneficio che solo l'OP
potrà valutare.

dico subito che a partià di condizioni tecniche tra le tre scelte la più
economica e quella di installare la caldaietta al piano.

ciao.

Lo

ciao.

Lo

ciao.

Lo


Albe V°

unread,
Oct 11, 2010, 9:15:33 AM10/11/10
to
Loris_ro ha pensato forte :

>>
>> Se è a servizio di due abitazioni diverse, allora ogni abitazione avrà solo
>> 25kW, e a questo punto non avrai problemi, perchè rientri nei limiti.
>> Ma se il vano appartiene ad un'unica abitazione, tu in quell'abitazione
>> avrai 50kW installati, quindi serve un locale caldaia con tutti i crismi.
>
> a me sembrava ma non voglio insistere perchè infondo potrei sbagliarmi ma
> ero assolutamente convinto così, che il limite dei 35 kW fosse applicato a
> COMPARTIMENTO non a immobile.
>
> cioè io nella mia casa posso avere tutta la potenza termica installata che
> voglio, solo che se ho più di 35 kW nello stesso locale ovvero in più locali
> non compartimentati tra di loro devo ricadere nella normativa antincendio.

Guarda, non insisto, però è chiaro che se fosse così, basterebbe
mettere una caldaia in lavanderia e una nel sottoscala, con un banale
tubo in mezzo, per aggirare senza problemi il limite della potenza
installata, il che sarebbe a mio parere una leggerezza abbastanza grave
della normativa. Che se c'è una normativa a mio parere ben fatta
(stando ai fatti, in Italia abbiamo rarissimissimi casi di incendi con
morti rispetto agli altri paesi occidentali) è proprio tutto quanto
riguarda i VVFF. Poi è vero anche che in passato c'era discrezionalità
da parte dei comandi locali, i quali applicavano il buon senso e alla
fine le cose funzionavano lo stesso, però sono oramai tanti anni che ci
sono norme stringenti, e mi sembra che tutto funzioni bene.


> (è per questo che non si vendono praticamente più cucine a gas con forno
> anch'esso a gas perchè la potenza installata totale supera facilmente e ben
> oltre i 35 kW).

Non so che potenza abbia un forno, però secondo me il forno a gas era
veramente una rottura di palle incredibile, presumo che il cambio di
tecnologia sia avvenuto più che altro per poter mettere il forno dove
si vuole, anche staccato dai fornelli, senza problemi particolari, si
tira un filo elettrico e via, zero manutenzione, zero pericoli, ecc...

> se fosse come dici tu non si potrebbe nemmeno verificare il caso più comune
> degli immobili italiani dove hanno caldaietta di solito 21/24/26/28 kW e
> cucina a gas (anch'essa intorno ai 24 kW) che invecie è comunissimo.

Questo è vero, però è anche vero che moltissime case nuove hanno la
caldaia proprio in cucina, quindi evidentemente deve esserci qualche
esenzione per il gas di cucina, altrimenti in quell'ambiente si
supererebbe il limite anche ragionando "per compartimento" e non "per
unità immobiliare".

>
> e che dire di quelli che nella villetta hanno il doppio riscaldamento che so
> gas/legna con due caldaie separate, hanno tutti l'impianto non certificato o
> forse l'idraulico che glielo ha fatto ha curato che le due caldaie fossero
> installare in due compartimenti separati in maniera da non rientrare nel
> limite dei 35kW per non parlare del magazzino di legna da ardere che sarebbe
> un altro capitolo di sicurezza antincendio, che IMHO fa più paura lui che non
> due dispositivi a gas con potenza totale installata maggiore di 35 kW
> installati nello stesso locale..

Il magazzino della legna infatti è ben normato, non può stare nè dove
c'è l'automobile nè dove c'è la caldaia.
Poi a casa propria uno fa quello che vuole, diciamo che però se si vive
in un condominio può arrivare il classico controllo per il certificato
di prevenzione incendi, e lì una catasta di legna in garage te la
bocciano immediatamente (visto io un condominio perdere l'agibilità dei
garage perchè alcuni avevano messo la lavatrice nello stesso vano dove
parcheggiano l'automobile).

> tornanto all'OP dividere il locale originale in due locali compartimentati
> per installare le due caldaie autonomamente è una soluzione valida se
> percorribile tanto quanto quella di fare installare insieme e fare la pratica
> VFF, e sia quanto quella di installare ciascuna caldaia al piano magari in un
> balcone per ogni appartamento, quale delle tre strade percorrere è
> semplicemente il risultato di un una valutazione sul tecnicamente fattibile
> ed un semplice calcolo costo/beneficio che solo l'OP potrà valutare.
>
> dico subito che a partià di condizioni tecniche tra le tre scelte la più
> economica e quella di installare la caldaietta al piano.

Sicuramente, anche per semplificare la manutenzione distinta, visto che
poi faranno riferimento a due unità diverse, se ho ben capito.

Alberto


Loris_ro

unread,
Oct 11, 2010, 1:53:28 PM10/11/10
to

> Guarda, non insisto, perň č chiaro che se fosse cosě, basterebbe

> mettere una caldaia in lavanderia e una nel sottoscala, con un banale tubo
> in mezzo,

non sarebbero compartimentate uindi la condizione non si verifica per una
installazione cosě.

> per aggirare senza problemi il limite della potenza installata, il che
> sarebbe a mio parere una leggerezza abbastanza grave della normativa.

infatti fatto cosě non vale ;-P

>
> Non so che potenza abbia un forno, perň secondo me il forno a gas era

> veramente una rottura di palle incredibile, presumo che il cambio di

> tecnologia sia avvenuto piů che altro per poter mettere il forno dove si

> vuole, anche staccato dai fornelli, senza problemi particolari, si tira un
> filo elettrico e via, zero manutenzione, zero pericoli, ecc...

io so per certo perchč parlo con gli installatori gas/idraulici che lo
sconsigliano ed inoltre ti avvisano che dovrai poi fare le pratiche
antincendio e che ti viene caro ecc...


> Questo č vero, perň č anche vero che moltissime case nuove hanno la

> caldaia proprio in cucina, quindi evidentemente deve esserci qualche
> esenzione per il gas di cucina, altrimenti in quell'ambiente si
> supererebbe il limite anche ragionando "per compartimento" e non "per

> unitŕ immobiliare".

infatti le caldaiette in cucina in teoria richiederebbero obbligatoriamente
le piastre elettriche.

che poi un si compra la cucina con i fuochia gas e che poi l'idraulico
gliela collega lo stesso senza stare troppo a pensarci č un altro paio di
maniche.

poi c'č da dire che c'č artigiano ed artigiano, c'č quello che sa che esiste
una normativa antincendio e c'č quello che lavora a prezzi piů bassi che
dovrebbe saperlo ma non lo sa.

e purtroppo sono tanti.

>
> Il magazzino della legna infatti č ben normato, non puň stare nč dove c'č
> l'automobile nč dove c'č la caldaia.
> Poi a casa propria uno fa quello che vuole, diciamo che perň se si vive in
> un condominio puň arrivare il classico controllo per il certificato di
> prevenzione incendi, e lě una catasta di legna in garage te la bocciano
> immediatamente (visto io un condominio perdere l'agibilitŕ dei garage
> perchč alcuni avevano messo la lavatrice nello stesso vano dove
> parcheggiano l'automobile).

vabbe ma quě siamo usciti dal seminato, torniamo a bomba se fosse come dici
tu non si potrebbero avere le due caldaie nello stesso immobile e questo
ovviamente non č vero.

>> dico subito che a partiŕ di condizioni tecniche tra le tre scelte la piů

>> economica e quella di installare la caldaietta al piano.
>
> Sicuramente, anche per semplificare la manutenzione distinta, visto che

> poi faranno riferimento a due unitŕ diverse, se ho ben capito.

no semplicemente fanno riferimento al fatto che non sono installate nello
stesso locale, perchč semplicemente non sono installate in nessun locale.

ogni caldaia viaggia per se come se fosse a se stante, caldaia murale
installata all'esterno.

poi poco importa che servano due porzioni distinte dello stesso immobile che
magari fanno pure parte della stessa unitŕ abitativa.

ciao.

Lo


Albe V°

unread,
Oct 12, 2010, 6:33:10 AM10/12/10
to
Loris_ro ha spiegato il 11/10/2010 :
>> Guarda, non insisto, però è chiaro che se fosse così, basterebbe

>> mettere una caldaia in lavanderia e una nel sottoscala, con un banale tubo
>> in mezzo,
>
> non sarebbero compartimentate uindi la condizione non si verifica per una
> installazione così.

E cosa significherebbe 'compartimentate', allora?
L'OP ipotizzava di dividere a metà il locale con un muro, ma poi i due
'sottovani' così creati avrebbero porte verso la stessa unità
abitativa, quindi saremmo nella stessa identica situazione detta prima.


>> per aggirare senza problemi il limite della potenza installata, il che
>> sarebbe a mio parere una leggerezza abbastanza grave della normativa.
>

> infatti fatto così non vale ;-P

E come andrebbe fatto?
Considera che le porte non valgono, cioè non puoi 'compartimentare' con
le porte (giustamente, perchè una porta può essere lasciata aperta).
Quindi devi avere vani accessibili solo dall'esterno, il che riporta al
discorso del locale caldaia...


>> Non so che potenza abbia un forno, però secondo me il forno a gas era

>> veramente una rottura di palle incredibile, presumo che il cambio di

>> tecnologia sia avvenuto più che altro per poter mettere il forno dove si

>> vuole, anche staccato dai fornelli, senza problemi particolari, si tira un
>> filo elettrico e via, zero manutenzione, zero pericoli, ecc...
>

> io so per certo perchè parlo con gli installatori gas/idraulici che lo

> sconsigliano ed inoltre ti avvisano che dovrai poi fare le pratiche
> antincendio e che ti viene caro ecc...
>
>

>> Questo è vero, però è anche vero che moltissime case nuove hanno la caldaia

>> proprio in cucina, quindi evidentemente deve esserci qualche esenzione per
>> il gas di cucina, altrimenti in quell'ambiente si supererebbe il limite

>> anche ragionando "per compartimento" e non "per unità immobiliare".


>
> infatti le caldaiette in cucina in teoria richiederebbero obbligatoriamente
> le piastre elettriche.
>
> che poi un si compra la cucina con i fuochia gas e che poi l'idraulico

> gliela collega lo stesso senza stare troppo a pensarci è un altro paio di
> maniche.

Mah, guarda, ti parlo di abitazioni recenti, dove ovviamente gli
impianti passano attraverso un progetto da consegnare in comune, non è
che si parli di idraulico che collega en-passant...

>> Il magazzino della legna infatti è ben normato, non può stare nè dove c'è

>> l'automobile nè dove c'è la caldaia.
>> Poi a casa propria uno fa quello che vuole, diciamo che però se si vive in
>> un condominio può arrivare il classico controllo per il certificato di
>> prevenzione incendi, e lì una catasta di legna in garage te la bocciano
>> immediatamente (visto io un condominio perdere l'agibilità dei garage
>> perchè alcuni avevano messo la lavatrice nello stesso vano dove
>> parcheggiano l'automobile).
>
> vabbe ma quì siamo usciti dal seminato, torniamo a bomba se fosse come dici

> tu non si potrebbero avere le due caldaie nello stesso immobile e questo

> ovviamente non è vero.

Io so per certo che le potenze delle caldaie in un'unica unità
abitativa si sommano. Lo so per certo perchè a casa mia avevamo una
caldaia grossa (ed infatti avevo il locale caldaia in cemento,
accessibile solo dall'esterno, porta collassabile, presa d'aria,
ecc...).
Quando ho ristrutturato, volevo aprire una porta verso l'interno per
usare il locale caldaia come lavanderia, visto che andavamo a montare
una murale e quindi si liberava spazio.
Ne ho parlato al progettista, il quale mi ha detto chiaramente che non
potevo aprirla, a meno che facendo i calcoli basati sulla nuova
coibentazione, non fossimo riusciti a stare sotto ai limiti dei 30kW (o
35, non ricordo). E io ho proprio detto: "va beh, eventualmente
mettiamo due caldaiette più piccole, una in cascata all'altra, una lì e
una in un altro vano". E lui mi ha detto che le potenze si sommano e
sono su base unità abitativa, altrimenti sarebbe comodo, metti tutte le
caldaie che vuoi basta che ne metti una per stanza...
Poi fortunatamente abbiamo deciso di mettere una 30kW, ed
effettivamente di potenza ne ho anche troppa.


>>> dico subito che a partià di condizioni tecniche tra le tre scelte la più

>>> economica e quella di installare la caldaietta al piano.
>>
>> Sicuramente, anche per semplificare la manutenzione distinta, visto che poi

>> faranno riferimento a due unità diverse, se ho ben capito.


>
> no semplicemente fanno riferimento al fatto che non sono installate nello

> stesso locale, perchè semplicemente non sono installate in nessun locale.


>
> ogni caldaia viaggia per se come se fosse a se stante, caldaia murale
> installata all'esterno.
>
> poi poco importa che servano due porzioni distinte dello stesso immobile che

> magari fanno pure parte della stessa unità abitativa.

Si, volevo dire un'altra cosa, comunque direi che installate
all'esterno non ci sono problemi...

Alberto


Loris_ro

unread,
Oct 12, 2010, 7:53:50 AM10/12/10
to

>
> E cosa significherebbe 'compartimentate', allora?

compartimentare il locale con un gradi REI opportuno previsto da normative
apposite (precisamente quale grado adesso non lo saprei dipende da vari
fattori)

> L'OP ipotizzava di dividere a metà il locale con un muro, ma poi i due
> 'sottovani' così creati avrebbero porte verso la stessa unità abitativa,
> quindi saremmo nella stessa identica situazione detta prima.

non vorrei sbagliare ma se fossero suddivisi con una parete opportunamente
costituita da materiali atti a verificarse le opportune condizioni REI xxx e
aventi porte REI xxx (dove x sta per opportuno grado occorrente) e che
dessero su un locale di sgombero (e quindi non che una da sull'altro locale)
allora quei due locali sarebbero a tutti gli effetti due compartimenti REI a
se stante e quindi due locali compartimentati.


> E come andrebbe fatto?
> Considera che le porte non valgono, cioè non puoi 'compartimentare' con le
> porte (giustamente, perchè una porta può essere lasciata aperta). Quindi
> devi avere vani accessibili solo dall'esterno, il che riporta al discorso
> del locale caldaia...

no ci sono le alternative, io ho sotto mano proprio il caso in cui l'ING che
ha rifatto il progetto della CT e le pratiche antincendio che ha richiesto
la compartimentazione del locale caldaia fatto in una certa maniera in
maniera che la CT del palazzo non dovesse avere obbligatoriamente un
ingresso indipendente dalle cantine (che costituiscono compartimento a se
stante).

le maniere ci sono, solo che a volte non si possono applicare.

>
> Mah, guarda, ti parlo di abitazioni recenti,

questo non vuol dire nulla, anzi le speculazioni edilizie più grandi e degli
ultimi tempi di solito sono caratterizzate dal fatto che l'impresario cerca
l'artigiano che gli faccia il prezzo più basso e non gli importa come farà
il lavoro, tanto la responsabilità sarà poi dell'artigiano ancor di più ora
che c'è una forte contrazione dei prezzi degli immobili da queste parti
fanno si che gli impresari stiano cercando in ogni maniera di abbassare i
costi.

credimi ne ho visti tanti di cantieri nuovi di palazzi e o palazzine a
schiera e non è raro che proprio sugli impianti lascino molto a desiderare
sia la qualità del lavoro sia la preparazione dell'artigiano
elettricista/idraulico/gasista che non ha la più pallida idea di cosa sia
una norma uni/iso/cei e tantomento la legislazione antincendio.

>dove ovviamente gli impianti passano attraverso un progetto da consegnare
>in comune, non è che si parli di idraulico che collega en-passant...

sai, fino al 2007 per impianti fino ad un certo calibro non c'era nemmeno
bisogno di un progetto, bastava che l'artigiano certificasse che ha fatto il
lavoro bene e quindi c'erano artigiani seri che sapevano cosa facevano e
quindi si comportavano di conseguenza e altri artigiani meno seri che
invecie non lo sapevano o magari peggio non gliene fregava nulla,
certificavano e basta.

poi hanno modificato e hanno detto che vanno progettati tutti MA quelli al
di sotto dei limiti dimensionali di cui sopra bastava che fossero progettati
da chi? Semplice! da quello che prima certificava che li aveva fatti a
regola.

insomma dalla padella alla brace.

adesso tutti gli impainti vegono progettati, il progetto viene condegnato al
comune, viene realizzato un impianto che se va bene corrisponde al progetto.

progetto che non è assolutamente detto che sia adeguato e risponda a quanto
dev'essere.

tanto

1° mica è detto che il comune verifica i progetti, dovrebbe farlo a campione
figurati, dal 1990 l'anno da quando è iniziata la storia non ho mai sentito
di un impianto che è stato scelto a campione per essere verificato.

2° il comune se è piccolo non ha molti tecnici e non è detto che tutti siano
competenti, tipicamente i comuni medio piccoli hanno dei geometri o al
massimo un ingegnere civile/architetto che per loro stessa ammissione
(quando sono umili) dicono che di impianti non ne capicsono una mazza.

3° furono istituiti gli elenchi dei certificatori degli impianti (a cui io
sono inscritto) ai quali gli enti tipo comune possono attingere per fare
effettuare i controlli di cui sopra nona vendo personale competente nel
proprio organico, ma che giacciono morti e sepolti nelle camere di commercio
fin da quando sono nati.

nel mio piccolo ti posso fare l'esempio di un elettricista di quelli che
chiamarlo elettricista è un complimento ma in realtà è solo un pelafili, che
chiamato a fare un impainto di un bel centro estetico fa un prezzo, basso
ovviamente per accaparrarsi il lavoro, realizza un orripilante impianto a
vista fatto di tubi grigi su pareti arancioni.

mette le linee per alimentare i lettini solari e le docce e le trifacciali
(che sono energivore da matti) senza avere assolutamente idea che forse per
quelle potenze e quelle distanze occorre fare un minimo di verifica di
caduta di tensione.

assolutamente, dimensiona a casaccio, monta, prepara la dichiarazione di
conformità, la consegna e...

caspita al comune si accorgono (ed è già notevole che se ne siano accorti)
che dato che i centri estetici sono equiparati a studi medici necessitano
obbligatoriamente di un progetto firmato e timbrato da un professionista,
(lui mica lo sapeva anche se è un tecnico abilitato per la 46/90).

Allora corre da me per chiedermi un favore... per favore mi metti un timbro
quì ed una firma la.... ti pago il distrubo....

Ed io gli ho risposto, timbri e firme a casaccio io non te ne metto, lascia
quì la documentazione che io verifico cosa hai fatto e faccio il progetto di
conseguenza.

morale

lui s'è offeso perchè io gli ho chiesto 500 euro per un progetto perchè
diceva che gli mangiavo il guadagno.

io a spiegargli che in ongi caso 500 euro erano pochi e che lui dato che è
un professionista del settore doveva sapere che quell'impianto andava
obbligatoriamente progettato e doveva tenerne conto in fase
dipreventivazione.

in ogni caso anche se gi ho fatto presente che l'impianot così come lo aveva
fatto lui non andava bene e che doveva sostituire alcune dorsali e cambiare
qualche protezione credi che lo abbia fatto?

s'è incazzato con me perchè volevo fargli spendere altri soldi, non ha fatto
assolutamente nulla, ha solo ripresentato la pratica in comune ove non si
sono memmeno presi la briga di confrontare il progetto con la dichiarazione,
senno se ne sarebbero pure accorti, acquisito tutto agli atti hanno concesso
l'inizio attività al solarium e via....

io per quanto mi riguarda ho proibito a mia moglie di andare a QUEL solarium
perchè l'ho messa in guardia che era pericoloso....

> Io so per certo che le potenze delle caldaie in un'unica unità abitativa
> si sommano.

perchè nella migliore delle ipotesi, un idraulico che sa quello che dice
deve trovare le parole più semplici per spiegarlo ad un cliente che una cosa
si può o non si può fare

dato che usualmente un appartamento equivale a un compartimento si usa dire
così l'ho visto fare anche io e del resto lo capisco pure, ce lo vedi un
idraulico che inizia a dire a te o peggio alla "siora pina" din turno che
secondo la normativa antincendio la legge tale dei tali e le potenze
installate maggiori o uguali a xxx per poterle installare occorre mettere
porte tagliafuoco, fare fare intonaci antincendio, mettere allarmi, sensori,
pulsanti di emergenza, estintori e chi più ne ha più ne metta? nella
migliore delle ipotesi alla siora pina passa per la testa che "questo mi
vuole fregà"

senza poi parlare dei casi in cui l'idraulico s'è abilitato lavorando da
garzone per un altro idraulico e che ha sempre sentito dire così, la prende
per buona così e per lui è così.

>Lo so per certo perchè a casa mia avevamo una caldaia grossa (ed infatti
>avevo il locale caldaia in cemento, accessibile solo dall'esterno, porta
>collassabile, presa d'aria, ecc...).

ma certo questo è un caso classico, è la cosa migliore da fare potendo...

> Quando ho ristrutturato, volevo aprire una porta verso l'interno per usare
> il locale caldaia come lavanderia, visto che andavamo a montare una murale
> e quindi si liberava spazio.

non si può fare

> Ne ho parlato al progettista, il quale mi ha detto chiaramente che non
> potevo aprirla, a meno che facendo i calcoli basati sulla nuova
> coibentazione, non fossimo riusciti a stare sotto ai limiti dei 30kW (o
> 35, non ricordo).

35 kW infatti.

> E io ho proprio detto: "va beh, eventualmente mettiamo due caldaiette più
> piccole, una in cascata all'altra, una lì e una in un altro vano".

eh eh classico ragionamento.

> E lui mi ha detto che le potenze si sommano e sono su base unità
> abitativa, altrimenti sarebbe comodo, metti tutte le caldaie che vuoi
> basta che ne metti una per stanza...

risposta classica data ad uno che non è del mestiere, e quì rimando
all'esempio di risposta classica data alla "siora pina" di cui sopra.

perchè uno del mestiere gli avrebbe obbiettato che essendoci i fuochi della
cucina la condizione non si sarebbe comunque rispettata.

le potenze si sommano se i generatori di calore sono installati "nello
stesso locale" inteso come tutti nello stesso compartimento antincendio.

> Poi fortunatamente abbiamo deciso di mettere una 30kW, ed effettivamente
> di potenza ne ho anche troppa.

certo, se hai una casa singola ad arrivare a 35 ci vuole veramente la gru.

>>
>> poi poco importa che servano due porzioni distinte dello stesso immobile
>> che magari fanno pure parte della stessa unità abitativa.
>
> Si, volevo dire un'altra cosa, comunque direi che installate all'esterno
> non ci sono problemi...

da un punto di vista termico installarel fuori è svantaggioso, ma a volte si
evitano tanti problemi di altro ordine.

ciao.

Lo

Albe V°

unread,
Oct 12, 2010, 8:14:56 AM10/12/10
to
Loris_ro scriveva il 12/10/2010 :

>>
>> E cosa significherebbe 'compartimentate', allora?
>
> compartimentare il locale con un gradi REI opportuno previsto da normative
> apposite (precisamente quale grado adesso non lo saprei dipende da vari
> fattori)
>
>> L'OP ipotizzava di dividere a metà il locale con un muro, ma poi i due
>> 'sottovani' così creati avrebbero porte verso la stessa unità abitativa,
>> quindi saremmo nella stessa identica situazione detta prima.
>
> non vorrei sbagliare ma se fossero suddivisi con una parete opportunamente
> costituita da materiali atti a verificarse le opportune condizioni REI xxx e
> aventi porte REI xxx (dove x sta per opportuno grado occorrente) e che
> dessero su un locale di sgombero (e quindi non che una da sull'altro locale)
> allora quei due locali sarebbero a tutti gli effetti due compartimenti REI a
> se stante e quindi due locali compartimentati.

Credo che questo sia un punto dirimente.
Abbiamo due stanze, ognuna realizzata in maniera opportuna, che hanno
accesso su un unico locale. Diciamo anche che questo locale sia a sua
volta costruito in maniera 'opportuna' (prese d'aria, cemento armato,
porta collassabile, ecc...
In ognuna delle due stanze abbiamo una caldaia da 25kW.

Secondo la tua interpretazione, non siamo tenuti ad alcuna prativa
VVFF, perchè ognuno dei due 'compartimenti' non supera i 30kW.
Secondo la mia interpretazione, il totale di 50kW richiede la pratica
VVFF.

Allora adesso consideriamo per un attimo di vedere le cose
dall'esterno. Abbiamo una porta, che ci fa entrare in un qualcosa, dove
poi si aprono due porte, e in ognuna di queste c'è la caldaia da 25kW.
Siccome le porte si devono sempre considerare aperte (perchè possono
essere lasciate aperte, quindi quando si ragiona di antincendio bisogna
calcolare che lo siano), questo vano di sgombero può essere visto come
un unico vano con due nicchie, ciascuna con 25kW installati.
E qua, credo non ci sia storia che siamo a 50kW.
Ma siccome la visione a "2 vani + vano di sgombero" o la visione a
"vano di sgombero con 2 nicchie", è solo questione di interpretazione,
sono adesso ancora più convinto che si faccia il totale della potenza
installata.


Comunque la questione si dirime rapidamente: il mio attuale socio
faceva le pratiche VVFF, fino a qualche tempo fa, ed è considerato uno
dei tecnici più preparati sull'argomento.
Ieri e oggi purtroppo è in trasferta, quindi fino a domani non lo
disturbo per una cosa del genere.
Però la storia del gas di cucina che si sommerebbe, mi interessa, per
cui sicuramente mi farò spiegare bene tutto.

Ciao

Alberto


Loris_ro

unread,
Oct 12, 2010, 10:06:25 AM10/12/10
to

> Comunque la questione si dirime rapidamente: il mio attuale socio
> faceva le pratiche VVFF, fino a qualche tempo fa, ed č considerato uno dei
> tecnici piů preparati sull'argomento.
> Ieri e oggi purtroppo č in trasferta, quindi fino a domani non lo disturbo
> per una cosa del genere.
> Perň la storia del gas di cucina che si sommerebbe, mi interessa, per cui
> sicuramente mi farň spiegare bene tutto.

perfetto!

Lo


Albe V°

unread,
Oct 15, 2010, 4:11:48 AM10/15/10
to
Loris_ro ha usato la sua tastiera per scrivere :

>> Comunque la questione si dirime rapidamente: il mio attuale socio
>> faceva le pratiche VVFF, fino a qualche tempo fa, ed ᅵ considerato uno dei
>> tecnici piᅵ preparati sull'argomento.
>> Ieri e oggi purtroppo ᅵ in trasferta, quindi fino a domani non lo disturbo
>> per una cosa del genere.
>> Perᅵ la storia del gas di cucina che si sommerebbe, mi interessa, per cui
>> sicuramente mi farᅵ spiegare bene tutto.
>
> perfetto!

Sono uno di parola.

Solo che mi ero dimenticato.

Allora, avevi sostanzialmente ragione tu: ᅵ possibile installare in un
medesimo immobile anche due caldaie la cui somma delle potenze
installate superi i 30kW.
L'importante ᅵ che:
- le due caldaie non siano nello stesso locale e i due vani siano
separati da pareti con grado REI tal dei tali
- le due caldaie non siano alimentate dalla stessa linea del gas e non
ci sia alcun collegamento fra gli impianti a valle delle stesse.

Ad esempio, ᅵ possibile installare le due caldaie come diceva l'OP,
separando i vani, perchᅵ queste servono poi due impianti di
riscaldamento indipendenti.
E' anche possibile installare due caldaie per scaldare la stessa unitᅵ
immobiliare, purchᅵ vi siano due impianti di riscaldamento. Ad esempio,
se installo una caldaia per la zona giorno e una caldaia per la zona
notte, senza possibilitᅵ di inserimento di entrambe sulla stessa linea
di radiatori, le potenze non si sommano.

Probabilmente quanto dettomi dal progettista per casa mia, faceva
riferimento al fatto che con le due caldaie io volevo scaldare la
stessa acqua, cioᅵ una caldaia alza l'acqua da 30 a 40 e l'altra da 40
a 50 (ad esempio), e in questo caso le potenze si sommano e avrei
superato i 30kW.

Ciao

Alberto


Adriano

unread,
Nov 13, 2010, 11:29:54 AM11/13/10
to
Il 12/10/2010 14:14, Albe Vᅵ ha scritto:
> Loris_ro scriveva il 12/10/2010 :
>>>
>>> E cosa significherebbe 'compartimentate', allora?
>>
>> compartimentare il locale con un gradi REI opportuno previsto da
>> normative apposite (precisamente quale grado adesso non lo saprei
>> dipende da vari fattori)
>>
>>> L'OP ipotizzava di dividere a metᅵ il locale con un muro, ma poi i
>>> due 'sottovani' cosᅵ creati avrebbero porte verso la stessa unitᅵ

>>> abitativa, quindi saremmo nella stessa identica situazione detta prima.
>>
>> non vorrei sbagliare ma se fossero suddivisi con una parete
>> opportunamente costituita da materiali atti a verificarse le opportune
>> condizioni REI xxx e aventi porte REI xxx (dove x sta per opportuno
>> grado occorrente) e che dessero su un locale di sgombero (e quindi non
>> che una da sull'altro locale) allora quei due locali sarebbero a tutti
>> gli effetti due compartimenti REI a se stante e quindi due locali
>> compartimentati.
>
> Credo che questo sia un punto dirimente.
> Abbiamo due stanze, ognuna realizzata in maniera opportuna, che hanno
> accesso su un unico locale. Diciamo anche che questo locale sia a sua
> volta costruito in maniera 'opportuna' (prese d'aria, cemento armato,
> porta collassabile, ecc...
> In ognuna delle due stanze abbiamo una caldaia da 25kW.
>
> Secondo la tua interpretazione, non siamo tenuti ad alcuna prativa VVFF,
> perchᅵ ognuno dei due 'compartimenti' non supera i 30kW.

> Secondo la mia interpretazione, il totale di 50kW richiede la pratica VVFF.
>
> Allora adesso consideriamo per un attimo di vedere le cose dall'esterno.
> Abbiamo una porta, che ci fa entrare in un qualcosa, dove poi si aprono
> due porte, e in ognuna di queste c'ᅵ la caldaia da 25kW.
> Siccome le porte si devono sempre considerare aperte (perchᅵ possono

> essere lasciate aperte, quindi quando si ragiona di antincendio bisogna
> calcolare che lo siano), questo vano di sgombero puᅵ essere visto come

> un unico vano con due nicchie, ciascuna con 25kW installati.
> E qua, credo non ci sia storia che siamo a 50kW.
> Ma siccome la visione a "2 vani + vano di sgombero" o la visione a "vano
> di sgombero con 2 nicchie", ᅵ solo questione di interpretazione, sono
> adesso ancora piᅵ convinto che si faccia il totale della potenza

> installata.
>
>
> Comunque la questione si dirime rapidamente: il mio attuale socio faceva
> le pratiche VVFF, fino a qualche tempo fa, ed ᅵ considerato uno dei
> tecnici piᅵ preparati sull'argomento.
> Ieri e oggi purtroppo ᅵ in trasferta, quindi fino a domani non lo

> disturbo per una cosa del genere.
> Perᅵ la storia del gas di cucina che si sommerebbe, mi interessa, per
> cui sicuramente mi farᅵ spiegare bene tutto.
>
> Ciao
>
> Alberto
>
>
>Ok. Alberto, se puoi darmi il parere di questo tuo amico! grazie.

Adriano

unread,
Nov 13, 2010, 11:36:48 AM11/13/10
to
Il 15/10/2010 10:11, Albe V° ha scritto:
> Loris_ro ha usato la sua tastiera per scrivere :
>>> Comunque la questione si dirime rapidamente: il mio attuale socio
>>> faceva le pratiche VVFF, fino a qualche tempo fa, ed è considerato
>>> uno dei tecnici più preparati sull'argomento.
>>> Ieri e oggi purtroppo è in trasferta, quindi fino a domani non lo

>>> disturbo per una cosa del genere.
>>> Però la storia del gas di cucina che si sommerebbe, mi interessa, per
>>> cui sicuramente mi farò spiegare bene tutto.

>>
>> perfetto!
>
> Sono uno di parola.
>
> Solo che mi ero dimenticato.
>
> Allora, avevi sostanzialmente ragione tu: è possibile installare in un

> medesimo immobile anche due caldaie la cui somma delle potenze
> installate superi i 30kW.
> L'importante è che:

> - le due caldaie non siano nello stesso locale e i due vani siano
> separati da pareti con grado REI tal dei tali
> - le due caldaie non siano alimentate dalla stessa linea del gas e non
> ci sia alcun collegamento fra gli impianti a valle delle stesse.
>
> Ad esempio, è possibile installare le due caldaie come diceva l'OP,
> separando i vani, perchè queste servono poi due impianti di
> riscaldamento indipendenti.
> E' anche possibile installare due caldaie per scaldare la stessa unità
> immobiliare, purchè vi siano due impianti di riscaldamento. Ad esempio,

> se installo una caldaia per la zona giorno e una caldaia per la zona
> notte, senza possibilità di inserimento di entrambe sulla stessa linea

> di radiatori, le potenze non si sommano.
>
> Probabilmente quanto dettomi dal progettista per casa mia, faceva
> riferimento al fatto che con le due caldaie io volevo scaldare la stessa
> acqua, cioè una caldaia alza l'acqua da 30 a 40 e l'altra da 40 a 50 (ad

> esempio), e in questo caso le potenze si sommano e avrei superato i 30kW.
>
> Ciao
>
> Alberto
>
>
> Abbastanza chiaro, all0ora (se ho capito bene) io avendo un garage
semiinterrato, con in fondo un locale caldaia (vecchia, che serviva 2
alloggi comuni) ok.? Ora sostituendo il tutto (ristrutturazione) e
venendo abitativo il piano 2 (che prima non lo era) metterei 1 caldaia x
piano inferiore hai 35 kw, dividerei il locale, e metterei 2 porte rei,
e magari anche i muri..ho dimenticato qualcosa? grazie e saluti.
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